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de saint-exupery

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il folle volo del piccolo principe

Una serie di letture, e non solo, di e su Saint-Exupery, che rintracciano nei suoi racconti di guerra e di volo la stessa mobilità del Piccolo Principe. L'itinerario non è fatto solo di libri ma anche di un fumetto e di una canzone.di Enrico Settimi Il narratore del Piccolo Principe è un pilota.    Antoine de Saint-Exupéry è l’autore del Piccolo Principe. Faceva il pilota di professione. La scrittura e il volo, come se fossero l’uno la mutazione alchemica dell’altro si rispecchiano, fino alla fine delle parole e allo schianto dell’aereo di Saint-Exupéry. Ma qui non voglio scrivere su una favola che viene riletta lungo giorni diversi da chiunque la accosti. In fin dei conti è lì, tradotta in Italiano, con tutta la sua imbarazzante purezza, al cospetto della quale si resta privi delle proprie parole e della vanità che le accompagna.   Il Piccolo Principe l’ho letto da solo, appartato da sguardi critici. Ho assaporato le frasi bisbigliandole  tra me, come per raccontarle ad un bambino che forse non c’è più, rincorrendolo.

 

lundi 31 julliet 1944

Première mission photo en haute altitude sur le sud de la France. Non rentré.

Saint-Exupéry è stato pilota di guerra.

L’aspettavano alle 13 del 31 giugno 1944, nella base aeronautica di Bastia-Borgo, Corsica..

L’aria estiva poteva essere appena mitigata dalla brezza marina, ma dovette sembrare irrimediabilmente ferma quando alle 14 e 30 era persa ogni speranza che fosse ancora in volo.  L’attesa che non viene soddisfatta resta sospesa, come un lutto che non passa, perché è sempre troppo recente.

Pilot did not return and is presumed lost.

Così alle 15 e 30 annotava l’ufficiale americano Vernon F. Robinson sull’ Interrogation Report.  Questo itinerario parte da quel giorno caldo, sul cielo di Corsica. Ma anche dal malinconico pilota-narratore del Piccolo Principe. È un viaggio fin dentro la durezza etica di Antoine de Saint-Exupéry, a trovare ancora una volta un bambino stupito, acuto e vulnerabile.  Potrebbe essere una storia personale.  Il punto d’arrivo è alla fine di un estenuante viaggio adolescenziale, poco prima o poco dopo la tappa che immette all’età matura, quando annoiati da tutti gli anti-eroi che affollano gli olimpi esplosi di fine secolo, ci si volge ai ricordi di qualcun altro, nel tentativo di sfondare la scenografia in cartongesso - fredda ma comoda - del cinismo a buon mercato. Non è una questione di estetica. Nemmeno cerco il punto di riferimento, di cui ho guadagnato l’impossibilità.

Non voglio fare il controcanto alla prosa della disillusione.  Ma c’è qualche cosa di arcaico, primario e non ulteriormente riducibile proprio nelle parole taglienti, nello sguardo freddo, e nella biografia di Saint-Exupéry. Assomiglia all’Ulisse dantesco, questo scrittore che ha visto molti dei suoi compagni non tornare più, e che una volta di troppo, per desiderio di verità, è salito sul suo aereo.

Scriveva il 30 luglio 1944:  "Sono immerso nel pericolo della guerra più semplice e nudo. Dei caccia mi hanno sorpreso l’altro giorno. Sono sfuggito per un niente. Ho trovato tutto ciò benefico. E non per il delirio sportivo o guerriero, che non approvo. Ma perché io non capisco nient’altro, assolutamente nient’altro che la qualità della sostanza"  - Dagli Scritti di Guerra -   Volo di Notte - Mondadori -  Corriere del Sud  - Mondadori -  o gli Scritti di Guerra  - Credo che l’edizione italiana sia compresa nelle Opere edite da Bompiani -  annotano la necessità di farsi carico delle scelte più difficili o dolorose.

Il volo non è usato come metafora: è padroneggiato come una tecnica letteraria, come una concatenazione logica di eventi o di pensieri, come codice meccanico imperfetto per dire l’esistenza.

Dopo aver letto l’attacco di Volo di Notte ci si lascerà abbindolare difficilmente dall’arte per l’arte, o dalle pose estatiche ed estetizzanti di tanti contemporanei.

Di quando in quando si è riparlato di Saint-Exupéry e della sua morte. È accaduto con una certa frequenza tra la metà degli anni ottanta e la metà degli anni novanta. Quel che è stato detto, scritto, disegnato in proposito è segnato dal pudore, dalla mancanza d’appigli per ogni polemica letteraria, o per un revival dai toni nostalgici.

Era come se degli amici dispersi portassero fiori alla sua tomba, da paesi remoti, senza mai incontrarsi. Cito in ordine sparso:  Daniele del Giudice, che ha dedicato un racconto del suo Staccando L’ombra da Terra (Einaudi) alla ricostruzione dello scontro aereo in cui Saint-Exupéry dovette soccombere. Ha ritrovato un rapporto dell’allievo pilota tedesco che verosimilmente lo ha abbattuto.

Hugo Pratt ne ha disegnato la storia. Il tratto è tremolante - come nelle tavole di Corto Maltese - a sottolineare il torrido delle vite vissute che non si raffreddano nemmeno a raccontarle cento volte, siano reali o frutto di fantasie.

Francesco De Gregori ha raccolto le impressioni ad alta quota di Saint-Exupéry in Pilota di Guerra, nell’album "Terra di Nessuno", scrivendo un verso che fosse pure da solo raccoglie l’ansia estrema e pacata di osare dello scrittore francese: "Non per entrare nel merito del motore/ ma ogni motore ha una musica ed io la so".

Non è presunzione, credo, quella che guidava il pilota a protestare contro la solitudine e l’afflizione della condizione umana e ad affermarne la propria conoscenza; mi sembra più una assunzione di responsabilità, ingenua e nobile.

