simone weil

 

i can   therefore    i am

 

 

 

1909 -  1943

 

 

SIMONE WEIL    poesie
Le poesie di Simone Weil (1909-1943), quantitativamente rarefatte quanto intense nel dettato, sono per lo più incastonate nelle capitali meditazioni dei Quaderni, ed accompagnano fedelmente la parabola del suo originale pensiero filosofico e creativo, dalla prima giovinezza all'estrema, precoce stagione sacrificale.  ....questa poesia cosmica, intima ed etica ad un tempo, secondo la più nobile tradizione europea, appare tesa nello slancio periglioso e trasparente che unisce il bello al bene, il sociale al metafisico, la necessità alla libertà, la pesanteur alla grâce, la geometria cartesiana alla metrica della passione ROMANtica ed "impegnata" del cuore di questa grande, attiva testimone dell'assoluto, che come pochi in Occidente incarnò fino alle estreme conseguenze "il patto originario tra lo spirito e il mondo".

www.nuovorinascimento.org/delserra/weil.htm


l'attenzione e'  la prima forma di amore

l’attenzione è la forma più rara e pura della generosità

 


what a country calls its vital economic interests are not the things which enable its citizens to live, but the things which enable it to make war. gasoline is much more likely than wheat to be a cause of international conflict 

from The Need for Roots 1949
www.kirjasto.sci.fi/weil.htm

 

red virgin

she said
when from the depth
of our being
we need, we seek a sound
which does mean
something: when we cry out
for an answer
and it is not granted, then
we touch the silence
of god
some begin to talk
to themselves, as do the mad
some give
their hearts to silence

 

www.nd.edu/~weilaws/
http://rivertext.com/weil1a.html

 

true north 5
it's easy
at the south pole. There every
direction
is true north. direction there, itself
the point
turning and moving
or the place
where you look if you still
stand waiting.
though
you forget
all the steps forget!
remember
every
and so easy
at
the nadir.

 

 

 

Le « miracle » de l'amitié paraît donc bien réel, c'est là tout son intérêt, même s'il faut en appeler au Christ pour garantir ce réel, rendre possible ce qui sinon serait impossible, étant soumis à des conditions contraires. L'on nous avait tellement habitués à une amitié idéale, déréalisée et conceptualisée... Le miracle de l'amitié a donc lieu parmi les hommes, grâce à l'Ami par excellence (en position de tiers) que symbolise Dieu. C'est bien ce que semble signifier la parole du Christ citée plus haut : si deux ou trois hommes se réunissent, il est parmi eux leur ami commun, leur ami ultime. Cela ne veut pas dire que l'on devienne ami avec le Christ, nous ne sommes pas dans une logique mystique traditionnelle. Justement, pour S. Weil l'union avec le Christ n'est pas de nature amicale, fût-ce de la manière la plus spirituelle, car l'amitié n'est pas tant une union parfaite qu'une relation maintenue. C'est cette relation qui est déclarée miraculeusement réelle, et le Christ en est le principe spirituel. Cela signifie notamment que l'harmonie entre nécessité et liberté d'une part, attirance et distance d'autre part, trouve son principe dans les seconds de ces termes. Le préjugé que nous a légué la tradition philosophique sur l'amitié, l'unique but qu'elle semble poursuivre, c'est d'éviter avant tout que l'amitié ne « retombe » en amour ou en passion. Preuve semble-il que l'obsession cachée de cette tradition, ce n'est pas tant l'amitié universelle pour elle-même que la confusion toujours possible et toujours redoutée de l'amitié avec l'amour sexué. La problématique de Simone Weil en est une confirmation : il s'agit bien de savoir — c'est LA question lancinante, à notre avis, depuis des siècles — comment l’amitié entre un homme et une femme pourrait être possible sans chuter dans la passion. En tout cas, il est bien clair que l'amitié ne laisse pas d'apparaître elle aussi sexuée, contrairement à ce qui fut écrit et malgré S. Weil qui laisse pourtant filtrer assez clairement la question, en faisant d'un Dieu masculin le principe de cette relation.
http://tuyau.club.fr/Etudes/amities/amitie-miracle.htm

 

Simone Weil a pu écrire:

la beauté séduit la chair pour obtenir  la permission de passer jusqu'à l'âme.

