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arturo pérez-reverte
TERRITORIO COMANCHE
là dove non vedi i fucili ma i fucili vedono te
Per un reporter in guerra “territorio comanche” è il posto dove l'istinto ti dice di fermare l'auto e fare marcia indietro. Il posto dove le strade sono deserte e le case sono rovine bruciate, dove sembra sempre l'imbrunire e cammini stretto ai muri verso gli spari che risuonano in lontananza, ascoltando il rumore dei tuoi passi sui vetri rotti. In guerra, il suolo è sempre coperto di vetri rotti. “Territori comanche” è là dove li senti scricchiolare sotto i tuoi scarponi e anche se non vedi nessuno, sai che ti stanno guardando. Là dove non vedi i fucili ma i fucili vedono te brianzapopolare.it
Territorio comanche el lugar donde el instinto dice que pares el coche
y des media vuelta
I libri per Pèrez Reverte sono una sorta di
barriera per l’orrore vissuto in ventenni di guerre che sono alla fine “la stessa grande battaglia”. Forse per
questo oggi riesce a parlare di guerra solo attraverso le sue storie. In particolare attraverso le
avventure del suo ultimo personaggio,
il capitano
Alatriste, veterano delle guerre fiamminghe
che vive nella Madrid del Seicento.
intervista
L'avventura e la passione sono al centro della sua scrittura e ben sette
ROMANZI
sono diventati dei film: questo è Arturo Pérez-Reverte, uno scrittore spagnolo
erede
della grande tradizione europea della narrativa di genere. di grazia casagrande http://www.iteresa.com/3aprcronica.htm
intervista
alatriste Quel periodo infame veniva chiamato Secolo d'Oro; ma quel che possiamo dire noi che l'abbiamo vissuto e patito è che di oro ne abbiamo visto assai poco, e d'argento il giusto. Sacrifici vani, sonore sconfitte, malavita, corruzione, miseria e poca decenza: di queste cose sì ne abbiamo avute a badilate
di marcella musacchia
Ho scritto libri per non essere un triste cronista di
guerra
ALATRISTE DIVENTA FILM 2005
Non sarà stato l'uomo più onesto e neanche il più caritatevole della terra, ma era un uomo valoroso. Si chiamava Diego Alatriste y Tenorio…: da tempo gli ammiratori di Arturo Pérez-Reverte attendevano questo incipit, che dà il via alla fortuna italiana del capitano più amato di Spagna. E ora eccolo, l'eroe taciturno dagli occhi di ghiaccio – un eroe che, come tutti i personaggi di Pérez-Reverte, vive ai margini: della vita, della solitudine, della legalità. Un hidalgo senza antenati, di quella virilità antica che solo l'autore spagnolo ha il coraggio di raccontare senza pudori, senza concessioni al politically correct, e con partecipe compiacimento. Forse perché lo stesso Reverte è uno di questi uomini che sembrano usciti dalla penna di Dumas: reporter di guerra, non si vergogna di fare il "lavoro sporco", ma lo abbandona quando si accorge che i media si sono impossessati dell'arte bellica per trasformarla in evento da audience. http://www.infinitestorie.it/
Non sarà l’uomo più onesto della terra, ma è saldo su buoni valori a fronte di congiunture non favorevoli: perfetto misto di D’Artagnan, Zorro e Don Chisciotte. Parla per lui lo sguardo e, sotto i fieri mustacchi, quel suo mezzo sorriso, indecifrabile, che non scopre i denti, non ha traccia di ilarità e può risultare minaccioso come una stoccata. A teatro, mentre sta per soccombere a un agguato di emissari dell’Inquisitore, viene riconosciuto da uno degli stranieri risparmiati, che con gratitudine lo indica al proprio inclito accompagnatore: ma Alatriste sparisce subito dribblando un ceffo legnoso d’italiano che sarebbe un ottimo “Fracassa” da Commedia dell’Arte, se non fosse un sicario autentico. Il finale rimanda a puntate successive, non meno galvanizzanti: dove ci si troverà nuovamente schierati a fare un tifo appassionato per Alatriste filosofo guerriero, che delle parole sa fare schermaglia affilata al pari della lama e che per il suo giusto agire, perfino i nemici stimano come un cavaliere di stampo antico. www.opinione.it/ 2005
