JAMES HILLMAN

un americano molto europeo

 

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felicità è accettare i propri limiti 
soprattutto quando hai superato i settant'anni

 

1926 -   2007

 

therapy, or analysis, is not only something that analysts do to patients; it is a process that goes on intermittently in our individual soul-searching, our attempts at understanding our complexities, the critical attacks, prescriptions, and encouragements we give ourselves. We are all in therapy all the time insofar as we are involved in soul-making.

www.mythosandlogos.com/Hillman.html

 

 

james hillman

è nato ad Atlantic City, New Jersey, nel 1926. Nel 1949 ha conseguito il Ph.D. all'Università di Zurigo, facendo il training psicanalitico al C. G. Jung Institute di Zurigo.
La sua attività pubblica abbraccia un periodo di trentacinque anni, dal 1960 al 1995. Dopo la laurea al Trinity College di Dublino, aveva iniziato a portare avanti terapie di impronta junghiana già nel 1955. Nel 1959 è stato nominato Director of Studies del C.G. Jung Institute, dove è rimasto fino al 1969.
Nel 1960, a Londra, ha pubblicato il suo primo bestseller scientifico, Emotion: A Comprehensive Phenomenology of Theories and Their Meanings for Therapy. Dal 1970, diventato direttore delle Spring Publications, ha lanciato una nuova scuola di indirizzo junghiano sulla cultura e l'immaginazione, applicando le conclusioni tratte dalle analisi individuali a processi di psichismo collettivo. Il movimento fondato da Hillman, la psicologia archetipica, sta ottenendo un successo sempre maggiore, e sembra destinato a innovare profondamente la tradizione di Jung.
Il Festival of Archetypal Psychology, organizzato in onore di James Hillman, ricco di 500 conferenzieri, è stato tenuto alla University of Notre Dame in Indiana, ed è ormai un evento entrato a pieno titolo nella storia della psicanalisi.
Hillman è tornato a vivere negli States (a Dallas, Texas nel 1978 e a Thompson, in Connecticut).
Probabilmente il più grande divulgatore scientifico - almeno in campo psicologico - dei nostri giorni, Hillman è autore di autentici bestseller.

sfairos.it/chi_è_James_Hillman.htm

 

 

James Hillman has been described variously as a maverick psychologist

a visionary, a crank, an old wizard, and a latter-day philosopher king...
Hillman is not exactly an establishment figure in the world of psychology. If anything, he is looked upon by many in the profession as a profoundly subversive thinker, a thorn in the side of respectable psychologists.
As the founder of archetypal psychology, a school of thought aimed at "revisioning" or "reimagining" psychology, Hillman believes that the therapy business needs to evolve beyond reductionist "nature" and "nurture" theories of human development..
.


London: You're not a very popular figure with the therapy establishment.
Hillman:
I'm not critical of the people who do psychotherapy. The therapists in the trenches have to face an awful lot of the social, political, and economic failures of capitalism. They have to take care of all the rejects and failures. They are sincere and work hard with very little credit, and the HMOs and the pharmaceutical companies and insurance companies are trying to wipe them out. So certainly I am not attacking them. I am attacking the theories of psychotherapy. You don't attack the grunts of Vietnam; you blame the theory behind the war. Nobody who fought in that war was at fault. It was the war itself that was at fault. It's the same thing with psychotherapy. It makes every problem a subjective, inner problem. And that's not where the problems come from. They come from the environment, the cities, the economy, the racism. They come from architecture, school systems, capitalism, exploitation. They come from many places that psychotherapy does not address. Psychotherapy theory turns it all on you: you are the one who is wrong. What I'm trying to say is that, if a kid is having trouble or is discouraged, the problem is not just inside the kid; it's also in the system, the society.
s.london - scottlondon.com

 

 

l'apprendimento si trova ovunque la mente diventi viva
James Hillman

 

www.jungatlanta.com/DecodingHillman.html

James Hillman - archetypal guru - in  a rare photograph.

