dame antonia susan duffy byatt

nata  Antonia susan Drabble

 

Sheffield - South Yorkshire  -  24 agosto 1936

 

antonia susan byatt

 

[ bI´ut ]

A.S. Byatt's name is pronounced as :  BYE-uht

 

www.asbyatt.com

facebook.com/asbyatt


Ricordò la sensazione di 'conoscenza', afferrare un ragionamento, capire una spiegazione, cogliere un legame, una connessione, tra una certa antica idea greca e una certa idea del Seicento inglese, formulata con altre parole.

La conoscenza comportava un piacere sensuale tutto suo, un fiero benessere, come il sesso fatto bene,  come un giorno di sole su una calda spiaggia deserta.
wuz.it

|||  si ha sempre davanti a sé 

una vecchia donna

quando si è in cammino

e anche una dietro  |||

 

|| lunghi sorsi bevemmo alla Fontana di Vaucluse.   e là dove il vento di tramontana senza posa confonde la quieta polla, confusi fummo. s'asciugheranno le fonti che libere fluivano a incontrar la nostra sete?   |||


possessione  - film 2009
Un giovane ricercatore universitario inglese, Roland Michell, scopre per caso, in un libro a
ppartenuto a un poeta vittoriano che egli sta studiando, due minute di una stessa lettera evidentemente indirizzata a una donna. Preso da un inspiegabile coinvolgimento in quella vicenda, Roland prende a indagare: identifica la destinataria della lettera, una poetessa, e con l'aiuto di una collega sua coetanea cerca di ricostruire il rapporto fra i due, ripercorrendo le loro storie, visitando i luoghi in cui probabilmente si incontravano, cercando di entrare nel mistero di un dimenticato e segreto amore. Ma la forza di quell'amore lontano si comunica ben presto anche ai due giovani e finisce davvero col "possederli", inducendoli a replicarlo in tutto e per tutto e portandoli passo passo a una conclusione totalmente inattesa.
Costruito sulla perfetta fusione fra la narrazione ROMANtica e quella d'impianto "giallo", Possessione decretò nel 1990 il successo internazionale della Byatt, fino a quel momento nota soprattutto come studiosa dell'Ottocento letterario inglese: quell'Ottocento che nel suo declinare rivive potentemente nel ROMANZo , e che in un costante gioco di specchi si mescola alle suggestioni dell'oggi, ribadendo infine l'eternità dei comportamenti amorosi e della violenta dinamica delle passioni. Ma tutto questo dà luogo nel ROMANZo a una strana e ineludibile suspense, quasi che l'indagine dei due ricercatori fosse sempre sul punto di approdare a una verità ben più importante e definitiva, forse la chiave
del nostro stare al mondo.
repubblica.it

Ci sono letture

personali, che cercano di afferrare significati personali, io sono piena d’amore, o di disgusto, o di paura, e vado in cerca d’amore, o disgusto, o paura. Ci sono – credetemi – letture impersonali – in cui l’occhio della mente vede le righe muoversi in avanti e l’orecchio della mente le sente cantare e cantare. Di tanto in tanto ci sono letture che fanno rizzare e tremare i peli sul collo, il nostro vello inesistente, quando ogni parola brucia e splende aspra e chiara e infinita ed esatta, come pietre di fuoco, come stelle puntiformi nel buio – letture in cui la consapevolezza che conosceremo ciò che è scritto in maniera diversa o migliore o soddisfacente, precorre qualsiasi capacità di dire ciò che sappiamo, o come lo sappiamo.
possessione - pag 469-70 einaudi

 

  |||   I am a creature of my pen. My pen is the best of me    |||

 

    |||   Think of this

that the writer wrote alone and the reader read alone

and they were alone with each other    |||

 

 |||   Young girls are sad. They like to be -  it makes them feel strong    |||

 

  |||    My Solitude is my Treasure, the best thing I have

I hesitate to go out

If you opened the little gate, I would not hop away - but oh how I sing in my gold cage   |||

 

|||   I cannot let you burn me up   nor can I resist you

No mere human can stand in a fire and not be consumed   |||

 

|||    I do not advise imagining it - but do me the justice of believing - not imputing mendacious protestation - my Solitude is my Treasure, the best thing I have.    I hesitate to go out.    If you opened the little gate, I would not hop away - but oh how I sing in my gold cage.     |||   
...

|||    They took to silence.   They touched each other without comment and without progression. A hand on a hand, a clothed arm, resting on an arm. An ankle overlapping an ankle, as they sat on a beach, and not removed. One night they fell asleep, side by side ... He slept curled against her back, a dark comma against her pale elegant phrase.  |||

si rifugiavano nel silenzio. si toccavano senza far commenti, né progressi .   una mano su una mano, un braccio vestito che si posa su un braccio.  una caviglia che sfiora una caviglia mentre sono seduti in spiaggia  e non viene ritratta .

