SIMONE WEIL poesie
Le poesie di Simone Weil (1909-1943),
quantitativamente rarefatte quanto intense nel dettato, sono
per lo più incastonate nelle capitali meditazioni dei
Quaderni, ed accompagnano fedelmente la parabola del suo
originale pensiero filosofico e creativo, dalla prima
giovinezza all'estrema, precoce stagione sacrificale.
....questa poesia cosmica, intima ed etica ad un tempo,
secondo la più nobile tradizione europea, appare tesa nello
slancio periglioso e trasparente che unisce il bello al
bene, il sociale al metafisico, la necessità alla libertà, la
pesanteur alla grâce, la geometria cartesiana alla metrica
della passione ROMANtica ed "impegnata" del cuore di
questa grande, attiva testimone dell'assoluto, che come pochi
in Occidente incarnò fino alle estreme conseguenze "il
patto originario tra lo spirito e il mondo".
l’attenzione è la forma più rara e pura della generosità
what a country calls its vital
economic interests are not the things which enable its
citizens to live, but the things which enable it to make war.
gasoline is much more likely than wheat to be a cause of
international conflict
she said
when from the depth
of our being
we need, we seek a sound
which does mean
something: when we cry out
for an answer
and it is not granted, then
we touch the silence
of god
some begin to talk
to themselves, as do the mad
some give
their hearts to silence
true north
5 it's easy
at the south pole. There every
direction
is true north. direction there, itself
the point
turning and moving
or the place
where you look if you still
stand waiting.
though
you forget
all the steps forget!
remember
every
and so easy
at
the nadir.
Le « miracle » de l'amitié
paraît donc bien réel, c'est là tout son intérêt, même s'il
faut en appeler au Christ pour garantir ce réel, rendre
possible ce qui sinon serait impossible, étant soumis à des
conditions contraires. L'on nous avait tellement habitués à
une amitié idéale, déréalisée et conceptualisée... Le miracle
de l'amitié a donc lieu parmi les hommes, grâce à l'Ami par
excellence (en position de tiers) que symbolise Dieu. C'est
bien ce que semble signifier la parole du Christ citée plus
haut : si deux ou trois hommes se réunissent, il est parmi eux
leur ami commun, leur ami ultime. Cela ne veut pas dire que
l'on devienne ami avec le Christ, nous ne sommes pas dans une
logique mystique traditionnelle. Justement, pour S. Weil
l'union avec le Christ n'est pas de nature amicale, fût-ce de
la manière la plus spirituelle, car l'amitié n'est pas tant
une union parfaite qu'une relation maintenue. C'est cette
relation qui est déclarée miraculeusement réelle, et le Christ
en est le principe spirituel. Cela signifie notamment que l'harmonie
entre nécessité et liberté d'une part, attirance et distance
d'autre part, trouve son principe dans les seconds de ces
termes. Le préjugé que nous a légué la tradition philosophique
sur l'amitié, l'unique but qu'elle semble poursuivre, c'est d'éviter
avant tout que l'amitié ne « retombe » en amour ou en passion.
Preuve semble-il que l'obsession cachée de cette tradition, ce
n'est pas tant l'amitié universelle pour elle-même que la
confusion toujours possible et toujours redoutée de l'amitié
avec l'amour sexué. La problématique de Simone Weil en est
une confirmation : il s'agit bien de savoir — c'est LA
question lancinante, à notre avis, depuis des siècles —
comment l’amitié entre un homme et une femme pourrait être
possible sans chuter dans la passion. En tout cas, il est
bien clair que l'amitié ne laisse pas d'apparaître elle aussi
sexuée, contrairement à ce qui fut écrit et malgré S. Weil qui
laisse pourtant filtrer assez clairement la question, en
faisant d'un Dieu masculin le principe de cette relation.
http://tuyau.club.fr/Etudes/amities/amitie-miracle.htm
Simone Weil a pu écrire:
la beauté séduit la chair pour obtenir la permission
de passer jusqu'à l'âme.
