valentino zeichen

 

 

 

poeta contemporaneo

giramondo dai mille mestieri

ironico ed acuto osservatore

nomade di sé stesso

ultimo commovente IRONico

cammina per la sua roma

con sandali francescani

e vive in una 'baracca' 

mangia alla mensa dei ricchi

che lo invitano

perchè - dice - amo il buon cibo.

un poeta 'diverso' dei nostri tempi

 

 rai tre  'le storie' - di  corrado augias, suo amico

 

 

Un dandy, un flaneur, un neo liberty, un francescano, un neoclassico beffardo, un Gozzano dopo la scuola di Francoforte, un asburgico a Roma, Valentino Zeichen è un poeta che attrae da subito perché sembra una figura d'altri tempi e che conquista per la bellezza di versi che sono solidamente, densamente radicati nella contemporaneità e nelle sue contraddizioni.
www.fazieditore.it


Il poeta profugo, il dandy baraccato, il Lord Brummel della miseria urbana scava a cuore aperto nella radice storico-biografica del suo mito; racconta la sua odissea di sradicato ed esule in patria.
www.radio.rai.it

 

 

questa società dei poeti se ne frega

la spiritualità conta meno di niente
www.libuk.com

 

 

La poesia è sempre secondo me una catastrofe del sentimento

almeno quando ti misuri con le rovine perché tutto è così irrimediabile tutto ormai è già avvenuto.      C'è solo lo spirito bisogna salvarlo. quindi lo spirito necessita di pronti interventi bisogna essere la croce rossa che salva lo spirito morente, agonizzante.

www.fazieditore.it/scheda_autore.aspx?A=299

 

www.fazieditore.it

 


la bocca della verità


se per i visionari del plenilunio
quella non è la testa di oceano
e neanche un chiusino di scolo,
la bocca della verità è
forse un sole senescente,
una stella di neutroni.
alla prova del vero
la leggenda vuole che
vi si infili la mano
lasciandola in pegno,
e qualora s’è mentito
la bocca la divori!
ma sempre la restituisce,
perché? le verità soggettive
sono false, non verificabili,
le scientifiche, verosimili.
avete mai visto quella bocca
divorare una teoria?

 

piazza di spagna

ex porto di ripetta -piante facsimili


di piazza di spagna
la scalinata ha pianta
a forma di farfalla
che per magia di specchi
sembra s’involò altrove
col suo calco riflesso
verso un gemello progetto.
anche la scalettata
farfalla di marmo
dell’ex porto di ripetta
ha spiccato il volo.
causa una piena del tevere
la barcaccia s’è arenata

in piazza di spagna,
e là è rimasta, semisommersa.
l’architetto alessandro specchi
ha riflesso appena un miraggio

 

 

Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio  

è uno dei più sorprendenti libri di poesia pubblicati in Italia in questi anni. Un libro unitario, sorretto da un’idea di fondo che lo innerva pagina dopo pagina, poesia dopo poesia, invenzione dopo invenzione, arguzia dopo arguzia. Roma e la “ROMANItà” nei secoli, Roma e quanto sopravvive di Roma, Roma come appare a chi – pellegrino, viandante o turista – vi capiti oggi, Roma e la sua immagine bifronte, antica e moderna, accogliente e crudele, struggente e carica di una bellezza malinconica e troppo piena. Valentino Zeichen, il più estroso e irregolare tra gli scrittori italiani, con Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio ha scritto il suo libro più coraggioso e compiuto che, oltre alle caratteristiche già note di poeta ironico e sempre controcorrente, ne rivela il pensiero robusto e la grande capacità di costruzione e struttura. Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio è un libro sulla bellezza e sul tempo che passa, un omaggio comico e malinconico all’idea stessa di civiltà e mondo occidentale di cui la città eterna è simbolo ed emblema fisico e sentimentale.  

bol.it

ebookexpress.com 

 

