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Veniva
dall’università di Padova. Era il suo primo anno a Roma, come docente di
filosofia della scienza, e doveva avere più di cinquant’anni. Era
Dario Antiseri.
Tredici anni prima era riuscito, testardo come la sua gente, a far pubblicare in
Italia l’opera politica più importante di
Popper: La società aperta e i suoi
nemici.......La storia di Antiseri e Popper, per chi era quel giorno di quasi
vent’anni fa alla Luiss, segna lo scorrere del tempo. Hanno visto cose, allora,
difficili da immaginare:
ideazione.com
molteplici sono le cause
dei nostri mali
di vario peso e differente
derivazione storica – di un’Italia che talvolta pare non avere più fiato per
andare avanti. Ma tra queste cause forse la più decisiva è di natura culturale –
e risiede a mio avviso nel fatto che l’Italia è e rimane un Paese
sostanzialmente illiberale.
intervista egidio scarpa - sole24ore -
ilgiornale.it
filosofi cattolici, disputa su kant
articolo di dario antiseri
.....Ha scritto H.G. Gadamer che
l'intuizione fondamentale di Kant fu «quella di mostrare al sapere i su limiti per
fare spazio alla fede». «Via
regale di Kant», dice magnificamente Kierkegaard. Leggiamo nell'Enciclica Fides
et ratio: «La Chiesa non propone una propria filosofia né canonizza una
propria filosofia a scapito di altre». E ancora: «Le vie per raggiungere la
verità rimangono molteplici; tuttavia, poiché la verità cristiana ha un
valore salvifico, ciascuna di queste vie può essere percorsa, purché
conduca alla meta finale, ossia alla rivelazione di Gesù Cristo». Ebbene,
proprio alla luce di queste indicazioni della Fides et ratio, non risulta
più che opportuno riprendere in seria considerazione una prospettiva
filosofica come quella di Matern Reuss e dei cattolici tedeschi kantiani ?
www.db.avvenire.it
agopuntura e omeopatia: il no dei «saggi»
Federspil, sostenuto da Dario Antiseri, altro
esponente del gruppo, aggiunge: «A mio parere, le
cure non convenzionali non dovrebbero essere rimborsate dalle Asl e mi
stupisce come, in una fase di restrizioni economiche, si accetti che
qualche ospedale le ripaghi al cittadino». Le
terapie alternative prese in considerazione nel parere sono 8: agopuntura,
fitoterapia, omeopatia, omotossicologia, medicina antroposofica,
farmacoterapia tradizionale cinese, farmacoterapia ayurvedica e medicina
manuale (i massaggi). "Non possiedono i
requisiti minimi per essere riconosciute come scientifiche".
www.corriere.it
BIBLIO
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2010
LAICITA
STORIA DELLA FILOSOFIA DALLE ORIGINI A OGGI - 10 VOL
2009
IN CAMMINO ATTRAVERSO LE PAROLE -
AUTORI VARI
liberta
- manifesto per credenti e non
- D.A.e ciorello
2008
Ragione filosofica e fede religiosa nell'era postmoderna
Eros, Philia, Agape. Le declinazioni dell'amore
Dialogo sulla diagnosi - filosofo e medico a confronto
L'Attualità del pensiero francescano
2007
La «via aurea» del cattolicesimo liberale
Von Hayek visto da Dario Antiseri
Trattato di metodologia delle scienze naturali
2006
L'ERMENEUTICA E' SCIENZA ?
RAZIONALITA' ED
ERMENEUTICA
liberali e
solidali
2005
Come leggere Kierkegaard
Credere. Perché la
fede non può essere messa all'asta
Come leggere Pascal
Relativismo nichilismo individualismo
Cattolici a difesa del mercato
Teorie della razionalità e scienze sociali
Epistemologia, ermeneutica e scienze sociali
2004
Epistemologia e metodica della
ricerca
Idee fuori dal coro
Ragioni della razionalità - 1 - 2
|
2003
Epistemologia clinica medica
Principi liberali
Cristiano perché relativista
2002
Cattolicesimo Liberalismo
Globalizzazione
Karl Popper. Protagonista del secolo XX
2001
Teorie della razionalità e scienze sociali
Quale ragione?
Teoria unificata del metodo
Epistemologia, ermeneutica e scienze sociali
2000
La vienna di Popper
La medicina basata sulle evidenze
Le ragioni degli sconfitti
Epistemologia e didattica delle scienze
1999
Karl Popper
Il mestiere del filosofo.
