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DSE e il piccolo principe a lyon                                                                                                                   murale -   flickr

 

 

Un disegno ad acquerello che mostra una scena de ''Il piccolo principe'' con tutta propabilita' un originale della prima edizione dell'opera dello scrittore francese, e' stato ritrovato in Giappone.

adnkronos

Manon danseusE
inedito ROMANZo breve ritrovato in una collezione privata a Parigi .
scritto alla metà degli anni Venti sarà pubblicato in anteprima mondiale da Gallimard in un cofanetto dedicato a Saint-Exupéry dove troveranno spazio anche i testi di due conferenze del 1935 dedicate all'aviazione.
il ROMANZo narra di un amore disperato tra una giovane prostituta e un quarantenne.
lo scrittore André Gide e l'editore erano stati all'epoca contattati su questo primo tentativo ROMANesco che non fu pubblicato.

Parigi Adnkronos
Raccolti in un volume novelle lettere frammenti dal 1925 al '43
L'amore tra una ballerina prostituta e un cliente intellettuale. La Parigi notturna degli anni Venti, la noia nascosta dietro le luci soffuse dei café-chantant, uomini alla deriva e donne in cerca di riscatto: personaggi e ambienti che riaffiorano in questi inediti di Antoine de Saint-Exupéry, scritti tra il 1925 e il 1943.
corriere.it

Tre lettere  - ASTA  RECORD

autografe arricchite da piccoli acquerelli e un dattiloscritto con alcune annotazioni e correzioni a penna.. che la casa Christie's ha messo all'asta a Parigi. ..stimate tra 1.200 e 1.800 euro l'una.. il dattiloscritto tra 5.000 e 7.000 euro. ..
e' l'originale in francese di ''Pilote de guerre'' libro apparso a New York poi pubblicato a Parigi prima di essere vietato dalle autorita' d'occupazione nel febbraio 1943.

adnkronos - 2007

... la lettera  e' stata acquistata da una libreria antiquaria europea che per il momento ha chiesto l'anonimato, per 42.250 euro.
.. indirizzate a Henry Guillaumet, un amico a cui Saint-Exupery confidava i suoi stati d'animo a proposito della sua attivita' di narratore.....
Nella stessa asta parigina sono stati venduti altri tre cimeli letterari per una cifra complessiva di circa 60.000 mila euro, che ha portato a oltre 102.000 euro l'incasso totale legato ai manoscritti del ROMANZI ere-pilota. In una lettera del 1934, indirizzata sempre a Guillaumet (aggiudicata per 8.410 euro), Saint-Exupery si mostra inquieto e scoraggiato per le reazioni suscitate dall'apparizione del suo libro ''Vol de nuit''. ''Ho scritto sfortunatamente questo libro e cosi' sono stato condannato alla miseria e all'inimicizia dai miei compagni''.....
Una missiva del 1925 indirizzata dal giovane scrittore ai suoi amici piloti, ringraziarli della vicinanza durante un periodo di malattia, e' stata battuta per 20.650 euro. E' stato aggiudicato per 31.450 euro il dattiloscritto originale in francese di ''Pilote de guerre'', libro apparso a New York nel 1942 con il titolo ''Flight to Arras''...
notizie.interfree.it

manoscritto inedito (1900-1944) sulla seconda guerra mondiale  stato venduto dalla casa Artcurial di Parigi per 32.757 euro.

….. nove fogli autografi con tre disegni originali: uno raffigura un anziano che tiene un asino per la corda su uno sfondo di fiori e farfalle, un altro una testa di un personaggio e un terzo una figura appena schizzata. Stimato 30 mila euro, il manoscritto fissa le riflessioni dello scrittore-aviatore sulla disfatta del 1940. Al tempo stesso l'autore de ''Il piccolo principe'' sviluppa in particolare il tema dell'impegno: davanti alla minaccia, l'intellettuale non puo' fermarsi ai discorsi ma deve passare all'azione.

….venduto per 4.845 euro un brogliaccio sul mestiere di pilota. In due pagine, scritte tra il 1943 e il '44, l'aviatore butto' giu' con scrittura minuta e di difficile comprensione la traccia di una riflessione che mette a confronto la poetica tra creazione artistica e arte di volare.

