Charles Simić
Dušan Simić

SIMIC 1  -  2







The Future
It must have a reason for concealing
Its many surprises from us,
And that reason must have something to do
With either compassion or malice.
I know that most of us fear it,
And that surely is the explanation
We’ve never been properly introduced,
Though we are neighbors
Who run into each other often
By accident and then stand there
Speechless and embarrassed,
Before pretending to be distracted
By some children walking to school,
A pigeon pecking at pizza crust
Next to a hearse filled with flowers
Parked in front of a small, gray church.


Softly
Lay the knife and fork by your plate.
Here, where it’s always wartime,
It’s prudent to break bread unobserved,
Take small sips of wine or beer
Sneaking glances at your companions.
June evening, how your birds worry me.
I can hear them rejoicing in the trees
Oblivious of the troubles that lie ahead.
The fly on the table is more cautious
And so are my bare feet under the table.
Hundreds of bloody flags fleeing at sunset
Across the darkening plains.
Some general leading another army into defeat,
While you pour honey over the walnuts,
And I wait my turn to lick the spoon.

Nothing Else
Friends of the small hours of the night:
Stub of a pencil, small notebook,
Reading lamp on the table,
Making me welcome in your circle of light.
I care little the house is dark and cold
With you sharing my absorption
In this book in which now and then a sentence
Is worth repeating in a whisper.
Without you, there’d be only my pale face
Reflected in the black windowpane,
And the bare trees and deep snow
Waiting for me out there in the dark.


Trouble Coming
One saw signs of it in certain families.
The future was like an unfriendly waiter
Standing ready to take their dinner order
From a menu they could not read.
To look without understanding was their lot
While a salesman in the TV store
Kept changing channels too quickly
For them to retain a single image.
The little flags freshly posted in a cemetery
Said nothing as they hung listlessly
In the early summer breeze,
Not that anybody particularly noticed.
The sunset over the approaching city
Was like a banquet in a madhouse
The inmates were happily setting on fire
Just as our train ducked into a tunnel.


County Fair
“Se non hai visto il cane a sei zampe
non importa.
Noi sì e per lo più stava accucciato nell’angolo.
Quanto alle zampe di troppo
uno ci faceva subito l’abitudine
e pensava ad altro.
Per esempio, che serata fredda e buia
da passare qui alla fiera.
Poi, il padrone lanciò un legno
e il cane lo andò a cercare
a quattro zampe, le altre due gli pendevano dietro
cosa che strappò un urlo divertito a una ragazza.
Era ubriaca e lo era pure l’uomo
che continuava a baciarle il collo.
Il cane recuperò il legno e si voltò a guardarci.
Lo spettacolo era tutto qui.”

www.carvelli.it/dblog/articolo.asp?articolo=3501


Grandpa’s Spells
I hate to hear birds sing
Come spring, the wood turn green
And little flowers sprout
Along the country roads.
Bleak skies, short days,
And long nights please me best.
I like to cloister myself
Watching my thoughts roam
Like a homeless family
Holding on to their children
And their few possessions
Seeking shelter for the night.
And I love most of all knowing
I’m here today, gone tomorrow,
The dark sneaking up on me,
To blow out the match in my hand.
2012 PEN World Voices Festival
Harvard Review
 - The New York Review of Books
AGNI
- Simic’s The Lingering Ghosts
pen.org/blog

Letti disfatti
Amano le stanze ombreggiate
le carte da parati consunte
le crepe nel soffitto
le mosche sul cuscino.
Se ti viene la tentazione di allungarti
non essere sorpreso
non farai caso alle lenzuola sporche
al raschio delle molle arrugginite
mentre ti metti comodo.
La stanza è un cinema buio
dove si proietta
una pellicola sgranata in bianco e nero.
Un'immagine sfuocata di corpi svestiti
nel momento della dolce indolenza
che segue all'amore
quando il più malvagio dei cuori
arriva a credere
che la felicità può durare per sempre.

 federica astolfi - pensieriparole.it




NEGOZIO DI VESTITI USATI
Un bell'assortimento di vite passate
per frugarci dentro cercando
quella che vi va bene
pulita e stirata di fresco
ma con il colletto consunto.
Un manichino vestito di nero
sta sulla porta per servirvi.
I suoi occhi non vi mollano.
I bassi sembrano disegnati
con la punta di un sigaro spento.
Torri di calzoni oscillano
mentre vi voltate per fuggire,
e i cappelli dei morti rotolano
per terra, corrono
per scortarvi alla porta.

