arundhati roy  

 

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pity the nation that has to silence its writers

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There is really no such thing as the 'voiceless'

There are only the deliberately silenced

or the preferably unheard

https://youtu.be/qY9NWD10guU  -   Noam Chomsky on Democracy's Endgame with Arundhati Roy

 

 

trying to write fiction again
I’ve always been slightly short with people who say ..  You haven’t written anything again  ..
as if all the nonfiction I’ve written is not writing
fb/thenewyorktimes - 2014
ROY ANNUNCIA CHE STA PENSANDO AD UN NUOVO LIBRO MA  NON  A BREVE
La narrativa non è un mezzo. La narrativa è quello che è. Non è un film, non è un trattato politico, non è uno slogan. Per scrivere un romanzo è necessario metabolizzare la propria storia personale e politica, in qualche modo liberarsene, finché ' non esce fuori come il sudore sulla pelle ' .
giovdoz - europaquotidiano.it - 2014

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globalizzazione&pluriversalismo

roy arundhati      hans magnus enzensberger    noam chomsky   zygmunt bauman  

serge latouche      peter singer  

 

 

 

 

Il sistema collasserà se ci rifiutiamo di comprare quello che ci vogliono vendere - le loro idee, la loro versione della storia, le loro guerre, le loro armi, la loro nozione di inevitabilità.
Ricordatevi di questo: noi siamo molti e loro sono in pochi. Hanno bisogno di noi più di quanto ne abbiamo noi di loro.
Un altro mondo, non solo è possibile, ma sta arrivando.  Nelle giornate calme lo sento respirare
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The system will collapse if we refuse to buy what they are selling their ideas their version of history their wars their weapons their notion of inevitability Remember this We be many and they be few They need us more than we need them Another world is not only possible She is on her way On a quiet day I can hear her breathing .

 

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  GUERRA E' PACE  

Le pagine di "Guerra è pace" sono dedicate agli ultimi eventi che hanno sconvolto il mondo intero: l'attacco dell'11 settembre alle Twin Towers di New York e la risposta americana del 7 ottobre. La sua voce forte, polemica, piena di rabbia ma anche di compassione per le vittime, di qualunque bandiera e religione, si leva anche per condannare in modo lucido e documentato i rischi della globalizzazione dell'economia mondiale; della privatizzazione delle risorse energetiche; del divario tra Oriente e Occidente; della guerra nucleare, in cui il nostro nemico sarà la Terra stessa i cui elementi si volgeranno tutti contro di noi. Arundhati Roy sottolinea con forza la necessità a riprendere in mano il proprio futuro .

ibs.it - unilibro.it

 

 

Escritora nacida en la región de Kerala, al sur de la India.

Cursó estudios de arquitectura en la Universidad de Delhi. Pronto empezó a concretar su vocación literaria, realizando guiones para películas y series de televisión. En la actualidad vive en Nueva Delhi. Su primera novela, El dios de las pepueñas cosas, galardonada con el prestigioso premio Booker de 1997, ha sido ya traducida a dieciséis idiomas, y ha obtenido el reconocimiento de la crítica y el aplauso del gran público en los numerosos países donde se ha publicado. Gracias a esta obra, escrita en inglés, acabada y madura, culminación sin duda de largos años de oficio en la sombra, Arundhati Roy se ha situado entre las más firmes pormesas de la literatura internacional.

epdlp.com

 

 

To me the god of small things is the inversion of God

God's a big thing and God's in control. The god of small things ... whether it's the way the children see things or whether it's the insect life in the book, or the fish or the stars - there is a not accepting of what we think of as adult boundaries. This small activity that goes on is the under life of the book. All sorts of bou ndaries are transgressed upon. At the end of the first chapter I say little events and ordinary things are just smashed and reconstituted, imbued with new meaning to become the bleached bones of the story. It's a story that examines things very closely but also from a very, very distant point, almost from geological time and you look at it and see a pattern there. A pattern...of how in these small events and in these small lives the world intrudes. And because of this, because of people being unprotected.. the world and the social machine intrudes into the smallest, deepest core of their being and changes their life."