….. sara' messo all'asTA   un altro importante manoscritto inedito con una stima di 300 mila euro. Si tratta della bozza del capitolo centraleDEL ROMANZo ''Terre des hommes'' in cui l'autore racconta il suo incidente aereo nel deserto libico alla fine del 1935 da cui riusci' a salvarsi e che ispiro' poi la sua opera piu' celebre.

adnkronos – 2009

ALL'ASTA LETTERA A MISS LAWTON
Lo scrittore francese, scrisse a Miss Lawton, una nobildonna non meglio identificata, tra il dicembre 1939 e l'aprile 1940, dopo aver conosciuto la giovane nell'estate precedente, durante un breve soggiorno a New York. L’autore, che all’epoca era un pilota militare del settore postale, si rivolgeva a Miss Lawton, evidentemente infatuato, scrivendo: «Molte cose mi toccano in voi. Una di queste senza dubbio è la vostra sicurezza». Poi si confidava sulla propria condizione esistenziale: «Io attraverso i deserti del silenzio. Io sono probabilmente un eterno bambino prodigio. Viaggio nei miei pensieri». E sottolineava la difficoltà di essere in guerra, la paura e il pericolo cui andava incontro un aviere, visto che l'aviazione era «la sola a perdere gli equipaggi». Nella missiva compare anche un'invocazione a Dio, nella speranza di poter rivedere quanto prima quella gentil donna incontrata a New York.

libero.it - 2010

Saint-Exupery in un filmato a colori inedito
Questo filmato e' un piccolo miracolo inaspettato

Cosi' Le Figaro annuncia il ritrovamento di una pellicola a colori di due minuti e dieci secondi, di cui un minuto e cinquanta di zoom su Antoine de Saint-Exupery in compagnia di sua moglie Consuelo Suncin, in barca su un lago vicino a Montreal, in Canada nel 1942.
Il filmato inedito sara' messo all'asta dalla casa Sotheby's a Parigi il 18 maggio, con una stima che oscilla tra i 30.000 e i 50.000 euro.

adnkronos - 2010

Trovate alcune foto inedite

forse le ultime prima della sua sparizione in volo nel luglio 1944. .... ritrovate vicino ad Angers nella Francia occidentale dalla famiglia di un ex commilitone...e affidate al Museo regionale dell'aria della citta'.
la casa d’aste francese Artcurial ha venduto per 74.900 euro il manoscritto degli ultimi capitoli di ‘Pilota di guerra’ - una quindicina di fogli autografi scritti tra il 1939 e il 1940. Una decina di lettere sono state vendute invece per 180.000 euro
.

ansa - blitz -  ouest.fr - 2010

 

 