Le mot beauté ici enferme le mot vérité. La
poésie conduit le savoir suprême jusqu'à l'âme.
agora.qc.ca
l'amitié est le miracle par
lequel un être humain accepte de regarder
à distance
et sans s'approcher l'être même qui lui
est nécessaire comme une nourriture
Non sono cattolica ma considero
l’idea cristiana - che ha le sue radici nel pensiero greco e che nel corso dei secoli ha nutrito
tutta la nostra civiltà europea - come qualcosa a cui non si possa
rinunciare senza degradarsi
if there were no affliction in this world we might think we
were in paradise gravity and grace
to be in the world to know
lust rage pride goodness despair but one does not choose despair
or pain
on sait bien qu'une grande
intelligence est souvent paradoxale et parfois extravague un
peu les éloges de
la mienne ont pour but d'éviter la question vrai ou non ?
si maneggi la forza o
se ne sia feriti comunque il suo
contatto pietrifica e trasforma un uomo in cosa.
dio solo sfugge a
questo contatto
la grecia e le intuizioni
precristiane 1939
Nessun essere umano fugge
la necessità di concepire attorno a se qualcosa di buono verso cui il
pensiero muta in un movimento di desiderio, supplica e speranza
l'enracinement 1943
quatre obstacles
surtout nous séparent d'une forme de civilisation susceptible
de valoir quelque chose. notre conception fausse de la
grandeur; la dégradation du sentiment de la justice; notre
idolâtrie de l'argent; et l'absence en nous d'inspiration
religieuse.
http://la.margelle.waika9.com/Weil/index.htm
Simone Weil a
saint for our time? Today it is not nearly enough merely
to be a saint, but we must have the saintliness demanded by
the present moment, a new saintliness, itself also without
precedent… . A new type of sanctity … is almost equivalent to
a new revelation of the universe and of human destiny… . More
genius is needed [to invent it] than was needed by Archimedes
to invent mechanics and physics. A new saintliness is a still
more marvellous invention.
www.newcriterion.com
VENEZIA SALVA
tragedia
in tre atti iniziata nel 1940 e rimasta incompiuta .
basata su
un racconto di saint-rèal ' conjuration des
èspagnols contre la rèpubblique de venise '
la raccolta
di appunti 'venise
sauvèe'
nei quaderni della scrittrice - su sua
richiesta -
le fu spedita a londra con una
copia del testo della tragedia.
simone
weil teneva molto a terminarla. glielo
vietò la morte.
'venezia salva' nella sua ubicazione simbolica è un grande oratorio
tragico sulla perdita della realtà.
personaggi
jaffier
capitano di
vascello - provenzale
pierre
capitano di
vascello - provenzale
renaud
gentiluomo francese
tre uffciali
tre
mercenari
nazionalità ?
cortigiana
greca - suddita di
venezia
segretario del
consiglio dei dieci
violetta
sua figlia
bassio
suo domestico favorito
uno dei suoi servi
artigiano
di venezia
apprendista
di venezia
jaffier
è il congiurato che tradisce i
compagni e salva la città. figura del giusto che blocca la
corsa del male consumandolo in sofferenza sulla
propria testa. .....
parte finale della tragedia
jaffier
la morte viene a
prendermi. ora è passata la vergogna.
ai miei occhi ormai senza
sguardo quale bellezza la città !
senza ritorno io mi
allontano dai luoghi dei viventi.
non c'è alba dove io vado
nè città.
bassio
la figlia del mio padrone
arriva. presto dunque.
spingiamolo alla morte.
violetta
....sul mare si distende lentamente
la luce.
tra un attimo la festa
colmerà i nostri voti.
il mare calmo attende.
o bellezza sul mare dei
raggi dell'aurora !
sipario
venezia salva - adelphi cristina
campo
Simone Weil: "Gli uomini d'azione...con le
armi costringono gli altri a sognare i loro sogni. Il
vincitore vive il proprio sogno, il vinto vive il sogno
altrui". Lo scrive in una tragedia incompiuta in cui alla
fine, l'eroe perfetto, Jaffier, tradisce tutti, tradisce i
compagni congiurati, invincibili sulla carta e nei fatti,
e gli amici, per pietà di una città che inerme dorme
nell'imminenza della distruzione. E per questo è perfetto.
