Aldo Nove

poeta cannibale

NOVE   1   -   2

 

NOVE / EVON

il genio è colui capace di rimettere sempre tutto in discussione
rai3 - 'visionari' - mozart - 2015

 

Studiare non serve a nulla ma per capirlo bisogna avere studiato
fb/an - 29.4.2019

 

Diventa sempre più importante non fare nulla ed essere felici di questo .

Dire ' che bello, comunque sono qui, godiamoci questo momento qua, poi il futuro si arrangia, come del resto ha sempre fatto e sempre farà ' .   Tra nostalgia del passato e angoscia per il futuro una bella vacanza nel presente è uno spettacolo  .  -an  

fb/mestierediscrivere - 2019

COSA C'È DA FARE
Fare colazione
fare pace
fare bambini
fare poesia
Fare luce
fare apposta
fare tutto
fare schifo
Fare tombola
fare coriandoli
fare chilometri
fare finta
Fare foto
fare passi
fare spazio
fare tregua
Fare ancora
fare sempre
fare mai
fare mattoni
Fare ordine
fare pratica
fare confusione
fare mattino
fare reddito
fare meditazione
fare fuoco
fare molto
fare cose
fare esperienza
fare di sì con la testa
fare danni
fare il sugo
fare una strage
fare il sosia di David Bowie
fare il bucato a mano
fare progressi
fare luce
fare bene
fare l'amore
fb/an - 2014

 

 

La formula suprema

semplicissima da dire ma non da applicare,  è  "Non credere

assolutamente  a nulla;   nulla è vero,   tutto è finzione. 

Dubitando di tutto e sempre"   e, contemporaneamente

e senza esitazioni   "Sapere che ogni cosa è possibile:

perché tutto esiste,   è esistito   e esisterà".
fb/an - 29.9.2018

 

La droga più potente è l’universo
che proprio adesso ti passa attraverso
che in ogni istante tutto ti è diverso
che eternamente ci rimani immerso
che non c’è proprio niente che va perso
che nella sua poesia ogni uomo è un verso
fb/an - 2014

ποιέω/fare
La poesia è la cura di un linguaggio ferito a morte
e dunque il tentativo di salvargli la pelle.
Un intervento chirurgico delicatissimo.
Non ha nulla di poetico se non il proprio imperativo:
in greco antico, poesia vuol dire "fare".
ποιέω/fare è il verbo da cui deriva poi il sostantivo.
fb/an - 2015


PURA POESIA
Per pura poesia intendo la capacità di strapparti a morsi
qualcosa che le maschere che ogni giorno indossiamo nascondono. Obbligandoci anche solo per un istante a essere, a provare cosa saremmo se fossimo davvero noi stessi
e non funzioni inconsapevoli di un'isteria collettiva. Love
fb/an - 31.12.2015



Milano fa
Milano produce Milano e in fondo è tutto qua. Un tutto che ne contiene moltissimi altri, mondi che contengono mondi: cinesi che lavorano in attività italiane che poi i cinesi rilevano e dove gli italiani tornano a lavorare come dipendenti. Palazzi che soppiantano boschi per poi recuperarli sulle loro pareti come giardini verticali. Milano è un frullatore di vicende e di stili.
E la vetrina dello store della grande marca si presta a diventare, la notte, il rifugio di uno dei tantissimi indigenti che la popolano. Quelli che lo sono per vocazione, quelli che la vita ha preso da sempre a calci e quelli che si sono ritrovati poveri di punto in bianco perché hanno perso il posto fisso che fisso non era. Una fiaba per adulti, Milano, dai multipli finali.
Imprevedibile, è capace di lasciar posto a una parola delicata.
Che nel 2015 è difficile da dire, e forse Milano riesce in qualche modo a preservarla. È una parola molto preziosa. È il vero motore di Milano. È la parola 'speranza'.
espresso.repubblica.it - 2015
MILANO 2015 - FOTOGRAFIE DI  CARLO ORSI - PUBBLICATO  NEL 1965 CON TESTI DI DINO BUZZATI E ORA DI ALDO NOVE
presentato presso unicredit pavilion


Sono un dandy povero

Raramente gli scrittori sono ricchi, e lo sono  ancora più raramente nel 2015. Ma è sorte comune alla stragrande maggioranza delle persone: la crisi c’è e ciascuno reagisce a suo modo.
Io mi sono inventato un mondo di colori e stoffe, che attiri la gioia 'indossandola' .
Secondo me, occorre farsi un grande regalo: il tempo. Regalarsi il tempo per darsi valore. Per ritenersi degni di attenzioni.  

Anche frivole.  

La frivolezza è necessaria.   

