Zingonia      Zingone
londra 29 luglio 1971

Quando leggi le poesie di qualcuno
sai giA chi hai di fronte
*
il dolore da la possibilita
di andare fino in fondo a se stessi
*
Mi chiamo Zingonia Zingone 
sono poeta e non uso pseudonimo

*

facebook.com/zingonia

Mi poesía no tiene nacionalidad

en poesía la traducción conlleva cierta traición a la obra del autor
in poesia la traduzione implica una forma di tradimento del lavoro dell'autore - fb/zz

The Power of Poetry
Poetry speaks a universal language: the language of truth.
All hearts recognize truth, even when one’s mind is wrapped up or distracted by worldly thoughts/actions that estrange it from truth.
Poetry unites words to go beyond words; it creates symbols that convey seeds of truth with the efficiency of a slap, with the soothing kindness of a caress.
It is an ambush for the dormant conscience.
This apparently futile, undecipherable formula has the power of shaking the center of our Center.
z.z. - trivandrum, jan. 2012
fb/zz - 2016


nata a londra il 29 luglio  1971
Poeta, scrittrice e traduttrice -  scrive prevalentemente in spagnolo.    Cresciuta tra Italia e Costa Rica -  è laureata in Economia
.
Ha pubblicato
. 2005 - Máscara del delirio
. 2007 - Cosmo-Agonía
. 2011 - Equilibrista del olvido
.
2012 - Editorial Germinal
. 2013 - Los naufragios del desierto
. 2017 - le tenazioni della luce

.
- I suoi libri sono tradotti in italiano, francese, inglese, arabo, kannada e marathi

  pubblicati in Italia, Spagna, Messico, Costa Rica, Francia e India
- Il suo poema in francese Petit cahier du grand mirage è stato pubblicato in un libro d’artista illustrato da Robert Lobet - 2016.
- Le sue poesie appaiono in numerose riviste letterarie e sono tradotte in svariate lingue.
- Curatrice e traduttrice di raccolte poetiche da inglese, spagnolo e italiano.
- Cura per la rivista digitale MINERVA la rubrica di poesia internazionale 'Il grido e il sussurro'.
.
traduzioni in spagnolo
.  Alarma de Virus 2012 del poeta marathi Hemant Divate
.  La Cruz es un camino  2013 di Daniele Mencarelli
traduzioni  in italiano
.  Utopia del Solitario  2014  del costaricense Osvaldo Sauma
.  Voci della nicaraguense Claribel Alegría  - premio Camaiore 2016

.  AMORE SENZA FINE  - CLARIBEL ALEGRíA - 2018
.
Ha curato l’antologia poetica Non scordarti di amare del turco Ataol Behramoğlu 2014   e    Winds del poeta vietnamita Chi-Trung Nguyen 2014

fonte zingonia zingone - marzo 2017-2018



¿Cómo se da esto de escribir preferentemente en español siendo italiana de origen? ¿Por qué crees que se genera esta dinámica inusual?
Yo pasé
mi infancia en Costa Rica, llevé a cabo mis estudios en inglés, y en casa siempre y sólo escuché hablar italiano. Mis primeras composiciones poéticas (a los 12 años) fueron en inglés. Supongo que el ritmo de las palabras que retumbaba en mí con mayor fuerza era el de mis lecturas escolásticas. Con el tiempo, migré hacia el italiano, en paralelo con los estudios universitarios (Economía) que cursé en Roma, en italiano. Finalmente, al mudarme de nuevo a Centroamérica, a los 27 años y por asuntos profesionales, encontré mi resonancia en el idioma castellano. Es en Nicaragua donde comencé a descubrir matices del idioma que me pertenecían desde tiempos antiguos, y poco a poco me fui afianzando en él.
En Nicaragua también aconteció el Amor.
El idioma del amor es el idioma del corazón, y el corazón es aquel que origina todos los latidos. Por ende, aunque a veces pueda cometer errores en español, debidos a su similitud con el italiano, sé que mi pulsación poética le pertenece. Es un latido hispanoamericano. Ya el idioma de mis lecturas se ha vuelto indiferente; a la hora de tomar la pluma entre las manos, los versos surgen en español. Esta dinámica no aplica ni a la narrativa ni al ensayo, géneros en los que me expreso libremente en italiano, inglés y español Sin embargo, en respuesta concreta a la pregunta ¿por qué creo que se genera esta dinámica inusual?, tengo que apelar nuevamente al misterio poético.
Paul Celan afirmaba que la poesía es una especie de regreso a casa. ¿Qué sería para ti?
Parecido a Celan: es la vía del regreso a casa, porque
el camino de la poesía, para mí, coincide con el camino espiritual. Ese trabajo de eliminar lo superfluo para llegar a la esencia, a la palabra precisa, a la verdad desnuda.
La poesía es búsqueda, pero hay que preguntarse ¿qué busco? Personalmente, no creo en los ejercicios estilísticos, en la búsqueda de la forma sin contenido.
Creo más bien en el escarbado profundo. Es allí donde se descubren horizontes siempre nuevos. Bien lo dice el poeta argentino Hugo Mujica en su Poéticas del vacío: “El hombre, lo supo también Pascal, es un ser finito habitado por la infinitud.”

mario meléndez - panoramacultural.net -  fb/zz
.

