i guerrieri non sono quello che
voi intendete
Il guerriero non è chi combatte
perché nessuno ha diritto di prendersi la vita di un altro
Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri
È suo compito occuparsi degli anziani
degli indifesi
di chi non può provvedere a se stesso
e soprattutto dei bambini
il futuro dell'umanità
COLOMBO
PRIMA del 1992, cinquecentenario della conquista delle Americhe, ben poche
persone in Italia si interessavano dei popoli
indigeni americani, quelli che Colombo chiamò “indios”
essendo convinto di essere approdato nelle Indie. Anche quando si
comprese che le terre “scoperte” non erano le Indie, si continuò a definire
gli abitanti originari con il termine “indios”
e più tardi “indians”. La consapevolezza che
dietro lo sbrigativo termine indiani si celassero in realtà centinaia di
popoli, nazioni e tribù, ognuna con le proprie tradizioni, culture e lingue,
si è fatta strada con molta fatica e fra lo scetticismo di chi pensava che
gli indiani si fossero estinti insieme ai bisonti. associazioneilcerchio.it
PREGHIERA LAKOTA
dopo le cerimonie di cura gli
ammalati si ritirano per 4 giorni e 4 notti in
preghiera, impegnandosi a non formulare pensieri
negativi verso nessun essere vivente, nemmeno il più
piccolo degli insetti. E' la necessaria pulizia
interiore da cui partire per guardare alla vita con un
cuore nuovo, capace di modificare gli atteggiamenti
sbagliati del passato.
http://www.lifegate.it/ Ci si ammala
quando l'equilibrio tra i poteri delle quattro direzioni
che s' incontrano in noi è compromesso:
non essere più centrati ci separa
dal nucleo divino che abita nel nostro cuore.
SITTING BULL UND SEINE UNTERSCHRIFT
Dies ist wahrscheinlich die
erste Photographie des
berühmten Hunkpapa aufgenommen
am 1. August 1881
indianland-museum.ch
TORO SEDUTO E LA SUA FIRMA
PROBABILMENTE LA PRIMA FOTO
DEL FAMOSO INDIANO DELLA TRIBU' HUNKPAPA TETON SIOUX
SCATTATA IL 1° AGOSTO 1881
Edward S. Curtis
.....
esperienze portarono Curtis ad avviare, nel 1906, un’impresa che lo avrebbe
impegnato nei successivi 25 anni: si trattava di un progetto che riguardava la
creazione del suo “magnum opus”, “The North American Indian”, un'opera in venti
volumi e venti “portfolio” realizzati a mano. Ogni collana contiene oltre 2.200
fotografie originali con il relativo testo molto dettagliato. Non si può non
celebrare l'enormità dell'impresa realizzata da Curtis: infatti, non solo scattò
decine di migliaia di negativi in tutto l'Ovest degli Stati Uniti e del Canada,
ma fu anche il principale etnografo del progetto, reperendo inoltre i fondi
necessari, facendo da editore ed amministratore.
Il progetto “The North American Indian” - nonostante il suo inestimabile
contributo al mondo dell'arte, della fotografia, dell'etnografia e dell'editoria
libraria - quasi uccise Curtis. Perse la famiglia, ebbe un tracollo finanziario
e ne soffrì anche la sua salute. Nel 1930 Curtis era un uomo finito e visse il
resto della sua vita nell'oscurità, fino alla sua morte nel 1952.
lagazzettadelmezzogiorno.it
Edward Sheriff Curtis il fotografo degli Indiani d'America
che documentò, tra la fine dell'Ottocento e i primissimi anni del Novecento, i
volti di capi-tribù e disemplici uomini e donne, la vita quotidiana, gli ultimi
villaggi degli Indiani d'America - quello che restava di un popolo, e di una
civiltà, che stavano per sparire.
non siamo piu' cittadini americani ''Daremo passaporti e patenti a chi dice no alla
vecchia cittadinanza''
La tribù dei Lakota straccia i Trattati firmati 150 anni fa con gli Stati Uniti:
«Violati»
Gli indiani Lakota, una delle tribù Sioux più leggendarie che ha dato alla
storia figure come Toro Seduto e Cavallo Pazzo, hanno stracciato i Trattati
firmati dai loro antenati con gli Stati Uniti più di 150 anni fa. Lo hanno
annunciato ieri alcuni rappresentanti della tribù. NUOVI PASSAPORTI
- «Non siamo più cittadini degli Stati Uniti d'America e tutti coloro che
vivono nelle regioni dei cinque Stati su cui si estende il nostro territorio
sono liberi di unirsi a noi» ha dichiarato Russel Means, uno dei più famosi
attivisti indiani dei diritti umani, in una conferenza stampa a Washington. Il
rappresentante dei Sioux ha precisato che passaporti e patenti saranno
consegnati a tutti gli abitanti del territorio che rinunceranno alla loro
cittadinanza statunitense. Una delegazione di responsabili Lakota ha indicato in
un messaggio indirizzato al Dipartimento di Stato che la nazione Sioux si ritira
unilateralmente dai Trattati conclusi col governo federale americano, alcuni dei
quali vecchi di oltre 150 anni. «PAROLE SENZA VALORE» - Tali Trattati sono «parole
senza valore su carta senza valore» e «sono stati violati a più riprese per
privarci della nostra cultura e delle nostre usanze e per rubare la nostra
terra», hanno affermato i rappresentanti della tribù. «Abbiamo sottoscritto 33
trattati con gli Stati Uniti che non sono stati rispettati», ha dichiarato
Phyllis Young, una militante della causa dei nativi americani che ha contribuito
a organizzare nel 1977 la prima conferenza internazionale sui diritti degli
indiani. MISSIONE DIPLOMATICA - Alcuni capi Lakota si sono
recati in delegazione presso le ambasciate di Bolivia, Cile, Sudafrica e
Venezuela e intendono intraprendere una missione diplomatica in diversi Paesi
nel corso dei prossimi mesi, secondo quanto hanno annunciato. Il territorio
Lakota si situa nel nordovest degli Stati Uniti e comprende regioni del
Nebraska, del Dakota del Sud e del Dakota del Nord, del Montana e del Wyoming. I
Lakota sono stati la sola tribù a infliggere una sconfitta all'esercito
americano. Una delle loro figure leggendarie, Cavallo Pazzo è passato alla
storia per aver sconfitto il generale Custer nella battaglia di Little Bighorn
nel 1876 nel Montana.