Arundhati Roy

postcolonialweb.org

Ammu ebbe un brivido.
Provava in quel pomeriggio caldo la gelida sensazione che la Vita fosse già vissuta. Che la sua coppa fosse piena di polvere. Che l’aria, il cielo, gli alberi, il sole, la pioggia, la luce e il buio, tutto si sesse pian piano trasformando in sabbia. Che la sabbia le avrebbe riempito le narici, i polmoni, la bocca. che l’avrebbe sepolta, lasciando in superficie solo un mulinello, come quello che fanno i granchi quando si rintanano sotto, sulla spiaggia.

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… e l’Aria era piena di Pensieri e di Cose da Dire.    Ma in momenti simili vengono sempre dette solo le Piccole Cose.    Le grandi cose si acquattano dentro, non dette.
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L’avevano scelto perchè sapevano di dover riporre la loro fiducia nella fragilità.     Attaccarsi alla Piccolezza.    Tutte le volte che si separavano pretendevano l’uno dall’altro solo una piccola promessa.
Domani ?  Domani.
Sapevano che le cose possono cambiare in un giorno. E su questo avevano ragione.

il dio delle piccole cose

 

Arundhati Roy premio per la pace 2004

autrice de "Il dio delle piccole cose" (con cui ha ottenuto il Booker Prize) in riconoscimento delle sue campagne per i diritti umani e della sua filosofia di non violenza ... ha difeso il suo appello agli iracheni ad unirsi alla resistenza, precisando che ciò non significa impegnarsi in atti di violenza contro le forze di coalizione. "La mia esortazione è a diventare la resistenza, ad esser parte di una resistenza non violenta contro un'occupazione molto violenta", ha dichiarato in un'intervista radio, sottolineando che il termine "resistenza" va ridefinito. "Non possiamo presumere che resistenza significhi terrorismo, altrimenti faremmo proprio il gioco degli invasori. 

ticinonline

La scrittrice, che ha vinto il Booker Prize nel 1997 con Il dio delle piccole cose, si è impegnata nella protesta contro la costruzione della diga nella valle di Narmada, la cui realizzazione costringerebbe 400.000 persone a lasciare la propria terra causando un disastro sociale ed ecologico. 

erewhon.ticonuno.it

 

 

interviste  

Arundhati Roy manifesta nel suo portamento, nel suo sguardo e nel modo di presentarsi una grande forza interiore e un aspetto che sembra oscillare tra la sfrontatezza e una timidezza ben portata. E’ piccola, dimostra qualche anno di meno dei 42 che ha. Aver recitato una piccola parte in un film, e aver sostenuto decine di interviste televisive, le ha lasciato addosso un’abitudine alle telecamere e il necessario sospetto per il prodotto che ne può uscire. 
prom.it

 

I movimenti non-violenti hanno bussato alla porta di ogni istituzione democratica di questo paese per decenni, e sono stati disdegnati e umiliati. … Viviamo tempi in cui essere inefficaci vuol dire di fatto sostenere lo status quo
intervista settimanale indiano Tehelka su Alias/ilmanifesto  -  politicamentecorretto.com

 

 

Il coraggio di accusare i potenti, Stati Uniti in testa, una prosa chiara, un ragionamento senza involuzioni, la forza delle prove: cosi Arundhati Roy “sacerdotessa” del Dio delle piccole cose, è diventata la star dei no-global 

comedonchisciotte.net

 
Arundhati Roy returns to fiction
As a writer I have to go to a different place now. As a person ... I want to step off whatever this stage is that I have been given. The argument has been made, the battle remains to be fought - and that requires a different set of skills."
"I am very conscious that, from the time The God of Small Things was published 10 years ago, we are in a different world, a different place now, which needs to be written about differently, and I really very much want to do that."

smh.com.au

Elle n’a pratiquement jamais quitté l’Inde

Elle n’avait rien écrit, puis elle publie un chef d’œuvre, « Le Dieu des petits riens ». Personne ne la connaissait et les éditeurs, à Londres, se sont tout de suite livré à des surenchères pour l’obtenir. Son livre a été publié à des millions d’exemplaires et elle reçoit de Tchécoslovaquie des lettres de lectrices qui lui disent : c’est mon histoire. Elle brise les tabous, mais très doucement, de façon magnifique : audace des audaces, un de ses personnages s’amourache d’un intouchable. Personne n’a été jusque là. Elle est devenue une militante écologiste, notamment contre les barrages, et ô merveille, elle écrit un nouveau ROMAN.
cultureetloisirs.france2.fr