Le mot beauté ici enferme le mot vérité. La poésie conduit le savoir suprême jusqu'à l'âme.
agora.qc.ca

 

l'amitié est le miracle par lequel un être humain accepte de regarder à distance  et sans s'approcher l'être même qui lui est nécessaire  comme une nourriture


Non sono cattolica ma considero l’idea cristiana - che ha le sue radici nel pensiero greco e che nel corso dei secoli ha nutrito tutta la nostra civiltà europea - come qualcosa a cui non si possa rinunciare senza degradarsi

 

if there were no affliction in this world we might think we were in paradise
gravity and grace

to be in the world to know lust rage pride goodness despair but one does not choose despair or pain

on sait bien qu'une grande intelligence est souvent paradoxale
et parfois extravague un peu les éloges de la mienne ont pour but d'éviter la question       vrai ou non ?

si maneggi la forza o se ne sia feriti comunque il suo contatto pietrifica e trasforma un uomo in cosa.  dio solo sfugge a questo contatto

la grecia e le intuizioni precristiane 1939

 

 

 Nessun essere umano fugge la necessità di concepire attorno a se qualcosa di buono verso cui il pensiero muta in un movimento di desiderio, supplica e speranza

 

 

l'enracinement  1943
quatre obstacles surtout nous séparent d'une forme de civilisation susceptible de valoir quelque chose. notre conception fausse de la grandeur; la dégradation du sentiment de la justice; notre idolâtrie de l'argent; et l'absence en nous d'inspiration religieuse.
http://la.margelle.waika9.com/Weil/index.htm


Simone Weil   a saint for our time?
Today it is not nearly enough merely to be a saint, but we must have the saintliness demanded by the present moment, a new saintliness, itself also without precedent… . A new type of sanctity … is almost equivalent to a new revelation of the universe and of human destiny… . More genius is needed [to invent it] than was needed by Archimedes to invent mechanics and physics. A new saintliness is a still more marvellous invention.     

www.newcriterion.com

 

 

VENEZIA SALVA  

tragedia in tre atti  iniziata nel 1940 e rimasta incompiuta .

basata su un racconto di saint-rèal  ' conjuration des èspagnols contre la rèpubblique de venise '

la raccolta di appunti 'venise sauvèe' nei quaderni della scrittrice  - su  sua  richiesta - 

le fu spedita a londra con una copia del testo della tragedia.   

simone weil teneva molto a terminarla.    glielo vietò la morte.

'venezia salva'  nella sua ubicazione simbolica è un grande oratorio tragico sulla  perdita della realtà.

 

personaggi

jaffier

capitano di vascello  - provenzale 

pierre

capitano di vascello  - provenzale 

renaud

gentiluomo francese

tre uffciali

tre mercenari

nazionalità ?

cortigiana

greca - suddita di venezia

segretario del consiglio dei dieci

violetta

sua figlia

bassio

suo domestico favorito

uno dei suoi servi

artigiano 

di venezia

apprendista

di venezia

jaffier è il congiurato che tradisce i compagni e salva la città.    figura del giusto che blocca la corsa del male consumandolo  in sofferenza sulla propria testa.    .....

parte finale della tragedia

jaffier 

la morte viene a prendermi. ora è passata la vergogna.

ai miei occhi ormai senza sguardo quale bellezza la città !

senza ritorno io mi allontano dai luoghi dei viventi. 

non c'è alba dove io vado nè città.

bassio

la figlia del mio padrone arriva.  presto dunque. 

spingiamolo alla morte.

violetta

....sul mare si distende lentamente la luce.

tra un attimo la festa colmerà i nostri voti.

il mare calmo attende.

o bellezza sul mare dei raggi dell'aurora !

sipario

venezia salva - adelphi  cristina campo

Simone Weil: "Gli uomini d'azione...con le armi costringono gli altri a sognare i loro sogni. Il vincitore vive il proprio sogno, il vinto vive il sogno altrui". Lo scrive in una tragedia incompiuta in cui alla fine, l'eroe perfetto, Jaffier, tradisce tutti, tradisce i compagni congiurati, invincibili sulla carta e nei fatti, e gli amici, per pietà di una città che inerme dorme nell'imminenza della distruzione. E per questo è perfetto. Perché si oppone al sogno dei vincitori e gli preferisce la realtà. Alla fine sono quegli uomini forti ad essere torturati dalla Repubblica della Serenissima.
http://servizi.lifegate.it

 

  
VENEZIA SALVA - MOSTRA OMAGGIO A SIMONE WEIL - 2009
VIDEO
www.youtube.com/watch?v=26plMSkOk9E&hl=it
www.youtube.com/watch?v=f5VEE-_9Jes&hl=it

http://vimeo.com/6623553

 

questo mondo è la porta chiusa

è una barriera e nello stesso tempo

è il passaggio

 

 
.....  sono sempre aperte le braccia del Padre; resta spalancata la porta che conduce alla vita: Cristo; è sempre zampillante la sorgente dello Spirito». Simbolo di Cristo, segno di conversione, ponte tra l’interno e l’esterno, soglia collocata in bilico tra il luogo di culto e il mondo: lo aveva intuito l’ebrea Simone Weil . Così la filosofa francese scomparsa nel ’43 lo esprimeva nei versi de La Porta:

 

la porta
aspettando e soffrendo eccoci davanti alla porta.
fissi là gli occhi nel tormento piangiamo.
non entreremo mai siamo stanchi di starla a vedere
la porta si aprì e lasciò passare un silenzio tale
che non i giardini sono apparsi né alcun fiore
solo lo spazio immenso dal vuoto e dalla luce abitato
si rese d’improvviso presente dappertutto riempì il cuore
e gli occhi quasi ciechi per la polvere ha lavato

pddmit.org

 

 

E' l’immagine della porta che conclude la breve stagione lirica della Weil.