Questo viaggio può proseguire allora in altre pagine dedicate allo stupore di fronte ai tentativi di mera sopravvivenza di alcuni, e di fronte all’incapacità di provare sensazioni, di dare alle sensazioni un nome e di agire in modo conseguente.

Lo stupore del Piccolo Principe.

pickwick.it

 

genio e passione fino al sacrificio supremo

cosa potevo chiedere di più ?

trovai conferma dell’eroismo cui ogni adolescenza aspira

...

Quella malinconia egli se la portava intorno come un bagaglio

volo di notte

volo di notte di saint-exupéry
Per la prima volta sulla scena la versione teatrale del racconto di Antoine de Saint-Exupéry  «Volo di Notte» grazie alla concessione fatta dagli eredi di Saint-Exupéry  all’Associazione Mannini dell’Orto Teatro che ne cura la riduzione e interpretazione.  

Lo spettacolo celebra i 100 anni dell’invenzione del volo  - Fratelli Wright 17 dicembre 2003 ... Maggio Musicale Fiorentino 2004
nove.firenze.it       culturalweb.it 

romanzo scritto nel 1931   durante un soggiorno in argentina .    opera molto intima e riflessiva che non si smentisce e riafferma la profondità del suo spirito  .   ha ricevuto  il Prix Femina nel 1931 .

l'autore lavorò tre anni scrivendo   correggendo   e chiedendo agli amici di leggere e rileggere continuamente   anche durante le ore notturne .
http://it.wikipedia.org/wiki/Antoine_de_Saint-Exupery


vol de nuit   extrait
L'inspecteur parut hésiter, se retourna vers Pellerin et sa pomme d'Adam remua. Mais il se tut. Il reprit, après réflexion, en regardant droit devant soi, sa dignité mélancolique.
Il la promenait, ainsi qu'un bagage, cette mélancolie.
Débarqué la veille en Argentine, appelé par Rivière pour de vagues besognes, il était empêtré de ses grandes mains et de sa dignité d'inspecteur. Il n'avait le droit d'admirer ni la fantaisie, ni la verve : il admirait par fonction la ponctualité. Il n'avait le droit de boire un verre en compagnie, de tutoyer un camarade et de risquer un calembour que si, par un hasard invraisemblable, il rencontrait, dans la même escale, un autre inspecteur.
"I1 est dur, pensait-il, d'être un juge."
A vrai dire, il ne jugeait pas, mais hochait la tête. Ignorant tout, il hochait la tête, lentement, devant tout ce qu'il rencontrait. Cela troublait les consciences noires et contribuait au bon entretien du matériel. Il n'était guère aimé, car un inspecteur n'est pas créé pour les délices de l'amour, mais pour la rédaction de rapports. Il avait renoncé à y proposer des méthodes nouvelles et des solutions techniques, depuis que Rivière avait écrit : "L'inspecteur Robineau est prié de nous fournir, non des poèmes, mais des rapports. L'inspecteur Robineau utilisera heureusement ses compétences, en stimulant le zèle du personnel." Aussi se jetait-il désormais, comme sur son pain quotidien, sur les défaillances humaines. Sur le mécanicien qui buvait, le chef d'aéroplace qui passait des nuits blanches, le pilote qui rebondissait à l'atterrissage.

...

Rivière s'arrêta devant Leroux, un vieux contremaître qui travaillait. Leroux, lui aussi, travaillait depuis quarante ans. Et le travail prenait toutes ses forces. Quand Leroux rentrait chez lui vers dix heures du soir, ou minuit, ce n'était pas un autre monde qui s'offrait à lui, ce n'était pas une évasion. Rivière sourit à cet homme qui relevait son visage lourd, et désignait un axe bleui : "Ça tenait trop dur, mais je l'ai eu." Rivière se pencha sur l'axe. Rivière était repris par le métier. "Il faudra dire aux ateliers d'ajuster ces pièces-là plus libres." Il tâta du doigt les traces du grippage, puis considéra de nouveau Leroux. Une drôle de question lui venait aux lèvres, devant ces rides sévères. Il en souriait :
– Vous vous êtes beaucoup occupé d'amour, Leroux, dans votre vie ?
– Oh ! l'amour, vous savez, monsieur le Directeur...
– Vous êtes comme moi, vous n'avez jamais eu le temps.
– Pas bien beaucoup...
Rivière écoutait le son de la voix, pour connaître si la réponse était amère : elle n'était pas amère. Cet homme éprouvait, en face de sa vie passée, le tranquille contentement du menuisier qui vient de polir une belle planche : "Voilà. C'est fait."
"Voilà, pensait Rivière, ma vie est faite."
Il repoussa toutes les pensées tristes qui lui venaient de sa fatigue, et se dirigea vers le hangar, car l'avion du Chili grondait.

ac-strasbourg.fr

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Vittoria … Disfatta … Queste parole non hanno senso. Sotto queste immagini, c’è la vita; la vita che prepara già altre immagini.  Una vittoria indebolisce un popolo, una disfatta ne rianima un altro.  La disfatta subita da Riviere è forse un insegnamento che avvicina la vera vittoria. Solo l’avvenimento in cammino ha qualche importanza .
cap XXIII volo di notte

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la terra ci fornisce, sul nostro conto, più insegnamenti di tutti i libri. Perché ci oppone resistenza. misurandosi con l'ostacolo l'uomo scopre se stesso. ma per riuscirci gli occorre uno strumento. gli occorre una pialla, o un aratro.
il contadino, nell'arare, strappa a poco a poco alcuni segreti alla natura, e la verità ch'egli trae è universale. non diversamente l'aeroplano, strumento delle vie aeree, coinvolge l'uomo in tutti gli antichi problemi.

vol de nuit - 1931

 

 

 

 

 

 

 