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What is it my dear?
Ah, how can we bear it?
Bear what?
This. For so short a time. How can we sleep this time away?
We can be quiet together, and pretend - since it is only the beginning - that we have all the time in the world.
And every day we shall have less. And then none.
Would you rather, therefore, have had nothing at all?
No. This is where I have always been coming to. Since my time began. And when I go away from here, this will be the mid-point, to which everything ran, before, and from which everything will run. But now, my love, we are here, we are now, and those other times are running elsewhere.

fb/asb

There are things that happen and leave no discernible trace, are not spoken of or written of, though it would be wrong to say that subsequent events go on indifferently, all the same, as though such things had never been.
asbyatt's postscript - possession 1990
fb/asb

 

Possession by Antonia Susan Byatt née Drabble
Overall Impression: This is a complex multifaceted novel, with entertaining and often very funny or touching characterizations. The depiction of the links between life experiences and the writing of poetry is well done. But it is often very wordy and excessively obscure--particularly in its attempts to recreate the "ponderous obfuscation" of the 19th Century poetry of the protagonists. It could be improved with some good editing, but then again I am the type of American who could not be expected to fully understand this type of thing.

mcgoodwin.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

festivaletteratura    -   ibs

it.wikipedia.org/wiki/Byatt

 

Possessione. Una storia ROMANtica  1994
Angeli e insetti  1994
Il fiato dei draghi e altre favole  1995
Il genio nell'occhio d'usignolo  1995
Le storie di Matisse  1996
La torre di Babele  1997
Tre storie fantastiche  1997
Zucchero, ghiaccio, vetro filato  2001

the biographer's tale  2001

La vergine nel giardino  2002
Natura morta  2003

Il pianeta blu. Storia naturale degli oceani  2003

Ritratti in letteratura  2004

Una donna che fischia  2005

La torre di Babele  2006

LA CASA NELLA FORESTA  2007

la tua parola e verita  2007

LA COSA NELLA FORESTA E ALTRI RACCONTI  2007

TRE STORIE FANTASTICHE  2008

The Children’s Book  2009

The PEN/O. Henry Prize Stories -
The Oxford Book of English Short Stories -
The Matisse Stories -

LE PAROLE NON BASTANo  2010

GRADAZIONI DI VITALITa  2010

ANGELI E INSETTI  2012

SEA STORY  2013

Ragnarök. La fine degli dèi  2013

PAVONE E RAMPICANTE  2017

 

 

All my novels come about when two things which appear not to be connected come together
What surprised you most?
When I first invented the children, I had not thought out that the First World War would come when it did in their lives. It came as a shock to me, and I hope it will come as a shock to the book’s readers. Some reviewers and publicists have said that the war was “looming” all through the novel. I don’t think it was at all inevitable that it happened. I wasn’t writing a novel about the war at all—rather the reverse.
Melissa Mia Hall - publishersweekly.com

 

 

una famiglia di geni

Una notizia curiosa è che le 3 sorelle Drabble – Margaret è la seconda per età e quella che continua a firmarsi con il cognome d’origine – sono tutte scrittrici: la prima, Antonia Byatt, è più nota in Italia di Margaret da quando è stato tradotto lo splendido Possessione (mentre nei paesi di lingua inglese Margaret Drabble ha raggiunto la fama molto prima e solo ora Antonia Byatt è altrettanto nota e apprezzata) e in seguito altri suoi ROMANZI e racconti.

La terza sorella, Helen Langdon, è una grande critica d’arte che ha di recente pubblicato un fondamentale saggio su Caravaggio. Una famiglia di sorelle geniali che ricordano le Brontë anche per la comune regione d’origine, lo Yorkshire, oltre che per avere anch’esse un fratello, per fortuna non problematico come il povero Branwell, ma che giudiziosamente si è dedicato, invece che alla scrittura, alla professione di avvocato. Tanto per aggiungere altri geni in famiglia, Margaret Drabble – dopo l’attore della Royal Shakespeare Company Clive Swift (col quale ha avuto una figlia e due figli e insieme al quale ha recitato per qualche tempo nella stessa compagnia) - ha ora sposato il maggiore biografo inglese vivente: Michael Holroyd.
Margaret e Antonia si ispirano spesso alla propria vita e, avendo gli stessi ricordi e trattando temi simili, non leggono l’una i ROMANZI dell’altra per non venirne influenzate. L’unico a leggere sia i libri della madre che della zia e a parlarne con entrambe è il figlio maggiore di Margaret. Il solo ROMANZo di Antonia che Margaret ha letto è stato Possessione, perché ambientato in un periodo storico lontano. A proposito di Possessione, Drabble ha raccontato il divertente aneddoto di come, avendo subito intuito che era destinato a vincere il Booker Prize, ha puntato sul libro in una lotteria che in Inghilterra viene organizzata in occasione del premio e, poiché nessuno credeva nella possibilità
che il libro vincesse, ha guadagnato un mucchio di soldi.
tufani.it

