edith templeton

7 Aprile 1916  Praga  – 12 giugno 2006  Bordighera

 

 

 

scrivere di sè senza chiedere nulla

una storia autobiografica

che non tutte avrebbero saputo raccontare

 

 

 

 

At a quarter to six in the  afternoon on a sunny day in June I was sitting near the bar counter at Shepherds watching a man above the rim of my glass.

I was certain he was going to try to pick me up.   I was less certain what I was going to do about it.    In looks he reminded me of Major Carter who a few weeks ago had embraced me while taking me home in a staff car from a regimental dance and who upon being repulsed had apologised :  I can't think what came over me.    And you such a nice girl too.

 

 

Nata ricchissima, a Praga in un castello in Boemia. Si è laureata a Praga e si è sposata due volte con uomini inglesi. Il secondo marito era medico personale del re del Nepal dove ha vissuto alcuni anni. Separatasi DA entrambi i mariti  racconta lei stessa di avere avuto cinquanta amanti. Bellissima donna e grande viaggiatrice. Scrittrice affermata di romanzi alcuni dei quali erotici.   Ha vissuto gli ultimi vent'anni della propria vita a Bordighera in un piccolo appartamento dove è morta nel 2006.

bordighera.net

 

EDITH TEMPLETON  1916  -  2006

Nata a Praga NEL 1916, visse da sola in un piccolo appartamento a Bordighera - dove mori' nel 2006 -  ha raggiunto il successo con Gordon - ROMANZo autobiografico, centrato sulla illogica natura della passione.   Una giovane donna, Louisa, che a 28 anni ha già lasciato il marito, incontra in un pub Richard Gordon, maggiore dell'esercito britannico e psichiatra in tempo di pace.
In un attimo è passione, che si trasforma successivamente in un rapporto sadomasochistico, che sfocia alla fine nel suicidio di lui.  Louisa sposerà più tardi un uomo più anziano di lei, con cui si annoierà a letto, riconoscendo di aver trovato la felicità solo tra le braccia di quell'ufficiale scozzese che la chiamava "bambina mia" e sapeva trasformare ogni abbraccio in uno stupro e ogni conversazione  in una seduta di psicoanalisi violenta.
"Alle sei meno un quarto di un pomeriggio soleggiato di giugno me ne stavo seduta vicino al bancone del bar di Sheperds osservando un uomo da sopra l'orlo del mio bicchiere.

Ero sicura che avrebbe cercato di rimorchiarmi. Ero meno sicura di come avrei reagito io".

chi scriveva era una signora di 85 anni

aging.it       

bol.it

 

IL SUCCESSO ARRIVA AD 80 ANNI

praga 1916-2006 bordighera

 

 

gordon    

Pubblicato per la prima volta nel 1966 dalla New English Library, sotto lo pseudonimo di Louise Walbrook, "Gordon" fu in seguito proibito per oscenità in Inghilterra e in Germania. Nel 1968, l'Olympia Press, la celebre casa editrice parigina fondata da Maurice Girodias nel 1953, nel cui catalogo figurano ROMANZI come "Lolita", "Histoire d'O", "Zenzero" e "Pasto nudo", lo ripubblicò con un nuovo titolo, "The Demon's Feast", attribuendolo però sempre a Louise Walbrook. Soltanto nel 2001 Edith Templeton ha accettato di ripubblicarlo a nome suo con il titolo originale. Forse perché soltanto ora "Gordon" può apparire per ciò che realmente è: uno straordinario ROMANZo su quello stato di 'dipendenza psicologica, oltre che fisica' che costituisce la realtà più autentica dell'amore.