club midnight 2008





Quella piccola cosa
La probabilità di ritrovarla è minima.
E' come essere avvicinati da una donna
che ci chiede di aiutarla a cercare una perla
persa proprio qui per strada.
Potrebbe essersi inventata tutto,
anche le sue lacrime, ti dici,
mentre cerchi sotto i piedi,
e pensi, non in un milione di anni...
E' uno di quei pomeriggi estivi
quando abbiamo bisogno di una buona scusa
per uscire dal fresco dell' ombra.
Intanto, cosa ne è stato di lei?
E perchè, anni dopo, tu
ogni tanto getti un' occhiata a terra
mentre ti affretti per un appuntamento
dove adesso sei sicuro di arrivare in ritardo.




That little something
The likelihood of ever finding is small.
It's like being accosted by a woman
And asked to help her look for a pearl
She lost right here in the street.
She could be making it all up
Even her tears, you say to yourself
As you search under your feet,
Thinking, not in a million years ...
It's one of those summer afternoons
When one needs a good excuse
To step out of a cool shade.
In the meantime, what ever became of her?
And why, years later, do you still
Off and on, cast your eyes to the ground
As you hurry to some appointment
Where you are now certain to arrive late.

http://ottantanovenuvole.blogspot.it



Ragazzo prodigio
Sono cresciuto chino
su una scacchiera.
Amavo la parola scaccomatto.
Il che sembrava impensierire i miei cugini.
Era piccola la casa
accanto a un cimitero romano.
I suoi vetri tremavano
per via di carri armati e caccia.
Fu un professore di astronomia in pensione
che m'insegnò a giocare.
L'anno probabilmente il '44.
Lo smalto dei pezzi che usavamo
quelli neri
era quasi del tutto scrostato.
Il re bianco andò perduto
dovemmo sostituirlo.
Mi hanno detto
ma non credo che sia vero
che quell'estate vidi
gente impiccata ai pali del telefono.
Ricordo che mia madre
spesso mi bendava gli occhi.
Con quel suo modo spiccio d'infilarmi
la testa sotto la falda del soprabito.
Anche negli scacchi mi disse il professore
i maestri giocano bendati
i campioni poi, su diverse scacchiere
contemporaneamente.

prime poesie scelte 1999

Occhi cuciti con gli spilli
Quanto sodo lavori la morte
nessuno lo sa quanto lunga
sia la sua giornata.
Le stira la biancheria
il consorte lasciato a casa.
Le belle figlie
le apparecchiano
la tavola per cena.
I vicini giocano
a pinnacolo in cortile
o bevono la birra
seduti sui gradini. E la morte
frattanto, in città
in angoli remoti cerca
qualcuno con una brutta tosse,
ma l'indirizzo è, chissà perché, sbagliato
nemmeno la morte può scovarlo
fra tutte quelle porte sprangate.
E comincia a cadere la pioggia.
l'aspetta una lunga notte di vento.
Non ha nemmeno un giornale
per coprirsi il capo, nemmeno
un gettone per chiamare chi si consuma
l'uomo assonnato che piano si spoglia
e nudo si distende sul letto
dal lato che spetta alla morte.

 

 

Domando al piombo
perché ti sei lasciato
fondere in pallottola?
Ti sei forse scordato degli alchimisti?
Hai perso qualsiasi speranza
di diventare oro?
Nessuno mi risponde.
Pallottola. Piombo. Con nomi
del genere
il sonno è lungo e profondo.

I say to the lead
Why did you let yourself
Be cast into a bullet?
Have you forgotten the alchemists?
Have you given up hope
In turning into gold?
Nobody answers.
Lead. Bullet. With names
Such as these
The sleep is deep and long.
www.gironi.it/poesia/simic.php

 

 

Solo di notte aprono questi piccoli negozi
in cui faccio i miei acquisti discreti
questi cinematografi clandestini in quartieri brutti
che ancora proiettano sgranati film della mia vita.

club midnight
concretamentesassuolo.it

 


Uomini divinizzati

per la loro crudeltà
È vero che i tiranni hanno dita lunghe?
È vero che piazzano le loro trappole
dietro dipinti della Madonna
in palazzi tenebrosi trasformati in musei?
Tutti amiamo i loro occhi febbrili puntati al cielo.
Tutti amiamo anche la Venere nuda.
Ci guarda da un letto disfatto
con un sorriso e la mano sull'inguine.
Lei vede il padrone appostato dietro le nostre spalle.
È vecchio, è cadaverico, è vestito
da custode del museo, e indossa guanti grigi,
perché, ovviamente, ha le mani rosse.
http://ruminazioni.blogspot.it

 


Autumn Sky
In my great grandmother's time
All one needed was a broom
To get to see places
And give the geese a chase in the sky.