 


Antonia Susan Byatt è lo pseudonimo di Antonia Drabble

nata a Sheffield in Inghilterra South Yorkshire  nel 1936 - 24 agosto

Sorella della scrittrice popolare Margaret Drabble, la Byatt ha lungamente anteposto la carriera accademica alla vocazione letteraria. Scrittrice e critica letteraria, ha insegnato per molti anni letteratura inglese e americana all’University College di Londra. Ha esordito nella narrativa nel 1978 con l’ambizioso ROMANZo storico La vergine nel giardino e ha ottenuto la consacrazione letteraria nel 1990 con Possessione, il suo libro di maggior successo tradotto in tutta Europa con il quale ha vinto nel 1990 il prestigioso Booker Prize e l’Irish Times/Aer Lingus International Fiction Prize. ROMANZo di sapore ottocentesco e d’ambiente universitario, ispirato al mondo vittoriano, come il successivo Angeli e insetti, Possessione è diventato presto oggetto di culto da parte dei lettori ed è stato protagonista di una recente trasposizione cinematografica di grande successo.
www.festivaletteratura.it

Antonia Susan Duffy nata Antonia Susan Drabble - Sheffield 24 agosto 1936 - è una scrittrice e critica letteraria britannica meglio nota con il nome di Antonia Susan o semplicemente A. S. Byatt

L'opera per la quale è maggiormente conosciuta è il romanzo Possessione. Una storia romantica.

figlia maggiore di John Frederick Drabble, giudice di corte e romanziere, e Kathleen Marie Bloor, una insegnante di scuola superiore che aveva rinunciato alla propria carriera letteraria. Studia presso la Mount School di York (un istituto quacchero del cui corpo docente la madre faceva parte) ed in seguito al Newnham College di Cambridge ed al Bryn Mawr College in Pennsylvania (due università femminili, la seconda di fondazione quacchera). Un assegno di ricerca presso il Somerville College di Oxford, che dipendeva dallo status civile di nubile, le viene revocato a seguito del suo matrimonio con l'economista Ian Byatt nel 1959. Da questo matrimonio nascono una figlia, Antonia, e un figlio, Charles, quest'ultimo morto in un incidente stradale nel 1972.
Nel 1969 divorzia da Ian Byatt e sposa Peter John Duffy

con il quale ha altre due figlie (Isabel e Miranda). Dal 1962 al 1971 insegna presso la sede fuori città della London University, e dal 1972 al 1983 come insegnante a tempo pieno di letteratura inglese e americana presso la Central School of Art and Design e lo University College di Londra, città in cui tuttora vive. Dal 1983 si è dedicata a tempo pieno alla scrittura.
Lo straordinario successo di pubblico e di critica, ed i numerosi riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera, testimoniano che Byatt può essere annoverata fra le massime scrittrici e i massimi scrittori contemporanei in lingua inglese.
La sorella minore di Byatt, Margaret Drabble, è anch'essa scrittrice di successo.

La relazione fra le due sorelle è stata caratterizzata, negli anni, da una buona dose di reciproca competizione, a cui i media britannici hanno dato ampio rilievo. La rivalità sembra essere stata originata dal fatto che, prima di trovare la propria strada per il successo, Byatt risentì fortemente degli straordinari riconoscimenti ottenuti da Margaret a Cambridge. Altre informazioni relative al rapporto fra le due sorelle provengono dalla stessa Drabble, e sono connesse al senso di colpa provato da quest'ultima per il fatto che i suoi figli fossero sani e salvi quando Charles, il figlio di Byatt, morì investito da una macchina ad un incrocio stradale. In quel periodo della sua vita, i suoi trent'anni, Byatt si sentì impossibilitata a scrivere narrativa ed assolvere al ruolo di promettente romanziera, mentre Drabble era all’apice del successo.

Un ulteriore motivo di conflitto è stato originato dalla descrizione della madre Kathleen (morta nel 1982) che Drabble ha offerto nel suo romanzo The Peppered Moth (2001), e che Byatt ha dichiarato pubblicamente di aver trovato irritante: Preferirei che la gente non leggesse la versione di qualcun altro su mia madre.
Nel 1999 è stata insignita del titolo di duchessa di Morpho Eugenia dal sovrano del Regno di Redonda

http://it.wikipedia.org/wiki/Antonia_Susan_Byatt

http://literature.britishcouncil.org/a-s-byatt

http://en.wikipedia.org/wiki/A._S._Byatt

www.infoplease.com/encyclopedia/people/byatt-a-s.html
www.complete-review.com/authors/byatta.htm

www.scaruffi.com/writers/byatt.html

SUSAN BYATT HA SCRITTO COMMENTI  PER AMAZON CON LO PSEUDONIMO ASD - 2013

 

