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Così è la materia oscura
Il progetto Cosmos ha monitorato un'area di cielo sufficientemente vasta (nove
volte la superficie della luna piena), in modo da poter distinguere la struttura
della materia oscura dell’Universo. La mappa rivela una rete di filamenti di
materia oscura che gradualmente collassa sotto la forza di gravità. Per ottenere
la tridimensionalità, le informazioni ottenute con Hubble sono state combinate
con lo spettro derivante dalle osservazioni del telescopio Vlt (Very Large
Telescope) dell'Eso (European Southern Observatory) e dalle immagini del
telescopio giapponese Subaru e altri telescopi canadesi e francesi.
www.galileonet.it
Il telescopio NASA cattura lo splendore dei primi oggetti dell'Universo
Gli astronomi credono che le strutture osservate siano sia le prime stelle -
imponenti astri dalla massa corrispondente a più di mille volte quella del Sole
- o voraci buchi neri nell'atto di consumare gas e riversare all'esterno
tonnellate di energia. Se gli oggetti sono effettivamente stelle, allora gli
ammassi osservati potrebbero costituire le prime mini - galassie contenenti una
massa complessiva pari a meno di un milione di Soli. La nostra galassia della
Via Lattea contiene l'equivalente di circa 100 miliardi di Soli e fu creata
probabilmente dall'unione di mini - galassie analoghe a quelle rilevate.
davide
valentinis - www.uai.it

Da invisibile a visibile
- Ecco la materia oscura
Prima mappa in 3D della
sostanza che regge l’universo
primo sguardo alla materia oscura, sostanza misteriosa che
costituisce un terzo della massa dell’universo. Ha la struttura di una immensa
spugna e con la sua forza gravitazionale pilota la nascita delle stelle e delle
galassie, che rappresentano appena il 5% del Tutto. Fino a ieri l’uomo era
riuscito a osservare solo questo miserabile 5%, cioè la materia che emette o
riflette luce: stelle e nebulose. Grazie al telescopio spaziale Hubble, al
satellite europeo Newton e ai maggiori telescopi al suolo, ora incominciamo a
vedere l’invisibile.
PIERO BIANUCCI - www.lastampa.it
LA MATERIA OSCURA ESISTE
grazie
alle immagini della materia luminosa provenienti dal Chandra X-ray Observatory,
si è potuto distinguere due grandi gruppi di materia oscura che si allontanano
velocemente dalla collisione, seguiti da due ammassi più piccoli di materia
ordinaria. Stando a David Clowe, i dati raccolti rappresentano “la prima diretta
testimonianza dell'esistenza della materia oscura”.
ecplanet.com
trovata una prova concreta
un anello biancastro incastonato tra le
stelle.,,,è soprattutto una delle prove più inequivocabili dell’esistenza della
materia oscura....scoperto nel cluster di galassie «ZwCI0024+1652» ha un
diametro di 2,6 ml di anni luce e dista dalla terra 5 mld di anni luce. La
scoperta è casuale ed emersa da una ricerca riguardante la distribuzione della
materia oscura nell’universo.
www.corriere.it
GLAST STUDIA
L'UNIVERSO VIOLENTO
compito di GLAST gettare l’occhio in ciò che
succede nei nuclei delle galassie attive, indagare le stelle a neutroni,
cogliere aspetti finora ignoti dello spettacolare fenomeno delle supernovae,
oppure capire qualcosa di più delle materia oscura
che permea l’universo assieme all’energia oscura
e, naturalmente, approfondire meglio ciò che accade quando nel cosmo brilla un
“gamma ray burst”, un lampo di raggi gamma. Questi sono i fenomeni più
energetici che si conoscano tanto che nel giro di pochi secondi il lampo
diffonde un’energia pari a quella erogata dal Sole nell’arco della sua intera
vita.
corriere.it
Un telescopio per svelare il segreto della materia oscura
Forse ci siamo. Forse riusciamo finalmente a vedere
dove si nasconde la materia oscura nell’Universo grazie ad un satellite della
Nasa (ma costruito anche con la collaborazione dell’Asi ) e che porta il nome di
una grande italiano:
Enrico Fermi.
