|
italo calvino
aldo palazzeschi
pagina 1 -
1a
Caro Palazzeschi
quello che m’incanta nelle Sue
novelle è il disegno geometrico che si
nasconde sotto i casi umani. Leggendola scopro che
il mio ideale stilistico è proprio questo.
Le sono gratissimo della dedica e
del piacere della lettura.
Affettuosamente Suo
Italo Calvino
9 luglio 1966

http://www.zenosbooks.com/
6 febbraio 1957
Caro Palazzeschi,
Le sono molto grato, e anche confuso, perché mandare a Lei un mio libro mi è
dovere e piacere ed ha già contraccambio nel vederlo gradito. Ma m’ha fatto
molto felice, dandomi con la Sua dedica due libri che mi sono molto cari:
“Perelà” (un capostipite) e le “Bestie”,
in cui c’è “Il ritratto della Regina” che è uno dei
miei racconti preferiti. La saluto con gratitudine e amicizia.
Suo Italo Calvino
Il libro che Calvino manda a Palazzeschi dovrebbe essere
Il barone rampante.
Il buffo integrale, con diciotto novelle, fu edito nel 1966 da Mondadori.
Il codice di Perelà, ROMANZo futurista, fu licenziato a marzo 1911, stampato a
Milano dalle Edizioni Futuriste di “Poesia” e divenne un classico del suo
genere. Fu ristampato più volte. Palazzeschi nel 1910 partecipò a Serate
Futuriste a Trieste, Napoli e Torino. Prese le distanze dal Futurismo dopo la
partecipazione di F. T.
Marinetti all’impresa di Tripoli.
Nel 1951 Vallecchi stampò la raccolta di novelle Bestie del 900, con
illustrazioni di Mino Maccari.
Le due lettere di Calvino, scritte su carta intestata “Giulio Einaudi Editore”,
sono edite in: Scherzi di gioventù e d’altre età. Album Palazzeschi (1885-1974)
a cura di Simone Magherini e Gloria Manghetti. Firenze, Pagliai Polistampa,
2001, pp. 154 e 196.
http://italocalvino.it/
www.italocalvino.org
www.italo-calvino.com
|
la città dei gatti e la città degli uomini
coesistono una dentro l'altra
ma non sono la stessa città
|
 |
D'una
città non
godi le sette o le settantasette
meraviglie ma la
risposta che dà a una tua domanda
c'è un momento in cui ogni città
deve ritrovare le proprie divinità
dopo aver vissuto il massimo
smarrimento
www.europaconcorsi.com
i
classici quanto più si crede di conoscerli per sentito dire tanto più quando
si
leggono davvero si trovano nuovi inaspettati inediti
la vita
di una persona consiste in un insieme di avvenimenti di cui
l'ultimo
potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme
la
lettura è un atto necessariamente individuale
molto più bello dello scrivere
se
infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille
volte più
infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato
chi ha occhio trova
quel che cerca anche ad occhi chiusi
http://www.ilpotereelagloria.com
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=307&biografia=Italo+Calvino
come scriverei bene se non ci fossi !
se
tra il foglio bianco e il ribollire delle parole e delle storie che prendono forma e
svaniscono senza che
nessuno le scriva non si mettesse di mezzo quello
scomodo diaframma che è la mia persona!
un don chisciotte che sa benissimo che
cosa sono i sogni e
che cos'è la realtà e li vive entrambi ad occhi aperti 1984
www.lafeltrinelli.it
Stai per cominciare a leggere il
nuovo ROMANZo .
Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo
Calvino.
Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni
altro pensiero.
Lascia che il mondo che ti circonda sfumi
nell'indistinto.
altervista.org
Scrivere é sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto
All’origine di
ogni storia che ho scritto c’è un’immagine che mi gira per la testa, nata chissà
come e che mi porto dietro magari per anni. A poco a poco mi viene da sviluppare
questa immagine in una storia con un principio e una fine, e nello stesso tempo
... mi convinco che essa racchiude qualche significato .
http://erewhon.ticonuno.it/luglio2004/laverita.htm
Il sentiero dei nidi di ragno 1947
la
guerra - ....ladruncoli, carabinieri, militi, borsaneristi, girovaghi.
Gente che… s’arrangia in mezzo alle storture, che non ha niente da difendere e
niente da cambiare. Oppure tarati fisicamente, o fissati, o fanatici…
basta un nulla, un passo falso, un impennamento
dell’anima e ci si trova dall’altra parte,
nella brigata nera, a sparare con lo stesso furore, con lo stesso odio, contro
gli uni o contro gli altri, fa lo stesso
Il giardiniere di Calvino
Libereso Guglielmi racconta il suo
lavoro nel giardino di villa Calvino a Sanremo: le piante di cui gusta odore e
sapore, gli insegnamenti di Mario Calvino, famoso botanico, e l'amicizia con il
giovane Italo
Eva Grippa - temi.repubblica.it - 2009

se una notte d'inverno un viaggiatore
i due protagonisti sono due lettori, perchè si
tratta, nelle stesse parole di Calvino, di «UN ROMANZo sul piacere di leggere».