 

 

I am not an activist
Activists never get tired while I am exhausted

s.provenzani - intervista - cindia.blogosfere.it

 

 

 

"T he only dream worth having is to dream that you will live while you're alive and die only when you're dead. To love, to be loved. To never forget your own insignificance. To never get used to the unspeakable violence and the vulgar disparity of life around you. To seek joy in the saddest place. To pursue beauty to its lair. To never simplify what is complicated or complicate what is simple. To respect strength, never power. Above all, to watch. To try and understand. To never look away. And never, never forget."
"Thanks to us independence came (and went), elections come and go, but there has been no shuffling of the deck. On the contrary, the old order has been consecrated, the rift fortified. We, the Rulers, won't pause to look up from our heaving table. We don't seem to know the resources we are feasting on are finite and rapidly depleting. There is cash in the bank, but soon there'll be nothing left to buy with it. The food's running out in the kitchen. And the servants haven't eaten yet. Actually, the servants stopped eating a long time ago."
"Who knows, perhaps that is what the twenty-first century has in store for us. The dismantling of Big. Big bombs, big dams, big ideologies, big contradictions, big countries, big wars, big heroes, big mistakes. Perhaps it will be the century of the small. Perhaps right now, this very minute, there's a small god up in heaven readying herself for us."
 

Arundhati Roy  Taken from: Manual For Free

Living Vol. 19 Published by Ten Club - peace.org  - weroy.org

 

LA STRADA PER HARSUD -  LA MORTE DI UNA CITTA

I villaggi muoiono di notte. In silenzio. Le città muoiono di giorno, urlando quando se ne vanno.
Dall'indipendenza, le Grandi Dighe hanno fatto sgomberare, solo in India, più di 35 milioni di persone. Cosa dire della nostra comprensione dell'identità nazionale se si permette ai governi di soffocare il proprio stesso popolo con tanta impunità? Cosa dire della nostra comprensione del "progresso" e dell'"interesse nazionale", se si permette (si plaude) alla violazione dei diritti delle persone in scala così ampia, che intacca la trama della vita quotidiana e diventa praticamente invisibile?
Ma di tanto in tanto accade qualcosa che rende visibile l'invisibile, comprensibile l'incomprensibile.

Harsud è questo qualcosa. È letteratura. Teatro. Storia.
Harsud è una città, fondata 700 anni fa nel Madhya Pradesh, destinata ad essere sommersa dal lago artificiale della diga Narmada Sagar (talvolta denominata Indira Sagar). La stessa Harsud, dove nel 1989 30.000 attivisti provenienti da tutta l'India, circondarono in un girotondo mano nella mano la città e giurarono solennemente alla collettività di resistere alla distruzione mascherata da "sviluppo". Quindici anni dopo, mentre Harsud aspetta di annegare, quel sogno resiste ancorato a fragili ormeggi.

zmag.org  

 

 

the new american century  against the imperium
No individual nation can stand up to the project of corporate globalization on its own. Time and again we have seen that when it comes to the neoliberal project, the heroes of our times are suddenly diminished. Extraordinary, charismatic men, giants in the opposition, when they seize power and become heads of state, are rendered powerless on the global stage.

arundhati roy

siliconeer.com

 

 

 

 

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The ministry of utmost happiness - Il ministero della felicità assoluta - 2017
secondo romanzo.     David Godwin, agente di Roy, ha dichiarato: “Ci sono voluti vent’anni di attesa, ma ne è valsa la pena”.
internazionale.it - bbc.com - 2016

PRESENTATO DALL'AUTRICE  A ROMA - LIBRI COME - AL PARCO DELLA MUSICA

Come donna e come scrittrice i confini nazionali non lì accetterò mai, qualunque essi siano .

