luce irigaray

 

 

 

Il est important pour les hommes de parler en tant qu'hommes  et non en tant que créateurs universels comme s'il n'y avait qu'un seul discours.

Pour ce faire ils doivent découvrir ou redécouvrir une sexualité plus proche de leur corps.

Plus ils diront leur vérité plus les femmes seront libres de dire la leur

écrit-elle.

www.pleinelune.qc.ca

 

 

è una filosofa e una psicoanalista, che ha fatto parte dell’École Freudienne de Paris aperta da Jacques Lacan.

Come per la maggior parte delle pensatrici francesi di questi anni il legame con il movimento delle donne è stato un punto vitale di svolta nel percorso di Luce Irigaray. In particolare Irigaray era in contatto con Antoinette Fouque, la donna che ha guidato uno dei gruppi più importanti del movimento delle donne francesi: “Politique et psychanalyse”.

Vicina al movimento delle donne, anche se non direttamente coinvolta in esso, Irigaray ripensa al legame senza parole delle donne tra loro e con la madre.

Il frutto di questa sua riflessione è la tesi di dottorato, pubblicata con il titolo Speculum. L’altra donna nel 1974. La partecipazione alla scuola Lacaniana doveva essersi fatta ad un certo punto burrascosa, dato che non riuscì ad ottenere dalla sua scuola l’appoggio per i finanziamenti che dovevano servire a pubblicare Speculum. Con Speculum si matura cosi la rottura tra Irigaray e Lacan riguardo alla loro collaborazione all’interno della scuola

www.atuttascuola.it

 

 

 

 

 

luce Irigaray

Sexual difference is probably the issue in our time which could be our 'salvation' if we thought it through.

...any theory of the subject has always been appropriated by the 'masculine.

One must assume the feminine role deliberately. Which means already to convert a form of subordination into an affirmation, and thus to thwart it.

...to posit a gender, a God is necessary: guaranteeing the infinite.

 

www.mythosandlogos.com/Irigaray.html     

www.cddc.vt.edu/feminism/index.html

 

 

 

 

Luce Irigaray

bridget holland    -    Luce Irigaray was born in Belguim in the 1930s. She received a Master's Degree from the University of Louvain in 1955. She taught high school in Brussells from 1956-1959. Irigaray moved to France in the early 1960s. In 1961 she received a Master's Degree in psychology from the University of Paris. In 1962 she received a Diploma in Psychopathology. From 1962-1964 she worked for the Fondation Nationale de la Recherche Scientifique in Belgium. After this she began work as a research assistant at the Centre National de la Recherche Scientifique in Paris where she is currently Director of Research.

In the 1960s Irigaray participated in Jacques Lacan's psychoanalytic seminars. She trained as and became an analyst. In 1968 she received a Doctorate in Linguistics. From 1970-1974 she taught at the University of Vincennes. At this time Irigaray was a member of the EFP (Ecole Freudienne de Paris), a school directed by Lacan. In 1969 she analysed Antionette Fouque, a feminist leader of the time (MLF).

Irigaray's second Doctorate thesis, "Speculum of the Other Woman was closely followed by the cessation of her employment at the University of Vincennes. This damage to her career was cruelly ironic -- the phallocentric economy she condemned for excluding women swiftly silenced her. This illustrated her main point -- the machinery of phallocentrism can't accept sexual difference and the existence of a different female subjectivity.

Irigaray was able to find an audience in feminist circles. The Women's Movement (MLF) in Paris is very factional, but since 1970 Irigaray has refused to belong to any one group. She was involved in demonstrations for contraception and abortion rights. She was invited to give seminars and speak at conferences throughout Europe. Dozens of these lectures have been published. In the second semester of 1982, Irigaray held the chair in Philosophy at the Erasmus University in Rotterdam. Research here resulted in the publication of An Ethics of Sexual Difference, establishing Irigaray as a major Continental philosopher.

Irigaray's work has influenced the feminist movement in France and Italy for several decades. Since the 1980s she has spoken in support of the Italian Communist Movement, touring and lecturing in Italy. Irigaray has conducted research over the last decade at the Centre National de Recherche Scientifique in Paris on the difference bewteen the language of women and the language of men. This research takes place with speakers of many different languages and is discussed in her recent writings. In 1986 she transferred from the Psychology Commission to the Philosophy Commission as the latter is her preferred discipline.