Antonia Susan Byatt

est une femme écrivain anglaise née en 1936 à Sheffield en Angleterre

Elle a étudié à Cambridge (1957) et Oxford (1958-59). Byatt a enseigné à Londres dans les années soixantes avant de devenir membre du département Anglais au University College de Londres en 1972 et d'en partir en 1983 pour poursuivre une carrière d'écrivain à plein temps. Ses oeuvres, quand elles abordent les rives de l'imaginaire, relèvent en général plus du fantastique que de la fantasy ; mais un fantastique qui réside davantage dans la façon dont l'histoire est contée, car rien n'y est véritablement surnaturel (Possession - qui a remporté en 1995 le Booker Prize, la plus haute distinction littéraire en Angleterre -, Des Anges et des Insectes). Le Djinn dans l'oeil-de-rossignol (1994, traduit en 1999) regroupe trois histoires, sortes de contes revisités comme peut nous en offrir parfois la fantasy actuelle.
elbakin.net

 

 

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... it is not possible to create the opposite of what one has always known, simply because the opposite is believed to be desired.    Human beings need what they already know, even horrors.
... A metamorphosis, yet again. The shining butterfly of the soul from the pupa of the body.    Larva, pupa, imago.    An image of art .

fb/sb - the virgin in the garden

 

She looked, quickly, quickly, it was better than before, thanked him and averted her eyes.    She came to trust him with her disintegration.
fb/sb - the matisse stories

 

 

 

 

 

imagining characters  - six conversations

about women writers

In this innovative and wide-ranging book, Byatt and the psychoanalyst Ignes Sodre bring their different sensibilities to bear on six novels they have read and loved: Jane Austen's Mansfield Park, Bronte's Villette, George Elliot's Daniel Deronda, Willa Cather's The Professor's House, Iris Murdoch's An Unofficial Rose, and Toni Morrison's Beloved. The results are nothing less than an education in the ways literature grips its readers and, at times, transforms their lives. Imagining Characters is indispensable, a work of criticism that returns us to the books it discusses with renewed respect and wonder.
biblio.com

Vocabularies are crossing circles and loops

We are defined by the lines we choose to cross or to be confined by

possession

Siamo definiti dalle linee che decidiamo di attraversare o di accettare come confini

 

 

 

Tre storie fantastiche.   Il genio nell'occhio d'usignolo   ­   La storia della principessa primogenita  ­   Il fiato dei draghi
Il "piacere di narrare storie, e storie su altre storie" spinge A. S. Byatt a scrivere fiabe, a inserire fiabe nei suoi ROMANZI , a costruire lunghi racconti fiabeschi come "II genio nell'occhio d'usignolo". Soddisfacendo cosi il bisogno primario di tradurre i sogni in esperienza quotidiana tangibile seppure evanescente. Come sopravvivere altrimenti al senso di perdita che ognuno sperimenta col trascorrere del tempo? Al passato che si accumula alle nostre spalle, al futuro oscurato dal fiato incendiario dei draghi, Byatt reagisce non spezzando artificiosamente il tempo reale, bensì inventando una fantasiosa opportunità, quella di muoversi in compagnia dei propri fantasmi, di dar loro un corpo, per quanto stravagante, indiscreto e inusuale esso possa sembrare. Tre "storie fantastiche" narrate nel più classico dei modi, ma i cui protagonisti "fuori del tempo" risultano assolutamente contemporanei.

zam.it

 

zucchero ghiaccio vetro filato
  Quando mio padre ebbe il collasso a Schiphol  

stavo scrivendo UN ROMANZo in cui l'idea  di Van Gogh si affacciava continuamente

in un testo sul puritanesimo nella vita domestica nel Nord .

Credo che nessun posto mi attirasse più del museo Van Gogh di Amsterdam 

 

Ice burns

and it is hard to the warm-skinned to distinguish one sensation

fire   from the other   frost.
elementals: stories of fire and ice


sugar e elementals
Mia madre aveva rispetto per la verità, ma non sempre i suoi racconti erano veritieri. Una volta, con labbra frementi e occhi indagatori mi disse: - Tuo padre dice che sono una terribile bugiarda.  Ma io non sono una bugiarda, vero? Non lo sono .

