il poeta che vive in una capanna sulLA SPONDA DEL TEVERE
poeta contemporaneo
giramondo dai mille mestieri
ironico ed acuto osservatore
nomade di sé stesso
ultimo commovente IRONico
cammina per la sua roma
con sandali
francescani
e vive in una 'baracca'
mangia alla
mensa dei ricchi
che lo invitano
perchè - dice - amo il buon
cibo.
un poeta 'diverso' dei nostri
tempi
rai tre 'le storie' - di corrado augias,
suo amico
Un dandy, un
flaneur, un neo liberty, un francescano, un neoclassico
beffardo, un Gozzano dopo la scuola di Francoforte, un asburgico
a Roma, Valentino Zeichen è un poeta che attrae da subito perché
sembra una figura d'altri tempi e che conquista per la bellezza
di versi che sono solidamente, densamente radicati nella
contemporaneità e nelle sue contraddizioni. www.fazieditore.it
Il
poeta profugo, il dandy baraccato, il Lord Brummel della miseria
urbana scava a cuore aperto nella radice storico-biografica del
suo mito; racconta la sua odissea di sradicato ed esule in
patria.
www.radio.rai.it
questa società dei poeti se ne frega
la spiritualità
conta meno di niente www.libuk.com
La poesia è sempre
secondo me una catastrofe del sentimento
almeno quando ti misuri
con le rovine perché tutto è così irrimediabile tutto ormai è
già avvenuto. C'è solo lo spirito
bisogna salvarlo. quindi lo spirito necessita di pronti
interventi bisogna essere la croce rossa che salva lo spirito
morente, agonizzante.
se per i visionari
del plenilunio
quella non è la testa di oceano
e neanche un chiusino di scolo,
la bocca della verità è
forse un sole senescente,
una stella di neutroni.
alla prova del vero
la leggenda vuole che
vi si infili la mano
lasciandola in pegno,
e qualora s’è mentito
la bocca la divori!
ma sempre la restituisce,
perché? le verità soggettive
sono false, non verificabili,
le scientifiche, verosimili.
avete mai visto quella bocca
divorare una teoria?
piazza di spagna
ex porto di ripetta -piante facsimili
di piazza di
spagna
la scalinata ha pianta
a forma di farfalla
che per magia di specchi
sembra s’involò altrove
col suo calco riflesso
verso un gemello progetto.
anche la scalettata
farfalla di marmo
dell’ex porto di ripetta
ha spiccato il volo.
causa una piena del tevere
la barcaccia s’è arenata
in piazza di
spagna,
e là è rimasta, semisommersa.
l’architetto alessandro specchi
ha riflesso appena un miraggio
Ogni cosa a
ogni cosa ha detto addio
è uno dei più sorprendenti libri di poesia
pubblicati in Italia in questi anni. Un libro unitario, sorretto da un’idea di
fondo che lo innerva pagina dopo pagina, poesia dopo poesia, invenzione dopo
invenzione, arguzia dopo arguzia. Roma e la “ROMANItà” nei secoli, Roma e quanto
sopravvive di Roma, Roma come appare a chi – pellegrino, viandante o turista –
vi capiti oggi, Roma e la sua immagine bifronte, antica e moderna, accogliente e
crudele, struggente e carica di una bellezza malinconica e troppo piena.
Valentino Zeichen, il più estroso e irregolare tra gli scrittori italiani, con
Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio ha scritto il suo libro più coraggioso e
compiuto che, oltre alle caratteristiche già note di poeta ironico e sempre
controcorrente, ne rivela il pensiero robusto e la grande capacità di
costruzione e struttura. Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio è un libro sulla
bellezza e sul tempo che passa, un omaggio comico e malinconico all’idea stessa
di civiltà e mondo occidentale di cui la città eterna è simbolo ed emblema
fisico e sentimentale.
bol.it
ebookexpress.com
Le poesie di Zeichen
Due esemplari di purissima razza incrociata si avvicinano
abbaiando, come se volessero sbranare chiunque osi curiosare.