FreeFromChains
A REBIBBIA - ROMA - DAL 2015 UN GRUPPO DI DETENUTI SI RIUNISCE OGNI SETTIMANA INTORNO A ZINGONIA ZINGONE, POETESSA, CHE PORTA CON SÉ TESTI POETICI PROVENIENTI DA DIVERSE AREE GEOGRAFICHE, LINGUISTICHE E TEMPORALI.        I PARTECIPANTI LEGGONO A VOCE ALTA E LASCIANO CHE LA POESIA LI ACCENDA E LI SMUOVA NEL PROFONDO.         DOPO UN PO’ DI TEMPO, E ALCUNI PRIMI ESERCIZI, ANCHE LORO HANNO COMINCIATO A SCRIVERE, A INIZIARE UN PERCORSO DI LIBERAZIONE DA SCHEMI MENTALI E CATENE INTERIORI.     NASCE IL PROGETTO FREEFROMCHAINS (LIBERI DALLE CATENE) CHE FORNISCE ALLE VOCI RECLUSE UN’OPPORTUNITÀ DI TORNARE A PARLARE.
agensir.it - 2017

No me importa lo que digan

Ámame, te digo ámame
en el nocturno abrazo del silencio,
ámame
y calla como hace el amor,
tú que eres eso,
aun cuando callas.
Rózame, te digo rózame
que dulce murmullo eres
en el abrir de pétalos y no
rózame de alas,
de miel rózame;
el palmo rózame,
nacer como la semilla
que rozando posas.
Mírame, te digo mírame
espantado mírame
que suave,
desnuda
descubro
hasta el alma.
Cúbreme, te digo cúbreme
lentamente cúbreme
y súdame,
de sal y vientre súdame
de fiebre y paz súdame
de torso, bronce, penumbra
súdame
cúbreme, extiéndete
cúbreme.
Piénsame,
te digo piénsame
en la claridad piénsame
línea que huye y no,
que ayer aún,
piénsame, mañana piénsame.


Non m’importa cosa dicono
Amami, ti dico amami
nel notturno abbraccio del silenzio,
amami
e taci come fa l’amore,
tu che sei quello, anche quando taci.
Sfiorami, ti dico sfiorami
che dolce brusio sei
nell’aprir di petali e non
sfiorami di ali,
di miele sfiorami;
il palmo sfiorami,
nascere come il seme
che sfiorando posi.

Guardami, ti dico, guardami
spaurito guardami
che piano,
nuda
schiudo
anche l’anima.

Coprimi, ti dico coprimi
lentamente coprimi
e sudami,
di sale e ventre sudami
di smania e pace sudami
di torso, bronzo, penombra
sudami
coprimi, teso
coprimi.

Pensami, ti dico pensami
nel chiarore pensami
linea che sfugge e non,
che ieri ancora,
pensami, domani pensami.

l’equilibrista dell’oblio 2011
rivistaclandestino.com

http://youtu.be/M8cEGEpl_ys  -  poesia femminile

www.facebook.com/videos  - granada nicaragua

 




con  Ernesto Cardenal - Granada 14 Febbraio 2017

fonte immagini ZZ



Con Claribel Alegría - Managua 11 Febbraio 2017

 

  

La sua poesia si abbevera nelle acque colloquiali di Ernesto Cardenal, si lascia sporcare da quella impura di Pablo Neruda. Come lei, gitana per il mondo, piange il dolore degli oppressi, ricrea i miti, intreccia il quotidiano con l'eterno.
Se  "Zingonia la città vivente  mai fu"   o piuttosto fu rifugio degli emarginati e bersaglio dei fondamentalisti del razzismo -  Zingonia la poeta vivente "è" .

Alicia Partnoy
raffaellieditore.com


Membro del comitato organizzatore del festival internazionale di poesia 'Kritya' (India) e responsabile della sezione di poesia  Latino americana del festival intercontinentale delle Arti 'Mediterranea', Zingonia esprime il suo talento soprattutto in spagnolo, una delle sue lingue, insieme all'italiano, all'inglese e al francese. Una ricchezza che, come spiega, le ha consentito di "leggere in lingua originale la letteratura ispanica, anglosassone, francese e italiana e di dialogare facilmente con i poeti internazionali, contando su una maggiore sensibilita' verso le loro lingue madre".
"L'economia  mi ha guidato verso la poesia in un modo indiretto. Ho cominciato a scrivere a 12 anni, ma ho iniziato a pubblicare solo dopo l'esperienza lavorativa in Nicaragua dove ho trascorso cinque anni in aziende agricole.    E' un Paese povero, dove la gente vive in condizioni difficili, ma sorride a dispetto di questo. Li' la mia sensibilita' sociale si e' risvegliata e ho avuto modo di scavare dentro di me. Allora ho cominciato a prendere sul serio la poesia. Il Nicaragua, poi, e' una terra di poeti, come Rube'n Dari'o, Ernesto Cardenal, Gioconda Belli, Claribel Alegri'a. Insomma, in Nicaragua ho ricevuto anche l'incoraggiamento ad andare avanti ed è stato il mio trampolino. Da lì ho cominciato a partecipare al primo Festival internazionale di poesia e poi a viaggiare e conoscere cosi' tutti i poeti che poi mi hanno sostenuto e incoraggiato".
Due volti, quello del manager e quello della poetessa, che appartengono alla stessa donna e che forse le consentono di restare con i "piedi per terra" anche quando la sua "anima, come il fumo di un sigaro, sale lentamente".
Così, mentre Zingonia si occupa di gestione aziendale, ogni tanto scappa via dalla mente che procede per rigore logico e si rifugia nell'ala destra del cervello, quella che osserva per sentire e non per decidere, quella che "fotografa i dettagli per andare oltre", che fa della sofferenza la regina della creazione, perché "il dolore - dice - da' la possibilita' di andare fino in fondo a se stessi".
'Gitana per il mondo' la definisce Alicia Partnoy
www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/Il-piccolo-miracolo-chiamato-Zingonia-Zingone-in-lei-si-fondono-economia-e-poesia_314098791773.html
www.omni-bus.com/n42/sites.google.com/site/omnibusrevistainterculturaln42/creacion/zingonia-zingone.html
http://metaforologia.com/zingonia-zingone