Certo che non lo era, dissi io, complice.  Facevamo sempre così, tutti, per amore di pace e di qualcos'altro, un mezzo desiderio di aiutarla,  per far sì che le cose fossero come lei diceva. Ma lo era. Mentiva nelle piccole cose, per spazzare  via gli equivoci, e in cose più importanti, per evitare verità spiacevoli. Mentiva floridamente e bellamente,  nei suoi rari momenti di distensione, per rendere più bella una storia. Era una raccontatrice di grande  respiro, e che toglieva il respiro, non spesso, e talvolta con troppo insistenza, ma al suo meglio era  capace di ridurre il pubblico alle lacrime per le incontenibili risate. Raccontava anche un altro genere  di storie, in anni recenti per tutto il tempo, tutto il tempo che passavamo con lei, lamentazioni  monotone, malevole, non strutturate, disseminate di prove via via più artificiose di malvagità  inesistenti.

ma questa è un'altra questione
wuz.it

A.S. Byatt's short fictions, collected in paperback for the first time, explore the fragile ties between generations, the dizzying abyss of loss and the elaborate memories we construct against it, resulting in a book that compels us to inhabit other lives and returns us to our own with new knowledge, compassion, and a sense of wonder.

fb/byatt - 2013

 

intervista

la donna che fischia ... whistling woman ...  a che cosa si riferisce e si ispira il titolo?
Il titolo mi evoca un ricordo di infanzia perché mi fa venire in mente una rima che sentivo spesso da piccola, recitata da mia nonna; una filastrocca che parla di "una donna che fischia e una gallina che canta che non vanno bene né per Dio né per l'uomo". Mia nonna era una persona molto decisa e con idee chiare: disapprovava tutto, anche il fatto che le donne si occupassero di cose poco femminili. Comunque ho in mente questo titolo da tantissimo tempo. Già negli anni Sessanta sapevo che l'ultimo libro della serie sarebbe stato La donna che fischia. E sapendo che avrebbe avuto questo titolo, sapevo anche che avrei fatto continui riferimenti alla gallina  ...

a che cosa sta lavorando?
Ho appena finito una raccolta che si intitola Il piccolo libro nero di racconti, perché contiene 5 racconti noir e fantastici. Ho in mente anche un grosso ROMANZo : ci ho pensato per tutta l'estate. Si tratterà di UN ROMANZo storico che riguarda il periodo successivo a quello di Possessione (dal 1890 al 1918) e verterà sul socialismo, la Germania, l'Inghilterra e anche il teatro. In questo periodo sto svolgendo le ricerche che mi serviranno a realizzare questo libro e mi sto divertendo moltissimo: la trama è quasi pronta, ma ho voluto documentarmi meglio sull'epoca. All'inizio dell'estate, dopo aver scritto e consegnato all'editore 4 dei racconti della raccolta di cui ho parlato prima, mi sono rotta un braccio. Ho finito a stento il quinto racconto della raccolta e sono riuscita a consegnarlo proprio il giorno prima di partire per Mantova. Si intitola Il nastro rosa. Chiaramente non ho avuto ancora nessun riscontro su questo libro ...

wuz.it

 

 

POTTER

A. S. Byatt caused controversy by suggesting that the popularity of J. K. Rowling's Harry Potter series of books is because they are "written for people whose imaginative lives are confined to TV cartoons, and the exaggerated (more exciting, not threatening) mirror-worlds of soaps, reality TV and celebrity gossip."
en.wikipedia.org
La scrittrice inglese Antonia Susan Byatt interveniva a proposito dei libri di Joanne Kathleen Rowling, infinitamente fortunati presso il pubblico, e del suo personaggio: Harry Potter (curioso, anche la protagonista della grande tetralogia scritta da Antonia Byatt si chiama Potter: Frederica Potter). Il suo articolo si concludeva con una citazione da Keats: "...magiche finestre aperte sulle schiume / Di mari pericolosi in incantate terre deserte." ("...magic casements, opening on the foam/Of perilous seas, in faery lands forlorn").
nazioneindiana.com

 

 

 

 

A.S. Byatt among Booker nominees for The Children’s Book
I love Montreal and I love the French language - so the thought of the Grand Prix is peculiarly pleasing.
Blue Metropolis International Literary Festival

Edie Austin -The Montreal Gazette
thewest.com.au - 2009

the Children Book
Possession enlarged the scale and scope of her work without diminishing her focus. Now, with The Children's Book she reminds us that big – at 617 pages – can still be beautiful, bracing and bold. Her handling of dialogue is unfussy, precise and true. She revels in characters who think. Thinking matters. And when the thinking is trumped by a character's emotions, tragedy threatens to ensue.
tom adair - news.scotsman.com - 2009

IL LIBRO DEI BAMBINI

La fantasia che in lotta con la ragione e' alla base di tutto, la passione narrata in maniera assai esplicita con la sua forza trascinante, le buone maniere, le mode riferite con attenzione, i segreti che ognuno lascia dietro e dentro di se che poi vengono inevitabilmente alla luce, incrinando quel mondo di entusiasmi quasi adolescenziali che si trovera' costretto a crescere tra il fango delle trincee del Belgio e il sangue di un massacro, ''mentre il paesaggio andava somigliando sempre piu' al caos primordiale e l'ingegnosita' umana si faceva sempre disperatamente piu' metodica e inventiva''.

ansa - 2010

She didn't like to be talked about .   Equally she didn't like not to be talked about when the high-minded chatter rushed on as though she was not there .   There was no pleasing her  in fact .   She had the grace even at eleven to know there was no pleasing her .   She thought a lot analytically about other people's feelings and had only just begun to realize that this was not usual  and not reciprocated .