Le poesie di Zeichen

Due esemplari di purissima razza incrociata si avvicinano abbaiando, come se volessero sbranare chiunque osi curiosare. Valentino Zeichen, allora, si affaccia sull’uscio sciorinando il solito slogan rincuorante dei cinofili: “No, stanno scodinzolando, non mordono”. Nemmeno Zeichen vanta pedigree particolari. Anzi, in quanto esule (fiumano) è un po' un uomo senza razza, senza terra. E senza casa, perché quella dove vive è una costruzione realizzata con materiali alquanto eterogenei, priva di porte (salvo quella di ingresso), con un lucernaio chiuso da una coperta e l’arredo composto in gran parte da brande addossate alle pareti. Pur essendo uno dei nostri massimi poeti, Zeichen vive così, in quella che un tempo veniva definita “dignitosa povertà”. “Carmina non dant panem”. Anzi, senza esagerare: ciò che la poesia non consente sono l’appartamento di lusso, gli abiti griffati, l’automobile, il cellulare, il computer. Tutte cose di cui si può fare a meno, certe volte, se si vuol restare davvero indipendenti. E che io lo sia non lo può negare nessuno”, rivendica orgogliosamente Zeichen. “Roma dai tre volti” La “quasi casa” zeicheniana si trova a Roma, in un angolo di quartiere Flaminio a cui catasto e piani regolatori si sono misteriosamente dimenticati di dare un proprietario e una destinazione. Zeichen, insieme con qualcun altro (per esempio i padroni dei cani, due ragazzi suoi vicini) l’ha occupato, trovandoci una sistemazione “definitivamente provvisoria”: luce, acqua e telefono ci sono, il riscaldamento no. Forse proprio perché è una specie di ospite tollerato, Zeichen a Roma si sente ancora un turista. “Cerco di vederla con gli occhi di uno straniero. D’altronde è una città così varia, ce n’è una imperiale, una cattolica, una umbertina. E poi quella fascista dell’EUR, quella del dopoguerra”....

“Il problema è soprattutto che anche le grandi case ti pubblicano con intervalli lunghissimi. Io invece scrivo ogni volta che mi sento. Io ci credo, all’ispirazione: secondo me è l’eredità che gli dei ci hanno lasciato andandosene, un pulviscolo che qualche volta ancora si posa sugli uomini”

Il poeta Valentino Zeichen invitato portoghese di Marco Ferrazzoli - Il Borghese   -   www.libuk.com


 

 

per l'ipnotico cromatico
la turista allunga la mano
per afferrare la magia
sfiora la pittura fresca
e s'impolvera le dita

80 poesie, 80 acquerelli dedicati a Roma, la citta che "ti fa sentire postumo",

nel tentativo di smascherare il mistero di tanta inquietante bellezza     

www.stradanove.net           http://www.lietocolle.it

 

 

Un libro unitario, sorretto da un'idea di fondo che lo innerva pagina dopo pagina, poesia dopo poesia, invenzione dopo invenzione, arguzia dopo arguzia. Roma e la "ROMANItà" nei secoli, Roma e quanto sopravvive di Roma, Roma come appare a chi vi capiti oggi, Roma e la sua immagine bifronte, antica e moderna, accogliente e crudele, struggente e carica di una bellezza malinconica e troppo piena. Questo volume di poesie è un libro sulla bellezza e sul tempo che passa, un omaggio all'idea di cività e mondo occidentale di cui la città eterna è simbolo ed emblema fisico e sentimentale.    http://www.libreriauniversitaria.it/

 

Passeggiate DVD 2004
Valentino Zeichen racconta in un video, attraverso le sue poesie, i suoi ricordi e la sua incredibile conoscenza della storia di Roma, i luoghi della città dove vive da sempre. Luoghi che sono essi stessi tema centrale e fonte d'ispirazione della sua ultima e fortunata raccolta poetica Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio, allegata al video, che costituisce a tutt'oggi forse il vertice assoluto dell'opera poetica  di Zeichen.    Con il suo caratteristico spirito caustico e brillante, Zeichen ci accompagna in una personalissima "passeggiata" attraverso Roma

www.italialibri.org/

 