Credere dopo la filosofia del secolo XX
Epistemologia contemporanea e didattica
L'agonia dei partiti politici
Biblioteca austriaca - antiseri e collaboratori
1998
Liberali. Quelli veri e quelli falsi
Tre idee per un'Italia civile
L'università italiana
unilibro - ibs
www.luiss.it
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LAICITA
In questo nuovo straordinario libro, Dario Antiseri
affronta, in una prospettiva sicuramente nuova e inedita (specie per il pensiero
cattolico), il
tanto discusso tema della laicità. Per Antiseri non solo non ha alcun senso
ritenere assolute, quasi scientificamente fondate, le posizioni dei cattolici in
tema di etica ma anche qualsiasi altra posizione diversa mirante a fondare un
sistema valoriale ritenuto sacro e inviolabile. D'altro canto è però logicamente
errato ritenere i vari sistemi etici uguali tra di loro e pertanto
interscambiabili. Il precetto etico “ama il prossimo tuo come te stesso” non è
certamente uguale a “occhio per occhio, dente per dente". Pertanto, di fronte al
necessario relativismo, emerge per il cristiano la necessità di operare una
scelta, quella scommessa sulla propria vita e sulla propria esistenza conosciuta
anche come “fede”.
lafeltrinelli.it - 2010
Il valore della "diversità" nel bios, nel logos e
nell'ethos - e quindi nella polis; le funzioni dell'economia di mercato;
vantaggi e pericoli della globalizzazione; la sostanziale differenza tra
pensiero unico di matrice liberale e Pensiero Unico di matrice fondamentalista;
acquisizioni e limiti dell'antropologia culturale; il miraggio della ricerca di
"fundamenta inconcussa" nella scienza e in filosofia; la "legge di Hume" quale
base logica della libertà di coscienza; l'inevitabilità del relativismo; il
relativismo nei suoi rapporti con la fede e con la democrazia; cosa vuol dire
essere laici; i fondamenti epistemologici e i presupposti etici della "società
aperta"; quello che l'Europa deve alla Grecia; la desacralizzazione del potere
politico da parte del messaggio cristiano e, quindi, quello che l'Europa deve al
cristianesimo: questi i nuclei di fondo del presente lavoro di Dario Antiseri
ibs - 2010
COME LEGGERE KIERKEGAARD
Esistenza e responsabilità nella società di
massa
La sola realtà, filosofica ed etica, è per Søren Kierkegaard la realtà
dell’individuo. Ma il singolo incontra nella società moderna, e nel
livellamento che la caratterizza, un pericoloso limite. Il pensiero di
Kierkegaard rappresenta l’esatto rovesciamento del “cogito” cartesiano,
intellettualistico e astratto. Prima di tutto non c’è il “cogito, ergo sum”,
bensì il “sum, ergo cogito”. Per il singolo è fondamentale scegliere, e
scegliere in base a una decisione personale, che lo coinvolga come singolo,
in piena autonomia rispetto alle opinioni consolidate.
p.rotunno - avanti.it

Dario Antiseri è un filosofo cattolico, innamorato di
Pascal. Giulio Giorello è un matematico e un filosofo che ama definirsi
"ateo protestante". Possono le loro voci concordare sul valore della libertà
da due prospettive così distanti? È la sfida di questo volume, che i due
autori raccolgono in due interventi distinti sul pluralismo, il no a ogni
pretesa di assolutismo o verità, la laicità come terreno comune sui cui
discutere per laici, atei e credenti. Un libro che interviene nel cuore del
grande dibattito della nostra democrazia, in cui a confrontarsi sono la
scienza, la libertà d'espressione, la Chiesa e la fede in Dio.
ibs.it

Se
nell'individualismo si insiste a vedere la resa al basso istinto dell'egoismo,
il relativismo e il nichilismo sarebbero addirittura il cancro dell'Occidente.
Le accuse, dunque, sono delle più gravi. Ma sono esse anche sostenibili e ben
fondate? Individualismo si oppone ad altruismo o piuttosto al collettivismo? E
non è nei gorghi della teoria e della pratica del collettivismo che vennero e
vengono travolte libertà, dignità e responsabilità delle singole persone? Se,
poi, con relativismo si intende la constatazione empirica di un pluralismo di
concezioni etiche che sfidano la nostra libertà e la nostra responsabilità,
questo relativismo è la fisiologia o la patologia dell'Occidente? Su questi
interrogativi vertono le considerazioni dell'autore.
ibs.it

In questo libro il filosofo,
grande conoscitore di
Karl R. Popper, tocca temi come la concezione
fallibilistica della scienza, il rapporto ragione fede, la competizione come la
più alta forma di collaborazione, il pluralismo nel sistema dell'informazione,
la televisione e i bambini, il buono-scuola, la situazione dei partiti in Italia
e altri argomenti attuali che tratta con il suo punto di vista 'fuori dal coro',
in un linguaggio comprensibile per tutti.