Valentino Zeichen, allora, si affaccia sull’uscio sciorinando il
solito slogan rincuorante dei cinofili: “No, stanno
scodinzolando, non mordono”. Nemmeno Zeichen vanta pedigree
particolari. Anzi, in quanto esule (fiumano) è un po' un uomo
senza razza, senza terra. E senza casa, perché quella dove vive
è una costruzione realizzata con materiali alquanto eterogenei,
priva di porte (salvo quella di ingresso), con un lucernaio
chiuso da una coperta e l’arredo composto in gran parte da
brande addossate alle pareti. Pur essendo uno dei nostri massimi
poeti, Zeichen vive così, in quella che un tempo veniva definita
“dignitosa povertà”. “Carmina non dant panem”. Anzi, senza
esagerare: ciò che la poesia non consente sono l’appartamento di
lusso, gli abiti griffati, l’automobile, il cellulare, il
computer. Tutte cose di cui si può fare a meno, certe volte, se
si vuol restare davvero indipendenti. E che io lo sia non lo può
negare nessuno”, rivendica orgogliosamente Zeichen. “Roma dai
tre volti” La “quasi casa” zeicheniana si trova a Roma, in un
angolo di quartiere Flaminio a cui catasto e piani regolatori si
sono misteriosamente dimenticati di dare un proprietario e una
destinazione. Zeichen, insieme con qualcun altro (per esempio i
padroni dei cani, due ragazzi suoi vicini) l’ha occupato,
trovandoci una sistemazione “definitivamente provvisoria”: luce,
acqua e telefono ci sono, il riscaldamento no. Forse proprio
perché è una specie di ospite tollerato, Zeichen a Roma si sente
ancora un turista. “Cerco di vederla con gli occhi di uno
straniero. D’altronde è una città così varia, ce n’è una
imperiale, una cattolica, una umbertina. E poi quella fascista
dell’EUR, quella del dopoguerra”....
“Il problema è soprattutto che anche le
grandi case ti pubblicano con intervalli lunghissimi. Io invece
scrivo ogni volta che mi sento. Io ci credo, all’ispirazione:
secondo me è l’eredità che gli dei ci hanno lasciato
andandosene, un pulviscolo che qualche volta ancora si posa
sugli uomini”
Il poeta Valentino Zeichen invitato portoghese di Marco Ferrazzoli - Il Borghese
- www.libuk.com
per l'ipnotico cromatico
la turista allunga la mano
per afferrare la magia
sfiora la pittura fresca
e s'impolvera le dita
80 poesie, 80 acquerelli dedicati a Roma,
la citta che "ti fa sentire postumo",
nel tentativo di smascherare il mistero di tanta
inquietante bellezza
www.stradanove.net http://www.lietocolle.it
Un libro unitario, sorretto da un'idea di
fondo che lo innerva pagina dopo pagina, poesia dopo poesia, invenzione
dopo invenzione, arguzia dopo arguzia. Roma e la "ROMANItà" nei secoli,
Roma e quanto sopravvive di Roma, Roma come appare a chi vi capiti oggi,
Roma e la sua immagine bifronte, antica e moderna, accogliente e
crudele, struggente e carica di una bellezza malinconica e troppo piena.
Questo volume di poesie è un libro sulla bellezza e sul tempo che passa,
un omaggio all'idea di cività e mondo occidentale di cui la città eterna
è simbolo ed emblema fisico e sentimentale. http://www.libreriauniversitaria.it/
Passeggiate DVD 2004 Valentino Zeichen racconta in un video, attraverso le sue poesie, i suoi ricordi
e la sua incredibile conoscenza della storia di Roma, i luoghi della città dove
vive da sempre. Luoghi che sono essi stessi tema centrale e fonte d'ispirazione
della sua ultima e fortunata raccolta poetica
Ogni cosa a ogni cosa ha detto
addio, allegata al video, che costituisce a tutt'oggi forse il vertice
assoluto dell'opera poetica di Zeichen.