 

http://cgjung_ireland.tripod.com/cgjungireland/id11.html

www.aarp.org/mmaturity/home.html

 

l'economia vera religione universale del nostro tempo

è Il Dio della civiltà mondiale
il potere-come usarlo con intelligenza

 

intervista      allegri -  è il giorno dei morti    di Silvia Ronchey  

Alla fine di questo secolo, in cui le scelte etiche potrebbero considerarsi più libere, i giovani  di cui lei parla sembrano attratti dalla morte. Lo vediamo nelle folli corse in macchina all'uscita della discoteca o quando prendono droghe pesanti o cercano di mettersi alla prova in nuovi riti di iniziazione.

Lei, che ha scritto già nel '64 "Il suicidio e l'anima", ha un'idea del perché la generazione futura sembra cercare in ogni modo di distruggersi?

queste sono riflessioni

di anziani sui cosiddetti giovani. Ippolito correva sul suo carro e anche Fetonte correva sul suo carro incontro al Sole, e Icaro precipitò.

Tutti costoro distrussero se stessi nei miti greci molto tempo fa.
Che i giovani guidino a velocità folle non è necessariamente un evento contemporaneo. I giovani hanno sempre cercato di andare il più veloce possibile, fin da principio. Persefone voleva scendere nel mondo infero. E' il desiderio totale dell'azzardo, dell'avventura, di entrare nel buio, nel mistero, nella città, nella notte, è un desiderio forte e antico. Psiche trovò l'estasi con Amore nella notte più buia e più profonda.  Non si tratta solo dell'oggi".

e la droga?

"La droga è qualcosa di diverso perché la droga rende la nekyia - la discesa agli inferi, l'avventura - rapida e facile. La droga appartiene ad una società rapida e facile: sono droghe entrambe, droga illegale e droga legale. Ma se noi ci troviamo nella società in cui oggi siamo, dove si trova la morte?

E' nei giovani, o il desiderio di morte non è forse nei politici, nei ministri, nei funzionari delle istituzioni che governano il mondo? Dov'è il vero desiderio di morte? Io non credo affatto sia nei giovani".

Vuole dire che il contatto con la morte cercato dai giovani è un atto vitale e al contrario il prenderne le distanze è un atto di negazione, un atto, per usare i suoi termini, saturnino? 

quello che i giovani cercano

di realizzare è il desiderio di una vita che sia in contatto con la morte - perché una vita non in contatto con la morte è mortale, moribunda.

E questo è ciò che traspare dai sistemi di assicurazione e sicurezza che incontriamo nelle immagini senili della società politica. Se cerchiamo la morte nella nostra società, è un errore cercarla nei giovani, dobbiamo cercarla negli anziani e nella loro volontà di avere il controllo su tutto, che è il lato Saturno della vecchia generazione, della mia generazione".

In effetti lei ha scritto:

"Qualsiasi atto che tenga a distanza la morte ostacola la vita".

"E questo si manifesta nell'

ossessione della sicurezza. 

Gli Stati Uniti sono stretti nella morsa delle grandi compagnie assicuratrici e delle grandi case farmaceutiche. Grandi consorzi forniscono a chiunque lo desideri abbastanza pillole e abbastanza garanzie per tutelarci, si ritiene, dalla morte. Credo che in Europa sia diverso. C'è il Giorno dei Morti. Il Giorno degli Spiriti defunti.Novembre. E' una ricorrenza importante in Europa. .........

Però la notte di Halloween resta anche per voi negli Stati Uniti una sopravvivenza del culto pagano dei morti, che ha i suoi feticci nelle spettrali zucche e i suoi officianti nei bambini, categoria da sempre in rapporto privilegiato con gli spiriti defunti. Non lo trova un residuo significativo?....

sfairos.it/intervista_hillman.htm

 

 

     AUDIO  -  MALINCONIA    

          video   -   paura         

 

 

hillman e jung

dello psichiatra elvetico Jung, Hillman mantiene il grande valore attribuito alla nozione di "anima": la vera grande assente dal dibattito psicologico-culturale dell'Occidente, costretta tra le idee di spirito e corpo. Il concetto di anima ci viene proposto in chiave di "psicologia della liberazione", che lo affranca dal soggettivismo, restituendolo al mondo dal quale è stato bandito dai tempo di Cartesio, <se non prima e in misura ancora più devastante dalla divisione cosmologica cristiana che assegnò a Cesare il mondo e a Cristo l'anima.> .....