Come le coccole.
Si tratta di prendersi cura di sé e di diventare, a partire 'da fuori', ciò che si vuole o si vorrebbe essere.

Così anche io ho iniziato a frugare nei mercatini, alla ricerca di abiti che a prezzi non esorbitanti mi facessero sentire bene e rappresentassero quanto di bello avevo o volevo avere dentro ...
giornimoderni.donnamoderna.com - 2015

 

...
siamo i ragionieri del creato.
il sindacato del senso
relativo che ci avvolge
oscuro e non ci piace:
per questo lo addomestichiamo
in schemi di costellazioni.
il palcoscenico dell'universo
non richiede noi che siamo
il suo momentaneo pubblico
ma non ci respinge. ci lascia fare
ci tollera - il cielo - in pace.

 
fb/an - costellazioni - inedito
ingrandisci

 

 


nelle varie fasi di elaborazioni di un testo preferisci la videoscrittura, la macchina da scrivere o la penna?

Non sono capace di scrivere a mano, non tocco la macchina da scrivere da 15 anni.
ma non pensi che la videoscrittura, il fatto della pagina bianca, la mancanza della segnatura, dell’errore, possa influenzare magari anche involontariamente il modo di scrivere?

Sicuramente influenza il modo di scrivere. Lo stesso fatto che si possa cancellare tutto senza lasciare tracce ha delle implicazioni filologiche stranissime. La filologia oggi non ha più senso, perché non ci sono più i testi. Un manoscritto di Leopardi, invece, è pieno di cancellature su cancellature.

italialibri.net - 2002

 .

dopo un libro come "La vita oscena", adesso a cosa sta lavorando?
"Grazie a questo romanzo ho acquisito gli elementi per rapportarmi all’autobiografia e in generale alla biografia. Non a caso adesso sto lavorando a quella di Arnaldo Pomodoro, che sto scrivendo a quattro mani con l'artista e che dovrebbe uscire per Feltrinelli. Abbiamo scoperto una forte sintonia tra noi, nonostante la distanza generazionale"
aldo nove uomo oggi: pregi e difetti.

"Prima il difetto principale: la pigrizia. Quanto ai pregi, la capacità di ascoltare gli altri e l'attitudine di parlare agli altri non con la volontà di imporre verità che non ho".
affaritaliani.it - 2010

.
si reputa un uomo di sinistra?
Non posso che essere tale. Mai mi vedrei dall’altra parte.
cambiamo discorso. Qual è l’opera scritta che più la rappresenta?
Il prossimo libro che uscirà per Bompiani Tutta la luce del mondo. È un testo molto positivo per me e spero per chi lo leggerà. Bisogna essere positivi. Anche per costruire l’Europa e una nuova società.
giacomo russo spena - temi.repubblica.it - 2014

.

LEGGERE IL PRESENTE

L´editore Tea lancia una nuova collana dal titolo  neon !   diretta da Aldo Nove, che si propone di raccontare le dinamiche complesse del presente nell´era della globalizzazione.   La formula scelta non è quella del saggio o dell´inchiesta e neanche del racconto più o meno concettoso o fantascientifico ma quella di libri borderline sospesi tra fiction biografia e riflessione sulle nuove dinamiche della comunicazione.    Se questa è la linea editoriale scelta il libro "Troll" è assolutamente perfetto.    Il troll è colui che si inserisce nelle comunità virtuali e rompe le scatole per il gusto completamente gratuito di farlo.
Mario Franco - espresso.repubblica.it
liberazione06.rifondazione.co.uk

.

il cielo è sempre piU blu
con squarci di sole in mezzo a pennacchi violacei

di nubi dense di pioggia
migranti e per istituzione celeste spostate dentro
aldonove.com

 

 

DAL 1989 AD OGGI

 

TORNANDO NEL TUO SANGUE

MUSICA PER STREGHE

Woobinda

ROBY VANDALO E BRIAN FERRY
IL MONDO DELL'AMORE - Gioventù cannibale
Superwoobinda

IL FAGIANO J. LIVINGSTON
Amore mio infinito
Nelle galassie oggi come oggi - Poesia
Fuoco su Babilonia. Poesie 1984-1996
La più grande balena morta della Lombardia
Milano non è Milano
Flesh for fantasy
Candido. Soap opera musical

Lo scandalo della bellezza

Mi chiamo Roberta ho 40 anni
Milano non è Milano
MARIA

L'Adolescente
Zero il robot
Flesh for fantasy
I disturbi di personalità
L'adolescente violento