Con il suo caratteristico spirito caustico e brillante, Zeichen ci accompagna in
una personalissima "passeggiata" attraverso Roma
[Palazzeschi legge Anche la morte ama la vita, da Via delle cento stelle; Visita
di protocollo da Cuor mio;
Zeichen legge di Palazzeschi E lasciatemi divertire, da L’Incendiario (ora in
Tutte le poesie, a cura di A. Dei, Meridiani Mondadori); di se stesso Cieli e soffitti ROMANI, da
Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (Fazi)]
MI RIPETO ... La chiave gira nella toppa
simile a un apriscatole e
scoperchia la latta
È l’amica che apre
e mi sorprende a letto
con un’altra donna
Guarda e sì ritrae
come in presenza
d’un cibo avariato
Piange e richiude
la porta metallica
Mi ripeto...
il mio Cuore è sempre
stato
come la porta girevole
d’un albergo a ore
dove si poteva entrare
e pernottare a piacere ri_uscire in incognito
e senza rimpianti Ora
vorresti istallare
una porta nel vuoto e
mettere una serratura di marca all’aria ?
A PIAZZA DEL POPOLO
A PIAZZA DEL POPOLO
MI ACCOSTO ALLA VASCA
DI FIANCO ALLA CASERMA, NEL RINFRESCARMI IL VISO
ALLA BOCCHETTA MI AVVEDO DI TENERE
TRA LE MANI E
L’ACQUA CORRENTE
I TRATTI DEL VOLTO
DI CHI FU SEPOLTO
IN QUEL SARCOFAGO
APOCALISSE PER ACQUA
APOCALISSE PER ACQUA
PER LA COMUNE SOPRAVVIVENZA,
DITE ADDIO AI LUOGHI ESOTICI,
E FATE SOLENNE PROMESSA
DI NON RIVEDERLI MAI PIÙ
AFFINCHÉ LE SCIE DEI JET
NON SFREGINO ANCORA IL CIELO,
INTOSSICANDO GLI ANGELI
CHE VOLANO A QUELLE QUOTE.
POICHÉ VI HANNO SOTTO POSTO
AL LAVAGGIO DEL CERVELLO
MALEDIRETE
L'IMPOSTURA DEL BIANCO
E L'INDOTTA FOBIA DELLO SPORCO.
STRAMALEDIRETE IL BAGNOSCHIUMA,
LO SHAMPOO E LO SCIALACQUARE
DETERSIVI NEL MARE
CHE ARROSSISCE PER PUDORE.
E IN CALCE VI MALEDIRANNO
LE FUTURE GENERAZIONI.
ANALOGIE MUSICALI
L'INFUSIONE MUSICALE NAZISTA
SCAVÒ DENTRO OGNI TEDESCO
UN PICCOLO AUDITORIUM
E NE INGRANDÌ L'ANIMA
AFFINCHÈ I SUONI SI ARMONIZZASSERO
CON LA MUSICA INTERIORE
SINCRONIZZATA CON LE
MARCE DEI PANZER, POI,
TRIONFÒ LILÌ MARLEEN.
UNA MENTALITA' A "MONTE" RISIEDE IL VIZIO
DELLA MENTALITÀ MAFIOSA.
LA MAFIA NON STA SOLO
NEGLI ODIOSI CRIMINI,
MAFIA È ANCHE SOTTINTESO,
SOTTERFUGIO CHE SI INSINUA
NELLE ABITUDINI LINGUISTICHE
DI INCONSAPEVOLI ONESTI. MAFIA È INTERDIZIONE
A COMUNICARE, CENSURA;
È INCENTIVO AFFINCHÉ
SOSPETTO E DIFFIDENZA
CANCELLINO OGNI VERITÀ.
MAFIA È TRASCURARE I MURI
PRIVANDOLI DELL'INTONACO, LASCIARE
CHE LE CARTACCE VOLINO
E CHE LA LORO OMBRA
IMBRATTI LA TERRA;
ABBANDONARE I "VUOTI A PERDERE"
E LE DEFORMI PLASTICHE
QUALE RITRATTO DEL DEGRADO.