Voici une poètesse italienne qui nous déclare son appartenance humaniste et déplore la guerre et les génocides. Une poétesse sans pseudonyme sémant ses poèmes dans le vide qui lui fait sentir la solitude. Zingonia la poétesse tente de reconstruire une partie des détails encores présents dans la mémoire en remémorant les images des drames répétées
alkalimah.net - facebook/zingonia

SOLO UNA PREGUNTA
¿Cuál es el hilo conductor que dirige tus pensamientos?
Me pregunto si habrá realmente un hilo conductor que dirige mis pensamientos. Creo que no. A mí me dirige el asombro. Asombro que se convierte en palabra, palabra que se convierte en pensamiento.
Por eso, cuando me preguntan cómo nace mi poesía  digo que de un latido se encarna el verso. Aquel golpe en el pecho que insemina el óvulo de la palabra encendida. El verso nace por urgencia pero crece para entregarse, y en esa entrega, se convierte en fundamento tangible de la existencia, y por ende en pensamiento. Yo considero mi pensamiento secundario al encuentro entre un texto y su lector. El encuentro determina la validez del texto; su capacidad de “hacer acontecer” algo legitima lo expresado, lo convierte en pensamiento fundado. Es un proceso a la inversa. Porque la poesía es lucidez en la locura.
Es hablar de lo que se desconoce con la íntima certeza de que es irrefutable.
Es reflejo sin espejo, visión en un cuarto oscuro. ¿Dónde está entonces el hilo conductor que dirige mis pensamientos? Yo diría que el hilo conductor es más bien una antena que recibe y acoge un soplo. Ernesto Cardenal en su Vida en el amor dice del ser humano “somos alambres conductores de la corriente de alta tensión del amor”. Así mismo, para mí el poema es el alambre conductor de la intuición que nace del asombro y se convierte, casi milagrosamente, en el pensamiento del autor mismo, a quien definiría más propiamente “el transcriptor”.
Puedo afirmar que he sido testigo a través de los años de la formación de mis pensamientos.

lookingazul.blogspot.it  - fb/zz

Mi poesía no tiene nacionalidad
¿En un mundo que se está cayendo a pedazos aún hay lugar para la poesía?
La poesía siempre va a existir. La poesía es tan inútil y tan imprescindible como el amor, es parte del ser humano. Siempre va a nacer gente con capacidad de asombro, aunque cambien las cosas por las que uno se asombra.
¿Cómo se lleva usted con sus soledades?
Yo me entiendo muy bien con ella, las soledad es una buena compañera. No la siento como algo pesado ni negativo, todo lo contrario. Me gusta estar sola.
...
De niña fui un poco disléxica. Me costaba mucho leer y se me confundía el orden de las letras. Mi familia y yo vivíamos en Costa Rica, y a mí me tocaba hablar en tres idiomas: italiano en casa, español con los amigos, inglés en la escuela.
Obligada a un trilingüismo demasiado complicado para mi cabecita de entonces, inconscientemente, elegí el camino más sencillo: la memoria de los sentidos. Pero, afortunadamente, como dice Santo Tomás de Aquino, “los sentidos son las ventanas del alma”.

vianco martinez - noticiassf.com - fb/zz - 2016

I step on silent grass
Searching
For a word that envelops
Atom and Star
I catch it in a flower
Opening gently


  >   alcune poesie di zing in inglese   <
in night's walk crossing
voids
lit up by crashing glasses
taverns
filled to rim with babble
thoughts
budder evergreen
branching visions
into primeval shades of darkness
reality
slowly sipped by idleness
fb/zz - 21.7.2018


los naufragios

del desierto
http://youtu.be/HkuHLjnZspw

 

 

I versi di Khalil
Parlano la lingua del candore.
Non esiste freccia più puntuale
Della sua parola scagliata nel silenzio.
Soffio che arriva limpido,
si fa inchiostro
e si imprime sul biancore.
Cosa cerca Khalil?




Bâsim non chiede
dov’è mio papà.
Sua madre tesse e ripone la tela
in un baule di madreperla.
Tra i gomitoli affonda un ricordo.
Il bimbo salta la corda
e conta uno, due, tre…
Una palma si scuote al confine,
fa scudo alla duna dal vento feroce.
Gli occhi umidi di una donna
nel doloroso trascorrere delle ore.



BASIM SA
CHE LE SUE ORIGINI SI TROVANO
NEI MARI DEL SUD. SOGNA
DI ESSERE UN PIRATA, ALL’ARREMBAGGIO
LA NAVE È UN TRONCO MUTILATO
UNA PALMA CADUTA
ARMATO DI FIONDA VA ALL’ASSALTO
DEL GALEONE NEMICO, CERCA
IL TESORO NASCOSTO.
APRE IL BAULE DI MADREPERLA
IN FONDO C’È UNA PERGAMENA.
RICONOSCE LA TINTA CHE SFOCIA
DALLE BIANCHE MANI DI SUA MADRE.




Soraya
vende il suo corpo

compra
allegria. Vende allegria, compra
oblio. Si libera dal presente
inchiodandosi alla croce della lussuria
martire del piacere e della vertigine.
Erotismo, fantasma che la abita
e spaventa: seme catapulta
che l’ha scagliata in questo mondo.