 

Valentino Zeichen   con Aldo Palazzeschi 

 

[Palazzeschi legge Anche la morte ama la vita, da Via delle cento stelle; Visita di protocollo da Cuor mio; Zeichen legge di Palazzeschi E lasciatemi divertire, da L’Incendiario (ora in Tutte le poesie, a cura di A. Dei, Meridiani Mondadori); di se stesso Cieli e soffitti ROMANI, da Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (Fazi)]

 

 

ascolta    I parte - II parte

www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/occasioni/letture.htm

 

 

    AUDIOVIDEO - POESIE   


La chiave gira nella toppa
simile a un apriscatole e
scoperchia la latta
È l’amica che apre
e mi sorprende a letto
con un’altra donna
Guarda e sì ritrae
come in presenza
d’un cibo avariato
Piange e richiude
la porta metallica
Mi ripeto...

il mio Cuore è sempre stato
come la porta girevole
d’un albergo a ore
dove si poteva entrare
e pernottare a piacere
ri_uscire in incognito
e senza rimpianti
Ora
vorresti istallare
una porta nel vuoto e 
mettere una serratura di marca all’aria ?

 

 

A PIAZZA DEL POPOLO

 

A PIAZZA DEL POPOLO
MI ACCOSTO ALLA VASCA
DI FIANCO ALLA CASERMA,
NEL RINFRESCARMI IL VISO
ALLA BOCCHETTA
MI AVVEDO DI TENERE
TRA LE MANI E
L’ACQUA CORRENTE
I TRATTI DEL VOLTO
DI CHI FU SEPOLTO
IN QUEL SARCOFAGO

 

 

 

APOCALISSE PER ACQUA


APOCALISSE PER ACQUA
PER LA COMUNE SOPRAVVIVENZA,
DITE ADDIO AI LUOGHI ESOTICI,
E FATE SOLENNE PROMESSA

DI NON RIVEDERLI MAI PIÙ
AFFINCHÉ LE SCIE DEI JET

NON SFREGINO ANCORA IL CIELO,

INTOSSICANDO GLI ANGELI
CHE VOLANO A QUELLE QUOTE.
POICHÉ VI HANNO SOTTO POSTO
AL LAVAGGIO DEL CERVELLO
MALEDIRETE

L'IMPOSTURA DEL BIANCO
E L'INDOTTA FOBIA DELLO SPORCO.
STRAMALEDIRETE IL BAGNOSCHIUMA,
LO SHAMPOO E LO SCIALACQUARE
DETERSIVI NEL MARE
CHE ARROSSISCE PER PUDORE.
E IN CALCE VI MALEDIRANNO

LE FUTURE GENERAZIONI.

ANALOGIE MUSICALI


L'INFUSIONE MUSICALE NAZISTA
SCAVÒ DENTRO OGNI TEDESCO
UN PICCOLO AUDITORIUM
E NE INGRANDÌ L'ANIMA
AFFINCHÈ I SUONI SI ARMONIZZASSERO
CON LA MUSICA INTERIORE
SINCRONIZZATA CON LE
MARCE DEI PANZER, POI,
TRIONFÒ LILÌ MARLEEN.

 

UNA MENTALITA'

A "MONTE" RISIEDE IL VIZIO
DELLA MENTALITÀ MAFIOSA.
LA MAFIA NON STA SOLO
NEGLI ODIOSI CRIMINI,
MAFIA È ANCHE SOTTINTESO,
SOTTERFUGIO CHE SI INSINUA
NELLE ABITUDINI LINGUISTICHE
DI INCONSAPEVOLI ONESTI.
MAFIA È INTERDIZIONE
A COMUNICARE, CENSURA;
È INCENTIVO AFFINCHÉ
SOSPETTO E DIFFIDENZA
CANCELLINO OGNI VERITÀ.
MAFIA È TRASCURARE I MURI
PRIVANDOLI DELL'INTONACO,
LASCIARE