Early receptions of Irigaray in the English-speaking world often mistakenly labeled her an 'essentialist.' this view is now generally considered false, as a better understanding of the complex linguistic, philosophical and psychoanalytic precepts Irigaray writes from is gained............

www.cddc.vt.edu/feminism/irigaray.html

 

VOGLIO L'AMORE E NON LA GUERRA

L’emancipazione sessuale - con il suo slogan: «Facciamo l'amore e non la guerra» - ha quindi spesso sostituito l’impegno che richiedeva una rivoluzione nel modo di amare. Ovviamente era necessario emancipare la sessualità da divieti e tabù che paralizzavano la vita amorosa. Ma spendere energia per sperimentare tutte le modalità possibili di godimento non ha sempre permesso lo sviluppo di una nuova cultura dell’amore. Si trattava di scoprire che cos’è godere invece di che cos’è amare.
....
Dobbiamo modificare il nostro modo tradizionale di parlare che, per lo più, si rivolge all’altro attraverso un senso già codificato, presunto neutrale e universale. Rivolgersi all’altro in quanto altro richiede parole inedite e in qualche maniera uniche, come è sempre nuovo e unico l’incontro con un altro. Richiede anche parole che esprimono, e si indirizzano, a un essere globale, con la propria sensibilità, il proprio corpo. Non si tratta dunque di ripetere un discorso già esistente, ma di creare un dire vivo, direi poietico, che chiama l’altro ad entrare in relazione qui e ora. La parola allora si fa gesto, un gesto che tocca l’altro e lo implica, pur rispettando la sua singolarità. Il che esige che sia mantenuto, in se stessi e fra i due, un silenzio che preservi la dualità dei mondi e delle soggettività, e fornisca un luogo dove possa nascere una parola nuova.

luce irigaray - lastampa.it

 

   luce Irigaray

 

Beaucoup de choses sont inquiétantes

mais rien n'est plus inquiétant que l'homme lui-même

Sophocle, Antigone v. 332-333
Notre époque, certes, a de quoi inquiéter, mais moins que l'homme toutefois.

t toutes les interprétations de notre malaise, tous les remèdes qui sont proposés ou apportés sont impuissants à rendre compte de la cause de l'inquiétant, s'ils ne questionnent pas ce qu'est l'homme depuis des siècles : ils sont trop partiels et superficiels et ne rejoignent pas la source d'où naît le péril. Toutes les interprétations comme tous les remèdes vont alors au rien comme l'homme lui-même. Et la mort, de chacun et de tous, semble la seule chose qui résiste au pouvoir anéantissant de l'homme.
N'a-t-il pas, en effet, épuisé la terre, prévalu par ses ruses sur l'animal sauvage, sur les oiseaux et les poissons, soumis à son œuvre le cheval et le taureau, inventé le tout-comprendre par la parole, et aussi le gouvernement des villes et la victoire sur les intempéries cosmiques ? N'a-t-il pas dominé le tout, ou presque, par son habileté pour arriver au rien ? Et, surplombant de son haut
le monde, son monde, ne s'en retrouve-t-il pas finalement exclu ?
Par amour de l'audace, du défi, se frayant un chemin entre ciel et terre, n'a-t-il pas mené l'un et l'autre à la ruine ? N'a-t-il
pas confondu ce qui est et ce qui n'est pas, exerçant son savoir-faire, fabriquant et construisant avant même d'interroger ce qui est, ce qu'il est lui-même ? S'avançant d'illusions en illusions sans assurer son savoir sur le réel, à commencer par la réalité qu'il est lui-même ?
" Que, de mon foyer, il ne devienne pas un intime, l'homme qui accomplit cela, et que ses illusions ne participent pas à mon savoir "

(ibid., v. 373-375).   Ainsi parlait le chœur  ..   au début de la tragédie Antigone de Sophocle.

www.edition-grasset.fr/chapitres/ch_irigary.htm

www.ah-dann.freeserve.co.uk/page34.htm

 

 

Luce Irigaray SpAEculum. L'altra donna
Nel 1974 viene pubblicato in Francia Speculum. De l'autre femme di Luce Irigaray (nata nel 1930 a  Blaton, Belgio), opera divenuta pietra militare per il pensiero della differenza sessuale. Il testo  appare in Italia già l'anno successivo, edito dalla Feltrinelli per iniziativa di Maria Gregorio e  Luisa Muraro (alla quale si deve anche la splendida traduzione), che ne avevano immediatamente intuito il valore.
www.erraticimpact.com/~feminism/html/women_irigaray_luce.htm

 

Spaeculum. L'altra donna è la tesi di dottorato di Luce Irigaray e segna la rottura della psicanalista belga con Lacan. Con questo testo si avvicina progressivamente ad un pensiero sessuato della psicanalisi, ossia al fatto che l'essere una donna non è indifferente a quello che si sta dicendo...Nel grande libro scritto dagli uomini la donna è l'immagine allo specchio, il contrario, l'opposto simmetrico.

