simone adolphine weil  due

3 febbraio 1909 - 24 agosto 1943

 

Occorre essere sempre disposti a cambiare di parte

per seguire la giustizia

eterna fuggiasca dal campo dei vincitori

   

www.youtube.com/watch?v=hhZleAZ7Znc

 

Il male immaginario è romantico e vario

il vero male è cupo, monotono, arido, noioso

Il bene immaginario è noioso

il vero bene è sempre nuovo, meraviglioso

...

Quando si compie il male, non lo si conosce

perché il male fugge la luce

...

Desiderare di sfuggire alla solitudine è una viltà

L'amicizia non la si cerca, non la si sogna, non la si desidera

la si esercita

- è una virtù -

To wish to escape from solitude is cowardice

Friendship is not to be sought, not to be dreamed, not to be desired

it is to be exercised  - it is a virtue -

...

...  Che per te la vita può e deve essere più reale,  più piena e gioiosa di quanto forse non lo è mai stato per nessun essere umano .  Non la mutilare in anticipo con una qualsiasi rinuncia .   Non ti lasciare imprigionare da nessun affetto .   Preserva la tua solitudine .   Il giorno, se mai verrà, che una vera amicizia ti sia concessa, non esisterà opposizione fra la solitudine interiore e l’amicia;   anzi è da questo segno infallibile che la riconoscerai .
taccuini.wordpress.com - notedipastoralegiovanile.it

...

...  Chiarire i concetti,  screditare le parole congenitamente vuote,   definire l’uso di altre attraverso analisi precise,  per quanto possa sembrare strano, servirebbe a salvare delle vite umane  .
La civiltà attuale nasconde dietro un apparente splendore uno stato di vero e proprio decadimento intellettuale  .     

In ogni ambito sembriamo aver perduto le nozioni essenziali dell’intelletto  ,    quelle di limite, misura, grado, proporzione, relazione, rapporto, condizione, legame necessario, connessione tra mezzo e risultato  .
non ricominciamo la guerra di troia

rhadrix.com  - it.linkedin.com -

...

 

 

 

La forza fa di chiunque le è sottomesso una cosa.

Quando è esercitata fino in fondo fa dell’uomo una cosa nel senso più letterale, perché ne fa un cadavere. Ma la forza che uccide è una forma sommaria, grossolana della forza. Ben più varia nei suoi procedimenti, ben più sorprendente nei suoi effetti è l’altra forza, quella che non uccide; quella cioè che non uccide ancora. Sicuramente ucciderà, o forse ucciderà, oppure è soltanto sospesa sull’essere che a ogni momento può uccidere; in ogni caso muta l’uomo in pietra.

Dal potere di trasformare un uomo in cosa facendolo morire deriva un altro potere, ben altrimenti prodigioso, quello di fare una cosa di un uomo che resta vivo. Egli è vivo, ha un’anima; tuttavia è una cosa. Strano essere una cosa che ha un’anima; strano stato per l’anima. Chi può dire quanto ad ogni istante, per adattarvisi, deve torcersi e ripiegarsi su se stessa?

L’anima non è fatta per abitare una cosa; quando vi è costretta, non c’è nulla in lei che non soffra violenza. Un uomo disarmato e nudo sul quale si punti un’arma diventa cadavere prima di essere colpito.
l'iliade o il poema della forza

pubblicato sotto lo pseudonimo anagrammato Émile Novis

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Senza pensiero libero vince la forza

*

L’uomo che sogna è soprattutto un essere vivente

e tutto ciò che egli vede acquista vita

E’ il regno di Proteo, ovvero della cosa che si trasforma per un’interiore forza

*

La vita moderna è in balia della dismisura

La dismisura invade tutto, azione e pensiero, vita pubblica e privata

*

tutte le decisioni che impegnano delle vite umane sono prese da coloro che non rischiano niente

*

Ho una specie di certezza interiore crescente che esiste in me
un deposito d'oro da trasmettere ... Non c'è nessuno per riceverlo  
Questo non mi dà dolore .  La miniera d'oro è inesauribile

*

pour les uns antireligieuse  révolutionnaire 

pour d'autres philosophe   militante    mystique    ou encore rebelle

 intellectuelle   voire communiste   agnostique   ?

la.margelle.waika9.com

 

*

Ma per spingere gli uomini verso le catastrofi più assurde

non c’è bisogno né di dei   né di congiure segrete

La natura umana basta
 non ricominciamo la guerra di troia - 1937

 

Simone Weil era affascinata dalla fotosintesi

un fenomeno che lega la nostra vita materiale alla luce; le piante, infatti, catturano l’energia solare incapsulandola in molecole, che poi liberano la loro energia nei nostri muscoli e nelle strutture degli altri esseri viventi. La fotosintesi trasforma la materia inerte in cibo.

I grandi artisti – diceva la Weil – catturano la luce spirituale incapsulandola nei loro capolavori, che sono il nostro cibo spirituale, di cui abbiamo altrettanto bisogno.   
stpauls.it

 

La metafora ritrovata
miti e simboli nella filosofia di Simone Weil
Dalla formazione alla piena maturità intellettuale, l’intera vicenda culturale di Simone Weil appare caratterizzata da un vivo e profondo interesse per i miti. Creatore dell’universo, Dio manifesta attraverso i miti l’origine trascendente del cosmo e pertanto, secondo la Weil, questi, pur nell’appartenenza a tradizioni, culture, civiltà diverse, sono intermediari della relazione tra Dio e l’uomo.