Un uomo alza dal letto
i suoi occhi, lucerna del tempo.
Depone ere di piombo.
Dorme la rosa nel suo letto.
La contempla, avvolge
i suoi petali tersi.
La luna gira muta, senza sosta
intorno allo stelo; le stelle
s’intrecciano in un nuovo ed antico
firmamento. Lui bacia i piedi
a sostegno del mondo:
le fragili, eterne dita dell’amore.
Si unisce allo stelo, consegna
la sua linfa, libero. Nutre
con tutta la sua esistenza la sua
bianca rosa.


Soraya condanna

i racconti
La sua sventura si porta dietro
il sussurro di una favola orientale.
Come struccarsi le labbra
della carne azzannata? Come ripudiare
il satiro che abita nell’uomo?
– Soraya, vedo nascere un arcobaleno
sul tuo volto; le lacrime lavano
l’anima, sollevano la luce
inabissata nei nostri precipizi;
dell’aureola restaurata
forgiano colori nuovi. –
Il vecchio non la guarda in volto,
perso nella nostalgia ridente del cielo.
Il fetore dei suoi abiti dichiara
la sua indigenza; i suoi modi
le alte insegne dell’onore.
Soraya sfiora i piedi del cieco
con il deserto del suo sguardo:
– Sono un fiore marcito nel vizio
imposto dalla sorte, maledizione
che sopporto e compio ogni giorno
con la puntualità del diavolo;
mi disgustano l’uomo e le curve
che accompagnano la mia carne.
Odio queste mani schiave,
questa bocca affamata di orrore.
Impotente nel chiuso dell’odio,
dove niente vive in pace,
filo spinato teso, pavimento schiodato,
sgambetto.
Come un cane,
sento desideri che diventano morso,
ferita, voce che ritorna
nel tamburo dell’orecchio
una danza tribale che chiede
acqua per uccidere l’arsura,
ad irrorare una speranza screpolata,
morente, senza voce per gridare
l’odio che le cresce nelle viscere.
La poca linfa che scorre
in questa pianta del deserto.


In Andalusia vive

un giovane
di nome Bâsim. Sul suo volto
splende il sorriso del futuro.
S’inchina all’altare della Concezione.
Nella destra, un rosario.
Grano dopo grano, disfa
la lunga tela. Libera
la farfalla prigioniera nel deserto.


La arena danza
al ritmo de un suspiro

cortina de afanes que separa una madre
de su hijo. Bâsim juega, tira una semilla
de dátil, brinca con una, luego ambas
piernas, desde la tierra,
evitando bordes y dudas,
su meta es el cielo.
El niño cae y se levanta; regresa a tierra.
Lanza otra vez el hueso del dátil
e intuye que la vida se vive a saltos;
pequeño acróbata de los abismos.
El palpitar de una madre en el desierto,
gemido enterrado en la arena;
el estrechar enérgico de un hombre,
el fruto que al consumirse crece,
consumido una y otra vez.
La dimensión del tiempo oscila
entre la primera estrella del ocaso
y un niño que grita
' ¡rayuela! '.



Il principe ama la rosa
e conosce il suo aroma
Con minuzia percorre il suo sinuoso contorno.
Gioca con la corolla, attraversa il monte
morde il frutto spaccato, il fico i coralli.
Bagna il volto nelle onde, affonda
la sua carne nella carne,
demonio! L’urgenza mendicante.
La sua malefica impronta è il ricordo.
Il principe non conosce l’essenza,
il mistero; è solo un vampiro
che mendica amore
non sa altrimenti.
Di giorno perde la sua corona
ritorna alla solitudine
corteggia il ricordo.
Ostenta i petali della sua nostalgia.




Lei

non disfa la lunga tela
che giorno dopo giorno tesse in silenzio.
Crede ancora nell’amore.
Nell’impeto del cuore
che al fiorire si chiama Bâsim.
Lei aspetta nell’ombra.
Il bimbo ride e insegue il frullo leggero
dei suoi pensieri, farfalla delirante
sopra i cactus del giardino.
Un uomo brucia nel ricordo di sua madre.
Il bimbo salta, segue il volo
fino ad arrendersi alle fiamme
che rigenerano il mondo.
Lei baciala chioma crespa di Bâsim,
amuleto contro il mal consiglio.
Crede nell’amore e nel ricordo
splende vivo un uomo. Lei carezza
suo figlio e riprende tra le mani
d’ombra la tela dell’attesa.

Poiché come l’acqua può irrompere improvvisa in pieno deserto, conducendo al naufragio, così la vita può offrire svolte e sviluppi sorprendenti.
Ed è così che dalla morte può nascere la vita. Ed è appunto di morte-rinascita vissute sulla propria pelle che parla nella postfazione del libro l’artista Giovanni Manfredini il quale, con poche parole limpide e concise ripercorre l’enigma della sua esistenza.
E’ così che una corona di spine, tratta dal roseto prediletto dalla Madre, per Amore può diventare d’oro.
Così l’emblema del dolore si trasfigura in corona vittoriosa, quella che compare, oro su sfondo nero, sulla copertina di questo iniziatico e profetico libro.
progetto7lune.org - 2015

 

Come direbbe Baudelaire

Sento il peso dei secoli.
Come una reliquia sotto a una patina di polvere
il mio spirito si riempie di rose avvizzite,
emano un profumo misto d'audacia e muffa
e mi arrendo davanti alla tua assenza.