LIBRI
L'AVIATORE 1926 L'Aviateur
CORRIERE-SUD 1929 Corrier-Sud -
film 1937 Robert Bresseo
VOLO DI NOTTE 1931 Vol de nuit -
film 1933 Clarence Brown
TERRA DI UOMINI 1939 Terre des hommes
PILOTA DI GUERRA 1942 Pilote de guerre
LETTERA A UN OSTAGGIO 1944 Lettre a un otage
IL PICCOLO PRINCIPE 1943 Le Petit Prince
LA CITTADELLA 1948 La Citadelle scritto nel 36

Taccuini 1961 carnets - postumi

 

 

IL PRINCIPE CHE VOLO' NELLA LEGGENDA
identificati i resti dell'areo pilotato da Antoine de Saint-Exupery, l'autore del «Piccolo Principe», che si inabissò, dopo una vertiginosa picchiata, a largo dell'isola di Riou. Ma l'identificazione non cancella il mistero della sua morte
francesca lazzarato
«Il corpo di mio zio non è mai stato ritrovato. Saint Exupery se n'è andato come il Piccolo Principe. Rispettiamo la leggenda». Furono queste le parole di Frederic d'Avay, nipote dell'autore di Vol de nuit (1931) e Terre des Hommes (1938) quando seppe che il 7 settembre del 1998 i marinai del peschereccio francese L'Horizon avevano ritrovato nelle loro reti un PEZZo di
braccialetto in maglia metallica e una piastrina argentea coperta di incrostazioni per via della lunga permanenza sott'acqua, sulla quale erano incise queste parole «Antoine de Saint-Exupéry (Consuelo), c/o Reynal and Hitchcok Inc, 386t Avenue, N.Y. City, Usa». Non c'erano dubbi che la piastrina fosse autentica (Consuelo si chiamava la bella moglie di Saint-Exupery, e l'indirizzo era quello dell'editore americano di Le pétit prince) e che appartenesse a uno degli scrittori più amati del 900, famoso tanto per le sue opere quanto per la sua vita fitta di beaux gestes, governata dalla passione per il volo e conclusa da una morte eroica, misteriosa e ROMANtica come poche: un uomo che non avrebbe dovuto volare mai più, e che in una mattina estiva del 1944 era comunque riuscito a decollare dall'aeroporto corso di Borgo, per un volo di ricognizione sulla Francia occupata. Un volo senza ritorno, perché il Lightning P-38 si inabissò nel golfo di Marsiglia, al largo dell'isola di Riou, in un punto rimasto ignoto per sessant'anni, e del quale solo ora conosciamo le coordinate.
Proprio ieri, infatti, il Drassm (il dipartimento francese delle richerche archeologiche subacquee e sottomarine) ha annunciato che i PEZZI di aereo recuperato al largo di Marsiglia nell'autunno del 2003 sono effettivamente quelli dell'aereo di Antoine de Saint-Exupéry. A permettere l'identificazione è stato il numero di fabbricazione dell'officina Lockeed, che corrisponde alla matricola militare 42-68223 , attribuita al velivolo americano pilotato dall'autore del Piccolo Principe Dopo tante ricerche e delusioni (tra il 1998 e il 2000 si è creduto varie volte di aver ritrovato il prezioso relitto), ammiratori e studiosi possiedono ora informazioni precise sul «dove». Il «perché», invece, resta ancora oscuro e probabilmente lo resterà per sempre, anche se le deformazioni riscontrate sul turbocompressore indicano che l'apparecchio incontrò l'acqua dopo una lunga picchiata verticale ad altissima velocità.
Una sparizione repentina e assoluta, una morte incredibilmente «letteraria», l'unica possibile, forse, per colui che Marie Louise Von Franz, nel suo saggio «L'eterno fanciullo», definisce il più perfetto esempio di puer aeternus: qualcuno che «non tocca mai del tutto la terra», la sfiora di tanto in tanto, atterra qua a là, lasciando dietro di sé rare e scarse tracce. Profondamente rivelatore di questa natura aerea ed eroica, sentimentale e al tempo stesso spietata come quella di Peter Pan (altro fanciullo eterno fiero della propria infanzia perpetua, «allegra, innocente e senza cuore»), che rifiuta il «mondo dei grandi» in cui si può parlare solo di bridge, di politica e di cravatte, è certo Il Piccolo Principe, immortale libro-non-per-bambini considerato a torto un classico per lettori delle elementari (e in realtà cibo ideale per adolescenti angustiati o per adulti sentimentali), in cui si dispiega interamente il carattere del puer, sempre proteso verso l'alto, sempre in viaggio, sempre pronto a lasciare indietro, sulla terra, coloro che gli vogliono bene.
Curiosamente, è a un altro aspetto tipico del puer aeternus che sembra rifarsi un altro curioso libretto-non-per-bambini pubblicato proprio in questi giorni dalla casa editrice Playground e dedicato appunto a Saint-Exupery: Il principe volante scritto da Barbara Alberti e illustrato dal pittore Filippo Martinez per un pubblico di grandi che vogliono ripensarsi piccoli, amano le fiabe e soprattutto amano lui, Antoine, che sin da bambino «aveva imparato a volare, per conto suo, come un pianeta sperso nello spazio».
In parallello con Von Franz, che spiega come il puer, timoroso delle donne e con esse crudele, sia spesso incline ad amori omosessuali, Alberti racconta del sentimento forse solo rimpianto o sognato che avrebbe unito Saint-Exupery al suo amico d'infanzia Leon Werth, e definisce il Il Piccolo Principe, «
la più sentimentale (e incantevole) metafora dell'amore tra uomini». Se Saint-Exupery cadde in mare con il suo aereoplano, insomma fu perché «si assunse in cielo» per aver amato un «fiore» con troppe spine. E in questo modo aggiunge un altro tassello alla leggenda che niente e nessuno, tanto meno dei romanzi d'aereo ripescati in fondo al mare, riusciranno a scalfire.

ilmanifesto.it
tamles.net

xlsemanal.com/principito

 

 

trovato l'aereo inabissato di Saint-Exupery
Il primo avvistamento nel 2000, poi un divieto di ricerca fino al 2003

Confermato il numero di serie: è lo stesso assegnato allo scrittore dall'aviazione militare.