Ad oggi in ambito italiano non si è ancora pienamente rilevata la centralità e l’originalità della dimensione mitica nel pensiero della Weil e non esistono studi specifici sull’argomento.

cittànuovaeditrice

 

 *
I partiti sono organismi pubblicamente 

ufficialmente costituiti in maniera tale da uccidere nelle anime

il senso della verità e della giustizia

 

 *

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La politica non è quasi mai considerata come un’arte di qualità tanto elevata  .   Ma questo avviene perché si è presa l’abitudine, da secoli, di considerarla solo e prevalentemente come la tecnica per l’acquisto e la conservazione del potere.

la prima radice

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Dovunque ci sono partiti politici la democrazia è morta

Non resta altra soluzione pratica che la vita politica senza partiti
come?
Con la responsabilità individuale del deputato di fronte ai suoi elettori
Bisogna creare un clima culturale tale che un rappresentante del popolo non concepisca di abdicare alla propria dignità al punto da diventare membro disciplinato di un partito

verrebbe meno la libertà di associazione?
La libertà di associazione è in genere la libertà delle associazioni contro le persone
la libertà di espressione?
La libertà d'espressione è un bisogno dell'intelligenza, e l'intelligenza risiede solo nell'essere umano individuale. L'intelligenza non può essere esercitata collettivamente: ne consegue che nessun gruppo in quanto gruppo ha legittimamente diritto alla libertà d'espressione.
enzo trentin - legnostorto.com
Simone Weil, “Manifesto per la soppressione dei partiti politici” Quasi ovunque, e spesso anche per questioni squisitamente tecniche, il fatto di prendere partito, di prendere posizione pro o contro, ha sostituito il fatto di pensare. �È una peste che si è originata nel contesto politico e si è diffusa a tutto il paese, alla quasi totalità del pensiero.
note sur la suppression générale des partis politiques

Non c'è nulla di più confortevole del non pensare  .
...

Immaginiamo il membro di un partito – deputato, candidato al Parlamento o semplice militante – che prenda in pubblico il seguente impegno:    Ogniqualvolta esaminerò un qualunque problema politico o sociale, mi impegno a scordare completamente il fatto che sono membro del mio gruppo di appartenenza, e a preoccuparmi esclusivamente di discernere il bene pubblico e la giustizia  .
Questo linguaggio sarebbe accolto in modo negativo. I suoi, e anche molti altri, lo accuserebbero di tradimento. I meno ostili direbbero:    Perché, allora, ha aderito a un partito ?,  ammettendo così ingenuamente che entrando in un partito si rinuncia a cercare unicamente il bene pubblico e la giustizia.
manifesto per la soppressione dei partiti politici  -  pubblicato per la prima volta nel numero 26 della rivista francese 'la table ronde' del 1950

https://disfattista.wordpress.com/2013/04/24/manifesto-per-la-soppressione-dei-partiti-politici-di-simone-weil

 

 

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L’intelligenza può essere guidata solo dal desiderio. Perché ci sia desiderio, occorre che ci siano piacere e gioia. L’intelligenza cresce e porta frutto solo nella gioia. La gioia di imparare e indispensabile agli studi, come la respirazione ai corridori. Dove essa è assente non ci sono studenti, ma povere caricature di apprendisti che al termine del loro apprendistato non avranno neppure un mestiere .

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perché è un bene che ci sia anch'io e non soltanto Dio ?
simone weil citata da ersilio tonini - 2006

brainyquote.com/quotes/authors

https://en.wikiquote.org/wiki/Simone_Weil#Quotes_about_Weil

http://it.wikiquote.org/wiki/Simone_Weil#Citazioni_di_Simone_Weil

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Niente è meno istruttivo delle macchine

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Nessuno ha amore più grande di colui che sa rispettare la libertà dell'altro

 *

Amarsi al punto che l'unione regga anche se divisi da mezzo mondo

*

Sfumature anarchiche in Simone Weil

I miei contemporanei hanno preferito giudicarmi in mille modi diversi

ma bastava semplicemente che ammettessero che l'oggetto

della mia ricerca era l'umanità e l'oggetto del mio amore

erano gli ultimi, i diseredati
SW

 

Perché non appena un potere oltrepassa i limiti che gli sono imposti dalla natura delle cose, restringe le fondamenta sulle quali poggia, rende questi limiti stessi sempre più ristretti .   Estendendosi al di là di ciò che può controllare, genera un parassitismo, uno spreco, un disordine che, una volta apparsi, si accrescono automaticamente .
pag 57

Viviamo in un'epoca priva di avvenire .    L'attesa di ciò che verrà non è più speranza ma angoscia  .
riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale 1934

 

 

Affannosamente piena la vita di Simone Weil, pensatrice, militante (im)politica, mistica. Davvero uno dei più suggestivi itinerari intellettuali del Novecento. Anche perché Simone non scommise solo sulla mente, ma anche sul corpo. Non si chiuse in uno studio a elaborare teorie, ma cercò un rapporto carnale con la storia. Visse quel che scrisse e viceversa. Certo, gli ardui camminamenti dello spirito, di libro in libro e di esperienza in esperienza, ma anche l’insonne battaglia sovversiva. Trentaquattro anni di vita e di febbre, per tirar fuori la provocazione della verità.
Simone fu una cercatrice appassionata e irregolare, potremmo dire un’intellettuale disorganica. Armata di una vis polemica irresistibile.