CHE LE CARTACCE VOLINO
E CHE LA LORO OMBRA
IMBRATTI LA TERRA;
ABBANDONARE I "VUOTI A PERDERE"
E LE DEFORMI PLASTICHE
QUALE RITRATTO DEL DEGRADO.
UOMO DAI DOPPI FINI,
RICERCA LO SCAMBIO
DI PENSIERI "FRANCHI",
IN ZONA "FRANCA" DEL PENSIERO;
PURTROPPO, QUESTO È IL SOLO
DEBOLE, ANTIDOTO AL MALE.
RACCOGLI LE CARTACCE
E OGNI ALTRA VARIETÀ DI RIFIUTI;
DI TUA INIZIATIVA
SPAZZA LA STRADA PUBBLICA,
INTONACA,
E NON SARÀ DEL TUTTO VANO.  

L'ALTRA METÀ


NELLA MOLTITUDINE DI CONTENITORI
CHE POPOLANO IL MONDO INVIDIAMO
QUELLE MEZZE SCATOLE AVVITABILI
CHE PER UN INCONTRO FORTUITO

HANNO RICONOSCIUTO NEL COPERCHIO
L'ALTRA METÀ MANCANTE.
EVENTO MITICO RICORRENTE NEI SOGNI
CHE NON HA MAI LUOGO IN VITA

NÉ PER OGGETTI GLI UMANI,
RISULTANDO SEMPRE VANE LE RICERCHE
INTRAPRESE, SENZA CONTARE LE SPESE.

  

  SAPONETTE 


SGUSCIANTI SAPONETTE PROFUMATE,
GUIDATE DALLE MIE MANI,
INSAPONANDO IL TUO NUDO
SCHIUMANDO PICCOLE BOLLE D’ARIA,
CHE PER EQUIPAGGIO PILOTA

HANNO "ISTANTI" DELLA BELLEZZA IN FUGA.
COMPARABILI A TAVOLETTE DI SCRIBA
SALVATESI NEL NAUFRAGIO DELL’AMORE
DALLE TORBIDE ACQUE DEL BAGNO.
STANNO IN SECCA SUL PORTA SAPONE,
CON LE DICITURE CONSUNTE;

LE CREPE CHE LE CORRUGANO
PREFIGURANO QUELLE DEI CORPI.
NON OSO MANOMETTERLE,
COME SE MI VEDESSI OSSERVATO
DAL CUSTODE D’UN MUSEO EGIZIO,
MA VORREI LAVARMI LE MANI... 

 

 



Valentino Zeichen   italy 1938 – fiume
Valentino Zeichen has lived in Rome since he was twelve, although he spent the greater part of h
is younger years hitchhiking around Europe and Africa. His first major publication, Area di rigore, dates from 1974. It was followed by several more, at intervals of four to five years.
Metafisica tascabile (Pocket-sized Metaphysics, 1998), has provided his selection for this year’s Poetry International festival. His latest collection, Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (All Things Said Goodbye To All Things), an ironical guide to Rome, may not be ready in time for the festival.
Zeichen, inveterate lounger as he is, picks much of his poetry up from the street, but for him the anecdote is not enough. His report of a flirt with a lovely tourist soon turns into a prayer to the unapproachable muse. Similarly, stories he finds on the science page of his newspaper, about cloning, molecular modification, the mechanistic world view, are no more than starting points, introductory metaphors for new quests for the essence of life. But he serves them up with tongue firmly in cheek. Zeichen is seen by many as a somewhat frivolous poet – the art of ‘light verse’ is still foreign to Italy – but he says he can live with that. He has his admirers, too.