UOMO DAI DOPPI FINI,
RICERCA LO SCAMBIO
DI PENSIERI "FRANCHI", IN ZONA "FRANCA" DEL PENSIERO;
PURTROPPO, QUESTO È IL SOLO
DEBOLE, ANTIDOTO AL MALE.
RACCOGLI LE CARTACCE
E OGNI ALTRA VARIETÀ DI RIFIUTI; DI TUA INIZIATIVA SPAZZA LA STRADA PUBBLICA,
INTONACA,
E NON SARÀ DEL TUTTO VANO.
L'ALTRA METÀ
NELLA MOLTITUDINE DI CONTENITORI
CHE POPOLANO IL MONDO INVIDIAMO
QUELLE MEZZE SCATOLE AVVITABILI
CHE PER UN INCONTRO FORTUITO
HANNO RICONOSCIUTO NEL COPERCHIO
L'ALTRA METÀ MANCANTE.
EVENTO MITICO RICORRENTE NEI SOGNI
CHE NON HA MAI LUOGO IN VITA
NÉ PER OGGETTI GLI UMANI,
RISULTANDO SEMPRE VANE LE RICERCHE
INTRAPRESE, SENZA CONTARE LE SPESE.
SAPONETTE
SGUSCIANTI SAPONETTE PROFUMATE,
GUIDATE DALLE MIE MANI,
INSAPONANDO IL TUO NUDO
SCHIUMANDO PICCOLE BOLLE D’ARIA,
CHE PER EQUIPAGGIO PILOTA
HANNO "ISTANTI" DELLA BELLEZZA IN FUGA.
COMPARABILI A TAVOLETTE DI SCRIBA
SALVATESI NEL NAUFRAGIO DELL’AMORE
DALLE TORBIDE ACQUE DEL BAGNO.
STANNO IN SECCA SUL PORTA SAPONE,
CON LE DICITURE CONSUNTE;
LE CREPE CHE LE
CORRUGANO
PREFIGURANO QUELLE DEI CORPI.
NON OSO MANOMETTERLE,
COME SE MI VEDESSI OSSERVATO
DAL CUSTODE D’UN MUSEO EGIZIO,
MA VORREI LAVARMI LE MANI...
Valentino Zeichen
italy 1938 – fiume
CROAZIA
Valentino
Zeichen has lived in Rome since he was twelve, although he spent the greater
part of his
younger years hitchhiking around Europe and Africa. His first major publication, Area di rigore,
dates from 1974. It was followed by several
more, at intervals of four to five years. Metafisica tascabile (Pocket-sized Metaphysics, 1998), has provided his
selection for this year’s Poetry International festival. His latest collection, Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (All Things Said Goodbye To All
Things), an ironical guide to Rome, may not be ready in time for the festival.
Zeichen, inveterate lounger as he is, picks much of his poetry up from the
street, but for him the anecdote is not enough. His report of a flirt with a
lovely tourist soon turns into a prayer to the unapproachable muse. Similarly,
stories he finds on the science page of his newspaper, about cloning, molecular
modification, the mechanistic world view, are no more than starting points, introductory metaphors for new quests for the essence of life. But he serves
them up with tongue firmly in cheek. Zeichen is seen by many as a somewhat
frivolous poet – the art of ‘light verse’ is still foreign to Italy – but he
says he can live with that. He has his admirers, too.
