tiziano fratus

21 novembre - giornata nazionale dell'albero

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3 marzo - giornata mondiale della natura

onu  dal 2008  -   wildlifeday.org
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Nova Silva Philosophica - la grandiosità della Natura
trasmissione radio condotta da Tiziano Fratus dal 21 novembre 2017
programma settimanale di 15 minuti nel quale si incontrano grandi alberi, ci si incammina in boschi vetusti, parchi nazionali, riserve e giardini storici e al contempo si incontrano grandi autori che hanno scritto di natura Dalla poesia alla narrativa, dalla diaristica di viaggio alla filosofia .
Nova Silva Philosophica è una foresta radiofonica

radiofrancigena  -  studiohomoradix.com/eremo-rose-e-radici

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collaborazione con RAI3 per programma Geo sugli alberi monumentali d'italia    

da ottobre 2021 - raiplay.it/video/platano-di-Villa-Sartirana

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due
uomini nei campi e
due buoi al traino di un albero
morto, la croce del cristo qui serve
a scacciare la miseria dalla terra nera .
titanico    s i l e n z i o,    soltanto quando
la luce si affievolisce come una candela
pronta a spegnersi, gli uomini si alzano
e smettono di urlare, tornano a casa :
donne, piatti caldi, fuoco acceso .
l'apocalisse puo attendere
il nuovo giorno
apocalisse - eremo delle radici

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Alla ricerca delle nostre radici :  quei boschi che ci salveranno
Si è capito che difendere un unico albero, al pari che difendere un’unica specie, è utile ma non abbastanza    ...    capiamo che se vogliamo proteggere la salute dei nostri simili oggi e ancor più un domani, evitare estinzioni massive in tempi umanamente sensibili di foreste antiche o di specie animali già a rischio, la soluzione resta sempre la stessa : cambiare rotta al nostro progresso .   Il che vuol dire incidere sui nostri comportamenti, sulle nostre prospettive di futuro, sulle nostre libertà individuali .

t.fratus - repubblica.it - 2020

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mettersi in cammino in un bosco invernale
... esiste un dolore intellettuale ?  Viviamo e apparteniamo sia al mondo della natura quanto al mondo della grazia, a tutto ciò che è al mondo ed esiste indipendentemente da noi, e a quel che invece è scelto, espresso, motivato, agito, magari anche determinato o comunque condizionato dall’istinto .

...  Riconquistare il bosco è un modo anche etico per ricominciare da zero, per dimenticare tutto questo egocentrismo ed egoismo e superbia che la paura dell’esterno irrobustisce; appena possibile usciamo dalle case, anche se fuori fa freddo e piove o nevica. Concediamoci una bella scarpinata nel bosco per dimenticare e rinascere, poco a poco ...
TF - repubblica.it - 2020

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... oggi “non trasècolo più” quando si parla d’intelligenza delle piante, e non mi sorprende affatto sapere che anche un fagiolo o un pisello, innocue e minime piantucole che ritrovo nel pezzo d’orto che ogni anno vango e coltivo e mi fa sudare così tanto, sono, a loro modo, un ingegnere, un geometra, un buon matematico che fa della perizia e della precisione arte e strumento di sopravvivenza. E li ringrazio perché il frutto dello loro studio è assai gradito e saporito.
repubblica.it/green-and-blue/le_piante_studiano_nelle_aule_a_cielo_aperto

2021

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Gli alberi

sussurrano le loro storie, la storia delle loro cortecce, la storia delle loro fronde, la storia delle loro radici .  

E in queste storie sono sedimentate le storie del paesaggio che li ospita.

E in questi paesaggi si compiono e si sono compiuti i destini di molti uomini e di molte donne. Generazioni di esseri umani si siedono, toccano i legni, accarezzano le foglie e i frutti, i semi e le ramificazioni .  

Un altro albero cresce dentro di loro e sono pronti ad ascoltarlo. Ecco: lì vibra il centro del mondo .
il sussurro degli alberi

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Un albero

è la macchina che madre natura ha progettato per superare i limiti e i secoli che gli altri ospiti del pianeta non possono varcare   ...  Ciascuno di noi si porta via un pezzo di albero o di bosco quando ci passa in mezzo. Quando si fa ombra fra le ombre .   E per contro qualcosa di tuo resta lì, sospeso, per decantare e precipitare, a fondo, sottocorteccia, fra le radici .  

Tu e i giganti silenziosi .

i giganti silenziosi

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GLI ALBERI

CHE CADONO PERDONO LA LUCE

quella sacra e spirituale morbidezza che si distende intorno a loro; come se gli alberi dalle lunghe radici dovessero dipingere il paradiso che abitano durante la vita, o ci dovessero esteticamente vezzeggiare, proteggere, rassicurare.

Sembrano mormorare: venite qui ai miei piedi, guardate che bello, guardate che penombra, che suadente tranquillità.

I viandanti di un tempo solevano evitare di dormire ai piedi di certi alberi, perché temevano che i loro sogni venissero disturbati, o addirittura rapiti, dalla malignità che vi dimorava. Il tasso, ad esempio, era uno di questi, anche il suo nome popolare, albero della morte, era un fattore che poteva scoraggiare gli audaci.
tf - ilmanifesto.it - 4.11.2020

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Una delle dinamiche più buffe degli ultimi anni, in termini oltremodo scientifici, è che ad esempio sugli alberi si va alla costante ricerca di iperboli e dichiarazioni / scoperte sensazionalistiche .  

Oramai spararla grossa per trasformare una informazione in notizia sembra diventata la regola e, purtroppo .   

gli stessi giornali la ingigantiscono. Così siamo oramai lì lì a dire che gli alberi sono individui coscienti e con nome e cognome, il battito del cuore c'è già chi giura di averlo sentito, i diritti e la carta di identità ancora poco e ci sarà, i boschi sono un grande pub, gli alberi non sono quelli che abbiamo sempre pensato eccetera eccetera .  

E poichè sappiamo di cazzari in merito non ne mancano, anzi, abbondiamo, oramai ad ogni convento, ad ogni articolo, ad ogni intervista bisogna dirla sempre più grossa .   