Karel van Eerd      Translated from Dutch by Ko Kooman   .......     

http://international.poetryinternationalweb.org

 

 

Valentino Zeichen

SEMBRA AVER FATTO RITORNO DAL " DESERTO DELLA PAGINA BIANCA, dove ero disperso "

..... uno tra i maggiori poeti italiani contemporanei, di nuovo pronto a proporre l'ironia che da sempre caratterizza i suoi versi, il paradosso verbale come chiave di lettura comica e malinconica allo stesso tempo.  Nativo di Fiume vive a Roma da ormai cinquant'anni, il poeta, e la guarda innamorato e beffardo, commosso poi critico, in ogni  caso sempre coinvolto, legato al fulcro secolare della società occidentale di cui canta la storia e la forma.

www.stradanove.net/news/testi/libri-00a/lacac2704001.html

 


2009

L’ALTRO MAJAKOVSKI

2006
Neomarziale
2004
Passeggiate ROMANE. Con DVD
Poesie. 1963-2003
2002
Matrigna
2000
Carla Accardi. Pietrose distanze
Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio
1997
La metafisica tascabile

 

ibs.it

lietocolle.it

unilibro.it


L’ALTRO MAJAKOVSKIJ con Mirko Feliziani e Valentino Zeichen
La gran parte dei fans occidentali di Majakovskij e dell’utopia rivoluzionaria hanno creduto che il poeta si fosse ucciso poiché oppresso dall’ottusità dei burocrati sovietici, i quali gli impedivano di continuare a fare dello sperimentalismo letterario e, per l’involuzione estetica generale della rivoluzione d’ottobre. Lui, Majakovskij! Cantore di Lenin, del compagno Stalin, dei trionfi elettrici e siderurgici dei Soviet, era sopravvissuto a tutti gli altri poeti. Solo l’amore poteva far deragliare la fede del poeta, farlo uscire dai binari dell’ideologia.    -   VZ

armunia.eu

 

Neomarziale  
Tra i poeti d'oggi, Valentino Zeichen è un personaggio fuori dal comune: per il suo modo anticonformista e bohémien di vivere, per quel suo essere affabulatore vivace e malinconico. Al di là di questo, è conosciuto soprattutto per la sua poesia che ha il pregio della chiarezza comunicativa, come conferma questa ultima raccolta di versi.
www.liberonweb.com
 

.......potrebbe sembrare irriverente verso il grande maestro della satira antica, ma che invece riflette, come un gioco di specchi, la natura di questo nostro singolare poeta, elegante e antiretorico nella sua parvenza esibitoria, in possesso di una percezione della realtà che lo conduce, sempre e direttamente, verso l’immediatezza della parola, senza false cornici.     www.iltempo.it

 

 

IL TEMPO DELLA POESIA

Zeichen si aggira da decenni negli oggetti della società moderna e della vita quotidiana,

ma solo ora sembra aver individuato con particolare intelligenza poetica la

 superficializzazione postmoderna del tempo.

www.adrart.it/Spazlett/zeichen.htm

 

 

excités à en devenir érectiles
ses tétons se font pointus au point
de ressembler aux appendices charnels
des globes lumineux liberty ...
je crains que ces têtes de lecture grossières
ne
rayent mes disques

Valentino Zeichen

Poésies d'abordage
Royaumont éd., 1989

Prétexte 14/15

 

L'Univers de Valentino Zeichen représente l'un des espaces  les plus originaux de la poésie italienne actuelle

Le poète, écrit Adriana Pilia dans sa préface au recueil, y «chatouille de mots, jusqu'au lapsus, la forteresse tacite des attitudes, gestes, regards et opinions». La poésie de Zeichen fonctionne en effet sur un système d'expansion sans fin. La matière brute observée et vécue -le plus souvent les rapports homme-femme - semble se refléter par bribes dans une écriture qui joue une géométrie ambiguë, un chant «laissant derrière lui l'abîme / d'un corps dénudé / qui sidère l'amateur de paysages».