SB

Le confiderò un segreto.  

In realtà non mi piace inventare bambini immaginari.   Le loro piccole dispute e la loro innocenza mi annoiano terribilmente.  Credo che il bambino che sopravvive in me abiti il Paese degli elfi: non il grazioso e diafano paese delle fiabe, ma un luogo decisamente più infido e selvaggio.    Mi piace osservare esseri invisibili e strane creature che si infiltrano nel mondo reale da 'qualche altro posto', per così dire.    Mi piacerebbe scrivere La morte d'Arthur o Il mercato dei folletti, non alla ricerca dello scrigno nascosto.   Ma i lettori hanno un desiderio insaziabile di personcine intelligenti che indagano e vivono avventure comiche.    Così cerco di accontentarli.

olive wellwood - il libro dei bambini

...

La poesia, pensava Julian, è qualcosa che viene estorto agli uomini, dalla morte, o dalla presenza della morte, o dalla paura della morte, o dalla morte altrui.

il libro dei bambini

A writer made an incantation, calling the reader into the magic circle of the world of the book. With subtle words, a writer enticed a reader to feel his or her skin prickle, his or her lips open, his or her blood race.

...

Readers ought not to meet writers, he thought. They are meant not to.

...

Dorothy was in that state human beings passed through at the beginning of a love affair, in which they desire to say anything and everything to the beloved, to the alter ego, before they have learned what the real Other can and can’t understand, can and can’t accept.
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GRADAZIONI DI VITALITA

Ripercorrendo alcune opere chiave della letteratura occidentale, da Dostoevskij a Philip Roth, la grande autrice inglese A.S. Byatt ci accompagna nel cuore segreto della scrittura. Come si costruiscono i personaggi, come prendono forma nell'intreccio della vita vissuta, come accade che nella penna di chi lo scrive e negli occhi di chi lo legge il romanzo incarni una rappresentazione del mondo in parole?

ibs - 2011

 

 

 

 

ANGELI E INSETTI

Il fascino discreto del mondo vittoriano, già protagonista di "Possessione", fa da sfondo alle due storie che compongono questo libro costruito con equilibrio ma anche attraversato da passioni violente. Nel primo racconto, "Morpho Eugenia", William Adamson, sopravvissuto a un naufragio sulla via del ritorno dall'Amazzonia, vive la contrastata esperienza del sogno di un amore ideale e si illude di aver trovato in Eugenia la donna della sua vita. Lei, in apparenza perfetta ma in realtà priva di scrupoli, lo farà scivolare in un'abiezione morale senza scampo. Nel secondo racconto, "L'angelo coniugale", A. S. Byatt ci trasporta invece nel bel mezzo di una seduta spiritica. Emily Tennyson, la sorella del poeta, che ha perduto da giovane il fidanzato, va alla scoperta di un altro amore inaspettato attraverso una sofferta rievocazione, in un caleidoscopio di realismo, scienza, magia e indimenticabili colpi di scena.

ibs - 2012

adattamento teatrale dal 2013

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And yet it is still alive, and bright, and so surprising, rightly seen.' 'That is the main thing,' says Captain Papagay. 'To be alive. As long as you are alive, everything is surprising, rightly seen. And the three of them look out with renewed interest at the points of light in the dark around them.'

angels and insects - morpho eugenia

 

 

 


Ragnarök. La fine degli dèi
Lei "era una bambina magra, delicata, tutt'ossa, come un tritone, con capelli che sembravano fili di fumo illuminati dal sole". E c'era la guerra. L'aviazione tedesca bombardava Londra e i centri industriali. Gli abitanti delle città si rifugiavano in campagna. Come la bambina e sua madre, che per un paradosso del destino in campagna, pur essendo sposata, "può avere una vita della mente". Il padre è via, nei cieli dell'Africa, forse. Sua madre, a cui piacciono le parole, le regala un libro, "Asgard e gli dèi", la storia del Ragnarök, la fine senza resurrezione degli dèi norreni. Il libro diventa una compagnia essenziale, la bambina lo legge ogni sera in un tenue spiraglio di luce, ammira il coraggio di Odino, si compiace degli inganni di Loki, si gode le sue avventure subacquee in compagnia della portentosa serpentessa sua figlia. Di giorno riflette su quelle storie, a cui non crede, ma che tuttavia "le si attorcigliavano nel cervello come fumo, ronzando come api scure dentro un alveare". L'aiutano a tenere a bada un'inconscia disperazione. Ha paura, paura che il padre non torni, paura di veder sparire il mondo che conosce. Legge anche i miti greci e le fiabe dei Grimm e di Andersen, ma perfezione e fantasia non le offrono appigli per fronteggiare un senso di disastro imminente.
ibs - 2013
dalla postfazione - è così che funzionano i miti, sono cose, creature, storie, che abitano la mente. Non possono essere spiegati e non spiegano; non sono né credenze né allegorie .
lastampa.it - 2013