Quanto mi mancano i veri alberi di una volta, e i boschi concreti e ignoranti di un tempo ... che per fortuna abitano qui fuori, a pochi passi .   Ma di certo oramai non più fra le grandi menti della nostra generazione .
fb/tf - 19.12.2020

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che cosa possiamo imparare dagli alberi ?
facebook.com/itachecambia/video - nov 2020

repubblica.it/visita_al_platano-grotta - 2021

repubblica.it/letteratura_lignea_e_ramosa - 2021

torino.repubblica.it/ciliegi_in_fiore_dendrosofo_fratus - 2021

 

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ALBERI MILLENARI D'ITALIA - ed. 2021
Ad un certo punto ho creduto che non ce l'avrei più fatta a cucirne uno.      Invece, piano piano, fatica e amore dopo fatica e amore, anche questo silvario ha preso corpo e forma.     La prima copia che ti arriva a casa è sempre   ...    rinvigorente, macché  ...     è una gran gioia !    Comunque, spero possa piacervi anche perchè dentro c'é il frutto di un quarto di secoli di idee, esperienze e visite agli alberi più annosi del nostro paese.       Molte fotografie a colori, impaginazione artigianale, 300 pagine per la vostra alberomania, dendrosofia, ecosofia, delirium arboreum e comunione arborea  ....Saluti frondosi a voi 🌿.
fb/tf - 8.10.2021
Dentro ogni uomo e dentro ogni donna esiste un esploratore che si muove di bosco in bosco, di giardino in giardino, di città in città. Posa le orecchie sui tronchi degli alberi per captarne sussurri segreti, scala montagne, esplora grotte e isole, s'immerge nelle ombre di un orto botanico, va alla scoperta di quei giganti silenziosi che da secoli ripetono gli stessi gesti geometrici e rispondono agli stessi impulsi chimici per rinnovare la vita e assecondare lo scorrere delle stagioni. Da diversi anni Tiziano Fratus attraversa il paesaggio italiano per visitare e documentare l'esistenza dei grandi alberi, e ora, dopo tanti libri, dopo tanti incontri e meditazioni ai piedi di questi sovrani vegetali, ripercorre le traiettorie che lo conducono al cospetto dei più annosi, quegli alberi monumentali millenari o considerati probabilmente millenari: dai castagni etnei agli olivastri sardi, dai larici alpini ai pini del Pollino, dai faggi abruzzesi agli ulivi del Salento a tanti esemplari isolati e remoti. Un viaggio alla scoperta e all'ascolto dei più annosi e antichi testimoni della storia naturale e umana del nostro paese.
ibs - 2021
Il
creatore
silente ha nascosto
le sue parole nel
cuore delle
cose
...
idee
impressioni
gocce di
sangue
...
se scavi
nel punto giusto
forse le potresti
sentire
introduzione - un taccuino per cercatori di alberi millenari - alberi millenari d'italia
'homo radix' -  fb/tf - 2021
i giganti silenziosi
L’albero che è dentro di me è l’uomo che è rimasto incagliato d’intorno alle radici e alle cortecce di quei padroni dei secoli  .     
Quel che resta sono appunti di viaggio, di disvelamento, le indicazioni e i modesti consigli che ho deposto in una terra che si apre e si chiude, in una foresta bianca, cartacea, che ora consegno alle mani del lettore  .

forestami.org - 2021
Sedete su un cuscino di foglie, su un nido di radici, accanto allo scorrere mormorante di un ruscello e sotto la volta frondosa di un abbraccio di alberi. Ogni voce del bosco opera in voi come i sermoni degli antichi maestri .   Lasciateli camminare, non separate la mente dal cuore: che i muschi, le maree e i temporali attecchiscano in voi  .
da sutra degli alberi - in preparazione
fb/tf - 23.7.2021
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Sutra degli alberi
Certo, con quel che sta accadendo in Sardegna può apparire insincero ma la natura opera, e la terra rinasce anche dal fuoco .   Lo ha sempre fatto .   Certo, dispiace per i millenari spenti, gli animali, le diverse forme di esistenza, ma il ciclo della vita è questo :   siamo d'altronde i figli delle estinzioni delle ere passate .
fb/tf - 2021
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perchè cominciare a leggere poesia ?
pinerolo poesia 2020 - https://youtu.be/ceUIayPW59s

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POESIE DA ASCOLTARE
La grande, vasta, ruscellante e spumeggiante cascata che sgorga dalla montagna dello Spirito riesce a raggiungere anche la mia piccola anima, questa modesta radice con qualche foglia. Più mi immergo nella pratica meditativa e comprendo la mia inconsistenza e più il respiro di questo flusso si irrobustisce. Sarò forse parte, un giorno, del canto della sorgente, quando avrò smesso di credere all’illusione dell’io che ora mi definisce così nettamente, rispetto al resto del creato e del vivente.
lindau.it - 2019
Le mie preghiere sono composte di foglie, di semi, di piccoli passi e del cinguettio geometrico e il rituale degli uccelli .

 

 

INTERRESTRARE

homoradixnew.interrestrare.mp3  -  2019

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La grande, vasta, ruscellante e spumeggiante cascata che sgorga dalla montagna dello Spirito riesce a raggiungere anche la mia piccola anima, questa modesta radice con qualche foglia. Più mi immergo nella pratica meditativa e comprendo la mia inconsistenza e più il respiro di questo flusso si irrobustisce. Sarò forse parte, un giorno, del canto della sorgente, quando avrò smesso di credere all’illusione dell’io che ora mi definisce così nettamente, rispetto al resto del creato e del vivente.
fb/tf - 19.5.2020

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Voce del verbo Interrestràre - verbo intransitivo, crasi fra le parole incanto, terrestre, camminare e meditare. Azione che produce un sentimento di meraviglia camminando in una valle o in un luogo colmo di bellezza.

lindau.it

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si .   la contemplazione del significato della vita che abbiamo in dono . interrestrare è una crasi di parole, incanto, terrestre, camminare e meditare. azione che produce un sentimento di meraviglia camminando in una valle o in un luogo colmo di bellezza ... voglio andare a interrestrare in california.
da intervista di grazia calanna - la sicilia - 1 agosto 2020

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BUDDA NEL BOSCO

AUDIO - 2020

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Ogni cosa è animata : uomini, animali, piante e montagne
repubblica.it/ogni_cosa_e_animata

 

 

SHINRIN NOTO

APPUNTI DALLA FORESTA - il tessitore di foreste

Non mi sono consegnato allo scrivere poesie, magari abbacinato dal desiderio pur comprensibile, d’issarmi nel catalogo dei poeti più grandi, i migliori, gli ultimi e definitivi; ho cercato di costruire la mia intera vita come una poesia, di fare del mio vivere quotidiano un atto poetico, ho cucito i margini di un piccolo mondo deposto fra la carta e la corteccia dove ascoltare le voci di madre natura, dove meditare, dove camminare nei boschi, dove rifocillare e scrivere. E dove praticare una via personale e silvatica, prevalentemente solitaria, nello zen, ovvero un bosco dove si nasce e rinasce, dove ci si perde e ci si riconquista, e dove i dubbi equiparano, quando non soverchiano, le certezze .
shinrin noto - fb/tf 26.2.2021