Sempre sincera. Spesso irritante. Era il suo destino, evidentemente. E in questo destino c’è anche l’attenzione che da sempre le rivolgono gli spiriti liberi. Di destra e di sinistra in disordine sparso.
mario bernardi guardi - libero-news.it

 

 

 

SIMONE WEIL L’UMILTA’ DEL PENSIERO  marcella tassinari franchi

La complessa personalità di Simone Weil, quasi impossibile da riferire senza correre il rischio di sacrificarla, dai numerosi scritti ci si rivela multiforme e gigantesca, sia per profondità e vastità culturale, sia per passione ed impeto. La sua eccezionalità scaturisce da due carismi complementari fra di loro e che ella possedeva in misura straordinaria: intelligenza e amore. L’uomo, la sua esistenza sia nel bene sia nella sofferenza, sono l’interesse fondamentale nel quale la scrittrice si muove e cui dedicherà con passione la sua attività di pensiero e di azione ...

Vivere per Simone Weil significa lottare per arrivare alla consapevolezza e quindi alla capacità di esprimere e comunicare. La sua breve esistenza, consumatasi senza risparmio intellettuale, psichico e fisico esprime, più ancora delle sue eloquenti osservazioni, quanto fosse grande il disagio spirituale di fronte ad una umanità che sembrava conformarsi in misura crescente all’idolatria di razza. ... Padre Perrin, al quale per anni si rivolse come ad un sicuro riferimento della religione cattolica e al quale più volte chiese di poter ricevere il Battesimo, ancora nell’ultimo incontro, prima che Simone partisse per l’America con i genitori, ritenne opportuno rinviare l’avvenimento; forse lo preoccupava più la libertà di pensiero di Simone, di quanto non fosse convinto della sua appassionata volontà di adesione alla Chiesa ... Simone Weil rientrò in Europa, e precisamente a Londra, nell’agosto 1943, ormai irreparabilmente malata e tuttavia ancora partecipe, attraverso gli amici, dei dolorosi avvenimenti che avevano coinvolto il mondo. La sera del 24 agosto Simone si spegneva.

Troppo presto per riuscire a trasmettere in modo compiuto quei doni preziosi che la sua riflessione aveva raccolto e la sua sensibilità aveva drammaticamente vissuto. 

uniba.it

 

Filantropia e fede di una filosofa
... Secondo l’autrice nel sistema capitalista l’origine delle sperequazioni sta più al di là della questione della proprietà: sta nella dicotomia
“lavoro intellettuale / lavoro manuale”. «Il lavoro non viene più eseguito con la coscienza orgogliosa di essere utile, ma con il sentimento umiliante ed angosciante di possedere un privilegio concesso da un favore passeggero della sorte - un privilegio dal quale si escludono parecchi esseri umani per il fatto stesso di goderne, in breve un posto».

danilo caruso - instoria.it

 

 

 

Il faut connaître le mal qu'on veut combattre

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Eravamo una famiglia molto unita, una famiglia tipica della buona borghesia israelita di quell’epoca. I nostri genitori erano agnostici, molto attenti all’educazione dei loro figli. La principale caratteristica della nostra educazione dipese dal fatto che nostra madre, per tutta la durata della guerra 14-18, volle seguire nostro padre in tutti i suoi spostamenti. Facevamo un trimestre qui, un trimestre là; abbiamo preso delle lezioni private, delle lezioni per corrispondenza, e ciò ci ha permesso di essere molto più avanti negli studi dei nostri coetanei che avevano seguito i corsi normali .
liceoclassicodettori.gov.it

 

 

SIMONE WEIL E CRISTO

La filosofa attribuisce all’idea di religione un ruolo basilare per la vita umana, in quanto è convinta che abbia il compito di completare e realizzare il "soggiorno" di ogni persona sulla terra. Per la Weil gli elementi essenziali sono sostanzialmente tre: la perfezione di Dio, la sventura degli uomini ed il legame indissolubile tra Dio e gli uomini; pertanto la religione che reputa a lei più congeniale è senz’ombra di dubbio il cristianesimo, considerato la sintesi, il frutto dell’unione della spiritualità greca e di quella dell’Antico Testamento.

Il cammino che l’autrice compie verso la religione cristiana è lento ma graduale, e di fondamentale importanza sono i tre contatti con il cristianesimo, avvenuti nel ’35 in Portogallo, nel ’37 ad Assisi e nel ’38 a Solesmes, nei quali si rende conto rispettivamente che il cristianesimo è la religione degli "schiavi", e a loro, in seguito all’esperienza particolare vissuta per circa un anno in fabbrica, sente di appartenere; che tuttavia Dio è percepibile anche attraverso la "strada" della bellezza, ovvero che una miriade di elementi semplici e puri possono esser anch’essi la prova dell’esistenza e dell’amore di Dio; e infine che esiste una valenza soprannaturale dei sacramenti. Il coronamento di questi tre contatti è rappresentato dall’esperienza mistica, ovvero un avvenimento rivoluzionario in cui concretamente ed effettivamente Cristo in persona le si è manifestato. Simone Weil infatti con molta poesia descrive il suo contatto con il Cristo, avvenuto in una mansarda, in cui ha mangiato, ha dormito, ha dialogato con il Cristo come se fosse un amico. Il Cristo tuttavia un giorno l’ha cacciata e lei, con il dolore nel cuore per non essere accanto a lui, con il dubbio di non essere degna del suo amore, ma con la speranza di poterlo incontrare di nuovo, si mette alla ricerca di Cristo stesso, ossia di quell’"uomo" che le ha mostrato il suo amore. Simone Weil, in seguito a questo avvenimento eccezionale, si sente effettivamente cristiana, ovvero, come lei stesso afferma, prigioniera di Cristo, e inizia per lei un nuovo cammino spirituale alla ricerca di Dio.

