jean guitton

Pierre Teilhard de Chardin

 

 

 

Pierre Teilhard de Chardin

sarcenat clermont_ferrand  alvernia 1 maggio 1881 – New York 10 aprile 1955

 

intervista a jean guitton

Non si può parlare di fede e scienza nel Ventesimo secolo senza perlomeno accennare a un'altra grande figura a lei ben nota: padre Teilhard de Chardin. Lei ha scritto, nel suo libro Chaque jour que Dieu fait: «Non oso dirlo, ma potremmo augurarci un futuro Teilhard-guittoniano, ovvero una sintesi tra le teorie di Teilhard, che è un genio, da un lato, e le idee di Guitton dall'altro, il quale non è un genio ma è dotato di un solido buon senso». Che cosa ha inteso dire con ciò?
Intendevo dire che sono sì per Teilhard de Chardin, a condizione di correggere le esagerazioni del suo pensiero, che tendono a uscire dal seminato rispetto alla fede cattolica. Benché nel Vangelo di San Giovanni leggiamo che Cristo afferma di essere l'Alfa e l'Omega, sino a Teilhard de Chardin Cristo è stato visto soltanto come alfa, ovvero come principio della storia umana e non come omega, ovvero come termine. La genialità di Teilhard consiste appunto nell'aver quindi collocato Cristo al centro del futuro ed è interessante notare che, con la teoria dell'evoluzione, la scienza gli ha sostanzialmente dato ragione. Teilhard ha così brillantemente risolto uno dei più gravi problemi del pensiero religioso: per il cristiano Cristo non può che essere al centro dell'universo e non già stretto entro i limiti di quel breve periodo storico che è la Rivelazione.

liberalfondazione.it - uniba.it

 

is Pope opening door to Teilhard de Chardin ?
With a quick mention of Pierre Teilhard de Chardin, Pope Benedict XVI may have signaled a willingness to explore the work of the controversial French Jesuit figure, despite widespread concerns about his orthodoxy, writes John Allen of the National Catholic Reporter. The Holy Father spoke approvingly of Teilhard's reference to the universe as a "living host" on July 2009.
catholicculture.org - 2009

Ratzinger cita il gesuita sul quale pende ancora il monitum del Sant' Uffizio  -  2009

plenaria Pontificio Consiglio cultura - esame proposta di petizione al Papa per rimozione monitum Sant’Uffizio
agensir.it - 2017

 

Teilhard de Chardin confida

Se mai mi fossi immaginato di essere io che prendevo il pane consacrato e che me ne nutrivo, oh, in quale luce comprendo ora che è lui, al contrario, che mi prende e mi attira a sE -

stpauls.it

 

 

The point of all evolution up to this stage

is the creation of a collective

organism of Mind

PTDC


L’eredità di Pierre Teilhard de Chardin a 50 anni dalla sua scomparsa

sul piano dell'interazione tra scienza e fede, Pierre Teilhard de Chardin resta una figura esemplare. Un certo numero di punti del suo pensiero, è vero, restano in questione e necessitano importanti chiarimenti anche di natura teologica. Se Teilhard non ha potuto conoscere gli sviluppi della scienza della seconda metà del ventesimo secolo, i suoi punti di vista non sono stati contraddetti. Un punto, però, si distacca dalla visione scientifica oggi dominante: Teilhard non ha acconsentito alla teoria “sintetica” dell'evoluzione, nella quale le mutazioni casuali continuano ad avere un ruolo determinante, perché egli teneva di più all'ortogenesi. Questo termine indica la presenza di una finalità nell'evoluzione, iscritta nel movimento della vita in tensione verso una realizzazione più alta. Qui c'è un punto decisivo di conflitto tra una visione riduttiva della natura e la visione cristiana legata alla nozione di Provvidenza. Su questo punto Teilhard, che non può essere sospettato di disprezzo di fronte alla scienza, è ripreso dai suoi discepoli che intendono opporsi al razionalismo e al positivismo. Egli ricorda a tutti le esigenze di una visione cristiana della creazione, nella quale l'uomo occupa un posto unico ed in cui tutto è orientato verso il Cristo.

disf.org

      

Dibattito sull'evoluzionismo
«Teilhard de Chardin non nega l’importanza della casualità di alcuni meccanismi evolutivi. Ma grazie al suo lavoro di paleontologo mette in evidenza che il fine dell’evoluzione è un muoversi verso strutture cerebrali sempre più complesse e quindi verso la coscienza. Al contrario di quello che affermano i darwinisti più radicali, l’essere pensante è necessario all’economia dell’universo. Più grave è il problema della presenza della sofferenza fin dall’inizio della vita. Questione che si affronta, a mio parere, chiedendo ai teologi una seria riflessione sulla teologia della croce. Non sembri un paradosso che ciò che per decenni è sembrato un attacco del materialismo ateo alla teologia, oggi si ricompone ai piedi della croce. Ecco alcuni buoni esempi di come di fronte a posizioni apparentemente opposte, sia importante cercare percorsi di sintesi piuttosto che lo scontro».