unilibro.it
la grande svolta di
pasteur
di Dario Antiseri
Professore Ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali, Luiss, Roma
Il contributo scientifico
di Pasteur è stato notevole, non solo in chirurgia ma anche in medicina,
biologia, agricoltura e zootecnia. Molte delle sue scoperte furono soluzioni di
problemi che gli vennero proposti da altri o dalle circostanze. E Pasteur,
grande osservatore in quanto buon teorico,
per risolverli aveva la giusta dotazione: fantasia creatrice, rigore logico,
acume investigativo, abilità strumentale ...
www.fides.org/
democrazia e pluralismo
il filosofo Dario Antiseri lamenta che tv pubblica e tv
privata "non hanno dedicato 5 minuti 5 al tema del buono scuola" mentre invece
si "propina al pubblico format e serial come don Matteo, che è una specie di
spione del commissariato di Gubbio". E poi di seguiro: "Ma perché su grandi
temi, come il dibattito in parlamento sulla bioetica, non vengono trasmessi
integralmente, invece, che fare vedere una signora bionda seduta nel salotto di
Vespa?" restodelcarlino.it 2004
''la democrazia oggi e' piu' che mai dipendente dal
corretto uso che si fa dei media;
dalla capacita', in altri termini, di farli diventare
libera espressione di un'opinione pubblica responsabile e pluralistica. Si
coglie subito una attenzione particolare al tema da parte del migliaio di
delegati delle Diocesi italiane che sottolineano, con ripetuti applausi, i passi
piu' critici dei relatori contro il sistema dell'informazione televisiva ed il
conflitto di interessi che grava sul sistema dei media. Esempi negativi
l'ossequio all'Auditel e Porta a Porta. Antiseri cita
Hans Georg Gadamer: ''La televisione e' la catena da schiavi alla quale e' legata l'odierna umanita'
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
televisione di Stato o azienda
privata
A questo interrogativo un cattolico liberale come Dario Antiseri, certo non
accusabile di filo-statalismo, ha risposto con una riflessione originale e
convincente...
Riteniamo indispensabile che in una società avanzata il governo debba usare il
proprio potere di raccogliere fondi per offrire una serie di servizi che per
varie ragioni non possono essere forniti - o non possono esserlo in modo
adeguato - dal mercato. ... la prima di queste funzioni è la più rigorosa
salvaguardia del pluralismo politico.
andrea camaiora - ragionpolitica.it
Atei devoti e cristiani senza Dio
...ci sono credenti, i quali, mettendo tra parentesi la propria fede, pretendono
di fondare razionalmente e in maniera assoluta i valori etici di fondo, valori
presunti universalmente validi etiam si Deus non daretur. E a questi amici mi
permetto di rivolgere alcuni interrogativi: il cristiano, ciò che è bene e ciò
che è male lo sa dal Vangelo o glielo insegna la ragione umana?; il cristiano
che presume di conoscere con le sole forze della ragione, al di fuori della
Rivelazione, il bene e il male, non è caduto nella tentazione del serpente:
eriris sicut dei cognoscentes bonum et malum?; e se è la ragione umana a
stabilire ciò che è bene e ciò che è male, non sono allora nel giusto gli adepti
della dea-ragione per i quali «mestiere non era parturir Maria»?; e non è forse
vero che la carta dei diritti umani è frutto di convenzioni e non esito di
teoremi razionalmente fondati?; la vita umana è sacra e inviolabile sin dal
concepimento per decreto religioso o in base ad argomentazioni
razionali? e il «porgi l’altra guancia» e «l’ama il prossimo tuo come te stesso»
in quale sistema di diritto naturale sono stati teorizzati e dimostrati?
Insomma: ci sono atei decisi a vivere veluti Deus daretur; e credenti i cui
principi etici, presunti fondati razionalmente, sarebbero validi etiam si Deus
non daretur. A ogni epoca i suoi paradossi. Più problemi che soluzioni.
dario antiseri ilsole24ore
diocesiverona.it
Dario Antiseri su Benedetto XVI
......sarà un Pontificato sorprendente. «Anche in questi giorni il cardinal
Ratzinger ha avuto parole severe sul relativismo che mina alle fondamenta la
cultura contemporanea . Ma un conto è denunciare l’inganno di chi pretende
che ogni convinzione sia uguale a un’altra, un conto è invece mettersi nella
prospettiva di chi ammette che ogni convinzione è diversa dalle altre. Aderire a
una di esse, sceglierla in modo serie e irreversibile, significa entrare in una
dimensione di fede, certo, continuando tuttavia a tenere gli occhi bene aperti.