***

Il principe che volò nella leggenda   


Identificati i resti dell'areo pilotato da Antoine de Saint-Exupery, l'autore del «Piccolo Principe», che si inabissò, dopo una vertiginosa picchiata, a largo dell'isola di Riou. Ma l'identificazione non cancella il mistero della sua morte
FRANCESCA LAZZARATO
«Il corpo di mio zio non è mai stato ritrovato. Saint Exupery se n'è andato come il Piccolo Principe. Rispettiamo la leggenda». Furono queste le parole di Frederic d'Avay, nipote dell'autore di Vol de nuit (1931) e Terre de Hommes (1938) quando seppe che il 7 settembre del 1998 i marinai del peschereccio francese L'Horizon avevano ritrovato nelle loro reti un ROMANZo di braccialetto in maglia metallica e una piastrina argentea coperta di incrostazioni per via della lunga permanenza sott'acqua, sulla quale erano incise queste parole «Antoine de Saint-Exupéry (Consuelo), c/o Reynal and Hitchcok Inc, 386t Avenue, N.Y. City, Usa». Non c'erano dubbi che la piastrina fosse autentica (Consuelo si chiamava la bella moglie di Saint-Exupery, e l'indirizzo era quello dell'editore americano di Le pétit prince) e che appartenesse a uno degli scrittori più amati del 900, famoso tanto per le sue opere quanto per la sua vita fitta di beaux gestes, governata dalla passione per il volo e conclusa da una morte eroica, misteriosa e ROMANtica come poche: un uomo che non avrebbe dovuto volare mai più, e che in una mattina estiva del 1944 era comunque riuscito a decollare dall'aeroporto corso di Borgo, per un volo di ricognizione sulla Francia occupata. Un volo senza ritorno, perché il Lightning P-38 si inabissò nel golfo di Marsiglia, al largo dell'isola di Riou, in un punto rimasto ignoto per sessant'anni, e del quale solo ora conosciamo le coordinate.
Proprio ieri, infatti, il Drassm (il dipartimento francese delle richerche archeologiche subacquee e sottomarine) ha annunciato che i ROMANZI di aereo recuperato al largo di Marsiglia nell'autunno del 2003 sono effettivamente quelli dell'aereo di Antoine de Saint-Exupéry. A permettere l'identificazione è stato il numero di fabbricazione dell'officina Lockeed, che corrisponde alla matricola militare 42-68223 , attribuita al velivolo americano pilotato dall'autore del Piccolo Principe.
Dopo tante ricerche e delusioni (tra il 1998 e il 2000 si è creduto varie volte di aver ritrovato il prezioso relitto), ammiratori e studiosi possiedono ora informazioni precise sul «dove». Il «perché», invece, resta ancora oscuro e probabilmente lo resterà per sempre, anche se le deformazioni riscontrate sul turbocompressore indicano che l'apparecchio incontrò l'acqua dopo una lunga picchiata verticale ad altissima velocità.
Una sparizione repentina e assoluta, una morte incredibilmente «letteraria»
, l'unica possibile, forse, per colui che Marie Louise Von Franz, nel suo saggio «L'eterno fanciullo», definisce il più perfetto esempio di puer aeternus: qualcuno che «non tocca mai del tutto la terra», la sfiora di tanto in tanto, atterra qua a là, lasciando dietro di sé rare e scarse tracce. Profondamente rivelatore di questa natura aerea ed eroica, sentimentale e al tempo stesso spietata come quella di Peter Pan (altro fanciullo eterno fiero della propria infanzia perpetua, «allegra, innocente e senza cuore»), che rifiuta il «mondo dei grandi» in cui si può parlare solo di bridge, di politica e di cravatte, è certo Il Piccolo Principe, immortale libro-non-per-bambini considerato a torto un classico per lettori delle elementari (e in realtà cibo ideale per adolescenti angustiati o per adulti sentimentali), in cui si dispiega interamente il carattere del puer, sempre proteso verso l'alto, sempre in viaggio, sempre pronto a lasciare indietro, sulla terra, coloro che gli vogliono bene.
Curiosamente, è a un altro aspetto tipico del puer aeternus che sembra rifarsi un altro curioso libretto-non-per-bambini pubblicato proprio in questi giorni dalla casa editrice Playground e dedicato appunto a Saint-Exupery: Il principe volante scritto da Barbara Alberti e illustrato dal pittore Filippo Martinez per un pubblico di grandi che vogliono ripensarsi piccoli, amano le fiabe e soprattutto amano lui, Antoine, che sin da bambino «aveva imparato a volare, per conto suo, come un pianeta sperso nello spazio».
In parallello con Von Franz, che spiega come il puer, timoroso delle donne e con esse crudele, sia spesso incline ad amori omosessuali, Alberti racconta del sentimento forse solo rimpianto o sognato che avrebbe unito Saint-Exupery al suo amico d'infanzia Leon Werth, e definisce il Il Piccolo Principe, «la più sentimentale (e incantevole) metafora dell'amore tra uomini». Se Saint-Exupery cadde in mare con il suo aereoplano, insomma fu perché «si assunse in cielo» per aver amato un «fiore» con troppe spine. E in questo modo aggiunge un altro tassello alla leggenda che niente e nessuno, tanto meno dei ROMANZI d'aereo ripescati in fondo al mare, riusciranno a scalfire.

http://www.ilmanifesto.it/

http://www.tamles.net/

 

 

l'avion  retrouvé en rade de Marseille
MARSEILLE (AP) - Des morceaux de l'épave de l'avion de Saint-Exupéry ont été découverts en Méditerranée, au large de l'île de Riou, tout près de Marseille, et officiellement identifiés, révèle "La Provence" dans son édition de mercredi.
Au service de presse de l'armée de l'air (SIRPA-Air) à Paris, on confirmait mercredi matin la découverte de deux pièces de l'avion du père du "Petit Prince": un train d'atterrissage et une partie de moteur. Ces deux pièces seront présentées vendredi au cours d'une conférence de presse sur la base aérienne  d'Istres, précise-t-on au SIRPA-Air. Selon le quotidien régional, ces débris ont été mis au jour par un plongeur marseillais, Luc Vanrell, par soixante mètres de fond. Le numéro de série de l'avion, 2734-L, frappé au poinçon sur les morceaux d'épave, a permis de déterminer qu'il s'agissait bien de l'appareild'Antoine de Saint-Exupéry, disparu en rade de Marseille, le 31 juillet 1944, lors d'une mission de reconnaissance entre la Corse et le continent.
Les débris avaient été remontés en octobre dernier par les grues du "Minibex", l'un des deux navires de recherches océanographiques de la Comex, puis passés au crible de l'analyse scientifique. Au revers d'une tôle, sur un morcea de carlingue, le numéro de série 2734-L a été analysé par le National Air and Space Museum of Chantilly, près d Washington, et comparé à plusieurs autres numéros de série d'avions disparus à la même période. Il correspond bien, selon "La Provence" qui a mené l'enquête, au Lockheed Lightning P-38 de Saint-Ex.
Pour Philippe Castellano, historien et spécialiste de Saint-Exupéry, cité par "La Provence", "les quatre  chiffres correspondent au numéro de série que donnait le constructeur, Lockheed Aircraft Corporation,  tous les avions qui sortaient de ses usines". "Ce numéro était frappé sur plusieurs pièces, en divers endroits  de l'appareil, au moment de l'assemblage. Le L signifie 'left', parce qu'il s'agit d'un morceau du fuselage  gauche de l'appareil" 
  Cette nouvelle découverte survient six ans après qu'un pêcheur marseillais,  Jean-Claude Bianco, a remonté dans ses filets, le 7 septembre 1998, une gourmette portant le nom de  l'auteur du "Petit Prince".
C'est un mystère vieux de soixante ans
qui est ainsi percé. Le 31 juillet 1944, le commandant Antoine de  Saint-Exupéry, alors âgé de 44 ans, avait décollé de l'aérodrome de Borgo (Haute-Corse) peu après 8h30.  Ce jour-là, il devait effectuer une mission de reconnaissance photographique au-dessus des Alpes,  entre Grenoble et Lyon.
Quelques jours avant leur débarquement en Provence, les Alliés souhaitaient mettre à jour leurs cartes et  repérer les objectifs ennemis. Le P-38 de Saint-Ex -qui n'était pas armé- restera sous le contrôle des  radars américains jusqu'à la côte, avant de disparaître après Saint-Raphaël (Var).
L'annonce officielle de cette découverte historique devrait avoir lieu vendredi sur la base aérienne d'Istres.