NATALE CHE PALLE
ZERO IL ROBOT
Puerto Plata market
Satisfiction

A schemi di costellazioni
Si parla troppo di silenzio
LA VITA OSCENA
ELEGIA
IL GENIACCIO G. BIGAZZI
 2012
bingo italia - e book
2014
TUTTA LA LUCE DEL MONDO
isabella ferrari - forma luce - nove/CARDELLI
ADDIO MIO NOVECENTO
2015
donne
UN BAMBINO PIANGEVA
2016
anteprima mondiale - woobinda 2016 

ALL'INIZIO ERA IL PROFUMO

2018

tarocchi - paladino/nove

IL PROFESSORE DI VIGGIU'

2020

POEMETTI DELLA SERA - poesie dal 2015 ad oggi

FRANCO BATTIATO - LA BIOGRAFIA

http://youtu.be/dWIcGy3ftWc

http://video.corriere.it/aldo-nove

www.youtube.com/watch?v=QmLMjuf_D-g

http://vimeo.com/35798270

poesia festival 2015 - legge an

https://youtu.be/GfN0Oe6bgT4 

 

 

 

LA POESIA NON CI SALVERA

https://youtu.be/RXQE3Jy1mfo  - 16.4.2020

 

 

 

aldo nove & federica fracassi

www.youtube.com/watch?v=Kl28dW8DJAc

http://youtu.be/H7ZLcUOG830

Il mio gatto Cesare

aldonove.it

DA GRANDE VOGLIO FARE IL GATTO. La sempre più alta percentuale di umani completamente rimbecilliti che stanno elevando a loro divinità le bestie (prima fra tutte il gatto, appunto) mi consentirebbe con facilità di trovare dei cretini che mi tratterebbero come un re, spendendo più denaro per me che per loro e assoggettandosi a tutti i miei capricci. Fare il re, così, per l'idiozia di sudditi volontari.
fb/an - 14.6.2017

 

 

Satisfiction
Aldo Nove scrittore poliedrico e multiforme, capace di passare dalla scrittura cannibale di opere come Woobinda - tradotto in spagnolo nel 2015 - dal linguaggio ipermimetico, specchio di una società disgregata, alla produzione poetica di opere come Maria - una raccolta di quartine di endecasillabi - tradotta in russo nel 2016 - che riprendono e reinventano l’ innologia mariana .
andrea -  booksblog.it
lombradelleparole.wordpress.com/maria

maria
lei era una bambina che qualunque collina
avrebbe voluto avere come sole .
da tempo immemorabile era bella
e piu che bambina era una stella .
piu che una stella era qualunque cosa
piu di qualunque cosa era amorosa
piu di qualunque amore decorosa  :
di tutto l'universo era la sposa
...

copertina di maria

.

 

 

 

Mi chiamo Roberta -  ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese -  aldo nove e federica fracassi
Persone vere, mai raccontate però. Chi lavora in agenzie web, nei service più diversi, chi fa il pastore precario, chi vive la flessibilità di ogni genere, chi fa lo stagista a vita, chi a vent'anni fa un lavoro di "relazioni e di successo", chi lavora in uno studio da avvocato ma si mantiene facendo il cameriere... Aldo Nove presenta una grande inchiesta, un docudrama italiano, un reportage delicato e struggente in cui le storie vere di giovani e non più giovani si affianca ogni volta al commento di Aldo Nove.
unilibro

Questo è un testo d'inchiesta che indaga il "caso precariato": Nove usa la scrittura per mettere a nudo la realtà, in un canto sommesso e radicale sul sogno perduto di una generazione di adulti costretti a forza a rimanere bambini. La messinscena sceglie come nodo centrale il fatto che il precariato sia tutt'uno con le nostre esistenze e che si allarghi a macchia d'olio in territori considerati fino a poco fa zone franche, attraversando età e paesi e costringendo un'intera generazione all'impossibilità di progettare, di comprare una casa, di pensare a un figlio, a una famiglia. L'universalità delle storie dunque è il centro di questa ricerca letteraria e musicale che ha come protagonisti l'attrice, il musicista, il pubblico, persone vere che attraversano - e incarnano - il racconto.