una ventana a la guerra - articolo integrale http://www.perezreverte.com/articulo/perez-reverte/281/una-ventana-a-la-guerra/
Siede sul bordo della poltrona come se fosse pronto a balzare fuori dal cuoio e correre via: i gomiti sono appoggiati sulle ginocchia, ma le mani si muovono in continuazione, segnando l'aria con la brace della sigaretta perennemente accesa. Fuma pesante, in un mondo di neo-salutisti. D'altronde Arturo Pérez-Reverte non segue mai la corrente, se non quand'è sulla sua barca, su cui si concede lunghi mesi di solitudine, lontano dal mondo. Lo rivedo dopo diversi anni: oggi porta la barba e sembra ancora più giovane di allora, eppure ha 52 anni, dei quali più di venti passati a fare l'inviato di guerra, mestiere che di solito non distende esattamente i lineamenti. Ha un fisico scattante, nodoso, direi. Forse un patto con il diavolo de Il club Dumas,IL ROMANZo che l'ha reso famoso, l'ha fatto veramente. Chissà. O forse è soltanto un uomo che fa quello che gli piace, senza concedere nulla a ciò che il mondo dell'immagine gli chiede. Quasi nulla: oggi è a Milano per presentare il suo ultimo ROMANZo , La Regina del Sud, e questo non rientra nella sua lista delle cose preferite. Ma Teresa Mendoza, la protagonistaDEL ROMANZo , una messicana che diventa la Signora della Droga, lo pretende, e lui, da hidalgo, obbedisce. Perché la Mendoza è l'ultima, la più completa delle sue eroine, che cambiano viso e colori, ma sono in fondo sempre la stessa donna. Ed è la prima volta che Pérez-Reverte sceglie una protagonista femminile www.infinitestorie.it intervista alessandra casella
da reporter a scrittore per sopravvivere all'orrore arturo perez reverte
un giornalista spagnolo spiega i motivi che lo hanno portato lontano dalla guerra È conosciuto come l’autore del fortunato ROMANZo “Il Club Dumas” da cui ROMAN Polanski ha tratto l’ancor più noto film “La nona porta”, interpretato da Jonny Depp. Ma in pochi sanno che Arturo Pèrez-Reverte, nato a Cartagena, in Spagna, 53 anni fa, è stato reporter di guerra per 21 anni. Dal Libano all'Eritrea, dal Salvador alle Falklands, dal Ciad all'Iraq alla Bosnia, Pèrez–Reverte è stato una delle penne d’oro de “El Pueblo” e uno dei migliori collaboratori della televisione spagnola. I colleghi lo chiamano l’ ‘intrepido’ o ‘Rambito’ per la sua audacia.
Tuttavia anche nella vita di Perez-Reverte arriva il
giorno in cui decide di scendere dalla macchina della guerra. Una decisione che arriva dopo due anni a
Sarajevo. “Avevo visto troppe brutte cose in
anni e anni di guerre” ha confessato al
Festivaletteratura di Mantova
lo scorso settembre
“avevo bisogno di riappacificarmi con me stesso”. Così
ora si dedica interamente alla letteratura, soprattutto a storie d’avventura che si leggono d’un
fiato grazie al ritmo serrato del sua scrittura.
no plagió ELMUNDOLIBRO.COM | 4 de febrero de 2004 Arturo Pérez-Reverte no plagió el guión de la película Gitano. Así lo ha entendido el juzgado de instrucción número 29 de Madrid, que ha archivado la querella por plagio presentada por el guionista Antonio González Vigil hace dos años. capitanalatriste.com
Discurso de D. Arturo Pérez Reverte como doctor honoris-causa de la Universidad Politécnica de Cartagena http://www.upct.es/politecnica/honoriscausa/discurso_perezreverte.mp3 audio http://servicios.laverdad.es/panorama/reportaje280103-2.htm http://www.universia.es/html_estatico/portada/actualidad/noticia_actualidad/param/noticia/giife.html
A cosa serve
la Cultura? A curare il mal di testa
Arturo Pérez-Reverte
(Cartagena, España, noviembre
de 1951) se dedica en exclusiva a la
literatura, tras vivir 21 años (1973-1994) como reportero de prensa, radio y
televisión,
cubriendo informativamente los conflictos internacionales en ese periodo.
Trabajó doce años
como reportero en el diario Pueblo, y nueve en los servicios informativos de
Televisión Española
(TVE), como especialista en conflictos armados.