La materia visibile che si materializza davanti ai nostri occhi in stelle,
pianeti e galassie è solo una minima parte del cosmo, appena il 4 per cento. Il
resto è formato dall’energia oscura (circa il 70 per cento) e per il 25 per
cento dalla materia oscura. La natura di entrambe è, appunto, oscura, cioè
sconosciuta, anche se della seconda abbiamo prove indirette da un po’ di tempo
della sua esistenza
Il Fermi Telescope della Nasa -
prima era chiamato
Glast
corriere.it -
Cern, collisioni record delle particelle
Energia mai raggiunta prima artificialmente, 'momento fantastico per la scienza'
GINEVRA - Le prime collisioni di particelle ad un'energia mai finora raggiunta
artificialmente sono state ottenute nel superacceleratore Large Hadron Collider
(Lhc) del Cern di Ginevra.Viaggiando ad una velocita' vicina a quella della
luce, i protoni si sono scontrati all'energia di 7.000 miliardi di elettronvolt
(7 TeV) nell'anello da 27 chilometri dell'Lhc, aprendo la possibilita' di
scoperte capaci di rivoluzionare la fisica.
ansa.it - 2010
la luce primordiale
Il satellite Planck dell'Agenzia Spaziale Europea ha completato il primo anno di
osservazioni dalla sua orbita a un milione e mezzo di km dalla Terra e ci ha
regalato una prima spettacolare immagine dell'Universo profondo. Qualcosa di mai
visto prima.
Lo sfondo della figura, reso in colori rosso-arancione, rappresenta il fondo
cosmico: la prima luce dell'Universo. Sono visibili lievi increspature, che
rappresentano gli embrioni delle galassie e delle altre strutture in formazione.
Mai la luce primordiale era stata mappata con tanta precisione: è come vedere in
diretta il nostro passato cosmico. L'immagine inoltre mostra una vasta
nebulosità bianco-violetta, che in parte offusca la luce primordiale: si tratta
di emissioni provenienti dall'Universo «locale», principalmente dovute al gas e
alla polvere interstellare nella nostra galassia.
marco bersarelli - Università degli Studi di Milano Instrument Scientist di
Planck-LFI - 2010
Fotografata l’azione dell’energia oscura
...il satellite Chandra scandaglia il cielo
raccogliendo i raggi X lanciati dagli astri. E la prova dell’azione dell’energia
sta nella constatazione che il cluster Abell 85 negli ultimi sette miliardi di
anni non è evoluto ma è rimasto sempre uguale come se qualcosa gli impedisse di
crescere. «Questo risultato potrebbe essere spiegato come l’arresto nello
sviluppo dell’universo» precisa Alexey Vikhlinin del centro bostoniano.
Conoscere la natura dell’energia oscura è uno dei più grandi problemi della
scienza . Gli astronomi per iniziare a spiegarla immaginano due ipotesi: una
modifica alla teoria della relatività generale di Einstein o l’accettazione
della costante cosmologica secondo la quale c’è una densità dell’energia
costante che riempie in modo omogeneo lo spazio. Le osservazioni di Chandra
confermano la seconda possibilità e danno ragione a Einstein, anche contro il
suo parere.
Giovanni Caprara - corriere.it
Perché l’energia oscura è così importante?
«Lo è non solo scientificamente, ma anche da un punto di vista emozionale:
determina il destino futuro dell’Universo. Se è stabile, il cosmo è destinato a
espandersi sempre più rapidamente. Se, invece, avvenisse una transizione in
qualcos’altro - come avviene dall’acqua allo stato liquido al ghiaccio - allora
molto altro potrebbe avvenire, compreso il Big Crunch, l’implosione del tutto.