La porta segnala una chiusura ma anche una apertura e ci connette al tema del vedere e dell’oltre. La porta che si apre ci svela la risorsa del mondo, ma prima di aprirsi ci resiste tenacemente e ci si oppone. Dobbiamo desistere allora? Rinunciare per sempre ? Dobbiamo accettare di restare “gravati dal peso del tempo”?11 Ma infine la porta si apre ed ecco la visione irrealizzante12: Che nessun fiore apparve, né i verzieri; Solo lo spazio immenso nel vuoto e nella luce Apparve d’improvviso da parte a parte, colmò il cuore, Lavò gli occhi quasi ciechi sotto la polvere.
inattuale.clarence.com

 

Una mistica del lavoro che sembra anticipare la svolta mistica dell'ultimo periodo della sua vita e che riempie le pagine dei "Quaderni" dove ,non solo il mondo della fabbrica nega l'essenza dell'uomo. ma tutto "il mondo è inabitabile. Per questo bisogna fuggire nell'altro.

Ma la porta è chiusa . Quanto bisogna bussare prima che si apra".
memex.it

 

*

        Je suis Simone    DA   la condition ouvriere  -  film di Fabrizio Ferrario      

2009      

 

*

      film Le stelle inquiete   di emanuela piovano     
presso la Feltrinelli    "Omaggio a Simone Weil"    

Le stelle inquiete narra un episodio sconosciuto della vita della filosofa francese

gettando una nuova luce sulla sua personalità.
cinecitta.com - 2011

 

 

 

 

Che il cielo puro mi mandi sul viso
Questo cielo spazzato da lunghe nubi
Un vento così forte profumato di gioia
Che tutto nasca mondato dai sogni
Per me nasceranno le umane città
Che un soffio puro ha pulito da brume
I tetti i passi i gridi i cento limi
Rumori umani quanto consuma il tempo.
Nasceranno i mari l’ondeggiante barca
Il colpo di remo e i fuochi della notte
Nasceranno i campo il giavellotto lanciato
Nasceranno le sere stella che a stella segue.
Nasceranno il lampo e le ginocchia chine
L’ombra l’urto alle svolte della miniera
Nasceranno le mani i duri metalli rotti
Il ferro morso nell’urlo della macchina.
Il mondo è nato fallo durare vento nel tuo soffio!
Ma esso muore coperto di fumo.
M’era nato in uno squarcio
Di pallido cielo verde tra le nubi.

 

 

simone WEIL     pour les uns antireligieuse, révolutionnaire ...

pour d'autres philosophe,  militante,  mystique ... ou encore rebelle,

 intellectuelle ... voire communiste, agnostique ...?

http://la.margelle.waika9.com/Weil/

 

 

Simone Weil era affascinata dalla fotosintesi    

un fenomeno che lega la nostra vita materiale alla luce; le piante, infatti, catturano l’energia solare incapsulandola in molecole, che poi liberano la loro energia nei nostri muscoli e nelle strutture degli altri esseri viventi. La fotosintesi trasforma la materia inerte in cibo.

I grandi artisti – diceva la Weil – catturano la luce spirituale incapsulandola nei loro capolavori, che sono il nostro cibo spirituale, di cui abbiamo altrettanto bisogno.   
stpauls.it

 

La metafora ritrovata
miti e simboli nella filosofia di Simone Weil
Dalla formazione alla piena maturità intellettuale, l’intera vicenda culturale di Simone Weil appare caratterizzata da un vivo e profondo interesse per i miti. Creatore dell’universo, Dio manifesta attraverso i miti l’origine trascendente del cosmo e pertanto, secondo la Weil, questi, pur nell’appartenenza a tradizioni, culture, civiltà diverse, sono intermediari della relazione tra Dio e l’uomo.  