il-margine.it
Nel ’37 vive un’esperienza mistica di "incontro col Cristo" particolarmente intensa che indirizzerà il suo pensiero in termini decisamente spirituali. Da allora preferirà alla cultura platonico-ellenica, cui aveva dedicato varie speculazioni    lo studio dei principali testi sacri esistenti  -  dal Libro dei Morti Egiziano al Corano -  dalla Bibbia alla Bhagavad-Gita.
nonsolobiografie.it

Nei pensieri raccolti sotto il titolo L’amore di Dio (scritti tra il 1940 e il 1942), Weil svela il suo misticismo :

non tocca all’uomo cercare Dio e credere in lui : egli deve semplicemente rifiutarsi di amare quelle cose che non sono Dio.   Un tale rifiuto non presuppone alcuna fede. Si basa semplicemente sulla constatazione di un fatto evidente: che tutti i beni della terra …sono finiti e limitati, radicalmente incapaci di soddisfare quel desiderio di un bene infinito e perfetto che brucia perpetuamente in noi

filosofiaedintorni.net

 

 

   LA MORTE DEL PENSIERO UMANO E' EQUIVALENTE ALLA MORTE DI DIO  

uniba.it

 

padre nostro

Simone Weil osserva che 'Il padre nostro' inizia con la parola 'Padre', e termina con la parola 'male', passando dalla fiducia al timore. Ella nota anche come ciascuna domanda è connessa alle altre. E conclude osservando:

Il Padre nostro è il compendio di tutte le possibili domande, non possiamo pensare a nessun altra preghiera che non sia contenuta in esso. E' per la preghiera ciò che Cristo è per l'umanità. E' impossibile recitarlo una sola volta tutto, prestando la più piena attenzione ad ogni singola parola, senza che produca nell'anima un cambiamento, forse infinitesimale ma reale.

umilta.net/padrenostro.html

 


www.simoneweil.net/dates.htm

Per me personalmente lavorare in fabbrica ha voluto dire che tutte le ragioni esterne sulle quali si fondavano la coscienza della mia dignità e il rispetto di me stessa sono state radicalmente spezzate in due o tre settimane sotto i colpi di una costrizione brutale e quotidiana

 

          

Alla Weil il concetto di proporzione è molto caro

ella è sempre tesa a individuare i termini medi che possano mettere in relazione ciò che di per sé è infinitamente distante, e a riconoscerein questa media proporzionale una figura dell’incarnazione, estremo simbolo di un rapporto fra ciò che appare inavvicinabile: l’uomo e Dio. Per questo considera preziosi gli studi che i pitagorici conducevano intorno al medio proporzionale fra due numeri incommensurabili. Inoltre l’esigenza di mediazione fra umano e divino si fa sentire nei pitagorici nella ricerca di armonia, sia in senso musicale sia nel tema dell’amicizia: la formula pitagorica secondo cui «l’amicizia è un’eguaglianza fatta di armonia», dovendosi intendere armonia come proporzione e come unità dei contrari, viene interpretata dalla Weil come indicazione della necessità di una mediazione fra uomo e Dio e come anticipazione del mistero trinitario. Infatti l’autrice, accostando questa formula ad un’altra definizione pitagorica dell’armonia, «il pensiero comune dei pensanti separati», ne ricava un riferimento alla Trinità per il fatto che, in tale formula, se riferita a Dio, Dio è presentato come pensiero pensante e non come una cosa, come l’unità di persone che pensano ciascuna separatamente. La definizione pitagorica dell’amicizia fa capire che il modello, per ogni amicizia umana deve essere la Trinità, la quale è l’amicizia per eccellenza: «La Trinità è la suprema armonia e la suprema amicizia»
uniba.it

 

 

il coraggio eroico del pensiero e dell'opera

L’esegesi di Simone Weil deve rifarsi necessariamente alla sua biografia, perché pensiero e vita costituiscono il fascino e l'originalità della sua esistenza. Figura irrequieta dalla vita breve e intensissima (Parigi 1909 - Ashford 1943), segnata da eventi che hanno attraversato i primi anni del ‘900 e che hanno riguardato, compenetrandola, ogni più piccola cellula del suo corpo. Simone Weil rappresenta la storia degli intellettuali francesi tra le due guerre e soprattutto la testimonianza della tragedia del suo paese. Militante e normalista bramosa di certezze, sindacalista in perenne movimento tra quartiere latino, camera del lavoro e scuola popolare, collaboratrice di fogli politico-sindacali e insegnante di filosofia, operaia solidale e partecipante alla guerra civile spagnola, Weil si avvicinò al pensiero cristiano e mistico in contrastante dualità con la sua origine ebraica, e con l’intrigo del grido errante tra riflessione e azione.

E di rigorosa, scintillante e appassionata partecipazione si parla quando si racconta della sua fuga da Parigi, città aperta su cui incalzano le ombre minacciose e nefaste delle leggi razziali e del nazismo dilagante. L'opposizione al regime la porta a Marsiglia, "una sorta di patria dello spirito - dirà Canciani nel suo intervento - un trovare nella luce del Mediterraneo il luogo ideale per compiere il suo ritorno verso il passato"....