Luce Irigaray scrive: "Ho tentato in Speculum di riattraversare l'immaginario "maschile", che è il nostro immaginario culturale, perché serviva a farne risaltare il possibile "fuori", ed a situare me, come donna, in rapporto ad esso: implicata ed in pari tempo eccedente. (...) E di tale eccesso "per cominciare", rido. Prima libertà dopo una secolare
oppressione? (...) Sfuggire al ribaltamento puro e semplice della posizione maschile, significa, comunque non dimenticare di ridere. Non dimenticare che la dimensione del desiderio, del piacere, è intraducibile, non rappresentabile, non rilevabile nella "seriosità",- adeguatezza, univocità, verità- di un discorso che pretende di ridirne il senso" (Questo sesso che non è un sesso).
members.xoom.virgilio.it/matrimoney/CameraOscura/LuceIrigary.htm

 

 

 

 

 

2010

IL MISTERO DI MARIA

2009

CONDIVIDERE IL MONDO

2008

LUCE IRIGARAY CONVERSATIONS

2007

OLTRE I  PROPRI CONFINI

LA VIA DELL'AMORE

Sessi e genealogie
Preghiere quotidiane

2006
In tutto il mondo siamo sempre in due.
2004
Ethics of Sexual Difference
2003
Amante marina di Friedrich Nietzsche
2000
Il respiro delle donne. Credo al femminile
1997
Tra Oriente e Occidente.
Il Respiro delle donne
1996
L'oblio dell'aria
1994
Essere due
La democrazia comincia a due
1993
Amo a te
1992
Io tu noi. Per una cultura della differenza
1989
Speculum. L'altra donna
Sessi e genealogie

unilibro.it

 

 

IL MISTERO DI MARIA

“Di Maria non sappiamo quasi nulla”, è questa la prima frase del nuovo libro di Luce Irigaray, incentrato sulla figura e sul significato di Maria, la madre di Gesù nella tradizione cristiana.
Irigaray è convinta che questo significato, intimamente connesso a quello dell’incarnazione, sia sostanzialmente ancora oscuro. Maria è un mistero, non tanto per i fedeli, quelli che lei chiama “l’umile popolo in cerca di aiuto”, ma per i teologi e per tutti noi. La dotta teologia occidentale, in gran parte maschile e influenzata dalla metafisica, “si è elaborata a scapito della nostra incarnazione.”
Certo, la teologia si è occupata di Maria, ma del suo ruolo materno più che della sua identità femminile, mentre è proprio qui che risiede, secondo Irigaray, il mistero.

womenews.net - 2010

 


LA VIA DELL’AMORE
Alla base di tutta l'opera di Luce Irigaray è sempre stata la ricerca di un futuro più giusto e felice per l'umanità. Obbiettivo che questo che secondo Irigaray si può raggiungere nella scoperta, teorica e pratica, di una relazione con l'altro nutrita di rispetto reciproco per le differenze, di un rapporto a due che conduce a una globalizzazione possibile e non distruttiva della soggettività individuale e delle culture. La via dell’amore è un tentativo di ripensare e rifondare la filosofia occidentale, scardinando le tradizioni sapienziali della nostra cultura, opponendo un netto rifiuto ai tecnocrati del logos che hanno trasformato la saggezza in una fredda costruzione razionale e concettuale, appannaggio dei pochi iniziati di circoli intellettuali e accademici. Al centro di questa ricerca filosofica, non vi sono gli aspetti mentali o cognitivi, ma uno sguardo concentrato sulla dimensione concretamente intersoggettiva, sull'esperienza umana, sull'elaborazione di un discorso volto al "saper vivere" prima che al "saper morire". Una saggezza che prima di essere parola, sarà conoscenza del cosmo come corpo e come universo, riconoscimento delle differenze tra individui. Il nuovo filosofo sarà quindi lontano da quello che la Irigaray descrive "mediocre compagno di vita: bambino in amore e amante dei bambini più che delle donne".
La via dell'amore indica appunto le vie per giungere, attraverso la parola, ad avvicinarsi all'altro, ad entrare in dialogo.

portale.parma.it - michela astri - teatrodue.org -
Parma

 

 