Karel van
Eerd Translated from Dutch by Ko Kooman .......
international.poetryinternationalweb.org
nato a Fiume, in Croazia, nel 1938. Figlio di un giardiniere, alla fine della
seconda guerra mondiale, quando la città di Fiume fu annessa alla Jugoslavia e
ci fu l’esodo di gran parte del popolo istriano, si trasferì con la famiglia
prima a Parma, poi a Roma dove tutt’ora vive, sulla Via Flaminia.
rainews24.it
Valentino Zeichen
SEMBRA AVER FATTO
RITORNO DAL " DESERTO DELLA PAGINA BIANCA, dove ero disperso "
.....
uno tra i maggiori poeti italiani contemporanei, di nuovo pronto a proporre
l'ironia
che da sempre caratterizza i suoi
versi, il paradosso verbale come
chiave di lettura comica e
malinconica allo stesso tempo. Nativo di Fiume vive a Roma da ormai cinquant'anni, il poeta, e la guarda
innamorato e beffardo,
commosso poi critico, in ogni caso sempre coinvolto, legato al fulcro
secolare della società
occidentale di cui canta la storia e la forma.
2006 Neomarziale 2004 Passeggiate ROMANE. Con DVD
Poesie. 1963-2003 2002 Matrigna 2000 Carla Accardi. Pietrose
distanze
Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio 1997 La metafisica tascabile
1991
GIBILTERRA
1987
MUSEO INTERIORE
1983
TANA PER TUTTI
PAGINE DI GLORIA
1979
RICREAZIONE
1974
AREA DI RIGORE
ibs.it -
lietocolle.it
unilibro.it -
rainews24
CASA DI RIEDUCAZIONE Zeichen è poeta originalissimo, ci ha sempre saputo
raccontare la sua visione delle cose e del quotidiano, come della storia e
dell'arte, con acuta ironia, amore del paradosso ed estrosa eleganza. Conserva
questi caratteri anche nella sua nuova opera, dove però si manifesta evidente un
carattere meditativo più assorto. Varie le tematiche e i personaggi presenti,
tra i quali, dall'inizio, il poeta Dano Bellezza, o il grandissimo Victor Hugo,
in un contesto in cui i luoghi, e la città di Roma in particolare, hanno un
decisivo risalto.
unilibro
LA
MATTANZA DELLA BELLEZZA
All’avvistamento
della Bellezza
appena una polena che fende l’onda,
e all’istante sull’occhio critico
cala la benda nera del pirata
affilata cortellessa tra i denti
e inizia l’allegra mattanza
della sirena nella tonnara.
Ma in ambito letterario
l’innominato pratica il volontariato!
E rianima sperimentalisti smorti.
LAMPO
PENDOLARE MONUMENTALE Anche dopo la morte del
suo padrone
ha seguitato a fare la spola
tra Cecina e Campiglia Marittima;
prendevano il treno al mattino
e rientravano con quello serale.
La fedeltà lo ha scolpito
in duplice monumento.
Rossiccio, pare fatto d’argilla
guardiano di tombe etrusche.
Cosa ci fa in posa quel facsimile cane
con quella simpatica faccia tosta
alla stazione F.S. Di cecina
comparendo al contempo
in quella di Campiglia Marittima?
Assai caro alle due cittadinanze.
Imperturbabile ai molto richiami
sa che “E’ vietato attraversare i binari”.
IL TESTAMENTO DI ANITA GARIBALDI Un omaggio alla donna
che meglio e più significativamente ha saputo incarnare il sacrificio
garibaldino. Scritto nel 1982, in occasione di un altro anniversario del nostro
Risorgimento, "Il testamento di Anita Garibaldi" è un monologo che il poeta
Valentino Zeichen ha voluto dedicare alla compagna di vita dell'Eroe dei due
mondi. Nelle pagine di questo ritratto, Zeichen immagina gli ultimi momenti
dell'esistenza di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, detta Anita, una ragazza
del Sudamerica che si ritrovò a combattere per la causa italiana, sostenuta da
un grande amore, un legame forte e totale, che solo la morte riuscì a spezzare.
Nel 1849, nelle valli di Comacchio, durante la marcia forzata che seguì la
caduta della Repubblica Romana, Anita morì incinta di cinque mesi a soli
ventotto anni, dieci dei quali passati accanto a Garibaldi, che, in fuga verso
la salvezza, disperato, fu costretto ad abbandonarne il corpo, così tanto amato
in vita. Prefazione di Italo Moscati. Profilo biografico di Anita Garibaldi di
Gabriella Bacelli. unilibro
AFORISMI D'AUTUNNO
Con questo libro, Valentino Zeichen sperimenta un genere nuovo, interamente
formato da sostanza e pensiero, dall'autore stesso definito "intelligente".