Ed è proprio vero: non importa se le storie si s ROMANZI no, si interrompano, è
questo 'piacere di leggere' (che Calvino ha scoperto e fatto proprio) che ci
spinge avanti, obbliga i due protagonisti, giustamente chiamati la Lettrice e il
Lettore, a proseguire in un'avventura e una ricerca intricata che è, in fondo,
quella che facciamo sempre anche noi quando ci troviamo davanti un nuovo ROMANZo , una nuova storia
www.ilpotereelagloria.com/
Il midollo del
leone di Calvino - 1955
È chiaro che questo tipo d'uomo che un'opera o un'intera epoca
letteraria presuppone, sottintende, o meglio propone, inventa, può anche non
essere uno di quei personaggi a tutto tondo che sono prerogativaDEL ROMANZo o
del teatro, ma vive altresì e forse soprattutto in quella presenza morale, in
quel protagonista non meno individuato che hanno pure le poesie liriche o le
prose dei moralisti, quel vero protagonista che anche in tanti ROMANZI eri, a
cominciare dal Manzoni e dal Verga maggiore, non s'identifica con nessuno dei
personaggi.
Prima dunque di chiederci se vi siano e quali siano i personaggi caratteristici
della letteratura italiana d'oggi, dobbiamo cominciare a chiederci se vi sia e
quale sia un vero protagonista, un tipo d'uomo ch'essa pur implicitamente
presupponga o proponga.
www.vibrissebollettino.net - davide
bregola
in ogni poesia vera esiste
un midollo di leone
un nutrimento
per una morale
rigorosa
per una padronanza
della storia
IC - il midollo del leone
Un classico è un libro che non ha mai finito
di dire quel che ha da dire
|
fiabe di
italo calvino
il contadino astrologo
c'era una volta un re che aveva perduto
un anello prezioso. cerca qua, cerca là, non si trova. mise fuori un bando
che se un astrologo gli sa dire dov'è, lo fa ricco per tutta la vita.
c'era un contadino senza un soldo, che non sapeva né leggere né scrivere,
e si chiamava gàmbara. "sarà tanto difficile fare l'astrologo? -si disse-
mi ci voglio provare". e andò dal re.
il re lo prese in parola, e lo chiuse a studiare in una stanza. nella
stanza c'era solo un letto e un tavolo con un gran libraccio d'astrologia,
e penna carta e calamaio. gambara si sedette al tavolo e cominciò a
scartabellare il libro senza capirci niente e a farci dei segni con la
penna. siccome non sapeva scrivere, venivano fuori dei segni ben strani, e
i servi che entravano due volte al giorno a portarglì da mangiare, si
fecero l'idea che fosse un astrologo molto sapiente. questi servi
erano stati loro a rubare l'anello, e con la coscienza sporca che avevano,
quelle occhiatacce che loro rivolgeva gambara ogni volta che entravano,
per darsi aria d'uomo d'autorità, parevano loro occhiate di sospetto.
cominciarono ad aver paura d'essere scoperti e, non la finivano più con le
riverenze, le attenzioni: "si, signor astrologo! comandi, signor
astrologo!
gambara, che astrologo non era, ma contadino, e perciò malizioso, subito
aveva pensato che i servi dovessero saperne qualcosa dell'anello. e pensò
di farli cascare in un inganno.
un giorno, all'ora in cui gli portavano il pranzo, si nascose sotto il
letto. entrò il primo dei servi e non vide nessuno. di sotto il letto
gambara disse forte: - e uno!- il servo lasciò il piatto e si ritirò
spaventato. entrò il secondo servo, e sentì quella voce che pareva venisse
di sotto terra: - e due! - e scappò via anche lui. entrò il terzo, - e
tre! - i servi si consultarono: - ormai siamo scoperti,
se l'astrologo ci accusa al re, siamo spacciati. cosi decisero d'andare
dall'astrologo e confessargli il furto. - noi
siamo povera gente, - gli fecero, - e se dite al re quello che avete
scoperto, siamo perduti. eccovi questa borsa d'oro: vi preghiamo di non
tradirci.
gambara prese la borsa e disse: - lo non vi tradirò, però voi fate quel
che vi dico. prendete l'anello e fatelo inghiottire a quel tacchino che
c'è laggiù in cortile. poi lasciate fare a me.
il giorno dopo gambara si presentò al re e gli disse che dopo lunghi studi
era riuscito a sapere dov'era l'anello.
- e dov'è? – l'ha inghiottito un tacchino. -
fu sventrato il tacchino e si trovò l'anello. il re colmò di ricchezze
l'astrologo e diede un pranzo in suo onore, con tutti i conti, i marchesi,
i baroni e grandi del regno.
fra le tante pietanze fu portato in tavola un piatto di gamberi. bisogna
sapere che in quel paese non si conoscevano i gamberi e quella era la
prima volta che se ne vedevano, regalo di un re d'altro paese.
- tu che sei astrologo, - disse il re al contadino, - dovresti sapermi
dire come si chiamano questi che sono qui nel piatto. il poveretto di
bestie così non ne aveva maiviste né sentite nominare. e disse tra sé, a
mezza voce: - ah, gambara, gambara… sei finito male! – bravo! - disse il
re che non sapeva il vero nome del contadino. - hai indovinato: quello è
il nome: gamberi! sei il più grande astrologo dei mondo. -
http://space.comune.re.it/calvino/fiabetutte.htm
http://www.letturegiovani.it/Calvino/ContadinoAstrologo.htm
http://tecalibri.altervista.org/C/CALVINO_fiabe.htm |
pagina 1 -
1a
POESIA SENZA FRONTIERE
ORIGINI
POESIA INDIANA POESIA AMERICANA
POESIA AFRICANA
HAIKU
SLAM_INTERNET_&_ALTRO
GRAMMELOT
GRIOT
GRAFFITI MODERNA
FIAMMINGA_OLANDESE
GRECA_MODERNA
INUIT POETRY
FUTURISMO
SENZA FRONTIERE
NOBEL
- STORIA NEWS EVENTI LETTERARI & ALTRO
altri autori
home
|