bol.it

gordon
È un'assolata giornata di giugno del 1946, la guerra è finita e Louisa è tornata a Londra da appena due giorni. Ha vent'otto anni ed è così inquieta e sola che, alle sei meno un quarto del pomeriggio, è seduta vicino al bancone del bar di Shepherds a guardare un uomo da sopra l'orlo del suo bicchiere. Louisa porta un abito di seta aderente, a maniche corte, stampato a macchie irregolari azzurre, rosa e malva, simile alla carta marmorizzata delle copertine dei libri di un tempo. Il bar di Shepherds, un vecchio locale col soffitto bruno e lucido che sembra caramello, è affollato, ma Louisa non passa certo inosservata. In piedi, davanti alla portantina del telefono dai pannelli dipinti a ghirlande di fiori, a destra dell'ingresso, un uomo la sta fissando da un po'. Ha un abito scuro e la camicia bianca, un aspetto raffinato ed elegante, ordinato e discreto. Quando distoglie lo sguardo dal giovane al bancone e incrocia i suoi occhi, Louisa pensa per un istante che sia una checca di Myfair. L'uomo elegante, però, le si avvicina, giunge alle sue spalle e, senza darle il tempo di riaversi dalla sorpresa, le stacca le dita dal bicchiere, posa il bicchiere sulla panca, le afferra il polso e le dice: «Vieni». Louisa sente il suo pollice duro premerle l'arteria pulsante ma, stordita e stupefatta dalla sua inesplicabile docilità, prende la borsetta con la mano libera e lo segue. Qualche ora dopo, sulla superficie rigida e fredda di una panchina, in un giardino di South Kensington dalle aiuole bordate da pietre imbiancate e dai fiori sbrindellati, in soli quattro lunghi secondi in cui, per la prima volta nella sua vita, si sente completamente inerme, Louisa gli si concede senza ritegno. Pubblicato per la prima volta nel 1966 dalla New English Library, con lo pseudonimo dell'autrice, Louise Walbrook, Gordon fu in seguito proibito per oscenità in Inghilterra e in Germania. Nel 1968, l'Olympia Press, la celebre casa editrice parigina fondata da Maurice Girodias nel 1953, nel cui catalogo figurano romanzi come Lolita, Histoire d'O, Zenzero e Pasto nudo, lo ripubblicò con un nuovo titolo, The Demon's Feast , sotto lo pseudonimo però sempre di Louise Walbrok. Soltanto nel 2001 Edith Templeton ha accettato di ripubblicarlo a nome suo con il titolo originale. Forse perché soltanto ora Gordon può apparire per ciò che realmente è: uno straordinario romanzo su quello stato di «dipendenza psicologica, oltre che fisica» che costituisce la realtà più autentica dell'amore.

neripozza.it
Edith Templeton narra una vicenda scandalosa con sobrietà ed eleganza stilistica e si aggrappa a ogni spunto per scandagliare il fondo dell'animo umano. Al confronto, alcuni romanzi odierni intenzionalmente dissacratori, con le disinibite Melisse e Marthe, appaiono come opache panoramiche ginecologiche o intrecci romanzeschi di fragile tenuta letteraria. Anche quando descrive un atto di sodomia Templeton osserva più l'anima che l'anatomia. E cita un grazioso verso di Goethe.
«
Gordon visse davvero» dice Edith «e io non capii mai la ragione della sua tragica morte». Ma fu una sofferenza quel suo amore? «No» risponde risoluta «è stato l'unico uomo a capirmi e ad accettarmi per quel che ero. Accanto a lui non ho mai fatto finta di essere un'altra. E questo non significa proprio essere mortificati».
C'è da crederle, sincera com'è. A tal punto che confessa: «Mi sono anche prostituita. No, non per strada, ma convivendo con uomini benestanti. D'altra parte uno che vuole scrivere, e vivere davvero, deve fare di tutto pur di non lavorare in un ufficio o in una fabbrica».
Ora i lettori italiani aspettano la traduzione delle altre opere della narratrice boema. «Il mio romanzo sull'Italia, The Surprise of Cremona, ha venduto oltre un milione di copie».