andrea bernardini - toscanaoggi.it   

 

Il pericolo maggiore che possa temere l’umanità

non è una catastrofe che venga dal di fuori, non è né la fame né la peste

è invece quella malattia spirituale

il più terribile perché il più direttamente umano dei flagelli

che è la perdita del gusto di vivere

PTDC

 

 

La noosfera
Il termine noosfera indica la "sfera del pensiero umano" e deriva dall'unione della parola greca "nous", che significa mente, e della parola sfera, in analogia con i termini "atmosfera" e "biosfera".
Nella teoria originale di Vladimir Vernadsky , la noosfera è la terza fase dello sviluppo della Terra, successiva alla geosfera (materia inanimata) e alla biosfera (vita biologica). Così come la nascita della vita ha trasformato in maniera significativa la geosfera, così la nascita della conoscenza ha trasformato radicalmente la biosfera. A differenza di quanto affermato dai teorici dell'ipotesi Gaia (elaborata nel 1979 da James Lovelock e Lynn Margulis) o dagli studiosi del cyberspazio, la noosfera, secondo Vernadsky, emerge nel momento in cui l'umanità, attraverso la capacità di realizzare reazioni nucleari, è in grado di trasformare gli elementi chimici.
Per Pierre Teilhard de Chardin, la noosfera è una specie di “coscienza collettiva” degli esseri umani che scaturisce dall'interazione fra le menti umane. La noosfera si è sviluppata con l'organizzazione e l'interazione degli esseri umani a mano a mano che essi hanno popolato la Terra. Più l'umanità si organizza in forma di reti sociali complesse , più la noosfera acquisisce consapevolezza. Questa è un'estensione della Legge di Complessità e Coscienza di Teilhard , legge che descrive la natura dell'evoluzione dell'universo.
Pierre Teilhard de Chardin sostenne, inoltre, che la noosfera sta espandendosi verso una crescente integrazione e unificazione che culminerà in quello che egli definisce Punto Omega, che costituisce il fine della storia.
Alcuni studiosi hanno visto Internet come un processo che sta realizzando la noosfera.

datamanager.it
 

 

 

 

The New Theology
O tuo parlar m' inganna  o il mi tenta
    
Dante -  Purgatorio XVI -  136
Other epigone of the modernist heresy, that were smarter and wicker, remained to perpetuate it and make it triumph “under the veil of strange texts”. That’s why Teilhard de Chardin explained to a Dominican Father that left the Church, that he respected his decision, but said that he would stay in the Church, to keep on fighting from within the Church.
“Basically, as you, I consider that the Church (as all alive realities, after some time) gets to a “mutation” period or a period of “necessary reforms”. After more than two thousand years, it is unavoidable… Mankind is about to change. How would the Christianity not make it? More precisely, I consider that the Reform mentioned is not an institution’s or costumes’ matter, but a matter of Faith. Well, this fundamental gesture of generation of a new Faith for the earth, I believe (and I suppose that you also have the same opinion) just Christianity can do. I am convinced about this: it is from a new Christology, extended to the organic dimensions of our new universe, that tomorrow’s religion prepares itself to come out. By saying this, (and it is right here that we disagree: but does not life go on by trials?) I have not yet found a better way for me to promote what I anticipate unless I work the reform from within [the Church]. Very sincerely (not indenting to be critical towards your attitude), I cannot see in the ROMAN trunk but a big enough and diversified enough biological sustaining to operate and to support the so-longed-for transformation. Let us work each one on his place. All that goes up, converges. Very kindly yours”

(Teilhard de Chardin, Carta, apud Itinéraires, n0 91, pp. 114-143, e apud Savoir et Servir, n0 56, p. 75.Bolded mine. And I ask you not to judge me a partisan of these magazines that I quoted).


The Religion of Man in the Modernism and in the Vatican II
Teilhard wrote

from Jersey, to his cousin Margareth Teilhard, on April 8, 1919:
"He [Auguste Valensin] told me that, about the universe consistence in Christo, Blondel has so audacious perspectives that he does not dare to follow him so far – however, he told me that Rousselot does not hesitate to do so.

I ignored this aspect of Blondel’s thoughts and I will ask someone to explain it to me."