Composto pensando ai cambi di colore della natura in autunno, a metafora di una
condizione esistenziale, trae ispirazione dalla profondità di Karl Kraus,
dall'eleganza di Oscar Wilde nonché dalla raffinata leggerezza di Ennio Flaiano:
questi, infatti, sono i principali modelli di riferimento per la raccolta nonché
maestri in generale nell'arte di scrivere aforismi, forma per eccellenza di
"intelligenza organizzata". Zeichen qui, ragionando unicamente di ciò in cui
crede, e di ciò che pensa, arriva a un concentrato di parole che appaiono
rimescolate in base a una chimica sofisticata che coinvolge prima di tutto la
lingua: spesso oscura, talvolta più limpida, sempre icastica. Il risultato è una
sorta di autoritratto intellettuale in cui è esplicitato il punto di vista
dell'autore su temi importanti e definitivi quali il tempo come inganno, la
letteratura come ispirazione, l'inevitabile passaggio delle stagioni. Tante le
citazioni presenti fra le pagine e tanta l'autoironia per un'opera
caratterizzata più che mai da uno stile improntato alla concisione e
all'arguzia. Con questo libro, Valentino Zeichen dà prova
di grande eclettismo: accanto a testi brevi, composti in un periodo precedente,
troviamo testi più lunghi e altri persino narrativi per uno straordinario
compendio di poetica saggezza.
ibs
L’ALTRO MAJAKOVSKIJcon Mirko Feliziani e Valentino
Zeichen
La gran parte dei fans occidentali di Majakovskij e dell’utopia rivoluzionaria
hanno creduto che il poeta si fosse ucciso poiché oppresso dall’ottusità dei
burocrati sovietici, i quali gli impedivano di continuare a fare dello
sperimentalismo letterario e, per l’involuzione estetica generale della
rivoluzione d’ottobre. Lui, Majakovskij! Cantore di Lenin, del compagno Stalin,
dei trionfi elettrici e siderurgici dei Soviet, era sopravvissuto a tutti gli
altri poeti. Solo l’amore poteva far deragliare la fede del poeta, farlo uscire
dai binari dell’ideologia. - VZ
armunia.eu
Neomarziale
Tra i poeti d'oggi, Valentino Zeichen è un personaggio fuori dal
comune: per il suo modo anticonformista e bohémien di vivere, per quel suo
essere affabulatore vivace e malinconico. Al di là di questo, è conosciuto
soprattutto per la sua poesia che ha il pregio della chiarezza comunicativa,
come conferma questa ultima raccolta di versi.
liberonweb.com
.......potrebbe sembrare
irriverente verso il grande maestro della satira antica, ma che invece riflette,
come un gioco di specchi, la natura di questo nostro singolare poeta, elegante e
antiretorico nella sua parvenza esibitoria, in possesso di una percezione della
realtà che lo conduce, sempre e direttamente, verso l’immediatezza della parola,
senza false cornici.
www.iltempo.it
IL
TEMPO DELLA POESIA
Zeichen si aggira da decenni negli oggetti della
società moderna
e della vita quotidiana
ma solo ora sembra aver individuato con
particolare intelligenza poetica
excités à en devenir érectiles
ses tétons se font pointus au point
de ressembler aux appendices charnels
des globes lumineux liberty ...
je crains que ces têtes de lecture grossières
ne rayent mes disques
Valentino Zeichen
Poésies d'abordage
Royaumont éd., 1989
Prétexte 14/15
L'Univers de Valentino Zeichen représente l'un des espaces les plus
originaux de la poésie italienne actuelle
Le poète,
écrit Adriana Pilia dans sa préface au recueil, y «chatouille de mots, jusqu'au lapsus, la
forteresse tacite des attitudes, gestes, regards et opinions». La poésie de
Zeichen fonctionne en effet sur un
système d'expansion sans fin. La matière brute observée et vécue -le plus
souvent les rapports
homme-femme - semble se refléter par bribes dans une écriture qui joue une
géométrie ambiguë, un chant «laissant
derrière lui l'abîme / d'un corps dénudé / qui sidère l'amateur de paysages».