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... Il primo seme dell’ecologia brilla in noi, la trama della nostra identità percepisce costantemente il richiamo delle distanze, dell’ignoto quanto di tutto quel brulichio di esistenze che vive senza rispettare le nostre regole. Per questo torniamo così spesso in quei luoghi che ci siamo abituati ad indicare col termine generico di 'natura' ...
... Chiunque s’immerga nelle titubanze e nelle geometrie di un minimo bosco si porta via un pezzo di albero quando ci passa in mezzo, quando si fa ombra fra le ombre. E per contro qualcosa di tuo resta lì, sospeso, a decantare, a precipitare, sottocorteccia, fra le radici. Tu e i maestri silenziosi ...
introduzione - appunti dalla foresta fb/tf 8.3.2021

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La natura e lo zen sono un innamoramento continuo e costante, sono un ritornare all’essere bambini ogni sera appena si posa la testa sul cuscino, e ogni mattina appena si spalancano gli occhi e si vede la luce del sole come se fosse la prima volta, ma con la consapevolezza delle stagioni che passano .

il tessitore di foreste

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Per molti lo zen può esistere ed essere adeguatamente coltivato in un tempio, nelle regole e negli orari imposti da una disciplina severa, sotto la guida di un maestro; per altri è il mendicare, per altri è il vendere tè per strada, per altri ancora il meditare in solitudine in un bosco.  -TF

studiohomoradix.com/shinrin-noto - 2021

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> utamaro ai piedi del monviso <

ed.speciale 2000-2019

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ACCURARE - POESIA DI TF

cinquantacinque copie firmate  e numerate  su acquaforte  e  due xilografie - una numerata  - 2018

elisabettamotta.it/tiziano-fratus-accurare

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BIBLIOGRAFIA

https://studiohomoradix.com

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libri & traduzioni

le sue poesie sono state tradotte e pubblicate in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Portogallo, Argentina, Slovacchia, Polonia Brasile, messico
fabrizio raccis - leggereacolori.com - 2019

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RICONOSCIMENTI

2012

premio speciale ceppo natura
2015

premio ghianda festival

cinemambiente

2019

IL BOSCO E' UN MONDO FINALISTA

AL PREMIO VALLOMBROSA

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Kyoto Writing Competition

HONORABLE MENTION - A Drop and a Temple Inside
writersinkyoto.com - 2021

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www.homoradix.com
https://it.wikipedia.org/wiki/Tiziano_Fratus
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GIONA DELLE SEQUOIE
E così al termine del sesto giorno Iddio creò gli animali e gli uomini: popolò gli oceani e i mari, le pianure e le montagne, i laghi e i ruscelli; coniò la parola foresta e modellò le sequoie, i più grandi alberi che si potessero mai vedere sulla terra, così alti da sfiorare il cielo e così grandi da non essere paragonabili a nessuno dei grandi pesci che vivevano le profondità delle acque. Lo fece per sé stesso, a celebrazione del proprio ingegno, ma anche quale monito rivolto agli umani, che già sapeva diversi fra le altre creature del Creato . T.F.
fb/tf - 17.5.2019

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mi continuo a chiedere, senza formulare una risposta definitiva se un albero ci senta, ci percepisca e magari ci ascolti ... poi siedo accanto a una corteccia, mi abbandono alla meditazione e una ragione istintiva mi accompagna lungo un sentiero luminoso.

giona delle sequoie

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Una lingua è un corpo vivo

è qualcosa che cammina

come camminano gli uomini

che respira

come respirano gli uomini

fb/tf - 7.7.2019

 

La natura quale Asia Minore dell'Intelletto° - Esistono particolari condizioni di vita che ti accompagnano in un limbo che presenta qualcosa in comune con l'idea del viaggio nel tempo   ...   Appartengo alla folta schiera – una vera e propria scuola – dei “sollevatori del mondo”, coloro che quando si alzano la mattina si ripetono che nella vita contano le minuscole variazioni di luce, la modestia della semplicità, il cammino errante dell’eremita, ma entro il compiersi della sera finiscono a soppesare le guerre e le ingiustizie, a disquisire di filosofie, poetiche e astronomie. È uno stile di vita che richiede alti dispendi di energia, una certa propensione alla critica sociale e universale, una concreta disponibilità di tempo. Noi sollevatori del mondo diamo il nostro meglio in modo da poterci coricare la sera esausti e adeguatamente afflitti.
estratto - introduzione - fb/tf - 28.6.2019

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... Ogni tanto bisogna fare i conti anche con l’altro io che abbiamo dentro, che invece ci inorgoglisce, ci dispera, ci incita, ci esagita.   I due poli che ci alimentano, i nostri yin e yang portatili.   Ma preferisco non fare alcun bilancio: vorrei pensarmi sempre al primo passo.   La poesia te lo impartisce: invece di imparare si disimpara.
intervista davide sapienza - bergamo.corriere.it

fiera dei librai - poetry, the dark side of the nature -  un bosco in versi - 2019

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PRESENTATO A Festivaletteratura Mantova - 2019

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lupevole - UN QUADERNO AGRESTE E BUDDISTA - 2021
- Chiunque s’immerga nelle titubanze e nelle geometrie di un minimo bosco si porta via un pezzo di albero quando ci passa in mezzo, quando si fa ombra fra le ombre. E per contro qualcosa di tuo resta lì, sospeso, a decantare, a precipitare, sottocorteccia, fra le radici. Tu e i maestri silenziosi.
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il popolo assente
le
cappelle
di campagna
sembrano pronte
a marcire, forse dentro
predicherà un rovo, un
albero di fuchui, un sam
-buco. si sente la terra
che  t r a t t i e n e
il respiro
studiohomoradix.com

 

SOGNI DI UN DISEGNATORE DI FIORI DI CILIEGIO
tiziano fratus e antonio riccadi a bookcity milano 2020
Il bosco ospita alberi, animali, muschi e ruscelli. Ma anche uomini: gli uomini che lo attraversano, che vengono a prelevare qualcosa, gli uomini che vi si immergono per pregare o purificarsi, nonché gli uomini che quel bosco hanno accudito o abbandonato. In un bosco esistono eventi manifesti ed eventi taciuti, agiscono forze maestose visibili e altrettante brutalità invisibili, proprio come nelle persone, nelle quali si almanaccano piccoli e meno piccoli segreti che si desidera tenere nascosti ...
quarta di copertina  -  studiohomoradix.com 

livemagazine.aboca.com/il-bosco-che-e-in-me  -  poesia.blog.rainews.it/tiziano-fratus

huffingtonpost.it/alberi-cambiano-il-mondo  -  2020

Il bosco ospita alberi, animali, muschi, ruscelli.    Ma anche uomini: gli uomini che lo attraversano, che vengono a prelevare qualcosa, gli uomini che vi si immergono per pregare o purificarsi.   In un bosco esistono eventi manifesti ed eventi taciuti, agiscono forze maestose visibili e altrettante brutalità invisibili, proprio come nelle persone .

fb/tf - aboca

La natura vegetale è inguaribilmente solitaria, non capisce che noi abbiamo bisogno di gioire, non ci basta la linfa, non ci basta il sole, non ci basta il vento fra i capelli  .

sogni di un disegnatore di fiori di ciliegio

Il seme si spacca, si dona alla terra e getta fuori un gomito, una mano, una gamba .   Una proboscide che sente luce e aria e tenta di raggiungerle migrando, sovvertendo .  I semi spostano le montagne, i semi fondano gli oceani .   I semi sono le madri del mondo conosciuto ma anche i padri di tutti gli altri mondi possibili che forse un giorno si fonderanno .   Quale miracolo la primavera che riveste le foreste del pianeta !