(Teilhard de Chardin, Gênesis de um Pensamento, p. 347 in Blondel e Teilhard de Chardin – Correspodência comentada por Henri de Lubac, Moraes Editores, Lisboa – São Paulo, 1968, pp. 59-60).    

www.montfort.org.br/eng/papers/brescia.html     http://archive.wired.com/wired/archive/3.06/teilhard.html

 

 

Pierre Teilhard de Chardin      Sarcenat  Alvernia  1881 -  New York  1955

Paleontologo, geologo, filosofo e teologo francese.
.....è solo se l'uomo dirà sì al suo compito e alla sua responsabilità universale che l'evoluzione potrà proseguire.
Perché ciò accada è necessario che l'uomo si renda conto del valore biologico (morfogenetico) dell'azione morale e che ammetta la natura organica dei legami interindividuali. Teilhard legge anche la storia della coscienza e ancora una volta proprio nel movimento della coscienza fino ad oggi trova motivo di fede nell'avvenire dell'uomo e dell'universo: l'uomo d'oggi porta in sé, tra gli altri, Platone e Agostino ma mentre loro credevano in coscienza d'impegnare, attraverso l'esercizio del proprio pensiero e della propria libertà, una piccolissima parte di mondo quanto a spazio e durata, oggi un uomo che agisca alla massima coscienza possibile sa che la sua scelta ha una ripercussione su miriadi di secoli e di esseri viventi. Sente in se stesso le responsabilità e la forza di un Universo intero. Vi è un'azione umana che matura a poco a poco sotto la moltitudine degli atti individuali. La monade umana è da tempo costituita. Quella che si sviluppa è l'animazione (l'assimilazione) dell'universo da parte della monade, la realizzazione cioè di un pensiero umano consumato.
 
korazym.org  -  
mnhn.fr/teilhard             

gaiamind.com/Teilhard.html

 

 

 

 

Ratzinger cita il gesuita Pierre Teilhard de Chardin

Ratzinger cita il gesuita Pierre Teilhard de Chardin, sul quale pende ancora il «monitum» del Sant' Uffizio .... Benedetto XVI ha «riabilitato» Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955), il «gesuita proibito», altrimenti definito «il Darwin cattolico»: uno dei più grandi teologi del ' 900, oltre che paleontologo, tra gli ispiratori del Concilio, sul quale tuttavia pende ancora il monitum del Sant' Uffizio che il 30 giugno 1962 arrivò a esortare «tutti gli Ordinari e i superiori di Istituti Religiosi, i Rettori di Seminari e i Direttori delle Università, a difendere gli spiriti, particolarmente dei giovani, dai pericoli delle opere di Pierre Theilard de Chardin e dei suoi discepoli». Perciò bisognava vederlo, Benedetto XVI, il grande teologo che da giovane partecipò al Concilio e ha guidato l' ex Sant' Uffizio per 23 anni, mentre nella cattedrale di Aosta celebrava venerdì i Vespri ed elogiava «la grande visione che ha avuto anche Teilhard de Chardin»: l' idea paolina che «alla fine avremo una vera liturgia cosmica, e il cosmo diventerà ostia vivente». Solo una citazione, ma importante, collegata alla Lettera ai Romani, in un' omelia che il Papa non aveva scritto: parole tanto più significative perché spontanee. Già in Principi di teologia cattolica, nel 1987, l' allora cardinale aveva riconosciuto l' influenza del pensiero di padre Teilhard de Chardin nella Gaudium et Spes, la costituzione del Concilio Vaticano II sul rapporto tra Chiesa e mondo contemporaneo. Certo, da quando il Sant' Uffizio parlava di «ambiguità ed errori tanto gravi che offendono la dottrina cattolica», molta acqua è passata sotto i ponti.
Come dice Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano: «Nessuno si sognerebbe ormai di dire che è un autore eterodosso e non va studiato!». Però, fa notare il teologo Gianni Gennari, «quel monitum del Sant'Uffizio non è mai stato ritirato: Teilhard de Chardin parlava di "materia divina" e per questo fu accusato pure di panteismo! È molto significativo che Benedetto XVI dica oggi le stesse cose che il giovane teologo progressista Ratzinger avrebbe detto nel 1960: con buona pace di chi vorrebbe far credere che la Chiesa stia seppellendo il Concilio e attacca anche Karl Rahner, maestro e collega di Ratzinger». Il teologo Vito Mancuso scrisse sul Corriere una «lettera aperta» perché il gesuita francese fosse riabilitato: «Fu perseguitato per aver introdotto il metodo evolutivo nel pensiero teologico e uno sguardo ottimista, non ingenuo!, verso il mondo e la scienza: sono piacevolmente sorpreso, le parole di Benedetto XVI hanno davvero grande importanza». Gian Guido Vecchi Il filosofo Pierre Teilhard de Chardin, nato nel 1881 aOrcines, è stato un gesuita francese, filosofo e paleontologo. In vita, era noto per le sue idee di scienziato evoluzionista

aosta - vecchi gian guido - archiviostorico.corriere.it - 2009

 