 

 

 

 

sea story .pdf

 

 

||||||       I must go down to the seas again, for the call of the running tide
Is a wild call and a clear call that may not be denied;
And all I ask is a windy day with the white clouds flying,
And the flung spray and the blown spume, and the sea-gulls crying.
I must go down to the seas again, to the vagrant gypsy life,
To the gull's way and the whale's way where the wind's like a whetted knife …  
     |||||
facebook.com/asbyatt  - 2013

 

*

 

She thought human thoughts and stone thoughts. The latter were slow, patchily coloured, textured and extreme, both hot and cold. They did not translate into the English language, or into any other she knew: they were things that accumulated, solidly, knocked against each other, heaped and slipped.
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Well, I would hardly say I do write as yet. But I write because I like words. I suppose if I liked stone I might carve. I like words. I like reading. I notice particular words. That sets me off.

little black book of stories  fb/sb - 2016

 

Once upon a time, when men and women hurtled through the air on metal wings, when they wore webbed feet and walked on the bottom of the sea, learning the speech of whales and the songs of the dolphins, when pearly-fleshed and jewelled apparitions of Texan herdsmen and houris shimmered in the dusk on Nicaraguan hillsides, when folk in Norway and Tasmania in dead of winter could dream of fresh strawberries, dates, guavas and passion fruits and find them spread next morning on their tables, there was a woman who was largely irrelevant, and therefore happy.
the djinn in the nightingale's eye 

 

He had said she was provocative -  so she was, she needed to prove she was there to be seen -  but the proof always contradictorily drove her to further uncertain agony of guilt and self-distaste.
the game

 

Frederica also thought, for she had been there many times, that if this was a beginning, it was the beginning of an ending, that was the way it went.
a whistling woman - fb/sb  -  2013


 

 

 

https://youtu.be/U3eM1wXDGP4   - incontri letterai rainews

http://youtu.be/FC9gBCX8yeA   - incroci di civiltà  -  uni cà foscari - venezia

 

 

 

 

PEACOCK AND VINE
We were in Venice in April and I was drunk on aquamarine light. It is an airy light playing with the moving dark surfaces of the canals, shining on stone and marble, bringing both together in changing ways, always aquamarine. I found that an odd thing was happening to me. Every time I closed my eyes — I increasingly did deliberately — I saw a very English green, a much more yellow green, composed of the light glittering on shaved lawns, and the dense green light in English woods … When I came back to England and started thinking about Morris … I closed my eyes and found my head full of aquamarine light ...
... When I was looking at sleek Fortuny I couldn’t imagine the briefly fading and occluded Morris. When I turned to Morris, there was the light of the vegetable world, the colour of growing things, the geometry of petals and flowers and fruits. And Fortuny faded temporarily to a transparent shadow. Work. EM Forster once remarked, sagaciously, that novelists do not give work the importance it has in real life … And here I had not one but two obsessive workers, endless inventive, endlessly rigorous, endlessly beautiful. They both made the place where they lived identical to the place where they worked …

fb/asb - peter craven - theaustralian.com.au - 2016

In Peacock and Vine: On William Morris and Mariano Fortuny, novelist A.S. Byatt takes us on an absorbing tour of the lives and work of two craftsmen-artists. A sensitive guide, she opens our minds to design in fresh and lively ways. Best of all, having crafted numerous novels over her long career, she has learned which parts to leave out ...
That Byatt is knowledgeable about design, and especially about pottery, comes across in her novel The Children’s Book, which has such an exuberance of detail on craftsmanship and fairytales that it nearly swamps the story. Novelists are understandably attracted to the visual arts. It is refreshing to go from the density of words to the clarity of the image ...
- I like looking at colours just for the sake of looking at colours - It is always surprising how people don’t really look at things. I was once in a gallery where there was an exhibition of Monet’s paintings of Rouen Cathedral. I sat on a bench to look at them, in bright painted sunlight, in shadow, in simple daylight. A steady stream of people walked, without stopping, between me and the paintings, turning their heads briefly to note each one. What did they see? What did they remember? I, on the other hand, tried to make my brain record tiny juxtapositions of greys and browns, notations of shade and brightness. It is not possible to remember whole cathedrals, only impressions. But it is exciting to try.
priyanka kumar - santafenewmexican.com  - 2016