archivio.panorama.it

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Templeton scrisse The surprise of Cremona  nel quale va ricordato con particolare simpatia l’esaltante esclamazione della scrittrice, dopo aver gustato un eccellente piatto di mostarda:  Life  is  beautiful  !
popolis.it - 2018

 

tutto ciò che scrive la templeton è autobiografico

Allora viene da pensare a Louisa, la voce narrante DEL ROMANZo Gordon, che a Londra nel 1946 in un pomeriggio soleggiato di giugno, se ne stava seduta vicino al bancone di un bar osservando un uomo: “Ero sicura che avrebbe cercato di rimorchiarmi. Ero meno sicura di come avrei reagito io”. Louisa è una giovane inglese in divisa da capitano, e sta per essere posseduta sulla panchina di un parco dal maggiore dell’esercito britannico Richard Weir Gordon, in tempo di pace psichiatra. Louisa, che ha già lasciato un marito, stabilisce un rapporto di sado-masochismo con Gordon che porterà quest’ultimo al suicidio. Louisa si sposa con un uomo più anziano e racconta allo psichiatra presso il quale è in cura dopo il suicidio di Gordon, che il marito sessualmente non la soddisfa (e lei non soddisfa lui) e che lei ha provato la felicità solo con l’ufficiale scozzese che la chiamava “bambina mia” e trasformava ogni abbraccio in uno stupro e ogni dialogo in una seduta di psicoanalisi violenta
giornaledeipoeti.it

 

obscene and now heard

After the original edition was banned in England and Germany, Gordon was picked up by Maurice  Girodias's Olympia Press in Paris, whose Traveller's Companion series, published in English,  included Lolita, The Naked Lunch and The Story of O (Girodias wrote that Lolita 'would become the  one great modern work of art to demonstrate once and for all the futility of moral censorship'.).  Gaining prestige from prohibition and Olympia's imprimatur, Gordon accumulated a considerable  European readership and several pirated translations, always under the author's pseudonym.  Now, at the age of 87, Edith Templeton has allowed the novel to be published for the first time under  her own name after the success of her collected stories, The Darts of Cupid and Other Stories, last year.  Her own life, ruthlessly plundered for her fiction, is vivid with dramatic colour; born in Prague in 1916  to wealthy Bohemian parents, she spent her childhood in a castle, was educated at a French lycée and  married an Englishman on the eve of war, before herself becoming a captain in the British Army.  In 1957, the year after moving to India with her second husband, the first of her stories was published  in the New Yorker. In a recent interview with the magazine she claimed that much of her own experience  had gone into her stories (many of which feature a narrator named Edith), saying: 'Every bit of it is true!  There is not one word of invention.'  Gordon is largely autobiographical, she says, based on an intense relationship with a Scottish  pyschiatrist whom she met in London, and whom she still describes as her 'erotic ideal'.  The only reason for not publishing under her own name, she insists, was that some of the characters  were still alive, not because she was at all troubled by the sexual frankness of the content.  But the novel must be read in the context of its time. Louisa returns in 1946 to a London full of rootless people, drifting in the uncertain aftermath of war; dislocated, demobbed men confronted by women with a new sense of their own force and independence. She is married but separated from her husband, is  neither vigorously promiscuous nor primly continent, but has a charmingly well brought-up attitude  towards sex: 'I believed that once one went as far as to consent one should go through with it as nicely  as one could, whether one enjoyed it or not, and that it would have been bad manners to do otherwise.'  This, I think, is the novel's true taboo; the notion that women can sometimes willingly tolerate cruelty from the men they love and, more than this, come to crave it as a means of self-definition.    Gordo sodomises her without consent, orders her to urinate in the street so that he can watch, and pushes her down in filthy alleys to rape her on the way to parties, where he humiliates her in front of his friends,  yet she only feels safe in his company. It doesn't take long to work out that the appeal of this combination of punishment and protection he offers is a substitute for her absent father.  The tone of the narrative, for all its frankness, at times sounds oddly coy - she refers to masturbation as ' les plaisirs solitaires', and Gordon's penis is always 'his virility'. But Gordon remains, even for modern readers, a compelling story which offers no easy conclusions and deserves a significant place in the  history of women's writing.