Il mio corpo fresco e orgoglioso
sospira immaginando l'incenso
che spargono le tue carezze,
nascondo le lacrime del tempo
 in uno scrigno di madreperla,
lo seppellisco nella mia essenza
e lo adorno di filigrane.

Sono un cadavere fuori moda
inchiodato alla sua bara di ricordi
dove non entrano altre emozioni,
i sogni straripano e inondano la fossa
con semenze di diamante e petali d'oro.

Dove avrò vissuto così a lungo?
Nella penombra del tuo abbandono
o nella notte del tuo ricordo?
Le mie pupille consumate bruciano,
tanto ho sofferto la tua mancanza.

Uno specchio di mare s'intravede
e mentre scruta il mio riflesso di nebbia
l'anima in mille gocce evapora.
Sono stata una piramide di ghiaccio, moderna e forte,
tra le tue fiamme mi son sciolta, acqua benedetta.


La chiocciola

Osservo il mondo
dal mio rifugio
mi affaccio e mi ritiro
sorreggo il peso della mia solitudine
mi sposto alla ricerca di un'altra sponda
dove scaldare le mie ossa
e soleggiare i miei dubbi
dove accompagnare la mia nostalgia
con la musica delle onde.

Passo passo mi allontano da te,
passo passo mi avvicino di più.

Quando scoppiano le ombre
esco dal mio rifugio,
la notte canta
sotto un manto di stelle,
flauti e lire.

In questa quiete mi abbandono
finché avverto che il tuo primo raggio
attraversa la mia veste di seta.

Torno triste nella mia caverna.
Mi chiudo sotto la gravità del desiderio
e torno ad essere la solita,
quella sinuosa chiocciola imprigionata.

'On the road'

Dritto verso la montagna cavalca il mio eroe.
Il suo puledro color del mare galoppa e galoppa.
Un sigaro acceso tra le labbra volitive,
le mani appassionate che sorreggono le redini.
Così cavalca il mio eroe,
inseguito dal canto malinconico
di una voce sconosciuta.

Di ritorno al paese: la notte.
Il puledro stanco non regge più
il peso del padrone esaltato,
la cui mente brucia nel ricordare
il corpo della sua donna lontana.
L'oscurità avvolge i desideri più segreti
della sua passione.
Con decisione spinge gli speroni
contro il ventre del puledro.
Coperto di sudore, accelera la marcia.
Così cavalca il mio eroe nella notte,
fino a raggiungere le mie scuderie.

Il peccato divino

Di fronte a te, specchio notturno,
cerco Maria e non la trovo.
Comincio il mio pellegrinaggio
pregando il tuo perdono.

Uomo nella veste di Venere
- mela rossa -
nel mio cammino verso la Mecca tu mi fermi
e mi dirigi all'Eden del nostro amore:
canti e fiori, sussurri e malinconia.

Già lo sai, anima identica alla mia,
che sono una costola del tuo limite.
Plasma con le tue mani di seta
questa creta madida in scultura eterna
e dalle vita col tuo sorriso, col tuo sguardo.

Quel paradiso lontano, rinchiuso nel peccato
non può essere altro che un'alba
brumosa e impregnata di sudore.
Intrappolami tra le tue ferme braccia,
fino alla fine del mondo lì respirerò.

Riflessioni

Con il cuore colmo delle tue introspezioni
e lasciatami andare al solito turbamento
che mi produce soltanto pensare a te
 - uomo o penna o anima o mente
o complesso ammaliante di elementi
definiti e indefinibili -
spinta dalla mia normale impazienza
e consapevole che la mia definizione
della profanata parola "amore"
s'avvicina molto alla tua,
mi prendo il tempo
per riflettere sulle tue profondità
e ti dico addio con un prevedibile
"ti amo".

Sei stato

Il tuo nome è stato mio,
il muto scintillio del vuoto l'ha risucchiato.

Il tuo frutto nel mio ventre,
il desiderio sublime s'affogò sconsolato.

La speranza perse la strada,
la mia esistenza mutilata non è riuscita a ridere.

Ora sei solo un ricordo,
vibrante, reale ed eterno.

DE PROFUNDIS
Tutti vogliono dettare
le regole della mia vita
per lignaggio
affetto
buon senso
o perché frustrati
hanno dimenticato da tempo
ciò che significa
vivere.
Mi accusano di essere cieca
-perdente-
perché amo
la semplicità
illusa, ingenua, ottusa
apatica
perché non ho mai cercato
l’uomo perfetto,
quello che mi renderebbe felice
perché ha viaggiato
capisce d’affari
ha eredità e cervello
vuole avere figli
è gentile e affermato
ha contatti
in po’ di astuzia
principi
eleganza
una famiglia numerosa;
è un uomo sorridente
sportivo
e che non fuma.
Nell’apparenza,
uno come me.
Tutti vogliono dettare la mia vita
ignorando
che non mi appartiene.
Non sono io
l’artefice
di questa magia incoerente
qui Qualcuno vuole dire qualcosa
demolire il mito del lignaggio
del presunto affetto
dell’evidente buon senso
Qualcuno mi spinge a rompere gli schemi
a camminare nella verità
con la forza dei martiri
il distacco dei folli
Qualcuno accarezza il cuore trasparente
mette e toglie i pezzi
del grande geroglifico
ha la formula magica
della mia allegria
Qualcuno mi consegna la luce quotidiana.

l'equilibrista dell’oblio - equilibrista del olvido - 2011

 

 

Equilibrista
Camina la cuerda en equilibrio
los brazos tendidos
como zozobra sonriente.
Camina de punto a punto
repitiéndose
sin volver la mirada o el paso
hacia el arranque.
Vira la cuerda en el viento,
trompo de asuntos al aire
se hace ovillo
se hace hueco en el centro.
Sigue la cuerda el camino
que llaman demencia
los brazos tendidos y sonriente.