The stars know everything
So we try to read their minds.
As distant as they are,
We choose to whisper in their presence.

Oh Cynthia
Take a clock that has lost its hands

For a ride.
Get me a room at Hotel Eternity
Where Time likes to stop now and then.

Come, lovers of dark corners
The sky says
And sit in one of my dark corners.
There are tasty little zeroes
In the peanut dish tonight.

*
Ai tempi della mia bisnonna
Tutto quello che serviva era una scopa
Per arrivare a vedere luoghi
E inseguire le oche nel cielo.

Le stelle conoscono tutto
E allora cerchiamo di leggere nella loro mente
Per quanto così distanti
Scegliemmo di sussurrare alla loro presenza-

Oh Cynthia,
prendi un orologio che ha perso le lancette
per un giro.
Prenotami una stanza all’ Hotel Eternità
Dove al Tempo piace fermarsi ogni tanto.

Venite  amanti degli angoli oscuri
dice il cielo
e sedetevi in uno dei mei angoli oscuri.
Ci sono stuzzichini molto leggeri
nel piatto delle noccioline stasera.

that little somethings - traduzione alessandro pancirolli
http://ottantanovenuvole.blogspot.it


HOTEL INSONNIA
Mi piaceva quel mio piccolo buco
con la finestra che dava su un muro di mattoni.
Nella stanza vicina c’era un piano.
Un vecchio storpio veniva a suonare
My Blue Heaven
due tre sere al mese.
In genere, però, era tranquillo.
Ogni camera con il suo ragno dal soprabito pensante
che cattura la mosca nella rete
fatta di fumo e cerimonie.
Era così buio laggiù
che non riuscivo a vedermi nello specchio del lavabo.
Di sopra alle 5 del mattino scalpiccìo di piedi nudi.
Lo  ' Zingaro '  che legge la fortuna
- ha il negozio all’angolo -
va a pisciare dopo una notte d’amore.
Una volta, persino il singhiozzo di un bambino.
Era così vicino che per un attimo
pensai di singhiozzare anch’io.

1999

 

 

 

 

Hotel Insomnia
I liked my little hole
Its window facing a brick wall.
Next door there was a piano.
A few evenings a month
a crippled old man came to play
"My Blue Heaven."
Mostly, though, it was quiet.
Each room with its spider in heavy overcoat
Catching his fly with a web
Of cigarette smoke and revery.
So dark
I could not see my face in the shaving mirror.
At 5 A.M. the sound of bare feet upstairs.
The "Gypsy" fortuneteller
Whose storefront is on the corner
Going to pee after a night of love.
Once, too, the sound of a child sobbing.
So near it was, I thought
For a moment, I was sobbing myself.

 

 

 

 
Spolverino di piume.
Gabbia d’uccelli fatta di bisbigli.
Coda di un gatto nero.
Sono un bambino che corre
con le forbici aperte.
E con gli occhi bendati.
Tu sei un cuore che batte
nella selva oscura.
Sei l’urlo sulla ruota panoramica.
Proprio così, bruja
che batti il piede con le mani ai fianchi.
Notte sulla fiera.
Orchestra di legni.
Due borsaioli ciechi nella folla.
Charles Simic
trad andrea molesini
hotel insonnia 2002
Love poem
Feather duster.
Birdcage made of whispers.
Tail of a black cat.
I’m a child running
With open scissors.
My eyes are bandaged.
You are a heart pounding
In a dark forest.
The shriek from the Ferris wheel.
That’s it, bruja
With arms akimbo
Stamping your foot.
Night at the fair.
Woodwind band.
Two blind pickpockets in the crowd.
Charles Simic
jackstraws poems 2000



Clouds Gathering
It seemed the kind of life we wanted.
Wild strawberries and cream in the morning.
Sunlight in every room.
The two of us walking by the sea naked.
Some evenings, however
we found ourselves
Unsure of what comes next.
Like tragic actors in a theater on fire,
With birds circling over our heads
The dark pines strangely still
Each rock we stepped
on bloodied by the sunset.
We were back on our terrace sipping wine.
Why always this hint of an unhappy ending?
Clouds of almost human appearance
Gathering on the horizon
but the rest lovely
With the air so mild and the sea untroubled.
The night suddenly upon us
a starless night.
You lighting a candle
carrying it naked
Into our bedroom and blowing it out quickly.
The dark pines and grasses strangely still.