Irigaray

maintains that the theories of subjectivity developed by Freud and Lacan are bound to their theories of sexuality. Irigaray argues against the masculine-gender-based idea of subjectivity: "Irigaray believes that women are not adequately represented by existing symbolic sytems. She argues that they are not given a proper place in a patriarchal world" (Green and LeBihan 346).
In his theory on sexuality, Freud states that femal sexuality is based on a lack. He claims that both male and female children desire the mother, but the female lacks the phallus that is necessary if the mother is to be satisfied. The little girl feels inferior and takes a passive role. For Lacan, identity is structured in gender terms, and the woman serves as "the other." In Lacan's system, the phallus is the priveleged signifier and holds the meaning-making power. Neither the male nor the female possess the phallus, but the male is able to identify with it more easily. Because these theories on sexuality are bound to the theories of subjectivity, Irigaray concludes that in the patriarchical world, female subjectivity is based on a lack.
According to Irigaray, social order determines sexual order. In patriarchal society, the males are the "producer subjects and agents of exchange" and the females are the "commodities" (Irigaray 192). The economy as a whole is based on homosexual relations because all economic exchange takes place between men. In this society "woman exists only as an occasion for mediation, transaction, transition, transference, between man and his fellow man, indeed between man and himself" (Irigaray 193). As soon as a woman has any sort of relationship with another woman, she is masculine. Sexuality, and therefore subjectivity, is a product of the symbolic order.
"Female homosexuality has eluded psychoanalysis" (Irigaray 196), and Irigaray criticizes Freud for what she beleives to be an incorrect description of female homosexuality. Female relationships - both social and sexual - do exist, but these relationships are "recognized only to the extent that [they are] prostituted to man's fantasies" (Irigaray 196). Irigaray proposes that if women as commodities refuse to "go to market the basis of the patriarchal society would be broken.
Irigaray's main point is that one patterns oneself to fit the proper gender role which are determined by the sexual order of the society that is, in turn, established by the social order.

www.stfx.ca/people/mmoynagh/445/more-445/Concepts/luce_sub.html

 

 

LUCE IRIGARAY: SPECIAL PROFESSOR IN THE SCHOOL OF MODERN LANGUAGES
Luce Irigaray is a Special Professor in the School of Modern Languages at the University of  Nottingham for a period of three years from August 2003 to July 2006 and will be in residence at the University for the month of May 2004. During her stay in Nottingham, Lucy Irigaray will above all work with those students writing  their PhD thesis on her work. These students - coming from all over the UK and beyond -  will be welcome on the campus at University Park.....

www.nottingham.ac.uk

 

 

 

Senza le donne non vi è più societA'
Ecco perchE' E' necessaria

un’etica possibile fra i sessi

su cui fondare il nostro avvenire
 

 

 

L'umanità è a due

Il lungo e seguitissimo incontro con Luce Irigaray ha posto subito al centro del dialogo "la cultura a due soggetti", novità assoluta per il nostro mondo occidentale. Partendo anche, ad esempio, da studi eseguiti su ragazze e ragazzi, si arriva alla conclusione che la nostra società parla sempre di un soggetto unico (che di fatto è maschile) che costruisce una filosofia verticale che supera la natura. Se si entra invece nell'ottica dei due soggetti (differenti ma in relazione) quest'ottica cambia e ciascun soggetto è in relazione con la natura, con tutti gli individui, con la cultura. E questo si ripercuote su tutti i nostri gesti, sul comunicare, sul linguaggio, sulla spiritualità e infine sulla politica che deve avere come fine ultimo la felicità dei cittadini. "L'umanità è a due" e bisogna divinizzare questa condizione, coltivare il nostro essere in relazione con il prossimo, "per arrivare addirittura al divino". E anche riguardo la multietnicità, che tanti problemi sta ponendo al mondo moderno, sarebbe naturale se applicassimo questo atto intersoggettivo tra due qualsiasi soggetti, con il dialogo tra l'io e il tu, diversi ma in continua relazione tra loro.

festivaletteratura.it

 

 

 

 

 

In tutto il mondo siamo sempre in due  

«Sono stupefatta nel vedere che sono presentata come un’allieva di Lacan, che si parla di me soltanto come l’autrice di Speculum. Mi stupisce sentir dire che ho ricevuto molto dal movimento delle donne: scrivere Speculum è stato come attraversare il deserto. E ancora, che non sono mai stata veramente coinvolta nel movimento delle donne. Per questo libro, non dimentichiamolo, sono stata buttata fuori dall’Università». Glissa sulle domande relative al pensiero della differenza, e alla sua evoluzione, anche qui giocando di rimessa, attenta a ribadire i confini del “suo” pensiero. «Si è fatto di questo pensiero della differenza un pensiero solo delle donne e fra le donne. Non l’ho mai detto. Questa era una tappa necessaria per strutturare il soggetto femminile, ma la finalità resta una cultura a due soggetti. E’ una cultura a due soggetti che ci permette di entrare nel multiculturalismo, essendo la differenza uomo-donna la prima differenza».
lavocedifiore.org  

http://iftr.org.uk
institute for feminist theory and research

 

 

 

 

 

 

 

 

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links

http://www.rainews24.it/ran24/rubriche/incontri/autori/irigaray.asp   video

http://www.festivaletteratura.it

http://www.erraticimpact.com/~feminism/html/women_irigaray_luce.htm

http://www.enotes.com/contemporary-literary-criticism/irigaray-luce

http://tecalibri.altervista.org/I/IRIGARAY-L_speculumC.htm

http://www.kainos.it/numero2/sezioni/ricerche/durst.html

http://www.bnnonline.it/attpro/memri/specu.htm

http://www.bnnonline.it/attpro/teca/divine.htm

 

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