Como reportero, Arturo Pérez-Reverte ha cubierto, entre otros conflictos, la
guerra de Chipre,
diversas fases de la guerra del Líbano, la guerra de Eritrea, la campaña de 1975
en el Sahara, la
guerra del Sahara, la guerra de las Malvinas, la guerra de El Salvador, la
guerra de Nicaragua, la
guerra del Chad, la crisis de Libia, las guerrillas del Sudán, la guerra de
Mozambique, la guerra de
Angola, el golpe de estado de Túnez, etc. Los últimos conflictos que ha vivido
son: la revolución de
Rumania (1989-90), la guerra de Mozambique (1990), la crisis y guerra del Golfo
(1990-91), la guerra
de Croacia (1991) y la guerra de Bosnia (1992-93-94).
io non sono uno scrittore - sono un lettore che scrive libri elamultimedia.com c'è uno scrittore che assomiglia al miglior Spielberg più Umberto Eco e si chiama Arturo Pèrez-Reverte Corrado Augias - La Repubblica
Arturo Pérez-Reverte was born in Cartagena in 1951. Since the publication of The Fencing Master, his first novel, Pérez-Reverte has become one of Europe's bestselling authors. The Flanders Panel was awarded the Grand Prix Annuel de Littérature Policiére in France. His novel The Dumas Club has been made into the film The Ninth Gate by ROMAN Polanski and starring Johnny Depp. http://www.fantasticfiction.co.uk/p/arturo-perez-reverte/ http://www.donquijote.org/culture/spain/writers/arturo.asp
BLUE EYES -
Ojos azules
Paintings by Diego Rivera that Arturo Perez-Reverte saw in
the Mexican capital inspired him to write his short story "Ojos Azules" (Blue
Eyes) and in which the Spanish writer tries to give his view of "the good side
and the bad side" of race mixing. ..
OJOS AZULES centra su historia en la noche del 30 de junio de 1520, el
último día de los conquistadores en Tenochtitlán, conocida como 'la noche
triste'. Mientras los españoles intentan huir de los aztecas, dejando atrás la
fiebre del oro que les ha llevado hasta esas tierras, un soldado de profundos
ojos azules no se marchará sin el saco de este preciado metal que porta. Esta
novela revivirá uno de los episodios más dramáticos de la conquista de México.
La victoria inglesa en la batalla naval de Trafalgar se saldó con dos resultados fundamentales: Inglaterra obtuvo la supremacía naval que conservaría durante un siglo, y Napoleón jamás pudo reunir otra armada capaz de efectuar el soñado desembarco. interplanetaria.com actualidad.terra.es
Popolo coraggioso, gli spagnoli. Ma di memoria corta. L'accusa viene da Arturo Pérez Reverte, l'autore del best seller «Il Club Dumas», che dedica il suo nuovo libro alla sconfitta patita nel 1805 dalla marina spagnola a opera della flotta inglese di Nelson. «Capo Trafalgar» denuncia gli errori dei politici dell'epoca, ma sostiene anche che gli spagnoli non hanno imparato nulla dalla disfatta.
L'USSARO
non è una guerra di quelle
studiate sui manuali, condotta in campo aperto con manovre impeccabili. Gli
ordini sono confusi e i nemici invisibili. È una guerra combattuta nel fango,
senza regole, senza pietà neppure per i cadaveri. Anonima e sporca.
il pittore di battaglie In un'antica torre di guardia sul Mediterraneo, Falques, ex fotoreporter di guerra, dipinge un immenso affresco circolare: il paesaggio atemporale di una battaglia, la fotografia che non è mai riuscito a scattare, il caos del mondo dall'assedio di Troia a oggi. Dopo trent'anni in prima linea in molte guerre, infatti, ha deciso di ritirarsi in solitudine, non solo per gli orrori ai quali ha assistito ma anche per il proprio lavoro, che non sempre è stato oggettivo e innocente come avrebbe dovuto. Su questo punto è d'accordo il croato Markovic. Fotografandolo, Falques gli ha distrutto la vita. E molti anni più tardi, Markovic lo rintraccia, determinato a ucciderlo. Dal passato torna anche il ricordo di Olvido Ferrara, la donna amata, saltata su una mina in servizio nella ex Iugoslavia, da cui ha compreso come solo l'arte può dove l'occhio o la macchina fotografica falliscono.
libreriauniversitaria.it
CORSARIOS DE LEVANTE "La Caccia sulla poppa era caccia
lunga, e per Dio se questa non lo era stata in abbondanza..." comincia così
Corsarios de Levante, sesto libro della saga del Capitan Alatriste, il
malinconico e spietato spadaccino del Siglo de Oro inventato da Arturo Pérez
Reverte.
EL ASEDIO
- 2010
Sono un ROMANZIere accidentale e un lettore contumace Un leale mercenario di me stesso, dei
miei gusti, delle mie passioni, dei miei sogni, della mia immaginazione, dei
miei amori e dei miei odi. I libri sono la mia autentica patria e la mia memoria
vincitore II Premio internazionale Vallombrosa Gregor von Rezzori - 2008
altri autori
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