Si ammassavano le nuvole
Sembrava il tipo di vita che volevamo.
Fragole di bosco e panna al mattino.
La luce del sole in ogni stanza.
Noi a camminare nudi sulla riva.
Qualche sera, però, ci siamo trovati
incerti sul domani.
Come attori tragici d’un teatro in fiamme,
con gli uccelli a ruotare in cerchio
sulle nostre teste
e i pini scuri inspiegabilmente fermi
abbiamo calpestato ogni roccia
insanguinata dal tramonto.
E poi di nuovo sul nostro terrazzo
a sorseggiare vino.
Perché sempre questo senso di tragico finire?
Nuvole dalle sembianze quasi umane
si ammassavano
all’orizzonte, mentre ogni cosa era piacevole
nell’aria mite e il mare sereno.
Quando la notte ci sorprese
una notte senza stelle.
Tu accendevi una candela, nuda la portavi
in camera da letto e in fretta la spegnevi
mentre ancora lì, inspiegabilmente fermi
i pini scuri e l’erba.
clouds gathering

 

 

 


La mia aspirazione è creare un  non-genere  fatto di narrativa
autobiografia  saggistica  poesia e  naturalmente  pochade  !


          

 

    

http://youtu.be/XsdCU6D3J3c  -  simic reading  poems  

   http://youtu.be/0ENKtZbqros   -  il mostro ama il suo labirinto

http://youtu.be/TSR0NsqGyaA  - reading simic

http://vimeo.com/25250973   - master of disguises

http://youtu.be/iFx1mHuPKkI   - the other thought 

http://youtu.be/qSebXwoan90  - with tea obreht

https://youtu.be/xaSQcx9WYuE   -   on writing process



 

 

 


a Book Full of Pictures
Mio padre studiava teologia per posta
ed era giunto il momento degli esami.
Mia madre sferruzzava.

Io sedevo in silenzio con un libro
pieno di figure. Cadde la notte.
Le mani mi diventavano fredde

sfiorando i volti
di re e regine morti.
C'era un impermeabile nero
al piano di sopra
che pendeva dal soffitto.
Ma cosa ci faceva là ?
Mia madre faceva rapida

croci all' uncinetto
Erano nere
come l' interno della mia testa

proprio in quel momento
Le pagine che giravo risuonavano come ali
" L' anima è un rondine", disse una volta.
Nel mio libro pieno di figure
infuriava una battaglia: lance e spade
creavano una specie di foresta gelida
col mio cuore trafitto e sanguinante

tra i rami.


a Book Full of Pictures

Father studied theology through the mail
And this was exam time.
Mother knitted.

I sat quietly with a book
Full of pictures. Night fell.
My hands grew cold touching the faces
Of dead kings and queens.
There was a black raincoat
in the upstairs bedroom
Swaying from the ceiling,
But what was it doing there?
Mother's long needles

made quick crosses.
They were black
Like the inside of my head just then.
The pages I turned sounded like wings.
"The soul is a bird," he once said.
In my book full of pictures
A battle raged: lances and swords
Made a kind of wintry forest
With my hearth spiked and bleeding

in its branches.
http://ottantanovenuvole.blogspot.it

 



Dopo gli ultimi notiziari
Prendi coraggio
Per grattare un paio di volte
Alla parete del tuo nascondiglio.
Ora che le luci sono spente
avverti li freddo
la desolata solitudine
e così porgi il tuo quesito
o forse un saluto sentito
?
E resta la notte
Senza stelle
interminabile e in ogni caso
senza traccia di pietà.

