vincenzo cardarelli 

nazareno caldarelli

 

genitori

 

Io devo al grembo che m’ha partorito
il temerario amore della vita
che m’ha tanto tradito.
Poi che nacqui da un sangue
ben fervido e gioviale.
Io nacqui da una donna che cantava
nel rimettere in ordine la casa
e madre più trionfante che amorosa
soleva in braccio portarmi con gloria.
Ora    ebbi un padre severo
come un santo orgoglioso.
E furon questi i due forti avversari
che m’hanno generato.

.

Per tutta la vita
la fortuna m’è corsa appresso
senza riuscire ad acciuffarmi
Ho vissuto come un morto
nella memoria
nella fantasia degli altri

.

 

ritratto
Esiste una bocca scolpita
un volto d'angiolo chiaro e ambiguo
una opulenta creatura pallida
dai denti di perla
dal passo spedito
esiste il suo sorriso
aereo, dubbio, lampante
come un indicibile evento di luce .
poesie 1942

 

 

alla morte

 

Morire sì
non essere aggrediti dalla morte.
Morire persuasi
che un siffatto viaggio sia il migliore.
E in quell’ultimo istante essere allegri
come quando si contano i minuti
dell’orologio della stazione
E ognuno vale un secolo.
Poi che la morte è la sposa fedele
che subentra all’amante traditrice
non vogliamo riceverla da intrusa
né fuggire con lei.
Troppe volte partimmo
senza commiato !
Sul punto di varcare
in un attimo il tempo
quando pur la memoria
di noi s’involerà
lasciaci, o Morte, dire al mondo addio,
concedici ancora un indugio.
L’immane passo non sia
precipitoso.
Al pensier della morte repentina
il sangue mi si gela.
Morte non mi ghermire
ma da lontano annunciati
e da amica mi prendi
come l’estrema delle mie abitudini .

https://youtu.be/WypCwdlbwKQ  -   https://youtu.be/7pvSoC3ndME    

legge   vittorio gassman

 



Amore
Come chi gioia e angoscia provi insieme
gli occhi di lei così m'hanno lasciato.
Non so pensarci. Eppure mi ritorna
più e più insistente nell'anima
quel suo fugace sguardo di commiato.
E un dolce tormento mi trattiene
dal prender sonno, ora ch'è notte e s'agita
nell'aria un che di nuovo.
Occhi di lei, vago tumulto. Amore
pigro incredulo amore, più per tedio
che per gioco intrapreso, ora ti sento
attaccato al mio cuore
 - debol ramo -
come frutto come geme.
Amore e primavera vanno insieme.
Quel fatale e prescritto momento
che ci diremo addio
è già in ogni distacco
del tuo volto dal mio.
Cosa lieve è il tuo corpo !
Basta ch'io l'abbandoni per sentirti
crudelmente lontana.
Il più corto saluto è fra noi due
un commiato finale.
Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo
così, senza speranza.
Se tu sapessi com'è già remoto
il ricordo dei baci
che poco fa mi davi
di quel caro abbandono
di quel folle tuo amore ov'io non mordo
che sapore di morte.
poesie - lo specchio 1948




Un fanale
In una sera d'inverno
vidi un fanale a Monte Savello
lucente nella nebbia.
Era un impensato autobus.
Era, quel lume, una grande promessa
per una città di sbandati
urlante i suoi affanni
martirizzata dall'nfame guerra.
Era il futuro che rifioriva
in milioni di esseri
attorno a me disperato, concluso.
Ed io solingo andavo
dicendo a me stesso:
Il giorno corre alla sera
come la vita alla morte.
Ora è vicino il tramonto.
E tu potrai rifugiarti
in quella notte in cui non segue l'alba .


Spiragli
Che cosa mi colpisce oramai !
Un velo d'ombra di mare
Sui monti lontani
Un lembo di nuvola tutelare.
Ma basta levare la testa.
Le cose non stanno che a ricordare.
Piano piano i minuti vissuti
Fedelmente li ritroveremo.
Coraggio, guardiamo.


Ultima speme
La nostra misera gloria
é una pingue colonia
per il vorace appetito
dei nostri nemici.
I vermi già ci divorano da vivi.
E tra poco di noi non rimarrà
che il lor rifiuto
l’ultima, imponderabile materia
che in aria e in luce si tramuterà.
O sublime residuo!
Intangibile essenza !
Tu sola, arida polvere
non patirai l’oltraggio dei viventi.
In te forse, in quel soffio
di cenere superstite
è la prova dell’anima
il segno indistruttibile
dell’
immortalità
.
poesie
https://youtu.be/O9nEXiiS61g
   - legge   v. gassman



PASSAGGIO NOTTURNO
Giace lassù la mia infanzia.
Lassù in quella collina
ch'io riveggo di notte
passando in ferrovia
segnata di vive luci.
Odor di stoppie bruciate
m'investe alla stazione.
Antico e sparso odore
simile a molte voci che mi chiamino.
Ma il treno fugge. Io vo non so dove.
M'è compagno un amico
che non si desta neppure.
Nessuno pensa o immagina
che cosa sia per me
questa materna terra ch'io sorvolo
come un ignoto, come un traditore.

 

 

 

 

vincenzo cardarelli

pseudonimo di nazareno  caldarelli

1 MAGGIO 1887 CORNETO TARQUINIA - VITERBO  -  18 GIUGNO 1959  roma

conversatore brillante, polemista mordace, letterato e vero e uomo di risentita passione.  ha avuto vita vagabonda, solitaria, di scontrosa ed austera dignita'.   sono enfant de fortune , figlio dei tempi... mi sento come il grillo nell'uragano,  come la cicala sorpresa dai primi freddi dell'autunno. vi sono giorni in cui steso sul letto, sospeso e quasi inesistente, oscillo come un ago calamitato.

' la vita io l'ho castigata vivendola '

 

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