L'intervento di Gabriella Fiori - sua biografa - appare immediatamente compreso di una partecipazione che ha uno spiccato carattere amicale. "Intendo portare il messaggio della sua coerenza e della sua concentrazione - dice -. Simone Weil ha una vocazione morale che ha la capacità di nutrirsi di luce. La ricerca interiore dell'uomo nella storia ha trovato in lei la chiave di una saggezza che può essere applicata alla vita quotidiana di ognuno sia sul piano individuale che sociale. Simone Weil è un genio donna in quanto il suo pensiero si nutre di tutto il suo amore fecondo per il mondo, per l'umanità, di tutta la potenza del suo eros femminile...

Nomadica operaia e bracciante, intellettuale finissima, mistica penitente di sofferte e consapevoli anoressie, Weil infligge al suo corpo lo sfinimento del digiuno come partecipazione e mezzo dell’'incontro con Cristo: visionario trionfo nel silenzio pulsante della sua atroce emicrania, incontro decisivo e solenne in cui s'inscriverà il successivo cammino, e che troverà momenti di tregua nelle figure eroiche delle infermiere in prima linea: espressioni del bello come esempio, pioniere dell'anima e delle trasformazioni del rapporto tra uomo e universo, le quali, per sua fremente necessità, rappresentano l'incarnazione della religione attiva...

"Il pensiero di Simone Weil sulla differenza sessuale si presenta spartito tra una riflessione teorica piuttosto gracile ed un travaglio personale profondo e drammatico, con una sfaldatura che pur appartenendo al paesaggio weiliano ha un rapporto con il fatto stesso della differenza. Il suo nata donna rappresenta la mancanza che la mette in contatto con Dio. La sua rivolta va vista anche e soprattutto alla luce del titanico rifiuto della condizione assegnata al sesso femminile dalla civiltà". Suggestive considerazioni che richiamerebbero a una qualche scelta di tipo femminista, ma che nel percorso politico, sociale e di vita attiva della filosofa francese, non trovano corrispondenza. Questa donna consapevole e coltissima non ha scelto l’analisi del suo essere donna, ha scelto il rischio di una vita votata all’amore per il mondo e per "l’uomo" nella sua accezione più neutra. ...

maria pia giordano    -   mclink.it

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no human being escapes the necessity of conceiving some good outside himself towards which his thought turns in a movement of desire, supplication, and hope ... consequently, the only choice is between worshipping the true god or an idol. every atheist is an idolater --- unless he isworshipping the true god in his impersonal aspect.
the majority of the pious are idolaters  .

last notebook 1942

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SULLA  SCIENZA   -   lettera  ad un collega

Caro collega,
In risposta al questionario che mi ha inviato sull'insegnamento storico delle scienze, non posso far altro che raccontarle un'esperienza da me fatta quest'anno durante il mio corso (classe di filosofia nel liceo femminile del Puy). Le mie Allieve, come la maggioranza degli studenti, consideravano le differenti scienze un insieme di nozioni morte il cui ordine è quello dato dai testi. Esse non avevano alcuna idea né dei legame tra le scienze, né dei metodi che hanno permesso di crearle. In breve, si può dire che ciò che sapevano delle scienze era il contrario di una cultura.
Tutto ciò mi rendeva molto difficile l'esposizione della parte del programma di filosofia intitolata Il metodo nelle scienze.
Io ho spiegato loro che le scienze non sono conoscenze gira fatte esposte nei testi ad uso degli ignoranti, ma conoscenze acquisite per mezzo di metodi completamente distinti dai metodi di esposizione che esse trovavano nei testi. Ho proposto loro qualche lezione supplementare di storia delle scienze; esse hanno accettato e le hanno seguite tutte, pur senza avere alcun obbligo.
Ho loro abbozzato rapidamente lo sviluppo delle matematiche, coordinandolo all'opposizione tra il continuo e il discontinuo, e vedendolo come sforzo per ricondurre il continuo al discontinuo, il cui primo momento è la misura. Ho raccontato loro la storia della geometria greca (triangoli simili [Talete e le piramidi], teorema di Pitagora, scoperta degli incommensurabili con la crisi che ne è risultata, soluzione dovuta alla teoria delle proporzioni di Eudosso, scoperta delle coniche (come sezioni del cono, metodo di esaustione ) e della geometria dell'inizio dei tempi moderni (algebra, geometria analitica, principio del calcolo differenziale e integrale). Ho spiegato loro - cosa che nessuno si era preso la briga di fare - in qual modo il calcolo infinitesimale sia stato la premessa all'applicazione della matematica alla fisica e poi all'attuale progresso della fisica stessa. Tutto questo è stato seguito da tutte le allieve, anche dalle più digiune di scienza, con appassionato interesse, ed è stato fatto facilmente in sei-sette ore supplementari
La mancanza di tempo e le mie scarse cognizioni non mi hanno permesso di fare altrettanto con la meccanica e la fisica; ho potuto soltanto raccontare loro frammenti della storia di tali scienze. Le allieve avrebbero desiderato saperne di più.
Al termine di questa serie di lezioni ho letto loro il questionario sull'insegnamento storico delle scienze e tutte hanno approvato entusiasticamente l'idea di un tale insegnamento. Esse dicevano che solo un simile insegnamento può rendere umana la scienza per gli allievi invece che una specie di dogma che bisogna credere senza mai sapere perché.
Tale esperienza dunque conferma DEFINITIVAMENTE  la vostra idea sotto tutti i punti di vista.
SIMONE WEIL 1931
professoressa di filosofia al liceo femminile del puy

http://matematica.unibocconi.it/articoli/sullinsegnamento-della-matematica

 

 

opere di simone weil

tutti i volumi di Simone Weil in realtà consistono di raccolte di scritti pubblicate postume  -    in vita Simone Weil aveva pubblicato poco e su periodici - e sotto pseudonimo_Émile Novis nella fase finale della sua permanenza in Francia stanti le persecuzioni antiebraiche.    