Il nostro obiettivo, quindi, è capire che cosa ci riserva il futuro, anche se
per fortuna abbiamo diversi miliardi di anni davanti. .... lo scopo di noi scienziati è far capire quanto scienza e
matematica siano interessanti!».
gabriele beccaria - lastampa.it
Il «lato
oscuro» delle galassie -
NUOVE SCOPERTE dai satelliti dell'esa
Vediamo solo il 5%
dell'universo. Il resto? Energia e materia che gli scienziati cercano di
individuare
La mappa dei buchi neri
Forse i buchi neri nascosti nella nostra galassia Via Lattea perdono la famosa e
misteriosa antimateria della quale finora esistono solo prove indirette oltre
che una necessità teorica. La materia infatti nota, cioè quella visibile ai
nostri strumenti, riempie soltanto il 5 per cento dell’universo mentre tutto il
resto è formato da materia oscura e energia oscura. Gli astronomi dicono che
nella nostra galassia esiste antimateria perché – spiegano - una parte delle
radiazioni gamma che rileviamo sono prodotte quando gli elettroni collidono con
le loro antiparticelle . Ma da dove provengano queste antiparticelle conosciute
come positroni, non è ben chiarito.
Il satellite Integral dell'Esa
BUCHI NERI
Secondo Gerry Skinner dell’Università
americana del Maryland che con il suo gruppo di ricerca indaga i fenomeni più
estremi dell’universo, ritiene che stelle a neutroni e
buchi neri perdano nel cosmo flussi di positroni. Lo hanno dedotto
indagando un’area centrale della galassia particolarmente intensa per quanto
riguarda le radiazioni gamma. E nella stessa area, dice lo scienziato, ci sono
numerose stelle binarie nelle quali una stella neutroni oppure un buco nero
consuma materia e gas della stella compagna. Il risultato è frutto di quattro
anni di osservazioni effettuate con il satellite Integral dell’Agenzia spaziale
europea ESA che rileva appunto le radiazioni gamma. Con le sue osservazioni gli
“occhi” del satellite avrebbero appunto focalizzato l’attenzione su una
misteriosa nuvola ritenuta di antimateria presente appunto
nella regione centrale della nostra isola stellare.
ENERGIA OSCURA
Per l’energia oscura scoperta nel
1998 che dovrebbe riempire il 70 per cento dell’Universo,
una simulazione compiuta con i supercomputer della Durham University inglese
sarebbe in grado di valutarne la presenza dove questa c’è. A mostrarla sarebbero
alcune “increspature” cosmiche. Ma la conferma dovrebbe arrivare dal satellite
Space che l’ESA ha in programma di costruire nel prossimo futuro.
Giovanni Caprara - 2008 - corriere.it
il fisico HongSheng Zhao -
universita scozzese St Andrews - sostiene che l'energia oscura e la materia
oscura sono due manifestazioni dello stesso 'fluido oscuro'.
...Ma se la materia oscura e' un fenomeno gemello dell'energia oscura non potra'
essere rilevabile da uno strumento con l'Lhc''.
ansa
STELLE
FILANTI
Le prime stelle che si sono accese nell'universo avevano
probabilmente un aspetto molto diverso rispetto a quelle che vediamo oggi: erano
lunghi filamenti modellati dalla materia più abbondante e misteriosa del cosmo,
la materia oscura. E su questa materia invisibile, ancora praticamente
sconosciuta, le primissime stelle sarebbero in grado di raccontare molte cose.
Ne sono convinti gli autori della ricerca pubblicata su Science, che hanno
simulato la nascita delle stelle con l'aiuto di un supercomputer. "Abbiamo
dimostrato che le proprietà delle stelle dipendono in modo critico dalla natura,
attualmente sconosciuta, della materia oscura", scrivono gli autori della
ricerca, i fisici Liang Gao, dell'università britannica di Durham, e Tom Theuns,
dell'università belga di Anversa.