Perché si oppone al sogno dei vincitori e gli preferisce
la realtà. Alla fine sono quegli uomini forti ad essere
torturati dalla Repubblica della Serenissima.
http://servizi.lifegate.it
..... sono sempre aperte le braccia del Padre;
resta
spalancata la porta che
conduce alla vita: Cristo; è sempre zampillante la sorgente
dello Spirito». Simbolo di Cristo, segno di conversione,
ponte tra l’interno e
l’esterno,
soglia collocata in bilico tra il luogo di culto e il mondo:
lo aveva intuito l’ebrea Simone Weil . Così la filosofa
francese scomparsa nel ’43 lo esprimeva nei versi de La Porta:
la porta aspettando e soffrendo eccoci
davanti alla porta.
fissi là gli occhi nel tormento piangiamo.
non entreremo mai siamo stanchi di starla a vedere
la porta si aprì e lasciò passare un silenzio tale
che non i giardini sono apparsi né alcun fiore
solo lo spazio immenso dal vuoto e dalla luce abitato
si rese d’improvviso presente dappertutto riempì il cuore
e gli occhi quasi ciechi per la polvere ha lavato
pddmit.org
E' l’immagine della porta che
conclude la breve stagione lirica della Weil.
La porta segnala una chiusura ma
anche una apertura e ci connette al tema del vedere e
dell’oltre. La porta che si apre ci svela la risorsa del
mondo, ma prima di aprirsi ci resiste tenacemente e ci si
oppone. Dobbiamo desistere allora? Rinunciare per sempre ?
Dobbiamo accettare di restare “gravati dal peso del tempo”?11
Ma infine la porta si apre ed ecco la visione irrealizzante12:
Che nessun fiore apparve, né i verzieri; Solo lo spazio
immenso nel vuoto e nella luce Apparve d’improvviso da parte a
parte, colmò il cuore, Lavò gli occhi quasi ciechi sotto la
polvere.
inattuale.clarence.com
Una mistica del lavoro che sembra anticipare la
svolta mistica dell'ultimo periodo della sua vita e che
riempie le pagine dei "Quaderni"
dove ,non solo il mondo della fabbrica nega l'essenza
dell'uomo. ma tutto
"il mondo è
inabitabile. Per questo bisogna fuggire nell'altro.
Ma la porta è chiusa . Quanto bisogna bussare prima che si apra".
memex.it
*
Je suis Simone DA la condition
ouvriere -
film di Fabrizio Ferrario
2009
*
film Le stelle
inquiete di emanuela piovano
presso la Feltrinelli "Omaggio a Simone Weil"
Le stelle inquiete narra un episodio sconosciuto della vita della
filosofa francese
gettando una nuova luce sulla sua personalità. cinecitta.com - 2011
Che il cielo puro
mi mandi sul viso
Questo cielo spazzato da lunghe nubi
Un vento così forte profumato di gioia
Che tutto nasca mondato dai sogni
Per me nasceranno le umane città
Che un soffio puro ha pulito da brume
I tetti i passi i gridi i cento limi
Rumori umani quanto consuma il tempo.
Nasceranno i mari l’ondeggiante barca
Il colpo di remo e i fuochi della notte
Nasceranno i campo il giavellotto lanciato
Nasceranno le sere stella che a stella segue.
Nasceranno il lampo e le ginocchia chine
L’ombra l’urto alle svolte della miniera
Nasceranno le mani i duri metalli rotti
Il ferro morso nell’urlo della macchina.
Il mondo è nato fallo durare vento nel tuo soffio!
Ma esso muore coperto di fumo.
M’era nato in uno squarcio
Di pallido cielo verde tra le nubi.
simone WEIL
pour les uns antireligieuse, révolutionnaire ...
pour d'autres philosophe, militante, mystique ... ou encore rebelle,
un fenomeno che lega la
nostra vita materiale alla luce; le piante, infatti, catturano l’energia solare
incapsulandola in molecole, che poi liberano la loro energia nei nostri muscoli
e nelle strutture degli altri esseri viventi. La fotosintesi trasforma la
materia inerte in cibo.
I grandi artisti – diceva la Weil –
catturano la luce spirituale incapsulandola nei loro capolavori, che sono il
nostro cibo spirituale, di cui abbiamo altrettanto bisogno.
stpauls.it
La
metafora ritrovata miti e simboli nella filosofia di Simone Weil Dalla formazione
alla piena maturità intellettuale, l’intera vicenda culturale di Simone Weil
appare caratterizzata da un vivo e profondo interesse per i miti. Creatore
dell’universo, Dio manifesta attraverso i miti l’origine trascendente del
cosmo e pertanto, secondo la Weil, questi, pur nell’appartenenza a
tradizioni, culture, civiltà diverse, sono intermediari della relazione tra
Dio e l’uomo.