corriere.it
ansa
AP
E' lunga e gloriosa la storia dei Lakota
Sioux. Formidabili combattenti, guidati da Toro Seduto sconfissero il generale
Custer nella battaglia di Little Big Horn, del 1876. Ma da allora molto
tempo è passato. Oggi la loro storia parla di una
media dei suicidi tra gli adolescenti di 150 volte superiore a quella
statunitense, una mortalità infantile è cinque
volte più alta e una la disoccupazione che tocca cifre altissime.
larepubblica.it
i lakota di oggi vivono in condizioni miserrime: il 97 per
cento di loro vive sotto la soglia di povertà e con un'attesa di vita di appena
44 anni, più bassa perfino di quella dell'Afghanistan; la disoccupazione è
all'85 per cento e l'incidenza della tubercolosi 800 volte più alta della media
statunitense. Il tasso di suicidi tra i giovani del 150 per cento più alto della
media statunitense ed è probabilmente il segnale più evidente [assieme
all'alcolismo cronico e diffusissimo] del disfacimento sociale del popolo lakota.
e.mangini - carta.org
bianca - nativiamericani.it
BILLINGS, Mont. - The rate of suicide for American
Indians from 15 to 24 years of age is more than three times the national
average, according to the IHS.
There's always speculation as to why a young American Indian is more likely to
commit suicide. It usually ranges from poverty, historical despair and substance
abuse problems; one girl likened the isolationism of living on a reservation to
being in a black hole, not being able to escape. However, each suicide in itself
seems to have a history all its own that's not so readily explained - especially
when a victim fits none of these ''stereotypical'' molds.
Adrian Jawort - indiancountrytoday.com
*
Ron - His Horse
Is Thunder - Tasunka Wakinyan
Ron His Horse Is Thunder is a member of the Hunkpapa-Lakota Oyate and
currently serves as the Tribal Chairman of the Standing Rock Sioux Tribe. In
this capacity, he also is the Chairman of the Great Plains Tribal Chairman's
Association.
In 1988 he received his Juries Doctorate from the University of South Dakota
School of Law. In 1985, he received a Bachelor of Science degree from Black
Hills State University. His Horse Is Thunder began his career by serving in
several professional capacities, e.g., as an attorney, director, and grants
evaluator on the Rosebud and Standing Rock Sioux reservations. http://standingrock.orgwww.scrippscollege.eduhttp://indiancountrytodaymedianetwork.com/
Ron "il Suo
Cavallo è un Tuono"
è il pronipote del grande capo
ucciso nel 1890...
.....perché un guerriero come Toro Seduto aveva
accettato di far parte del Circo?.
Sitting Bull non sapeva quale
potenza ci fosse alle spalle dei coloni e dell’esercito che aveva combattuto
fino ad allora. Accettò l’invito di Buffalo Bill, che comunque era un uomo
d’onore visto che aveva sempre rispettato i patti, perché voleva capire da
dove venisse esattamente l’uomo bianco e chi erano quei pionieri penetrati
fino ai nostri territori. Non era mai stato nelle città di cui aveva sentito
tanto parlare. Quello che scoprì lo lasciò di stucco e quando tornò disse:
"Gli uomini bianchi sono tanti come formiche e hanno costruito dappertutto
una serie infinita di grandi formicai. Presto ne costruiranno anche dove
siamo noi"............. l’uomo bianco si sarebbe preso
tutto quanto. Così fu. Toro Seduto emigrò anche in Canada e quando tornò a
Fort Yates, che oggi è la capitale della "Standing Rock Sioux Reservation",
cercò di ispirare fra i suoi una nuova religione che si chiamava "Ghost
Dance". Le sue mosse furono giudicate dalle autorità di allora come sospette
e il 15 dicembre 1890 Sitting Bull venne ucciso assieme a suo figlio Crow
Foot nelle vicinanze di Fort Yates, in uno scontro a fuoco con la polizia
indiana. Ancora oggi Tatanka Iyotake (o Tatanka Iyotanka) qui è venerato
come uno dei grandi eroi della Resistenza indiana. paolo condo'
- massimo lopes pegna - www.gazzetta.it -
Pochi
sono stati marginalizzati ed ignorati da Washington
come i nativi americani . I PRIMI AMERICANI
.
Barack Obama - 2009
L'uomo bianco paga il debito
Dopo centotrenta anni è resa
giustizia agli Indiani d’America. Il Congresso degli Stati Uniti sta per
approvare un provvedimento che prevede il maxirisarcimento di 3,4 miliardi di
dollari per la confisca illegale di terreni avvenuta nel 1880. In quell’anno, il
governo americano, sotto la presidenza di Rutherford B. Hayes, decide di
iniziare una sistematica opera di smembramento delle terre, oltre 40 milioni di
ettari in tutto il Paese, dove per secoli avevano vissuto le tribù della Grande
Nazione. francesco semprini - lastampa.it - 2010