 

... la mistica della materia l’aveva posseduto del resto sin da giovane, quando in devozione a un ritratto del Sacro Cuore, ne aveva visto dissolvere i contorni. Come se «la separazione tra il Cristo e il mondo circostante si fosse trasformata in una fascia vibrante in cui tutti i limiti si confondevano... vi passavano scie fosforescenti, che rivelavano un loro continuo sgorgare di vita fino alle sfere estreme della Materia». Al noviziato presso i gesuiti ad Aix en Provence nel 1899, dodici anni più tardi era seguita l’ordinazione nel Sussex. Giacché gli studenti gesuiti s’erano dovuti esiliare in Inghilterra sotto la Terza Repubblica. Ma nel frattempo aveva applicato tutte le sue altre energie alle scienze naturali. Anche in Egitto dove insegnò dal 1905 per tre anni. E fu in quest’Oriente bevuto avidamente nella sua luce, e nei suoi deserti che sentì di potersi tuffare in Dio per mezzo della Natura. Nel 1912, lavorò al laboratorio di paleontologia del Muséum d’Histoire Naturelle di Parigi e ad Altamira in Spagna. Ma poi arrivò la grande Guerra e Teilhard venne mobilitato come infermiere in un reggimento coloniale. Una medaglia al valore e il cavalierato della Legion d’onore, premiarono il suo coraggio. Dopodiché proseguì gli studi alla Sorbona e prese tre lauree in geologia, botanica e zoologia. Maître de conférence ...
Il 15 marzo 1954, durante un pranzo al Consolato di Francia, Padre Teilhard confidò ad alcuni parenti: «Desidererei morire il giorno della Resurrezione». Agli inizi del 1955 in una lettera il desiderio era già evoluto a quasi certezza: «Se non ho preso abbagli, chiedo al Signore di morire il giorno di Pasqua». E il 10 aprile 1955, in una splendida giornata, dopo aver assistito alla solenne funzione nella Cattedrale di San Patrizio, Teilhard si recò a un concerto, poi a casa di amici. Colloquiò elegante e mite, e sorseggiando il té crollò per un infarto. Era quel giorno della sua morte appunto una domenica di Pasqua...

geminello alvi - www.ilgiornale.it

 

Teilhard was seen by the Vatican as a threat to the integrity of the faith. Rome insisted that his religious writings should not be published; he was forbidden to teach or even to speak publicly on religious subjects; he was banished from his native country. Yet his ideas were disseminated informally and sometimes secretly by friends and colleagues in the church. He became a hero and a role model for a whole generation of younger priests and theologians. He set the stage for the renewal movements which finally came to flower in the era of Vatican II.

crosscurrents.org/chardin.htm     

 

L'ENERGIA UMANA

I saggi raccolti da Teilhard ne 'L'energia umana', ipotizzando una continuità evolutiva tra la materia e l'uomo, rappresentano il punto di giunzione delle sue attività di teologo, filosofo e scienziato. L'autore, professando che l'anima spirituale è creata solo 'in corpore' e opera 'solo' con il concorso della materia, ammette una noosfera collegata al resto del mondo e l'esistenza di una scienza 'naturale' non solo del corpo umano ma anche dell'uomo intero.

saggiatore.it -  internetbookshop.it - perso.orange.fr

 

 

Riconosciuto uomo di scienza (geologia e paleontologia), pensatore originale sintetizzò l'evoluzione (cosmica ed umana) e gesuita di profonda spiritualità (attiva e mistica nello stesso tempo), Teilhard de Chardin fu oggetto di viva controversia. Nel 1958 il Padre Generale Janssens dovette comunicare alla Compagnia di Gesù che un decreto del Sant'Uffizio imponeva alle congregazioni religiose di ritirare le opere di Theilard dalle biblioteche. Rivalutato dopo la sua morte, le sue opere sono state tradotte in moltissime lingue, ed il suo pensiero ha aiutato molti ad incontrare la fede cristiana.

old.gesuiti.it

 

 

 

Il fenomeno umano
Il volume presenta l'edizione italiana di un classico della letteratura scientifica, filosofica e religiosa del XX secolo. L'opera maggiore di Teilhard de Chardin, sacerdote, gesuita e scienziato.