IV copertina

https://youtu.be/haiPE_zOd2k - bookcity milano 2020

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il
seme
cade nella
terra, si muove
quando ancora non
è niente, genera la vita
che non c'è. dio l'ha inventato
prchè non è riuscito a farsi albe
-ro, troppi impegni per radicasi
sotto forma di pietra. il seme
è dio che non sa restare
immobile

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si
amo
al mondo
per essere piegati
dal vento, annegati
dalla pioggia e schiantati
dal sole. siamo al mondo per
ingannare la luna, per scambiare la mano
destra con la mano sinistra, per divetici alle
spalle dei teologi e chiedere perdono al silenzio sospettoso
di un prete. se abbiamo l'acqua desideriamo il deserto
e se abbiamo il deserto desideriamo l'acqua

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bosco itinerante
c'è
un bosco
che mi abita dentro
un silenzio cantato e interminabile
ruscelli che sgorgano e animali che corrono.
io non so chi sono, ripete la voce, non so chi sono.
ma sento che c'è questo mondo di fine trama
che abita un luogo senza confini, qui
nel petto, nel cuore, nella mente.
popola le ore del sonno e
nutre le ore di pensiero.
ecco perchè quando
faccio ritorno nel
bosco reale mi
vien voglia
di urlare
di amare
come ama
una madre che
non distingue un
figlio da un altro figlio.
sono un bosco che cammina
un bosco che radica
e sradica

.

 

UN CESTO DI FRUTTI MATURI

non
esiste una
stanza in cui
nascondere il vento .
il monaco indossa stracci
s'inchina ogni giorno davanti
ad un muro . ascolta i pensieri, oscilla
come le foglie di un acero in giardino .
si fa guardiano di un tempo che
traspira : è un frutto
che matura senza
appassire .

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IL SEME SI SPACCA
SI DONA ALLA TERRA E GETTA FUORI UN GOMITO
UNA MANO,  UNA GAMBA .
UNA PROBOSCIDE CHE SENTE LUCE E ARIA
E TENTA DI RAGGIUNGERLE MIGRANDO,  SOVVERTENDO .
I SEMI SPOSTANO LE MONTAGNE
I SEMI FONDANO GLI OCEANI .
I SEMI SONO LE MADRI DEL MONDO CONOSCIUTO
MA ANCHE I PADRI DI TUTTI GLI ALTRI MONDI POSSIBILI
CHE FORSE UN GIORNO SI FONDERANNO .
QUALE MIRACOLO LA PRIMAVERA
CHE RIVESTE LE FORESTE DEL PIANETA !

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L-
eggo
le parole
accuratamente
incise su corteccia
le pause anche, i
tentennamenti .
Una voce
una, alla
volta

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testi da fb/tf - 2020

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... la poesia è la mia radice prima, non c’è nulla che mi dia gioia quanto comporre una poesia, o come li chiamo io ' boschi miniati ', poesia a forma di seme o di foglia .
perfectbook.it/tiziano-fratus  - intervista 2021

 

cosa ha significato l'incontro con il 'continente delle sequoie' ?
è stato un principio .   se penso ad allora, a come mi sentivo,  così scosso dagli eventi della vita,   persi i legami radicali con le figure del padre e della madre,   sentivo di aver bisogno di nuove radici .   quel nuovo principio ha messo terra dentro le mie mani e nelle mie parole .
intervista - nicola rocchi - giornale di brescia - 2020 - fb/tf

volevi fare lo scrittore già da piccolo?
Assolutamente no.   Il veterinario, lo studioso di insetti e animali vari  .
dove preferisci leggere?
Dipende dove mi trovo .   Mi piace leggere nei boschi o nelle stanze degli alberighi od ostelli dove mi trovo .   A casa, in giardino, sul dondolo o nello studio  .
in che ordine tieni i libri sui tuoi scaffali?
Per temi, alcune librerie. Per case editrici, altre librerie  .
intervista bompiani.it - 2019

OGNI ALBERO E' UN POETA

Quando vaghi ramingo nel bosco, il tempo svanisce.
Si compatta ed esce completamente dal tuo
orizzonte esistenziale. Non sei più un animale che conta il tempo, un Homo Sapiens Sapiens Contabilis, e di questo, alla fine della giornata, sarai immensamente grato.

...

Quando entro in una foresta evolvo ad ogni passo.  

Prima sono un esploratore, poi un taglialegna, divento fotografo, quindi viaggiatore nel tempo.    So che in ogni stagione faccende avvengono una o più forme di maturazione, ogni anno mi lascio sedurre dall’impressione che a fine autunno boschi interi muoiano, soffocati dalle mani del silenzio: nessuno se ne preoccupa.   Si raccolgono le foglie.    Si tagliano i rami.     Si iniziano a riempire le bocche delle stufe.    Borbottano non in latino, ma in boschese: è il canto che cullava i sogni dei nostri vecchi e cullerà i sogni, speriamo ancora intatti, di figli e nipoti.
ogni albero è un poeta