Les historiettes
individuelles et collectives se succèdent, en un certain nombre de moments
éclatés, de petites fictions
burlesques, au gré de voyages, de villes parcourues, de personnes rencontrées. Cela pourrait n'être
qu'un panel lyrique et existentiel, comme chez tant d'autres poètes, mais chez Zeichen, le travail
poétique se moque des espérances néo-réalistes. Partant le plus souvent d'une situation banale,
puis d'une métaphore qu'il va filer jusqu'à l'excès de sens, le poète ne peut s'empêcher de
déconstruire l'image qu'il met en place, par quelques piques humoristiques, mots
d'ironie ou jeux de langage.
La grandeur des sentiments, le rêve d'amour, et l'érostisme même, prégants dans
ces pages, n'apparaissent
plus dès lors comme le but esthétique du poème mais bien plutôt comme le lieu d'origine qu'une
chute comique va faire descendre de son piedestal idéal :
«j'ai absorbé du
Buscopan. / L'antispasmodique
a stoppé les contractions musculaires / dominant mes souffrances amoureuses / jusqu'à les
anéantir cruellement / et marmoriser le processus digestif / en nausées, sueurs
froides d'agonie ;
tortillements et similitudes. // Devant la perspective de laisser à l'ingénue / le soupçon d'une part légale
d'héritage /
qui l'aurait embellie de tristesse, et le tiers restant
/ aux
auteurs les moins futés de
l'autopsie, / je me suis décidé à la résurrection / pour les sauver de toute
équivoque».
Pour autant, si l'anti-lyrisme
et l'humour noir détruisent la «parade ROMANtique», l'étude que Zeichen mène sur les
rapports amoureux n'en est pas moins des plus saillantes. Ainsi de la
«puérilité
des regards masculins /
découp[ant] le corps féminin / en lucratifs détails qui, dans un imaginaire lubrique / dénué de
sens esthétique, / s'enflent jusqu'à la démesure», ou des femmes qui «se
regardent de travers /.../ s'embrochent
l'une l'autre / d'invisibles traits / empoisonnés d'allusions», pour conclure que «parmi les
degrés de la sensibilité masculine / manque celui de l'investigateur / qui
saurait démasquer les
femmes / comme le font leurs compagnes».
Lire Zeichen, c'est alors prendre
plaisir à se laisser aller au
jeu des allusions et des énigmes qui parsèment notre existence - et nos rencontres,
amoureuses ou non - sans que nous soyons toujours prêts ou aptes à les décripter.
Lionel Destremau
pretexte.club.fr
forse il suo vero nome e Giuseppe Mario Moses
?
Valentino Zeichen sometimes wrongly spelled Zaichen.....
Zeichen's origins are somewhat
obscure, and his year of birth is dubious. In German language the word Zeichen
means "sign", and has been suggested that his true name would be Giuseppe Mario
Moses, an almost certainly Jewish surname. Zeichen, however, negated this theory.
Born in Fiume, the
son of an Italian-speaking Dalmatian gardener, Zeichen moved with all his family
to Parma as a refugee, since his native land was annexed by Yugoslavia after the
end of World War II. In 1950 they moved to Rome, where Zeichen currently still
lives in a self-made house next to Via Flaminia.
He began to write poems at the age of 18, influenced by surrealist authors like
Breton and Prévert. His first work was published in 1969 on the literary review
Nuova Corrente. Zeichen's first novel, Tana per tutti, was released in 1983.