Les historiettes individuelles et collectives se succèdent, en un certain nombre de moments éclatés, de petites fictions burlesques, au gré de voyages, de villes parcourues, de personnes rencontrées. Cela pourrait n'être qu'un panel lyrique et existentiel, comme chez tant d'autres poètes, mais chez Zeichen, le travail poétique se moque des espérances néo-réalistes. Partant le plus souvent d'une situation banale, puis d'une métaphore qu'il va filer jusqu'à l'excès de sens, le poète ne peut s'empêcher de déconstruire l'image qu'il met en place, par quelques piques humoristiques, mots d'ironie ou jeux de langage. La grandeur des sentiments, le rêve d'amour, et l'érostisme même, prégants dans ces pages, n'apparaissent plus dès lors comme le but esthétique du poème mais bien plutôt comme le lieu d'origine qu'une chute comique va faire descendre de son piedestal idéal : «j'ai absorbé du Buscopan. / L'antispasmodique a stoppé les contractions musculaires / dominant mes souffrances amoureuses / jusqu'à les anéantir cruellement / et marmoriser le processus digestif / en nausées, sueurs froides d'agonie ; tortillements et similitudes. // Devant la perspective de laisser à l'ingénue / le soupçon d'une part légale d'héritage /

qui l'aurait embellie de tristesse, et le tiers restant / aux auteurs les moins futés de l'autopsie, / je me suis décidé à la résurrection / pour les sauver de toute équivoque».

Pour autant, si l'anti-lyrisme et l'humour noir détruisent la «parade ROMANtique», l'étude que Zeichen mène sur les rapports amoureux n'en est pas moins des plus saillantes. Ainsi de la «puérilité des regards masculins / découp[ant] le corps féminin / en lucratifs détails qui, dans un imaginaire lubrique / dénué de sens esthétique, / s'enflent jusqu'à la démesure», ou des femmes qui «se regardent de travers /.../ s'embrochent l'une l'autre / d'invisibles traits / empoisonnés d'allusions», pour conclure que «parmi les degrés de la sensibilité masculine / manque celui de l'investigateur / qui saurait démasquer les femmes / comme le font leurs compagnes».

Lire Zeichen, c'est alors prendre plaisir à se laisser aller au jeu des allusions et des énigmes qui parsèment notre existence - et nos rencontres, amoureuses ou non - sans que nous soyons toujours prêts ou aptes à les décripter

Lionel Destremau       pretexte.club.fr

 

 

 


forse il suo vero nome e  Giuseppe Mario Moses   ?  

Valentino Zeichen sometimes wrongly spelled Zaichen.....

Zeichen's origins are somewhat obscure, and his year of birth is dubious. In German language the word Zeichen means "sign", and has been suggested that his true name would be Giuseppe Mario Moses, an almost certainly Jewish surname. Zeichen, however, negated this theory.
Born in Fiume, the son of an Italian-speaking Dalmatian gardener, Zeichen moved with all his family to Parma as a refugee, since his native land was annexed by Yugoslavia after the end of World War II. In 1950 they moved to Rome, where Zeichen currently still lives in a self-made house next to Via Flaminia.
He began to write poems at the age of 18, influenced by surrealist authors like Breton and Prévert. His first work was published in 1969 on the literary review Nuova Corrente. Zeichen's first novel, Tana per tutti, was released in 1983.
Zeichen's poetry has been praised for his quick catch on the reader, and the subtle sense of humour underlining it. He is considered among the finests poets today in Europe. A literary award entitled to him

the Premio Zeichen is held every December in Rome: Zeichen himself is the only member of the jury.

www.answers.com
http://en.wikipedia.org

INTERVISTA
La mia famiglia è dell'Istria. Siamo adriatici dalmati. Mio padre era giardiniere ad Abbazia, vicino a Fiume. Siamo andati via dopo la guerra, perdendo tutto. Prima a Parma, dove eravamo trattati con ostilità perché stranieri, poi qui, a Roma, nel 1950. Mio padre ha trovato una vecchia stalla a Villa Borghese e l'ha riadattata. Mia madre era già morta da tempo e mio padre si è risposato. Faceva fatica a starmi dietro. Ero inquieto, instabile, scappavo sempre. Sono stato tre anni a Firenze in una casa di rieducazione. Lì ho studiato un po', chimica, ma soprattutto leggevo. La biblioteca del reclusorio aveva tanti libri. Li divoravo  .....       C'è un crollo nella mia vita. La morte di mia madre, quando avevo cinque anni, poi la cacciata da Fiume, dopo la guerra; eravamo dei profughi. La vita che ho fatto, questa casa... Non so bene cosa sia questo crollo. Un fallimento personale? Forse .......