POESIE CREATURALI - UN BOSCO IN VERSI
2019 - NELLA 'CLASSIFICA DI QUALITA' PROMOSSA DA INDISCRETO
MI HA SEMPRE INTERESSATO L’INVISIBILE, OVVERO QUEL CHE ABBIAMO DAVANTI AGLI OCCHI MA NON VEDIAMO. O MEGLIO NON LO VEDIAMO SUBITO. IMPARIAMO A CHIEDERE AI NOSTRI SENSI E ALLA NOSTRA IMMAGINAZIONE. CI AFFINIAMO. IMPARIAMO A VEDERE QUELLO CHE FINO A POCO PRIMA NON CI SEMBRAVA. E QUESTO AD ESEMPIO È QUELLO CHE FACCIO QUANDO AVVICINO I MIEI AMATI ALBERI, I GRANDI ALBERI MONUMENTO. QUANDO INCONTRO UN CASTAGNO DI TRE O QUATTRO SECOLI CHE È STANCO, IL TRONCO GRAFFIATO, CON POCHISSIMI RAMI PERCHÉ ORAMAI LE ENERGIE DI CUI HA BISOGNO E DI CUI È CAPACE SONO MOLTO POCHE, E LO VEDI LÌ, IN QUEL PEZZO DI BOSCO O VICINO A UN PRATO, CON QUELLE GROSSE BOCCHE INCAVATE … HO L’ESPERIENZA DI ABITARE NELLO STESSO MOMENTO TRE DIVERSE EPOCHE, TRE DIVERSI TEMPI, ALMENO. C’È IL PASSATO, I SECOLI CHE SI SONO ADAGIATI GLI UNI SOPRA GLI ALTRI, NELLE FORME, E RIPOSANO LÌ, NELLE CORTECCE, NEI LEGNI DIMENTICATI. C’È IL PRESENTE CHE VIVE E RESISTE ADESSO, È IL TEMPO DELL’INCONTRO. E POI C’È IL FUTURO CHE IN UN ALBERO ESISTE GIÀ, È UN ANTICIPO, NOI VEDIAMO GIÀ QUELLO CHE STA CAPITANDO ALL’ALBERO, E CHE È UNA SORTA DI PRESTITO CHE ARRIVA DAL FUTURO.
fb/tf - booktrailer - l'invisibile - 2019

Eucarestia arborea
C’era
una volta
un poeta che volle
vivere nel più profondo
e tetro e misterico dei boschi.
Un giorno vi andò, portandosi dietro
l’astio che aveva coltivato fra gli uomini.
Iddio, dammi la forza di guarire, dammi la forza
di diventare muto come questi ontani che mi circondano.
Iddio non rispose coi pensieri a forma d’inchiostro
si manifestò nel volo d’un passero, ma il poeta
era troppo preso dalle grandi parole
per ascoltare lo spazio bianco
che si nascondeva in ogni
piccolo, ordinario
lieve moto del
mondo

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AVVERTENZA AI NATURALISTI
Chi apre
questo libro
rischia grosso:
dai piedi potrebbero
spuntare radici, dalle mani
fronde di carpino o corbezzolo.
Potrebbe incontrare se stesso, in un
sogno, o svegliarsi con l’obbligo di discernere
fra opportunità e verità, a proprio svantaggio.
La natura non ha nulla di buono
essa opera e distribuisce, si
rinnova nel sangue dei
vinti. Siamo nervi e
sentimenti che un
soffio leggero può
confondere, o l’ombra di
una nube nascondere. La natura
umana non è la roccia, è il fruscio
del volo d’un cardellino

poesie creaturali

radici - soltanto una poesia da guardare
fb/tf - 13.8.2019
radici
sono casa
di  
q u a l c o s a
che chiami
me
roots - just a poem to look at
roots
are home
of   s o m e t h i n g
you call
me

WALDO BASILIUS - storia per ragazzi
Radici carsiche camminano a pelo d’erba, spostano enormi rocce e deviano il corso del torrente. Per oltrepassarle Waldo si deve arrampicare come sul dorso di un naso grinzoso. Non ne vede la cima, tanto si elevano al di sopra della sua piccola figura errante. Colonne che sostengono un bosco che vive sopra il bosco nel quale lui si incammina. Filari di enormi millepiedi navigano queste ombre che gocciolano, forre umide, acquose, e lampi di luce improvvisa che ogni tanto discendono e incontrano le corazze degli insetti che si moltiplicano a vista d’occhio.
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Waldo Basilius è un neonato quando viene trovato dai nazi grinzosi, un popolo di strani giganti della foresta. Un popolo alla rovescia, che parla al contrario; dove si nasce saggi e si invecchia incoscienti. L’unico gigante che si occupa di Waldo è la signora Magher, una madre adottiva che cerca di allevarlo come un naso grinzoso. Waldo però è straniero, diverso, e dovrà affrontare l’emarginazione. Il suo destino sembra quello di essere un fantasma ignorato da tutti. La risposta però arriva dagli alberi della foresta, dalla natura avversa che circonda il villaggio dei giganti. Un mondo di insetti, animali e piante; simboli e metafore di quanto sia difficile crescere. Gli alberi e i libri, la natura e le parole diventano la guida di Waldo. Le guide in un percorso di mistero e sangue che lo condurrà a capirsi e a ritrovare una casa; sarà una strada per comprendere che l’altrove è solo il mondo alla rovescia perché i sentimenti che muovono l’universo sono uguali ovunque. Gli uomini, i suoi simili, amano e odiano come amano e odiano i nasi grinzosi. Waldo scoprirà che la sua ritrovata madre non è tanto diversa dalla signora Magher.
mondadori - homoradix.tf - 2018