L'anima del mondo e il pensiero del cuore     http://www.socialisti.net/caffe/hillman1.htm

 

 

archetipi

Non è solo questione, ad es., del mio o del tuo matrimonio : il matrimonio è un archetipo, e nell'archetipo troviamo un dio e una dea che causeranno sempre turbamenti. In questo modo acquisiamo una visione più ampia di che cosa sia questo turbamento. La psicologia ci dice: tu hai un problema, il mito ci dice: tu hai una tragedia.>> Puntuale giunge allora la domanda dell'intervistatrice: " I grandi psicoanalisti amano raccontare i loro casi clinici esemplari. Può illustrarci un caso di guarigione attraverso il mito ?". Ecco la risposta. <Prenda un padre e un figlio. Al padre piacerebbe aiutare il figlio, ma ogni volta che il figlio fa un passo nel mondo il padre ci trova qualcosa di sbagliato. E’ più forte di lui. Così i due, il padre e il figlio, vanno dal terapeuta a parlarne e si fa un’ampia ricognizione in lungo e in largo. Viene fuori che il padre era poco legato al proprio stesso padre. Che padre e figlio hanno lo stesso tipo di tratti…. O che il padre non è mai riuscito ad avere fiducia nel figlio perché non è mai riuscito ad avere fiducia in se stesso. La terapia può aprire infinite vie di comprensione. La rivalità, la gelosia, l’omosessualità repressa e così via. Ma se si è al corrente del mito di Crono e si sa che il padre divorerà comunque suo figlio – sempre – la cosa diviene basilare…. Il padre è in grado di pensare : io non posso non divorare mio figlio, posso però non farlo letteralmente. Saprò che questo accade, mi aspetterò che accada, porrò attenzione a questo fenomeno, non cercherò di reprimerlo e dirò a mio figlio : <Sai, mi comporterò sempre così con te, proprio come tu vorrai sempre uccidermi, come Zeus ha ucciso Crono. Tu cercherai di uccidermi e io cercherò di divorarti e questo è un dato di fatto nelle nostre vite. Ora vediamo che cosa possiamo farci. >>.<Così le cose cambiano, quella storia diventa un’altra storia. Anziché combattersi l’un l’altro i due hanno un mito, un intreccio che dice loro perché stanno lottando l’uno contro l’altro. Sono legati reciprocamente dal mito e solidali nel mito. E io credo che i Greci vivessero così, perché conoscevano questi racconti. Noi non li conosciamo più, sui padri e sui figli conosciamo solo quell’unica storia che ci ha riferito Freud, e cioé che stiamo contendendoci la madre - quella soltanto. Ma l’antichità e il Rinascimento avevano storie infinite e,   una volta che la vita si struttura sulla tragedia delle storie archetipiche, la coscienza si sposta ad un altro livello, anche se il nostro ‘problema’ non per questo si risolve.>>.

uniba.it/

 

senza l'esperienza del tradimento

né fiducia né perdono acquisterebbero piena realtà

il tradimento é il lato oscuro dell'una e dell'altro

ciò che conferisce loro significato

ciò che li rende possibili

 

 

 

daimon - il codice dell'anima - jh - adelphi  - pagg 351-2
la vita non è soltanto un processo naturale è anche forse più ancora un mistero.     il voler spiegare le verità occulte della vita per mezzo di analogie con la natura rientra nella superstizione naturalistica  la quale presuppone che la vita psichica ubbidisca ESCLUSIVAMENTE alle leggi della natura quali sono descritte per esempio daLl'evoluzione e dalla genetica. gli esseri umani cercano instancabilmente il codice dell'anima  e di penetrare i segreti della sua natura. ma se la natura dell'anima fosse non-naturale e non umana ? e se ciò che cerchiamo fosse non soltanto un qualcos'altro  ma si trovasse altrove  anzi non avesse alcun dove  a dispetto della vocazione che ci invita a cercare ?    in realtà non c'è alcun luogo dove cercare al di là del dato della vocazione.   parrebbe più saggio rispondere alla chiamata anziché eluderla mettendoci a cercare la sua fonte.