L'état-major de l'Armée de l'air, mais aussi les neveux de Saint-Exupéry et le Département de recherches archéologiques subaquatiques et sous-marines du ministère de la Culture (DRASSM) devraient être présents.
Une énigme reste néanmoins à résoudre: pourquoi l'avion de Saint-Ex, l'auteur de "Terre des hommes"  et du "Petit Prince", est-il tombé, ce 31 juillet 1944, en fin de matinée?     AP

http://fr.news.yahoo.com/ 

 http://www.24heures.ch/

http://tempsreel.nouvelobs.com/

 http://www.startribune.com/

 

http://www.avionet.net

 

 

 

 

trovato l'aereo inabissato di Saint-Exupery
Il primo avvistamento nel 2000, poi un divieto di ricerca fino al 2003

Confermato il numero di serie: è lo stesso assegnato allo scrittore dall'aviazione militare.

Ma alcuni dubbi permangono
MARSIGLIA - L'aereo del 'Piccolo Principè è tornato alla luce, ma il mistero sulla scomparsa di uno dei più celebrati autori francesi resta. I resti del Lockheed P38 Lightning a bordo del quale Antoine de Saint-Exupery si inabissò nel Mediterraneo sono stati trovati al largo di Marsiglia, a una settantina di metri di profondità. Ne ha dato notizia il dipartimento di ricerche subacquee del ministero della Cultura che ha così posto fine a una ricerca andata avanti per 60 anni. Saint-Exupery, partito in missione ricognitiva, era scomparso all'alba del 31 luglio del 1944, poco dopo il decollo da una base in Corsica. L'identificazione certa del velivolo è stata possibile grazie al numero di serie trovato su un ROMANZo di carlinga.
DAL DIVIETO ALLA SCOPERTA - I primi ROMANZI del velivolo - modificato per le riprese aeree e disarmato -
erano stati trovati nel 2000 da un sub professionista, Luc Vanrell, che si era immerso nello stesso tratto di mare in cui, due anni prima, era rimasto impigliato nelle reti di un peschereccio un braccialetto con incise le parole 'Saint-Ex'.
Un altro sub, appassionato anche di aviazione, Philippe Castellano, aveva incrociato le informazioni in
possesso di Vanrell e i dati riguardanti i 42 P38 scomparsi nel sud della Francia ed era giunto alla conclusione che quello trovato doveva necessariamente essere l'aereo di Saint-Exupery.
Ma il governo di Parigi aveva deciso di porre fine alle esplorazioni indipendenti e aveva imposto un
divieto di immersione nell'area
Fino all'ottobre del 2003, quando il ministero della Cultura diede alla società 'Geocean' l'incarico di  raccogliere i resti del velivolo. «Quando ho visto il numero di serie mi sono venute le lacrime agli occhi»,  ha detto Pierre Becher, capo della Geocean. I ricercatori hanno confrontato il numero di serie 2734 inciso  dalla Lockeed sulla carlinga con il numero di registro militare dato all'aereo dello scrittore: 42-68223 e hanno ottenuto la conferma tanto attesa Resta però il mistero sulle cause del disastro. «Le eliche non sono deformate», ha detto Castellano, «e non ci sono buchi di proiettili. L'unica ipotesi che i resti permettono è di una caduta in picchiata. Ma è solo un'ipotesi». Dubbi confermati anche dal Patrick Grenjean, direttore del ministero della Cultura, secondo il quale l'unica certezza è la localizzazione del punto in cui precipitò l'aereo di Saint-Exupery. «Ma non sappiamo perchè» ha aggiunto, «e forse non lo sapremo mai».
«PRUDENZA» - «Grande prudenza», è la parola d'ordine che si legge nel sito ufficiale su Antoine de  Saint-Exupery dopo la notizia del ritrovamento al largo di Marsiglia dei resti del suo aereo. Solo il recupero  dal mare dei resti del P38 Lightning Lockheed potranno permettere, scrive il sito francese nel capitolo «a propos de l'epave» («a proposito del relitto») la loro certa identificazione. Ma è ancora più incisiva la questione che in quell'ampio tratto di mare, durante la seconda Guerra Mondiale, si inabissarono numerosi Lightning e restano ancora oscuri i motivi. Ad esempio giace in quel tratto di mare il P38J del pilota americano Maloney, e solo la cabina del velivolo è stata ritrovata a largo delle Bocche del Rodano. Il giorno in cui scomparve l'autore del «Piccolo Principe», il 31 luglio 1944, a largo di Marsiglia non si registrò nessun combattimento aereo. In quel giorno il comando della caccia tedesco non rivendicò nessuna vittoria aerea e  non denunciò nessuna perdita di Messerschmitt 109.