Ma alcuni dubbi permangono
MARSIGLIA - L'aereo del 'Piccolo Principè è tornato alla luce, ma il mistero sulla scomparsa di uno dei più celebrati autori francesi resta. I resti del Lockheed P38 Lightning a bordo del quale Antoine de Saint-Exupery si inabissò nel Mediterraneo sono stati trovati al largo di Marsiglia, a una settantina di metri di profondità. Ne ha dato notizia il dipartimento di ricerche subacquee del ministero della Cultura che ha così posto fine a una ricerca andata avanti per 60 anni. Saint-Exupery, partito in missione ricognitiva, era scomparso all'alba del 31 luglio del 1944, poco dopo il decollo da una base in Corsica. L'identificazione certa del velivolo è stata possibile grazie al numero di serie trovato su un PEZZo di carlinga.
DAL DIVIETO ALLA SCOPERTA - I primi PEZZI del velivolo - modificato per le riprese aeree e disarmato -
erano stati trovati nel 2000 da un sub professionista, Luc Vanrell, che si era immerso nello stesso tratto di mare in cui, due anni prima, era rimasto impigliato nelle reti di un peschereccio un braccialetto con incise le parole 'Saint-Ex'.
Un altro sub, appassionato anche di aviazione, Philippe Castellano, aveva incrociato le informazioni in
possesso di Vanrell e i dati riguardanti i 42 P38 scomparsi nel sud della Francia ed era giunto alla conclusione che quello trovato doveva necessariamente essere l'aereo di Saint-Exupery.
Ma il governo di Parigi aveva deciso di porre fine alle esplorazioni indipendenti e aveva imposto un
divieto di immersione nell'area
Fino all'ottobre del 2003, quando il ministero della Cultura diede alla società 'Geocean' l'incarico di  raccogliere i resti del velivolo. «Quando ho visto il numero di serie mi sono venute le lacrime agli occhi»,  ha detto Pierre Becher, capo della Geocean. I ricercatori hanno confrontato il numero di serie 2734 inciso  dalla Lockeed sulla carlinga con il numero di registro militare dato all'aereo dello scrittore: 42-68223 e hanno ottenuto la conferma tanto attesa Resta però il mistero sulle cause del disastro. «Le eliche non sono deformate», ha detto Castellano, «e non ci sono buchi di proiettili. L'unica ipotesi che i resti permettono è di una caduta in picchiata. Ma è solo un'ipotesi». Dubbi confermati anche dal Patrick Grenjean, direttore del ministero della Cultura, secondo il quale l'unica certezza è la localizzazione del punto in cui precipitò l'aereo di Saint-Exupery. «Ma non sappiamo perchè» ha aggiunto, «e forse non lo sapremo mai».
«PRUDENZA» - «Grande prudenza», è la parola d'ordine che si legge nel sito ufficiale su Antoine de  Saint-Exupery dopo la notizia del ritrovamento al largo di Marsiglia dei resti del suo aereo. Solo il recupero  dal mare dei resti del P38 Lightning Lockheed potranno permettere, scrive il sito francese nel capitolo «a propos de l'epave» («a proposito del relitto») la loro certa identificazione. Ma è ancora più incisiva la questione che in quell'ampio tratto di mare, durante la seconda Guerra Mondiale, si inabissarono numerosi Lightning e restano ancora oscuri i motivi. Ad esempio giace in quel tratto di mare il P38J del pilota americano Maloney, e solo la cabina del velivolo è stata ritrovata a largo delle Bocche del Rodano. Il giorno in cui scomparve l'autore del «Piccolo Principe», il 31 luglio 1944, a largo di Marsiglia non si registrò nessun combattimento aereo. In quel giorno il comando della caccia tedesco non rivendicò nessuna vittoria aerea e  non denunciò nessuna perdita di Messerschmitt 109.

Le registrazioni radio e le tracce dei radar di quel giorno, inoltre, permettono di pensare che l'aereo di Saint-Exupery ritornò regolarmente dalla sua missione e quindi non cadde in mare nè nei pressi delle coste francesi.

www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/04_Aprile/07/exupery.shtml

www.corriere.it/av/galleria.html?2004/aprile/aerei&1

http://dai.ly/xfdgsh  - video

7 aprile 2004

www.futura-sciences.com/disparition-saint-exupery-son-avion-surgit-flots   -   2018

 

 

 

 

Aspetterò la notte

se posso vivere ancora per andarmene poco a poco sulla strada che attraversa il nostro villaggio avvolto nella mia amata solitudine per capirvi perché io debba morire .

frase che suona come epitaffio lasciata da Saint Exupèry in uno dei suoi ultimi articoli giornalistici ...
Nel ‘43 viene promosso a comandante. Il 16 maggio del 1944 Antoine De Saint Exupèry viene trasferito nella
base militare di Fertilia ad Alghero insieme ad altri suoi connazionali che piloteranno una squadra di idrovolanti di base nella rada di Porto Conte. E’ la seconda guerra mondiale e all’aviatore francese vengono affidati dei voli di ricognizione sulle coste della Francia per localizzare e filmare gli avamposti tedeschi .
Queste azioni vengono sostenute dal colonnello e amico Lionel Chassin di istanza nella base aeronautica delle forze alleate a Villacidro - Ca. Ad Alghero gli americani del comandante Eaker gli danno il permesso di eseguire
cinque missioni fra la Sardegna e la Corsica. Il poeta all’epoca è molto malato  - a 44 anni volava con una vertebra rotta e con gravi problemi di fegato ed udito -  riesce a malapena ad entrare nell’abitacolo del velocissimo velivolo Lightning P38 ...
Oltre alle foto è sicuro che
Saint Exupèry ad Alghero scrisse, infatti, in Corsica, nella baracca dove aveva vissuto gli ultimi istanti della sua vita gli americani trovarono il manoscritto di un romanzo, La Cittadelle, delle lettere per sua moglie Consuelo e numerosi disegni di bambini e stelle filanti.
Il 18 Luglio di quell’anno la sua unità fu trasferita a
Borgho in Corsica da dove gli uomini dovevano preparare lo sbarco in Provenza dove il poeta parte per un nuovo volo di ricognizione. La sera del 30 luglio, a Bastia, lo scrittore rientra nella sua stanza, nel frattempo, il suo copilota Pierre Siegler si prepara per la missione dell’indomani   ma qualcosa sta per accadere.