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The Ministry of Utmost Happiness transports us across a subcontinent on a journey of many years. It takes us deep into the lives of its gloriously rendered characters, each of them in search of a place of safety- in search of meaning, and of love.
amazon - 2017
A braided narrative of astonishing force and originality, The Ministry of Utmost Happiness is at once a love story and a provocation-a novel as inventive as it is emotionally engaging. It is told with a whisper, in a shout, through joyous tears and sometimes with a bitter laugh. Its heroes, both present and departed, have been broken by the world we live in-and then mended by love. For this reason, they will never surrender. How to tell a shattered story? By slowly becoming everybody. No. By slowly becoming everything. Humane and sensuous, beautifully told, this extraordinary novel demonstrates on every page the miracle of Arundhati Roy's storytelling gifts.
bookdepository.com - 2017

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Di dove sei ?   Cosa fa tuo padre ? eccetera eccetera.     Da sporadici brandelli di conversazione,  dedussi che la madre era una donna sola: il marito l'aveva lasciata, o lei aveva lasciato lui, o lui era morto; era tutto un po' misterioso.    Nessuno riusciva a inquadrare Tilo.

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Arundhati Roy ha in comune con autori come García Márquez e Rushdie la profonda compassione, la magia narrativa, l’umorismo pungente nel mettere in discussione la nostra percezione di temi come genere, famiglia, casa, patria, guerra, libertà, amore e morte, in questa sua tenera e rigorosa esplorazione delle paradossali capacità del genere umano di esprimere crudeltà e amore.

booklist - guanda.it

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è la storia di un’umanità variegata: uomini e donne di ogni età si incontrano e scontrano in un libro che racconta l’amore e i sentimenti, anche quelli più forti e incontrollabili.
libraio.it - 2017
Sono passati vent’anni da quando Arundhati Roy si è fatta conoscere dal pubblico internazionale per "Il Dio delle piccole cose". Ora ritorna con "Il ministero della suprema felicità", un libro diventato quasi un evento, attesissimo in tutto il mondo. Dopo qualche saggio e qualche intervento giornalistico, la Roy ci regala un romanzo in cui le trame sono tante e si intrecciano tra di loro. In un cimitero fuori dalle mura della vecchia Delhi un uomo srotola un consunto tappeto persiano. Un bambino appare all’improvviso su un vialetto di cemento, subito dopo mezzanotte. In una valle innevata, un padre scrive alla sua bambina morta per raccontarle chi è venuto al suo funerale. In un appartamento una donna fuma rileggendo vecchi blocchi di appunti e in un albergo due persone che si conoscono da sempre dormono stringendosi come se si fossero incontrate solo ora. Cosa unisce tutte queste persone? L’estremo bisogno di una rinnovata serenità in cui tutto può avere di nuovo un senso. La Roy con il consueto spirito filosofico ci conduce per mano nella sua India in cui c’è bisogno di un cambiamento, di una necessità di rinnovamento e lo fa con "Il ministero della suprema felicità".
libreriauniversitaria - 2017

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potrà mai esistere un ministero della felicità?
No, in maniera burocratica e politica è ridicolo pensare di poterlo creare, ma ovviamente il punto centrale è che è un argomento effimero. Nonostante questo, quando grandi istituzioni, che si tratti di governi o mercati o creatori di prodotti, quindi il mondo della pubblicità, pensano che si possa raggiungere la felicità comprando prodotti, capiamo che non è questo il punto. Inizialmente vendevano prodotti, le lavatrici, i cornflake, che fanno bene e cose del genere. Ma poi l’idea del consumo senza fine è arrivata non per vendere qualcosa che serve, ma per farci sentire sexy, o perché ci danno un certo status o cose simili.
luca mastrantonio - criticalmastra.corriere.it - 2017

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www.facebook.com/IBS.it/videos  - INTERVISTA - ibs - 2017

- copertina ideata dall'autrice

 

 

 

 

 

 