 

L'EQUILIBRIsta DELL'OBLIO
TUTTI VOGLIONO DETTARE LE REGOLE DELLA MIA VITA
Mi chiamo Zingonia Zingone
sono poeta
e non uso pseudonimo
Leggendo questa poesia chissà quante donne diranno “sono io Zingonia Zingone”.
Ma lei e la sua storia sono uniche, fatte di una geografia di sogni, nel suo nome come nel suo crescere tra l’Italia e la Costa Rica, con la sua poesia che ha due lingue e mille destini, tradotta perfino in cinese e in hindi.
Questo libro è la città di Zingonia da attraversare, con strade che portano in luoghi mistici e inaspettati e con un cuore pieno di voli.
Questo equilibrio non è immobilità, ma qualcosa di teso alla verità fino in fondo. La trasparenza in poesia è una dolorosa leggerezza che si conquista passo passo, con estrema concentrazione.
Zingonia è capace di questa miracolosa forza.
isabella leardini  -   joaquín gálvez
hounlibrointesta.glamour.it  -  cittadelmonte.info
laotraesquinadelaspalabras.blogspot.it 

E’ una sorta di “dialettica bipolare” quella che lascia scaturire la poesia di Zingonia Zingone, autrice e animatrice culturale cresciuta tra Italia e Costa Rica, Dire senza nascondere, senza celarsi dietro eleganti e altezzose maschere di parole difficili o desuete, evidenziando la profonda colloquialità di Ernesto Cardenal o la conoscenza impura e deflagrante di Pablo Neruda. Nella preziosa prefazione di Alicia Partnoy si rimanda alla riflessione lucida e personalissima di Claribel Alegría .
Gitana per il mondo, affranta dal dolore degli oppressi, è capace di ricreare il mito intrecciando in maniera semplice e naturalissima il quotidiano e l’eterno; una corda tesa sulla quale camminare con prezioso equilibrismo, non rassegnandosi mai a precipitare nel burrone dell’oblio.

eleonora mozziconi - davide toffoli - duendequaderni.blogspot.it - 2015

 



Passare la soglia della porta
senza sapere se sei entrato
o stai uscendo
né dove ti porta l’ingresso
che conosci bene
senza averlo mai visto.
. allucinazione

 



forse non arriverai mai
forse l’amore
è proprio questo
orizzonte luminoso
distante e irraggiungibile
. attesa prolungata




 A Osvaldo Sauma  y  Alfredo Trejos
a los que juegan al solitario  con o sin naipes


sé que los naipes
ya se jugaron
y como siempre
a mí
me tocó la pica
los franceses alegan
que los inventaron para distraer
la melancolía de un rey
entonces sola
barajo enloquecida
las pocas probabilidades
de trébol diamante
de tu corazón
cierro los ojos
un viejo rock repite
no sabes cuánto te amo
aborrezco la cartomancia
y todo agüero
sin embargo recuerdo
que en hebreo baraja
significa bendición
no levanto la última carta
y sigo mintiéndome
algún día ganaré

 

 



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18.4.2013

inedito concesso dall'autrice   . grazie zizi  ! 


fb/zz - in  colombia
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un lindo niñito pintó para mí este barquito
fb/zz - 4.12.2017
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Entre los seres alados
la abeja es de los pequeños
pero es la principal
por la dulzura de su miel
fb/zz - 8.12.2017
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happy to find this old poem of mine stranded on computer shores ...
FROM ANCIENT TIMES
I would love to love you
With love that flows
In the river of truth
Stars reflected
On crystalline waters
Moon: the quiet witness .
I would love to love you
Like a butterfly
On your eyelids’ flapping
Oh, window of the world !
I would love to love you
Like the dream I had :
A sand storm
A silk robe
A tent
On a suspended dune
Sparkling in the universe .
fb/zz - 14.3.2018 - grazie !



Magnitudo Emilia - esposizione - libro e mostra - roma  fine art gallery 2013
'' un testo che si affaccia dalle crepe e ti guarda dentro. Ti trema, ti urla, ti tace. Nel suo essere un insieme di frammenti in bianco e nero è tavolozza di sfumature umane che vivono tra dialetto e ricostruzione in questo quadro futurista appeso al cielo, affrancato all'imprevedibilità della terra. 'Magnitudo Emilia' è lo sguardo che cerca l'epicentro ''

adnkronos - 2013


el angulo perfecto
Le parole di Zingonia sanno essere al contempo delicate e potenti, consolatrici e struggenti, leggere ma profonde, rivelatrici eppure misteriose. Nell’assenza di volgarità, di conflitto, di quella rabbia fratricida che soprattutto in questi tempi tormentati abita sia dentro che fuori di noi, si rivela la vera natura delle poesie di Zingonia, così simile alla medesima natura del paese che le ha insegnato la bellezza, la giustizia e il rispetto che fanno della sua stessa parola poetica un’utopia da realizzarsi in ogni istante della sua vita.

recital in lingua spagnola - roma - marco cinque - rievoluzionepoetica.blogspot.it

sfilano
automi senza volto
oggi
i figli della terra
frantumati dal muro
mattone su mattone
cadono nell’abisso
ciechi
alla forza che muove il sole
e le altre stelle
continua l’invasione
dei rinoceronti

trad alba metaponte  -  fb/zz - 2014

IL CONTRAPPESO
La ballerina di Degas
posiziona nella punta
della scarpetta destra
tutta la sua esistenza.
All’apice dell’equilibrio
di sfacciate piroette
e flash,
dal silenzio irrompe
un volto
che la restituisce alla sua infanzia.
Perde il contrappeso dell’oblio
e precipita
e si spezza.
La ballerina di Degas
ha avuto una volta un padre.