Per riconoscere le diversità, appunto. Non per cancellarle». .........Ricomporre
l’unità con ortodossi e protestanti è stato, come sappiamo, un grande desiderio
di Giovanni Paolo II, un Papa al cui fianco il cardinal Ratzinger ha vissuto per
molti anni, intuendo così la sua sofferenza per l’impossibilità di portare a
compimento questo progetto. ......un Pontefice che proviene da un Paese come la
Germania, la cui storia è drammaticamente segnata dalle divisioni tra le diverse
confessioni cristiane, possa avere la sensibilità giusta per portare a termine
il disegno di riunificazione così coraggiosamente e ostinatamente concepito da
Papa Wojtyla».
http://www.icn-news.com/
È possibile la società aperta, una
società democratica, là dove ci si arroga il diritto di essere in possesso di
una verità assoluta e di valori esclusivi?
Il primo e
fondamentale bene comune
sono le regole della convivenza. La società
aperta descritta da Karl Popper è fatta appunto di quelle regole che permettono
la convivenza del maggior numero possibile di idee e di ideali diversi e magari
contrastanti; ed è chiusa solo agli intolleranti. E l’intollerante è colui che
presume di sapere in che cosa consiste il vero bene, di essere in possesso di
quel bene assoluto che egli si sente legittimato ad imporre ai suoi simili,
magari con lacrime e sangue.
www.fisicamente.net
L’etica è relativa
- Per il filosofo liberale “cristiano
non significa anti-relativista”
.....la stessa idea di Europa messa in
discussione...Quali sono le eredità da raccogliere?
L’Europa e
l’intera civiltà occidentale affondano le loro radici nell’esperienza della
Grecia periclea e del Cristianesimo; lì troviamo le radici del pensiero
contemporaneo, dunque i nostri valori di riferimento. Dalla prima deriva l’idea
della ragione come discussione critica, oltre a quella che oggi è divenuta, con
Constant, la “libertà dei moderni”. Tuttavia il dio dell’Europa non è un dio
greco, ma quello giudaico-cristiano. Attenzione però. L’Occidente non è e non
sarà mai teocratico, poiché per un cristiano le leggi e il diritto non possono
essere sacre né assolute. Per egli solo Dio è assoluto. Quando Machiavelli, che
di politica se ne intendeva, consigliava Re e Principi li ammoniva di non
fidarsi dei cristiani, perché per loro lo Stato non è tutto.
alessandro
marchetti -
http://www.opinione.it - 6 ottobre
Ma cos’è che nel liberalismo non piace. Che cosa lo rende
meno appetibile di altre ideologie?
«Il liberalismo esige ascetismo, perché il liberale
deve essere convinto nell’intimo che tutti hanno gli stessi diritti. Deve essere
assolutamente convinto di questo. È difficile accettare davvero che tutti siano
egualmente liberi, abbiano gli stessi diritti. Scattano gli egoismi dei singoli,
gli egoismi corporativi, gli egoismi di gruppo...».
matteo sacchi - ilgiornale.it
antiseri su
keynes
Lo studioso era
convinto che il mondo avrebbe avuto un altro futuro se i vincitori del primo
conflitto avessero capito che i problemi più gravi non erano territoriali o
politici, bensì economici
Dario Antiseri - Avvenire
la «finta» pace
1919 - Le conseguenze
economiche della pace di John Maynard Keynes 1883-1950
Ci sarà una nuova guerra, «davanti alla quale appariranno trascurabili gli
orrori della recente guerra tedesca» - scoppierà, una guerra, insomma «che
distruggerà, chiunque ne sarà il vincitore, la civiltà e il progresso della
nostra generazione
lavocedifiore.org
CODICE ETICO DOCENTI
Il Ministro dell’Universita’ e della Ricerca on. Fabio Mussi ha chiesto a tre
autorevoli esponenti della comunita’ universitaria, i professori Dario Antiseri,
Stefano Rodota’ e Gustavo Zagrebelsky, di redigere
un testo di principi etici e deontologici per i docenti universitari.
I tre illustri accademici hanno accettato l’incarico.
Li ringrazio molto per questo impegno. La serieta’, la credibilita’
afi
manca ancora un’effettiva libertà di scelta dell’insegnamento. Chi vuole entrare
in una scuola non statale deve pagare due volte.
Penso allora che la soluzione sia un buono scuola per i cittadini in modo da
favorire una sana competizione tra gli istituti
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