Cose che si possono e non si possono dire
Pagine che si leggono tutte di un fiato. Incalzanti, ironiche e piene di quella leggerezza necessaria a volte per parlare di «cose» complicate.
Il radicalismo etico di Arundhati Roy è scandito dall’ironia. Si prende cioè amabilmente in giro. Dice che è stata nutrita di marxismo fin da piccola, ma poi usa parole sferzanti verso il partito comunista del Kerala e il socialismo reale.
Sa che non potrà mai tornare in patria, ma è il prezzo che ha deciso di pagare affinché le parole che non si ciano più parole ostili al potere che non si possono dire.
benedetto vecchi - ilmanifesto.info - 2016
Un libro potente e provocatorio, che interroga tutti noi: che significato hanno davvero le bandiere, il patriottismo, le grandi organizzazioni internazionali?
Nell’inverno del 2014, l’attore americano John Cusack, da sempre impegnato sul fronte dei diritti civili, ha un’idea. Far incontrare i due più celebri whistleblower americani, due fedeli servitori del governo statunitense che in epoche diverse hanno avuto il coraggio di renderne pubblici gli abusi: Daniel Ellsberg, il funzionario del Pentagono che nel 1971 rivelò i piani della guerra in Vietnam, e Edward Snowden, l’informatico ed ex tecnico della CIA che nel 2013 denunciò le intercettazioni a tappeto condotte dalla National Security Agency. All’incontro sarà invitata anche Arundhati Roy, una delle voci più chiare e implacabili che si sono levate negli ultimi anni contro la politica imperialista di molti stati, in linea con la posizione di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. Da questo «contro-summit» nasce un libro potente e provocatorio, che interroga tutti noi: che significato hanno davvero le bandiere, il patriottismo, le grandi organizzazioni internazionali? Quale ruolo ricoprono il dissenso e la ricerca della verità in una realtà in cui il denaro può liberamente varcare limiti e confini sociali, culturali, geografici, mentre le persone e le parole non possono farlo?
ibs - feltrinelli - 2016

 

 

 

 

 

i fantasmi del capitale

C'è un luogo in India che, più di ogni altro, potrebbe assurgere a simbolo di una nazione trasformata dal boom degli ultimi decenni, uno sfacciato monumento alla ricchezza di pochissimi. Il libro parte proprio da qui, Antilla, la residenza del magnate Mukesh Ambani che, con i suoi ventisette piani di lusso, è la nuova reggia indiana. Ma la crescita economica non si è diffusa agli strati più poveri della popolazione; anzi, non ha fatto altro che acuire discriminazioni e disuguaglianze già presenti nella società. Non si può restare indifferenti quando Arundhati Roy descrive la guerra in atto per il possesso della terra nella giungla dell'India centrale sotto assedio, con trecentocinquantamila persone obbligate ad abbandonare i loro villaggi e migliaia di suicidi; le decine di migliaia di torturati e i settantamila morti in Kashmir. E dietro tutto questo si agitano i fantasmi che muovono i grandi capitali mondiali e manipolano le scelte della politica: le ricche fondazioni americane, la Banca Mondiale, le ONG. Con la sua inconfondibile penna, battagliera e avvincente, la Roy ci conduce fin nel cuore autentico dell'India, illuminando attraverso queste pagine il lato oscuro della democrazia più grande del mondo.
mondadoristore.it - 2015

 

 

 

LA SPERANZA NEL FRATTEMPO - berger - a.roy
Una formidabile scrittrice e attivista indiana e un altrettanto formidabile narratore, artista, critico dell’arte europeo dialogano su temi come il valore della narrazione, il rapporto tra le parole e la verità, l’urgenza di intervenire nel presente senza perdere il senso del passato e del futuro.
lafeltrinelli.it - 2010

E freddo il 15 settembre 2009 a Torino e il buio è sceso presto. Davanti al Carignano decine e decine di persone aspettano in fila sotto la pioggia che il teatro apra le porte. Di lì a poco Arundhati Roy, formidabile scrittrice e attivista indiana, e John Berger, stupefacente narratore, artista, critico dell'arte europeo, si incontreranno per ragionare con Maria Nadotti su vari aspetti del loro lavoro, del loro impegno artistico e civile. Durante la serata "l'impulso dell'ospitalità" che per Berger sta al cuore della scrittura, il suo "avvicinarsi alla verità attraverso continui errori e correzioni", si intrecceranno alla sofferta lucidità con cui Arundhati Roy invita a "guardare a lungo" per "far vivere la speranza". Questo volumetto, un 'libro parlato' accompagnato da immagini dell'incontro, è insieme la traccia di un appuntamento memorabile, un invito e una proposta. L'invito è rivolto a chi quella sera non era con noi. La proposta è quella di una lettura attenta, appassionata, rivolta non a consumare parole e pensieri, ma a trasformarli in pazienti, modesti atti di cambiamento.