the mouse in the radio - jackstraw 1999

Shelley
Poet of the dead leaves driven like ghosts,
Driven like pestilence-stricken multitudes,
I read you first
One rainy evening in New York City,
In my atrocious Slavic accent,
Saying the mellifluous verses
From a battered, much-stained volume
I had bought earlier that day
In a second-hand bookstore on Fourth Avenue
Run by an initiate of the occult masters.
The little money I had being almost spent,
I walked the streets my nose in the book.
I sat in a dingy coffee shop
With last summer's dead flies on the table.
The owner was an ex-sailor
Who had grown a huge hump on his back
While watching the rain, the empty street.
He was glad to have me sit and read.
He'd refill my cup with a liquid dark as river Styx.
Shelley spoke of a mad, blind, dying king;
Of rulers who neither see, nor feel, nor know;
Of graves from which a glorious Phantom may
Burst to illumine our tempestuous day.
I too felt like a glorious phantom
Going to have my dinner
In a Chinese restaurant I knew so well.
It had a three-fingered waiter
Who'd bring my soup and rice each night
Without ever saying a word.
I never saw anyone else there.
The kitchen was separated by a curtain
Of glass beads which clicked faintly
Whenever the front door opened.
The front door opened that evening
To admit a pale little girl with glasses.
The poet spoke of the everlasting universe
Of things ... of gleams of a remoter world
Which visit the soul in sleep ...
Of a desert peopled by storms alone ...
The streets were strewn with broken umbrellas
Which looked like funereal kites
This little Chinese girl might have made.
The bars on MacDougal Street were emptying.
There had been a fist fight.
A man leaned against a lamp post arms extended as if crucified,
The rain washing the blood off his face.
In a dimly lit side street,
Where the sidewalk shone like a ballroom mirror
At closing time —
A well-dressed man without any shoes
Asked me for money.
His eyes shone, he looked triumphant
Like a fencing master
Who had just struck a mortal blow.
How strange it all was ... The world's raffle
That dark October night ...
The yellowed volume of poetry
With its Splendors and Glooms
Which I studied by the light of storefronts:
Drugstores and barbershops,
Afraid of my small windowless room
Cold as a tomb of an infant emperor.

poetictouch 2012 -  youtube



 

 

http://youtu.be/atd3KbUi-XY  -   you think you know what literature is  - 2013

 

 

 

L’umanità di Simic insegue la poesia

quando percepisce, nel frammento, il collage di qualcosa d’altro, la vertigine e il destino che appaiono come zone e coltri, scatole magiche di incantesimo e varietà umana al di là delle parole e, infine, forgia d’immaginazione. Scrive, infatti, Mark Strand - 1934/2014 : «le poesie di Charles Simic rivelano con chiarezza essenziale il profilo e le caratteristiche di un mondo che inventiamo in segreto, che segna le nostre vite nel momento della loro massima intensità, e che noi troppo spesso neghiamo perché è più reale di qualsiasi altra cosa a noi nota. La sua opera è pervasa dal senso che le immagini precedono gli oggetti, che il mondo è una creazione della favola, che nulla equivale a ciò che pensavamo che fosse, ma che in qualche modo sospettavamo potesse essere».
andrea galgano - cittadelmonte.info - rebstein.wordpress.com  -  2013

 

 

 

 

La poesia è un prodotto del caso non meno che dell’intenzione

Forse soprattutto del caso
.


la poesia autentica è sempre antipoetica

 

 

 



SASSO
Càlati in un sasso,

io farei così.
Lascia che altri si facciano colomba
o digrignino i denti come tigri.
Mi basta essere un sasso.
All’esterno è un enigma:
nessuno sa come rispondere.
Ma fresco e quiete dev’esserci all’interno.
Anche se una mucca lo calca col suo peso
anche se un bambino lo getta dentro un fiume
il sasso affonda, lento, imperturbato,
fino al fondo
dove i pesci bussano alla sua soglia
e vengono a origliare.
Ho visto scintille schizzar via
quando due sassi sono strofinati
forse là dentro non fa così buio
forse c’è una luna che brilla
da chissà dove, spuntando magari dietro un colle -
un chiarore appena sufficiente a decifrare
quelle strane scritte, mappe stellari
sui muri interiori.

trad andrea molesini  -   hotel insonnia 2002
STONE
Go inside a stone
That would be my way.
Let somebody else become a dove
Or gnash with a tiger's tooth.
I am happy to be a stone.

From the outside the stone is a riddle:
No one knows how to answer it.
Yet within, it must be cool and quiet
Even though a cow steps on it full weight
Even though a child throws it in a river
The stone sinks, slow, unperturbed
To the river bottom
Where the fishes come to knock on it
And listen.

I have seen sparks fly out
When two stones are rubbed
So perhaps it is not dark inside after all
Perhaps there is a moon shining
From somewhere, as though behind a hill
Just enough light to make out
The strange writings, the star-charts
On the inner walls.
selected early poems  1985



OH, MEMORY
You’ve been paying visits
To that hunchbacked tailor
In his long-torn-down shop
Hoping to catch a glimpse
Of yourself in his mirror
As he sticks steel pins
And makes chalk marks
On a small child’s black suit
Last seen with its pants
Dangling from a high beam
In your grandmother’s attic.

fb/cs - the paris review nr 209 - 2014






Molti Zero
Senza voce l'insegnante si alza
davanti a una classe
di pallidi bambini dalle labbra serrate.
La lavagna alle sue spalle
tanto nera quanto il cielo
che dista anni luce dalla terra.
È il silenzio che l'insegnante ama,
il gusto dell’infinito che trattiene.
Le stelle come le impronte di denti
sulle matite
dei bambini.
Ascoltatelo, dice felice.