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La piuma radiante
Nei larghi pianori di Mènoret abitava una coppia di Nasi grinzosi. Due mezzaetà felici, lui pastore di
“icapar” (rapaci), lei massaia. Lui, ogni sera, portava a casa le piume che raccoglieva nei nidi, sulle cime tra le rocce, così che lei ne potesse preparare dei cuscini che poi si scendeva a vendere due volte l’anno alla festa del villaggio. Un giorno Rogi, così si chiamava il pastore, portò a casa una piuma diversa: lunga quasi due porte e colore del sole quando si nasconde nel mare. Nessuno di loro ne aveva mai viste ma si raccontava di un uccello capace di risorgere dalle ceneri, un animale ultraterrestre, che era meglio lasciare stare altrimenti ti avrebbe trascinato con sé nell’altromondo. A Rogi però quella lunga piuma piaceva, gli brillavano gli occhi quando la fissava, ne era come stregato e a sua moglie questo non piaceva. Lui restava a fissarla per ore e quel giorno non si accucciò nemmeno a riposare. Restò seduto sul suo masso ad ammirarne la forma e gli scintillii che emanava soffiandoci. La notte seguente Ainav, sua moglie massaia, lo dovette spronare con la forza e gli insulti per farlo uscire, era così geloso della piuma che decise di riportarsela con sé sugli altri valichi. Ainav era molto preoccupata, così decise di scendere al villaggio per chiedere consiglio ai giovani.
«Asoc è’c, Ainav id Rogi? (Cosa c’è, Ainav, sposa di Rogi?)» domandarono i sette giovani seduti in cerchio, accanto alla pietra della “anul” (luna). Lei raccontò per filo e per segno di tutto l’accaduto e loro capirono che in effetti il pastore di “icapar” (rapaci) era oramai schiavo del volere della temibile “Ecinef” (Fenice), che sarebbe tornata al sorgere della nuova luna per riscattare l’anima di chi era rimasto stregato dalla bellezza delle sue piume.
«Asoc oved eraf arolla? Asoc, asoc?! (Cosa devo fare allora? Cosa, cosa?!)» Chiedeva piangendo la donna.
Uno dei sette scese nelle secrete e andò a sfogliare il grosso libro sacro che racconta la storia del mondo. Soltanto pochi ne sanno leggere ciò che è scritto e soltanto pochi fra i pochi ne sa interpretare il messaggio. E così il responso fu consegnato nelle mani nodose e ragnose della mezzaetà di nome Ainav. Rincasata con la luce del giorno la moglie trovò il marito seduto sul suo masso, incantato nella visione della piuma. Lui non le chiese nemmeno dove era stata.
«Otseuq non è ùip li osan ehc oh otasops, non ùip, non ùip (Questo non è più il naso che ho spostato, non più, non più)» bofonchiò Ainav, con gli occhi strabuzzanti. Da naso grinzoso paziente quale era diventata da moglie di un pastore di “icapar” (rapaci), Ainav si coricò a riposare, il viaggio l’aveva molto stancata. Ma nel sonno aveva deciso di agire. Al risveglio, come il giorno precedente, dovette cacciare Rogi di casa ma questa volta pretese di tenere lei la piuma. Lui non le voleva credere ma lei con le brutte riuscì a farlo partire. Sapeva che non avrebbe dovuto fissare la piuma altrimenti anche lei ne sarebbe stata stregata. Così si coprì gli occhi, pronunciò la formula segreta che i giovani del consiglio del villaggio le avevano rivelato, Aveva anche promesso solennemente di dimenticarsene subito dopo e di non rivelarla ad anima viva. Quindi prese la piuma e la avvicinò alla candela. Appena la piuma toccò la fiamma si incendiò e in un lampo svanì. Al rientro dopo una notte di lavoro suo marito era ritornato in sé, e mai più si parlò, nella loro casa, di quanto era accaduto.
estratto dal racconto gotico waldo basilius - fb/tf - 1.7.2018 

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Bosco, mistero, stranietà, viaggio, scoperta, illustrazioni, gotico, parlare al contrario, crescita, spavento, nascita ...      in un titolo Waldo Basilius   .
fb/tf - 27.8.2018

L'ITALIA E' UN GIARDINO
Anticamente i giardini erano per lo più chiusi e di piccola dimensione: la parola latina usata era Hortus, quella greca Kepos. Le proprietà di campagne avevano frutteti (Pomarium) o vivai (Viridarium – si veda il Giardino Inglese della Reggia di Caserta). I boschi erano Silva, da distinguere dal bosco sacro, ove si celebravano riti pagani, detti Lucus: ve ne sono ancora dei ricordi a Monteluco di Spoleto, dove è stata rinvenuta una pietra con incisa quella che è stata chiamata la Lex luci spoletina, la prima norma forestale della storia, in sostanza un bosco bandito, risalente al terzo secolo d. C. Nella cultura celtica, che ha lasciato non pochi segni sull’arco alpino, il bosco sacro era chiamato Nemeton. Il dio del bosco era, ovviamente, Giove, a cui era dedicata la pianta della quercia .
fb/tf - 2018

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SACRO bosco -  Bomarzo - i segreti del Sacro Bosco e i mostri ritrovati

repubblica.it/green-and-blue/tre_brevi_storie_naturali_a_bomarzo di TF - 2021

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IL LIBRO DELLE FORESTE SCOLPITE
Uno dei libri che ho più amato esplorare e comporre.  Una ricerca di silenzio e raccoglimento, un inno spirituale alle foreste d'alta quota  -  Tiziano Fratus  -
-  Ogni volta che un camminatore attraversa una foresta scolpita è come se inventasse un continente che non c'è.
ed.laterza - fb/tf - 2018
Un seme in una scatola di terra
Un tempo agli esuli russi si regalava una scatola di terra.     Le spedivano per posta ordinaria.       Nessuno avrebbe trovato da eccepire a qualche pugno di terra sfarinata in una scatola. Fuggendo gli esuli si aggrappavano alle lettere, alle fotografie, ai pochi vestiti necessari, forse ad una foglia o ad un fiore schiacciati nelle pagine d’un libro.     Ad un’icona dorata.     Nessuno pensava alla terra.     La semplice terra che si calpestava ogni giorno, la stessa terra che si vedeva fiatare d’inverno sotto la neve o dalla quale spuntavano le primule.     Terra scura come la notte e profumata come un meleto in autunno, nel mese del raccolto.      Su quella terra da comò si posava un seme, lo si spingeva a fondo con l’indice, giù.      Poteva essere un seme d’acero, di melo, una ghianda di quercia o un pezzo di patata.      Se non lo innaffiavi troppo spesso c’erano discrete possibilità di veder spuntare la vita, in quella manciata di terra buia come la solitudine che gli esuli e i profughi allevano quotidianamente.
il libro delle foreste scolpite - fb/tf 28.2.2019



Italy and the Environmental Humanities :   Landscapes, Natures, Ecologies - Under the Sign of Nature

autori : s.iovino - e.cesaretti - e.past -  con la collaborazione - tra gli altri - di  tiziano fratus
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An excellent book with an innovative approach that addresses many of the most vibrant and relevant topics in the field today.    It will provide an inspiring guide for scholars interested in
Italian literature, but will much more broadly offer a noteworthy contribution to the current debates across ecocriticism and in every region.
heather sullivan - trinity university
upress.virginia.edu - 2018
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TIZIANO FRATUS rappresenta la poesia italiana allo struga poetry evenings 2018 con pubblicazione di  poesie in inglese e macedone .
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Tiziano Fratus nasce a Bergamo nel 1975. Cresce nei paesaggi agresti di Lombardia e Piemonte. Attraversando le foreste di conifera della California e delle Alpi perfeziona il concetto di Homo Radix, al quale conseguono una pratica quotidiana di meditazione in natura e la disciplina della   dendrosofia  . In vent’anni pubblica diverse opere fra le quali il romanzo Ogni albero è un poeta (Mondadori), la guida Manuale del perfetto cercatore d’alberi - anche audiobook -  l’esplorazione I giganti silenziosi, i silvari appartenenti ai cicli Trilogia degli Alberi Monumentali (L’Italia è un bosco, Il libro delle foreste scolpite, L’Italia è un giardino) e Dittico degli alberi nube (Il sussurro degli alberi ed Il sole che nessuno vede), nonché album di poesia, i più recenti dei quali sono Un quaderno di radici e Vergine dei nidi. Sue liriche sono tradotte in otto lingue e pubblicate su rivista o in volume in quindici paesi. Ha all’attivo personali fotografiche e collabora col quotidiano La Stampa curando la rubrica Il cercatore di alberi. Vive nella campagna piemontese laddove si esaurisce la costanza della pianura e si snodano le radici delle montagne.
https://homoradixnew.files.wordpress.com/2017/10/bio_fratus_nova1.pdf
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alla fine
della giornata
mi sono seduto
al centro del vuoto :
ho lasciato che
l'io
a cui tanto
avevo lavorato
si arrugginisse .  vedevo
che l'acqua corrompeva ma
smisi di preoccuparmene .
l'uomo che si era
seduto non si
è più
rial-
za-
t-
o