ins.it
Un sentimento di stupore ci invaderebbe se osservassimo il cielo stellato con l'ausilio di un telescopio e con la guida di un esperto astronomo. Non meno straordinaria è la sensazione di affondare lo sguardo dell'intelletto in tutta la dimensione spazio-temporale dell'universo, accompagnati da Pierre Teilhard de Chardin. È un viaggio entusiasmante alla ricerca delle nostre più lontane origini, per individuare le tenui tracce che portano all'Uomo, e per capire, soprattutto, se l'intero moto evolutivo abbia una direzione privilegiata e un fecondo, ulteriore sviluppo. Teilhard prende in considerazione la totalità del fenomeno: non solo l'Uomo come espressione ultima della Materia altamente organizzata, ma anche l'Uomo che sente l'esigenza insopprimibile di prolungare l'evoluzione nel «più essere» e nello spirituale. In un'epoca di frammentazione del sapere e di smarrimento per le irrisorie dimensioni della terra nella struttura complessiva dell'universo, Teilhard de Chardin offre una visione unitaria e incoraggiante per l'Uomo, che vive la sua avventura umana, inserita nell'avventura dell'universo.
L'opera, pubblicata postuma nel 1955, è ormai considerata un classico della letteratura scientifica e filosofica del XX secolo, e viene qui riedita in una nuova traduzione italiana di Fabio Mantovani, presidente dell'Associazione Italiana Pierre Teilhard de Chardin, e con una puntuale introduzione di Lodovico Galleni, docente di zoologia generale all'università di Pisa.

queriniana.it

 

 

IL MIO TESTAMENTO FILOSOFICO

Quasi una pièce teatrale divisa in tre parti in cui l'autore (co-protagonista) si confida al suo pubblico con il cuore in mano. Tre sono gli atti: la sua morte (ambientata all'interno della sua camera), i suoi funerali (a Les Invalides di Parigi), il suo Giudizio (in cielo, di fronte al Tribunale di Cristo). Guitton si trova a tu per tu con vari personaggi (dal Diavolo all'Angelo custode, da Pascal a Bergson, da de Gaulle a Mittérrand) venuti a tentarlo e a porgli domande sulla sua esistenza e sulla sua fede. In tal modo l'autore si troverà a disquisire dei perché della fede, del legame tra fede e ragione, del senso del male, dell'amore e della vita, rivivendo in una sola notte tutta la sua esperienza, dai suoi maestri, ai suoi peccati, ai suoi amori. Ne esce una "Commedia" che sfiora tutti i registri dell'umano.
ibs - 2012

 

 

 

Someday

after we have mastered the winds the waves the tides and gravity    

we shall harness the energies of Love       

And then for the second time in history Mankind will have discovered Fire

 

 

 

 

Sfide antropologiche di oggi. lettura di Pierre Teilhard de Chardin per una evangelizzazione rinnovata a 50 anni dal Concilio Vaticano II.
Pontificia Università Gregoriana - amedeo lomonaco - radiovaticana.it - 2012   -   AUDIO

 

 

Dio si presenta e si dona agli uomini con una realtà e una ricchezza molto diversa a seconda della fede della fedeltà della purezza che trova in ciascuno.

*

BENEDETTA SII TU

 ASPRA MATERIA
GLEBA STERILE   DURA ROCCIA
TU CHE CEDI SOLO ALLA VIOLENZA
E CI COSTRINGI A LAVORARE

SE VOGLIAMO MANGIARE.
BENEDETTA SII TU

PERICOLOSA MATERIA
MARE VIOLENTO 

 INDOMABILE PASSIONE
TU CHE CI DIVORI

SE NON T’INCATENIAMO.
BENEDETTA SII TU

POSSENTE MATERIA
EVOLUZIONE IRRESISTIBILE 

 REALTÀ SEMPRE NASCENTE
TU CHE SPEZZANDO AD OGNI MOMENTO

I NOSTRI SCHEMI
CI COSTRINGI A INSEGUIRE

ANCORA E SEMPRE LA VERITÀ.
BENEDETTA SII TU

UNIVERSALE MATERIA
DURATA SENZA FINE

ETERE SENZA SPONDE
TRIPLICE ABISSO DELLE STELLE

 DEGLI ATOMI
E DELLE GENERAZIONI
TU CHE ECCEDENDO E DISSOLVENDO

LE NOSTRE ANGUSTE MISURE
CI RIVELI LE DIMENSIONI DI DIO.
la puissance spiritelle de la matière - jersey 8 agosto 1919

 

 

 

*

the world is round so that friendship may encircle it

 

 

jean guitton

 

 

 

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