Many Zeros
The teacher rises voiceless before a class
Of pale, tight-lipped children.
The blackboard behind him as black as the sky
Light-years from the earth.

It’s the silence the teacher loves,
The taste of the infinite in it.
The stars like teeth marks on children’s pencils.
Listen to it, he says happily.



dito tremante di una donna
Scorre la lista dei caduti
Nella sera della prima neve.
La casa è fredda e la lista lunga.
I nostri nomi, tutti, sono inclusi.
war - hotel insonnia 1992



Parlavano di guerra
davanti alla tavola ancora apparecchiata.
Sul lato opposto della via la prima finestra
della sera era già accesa.
Lui si sedette, curvo, calmo
mentre la vecchia paura lo assaliva.
Imbruniva. Lei si alzò per portare in cucina
il piatto sgradevolmente bianco.
Fuori, nei campi nel bosco
un uccello parlava per proverbi
un Papa usciva incontro ad Attila
il fosso era in attesa del plotone.

the place - return to a place lit by a glass of milk 1974





Mozzicone di matita rossa
Sei stato temperato a puntino
con una lametta arrugginita.
Poi la mano sconosciuta
spazzò i trucioli nel palmo sudato
e scomparve alla vista.
Stai sulla scrivania accanto
al documento dall’aspetto ufficiale
con una lunga lista di nomi.
Toccava a noi immaginare il resto:
l’alto soffitto con le crepe
e macchie d’umidità di forma strana
la finestra con la vista
dei tetti ricoperti di neve.
Un incredibile mondo multiforme
che accerchia da ogni lato
la tua severa presenza
mozzicone di matita rossa.




JANUARY
Children’s fingerprints
On a frozen window
Of a small schoolhouse.
An empire, I read somewhere
Maintains itself through
The cruelty of its prisons.




A LIFE OF VICE BEGINS IN THE CRADLE
Grandpa loved crawling
Under the skirts of his mother’s friends
As they sat on the porch
On warm sunny afternoons
Sipping sweat tea and chatting
About neighbors and relatives
Ignoring the toddler running
His small hands up their legs.
fb/cs -  3 new poems - 4.4.2015





angurie
Verdi Buddha
Nel chiosco della frutta.
Ne mangiamo il sorriso
per sputarne i denti.
hotel insonnia - 2002



the body
this last continent
still to be discovered.

my hand is dreaming, is building
its ship. for crew it takes
a pack of bones, for food
a beer-bottle full of blood.

it knows the breath that blows north.
with the breath from the west
it will sail east each night.

the scent of your body as it sleeps
are the land-birds sighted at sea.

my touch is on the highest mast.
it cries at four in the morning
for a lantern to be lit
on the rim of the world.

fb/cs - 2014





Don't the shadows know something about it ?
The way they come and go
As if paying a visit to that other world
Where they do what they do
Before hurrying back to us.
Just today I was admiring the one I cast
As I walked alone in the street
And was about to engage it in conversation
On this very topic
When it took leave of me suddenly.
Shadow, I said, what message
Will you bring back to me
And will it be full of dark ambiguities
I can't even begin to imagine
As I make my slow way in the midday sun.
It may be hiding behind a door
In some office building,
Where one day you found yourself
After hours
With no one to ask for directions
Among the hundreds of doors
All lacking information what sort of business
What sort of drudgery goes on
Inside its narrow, poorly-lit rooms.
Some detective agency
That'll find God for a small fee?
Some company ready to insure you
Should one day
Despite the promises of your parish priest
You turn up in hell ?
The long hallway ends at a window
Where even the light of the dying day
Seems old and dusty.
It understands what waiting is
And when found out
Appears surprised to see you here.
People here still tell stories
About a blind old man
Who rolled dice on the sidewalk
And paid children
In the neighborhood
To tell him what number came up.
When they were away in school.
He'd ask anyone
Whose steps he heard
The mailman making his rounds
The undertakers loading a coffin
in their black wagon

And you, too, mister
Should you happen to come along.

the Invisible




MYSTERY THEATER
Bald man smoking in bed
Naked lightbulb over his head
The shadow of his cigar
Next to him on the wall
Its long ash about to fall
Into a pitch-dark fishbowl.