da plaquette monografica progetto 7LUNE - MEZZALUNA
s
anta ana el salvador 2014

 

 

né tana
né nido
ma un’ancora insabbiata
nel firmamento
z.
fb 20.3.2018





CHIOSTRO DEI MORTI

Scorre il mattino nel fischio
e scendo
dal treno spinta
a vagare
le arterie gremite
la sorte, in agguato
il fiato sospeso nel tuo
"ma ... che ci fai tu qui"
grazioso, affrettato
l’abbraccio che ignora
un balbettio di pensieri
il rossore
l’urto
di uno che passa e dice "donna
che corre
e strappa
fiori dal ciglio",
ma taci!
Assordante
oggetto che batte
sotto la pelle del petto
riparato ieri
dall’azzurro fisso
sul parabrezza della sera,
riparte
il treno
il fischio
l’abbaglio
l’inconscio e lo sguardo
si abbassa sul testo
sacro che dice
luce vivente
mulier viatrix
e scorre il mattino
sullo specchio ancora
in fiamme.

fb/z.z.
17.XII.2014

 

LE TENTAZIONI DELLA LUCE
'L'AMORE MISTICO CHE INCARNI'... E DA LÌ, LA TENSIONE TRA LA MISTICA E LA CARNE, IL DUALISMO CHE L'AMORE, SOLO L'AMORE NON SEPARA... «MI APRO/A QUEL CORPO EBBRO D'AMORE», L'ALTRO FIANCO, L'ALTRA SPONDA, LA CARNE. E COSÌ SCORRE QUESTA RACCOLTA DI POESIE, OSCILLANDO TRA UNA RIVA E L'ALTRA, NEL MEZZO, LA TENSIONE, LA FERITA O LO SQUARCIO; NEL MEZZO LA STORIA, LA FINITEZZA E LE PAROLE, LA POESIA ... POESIA IMPOSSIBILE PER UNA SUTURA IMPOSSIBILE, PERCHÉ DI TENSIONE CREIAMO, DI ASSENZE SCRIVIAMO:   «MI SPOGLIO DELLE COSE/ PER INCONTRARTI NEL NULLA», È IL DESIDERIO, LA FEDE, MA ESPRESSO IN PAROLE, ANCORA AGGRAPPATO, ANCORA UMANO. È DI QUESTO CHE CI RALLEGRIAMO, CHE L'IMPOSSIBILE, CIOÈ L'UNIONE, GENERI POESIE COME QUESTE, COME QUELLA CHE SA CHE «MAI FU PATRIA/ UN CERTO TIPO DI AMORE», SOLO CAMMINO, POESIA DOPO POESIA, VERSO DOVE LE PAROLE FANNO SILENZIO ... - HUGO MUJICA
ibs - 2017

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L’ULTIMO LIBRO DI ZINGONIA ZINGONE È UNA PARABOLA D’INTENSA SPIRITUALITÀ CARNALE E DI SPIRITUALE CARNALITÀ, UN VIAGGIO ATTA RICERCA DELLA CONOSCENZA ATTRAVERSANDO I GRANDI ENIGMI DELLA STORIA. E’ UN VIAGGIO SOSPESO TRA LACERAZIONI E CADUTE, TRA SMARRIMENTI E RICONOSCIMENTI. TUTTO IN QUESTO LIBRO SI FA RICERCA E TENSIONE VERSO L’ASSOLUTO, IN UN’ACCOGLIENZA DELLA DISSONANZA E DELLA FERITA CHE INDUCE A COMPIERE L’ESTREMO SACRIFICIO DELL’EGO, IN UN ASCETICO ESERCIZIO DI SOTTRAZIONE CHE CONDUCE AD OSARE UN OLTRE FINO A DIVENTARE ALTRO. UN PERCORSO DI UMILTÀ E DI ACCOGLIENZA CHE S’IMPARA GIORNO PER GIORNO, OSSERVANDO DAI VETRI DELLO SGUARDO, UN MONDO SPESSO INCOMPRENSIBILE NELLA SUA PROPENSIONE AL MALE.
lucia guidorizzi - cartesensibili.wordpress.com - 2018

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SCRIVE PER ESORCIZZARE UNA PRESENZA: L’EFFIGE DEL SANTO. INSISTENTE. INCARNATO. MA È UN ESERCIZIO STERILE, TANTA È LA DELIZIA NEL PENSARLO, METTERLO AL CENTRO. È UN AUTOINGANNO. UN’IPOCRISIA. UN MICROSCOPIO CHE MUTA QUELLA TRASPARENZA IN CELLULA VITALE.
fb/zz - le tentazioni della luce

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LA POESIA È IL FRUTTO DI CIÒ CHE NASCONDE IL CUORE DELL'AUTORE, IL CUORE DI ZINGONIA NASCONDE LO STESSO AMORE CHE SCATURISCE DAL CUORE DI TERESA DE JESÚS, ALLA FINE È LA STESSA ESSENZA CHE MUOVE ENTRAMBI.
OSCAR DANILO BALTODANO PALLAIS - PROMOTOR Y ORGANIZADOR DE LA PRESENTACIÓN DEL LIBRO EN BARCELONA - 2018

 