..."Se la materia oscura è calda, alcune stelle primordiali potrebbero vagare
intorno alla nostra galassia", osserva Theuns. Perciò i telescopi spaziali del
futuro potrebbero vedere costellazioni dall'aspetto bizzarro, composte da lunghi
filamenti luminosi. Per il fisico "é una prospettiva entusiasmante conoscere la
natura della materia oscura studiando le stelle più antiche".
ansa
SCONTRO F RA GALASSIE SVELA SEGRETI MATERIA OSCURA
L'incidente cosmico, catturato
contemporaneamente da due osservatori spaziali della Nasa, Chandra e Hubble, ha
infatti separato la materia oscura da quella ordinaria come è chiaramente
visibile nelle immagini a contrasto diffuse dall'Agenzia spaziale americana.
Le foto mostrano la materia oscura colorata di blu e mappata grazie al
telescopio Hubble e la materia ordinaria di colore rosa osservata da Chandra.
... si rafforza la teoria che le particelle di materia oscura interagiscono le
une con le altre solo debolmente e non tutte, lontano dalla pressione della
gravità. ..
un analogo fenomeno accaduto nel 2006 nel cosiddetto "Ammasso proiettile" non è
stato un evento anomalo ed eccezionale. Anche il quel caso, dopo lo scontro, gli
strumenti della Nasa registrarono una separazione fra materia ordinaria e oscura
che secondo le teorie occupa il 20% dell'Universo, il restante 75% è, invece,
occupato dall'energia oscura e solo il 5% dalla materia che conosciamo.
ansa.it
a
caccia di neutrini
SOLE E NEUTRINI
E' stata fatta dai ricercatori dell'Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) del Gran Sasso la prima tac al
Sole. Grazie all'esperimento 'Borexino' si sono visti i neutrini a
bassa energia, particelle microscopiche che si trovano nel cuore
della stella......
otto anni di lavoro, grazie alla collaborazione di circa 100 persone
provenienti da tutto il mondo. L'osservazione del Sole continuera'
almeno per il prossimo decennio, la durata di un ciclo della vita
solare
corriere.it
BOREXINO
Riconosciuta E INDISCUSSA nel mondo leadership scienziati
italiani
FATTA LA PRIMA TAC AL SOLE - si sono visti per la
prima volta al mondo i neutrini a bassa energia, cioé le particelle
prodotte dalla reazione interna al nucleo solare che permette alla
nostra stella di produrre energia.
laboratorio ipogeo Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Infn
Gran Sasso
g. colacito - ilcapoluogo.it
Neutrini per la
geofisica
Un fisico negli Stati Uniti ha proposto di misurare la densità del nucleo
terrestre usando un fascio di neutrini. Secondo Walter Winter dell'Institute for
Advanced Study di Princeton, i neutrini potrebbero fornire informazioni non
disponibili con altre tecniche. Anche se le misurazioni delle onde sismiche
prodotte dai terremoti possono essere usate per ricostruire un profilo
dell'interno della Terra, esse forniscono solo informazioni indirette.
Esistono tre tipi (o “sapori”) di neutrino: elettronico, muonico e tau. Sono
tutti elettricamente neutri e interagiscono con le altre particelle solo
debolmente, il che significa che possono attraversare migliaia di chilometri di
materia senza essere assorbiti. Durante questo passaggio, però, i neutrini
possono cambiare sapore, ossia “oscillare”: per esempio, i neutrini elettronici
oscillano trasformandosi in neutrini muonici e così via. Poiché la quantità di
oscillazione dipende dalla densità degli elettroni della materia attraversata,
in teoria dovrebbe essere possibile determinare la densità terrestre effettuando
precise misurazioni delle oscillazioni dei neutrini.