unilibro - 2010

 

L'ATLANTE DEL DESIDERIO

Nel 1907, in India, Amulya si trasferisce con la moglie Kanan da Calcutta in un paesino di provincia e vi fonda una fabbrica per la produzione di profumi e medicine naturali. La coppia, pur tra mille difficoltà, riesce ad andare avanti e, dopo vent’anni, è ormai benestante. Una volta ricco, Amulya si incarica di provvedere al nipote illegittimo (Mukunda) di uno dei suoi dipendenti; lo mantiene in orfanotrofio pagandone regolarmente la retta e poi lo accoglie in casa, facendolo crescere insieme alla nipote, Bakul, rimasta orfana di madre. Passano gli anni, Mukunda e Bakul diventano grandi e la loro amicizia fraterna incomincia a trasformarsi in amore. Amulya non approva il legame e allontana Mukunda. Questi, istruitosi leggendo i libri della signora rimasta vedova che l’ha assunto come servitore, va a Calcutta e qui riesce subito a fare fortuna. Quando Mukunda, ormai ricco, torna, il mondo della sua infanzia è scomparso per sempre. Il rapporto con Bakul però riprende e i due finiscono per realizzare il loro amore, proprio grazie al fatto che tante cose sono cambiate e che il potere di veto della famiglia di lei è venuto meno.

feltrinelli

 

QUANDO ARRIVANO LE CAVALLETTE

In questa raccolta di saggi Arundhati Roy ci aggiorna con acume e coraggio sull'evolversi di alcune vicende indiane, e non solo, già affrontate in Guida all'impero per la gente comune e in Lastrana storia dell'assalto al parlamento indiano, ma prende anche in esame avvenimenti di strettissima attualità, come gli attentati a Mumbai del novembre 2008, nell'intervento che da il titolo alla raccolta. Veniamo così informati dei più recenti sviluppi delle vicende seguite all'assalto al parlamento indiano, ma possiamo anche leggere un aggiornamento sullo scandalo che a metà 2007 ha coinvolto l'allora presidente della Corte Suprema indiana, ritiratosi in seguito alle accuse di conflitto d'interessi relative alla chiusura di attività commerciali in zone residenziali di Delhi. Un altro intervento prende le mosse dalla questione del genocidio degli armeni per sviluppare considerazioni di notevole interesse sul legame diretto che secondo Roy esiste tra genocidi a sfondo nazionalista e sviluppo economico

unilibro

 

  l'impero e il vuoto    

temi sulla  sua militanza in difesa dei diritti civili ma anche il suo profilo nel raccontarsi.   la mancanza del padre i viaggi  gli studi  il successo.   

ibs.it

 

   La Strana storia dell'assalto al Parlamento indiano  

vibrano la passione, l'impegno civile e lo spirito battagliero che ne contraddistinguono da molti anni l'attività di scrittrice. Cosi come tornano tutti i suoi temi più cari: il prezzo della globalizzazione, le battaglie per i diritti umani in India e nel mondo, la necessità di un nuovo ordine planetario
wuz.it

 

 

 

 

 

 

 

After a 20-Year Hiatus, the Booker Prize-Winning Novelist Arundhati Roy Returns to Fiction  -  nytimes 2017

 

 

2017

Il ministero della felicità assoluta

2016

COSE CHE SI POSSONO DIRE E NON DIRE

2015
I FANTASMI DEL CAPITALE

2014

THE DOCTOR AND THE SAINT

2012

IN MARCIA CON I RIBELLI - lo stato in pezzi - e-book

2010

LA SPERANZA NEL FRATTEMPO

2009

QUANDO ARRIVANO LE CAVALLETTE

2007

La Strana storia dell'assalto al Parlamento indiano

2006

L'impero e il vuoto

2005
Guida all'impero per la gente comune
Ahisma. Scritti su impero e guerra

2004
Chequebook and the Cruise Missile
2003
Algebra of Infinite Justice
2002

Guerra è pace
1999
La fine delle illusioni
1997
God of Small Things

 

BOOKER PRIZE 1997

unilibro.it

 

 

 

 

 

 

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