Ad oggi in ambito italiano non si è ancora pienamente rilevata
la centralità e l’originalità della dimensione mitica nel pensiero della Weil e non esistono studi specifici sull’argomento.
cittànuovaeditrice
*
I partiti sono organismi
pubblicamente, ufficialmente costituiti in maniera tale da uccidere nelle
anime il senso della verità e della giustizia
Dovunque ci sono partiti
politici la democrazia è morta
Non resta altra soluzione pratica
che la vita politica senza partiti Come? Con la responsabilità individuale del deputato
di fronte ai suoi elettori
Bisogna creare un clima culturale tale che un rappresentante del popolo non
concepisca di abdicare alla propria dignità al punto da diventare membro
disciplinato di un partito Verrebbe meno la
libertà di associazione?
La libertà di associazione è in genere la libertà delle associazioni contro
le persone La libertà di
espressione? La libertà d'espressione è un bisogno
dell'intelligenza, e l'intelligenza risiede solo nell'essere umano
individuale. L'intelligenza non può essere esercitata collettivamente: ne
consegue che nessun gruppo in quanto gruppo ha legittimamente diritto alla
libertà d'espressione. enzo trentin -
www.legnostorto.com
CITAZIONI
perché è un bene che ci sia anch'io e
non soltanto Dio?
elle sans œuvre - lui une œuvre dont
il se détache depuis sa « tourne » de septembre 39 - elle une philosophe
qui rêve d’être poète - lui la moitié d’un philosophe et la moitié d’un
poète
Nella primavera del 1942 Simone Weil
pochi mesi prima di morire nel
sanatorio di Ashford, volle conoscere Joë Bousquet: la interessava la sua
opera solitaria, ma forse voleva anche condividere con lui, ferito ed
esiliato dalla vita, quella vicenda di sofferenza sovrumana e quel tentativo
di trasfigurarla in cui anch’essa si sentiva impegnata. L’incontro avvenne
alla fine di marzo del 1942, e fu un incontro intenso, una conversazione che
durò un’intera notte, in cui due spiriti profondi ugualmente orientati a
un’interrogazione estrema sul rapporto tra destino ed esistenza, sulla
conversione mutua di poesia e filosofia, scoprirono una profonda affinità.
Durante il breve periodo che seguì, si scambiarono alcune lettere. In una di
queste Simone Weil scrisse al poeta infermo: «A pochi spiriti è dato
scoprire che le cose e gli esseri esistono […]. La scoperta è in fondo il
soggetto della storia del Graal. Solamente un essere predestinato ha la
facoltà di domandare ad un altro: “qual è dunque il tuo tormento?” E non gli
è data nascendo. Deve passare per anni di notte oscura in cui vaga nella
sventura, nella lontananza da tutto quello che ama e con la consapevolezza
della propria maledizione. Ma alla fine riceve la facoltà di rivolgere una
simile domanda; nel medesimo istante ottiene la pietra di vita e guarisce la
sofferenza altrui […] Penso di vedere abbastanza per aver potuto riconoscere
in lei questo orientamento».
lapoesieetsesentours.blogspirit.com
anima.fi.it
L'amicizia in cui Joe Bousquet e Simone Weil
si riconobbero appartiene alla rara qualità sensibile di diverse esperienze
sapienziali corrispondenti a modalità differenti di trovare il proprio io in
stati d'ispirazione verso se stessi e il mondo, oltre l'inesaurienza
sperimentata della vita.
L'incontro fu preludio di una amicizia intensa e
trasparente come il desiderio che la fondava; fu dialogo tra un essere
martoriato dalla sofferenza fisica, costretto a ricercare nell'oppio e nella
creazione l'oblio della vita assente, e un'anima torturata dalla sventura
degli uomini, tesa a realizzare l'impossibile progetto di assumere nella
propria carne tutto il dolore umano. A.Marchetti . unilibro - hoepli - feltrinelli - bol
1909 - 2009 donna irrequieta
e indipendente che rifiuta schemi ed etichette confezionati
da altri e impronta il suo
stile di vita alla partecipazione
all’impegno alla
sperimentazione alla testimonianza
Giuliana Zanelli - sabatoseraonline.it