 

 

teoria della ghianda

ogni soggetto è portatore di talenti .....unicità che deve essere vissuta

J. Hillman, pensatore e analista junghiano, ci propone la "teoria della ghianda", la ghianda, al cui interno è racchiusa la vocazione, la motivazione a diventare quell’unica e splendida quercia che cercherà di essere. La teoria della ghianda di Hillman si riferisce alla percezione, alla sensazione, spesso elusa, omessa o inascoltata, che c’è una ragione per cui sono "qui". La sensazione che c’è un motivo     per cui sono al mondo, nella mia forma unica ed irripetibile, la sensazione di essere responsabile verso un "quid" dai contorni confusi, ma che necessariamente mi chiama, mi  spinge verso certe direzioni e non altre.    La teoria della ghianda sostiene che ogni persona ha in sé    un’unicità, un "carattere" che chiede di essere vissuto, una vocazione ad essere quell’unico, irripetibile individuo, ad essere la quercia alta e frondosa, o bassa e massiccia che la ghianda e il proprio daimon hanno scelto, un "tempo" fuori dal tempo.
roberto mussapi - www.zambellorenzo.it

 

 

EROS
Eros, dice Hillman è stato differenziato in tre componenti o persone: himeros, desiderio fisico per l'immediatamente presente, che va afferrato nell'eccitazione del momento; anteros, amore corrisposto; e pothos, desiderio struggente per l'irraggiungibile, l'inafferrabile, l'incomprensibile, quella idealizzazione che si accompagna a ogni amore, sempre al di là di ogni conquista.
Fabrizio Falconi - http://mysterium.blogosfere.it

 

 

James Hillman On Paranoia
No acceptable clear-cut line exists between religious delusion (paranoia) and religious revelation.  Clinical psychology has long struggled with this dilemma, as has the ROMAN Catholic Church. C.G.  Jung’s distinction between “God” and “the image of God” (a psychic phenomenon) has helped, but  it is unacceptable to religionists, such as Martin Buber. Profound psychological disturbances brought on  by the word “God” are now fermenting throughout the American secular,  reason-based state, which founds itself upon “God.”     If we are to find a way through current dangers, we need to understand more about the nature of both  delusions and revelations. The very destruction of the planet hinges on our understanding of paranoia.

This seminar will examine the paranoid behavior style in individual cases, in order to gain insight  into the undetected structures of delusional madness in society.  Pacifica Graduate Institute is honored to be the respository of the James Hillman Collection, a rich  archive of his work that is made available to scholars worldwide.
pacifica.edu

 
Un terribile amore per la guerra   ......l'autore sostiene che la guerra è una pulsione primaria e ambivalente della nostra specie. Il presupposto è che, se di quella pulsione non si avrà una visione lucida, ogni opposizione alla guerra sarà vana.

- adelphi  -      it.news.yahoo.com   -  ibs
..........le sue lotte civili sono rese ancora più disperate dal disincanto con cui guarda il mondo. La guerra è un mito, dice, di cui abbiamo la prima forma complessa nell'Iliade di Omero e l'ultima nelle guerre di oggi,    

repubblica.it/ 

Nel recente Un terribile amore per la guerra Hillman sostiene che l’«intensità estetica», cioè la passione per la musica e per le arti, può allontanare l’attrazione per la guerra: "Se nel mondo la cultura estetica fosse maggiormente diffusa, non ci sarebbe bisogno di psicologia".
traspi.net


 

 

LECTIO MAGISTRALIS  -  SOGNO/REALTA'  TORINO SPIRITUALITA’  

promotore della psicologia delle idee  e non solo delle singole persone  e del recupero delle antiche mitologie perché in realtà “gli dei” vivono ancora tra di noi.
Occorre che la psicologia diventi una terapia delle idee e non solo di singole persone. Gli attuali approcci terapeutici non tengono conto dell’aspetto sociale del disagio psichico, preferendo rivolgersi quasi esclusivamente al mondo interno del paziente e quindi fallendo nell’intento di promuovere il senso critico e la creatività  e riuscendo soltanto ad omologare il paziente al conformismo della società.
cinzia modena - www.traspi.net - sett 2006