Autostoppisti
 tempi duri li hanno portati fuori presto
In questo triste tratto di strada
Portando una valigia e un sacco a pelo
Con una padella legata ad essa
Il tipo che usi su un falò
Quando un ceppo coperto di muschio è il tuo cuscino.
Lui è speranzoso e lei si vergogna
di chiedere a un estraneo di portarli
via di qui in un nuvolone
di polvere e ghiaia, oltre questi alberi spogli
tutti rametti nodosi e appuntiti.
Un uomo e una donna che si fanno portare
là dove l’acqua sa di liquore di ciliegie.
Lei lavorerà come domestica o cameriera
lui farà il benzinaio o assalterà banche.
Compreranno una macchina
grande come un carro funebre
per fuggire veloci
ma non si scorderanno di tirarti su, amico
se anche a te non andrà tanto bene.
con riferimento a una immagine di  Walker Evans - fotografo -
negli anni trenta della depressione economica americana

HITCHHIKERS
Hard times brought them out early
On this dreary stretch of road
Carrying a suitcase and a bedroll
With a frying pan tied to it
The kind you use over a campfire
When a moss-covered log is your pillow.
He's hopeful and she's ashamed
To be asking a stranger to take them
Away from here in a cloud of flying
Gravel and dust, past leafless trees
With their snarled and pointy little twigs.
A man and a woman catching a ride
To where water tastes like cherry wine.
She'll work as a maid or a waitress
He'll pump gas or rob banks.
They'll buy a car as big as a hearse
To make their fast getaway
Not forgetting to stop for you, mister
If you are down on your luck yourself.


 

 

OUR WARS OUR VICTIMS

I recall in the days after September 11 seeing on lampposts, public telephone booths, and walls downtown the quickly improvised posters of the missing, with their photographs, brief physicals descriptions, and bits of additional information that Henry or Mary was last spotted on floor 101, and even more heartbreakingly—if that were possible—encountering frantic women in the street carrying pictures of their missing husbands and sons and asking everyone they met if they had seen them. With the stench of carnage in the air and so many distraught people milling around, I was reminded of what the streets in Belgrade looked and smelled like after Allied bombing raids in World War II. The most horrifying thing about the killings of innocent people is that they never stop. Watching our airstrikes on Baghdad in March 2003, I knew that those likely to be killed were not Saddam and his generals, but luckless ordinary Iraqis who found themselves in the wrong place at the wrong time as the bombs fell.
Forget about the trillions spent already on these wars, the thousands of Americans dead and maimed, the many more dead and tens of millions displaced in these countries we had no business destroying and in whose theological and territorial disputes we had no business meddling, let’s see if our bombs and our soldiers succeed this time around and are greeted at last as liberators all across the Middle East. Don’t hold your breath. But since our corrupt political class loves war because it fills their coffers with money and makes them look both righteous and tough, we shall have more of these counterproductive wars, even if they lead sooner or later to our ruin.

fb/cs - 4.3.2015

 

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SHORT DAYS AND LONG NIGHTS   .pdf   -   2014

 

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the pieces of the clock
lie scattered

so hurry up !
the evening'is coming.
the grownups are on their way.
there'll be hell to pay.

you forgot about time
while you sought its secret
in the slippery wheels
some of which had teeth

you meant to enthrall
the girl across the hall.
she drew so near
her breast brushed your ear.

she ought to have gone home
but you kept telling her
you'll have it together again
and ticking in no time.

instead, you're under the table
together, searching the floor.
your hands are trembling
and there's a key in the door.

gods and devils

The Joy of the Street
I’ve felt at home in cities as diverse and foreign to me as Barcelona, Krakow, Mexico City, and Sarajevo. All I need is a street full of people and I’m happy. Between going sightseeing or watching the natives go about their business, I usually choose the latter. Even waiting on a street corner for someone who is always late is preferable to me than listening to some tour guide.
...
Walking the city streets one becomes a collector of faces, some of which stay with us forever. “Every human being, from the humblest to the most distinguished,” Goethe thought, “carries around with him a secret which would make him hateful to all others if it became known.” Or perhaps—I am inclined to add—would draw our sympathy and even our love, if by some miracle we were to find out what it was.
fb/cs - 2015



IL LUNATICO
Lo stesso fiocco di neve
continuava a cadere dal cielo grigio
per tutto il pomeriggio.
Cadeva e ricadeva
poi si ritirava su
da terra
e di nuovo cadeva
ma ora in modo più furtivo
con maggiore prudenza
mentre la notte si avvicina
per vedere cosa succede lì in giro.
the lunatic 2015





IL DIZIONARIO
Forse là dentro c’è una parola, chissà dove
che descrive il mondo stamattina
una parola per come la prima luce
si diverte a scacciare il buio
dalle vetrine e dagli androni.