La mattina del 31 luglio alle 08.45, i meccanici in forza alla base di Bastia vedono arrivare in pista Saint Exupèry senza il suo compagno. L’uomo, senza parlare a nessuno, si ferma davanti al suo velivolo, controlla che nella sua salopette ci sia l’indispensabile, mappe, razione alimentare ed ovviamente un carnet per gli appunti, fuma l’ultima sigaretta ed entra nell’abitacolo del suo P38 per la sua ultima missione.
girodivite.it/ANTOINE-DE-SAINT-EXUPERY

omaggio ad alghero
IL PICCOLO PRINCIPE DALL’ISOLA ALLE STELLE - LUCIANO DERIU
ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY HA VISSUTO L’ULTIMA PARTE DELLA SUA VITA DA AVIATORE E POETA AD ALGHERO.
È DA LÌ CHE VOLÒ VERSO LA CORSICA PER UN’ULTIMA MISSIONE DI AEREA CHE GLI SAREBBE STATA FATALE. NON POTEVA SAPERE CHE LA SUA FIABA PER GRANDI E PICCINI SAREBBE DIVENTATO QUELLO STRAORDINARIO CASO EDITORIALE SENZA PRECEDENTI CHE NE FA ANCORA OGGI IL LIBRO PIÙ VENDUTO AL MONDO DOPO LA BIBBIA E IL CORANO.
AD ALGHERO SAINT-EX SCRISSE LETTERA A UN AMERICANO E PARTE DI
CITTADELLA - UNA DELLE SUE PIÙ BELLE COMPOSIZIONI - MENTRE IL SUO AMICO JOHN PHILLIPS TESTIMONIÒ QUEI MESI CON FOTO CHE SARANNO CELEBRI IN TUTTO IL MONDO.
LUCIANO DERIU RACCONTA QUESTO INEDITO SAINT-EX ITALIANO IN UN LIBRO ILLUSTRATO CON BELLE IMMAGINI PITTORICHE COME FORSE SAREBBE PIACIUTO AL GRANDE SCRITTORE. E ALGHERO NON VUOLE DIMENTICARE IL SUO CELEBRE OSPITE. ALL’AEROPORTO MILITARE DOVE IL MAGGIORE SAINT-EX PRESTÒ SERVIZIO DALLA METÀ DI MAGGIO ALLA METÀ DI LUGLIO DEL ’44 SU INIZIATIVA DELLA SEZIONE SALVALARTE DELLA LEGAMBIENTE CHE SI OCCUPA A RISCOPRIRE VALORI CULTURALI DEL TERRITORIO È NATO UNO SPAZIO MUSEALE - UNA SALA COMMEMORATIVA - CHE ATTRAVERSO QUADRI E CIMELI RACCONTA I GIORNI DI SAINT-EXUPÉRY IN SARDEGNA .

notizie.alguer.it - 2013
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DOPO UNA VITA AVVENTUROSA HA TRASCORSO GLI ULTIMI MESI IN SARDEGNA COME UFFICIALE PILOTA NELLA BASE DI ALGHERO PRIMA DI ESSERE TRASFERITO IN CORSICA DA DOVE IL 31 LUGLIO DEL 1944 IN CIRCOSTANZE ANCORA OGGI POCO CHIARE DECOLLÒ ALLA VOLTA DELLE COSTE FRANCESI PER UNA MISSIONE DA CUI NON FECE RITORNO.
sassarinotizie.com - 2014
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ALORS, ME DIRAS-TU, VERS QUOI DOIS-JE TENDRE ? PUISQUE LES BUTS N’ONT POINT DE SIGNIFICATION. ET JE TE RÉPONDRAI CE GRAND SECRET QUI SE CACHE SOUS DES MOTS VULGAIRES ET SIMPLES ET QUE LA SAGESSE PEU À PEU AU LONG DE LA VIE M’A ENSEIGNÉ : À SAVOIR QUE PRÉPARER L’AVENIR CE N’EST QUE FONDER LE PRÉSENT. ET QUE CEUX-LÀ S’USENT DANS L’UTOPIE ET LES DÉMARCHES DE RÊVE, QUI POURSUIVENT DES IMAGES LOINTAINES, FRUITS DE LEUR INVENTION. CAR LA SEULE INVENTION VÉRITABLE EST DE DÉCHIFFRER LE PRÉSENT SOUS SES ASPECTS INCOHÉRENTS ET SON LANGAGE CONTRADICTOIRE.
citadelle 1948

 

 

 

sparai io a Saint- Exupery
Aviatore tedesco confessa in un libro la fine dello scrittore

Horst Rippert, ex aviatore tedesco della Luftwaffe, per anni ha sperato di non aver ucciso lui l'autore del 'Piccolo Principe'.Per 64 anni, secondo la ricostruzione del sommozzatore Luc Varnell e del giornalista Jacques Pradel, autori del libro inchiesta 'Saint-Exupery, l'ultimo segreto', che esce la prossima settimana in Francia, il pilota tedesco si e' tenuto dentro tutto. Antoine de Saint-Exupery, confessa, era proprio l'uomo al quale si era ispirato per diventare pilota.