conflitti sulle soglie del mondo infero   -   inteso come la profondità dell’anima, ma non in senso religioso. Anzi, la sua critica alla religione è più radicale perfino di quella di Freud: gli dei non sono qualcosa in cui credere, alla lettera, ma forme dell’esperienza, «persone numinose al limite, prospettive cosmiche cui l’anima partecipa», spiega. Hillman non pensa a nessuna trascendenza, a paradisi e inferni oltre la vita. I suoi «inferi» sono dentro di noi e sono il luogo dove possiamo riconoscere le pulsioni da cui siamo agitati, i miti che stiamo inconsapevolmente vivendo, insomma i nostri destini, le immagini che ci guidano in quella che riteniamo la nostra attività razionale, il nostro «linguaggio diurno».
mario naudino - www.lastampa.it

    

 

World Social Summit     La legittimazione della paura            video
Niente da temere, eccetto la paura.
Parole di Franklin Delano Roosvelt nel 1933, ai tempi del crollo del sistema finanziario, quando il mondo si confrontava con la paura paralizzante della Grande Depressione.
Questa frase non riesce a soddisfare le paure attuali, ma riesce a dare ad esse un nome e attira l'attenzione sulla paura stessa. Così si è spostata l'ansia della società americana sul terreno della psiche. Paura come ansia, timore, terrore, panico, timidezza. Da dove nasce la paura? L'etimologia ha origine dal mito greco di Fobos, da cui 'fobie'. Quale valore per l'anima? Quale ruolo e valore della paura nel cosmo, se ne ha alcuno? La legittimazione dal punto di vista cosmico è stata esaminata da Darwin. La paura è una "risposta di sussulto". La risposta può essere duplice, come nel caso di un attacco: si può fuggire o combattere.
... Per fare un esempio, se io temo qualcosa o qualcuno a cui ho dato una qualità di essere orribile - come un kamikaze - questo orribile entra all'interno della cosa, nel cuore della cosa e ne diventa parte integrante e ci accompagna con le emozioni. E così è il desiderio a rendere qualcosa desiderabile, così come è il disgusto a rendere l'oggetto orribile e odioso: il mondo si trasforma nel male che la paura ha conferito all'oggetto stesso. Questo è quello che sperimentiamo nella vita noi tutti. E così finiamo per vivere in un mondo di premonizioni magiche, di supposizioni sul futuro.
... Infine, pongo degli interrogativi: qual è l'importanza della paura? Perché esiste? Qual è la sua legittimazione? La paura è innata non solo nell'uomo, ma in tutto ciò che esiste: uccelli, luna, sole. Quello che i buddisti chiamano il mondo pieno di paura e di terrore.
. La società ha messo a punto piattaforme della sicurezza, appelli al coraggio morale, capacità di combattere per tenere a bada le paure. La paura riesce a paralizzare ogni più piccolo movimento quando abbiamo un incubo, e questo istante di paralisi presenta la prima libertà: non siamo legati a nulla tranne che alla morte, ovvero all'ignoto inconoscibile.
. Secondo Aristotele, la paura è l'aspettativa del male. Dare un nome al male ci obbliga ad agire in modo ostile, aumentando l'energia e perdendo di vista l'obiettivo.
.  La paura crea un'umiltà umana. La paura è la prudenza primordiale e questa nozione di paura istintiva agisce come l'angelo custode. Citando Amos Oz, possiamo dire che il rimedio contro il fanatismo è la cura dell'immaginazione, cercando di potenziare la nostra capacità di immaginare gli altri a qualunque livello.

worldsocialsummit.org    

 

www.tomfolio.com

 

 

la natura  l'architettura  persino i trasporti urbani

sono colmi di una fantasia

che esiste al di la delle nostre proiezioni    

James Hillman

 

 

 

 

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links

http://video.google.it/videosearch?q=JAMES+HILLMAN&hl=it&sitesearch=#   VIDEO

http://www.jungatlanta.com/DecodingHillman.html 

http://www.scottlondon.com/insight/scripts/hillman.html

http://www.festivalfilosofia.it

 

 

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