Le registrazioni radio e le tracce dei radar di quel giorno, inoltre, permettono di pensare che l'aereo di Saint-Exupery ritornò regolarmente dalla sua missione e quindi non cadde in mare nè nei pressi delle coste francesi.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/04_Aprile/07/exupery.shtml

http://www.corriere.it/av/galleria.html?2004/aprile/aerei&1

 

 

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sparai io a Saint- Exupery
Aviatore tedesco confessa in un libro la fine dello scrittore

Horst Rippert, ex aviatore tedesco della Luftwaffe, per anni ha sperato di non aver ucciso lui l'autore del 'Piccolo Principe'.Per 64 anni, secondo la ricostruzione del sommozzatore Luc Varnell e del giornalista Jacques Pradel, autori del libro inchiesta 'Saint-Exupery, l'ultimo segreto', che esce la prossima settimana in Francia, il pilota tedesco si e' tenuto dentro tutto. Antoine de Saint-Exupery, confessa, era proprio l'uomo al quale si era ispirato per diventare pilota.

amsa - parigi - 15 MAG - 2008-03-15 22:06

 

 


Smettete di cercare la verità  

Sono io che l’ho abbattuto
lastampa.it        ilmessaggero.it        il foglio.it       qn.quotidiano.net

 

 Il giorno che Rippert sparò al suo eroe cominciò il mistero della fine, dell'apparente scomparsa nel nulla di Saint-Exupery, epilogo che trasformò un'esistenza avventurosa in un vero e proprio mito. Per 64 anni, secondo la ricostruzione dei due autori, il pilota che uccise il suo eroe si è tenuto dentro tutto. Diventato giornalista, si dedicò allo sport per la TV e partecipò anche all'organizzazione dei Giochi Olimpici di Monaco del 1972, quelli in cui i terroristi palestinesi uccisero undici atleti israeliani presi in ostaggio.
new.ticinonews.ch

 

Il s’appelle Horst Rippert et vit toujours, quelque part en Allemagne. À l’été 1944, il avait 24 ans et déjà plusieurs victoires aériennes à son actif. Affecté au groupe de chasse Jgr.200 de la Lüftwaffe, il faisait partie des rares pilotes encore présents dans le sud-est de la France.

"Après l’avoir suivi, je me suis dit, mon gars, si tu ne fous pas le camp, je vais te canarder. J'ai plongé dans sa direction et j'ai tiré, non pas sur le fuselage, mais sur les ailes. Je l’ai touché. Le zinc s’est abîmé. Droit dans l’eau. Il s’est écrasé en mer. Personne n’a sauté. Le pilote, je ne l’ai pas vu. J’ai appris quelques jours après que c’était Saint-Exupéry. J’ai espéré, et j’espère toujours, que ce n’était pas lui. Dans notre jeunesse, nous l’avions tous lu, on adorait ses bouquins. Il savait admirablement décrire le ciel, les pensées et les sentiments des pilotes. Son œuvre a suscité la vocation de nombre d’entre nous. J’aimais le personnage. Si j’avais su, je n’aurais pas tiré. Pas sur lui."

..... 