Tra le raccolte più importanti in edizione italiana :

L’ombra e la grazia

La condizione operaia

La prima radice

Attesa di Dio

La Grecia e le intuizioni precristiane

Riflessioni sulle cause della libertà e dell’oppressione sociale

Sulla Germania totalitaria

Lettera a un religioso

Sono fondamentali i quattro volumi dei Quaderni  curatI da Giancarlo Gaeta.

web.peacelink.it

 

 

... quoi que vous fassiez -même si vous restez au lycée -, dites-vous bien que la première des règles est de bien faire ce qu'on fait. Je n'entends pas par là, vous pensez bien, que vous deviez être une bonne élève... Mais puisqu'on vous donne des possibilités de vous instruire, utilisez-les au maximum, à votre manière. Peu importe que vos notes soient bonnes ou mauvaises ...

Lettre à une élève in Simone Pétrement La vie de Simone Weil t.I p.440 lyc-simone-weil.scola.ac-paris.fr  
ac-paris.fr

Benché sembri che oggi lo si ignori, il vero e quasi unico interesse degli studi è quello di formare la facoltà dell’attenzione. La maggior parte degli esercizi scolastici hanno anche un interesse intrinseco: ma è un interesse secondario. Tutti gli esercizi che fanno appello alla nostra facoltà di attenzione sono interessanti allo stesso titolo e nella stessa misura.

liceosimoneweil.it

 


la monotonia è sia la cosa più bella sia quella più ripugnante
che esista al mondo. la più bella se riflette l’eternità.  la più orribile se è il segno di qualcosa di infinito e immutabile.  tempo sconfitto o tempo infruttuoso.  il simbolo della monotonia bella è il cerchio. il simbolo della monotonia terribile è il ticchettio del pendolo.
filosofia della noia

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Quando qualcosa sembra impossibile ad ottenersi, per quanto ci si sforzi, ciò indica un limite insuperabile al livello in cui siamo e la necessità di un cambiamento di livello, di una rottura del nostro soffitto.    Esaurirsi in sforzi a questo livello ci degrada.   Meglio accettare il limite, contemplarlo e assaporarne tutta l’amarezza.

...

Una persona amata che delude. Gli ho scritto .    Impossibile che non mi risponda quel che ho detto a me stessa in nome suo .  Gli uomini ci debbono quel che noi immaginiamo ci daranno .   Rimetter loro questo debito .  Accettare che essi siano diversi dalle creature della nostra immaginazione, vuol dire imitare la rinuncia di Dio.
Anch’io sono altra da quella che m’immagino essere .    Saperlo è il perdono  .

l'ombra e la grazia - la pesanteur et la grace

.

 

 

Il mare
Mare docile al freno, sottomesso in silenzio
Mare sparso, flutti per sempre incatenati
Massa offerta al cielo, specchio d’obbedienza
Vi tesse ogni notte nuove pieghe
La lontana potenza degli astri .
Quando il mattino colma l’intero spazio
Lo accoglie rendendo la luce in dono .
Un lampo leggero si posa in superficie .
Si stende in attesa e senza desiderio
Sotto il giorno che cresce, risplende e dilegua .
Di riflessi serali luccicherà improvvisa
L’ala sospesa tra il cielo e l’acqua .
I flutti oscillanti e fermi
Dove ogni goccia sale e ridiscende
Restano in basso per sovrano decreto .
Bilancia dai segreti bracci d’acqua trasparente
Trova in sé la misura, e schiuma, e ferro
Giustizia invisibile per ogni barca errante .
Sullo scafo un filo azzurro traccia rapporti
Senza errore alcuno nella riga apparente .
Mare immenso, sii propizio agli infelici mortali
Stretti ai tuoi bordi, persi sul tuo deserto .
A colui che affonda parla prima che muoia .
Entra nell’anima, o nostro fratello mare
Donale la purezza delle tue acque giuste .

GLI ASTRI
Astri di fuoco che la notte abitate i cieli lontani
sfere mute che ignare sempre gelide ruotate
via dal nostro cuore i giorni di ieri strappate
senza il nostro consenso ci gettate nel domani.
Piangiamo e tutti i nostri lamenti a voi sono vani.
Poiché dobbiamo, vi seguiremo, le braccia legate
gli occhi rivolti al vostro scintillio puro e amaro.
Al vostro cospetto poco importa ogni dolore.
Noi tacciamo, vacilliamo sul nostro cammino.
D’improvviso è nel cuore il loro fuoco divino.
versi e prosa

NECESSITA’
La ruota dei giorni dal cielo deserto si volge
In silenzio agli sguardi mortali
Gola aperta quaggiù, dove ogni ora inghiotte
Gridi così supplicanti e crudeli
Tutti gli astri lenti nei passi della loro danza
Unica danza immobile, lampo muto dall’alto
Informi malgrado noi, senza nome o cadenza
Troppo perfetti, senza mancanza alcuna
La nostra collera è vana a quei sospesi .
Si calma la nostra sete se ci spezzate i cuori.
In desideri e grida la loro ruota ci trascina
I nostri signori splendenti
furono sempre vincitori .
Strappate le carni, catene di luce pura .
Inchiodati senza un grido alla fissità del Nord
L’anima nuda esposta ad ogni piaga
Noi vogliamo obbedirvi fino alla morte .