ansa - parigi - 15 mag  2008

 


Smettete di cercare la verità  

Sono io che l’ho abbattuto

C'est moi qui ai abattu Saint-Exupéry
lastampa.it        ilmessaggero.it        il foglio.it       qn.quotidiano.net

www.lefigaro.fr/2008/c-est-moi-qui-ai-abattu-saint-exupery

 

Il giorno che Rippert sparò al suo eroe cominciò il mistero della fine, dell'apparente scomparsa nel nulla di Saint-Exupery, epilogo che trasformò un'esistenza avventurosa in un vero e proprio mito. Per 64 anni, secondo la ricostruzione dei due autori, il pilota che uccise il suo eroe si è tenuto dentro tutto. Diventato giornalista, si dedicò allo sport per la TV e partecipò anche all'organizzazione dei Giochi Olimpici di Monaco del 1972, quelli in cui i terroristi palestinesi uccisero undici atleti israeliani presi in ostaggio.
new.ticinonews.ch

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Il s’appelle Horst Rippert - 24 maggio 1922 – Wiesbaden 19 aprile 2013 -  et vit quelque part en Allemagne. À l’été 1944, il avait 24 ans et déjà plusieurs victoires aériennes à son actif.      Affecté au groupe de chasse Jgr.20 0 de la Lüftwaffe, il faisait partie des rares pilotes encore présents dans le sud-est de la France.
" Après l’avoir suivi, je me suis dit, mon gars, si tu ne fous pas le camp, je vais te canarder. J'ai plongé dans sa direction et j'ai tiré, non pas sur le fuselage, mais sur les ailes. Je l’ai touché. Le zinc s’est abîmé. Droit dans l’eau. Il s’est écrasé en mer. Personne n’a sauté. Le pilote, je ne l’ai pas vu. J’ai appris quelques jours après que c’était Saint-Exupéry. J’ai espéré, et j’espère toujours, que ce n’était pas lui. Dans notre jeunesse, nous l’avions tous lu, on adorait ses bouquins. Il savait admirablement décrire le ciel, les pensées et les sentiments des pilotes. Son œuvre a suscité la vocation de nombre d’entre nous. J’aimais le personnage.
Si j’avais su, je n’aurais pas tiré. Pas sur lui."

... 

Après la guerre, le jeune pilote se reconvertit. Il devient journaliste et entre à la ZDF, la 2e chaîne de télévision allemande. Il finira par diriger le service des sports. En 1972, il faisait d’ailleurs partie de l’organisation des JO de Münich, au cours desquels un commando de huit palestiniens prit en otage et assassina onze athlètes israéliens. "Vous imaginez ce que serait devenue ma carrière si on avait su ce que j’avais fait pendant la guerre", confiera-t-il à Lino von Gartzen au cours de leurs entrevues pour justifier son mutisme.
...

Depuis avril 2004 et l’identification formelle de l’épave du Lightning que pilotait Saint-Ex, Horst Rippert s’attendait à voir débarquer quelqu’un d’un jour à l’autre. Quelqu’un qui lui demanderait : "Que savez-vous de la disparition de Saint-Exupéry ?" C’est désormais chose faite.

laprovence.com - 2008

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Antoine de Saint-Exupéry sarebbe sopravvissuto all’ultimo volo con il suo aereo, dopo essere stato abbattuto dalla Luftwaffe, e sarebbe morto, per le ferite riportate, in una prigione tedesca, dopo essere stato interrogato.      È l’ultima ipotesi sulla morte dello scrittore-aviatore francese, illustrata nel libro 'Saint-Exupéry, révélations sur sa disparition' appena pubblicato  ...
... testimonianza che hanno raccolto in via esclusiva: quella della figlia di un ufficiale della marina tedesca, che avrebbe fatto parte dell’equipaggio di salvataggio della Lutfwaffe in mare dello scrittore-aviatore. 

secoloditalia.it - 2017

 

 

Abattu par des chasseurs de la Luftwaffe  ( ? )
Jusqu'en 1972, les hypothèses les plus fantaisistes circulero nt sur la disparition de Saint-Exupéry. Jusqu'à ce qu'une revue allemande, Der Landser, publie le compte rendu de mission de l'aspirant Robert Heichele de la Luftwaffe, rapportant que le 31 juillet 1944, alors qu'il revenait en compagnie du sergent Högel vers leur base d'Orange à bord de leurs chasseurs Focke Wulfe, ils avaient attaqué et descendu à 11 h 56, entre Castellane et Le Logis du Pin, un P38 dont le moteur droit avait pris feu et qui était allé s'abîmer en mer.
La découverte par un pêcheur, en 1998, d'une gourmette appartenant à Saint-Exupéry confirmera le récit de l'aspirant Heichele, lui-même abattu quelques semaines plus tard dans le ciel du sud de la France.
Reste pourtant une question
pourquoi, alors que Saint-Exupéry, sur son trajet retour, volait entre 6 500 et 8 000 mètres, a-t-il plongé comme s'il allait attaquer les chasseurs allemands, 1 000 mètres plus bas, et alors que son P38, strictement d'observation, n'avait aucun armement puisque ses canons et mitrailleuses avaient été remplacés par des appareils photo ?
Panne d'oxygène, malaise, coup de bluff ou de folie ? Pour tous les spécialistes du combat aérien, le mystère demeure.

michel colomès - lepoint.fr - luglio 2014

aeronewstv.com

 