Après la guerre, le jeune pilote se reconvertit. Il devient journaliste et entre à la ZDF, la 2e chaîne de télévision allemande. Il finira par diriger le service des sports. En 1972, il faisait d’ailleurs partie de l’organisation des JO de Münich, au cours desquels un commando de huit palestiniens prit en otage et assassina onze athlètes israéliens. "Vous imaginez ce que serait devenue ma carrière si on avait su ce que j’avais fait pendant la guerre", confiera-t-il à Lino von Gartzen au cours de leurs entrevues pour justifier son mutisme.
.....

Depuis avril 2004 et l’identification formelle de l’épave du Lightning que pilotait Saint-Ex, Horst Rippert s’attendait à voir débarquer quelqu’un d’un jour à l’autre. Quelqu’un qui lui demanderait : "Que savez-vous de la disparition de Saint-Exupéry ?" C’est désormais chose faite.
laprovence.com - 2008

 

 

video da euronews

 

 

 

 

 

Le journaliste Jacques Pradel et le plongeur marseillais Luc Vanrell lèvent le dernier coin de voile
Il s’appelle Horst Rippert et vit toujours, quelque part en Allemagne. À l’été 1944, il avait 24 ans et déjà plusieurs victoires aériennes à son actif. Affecté au groupe de chasse Jgr.200 de la Lüftwaffe, il faisait partie des rares pilotes encore présents dans le sud-est de la France.
Le 31 juillet 1944, deux semaines avant le débarquement des alliés en Provence, Horst Rippert est en alerte sur l’aérodrome des Milles. À
la mi-journée, il reçoit l’ordre de décoller: les radars ont repéré un avion ennemi qui croisait à très haute altitude au-dessus d’Annecy, avant de mettre le cap au sud et de disparaître des écrans.
Entre Les Milles et Hyères, le jeune pilote allemand ne rencontre personne. Il oblique alors vers Toulon pour rentrer à la base. C’est là qu’il
aperçoit un Lightning volant vers Marseille, 3000 m plus bas. Il le suit à distance, le voit amorcer un virage vers le large, puis un autre vers la terre.
Lino von Gartzen, qui a enquêté avec Luc Vanrell sur la disparition de Saint-Ex, a recueilli les souvenirs du pilote. C’est Horst Rippert qui raconte : "Après l’avoir suivi, je me suis dit, mon gars, si tu ne fous pas le camp, je vais te canarder. J'ai plongé dans
sa direction et j'ai tiré, non pas sur le fuselage, mais sur les ailes. Je l’ai touché. Le zinc s’est abîmé. Droit dans l’eau. Il s’est écrasé en mer. Personne n’a sauté. Le pilote, je ne l’ai pas vu. J’ai appris quelques jours après que c’était Saint-Exupéry. J’ai espéré, et j’espère toujours, que ce n’était pas lui. Dans notre jeunesse, nous l’avions tous lu, on adorait ses bouquins. Il savait admirablement décrire le ciel, les pensées et les sentiments des pilotes. Son œuvre a suscité la vocation de nombre d’entre nous. J’aimais le personnage. Si j’avais su, je n’aurais pas tiré. Pas sur lui."
Ce jour là, Horst Rippert a donc tué son héros, celui qui sans le savoir lui avait donné envie de tutoyer les nuages.
C’est en partie ce qui explique les 64 ans de silence qu’il s’est imposé.
Après la gue
rre, le jeune pilote se reconvertit. Il devient journaliste et entre à la ZDF, la 2e chaîne de télévision allemande. Il finira par diriger le service des sports. En 1972, il faisait d’ailleurs partie de l’organisation des JO de Münich, au cours desquels un commando de huit palestiniens prit en otage et assassina onze athlètes israéliens. "Vous imaginez ce que serait devenue ma carrière si on avait su ce que j’avais fait pendant la guerre", confiera-t-il à Lino von Gartzen au cours de leurs entrevues pour justifier son mutisme.
Depuis avril 2004 et l’identification formelle de l’épave du Lightning que pilotait Saint-Ex, Horst Rippert s’attendait à voir débarquer quelqu’un d’un jour à l’autre.
Quelqu’un qui lui demanderait : "Que savez-vous de la disparition de Saint-Exupéry ?" C’est désormais chose faite.
L’enquête
Un moteur pour seul indice
Comment Luc Vanrell a-t-il fini par retrouver Horst Rippert ? En 2000,
c’est lui qui avait repéré des débris de Lightning par près de 80m de fond, au pied de l’île de Riou. Remontés par la Comex, ils furent identifiés grâce à un numéro de série en avril 2004. Chose étrange : à côté de ses bouts de tôle épars, Luc avait retrouvé un moteur V12. Comme ceux du Lightning de l’écrivain-aviateur. Mais celui-ci appartenait à un Messerschmitt Bf 109.
D’où l’hypothèse d’un téléscopage entre un chasseur allemand et l’auteur de Pilote de guerre. Ramené à la surface en 2006, l’engin a été envoyé en Allemagne pour identification. C’est Lino von Gartzen, un jeune aristocrate bavarois, fondateur d’une association de recherches d’avions perdus pendant la guerre, qui s’en est chargé.
Après plusieurs mois de recherches, il a acquis la certitude que ce moteur appartenait à l’avion que pilotait le prince Alexis, fürst von Bentheim und Steinfurt, abattu le 2 décembre 1943 par un chasseur américain qui protégeait les bombardiers lourds chargés de pilonner la base des sous-marins de Marseille. Il tenait ainsi la preuve que Saint-Ex n’était pas mort dans une collision aérienne.
En Bavière, Lino retrouvera facilement Christian, le frère cadet d’Alexis von Bentheim, qui hérita du titre de fürst à la mort de son frère. Les
von Bentheim und Steinfurt sont en effet une des plus vieilles et des plus respectées familles régnantes d’Allemagne. Et son nom un formidable passeport pour ouvrir la porte aux souvenirs des pilotes survivants du Jgr.200, auquel appartenait Alexis.
Cinq furent identifiés, tous susceptibles d’avoir été en poste en Provence à l’été 44. Lino von Gartzen les a contactés un par un. Jusqu’à Horst Rippert, qui lui lâcha au téléphone "vous pouvez arrêter de chercher, c’est moi qui ai abattu Exupéry."
Le lendemain, il était chez lui
Hervé Vaudoit - laprovence.com - 2008