LAMPO
Il cielo puro imprima sulla faccia
il cielo dove nubi lunghe corrono
un vento con l’odore della gioia
e forte: e tutto nasca, senza sogno.
Nasceranno per me le città umane
che un soffio puro libera da brume
e i tetti; i passi; i gridi, e ogni lume
e suono umano: ogni preda del tempo.
Nasceranno i mari e la barca bilanciata
il colpo di remo e i fuochi di notte
i campi, e il mannello che si lancia
le sere e la sequenza delle stelle
la luce accesa e la genuflessione
del corpo, e l’ombra, l’urto nelle viscere
della miniera; mani che lavorano
i metalli tranciati; il ferro morso
in un grido di macchine.
Il mondo è nato: e tu, vento, mantienilo.
Ma il mondo crolla, coperto da fumi.
Mi era nato il mondo in uno squarcio
di cielo verde e chiaro, tra le nubi




Io, regina in catene
da me stessa forgiate nella notte
ed in trecce di fiori mutate al mio risveglio
siedo sul trono d'acqua terra fuoco
ed aria fluttuante tra mondi noti e ignoti
colgo il frutto dell'albero di vita e lo chiamo
male, e poi bene; se febbre mi chiude
gli occhi, piango la morte della luce .
se risano, le palpebre trasparenti son specchio
che a logica pienezza la mia cerca conduce
fino al cuore del mondo
dove l'alto è il profondo .

.

 

 

Due forze regnano

sull'universo

luce e pesantezza


 

 

     1909 - 2009 centenario della nascita   

 

1909

Born February 3, in Paris, to Dr. Bernard and Selma Weil.

1914

Dr. Weil mobilized into the French army soon after the outbreak of World War I.  The family, including André, born 1906, moves each time he is transferred.

1916

Attends the Lycée Montaigne in Paris for three months.

1917

Dr. Weil assigned to Laval, where Simone enters the girls’ lycée.

1919

Several months after the end of World War I, the family returns to Paris.  In September, Simone enters the Lycée Fénelon.

1924

Admitted to the baccalauréat.  Enters the Lycée Duruy.

1925

Passes her baccalauréat exams in philosophy.

1925-28 

Attends the Lycée Herni IV, where she studies with the philosopher Alain (Emile-Auguste Chartier).

1928

Passes the entrance examinations for the École Normale Supérieure, in first place.  Enters at the end of the year.

1931

Receives her agrégation diploma and takes her first teaching post at the girls’ lycée Le Puy.

1932

Engages in a demonstration for unemployed workers.  Transferred to the girls’ lycée in Auxerre by the school authorities.

1933

Appointed to the girls’ lycée in Roanne.  Participates in a march of miners organized by the Confederated Miners’ Union, December 3.  Meets Trotsky December 31.

1934

Takes leave from teaching and works as a power press operator at Alsthom Electrical Works in Paris.

1935

Takes job at the J. J. Carnaud et Forges de Basse Indre factory in Billancourt, where she works at a stamping press.  In June works on a milling machine at the Renault factory at Boulogne illancourt.

1936

In August, leaves to join the republican front in the Spanish civil war.  Joins an international group allied with an anarchist trade union in Aragon.  While on bivouac a few weeks later, steps into a cooking pot of boiling oil.  Leaves the front and is treated in Sitgès.

1937

On sick leave for the school year 1936-1937, visits Italy in the spring.  In Assisi, in a chapel frequented by Saint Francis, feels compelled to kneel and pray.  Teaches for the fall term at the girls’ lycée in Saint-Quentin, a working-class town near Paris.

1938

Takes another sick leave in January.  At Easter, attend services at the Benedictine abbey of Solesmes, where “the Passion of Christ entered my being once and for all.”

1939

Six months’ holiday with her family.  When war is declared in September, they return to Paris.  Reads the Bhagavad-Gita for the first time.

1940

After the Armistice, moves with her family to Vichy, then in October to Marseille, where she becomes involved with the literary magazine Cahiers du Sud and the group associated with it Requests a new teaching post, but receives no reply from the minister of education, no doubt because of the Vichy anti-Jewish laws.

1941

Begins to study Sanskrit.  Meets the Dominican priest Father J.-M. Perrin, who helps her find farm work with Gustave Thibon, a catholic writer in the Ardèche.

1942

Leaves her notebooks with Thibon and sails to New York with her parents on May 17, after two weeks in a refugee camp in Casablanca.  Eager to join the Resistance movement headquatered in London, she writes various officials there.  Sails to Liverpool in November.  Is held in a detention camp.

1943

Obtains work as a writer with the Free French organization in London.  Her reports for them include The Need for Roots.  In April enters the hospital, where tuberculosis is diagnosed Refuses food.  Dies on August 24. Buried in Ashford, Kent.