guardian.co.uk/books        

 


 

 

le donne sono come i denti

alcune tremano e non cadono mai

e altre cadono ma senza tremare

 

 

Edith Templeton revival

To hear Templeton's voice is to realize how rare it is and how valuable. Compared to the assured, swaggering male sexual memoir, the female sexual story is just learning to walk, and for the most part it has ventured forth with decided leanings. Jean Rhys and Marguerite Duras list toward entrapment and melancholy. Anais Nin withholds candor. Pauline Reage writes from inside the trance state rather than about it. More recently, in "The Sexual Life of Catherine M. memoirist Catherine Millet prettifies her appetite for debasement as a form of sacrifice and spiritual longing. Performance artists Holly Hughes and Karen Finley celebrate female parts and practices to defy their being veiled. Templeton has no political, moral or clinical agenda, no grievances, no record to set straight. She stands so squarely in the light, she doesn't cast any sort of shadow, and this allows the reader freedom to enter her world, a realm where precise description is everything, where we understand the way her speakers feel from the way they see things.

dazereader.com/001268.htm

 

HA PUBBLICATO  ANCHE SOTTO LO PSEUDONIMO  Louise Walbrook

Summer in the Country 1950
Living on Yesterday 1951
The Island of Desire 1952

the surprise of cremona 1954

The Proper Bohemians 1952
This Charming Pastime 1955
Gordon 1966 - 
ripubblicato col suo vero nome nel 2003
Murder in Estoril 1992

DEFORMER - 2008

 

 

 

 

la storia di un'ossessione sessuale nella Londra

del dopoguerra  in un  classico proibito

Library Journal

una scrittrice raffinata che sfida Henry Miller e

Philip Roth sul terreno della letteratura

sessualmente esplicita     

Livia Manera – Io Donna

 

 

 

 

 

le frecce di cupido   

Tutte le donne, protagoniste di queste storie, sono eccentriche e distinte ma, irrimediabilmente, trafitte dai dardi di Cupido....

Con la sua prosa classica, chiara e impeccabile, Edith Templeton ci offre uno sguardo intimo sulla sensibilità femminile e ritrae un elegante e passionale modo di vivere che sembra perduto ormai alla svolta del secolo. La sua scrittura, infine, si mostra, in quest'opera più che altrove, come totalmente animata dalla crudele verità del cuore.