Non ho soldi, non ho una pensione, scrivo poesie su commissione.    Certo, sono leggero perché sono veloce, so sintetizzare. Volevo rimanere giovane, ma alla fine c'è la resa dei conti. Eppure sono sempre un vecchio ragazzo
marco belpoliti . lastampa.it

 

 

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=zY4RZS86q1M

http://video.google.it/videosearch?hl=it&q=valentino%20zeichen&oq=&um=1&resnum=4&ie=UTF-8&sa=N&tab=wv#

 

VZ IN GIRO PER LA CITTA'    

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poesia veloce come internet

la poesia ha ancora una funzione nella nostra epoca?
Sempre di più. L’incedere del futuro aumenta il passato e diminuisce il tempo disponibile. In una vita non riusciamo a leggere milioni di libri, dobbiamo operare una selezione estrema. La poesia, al contrario del pazzo e del saggio, si adatta ai ritmi del computer e di Internet. Che non uso, ma seguo con attenzione.
marco ferrazzoli - almanacco.rm.cnr.it

 

«C’è una meteorologia delle passioni che variano con il tempo, gli anni, i luoghi»
«Quella meravigliosa perturbazione rotante che questa settimana ha turbato tutta l’Italia con improvvisi piovaschi, rasserenamenti, oscurità impreviste ha dato nel cielo un’idea di quello che può accadere nell’animo dei poeti». Dunque ci possono essere anche momenti di sereno, cioè di latitanza delle passioni.

aetnanet.org

 

Premio di poesia

VALENTINO ZEICHEN

Zeichen è giudice unico della giuria

PREMIO  ANNUALE - ROMA

dal 2006

 

 

La Poesia
Come un ricorrente duplicato di Big Bang
simula la nascita dell'universo
a sua differenza possibile figlia d'ignoti.
Ella ha madre sebbene svagata
espulsa in un baleno dall'ispirata origine e
subito estranea all'istantanea matrice creativa.
La poesia: annodate interiora.
Si dipana nella prosaicità della lingua
e lascia scorgere allettanti Aleph
dall'inafferrabile momentaneità
gli accostamenti accidentali
fra le lingue ancora brulicanti
l'apparentano agli invertebrati
i nodi vengono al pettine dello stile

e il poeta deve alla sua perizia di fisiologo
il taglio dei versi.
Senza offendere le sinapsi semantiche
riconduce a capo i misurati segmenti
comparabili agli esagrammi
delle divinazioni King.
Ogni volta che la mimesi creativa ricomincia
si ripropone il dilemma: il mondo
deve supporsi creato in versi
come ventilano le scritture oppure
si tratta di opera in prosa evoluzionistica?
Nel dubbio aporistico
applichiamo alla creazione
l'analisi stilistica.

 

 

Viviamo in tempo di ideologie

c’è estremo bisogno di cose Alte, c’è bisogno del senso religioso e spiritualità, di approccio mistico.
Dobbiamo ripristinare il rapporto con l’Assoluto, tornando all’Invisibile.
Dobbiamo rimettere nell’economica il rapporto con l’Invisibile.

informazione.it

 

 


 

 

links

http://www.adrart.it/Spazlett/poesia/poetazeichen.htm

http://www.librairie-compagnie.fr/italie/auteurs/z/zeichen.htm

http://www.poesia.it/

http://www.rottanordovest.com/

http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_zeichen.htm

http://www.girodivite.it/antenati/xx3sec/zeichen/lapoesia.htm

http://www.kataweb.it/libri/

 

 

 

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