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... La primaverile pioggia fiorentina è deliziosa, non c’è bisogno del sole per indugiare nella Cappella Medicea e non vedo alcun motivo per non passarci delle giornate .    Vi ho già passato delle ore .   Ero ben lontana dall’attendermi ciò che vi ho provato .    Quest’arte è troppo commovente, come la Terza Sinfonia ...
viaggio in italia - SW - maggio 1937
firenze intitola un giardino a simone weil - viale machiavelli - 2020

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simone weil 1909-1943

French philosopher, activist, and religious searcher, whose death in 1943 was hastened by starvation. Weil published during her lifetime only a few poems and articles. With her posthumous works - 16 volumes, edited by André A. Devaux and Florence de Lussy - Weil has earned reputation as one of the most original thinkers of her era. T.S. Eliot called her as "a woman of genius, of a kind of genius akin to that of the saints."

"What a country calls its vital economic interests are not the things which enable its citizens to live, but the things which enable it to make war. Gasoline is much more likely than wheat to be a cause of international conflict." (from The Need for Roots, 1949)

Simone Weil was born in Paris in her parents' apartment on the Rue de Strasbourg. Later the family moved to a larger flat on the Boulevard Saint-Michel. Simone was raised in an agnostic Jewish family. Her father, Bernard Weil, was an Alsation physician and her mother (née Salomea Reinherz), was Austrian-Galician. Salomea - or Selma - came from a wealthy family of Jewish businessmen. She had desired to become a doctor but her father denied it. For her amazing children she wanted the best education available. Weil's brother Andrè solved mathematical problems beyond the doctoral level at the age of twelve; he became a distinguished mathematician. Selma Weil's solicitude had also an excessive side - she had a phobic dread of microbes and imposed on her children compulsive hand-washing. Mme Weil ruled, that outside the immediate family, nobody else was allowed to kiss the children. Throughout her life, Simone avoided most forms of physical contact. She had also problems with food. At the age of six she refused to eat sugar, because it was not rationed to French soldiers in the war. Possibly due to her malnutrition, she had in the late 1930s mystical experiences.

In her early teens, Weil mastered Greek and several modern languages. With André, she sometimes communicated in ancient Greek  ...  "'I knew her very well,' Trotsky wrote in a letter of July 30, 1936, to his comrade Victor Serge.

'I have had long discussions with her. For a period of time she was more or less in sympathy with our cause, but then she lost faith in the proletariat and in Marxism. It's possible that she will turn toward the left again. But is it wort the trouble to talk about this any longer?'"

from the left hand of god by adolf holl -  1997

"Two forces prevail in the universe: light and gravity." Weil's political philosophy is best expressed in the The Need for Roots (1953). The great problem of society is 'déracinement', its 'uprootedness'; its cure is a social order grounded in a 'spiritual core' of physical labor.

kirjasto.sci.fi/weil.htm

L'ARTE DELLA MATEMATICA - simone  e andré weil
a cura di robert chenavier e andré a. devaux - edizione it a cura di maria concetta sala

«Visto che di tempo ne hai anche troppo,» scrive all'inizio di febbraio 1940 Simone Weil all'amatissimo fratello maggiore, detenuto nel carcere civile di Le Havre per renitenza alla leva (André riteneva suo dovere «fare il matematico e non la guerra») «un'altra buona occupazione potrebbe essere metterti a riflettere sul modo di far intravedere a profani come me in che cosa consistano esattamente l'interesse e la portata dei tuoi lavori»; e una decina di giorni dopo insiste: «Cosa ti costerebbe tentare? Ne sarei entusiasta». André, che a caldo le aveva risposto: «Tanto varrebbe spiegare una sinfonia a dei sordi», di fronte alle questioni che lei continua a sottoporgli alla sua maniera fervida e acutissima finisce per cedere. Comincia così uno scambio che è un concentrato di passione intellettuale e affetto – e li induce anche a scontrarsi su punti capitali, come la scoperta degli incommensurabili e il carattere della scienza greca.     E i due fratelli sono ugualmente capaci di parlare di Pitagora e dell'Odissea, di cardinali abili nelle strategie di corte e dell'importanza del sanscrito, di Dedekind e di Gauss ...

adelphi.it - 2018

 

 

 

 

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https://youtu.be/xmBwVgOirPM  
dailymotion.com/weil-the-poetic-portrait 
https://youtu.be/9yPAVVxzM18  - la pesanteur et la grace
https://youtu.be/OzadZDcVZpQ
https://youtu.be/YkMBcRf9_1w

https://youtu.be/Q0iRkcnh_EY  

   https://youtu.be/YkMBcRf9_1w   -  lettera a joë bousquet 13.4.1942

 

 

 

Una barca

strumento per afferrare interamente il mare

interamente il vento e le stelle

...

So bene che non mi ama . Come potrebbe amarmi ?

E tuttavia in fondo a me qualcosa, un punto di me

non può impedirsi di pensare tremando di paura che forse

malgrado tutto,   mi ama

prologo

...

Il segreto della condizione umana

è che l'equilibrio tra l'uomo e le forze della natura circostanti

che lo superano infinitamente non è nell'inazione

bensì soltanto nell'azione con la quale l'uomo ricrea la sua vita :  il lavoro

quaderni

 

In ogni ambito sembriamo aver perduto le nozioni essenziali dell'intelletto

quelle di limite, misura, grado, proporzione, relazione, rapporto

condizione, legame necessario, connessione tra mezzi e risultati
non ricominciamo la guerra di troia

 

 

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