 




vendredi 9 avril 2004
présentation à Istres de vestiges de l'avion de Saint-Exupéry
ISTRES (AP) - Des vestiges de l'avion du pilote et écrivain français Antoine de Saint-Exupéry, remontés de l'eau et officiellement identifiés, ont été présentés vendredi à la base aérienne 125 de l'armée de l'air à Istres (Bouches-du-Rhône). "Le numéro de chassis 2734 a identifié définitivement les vestiges de Marseille comme ayant appartenu à l'avion de Saint-Exupéry", a expliqué Philippe Castellano, historien. Ces vestiges  consistent en des restes du moteur, du train d'atterrissage et des pièces de l'empennage  arrière du Lightning P-38 de l'écrivain.
http://fr.news.yahoo.com/


ISTRES (AFP)   9 Avril 2004
les pièces de l'avion de St-Exupéry exposées au Bourget avant la fin de l'année
Les pièces de l'avion d'Antoine de Saint-Exupéry, retrouvées au large de Marseille, vont être exposées au musée de l'Air et de l'Espace du Bourget, où un espace dédié à l'écrivain sera ouvert "avant la fin de  l'année", a indiqué vendredi le directeur du musée....
Répondant à des critiques formulées par la famille de St-Ex, considérant que l'épave de l'avion était la 
"sépulture" de l'écricain, Jean-Luc Massy, directeur du DRASSM a souligné que "les fragments de l'avion  ont été dispersés sur une très grande surface" et "que cette sépulture n'en était plus une".
"Nous déplorons que la famille, invitée, n'ait pas été présente", vendredi à Istres, a déclaré Philippe  Castellano, plongeur et historien amateur qui a contribué à l'identification de l'appareil. "Le fait que no travaux aient été validés par le ministère de la Culture" souligne qu'il n'existe "plus aucun doute"  quant à l'identification de l'avion, a-t-il poursuivi. Mercredi,
les héritiers d'Antoine de Saint-Exupéry avaient indiqué "attendre d'autres preuves"

après "cette découverte importante".

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 histoires de gourmette et turbo…

L'une des grandes énigmes de l'histoire de l'aviation est enfin officiellement élucidée: l'avion de  St Exupéry a été formellement identifié au large de Cassis! En 1998, le pêcheur marseillais Jean-Claude Bianco, conseillé par le plongeur cannois Philippe  Castellano lors de précédentes recherches d'épaves sous-marines, remontait à la surface au large  de Cassis une concrétion et, cette fois-ci, la cassait pour inspection. Quelle ne fut pas sa surprise  de découvrir une gourmette en argent au nom de Saint-Exupéry et de son épouse Consuelo, deux  pièces rivetées d'avion et un morceau de tissu. Ce devait être le début d'une incroyable série de "re-découvertes". De tous les Lightnings américains ou français tombés en Méditerranée, il n'en restait alors en principe  plus qu'un seul à identifier, au large de Cassis, en compagnie d'un deuxième, aux couleurs américaines.  Comme deux chasseurs P-38 américains avaient précisément été abattus dans la zone à deux minutes d'intervalles le 27 janvier 1944, tout plaidait pour que l'inconnu fut le compagnon du premier.
Dès lors la découverte de la gourmette proche poussa certains à se demander si par hasard l'inconnu  n'était pas l'avion du grand écrivain français. Mais, début 1999, la documentation demandée par P. Castellano à Lockheed arrivait, et démontrait  formellement qu'il s'agissait d'un P-38G, donc bien du deuxième avion de l'US Army Air Corps.
Le réseau commença alors à fonctionner. Le plongeur cassidain Jean-Claude Cayol annonça avoir trouvé cinq ans auparavant, toujours dans la  même zône, un empennage horizontal avec moignon de dérive gauche, mais sans marques, s'avérant être  celui d'un Lightning. Dès lors, le Minibex, bateau de la Comex, partit fin avril pour une campagne conjointe  avec Geocean pour le compte de la chaîne de télévision Arte, en vue d'une émission programmée le 2 juillet.