unilibro.it       shop.bol.it  

le frecce di cupido
Nel racconto che dà il titolo a questa raccolta e che Edith Templeton pubblicò per la prima volta sul New Yorker attirando subito l’attenzione per l’audacia e la modernità del suo stile, si recita a un certo punto una poesiola che le ragazze di un college si trasmettono da almeno un paio di secoli: «A Buss e Beale, le signorine, / Cupido le sue
frecce non scaglia. / Si distinguono dalla plebaglia, / Beale e Buss, le poverine».
Tutte le donne, protagoniste delle storie che seguono, sono come le signorine di questi versi: donne eccentriche e distinte e tuttavia, puntualmente, inevitabilmente trafitte dai dardi di Cupido. C’è la giovane moglie di un medico che lavora al Corpo sanitario dell’esercito americano in una provincia del fronte di guerra, durante il secondo conflitto mondiale. La scorgiamo mentre con humour e grazia allieta le sue colleghe e svolge con impeccabile zelo il suo lavoro. Quando, però, arriva in ufficio il nuovo maggiore, un uomo dal fisico magnifico, dalle ossa pesanti, la carnagione chiara e luminosa, le labbra lunghe e un’aria di candore quasi fanciullesco, la vediamo rabbrividire di paura e ammirazione e scopriamo che ha sempre coltivato una sola immagine dell’amore: quella dell’eros come trappola, culla e tomba del desiderio più intenso. C’è la fanciulla della buona società praghese degli anni Trenta che, secondo una consolidata tradizione, si invaghisce dell’artista frivolo e mondano quarantenne, un uomo tarchiato, con i capelli biondi e ondulati e un’aria di imbronciata ostinazione che si concede quello che solo i grandi artisti dovrebbero concedersi: essere detestabile col prossimo e divertirsi a offendere l’interlocutore senza che egli lo sappia. C’è la ricca vedova cinquantaduenne, consapevole che «la sabbia della sua clessidra» è ormai agli sgoccioli, dato che macchie di sangue sempre più piccole segnano il trascorrere di ogni mese. La decisione di vendere la preziosa argenteria del marito si trasforma per lei in una inaspettata sfida del desiderio.
Con la sua prosa classica, chiara e impeccabile, Edith Templeton ci offre uno sguardo intimo sulla sensibilità femminile e ritrae un elegante e passionale modo di vivere che sembra perduto ormai alla svolta del secolo. La sua scrittura, infine, si mostra, in quest’opera più che altrove, come totalmente animata dalla crudele verità del cuore.

neripozza.it

 

 

 

le frecce di cupido
Non voglio che tu mi scriva 

non ti scriverò nemmeno io   

Se vorrai tornare da me  io ci sarò  

per natura sono rigidamente monogamo purtroppo    

Ti vorrò sempre

fidati

 

 

 

Just beyond the curtained and half-shuttered window of Edith Templeton's small flat, in the Italian Riviera town of Bordighera, lush flowers and palm trees flourish in an atmosphere of sunny off-season indolence. But inside her sitting room, conversation takes place at an intense emotional pitch. At 85, Templeton is tiny-boned and barely five feet tall, but there's nothing else delicate about her, beginning with the head-on stare she trains on me as I sit on her ancient moss-colored sofa. Her slightly bulging dark green eyes appear never to blink. Occasionally she'll adjust her hair or touch the small pearls at her throat, but she never shifts her gaze until she has finished what she intends to finish, leaning in so far that her head at times seems to hover several inches in front of her body. This comes across as a result less of age or of myopia than of a willful, avid nature, and while it adds to the impression she gives of intellectual vigor, it also increases your feeling of being pinned, helplessly, as you sit and chat with her. ...
maria russo - nytimes.com

 

 

 

DEFORMER - 2008

Undici anni per selezionare il materiale prodotto nell'arco di trent'anni: "Deformer" di Ed Templeton è uno "scrapbook" che racconta il periodo della formazione dell'artista nella periferia residenziale di Orange County, in California. Un volume interamente seguito dallo stesso Templeton. Le immagini offrono uno sguardo pieno di luce su cosa significhi essere giovani e pieni di vita in quella che Templeton definisce "l'incubatrice domestica della periferia residenziale". "Deformer" intreccia fotografie, dipinti, disegni, pagine di schizzi, richiami disciplinari del nonno e appunti religiosi della madre in un superbo racconto di isolamento adolescenziale e di critica sociale. Molte delle fotografie sono il frutto dell'esperienza di skateboarder professionista. "Essere skateboarder mi ha consentito di girare il mondo, facendomi capire come fosse incasinato il luogo in cui vivessi", dichiara Templeton. "Quello scenario è stato per me come un carburante ed è diventato un punto di partenza per la mia arte".

ibs  -  libri.dvd.it

 

 

 

 

 

 

 

links

www.portifex.com/ReadingMatter/Archive/Gordon.htm

www.randomhouse.com

http://en.wikipedia.org/wiki/Edith_Templeton

www.radio.cz/en/section/books/edith-templeton-every-word-of-it-is-true

 

 

 

 

 

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