E un’altra parola per come indugia
su un paio di occhiali con la montatura di metallo
che qualcuno ha lasciato cadere sul marciapiedi
ieri sera, allontanandosene cieco e barcollante
parlando tra sé e sé o cominciando a cantare.

the lunatic 2015


MENU DEL GIORNO
Mister, abbiamo soltanto
una ciotola vuota e un cucchiaio
perché lei possa trangugiare
copiose sorsate di niente
lasciando credere
che stia sorbendo una zuppa densa
e scura, fumante
dalla ciotola vuota.

the lunatic 2015




SU ME STESSO
Sono il re senza corona degli insonni
che ancora sfida i suoi spettri con la spada
studioso dei soffitti e delle porte chiuse
che scommette che due più due
non sempre fa quattro.
Un vecchio allegro e bonaccione
che suona la fisarmonica
quando è di turno nella camera ardente
del cimitero.
Una mosca fuggita dalla testa di un folle
che si riposa su una parete
vicino a quella testa.
Discendente di preti e fabbri del villaggio
riluttante assistente di scena di due
rinomati e invisibili maestri illusionisti
uno chiamato Dio, l’altro Diavolo
presumendo ovviamente
che io sia la persona che dico di essere.

the lunatic 2015


O Spring

O Spring, if I were to face a firing squad
On a day like this, I’d wear
One of your roadside flowers
Behind my ear, lift my chin high
Like a pastry cook standing
Next to a prize-winning wedding cake,
Smile like a hairdresser
Giving Cameron Diaz a shampoo.
Lovely day, you passed through town
Like a Mardi Gras parade
With ladies wearing colorful plumage on their heads
Riding on your floats,
Leaving the moon in the sky
To be our night watchman and check with its lantern
On every last patch of snow
That may be hiding in the woods.

poetarumsilva.com



O primavera
O primavera, dovessi affrontare un plotone d’esecuzione
in un giorno così, mi infilerei
uno dei tuoi fiori da ciglio di strada
dietro l’orecchio, alzerei il mento
come un pasticciere impettito
accanto a una torta nuziale appena premiata,
sorriderei come un parrucchiere
che sta facendo lo shampoo a Cameron Diaz.
Splendido giorno, sei passato per il paese
come una sfilata di carnevale
con le donne dalle piume multicolori in testa
sui tuoi carri da parata,
lasciando alla luna in cielo
il ruolo di guardia notturna che con la sua lanterna
ispeziona ogni minima chiazza di neve
che ancora si nasconde nel bosco.
the lunatic -  trad damiano abeni e moira egan - 2017



Commedia degli errori

in un elegante ristorante del centro.
La sedia in realtà è un tavolo che si prende in giro da sé.
L’appendiabiti
ha appena imparato a dare la mancia ai camerieri.
A una scarpa viene servito
un piatto di caviale nero.
«Mio caro e stimatissimo signore», dice una palma in vaso
a uno specchio, «è assolutamente inutile che si ecciti».



 

Comedy of errors
at an elegant downtown restaurant.
The chair is really a table making fun of itself.
The coat tree has just learned to tip waiters.
A shoe is served a plate of black caviar.
«My dear and most esteemed sir», says a potted palm to a
mirror, «It is absolutely useless to excite yourself».
il mondo non finisce 2001- trad damiano abeni
poetarumsilva.com



The Lost Art of Postcard Writing - mandami una cartolina   - 2011
... È un impulso che capisco. Quando siete a Roma, a casa si aspettano una cartolina del Colosseo o della Cappella sistina ...
... I understand that impulse. When you’re in Rome, everyone back home expects a postcard of the Coliseum or the ceiling of the Sistine Chapel: send them instead one of a neighborhood pizzeria with five small tables, three potted plants and the elderly owner and his wife wiping their hands on their aprons and smiling broadly. Fans of quaint and kitschy postcards spend their entire vacations on the lookout for some especially outrageous example to amuse their friends back home, while their spouses consult serious guide books and stroll for hours with moist eyes past great paintings and sculptures in some museum.
Once they find the right card, they are faced with the problem of what to write on the other side. A conventional greeting won’t do. A few details about the trip and an opinion or two about the country they are visiting are okay, but even better is to come up with something clever, since every postcard is written with a particular person in mind. No doubt, one writes differently to one’s friends than to one’s parents, who always fear the worst when one is away ...
theguardian.com - 2011

 

 

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SIMIC 1  -  2

 


 

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