La queue fut retrouvée et identifiée le dernier jour de la courte campagne, le bateau devant repartir pour  ses obligations professionnelles. De son côté, le plongeur marseillais Luc Vanrell avait déjà repéré en 1982 ce qui devait s'avérer plus tard  être une poutre droite et une jambe de train d'atterrissage gauche de Lightning, toujours au sud de Cassis.  Il réalisa à son tour la portée potentielle de son ancienne découverte et, après vérification, contacta le  24 mai dernier P. Castellano. Cette poutre est celle qui contient la soute pilote. Or P. Castellano avait pu entretemps identifier les points de chutes de tous les Lightning officiellement  perdus en Méditerranée. L'on pouvait ainsi dire que la conjonction, dans une même zone, de deux  éléments d'un nouveau Lightning non identifié de deuxième génération (radiateurs sous les fuseaux moteurs) et d'une gourmette de St Exupéry,  entraînait la conclusion logique que l'épave devait être par différence celle du F-5B-1-LO N° 42-68223 du pilote français.
Rappelons que le F-5B est la version photographique (donc non armée) du chasseur Lockheed P-38  Lightning, première version à radiateur sous les moteurs. Seuls les P-38J, P-38L, F-5B, F-5E, F-5F et F-5G  ont cette dernière caractéristique (et le P-38M, un biplace de nuit). Le F-5B diffère du P-38J par sa partie  avant (caméras au lieu de canons, antenne passant du dessous au dessus du nez, et boîtiers dans le cockpit).  Le F-5B-1-LO* (dérivé du P-38J-10-LO à pare-brise plan) de St Ex était pratiquement neuf, puisque livré à  la 33è escadre au printemps 1944.
L'épave en question avait été visiblement moult fois chalutée, et les autres éléments ne paraissaient donc  pas faciles à découvrir. Jusqu'à ce que, après un élément de caméra, un turbocompresseur gauche de Lightning soit trouvé en septembre 2003. Une fois celui-ci nettoyé, le numéro 2734L (L = left) apparut.    Brian Cyvoct tenta de le corréler avec le matricule militaire du F-5B de St Ex, qui faisait partie d'une tranche  de 110 F-5B-10-LO, immatriculés 42-68192 à 42-68301. Or les " constructor number " Lockheed Aircraft Corp correspondants étaient les c/n 2703 à 2812, soit le c/n 2734 pour l'avion du pilote-écrivain, ce que la  Commission Histoire de l'AAAF a confirmé (les avions Lockheed ont encore aujourd'hui des c/n à quatre  chiffres, commençant donc par 1001)!
L'histoire de cette découverte, un demi-siècle après les faits, est tout à fait étonnante. Soulignons toutefois 
que les quelques éléments aujourd'hui retrouvés n'indiquent rien quant aux causes de la disparition du grand homme.
Cette émouvante confirmation survient alors même que va être commémoré le 60è anniversaire de la 
disparition de Saint-Exupéry, le 31 juillet 1944. Rappelons qu'il naquit le 29 juin 1900 à Lyon, et que le
29 juin 2000 son nom fut officiellement donné à l'aéroport de Lyon, ex-Satolas.
La Commission Histoire prévoit donc d'organiser un colloque historique, autour de la petite équipe qui,  sous la houlette de P. Castellano, a réussi cette incroyable reconstitution.    

sd498.sivit.org/AAAF/         www.aaaf.asso.fr/

 

  l'affaire de la gourmette et les épaves de lightning 
http://aerostories.free.fr/biographies/saintex/page3.html

http://www.immadras.com/5ex/la_gourmette.htm

 

 

 

 

    31 luglio 2010
     66°  anniversario della scomparsa del «papà» del piccolo principe   

 


 

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