LUI CORRE VERSO L'ORIGINE
VOLENDO RAGGINGERE L'INFANZIA
INCIAMPA
CONQUISTA LA MEDAGLIA
RITORNA ALLA SUA FINE:
LA VITTORIOSA CADUTA DELL'UOMO
pag 102

 

 

 



UNITI
IN UNA SOLA CARNE
DIVISI
DALL'ASSENZA DEL TIMORE
NEGLI OCCHI DEL BAMBINO UNA FESSURA
SPUNTANO PAURE
COLTELLI
CHE SQUARCERANNO LA GOLA DEL MONDO
ECCO L'UOMO
FRAMMENTATO
DALL'EGOISMO DELL'AMORE

pag 103

 

 



IL SUO RITORNO
STANOTTE ANCORA
MI È APPARSO IN SOGNO
LA SUA MANO STRINGEVA
TRA LE DITA IL SEGRETO
DELLA MIA INESISTENZA
'SEGUIMI' HO LETTO
SUL VETRO BRUNO DEI SUOI OCCHI
IL SUO SORRISO EMERGEVA
DALLE NEBBIE DEL DORMIVEGLIA
VESTIVA DI NERO
E LA LUCE
LO ATTRAVERSAVA
CHISSÀ PERCHÈ
MI VISITA ANCORA
PRESENZA SVANITA
CHE VIVE NEL SEGRETO
STRETTO TRA LE DITA

pag 65


L'ASSOLUTO
È UNA SORGENTE
CHE SGORGANDO INVADE
CHI HA SETE DI ESSERE GOCCIA
NEI MIEI OCCHI
ZAMPILLA QUELL'ACQUA
DI CUI SONO FINESTRA
IO TUTTA SONO FINESTRA
SE CHIUDO GLI SCURI
TORNO AD ESSERE QUELLA
ACCECATA DAL BUIO
SUL CIGLIO DEL POZZO

pag 107

DUE GABBIANI BALLANO
IN UN ANGOLO DEL CIELO
TRA LE ROCCE

E IL MARE

IL MOVIMENTO RIPETUTO E SENSUALE
UN TANGO SOSPESO
E' L'ESISTENZA
pag 11

MI SPOGLIO DELLE COSE
PER INCONTRARTI
NEL NULLA
MA IN QUELL'UOMO SPOGLIO
E VIGOROSO
IL TUO RIFLESSO MI ABBAGLIA
E RIACCENDE
LA MIA CAPARBIA VANITA'

pag 185

POGGIO IL MIO PIEDE
SULL’ERBA DEL SILENZIO
CERCO
UNA PAROLA CHE RIASSUMA
ATOMO E STELLA
SENTIRLA IN UN FIORE
CHE SI APRE PIANO

pag 12








fb/zz - 2016

immagine del poeta spagnolo José María Prieto


Enterrada
en la comarca de tu lejanía, soy
la princesa que el sol amó.
En mi tronco corre el fuego
de un rito obstinado: invocarte
con incienso vivo y penetrante.
Humo llenando el vacío, danza
de las apariciones.
–zingonia
fb/zz - 24.10.2018




POETRY AND WAR

Poetry is a weapon of the soul, the sharpest one.
It aims from the center of Inner Truth to destroy its lethal enemies: injustice and delusion, both derivatives of Hate as well as cause of pain and suffering for mankind, for other living beings, and for the planet as a whole. Poetry is a defense weapon, to hold in place the symmetry of Creation.
War is born in the crib of injustice and misperception, and grows when fed by Hate. War is both offspring and parent of injustice.
It’s a ruthless and violent enemy of Justice and Peace, yet it often arises from a deep yearning for them.
Since the origins of mankind, War and Poetry have coexisted: the latter narrating or denouncing the former; the former providing inspiration for the latter.
... zing - san josé costa rica - 27.8. 2014 - fb/zz 23.2.2016
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I couldn't agree more with John Henry Newman: 
I THINK BEST WHEN I WRITE. I CANNOT IN THE SAME WAY THINK WHEN I SPEAK .
fb/zz - 13.6.2016

 

 

 

 

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Ella, él y Blanca Varela


La mujer tiene los ojos clavados en la pantalla luminosa. El hombre

desde el follaje cibernético, la mira. De la nube baja la poesía y los bendice :

Perdidos en la niebla
el colibrí y su amante.
Dos piedras lanzadas por el deseo
se encuentran en el aire.


Y se aman .
Es el vuelo, sin tiempo ni espacio, el amor. No así la fantasía, tan radicada en lo palpable .

La materia, toda, está sujeta a las leyes del tiempo. A la caducidad .
La mujer vuelca la clepsidra sin retirar los ojos de la pantalla. El hombre sigue, la expresión inmutable .
La arena baja al fondo, y en capas, llena el pomo .

Entonces ella habla y dice :

 

estoy cansada de inventarte
abandono mis entelequias y junto
los bordes del océano en un punto
donde los peces rugen y el fuego
en el abrazo del agua persiste


un sitio tan parecido al instante, es el retorno
a esa diligencia querida: construir tu día
minuto por minuto, como si fueras mío
milímetro por milímetro …
Un desconcierto en lo alto, y la poesía concluye :


miente la nube
la luz miente
los ojos
los engañados de siempre
no se cansan de tanta fábula

–zingonia
fb/zz - 16.11.2018

 

 

ZING  -   WONDER ZIN -  ZIZ   -   SISTER  Z   -   ZIZI 

COME VIENE AFFETTUOSAMENTE CHIAMATA DAGLI  AMICI  ON LINE


 

29 luglio - auguri zing !

 

 

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