Saint Exupery Révélations sur sa Disparition

Collectif:  François d’Agay - Bruno Faurite - Lino vo n Gartzen - Luc Vanrell
Une enquête méthodique de neuf ans, résumée dans un livre de 300 pages cosigné par les quatre enquêteurs, apporte de nouvelles preuves et un faisceau d’indices accréditant la thèse de la mort au combat d’Antoine de Saint-Exupéry, le 31 juillet 1944, en Méditerranée.
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Ce livre résume les longues années de recherche qui ont permis aux auteurs de lever le voile sur ce mystère. Après quelques rappels sur la vie d'Antoine, les circonstances et les connaissances à propos de cette funeste mission sont étudiées. François d Agay évoque l'état d'esprit des proches face à la disparition de son oncle jusqu'à l'incroyable découverte en mer d'une gourmette en argent. Ce bijou sera le déclencheur d'une longue enquête qui conduira les auteurs jusqu'à Horst Rippert qui avouera avoir abattu un Lightning là même où repose celui d Antoine. Une rencontre historique entre François, le plus proche parent d'Antoine, et Horst, le vétéran de la Luftwaffe responsable de sa mort, aura lieu en secret en février 2010. Elle est intégralement narrée ici. Mais, la piste de ces recherches va en croiser d'autres. Ainsi, on découvre comment un jeune prince allemand, disparu au combat à Marseille, a pu être retrouvé et rendu à sa famille en Allemagne alors que sa dépouille reposait aux USA. Le destin d'Henri Ray, jeune frère d'arme d'Antoine, disparu en mars 1944, est également élucidé, il repose auprès de lui. Et enfin, les secours en mer de la Luftwaffe ont-ils recueilli Saint-Ex vivant ?
amazon.fr - aerobuzz.fr - 2017


vendredi 9 avril 2004
présentation à Istres de vestiges de l'avion de Saint-Exupéry
ISTRES (AP) - Des vestiges de l'avion du pilote et écrivain français Antoine de Saint-Exupéry, remontés de l'eau et officiellement identifiés, ont été présentés vendredi à la base aérienne 125 de l'armée de l'air à Istres (Bouches-du-Rhône). "Le numéro de chassis 2734 a identifié définitivement les vestiges de Marseille comme ayant appartenu à l'avion de Saint-Exupéry", a expliqué Philippe Castellano, historien. Ces vestiges  consistent en des restes du moteur, du train d'atterrissage et des pièces de l'empennage  arrière du Lightning P-38 de l'écrivain.
http://fr.news.yahoo.com/
les pièces de l'avion de St-Exupéry exposées au Bourget
Les pièces de l'avion d'Antoine de Saint-Exupéry, retrouvées au large de Marseille, vont être exposées au musée de l'Air et de l'Espace du Bourget, où un espace dédié à l'écrivain sera ouvert "avant la fin de  l'année", a indiqué vendredi le directeur du musée
...
Répondant à des critiques formulées par la famille de St-Ex, considérant que l'épave de l'avion était la 
"sépulture" de l'écricain, Jean-Luc Massy, directeur du DRASSM a souligné que "les fragments de l'avion  ont été dispersés sur une très grande surface" et "que cette sépulture n'en était plus une".
"Nous déplorons que la famille, invitée, n'ait pas été présente", vendredi à Istres, a déclaré Philippe  Castellano, plongeur et historien amateur qui a contribué à l'identification de l'appareil. "Le fait que no travaux aient été validés par le ministère de la Culture" souligne qu'il n'existe "plus aucun doute"  quant à l'identification de l'avion, a-t-il poursuivi. Mercredi,
les héritiers d'Antoine de Saint-Exupéry avaient indiqué "attendre d'autres preuves"

après "cette découverte importante".

radiofrance.fr

 

 

 histoires de gourmette et turbo …

L'une des grandes énigmes de l'histoire de l'aviation est enfin officiellement élucidée: l'avion de  St Exupéry a été formellement identifié au large de Cassis! En 1998, le pêcheur marseillais Jean-Claude Bianco, conseillé par le plongeur cannois Philippe  Castellano lors de précédentes recherches d'épaves sous-marines, remontait à la surface au large  de Cassis une concrétion et, cette fois-ci, la cassait pour inspection. Quelle ne fut pas sa surprise  de découvrir une gourmette en argent au nom de Saint-Exupéry et de son épouse Consuelo, deux  pièces rivetées d'avion et un morceau de tissu. Ce devait être le début d'une incroyable série de "re-découvertes". De tous les Lightnings américains ou français tombés en Méditerranée, il n'en restait alors en principe  plus qu'un seul à identifier, au large de Cassis, en compagnie d'un deuxième, aux couleurs américaines.  Comme deux chasseurs P-38 américains avaient précisément été abattus dans la zone à deux minutes d'intervalles le 27 janvier 1944, tout plaidait pour que l'inconnu fut le compagnon du premier.
Dès lors la découverte de la gourmette proche poussa certains à se demander si par hasard l'inconnu  n'était pas l'avion du grand écrivain français. Mais, début 1999, la documentation demandée par P. Castellano à Lockheed arrivait, et démontrait  formellement qu'il s'agissait d'un P-38G, donc bien du deuxième avion de l'US Army Air Corps.
Le réseau commença alors à fonctionner. Le plongeur cassidain Jean-Claude Cayol annonça avoir trouvé cinq ans auparavant, toujours dans la  même zône, un empennage horizontal avec moignon de dérive gauche, mais sans marques, s'avérant être  celui d'un Lightning. Dès lors, le Minibex, bateau de la Comex, partit fin avril pour une campagne conjointe  avec Geocean pour le compte de la chaîne de télévision Arte, en vue d'une émission programmée le 2 juillet.