fb/tf - cinque radici per un autoritratto in versi
invernare  - 10.6.2020
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Siamo

al mondo

per essere piegati

dal vento
annegati dalla pioggia

e schiantati dal sole
Per ingannare la luna

e desiderare il deserto
fb/tf  -  il sole che nessuno vede

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Forse un giorno chi vorrà incontrare Tiziano Fratus dovrà entrare in un bosco – dopo avere religiosamente chiesto il permesso ad alberi, piante, bacche – e alzare la testa. Lo troverà comodamente seduto fra i rami di una profumata sequoia. Le gambe a penzoloni, il sorriso furbo, gli occhi vispi. Come Cosimo Piovasco di Rondò (il protagonista de Il barone rampante di Calvino), anche lui avrà finalmente deciso di abitare quel santuario boschivo che riconosce come unico luogo dell’anima.

hounlibrointesta.it
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Nasce a Bergamo ma si trasferisce in Piemonte all'età di 12 anni. Studi irregolari inizia a occuparsi di teatro e nuova drammaturgia curando libri quali "Lo spazio aperto" (2002) e collaborando con Outis - Centro Nazionale di Drammaturgia a Milano. Pubblica i primi libri di poesie e inizia a viaggiare. Fra le sue raccolte di liriche si ricordano "Il Molosso" (2005), "Nuova Poesia Creaturale" (2010) e "Gli scorpioni delle Langhe" (2012), alcune poesie sono tradotte e pubblicate in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Portogallo, Argentina, Slovacchia, Polonia, Lituania e Brasile. La sua poesia è inclusa in diverse antologie fra cui "Poeti per Torino" (2008, curatela Roberto Rossi Precerutti) e "Poesia in Piemonte e Valle d'Aosta (2012, curatela Emanuele Spano e Davide Ferreri). Dal 2006 al 2010 ha diretto il Festival e le Edizioni Torino Poesia. Nel 2010, durante viaggi in Estremo Oriente, Stati Uniti e Europa, crea i concetti di
"uomo/donna radice", "dendrosofia" e "alberografia", iniziando a pubblicare una serie di opere legate alla natura, all'identità e agli alberi monumentali, tutte parte del medesimo ciclo dal titolo "Arborgrammaticus".
https://it.wikipedia.org/wiki/Tiziano_Fratus 

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FA PARTE  DEL COMITATO SCIENTIFICO Co.n.al.pa. - Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio - 2019
facebook.com/coordinamento.alberiepaesaggio
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Tiziano Fratus è un uomo radice, è cresciuto nella pianura bergamasca e sulle colline del Monferrato; dal 2006 vive ai piedi delle Alpi Cozie, in un villaggio in Val Sangone fra le riserve naturali dei Laghi di Avigliana e del Monte San Giorgio.

macrolibrarsi.it

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Tiziano Fratus è scrittore, poeta e cercatore d'alberi, attraversa il paesaggio alla ricerca di alberi secolari e monumentali e boschi vetusti, vi medita, li censisce, li misura, li fotografa e ne scrive. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia in Italia e in altri paesi (Stati Uniti, Brasile, Argentina, Singapore, Svizzera)

feltrinelli

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. Con 11 gatti abbiamo deciso di aprire i battenti del Micionér .  Tutti gli interessati al francising si manifestino .  Frr - fb/tf - 28.8.2020

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Abito un continente compreso fra la carta e la corteccia
La prima radice : la poesia

fb/tf - 1.12.2018 - studiohomoradix.com

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Quindi é chiaro. Non interessa la buona poesia, interessa essere pop, scalare le classifiche, diventare arguti, divertenti, riempire i caffe o i teatri.   Essere comprensibili, ossia facili, diretti.   Vincere il mercato ...
fb/tf - 16.1.2018

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Stamattina andando al lago per la meditazione, sulla strada, c'era il corpo senza vita di una volpe.    Le macchine e i furgoncini che andavano al lavoro o portavano i figli a scuola lo scansavano all'ultimo, e talvolta ci passavano sopra. Uno spettacolo violento, come lo è sempre, d'altronde.   Al ritorno, un'ora dopo , quel che restava della volpe era ancora lì. Così mi sono fermato, sono sceso, l'ho raggiunto e l'ho spostato, gettandolo nell'erba alta, oltre il bordo della strada.    Nel campo di fronte le pecore e gli agnelli di un modesto gregge. Probabilmente la volpe era stata richiamata da queste presenze.   Quando ne vedete non abbandonateli all'orrore dell'indifferenza e della fretta. Sono creature di Dio, sono arrivate dal bosco e al bosco, per quanto possibile, debbono tornare.
fb/tf - 23.5.2018

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Prima di comprarla per forza e regalarla come un cioccolatino, la poesia, per cortesia, cerchiamo di capirla .      Di sentirla .       Di incontrarla .      Poi, semmai di comprarla .
fb/tf - 15.9.2018

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D'ora in poi voglio chiamarmi Wolfango .    Tiziano Wolfango Fratus .    Anzi no :  Tiziano Wolfango Homo Radix Fratus .     Oppure è meglio con la vo :  Tiziano Volfango Homo Radix Fratus  ...
fb/tf - 5.10.2018

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C'è sempre qualcosa di evidente
In quel che non capiamo

fb/tf - 25.8.2018

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Quando cammino mi piace tenere in mano una pigna, un pezzo di corteccia o della terra sfarinata.

Mi mette in comunione col paesaggio e con la Madre Terra. Talvolta mi basta allungare lo sguardo nella pineta del mio minuscolo Monte Tai (Tai Shan), sul San Giorgio, nel torinese, a mezz’ora d’auto da casa, per quietare i demoni e le tensioni che mi snervano da ore. Per me non esiste medicina più rapida ed efficace. Dove mi incammino, nella compagnia degli alberi, si erge maestoso e invisibile, il Tempio delle Radici, ove mi appresto a camminare, a meditare, ad osservare, a riflettere. Ogni giorno dedico almeno un’ora a questa scuola dei semi e delle foglie. Scavare in profondità e ammansire la chimera della leggerezza .