Zeichen's poetry has been praised for his quick catch on the reader, and the
subtle sense of humour underlining it. He is considered among the finests poets
today in Europe. A literary award entitled to him
the Premio Zeichen is held every December in Rome: Zeichen himself is the only
member of the jury.
www.answers.com
http://en.wikipedia.org
INTERVISTA
La mia famiglia è dell'Istria. Siamo adriatici dalmati. Mio padre era
giardiniere ad Abbazia, vicino a Fiume. Siamo andati via dopo la guerra,
perdendo tutto. Prima a Parma, dove eravamo trattati con ostilità perché
stranieri, poi qui, a Roma, nel 1950. Mio padre ha trovato una vecchia stalla a
Villa Borghese e l'ha riadattata. Mia madre era già morta da tempo e mio padre
si è risposato. Faceva fatica a starmi dietro. Ero inquieto, instabile, scappavo
sempre. Sono stato tre anni a Firenze in una casa di rieducazione. Lì ho
studiato un po', chimica, ma soprattutto leggevo. La biblioteca del reclusorio
aveva tanti libri. Li divoravo .....
C'è un crollo nella mia vita. La morte di mia madre, quando avevo cinque anni,
poi la cacciata da Fiume, dopo la guerra; eravamo dei profughi. La vita che ho
fatto, questa casa... Non so bene cosa sia questo crollo. Un fallimento
personale? Forse .......
Non ho soldi, non ho una pensione, scrivo poesie
su commissione. Certo, sono leggero perché sono veloce, so sintetizzare. Volevo
rimanere giovane, ma alla fine c'è la resa dei conti. Eppure sono sempre un
vecchio ragazzo
marco belpoliti . lastampa.it
la poesia ha ancora una funzione nella nostra epoca?
Sempre di più. L’incedere del futuro aumenta
il passato e diminuisce il tempo disponibile. In una vita non riusciamo a
leggere milioni di libri, dobbiamo operare una selezione estrema. La poesia,
al contrario del pazzo e del saggio, si adatta ai ritmi del computer e di
Internet. Che non uso, ma seguo con attenzione. marco ferrazzoli - almanacco.rm.cnr.it
«C’è una meteorologia delle passioni che variano con il
tempo, gli anni, i luoghi»
«Quella meravigliosa perturbazione rotante che questa settimana ha turbato tutta
l’Italia con improvvisi piovaschi, rasserenamenti, oscurità impreviste ha dato
nel cielo un’idea di quello che può accadere nell’animo dei poeti». Dunque ci
possono essere anche momenti di sereno, cioè di latitanza delle passioni.
aetnanet.org
Premio di
poesia
VALENTINO ZEICHEN
Zeichen è giudice unico della giuria
PREMIO
ANNUALE - ROMA
dal 2006
La Poesia Come un ricorrente duplicato di Big Bang
simula la nascita dell'universo
a sua differenza possibile figlia d'ignoti.
Ella ha madre sebbene svagata
espulsa in un baleno dall'ispirata origine e
subito estranea all'istantanea matrice creativa.
La poesia: annodate interiora.
Si dipana nella prosaicità della lingua
e lascia scorgere allettanti Aleph
dall'inafferrabile momentaneità
gli accostamenti accidentali
fra le lingue ancora brulicanti
l'apparentano agli invertebrati
i nodi vengono al pettine dello stile
e il poeta
deve alla sua perizia di fisiologo
il taglio dei versi.
Senza offendere le sinapsi semantiche
riconduce a capo i misurati segmenti
comparabili agli esagrammi
delle divinazioni King.
Ogni volta che la mimesi creativa ricomincia
si ripropone il dilemma: il mondo
deve supporsi creato in versi
come ventilano le scritture oppure
si tratta di opera in prosa evoluzionistica?
Nel dubbio aporistico
applichiamo alla creazione
l'analisi stilistica.
Viviamo in tempo di ideologie
c’è estremo
bisogno di cose Alte, c’è bisogno del senso religioso e spiritualità, di
approccio mistico.
Dobbiamo ripristinare il rapporto con l’Assoluto, tornando all’Invisibile.
Dobbiamo rimettere nell’economica il rapporto con l’Invisibile. informazione.it