Ad oggi in ambito italiano non si è ancora pienamente rilevata la centralità e l’originalità della dimensione mitica nel pensiero della Weil e non esistono studi specifici sull’argomento.

cittànuovaeditrice

 

 *
I partiti sono organismi pubblicamente, ufficialmente costituiti in maniera tale da uccidere nelle anime il senso della verità e della giustizia

 

Dovunque ci sono partiti politici la democrazia è morta

Non resta altra soluzione pratica che la vita politica senza partiti
Come?
Con la responsabilità individuale del deputato di fronte ai suoi elettori
Bisogna creare un clima culturale tale che un rappresentante del popolo non concepisca di abdicare alla propria dignità al punto da diventare membro disciplinato di un partito

Verrebbe meno la libertà di associazione?
La libertà di associazione è in genere la libertà delle associazioni contro le persone
La libertà di espressione?
La libertà d'espressione è un bisogno dell'intelligenza, e l'intelligenza risiede solo nell'essere umano individuale. L'intelligenza non può essere esercitata collettivamente: ne consegue che nessun gruppo in quanto gruppo ha legittimamente diritto alla libertà d'espressione.
enzo trentin - www.legnostorto.com

 

CITAZIONI

perché è un bene che ci sia anch'io e non soltanto Dio?
simone weil citata da ersilio tonini - 2006

www.brainyquote.com/quotes/authors/s/simone_weil.htm

www.memorablequotations.com/weil.htm

http://womenshistory.about.com

 

 

Joë Bousquet - Simone Weil - une rencontre
Simone Weil a 33 ans     -  Bousquet 45    

elle sans œuvre  -   lui une œuvre dont il se détache depuis sa  « tourne » de septembre 39  -  elle une philosophe qui rêve d’être poète -  lui  la moitié d’un philosophe et la moitié d’un poète

Nella primavera del 1942 Simone Weil

pochi mesi prima di morire nel sanatorio di Ashford, volle conoscere Joë Bousquet: la interessava la sua opera solitaria, ma forse voleva anche condividere con lui, ferito ed esiliato dalla vita, quella vicenda di sofferenza sovrumana e quel tentativo di trasfigurarla in cui anch’essa si sentiva impegnata. L’incontro avvenne alla fine di marzo del 1942, e fu un incontro intenso, una conversazione che durò un’intera notte, in cui due spiriti profondi ugualmente orientati a un’interrogazione estrema sul rapporto tra destino ed esistenza, sulla conversione mutua di poesia e filosofia, scoprirono una profonda affinità. Durante il breve periodo che seguì, si scambiarono alcune lettere. In una di queste Simone Weil scrisse al poeta infermo: «A pochi spiriti è dato scoprire che le cose e gli esseri esistono […]. La scoperta è in fondo il soggetto della storia del Graal. Solamente un essere predestinato ha la facoltà di domandare ad un altro: “qual è dunque il tuo tormento?” E non gli è data nascendo. Deve passare per anni di notte oscura in cui vaga nella sventura, nella lontananza da tutto quello che ama e con la consapevolezza della propria maledizione. Ma alla fine riceve la facoltà di rivolgere una simile domanda; nel medesimo istante ottiene la pietra di vita e guarisce la sofferenza altrui […] Penso di vedere abbastanza per aver potuto riconoscere in lei questo orientamento».
lapoesieetsesentours.blogspirit.com
anima.fi.it

L'amicizia in cui Joe Bousquet e Simone Weil

si riconobbero appartiene alla rara qualità sensibile di diverse esperienze sapienziali corrispondenti a modalità differenti di trovare il proprio io in stati d'ispirazione verso se stessi e il mondo, oltre l'inesaurienza sperimentata della vita.     

L'incontro fu preludio di una amicizia intensa e trasparente come il desiderio che la fondava; fu dialogo tra un essere martoriato dalla sofferenza fisica, costretto a ricercare nell'oppio e nella creazione l'oblio della vita assente, e un'anima torturata dalla sventura degli uomini, tesa a realizzare l'impossibile progetto di assumere nella propria carne tutto il dolore umano.
A.Marchetti . unilibro - hoepli - feltrinelli - bol

 

 

 

 1909 - 2009
donna irrequieta e indipendente che rifiuta schemi ed etichette confezionati

da altri e impronta il suo stile di vita alla partecipazione

all’impegno  alla sperimentazione   alla testimonianza
Giuliana Zanelli - sabatoseraonline.it

 



 http://dailymotion.virgilio.it/video/xf8mg8_simone-weil-the-poetic-portrait_creation
www.youtube.com/watch?v=OzadZDcVZpQ

www.youtube.com/watch?v=YkMBcRf9_1w

 

***

 

la fragilità è il segno più certo dell'esistenza

 

 

 

 

    weil 1       weil 2   

 

 

 

links

http://biografieonline.it/home.htm

http://pensees.simoneweil.free.fr/liens.html

www.filosofico.net/weil.htm

www.erraticimpact.com/~feminism/html/women_simone_weil.htm

http://en.wikipedia.org/wiki/Simone_Weil

 

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