In uno studio il dottor
Winter propone di inviare un fascio di neutrini da un acceleratore per decine di
migliaia di chilometri attraverso la Terra, fino a un rivelatore dall'altro lato
del globo. In linea di principio, il fascio viaggerebbe da una ipotetica
“fabbrica di neutrini” nell'emisfero settentrionale fino a un rivelatore di
ferro da 50.000 tonnellate nell'emisfero meridionale. Per esempio, un fascio
potrebbe essere inviato dal CERN in Svizzera, attraverso il nucleo interno della
Terra, fino a un rivelatore in Nuova Zelanda.
Massimo Bertolucci
ecplanet.com
www.ias.edu
NEUTRINI SPARATI SOTTO TERRA A GRAN VELOCITA'
L'eccezionale esperimento sotto la montagna del Gran
Sasso.
Neutrini sparati sotto terra ad una velocita'di migliaia di chilometri l'ora,
percorrendo 730 chilometri 2,4 millisecondi. L'esperimento unico al mondo ha
lanciato neutrini dal Cern di Ginevra fino alla montagna dei laboratori di
fisica nucleare del Gran Sasso in Abruzzo.
L'esperimento
ha l'obiettivo di valutare i reali effetti dei neutrini e le possibili
applicazioni nella scienza.
redazione newsbox.it
Il fascio lanciato dal Cern
Laboratori del Gran Sasso
Dopo un viaggio-lampo di 730 chilometri sottoterra alla velocità della luce, i
neutrini sono stati fotografati nel corso del grande esperimento “OPERA” che si
tiene nei Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) situati
nelle viscere del Gran Sasso. Sono le prime immagini registrate dalle emulsioni
nucleari presenti nella più sofisticata macchina fotografica del mondo.
IL NEUTRINO OSSERVATO al Gran Sasso, ha prodotto
una cascata di altre particelle, identificate dai complessi rivelatori
elettronici dell’esperimento. Circa trecento eventi di neutrino sono stati già
rivelati lo scorso anno da OPERA, nella fase di collaudo del fascio di neutrini
e del rivelatore
27.10.07 - www.heos.it
osservata metamorfosi neutrini
Osservata per la prima volta al mondo la 'metamorfosi' di un neutrino, nei
laboratori del Gran Sasso dell'Istituto di fisica nucleare.
Il neutrino, una delle particelle piu' piccole e sfuggenti finora note, riesce
dunque a cambiare identita', trasformandosi da un tipo di neutrino in un altro
tipo di neutrino. La scoperta, inseguita da anni da fisici di tutto il mondo,
apre le porte alla possibilita' di osservare altri fenomeni fisici mai visti
finora.
ansa - 2010

CURIOSITA
zoo delle particelle subatomiche !
..le nuove star del mondo dei pupazzi sono quark,
neutrini, neutroni, protoni, fotoni.… per fa scoprire la scienza ai più piccoli.
Per i più ipocondriaci consigliamo invece i microbi giganti: anche l’herpes
sembra più simpatico quando è di peluche.
toysblog.it
NEUTRINI
Enigmatici perché rubano energia senza farsi
prendere. Un test al Gran Sasso vuole determinare la loro piccolissima massa
ettore fiorini - lastampa.it
Italia e Russia realizzeranno il super telescopio
Millimetron
Millimetron è una missione spaziale russa che prevede di realizzare un
osservatorio orbitante … e opererà in una larga banda dello spettro
elettromagnetico, nella regione delle lunghezze d’onda del submillimetrico,
millimetrico e lontano infrarosso …. Millimetron potrà far luce sull'Universo
freddo, le strutture cosmologiche su larga scala,
la natura della Materia Oscura e della Energia Oscura, l'evoluzione degli
ammassi di galassie, galassie, stelle e pianeti.
…... La data prevista per il lancio di Millimetron è fissata al 2018-2019.
lastampa.it
CREATING THE LARGE BINOCULAR TELESCOPE
http://medusa.as.arizona.edu/lbto/creatinglbt.htm
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