La queue fut retrouvée et identifiée le dernier jour de la courte campagne, le bateau devant repartir pour  ses obligations professionnelles. De son côté, le plongeur marseillais Luc Vanrell avait déjà repéré en 1982 ce qui devait s'avérer plus tard  être une poutre droite et une jambe de train d'atterrissage gauche de Lightning, toujours au sud de Cassis.  Il réalisa à son tour la portée potentielle de son ancienne découverte et, après vérification, contacta le  24 mai dernier P. Castellano. Cette poutre est celle qui contient la soute pilote. Or P. Castellano avait pu entretemps identifier les points de chutes de tous les Lightning officiellement  perdus en Méditerranée. L'on pouvait ainsi dire que la conjonction, dans une même zone, de deux  éléments d'un nouveau Lightning non identifié de deuxième génération (radiateurs sous les fuseaux moteurs) et d'une gourmette de St Exupéry,  entraînait la conclusion logique que l'épave devait être par différence celle du F-5B-1-LO N° 42-68223 du pilote français.
Rappelons que le F-5B est la version photographique (donc non armée) du chasseur Lockheed P-38  Lightning, première version à radiateur sous les moteurs. Seuls les P-38J, P-38L, F-5B, F-5E, F-5F et F-5G  ont cette dernière caractéristique (et le P-38M, un biplace de nuit). Le F-5B diffère du P-38J par sa partie  avant (caméras au lieu de canons, antenne passant du dessous au dessus du nez, et boîtiers dans le cockpit).  Le F-5B-1-LO* (dérivé du P-38J-10-LO à pare-brise plan) de St Ex était pratiquement neuf, puisque livré à  la 33è escadre au printemps 1944.
L'épave en question avait été visiblement moult fois chalutée, et les autres éléments ne paraissaient donc  pas faciles à découvrir. Jusqu'à ce que, après un élément de caméra, un turbocompresseur gauche de Lightning soit trouvé en septembre 2003. Une fois celui-ci nettoyé, le numéro 2734L (L = left) apparut.    Brian Cyvoct tenta de le corréler avec le matricule militaire du F-5B de St Ex, qui faisait partie d'une tranche  de 110 F-5B-10-LO, immatriculés 42-68192 à 42-68301. Or les " constructor number " Lockheed Aircraft Corp correspondants étaient les c/n 2703 à 2812, soit le c/n 2734 pour l'avion du pilote-écrivain, ce que la  Commission Histoire de l'AAAF a confirmé (les avions Lockheed ont encore aujourd'hui des c/n à quatre  chiffres, commençant donc par 1001)!
L'histoire de cette découverte, un demi-siècle après les faits, est tout à fait étonnante. Soulignons toutefois  que les quelques éléments aujourd'hui retrouvés n'indiquent rien quant aux causes de la disparition du
grand homme.
Cette émouvante confirmation survient alors même que va être commémoré le 60è anniversaire de la 
disparition de Saint-Exupéry, le 31 juillet 1944. Rappelons qu'il naquit le 29 juin 1900 à Lyon, et que le
29 juin 2000 son nom fut officiellement donné à l'aéroport de Lyon, ex-Satolas.
La Commission Histoire prévoit donc d'organiser un colloque historique, autour de la petite équipe qui,  sous la houlette de P. Castellano, a réussi cette incroyable reconstitution.    

sd498.sivit.org/AAAF     -     aaaf.asso.fr

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comment une simple gourmette a-t-elle pu être à l’origine de l’élucidation du mystère de la mort d’Antoine de Saint Exupéry ?
Olivier d'Agay: Le fait d‘avoir trouvé cette gourmette est un miracle en soit improbable. Cela a orienté les recherches et à partir de là, grâce à l’action de la recherche archéologique sous-marine de Marseille et à l’Armée de l’Air, on a pu remonter des pièces d’un avion de type Lighting P38, qui a été identifié comme celui que pilotait Antoine de Saint Exupéry. L’enquête nous a ensuite menés à un autre avion qui se situait pas loin, on a retrouvé son pilote, un allemand qui avait descendu un P38. Les recherches ont finalement démontré qu’il n’y avait qu’un seul P38 abattu dans cette zone ce jour-là : c’était forcément celui d’Antoine de Saint Exupéry. Tout cela a pris du temps bien sûr, parce que ce sont des bénévoles qui ont fait tout cela.

Ce pilote, qui est décédé depuis, était toujours vivant il y a deux ans. C’était un journaliste allemand et nous avons pu le rencontrer. Il était désespéré parce qu’il admirait Antoine de Saint Exupéry et qu’il ne savait pas que c’était lui qu’il avait abattu.

https://youtu.be/YKOzPuBajjw   -  interview d'Olivier d'Agay, petit-neveu d'Antoine de Saint Exupéry  

laurène bertelle -  actualitte.com/gourmette -  fb/adseofficiel - 2017

https://youtu.be/opVoRsDegpI  - la découverte de sa gourmette près de marseille

 

 

l'affaire de la gourmette et les épaves de lightning

http://aerostories.free.fr/biographies/saintex/page3.html

www.lexpress.fr/actualite/societe/histoire/saint-exupery-suite-et-fin_489253.html

fb/dse

 

 


Tous les ans une cérémonie hommage a lieu à l’aéroport de Bastia-Poretta - Lucciana - Haute-Corse

où une stèle à la mémoire a été érigée
aerosteles.net - france3-regions.francetvinfo.fr - fb/adse - 2017

 

 

 

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https://youtu.be/httj5qqNHqE   -   dse a NY 1941

 

 

Se vengo abbattuto non voglio rimpiangere nulla.    Il termitaio futuro mi atterrisce. Io odio le loro virtù da robot.    Preferisco essere un giardiniere .
...
A essere ucciso in guerra non mi importa.     Né a essere vittima dí una crisi di furore di questa specie di siluri volanti che non hanno più niente a che vedere con il volo e fanno del pilota in mezzo ai suoi bottoni e ai suoi quadranti una sorta di capo contabile (anche il volo è un certo ordine di legami).     Ma se rientro alla base vivo da questo «lavoro necessario e ingrato», a me si porrà un solo problema:    che cosa si può, che cosa si deve dire agli uomini?
adse
  -  lettera al generale X e il senso della guerra
accogliamoleidee.wordpress.com - pressenza.com

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