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Alla fine della giornata
mi sono seduto al centro del vuoto :
ho lasciato che l’IO
a cui tanto avevo lavorato si arrugginisse .
Vedevo che l’acqua corrompeva
ma smisi di preoccuparmene .
L’uomo che si era seduto
non si è più rialzato .

fb/tf - 28.11.2018 - studiohomoradix.com

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Quando fate una intervista ad un autore

non chiedetegli di trovare un motivo per il quale vada letta la sua opera ... lo so che talvolta in televisione si fa così, ma è sciocco. In un artista l'opera nasce da un lavoro spirituale suo interno, che ogni tanto tenta, nei modi più diversi, di trovare una forma, una concretizzazione che altri - gli editori, i produttori, ecc - concorrono a formalizzare e a veicolare. Certo che esiste il mercato, ma c'è ancora, fra gli artisti, chi crede che non tutto sia soltanto vendita e mercato. C'è molto di più, c'è dell'altro. Dom sciet ...
fb/tf - 31.1.2020

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E poi ti avvicini, e sussurri parole alle cose
temendo quasi che si possano frangere
come bolle di vetro, o fiori appena
accarezzati dal potere nervoso
dell'immaginazione

T.F.

fb/tf - 11.3.2020

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asciugare la casa
amava
il fruscio frfr-frrrrf
dei libri messi ad asciugare
sul tetto di casa, dopo le lunghe stagioni
di litigi. il padre e la madre proprio non volevano
saperne di andare d'accordo e così gli autori piangevano.
il buon shakespeare, lo storico tacito, la poetessa dickinson
e poi i giallisti, nonostate tutti quei cadaveri putrefatti
che abbondano, nelle loro storie.  quando questi
canuti letterati sentono i piatti rompersi
si abbandonano al ricordo di infelici
infanzie polverose, loro, bambini
e indifesi, perchè è da allora
che sanno che le parole
possono ferire
più delle
lame

fb/tf - 30.4.2019 - inedito

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Quel godimento inesplicabile

quando fuori è quasi estate, ha appena piovuto e sei sotto una coperta .   I gatti dormono. E inizia (per l'ennesima volta) la maratona Twin Peaks  .
fb/tf - 12.6.2019

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Una delle enormi delusioni che si chiarificano quando si incontrano e si frequentano abbastanza lungo gli intellettuali è la loro incapacità a contenere la biodiversità .   C’è sempre qualcuno che deve stilare una lista dei migliori .   La lotta, la costante prevaricazione, il fare classifiche e preparare antologie dei testi e dei nomi che sono decisamente più degni, più interessanti, meglio degli altri .   Sono piccoli universi concentrici popolati di guardiani .   Invece di aprire progressivamente, di accostare, di miscelare, di spalancare, si chiude, si alzano confini, mura, cittadelle sopraelevate e si strutturano classi. Una fatica disumana, restare coi piedi in questa terra del Machu Picchu .    E purtroppo non cambia nemmeno quando le parole “di fuoco“ sono spiritualità, onestà, libertà, semplicità o umiltà .    Anche fra gli spirituali, insegnano, ci sono i più spirituali, fra i poeti i più poeti, fra gli umili i più umili .
fb/tf - 15.5.2020

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Il
seme
è Dio che
non sa restare
immobi
le
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fb/tf - 13.6.2019
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Ogni atto in letteratura è un azzardo .   Per fortuna col tempo l’ambizione scema e il cuore di tanta passione viene sostituito da dosi minime di sapienza .
fb/tf - 7.6.2020

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E niente  

Stamattina andando a meditare nel bosco si è presentato un lupo  

Ha fatto la sua capriola e ciao
fb/tf - 17.7.2020

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INFORESTATO

la competizione, la prepotenza, l'opportunismo sono purtoppo valori predominanti, anche in quel piccolo settore che è l'editoria. ad un certo punto ho capito che preferivo dedicarmi a qualcosa di meglio che la competizione e adattarmi ai comportamenti generali, e così mi sono ' inforestato ', come dico io, anche ironicamente. ovviamente la mia è una foresta di mezzo, 'compresa fra la carta e la corteccia ' ...
da intervista carlo silini corriere del ticino 10 ottobre 2020
fb/tf - 9.10.2020

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Grazie per questo concerto di rondini fuori dalla finestra
fb/tf - 11.5.2021

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Riflettevo su questa piccola ombra che ogni tanto si addensa nel cuore, o nel nugolo di pensieri di cui ciamo composti .    Sul fatto cioè che per vivere questo tempo che ciascuno ha a disposizione come artista - o autore, o poeta, scegliete la parola che più vi si adatta - bisogna imparare, volenti o nolenti, a sopravvivere a se stessi .    Oltre i confini della propria storia e delle proprie radici .   Intanto ci saranno sempre nuovi autori più abili, socialmente più capaci, perchè oggi la prima qualità di uno scrittore è sapersi relazionare, dopo viene la scrittura ... forse è sempre stato così, non saprei, oggi è macroscopico. A te, che abiti le tue ore, i tuoi spazi, le tue migrazioni, resta solo la concentrazione, la dedizione, l'essere utentico, se è possibile e se non è comunque medizione fra desiderio e attesa .   Superarsi, in qualche modo, non per resistere, divenire che non ho mai amato, ma reinventarsi, riscriversi  .
fb/tf - 1.7.2021

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lasciate che il bosco rinasca in voi e insieme a voi

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https://youtu.be/pL_TkKnbozw  - 66° trento film festival - 2018

www.raiplay.it/2018/Quante-storie - intervista di corrado augias - 2018

DAL SOTTOVUOTO - POESIE ASSETATE D'ARIA  -  facebook.com/samuele.editore/videos - legge TF - 2020

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Dice che la fine del mondo é vicina

Menomale, in questo periodo sono un po' stanchino ...
fb/tf - 26.11.2017

 

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l'antica arte di chi sa ascoltare
in
una danza
di foglie nuove
gli alberi suggeriscono
di pazientare, di sapersi liberare
nell'aria, senza peso, eppure resistenti .
dimenticare le parole che appesantiscono
che piombano in un passato mai esistito
o in un futuro che non arriverà mai .
si nasce e si muore nel respiro
le mille mani bianche
nostra passione
quotidiana
e sinte-
tica

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Tempo fa mi hanno chiesto che cosa ci possono suggerire gli alberi .    In questo periodo di isolamento forzato e chiusura .    Gli alberi, nella loro esistenza minerale, dialogano costantemente con tutto ciò che possono toccare, a modo loro ovviamente e non come pensiamo noi, da umani, che oggi ci divertiamo tanto a farli suonare arpe, a giocare come bambini e a ragionare da supercomputer .    Questo siamo ancora noi, non gli alberi .    E allora ho composto questi versi .    Buon primo maggio e buona lettura .

fb/tf - 1.5.2020

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