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PAVONE E RAMPICANTE

Un libro scintillante ? Tutti gli ammiratori della scrittura di A. S. Byatt sanno bene che la sua profonda consapevolezza intellettuale coesiste con un piacere quasi infantile per le sensazioni visive e tattili del quotidiano. [ ? ] Un libro piccolo e incantevole che compendia molti dei temi della sua opera romanzesca.
fiona maccarthy -  the guardian
Eravamo a Venezia in aprile, e io ero ebbra di luce acquamarina. È una luce impalpabile, che gioca con le superfici mobili e scure dei canali, che luccica sulla pietra e sul marmo fondendoli insieme con molteplici sfumature, sempre acquamarina. Sperimentavo una bizzarra sensazione. Ogni volta che chiudevo gli occhi, vedevo un verde molto inglese, molto piú giallo, un amalgama di luce scintillante sui prati rasati e di pastosa luce verde dei boschi inglesi, una luce che svanisce dentro tronchi nodosi, guizzando fra le ombre su strati di foglie estive.

Ogni volta che pensavo a Fortuny nel chiarore acquamarino, mi ritrovavo a pensare anche a un inglese, William Morris. Usavo Morris, che conoscevo, per capire Fortuny. Usavo Fortuny per reimmaginare Morris.     Nasce cosí questa biografia iconico-letteraria bifronte: nell'ineffabile bellezza della cornice veneziana, l'attenzione di Byatt è catturata dalle atmosfere eccentriche e ombrose di quella «caverna scintillante» che è Palazzo Pesaro Orfei, dimora e laboratorio di Mariano Fortuny. I tessuti unici e preziosi da lui disegnati - le sciarpe Knossos e il plissé Delphos in particolare, punto di riferimento sia per la storia della moda sia per la danza e il teatro europeo di primo Novecento -, il gioco di buio e scintillii delle vaste sale, i dipinti, le lastre fotografiche, lanciano nell'immaginazione della scrittrice un ponte ideale verso le creazioni di quell'altro eclettico artista-artigiano che fu William Morris. Per molti versi i due sembrano antitetici. Figlio borghese della campagna londinese e appassionato di mitologia nordica, Morris; nato da una famiglia aristocratica catalana e radicato in un immaginario ellenico e mediterraneo, Fortuny. Entrambi però, con le loro intuizioni, hanno rivoluzionato il rapporto tra arte e artigianato, portando il bello nella vita quotidiana. A. S. Byatt ne esplora i caratteri, gli ideali, le ambizioni, visita le loro case, osserva gli oggetti che producono e di cui si circondano, racconta l'amore che li uní a due donne fuori del comune, Henriette Negrin, compagna di vita e di lavoro di Fortuny, e Jane Burden, la bellissima e infelice modella che sposò William Morris e fu dipinta e amata da Dante Gabriel Rossetti. Ne nasce una fitta trama di parole e di immagini scelte da Byatt e arricchite da didascalie di suo pugno. Un museo arredato con occhi che sanno guardare, soffermarsi sul dettaglio, connettere.
einaudi - 2017

 

 

 

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It is good for a man to invite his ghosts into his warm interior

out of the wild night, into the firelight, out of the howling dark
the biographer's tale

 

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Work is understanding

work is representing

work is making an object which allows you to consider

- as in a microscope - the world from a different angle

24 agosto - happy birthday !

Novelists
claim that their fiction is a quite separate thing from their other written work. Iris Murdoch likes to separate her philosophy from her novels; David Lodge says his critical and narrative selves are a schizoid pair. I have never felt such a separation, nor wanted to make such claims. From my early childhood, reading and writing seemed to me to be points on a circle. Greedy reading made me want to write, as if this were the only adequate response to the pleasure and power of books.
introduction 
PASSIONS OF THE MIND  -   a provocative collection of essays on subjects ranging from george eliot to  toni morrison  
fb/sb
ERASMUS PRIZE 2016
per il suo esaltante contributo al life writing  -  un genere letterario che comprende romanzo storico -  biografia e autobiografia
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Park Kyong-ni Prize  2017
The reason for selection is because A.S. Byatt has written dozens of novels, biographies and essays that encompass era and individuals in an aesthetically well-presented manner, with a vivid depiction of characters and keen eye for life While exploring the factors having a profound influence on human life such as history, customs and nature, she tries to put human beings in a new and deep perspective by emphasizing the individuality of individuals. 
Toji Cultural Foundation
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Hans Christian Andersen Literature Award 2018
The Hans Christian Andersen Literature Award 2018 is conferred to AS Byatt for her belief in the truth value
of fairy tales, fables and poetry, along with her historical fiction that innovatively brings the works of Andersen to life

 

  

 

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