ibs

È stata colpa di quella lì

Una frase sospesa, detta da nessuno in particolare: una condanna. Dopo un concerto a Cava dei Tirreni, la macchina dei musicisti era sbandata nella notte ed era finita contro un muro. Due di loro erano morti sul colpo. «E’ stata colpa di quella lì», perché dopo aver cantato aveva deciso di tornare in albergo a riposare. Sarebbe partita il giorno dopo, da sola. Dal giorno dopo Mia Martini diventa la strega, la iettatrice, l’untore. In un monologo intitolato Mi chiamo..., pubblicato da Skyra e immaginato per il teatro, Aldo Nove si assume la voce della cantante, e racconta. Dalle sue ultime disperate ore — “una bambina che piange nella notte” — per spirali di angoscia, ricordi di infanzia, una carriera che ha tanti inizi e tante fini, ma un punto preciso e immendicabile in cui tutto cambia.
Quel giorno in cui il suo nome diventa per sempre impronunciabile, la sua presenza impossibile. E lei inizia a sparire. Mia Martini era nata a Bagnara Calabra, e aveva gli occhi di una donna del sud, e la voce più bella di tutte. La sua voce luminosa. Bertè, si chiamava, Domenica Bertè. Erano quattro sorelle, e tra queste Loredana. Loredana la bella. Domenica era strana, non sarebbe mai stata come le altre cantanti, né abbastanza bella né abbastanza uguale. Anche questa sarebbe divenuta una colpa. Il padre se n’era andato, la madre le aveva cresciute da sola. Il padre, la sua prima ferita.
E poi gli uomini, tutti gli uomini che ha amato male, da cui è stata amata sgarbatamente. L’amore non le veniva facile, anche se — o forse proprio per questo — ha cantato canzoni d’amore struggenti. Scriverà una canzone anche su un padre, “Padre davvero”. E persino di questo non verrà perdonata. «Non è una canzone, è un parricidio», scrissero. Era la storia di un ragazzo che non riesce a perdonare il modo in cui suo padre l’aveva giudicato. Quando la piccola Domenica aveva annunciato a suo padre che avrebbe voluto fare la cantante, lui le aveva risposto che fare la mignotta sarebbe stata la stessa cosa. Ma la madre la asseconda. La porta a Milano e al primo provino i produttori riconoscono subito il suo talento. Canta, vince festival, guadagna i primi soldi. Gira vestita da hippy con una bombetta in testa, l’amico Renato Zero, la sorella strafiga. La prima volta che la sua carriera finisce è in Sardegna, all’uscita di un locale. Viene arrestata, poco più che ventenne, per qualche grammo di hashish in tasca. Rimane in galera alcuni mesi. Anche lì canta, canta per le sue compagne di cella. Quando esce diventa Mia, Mia Martini come l’aperitivo italiano più famoso del mondo.
E’ l’epoca di “Piccolo Uomo” e poi “Minuetto”. Charles Aznavour la vuole con sé per un giro di concerti in Europa. E’ un trionfo e lui le chiede di continuare, di seguirlo per il mondo. Mia Martini dice no, voglio tornare in Italia. Ma l’Italia non sa che farsene della sua bravura, e la mette di nuovo in un angolo. Muore nel 1995, da sola. Trovano il suo corpo soltanto un paio di giorni più tardi.
Aldo Nove, fin dall’esordio con Woobinda - tradotto in spagnolo nel 2015 -  ha raccontato questo paese con un’esattezza orrorifica: l’analfabetismo progressivo, la mancanza di prospettiva. Ha centrato la catastrofe grazie alla visionarietà che è dono dei poeti. Qualche anno fa Aldo Nove ha scritto un libro, una raccolta di interviste a giovani precari, che si intitolava
Mi chiamo Roberta ho quarant’anni, guadagno 250 euro al mese...
Fu uno dei primi ad accorgersi di cosa stava accadendo, e a raccontare. E’ curioso che abbia scelto per questo monologo un titolo che riecheggia quello lì. Sembra dire che qualcosa lega il destino della cantante a quello di questo paese. Un piccola epopea di sconfitti, da testimoniare attraverso le parole. Come il cardillo della Ortese, come i ragazzini della Morante, Mia Martini è una vittima sacrificale di un mondo idiota, isterico, irrazionale. La nostra cattiva coscienza, la spazzatura da nascondere sotto il tappeto dopo aver banchettato. Aldo Nove le dà un linguaggio fanciullo, quasi creaturale. La volgarità e la violenza, le parole laide e mimetiche dei suoi primi libri, hanno lasciato il posto a una lingua leggerissima, quasi infantile.

Il canto sommesso, «le parole dette a bassa voce, tra le lenzuola, di notte» per allontanare i fantasmi. Qualcosa da cui ripartire.
micciacorta.it - elena stancanelli - larepubblica.it - 2013

Mia Martini racconta, in prima persona, la sua travagliata esistenza poche ore prima di morire. Dal letto di uno squallido appartamento di un piccolo paese della provincia di Varese, dove cercava di fuggire dalle dicerie infamanti che la perseguitavano e da cui non si è mai più ripresa. Aldo Nove, con un linguaggio secco e poetico, ripercorre la vita di una grande e sempre più popolare artista, amata in tutto il mondo eppure odiata da uno star system che ne ha fatto un capro espiatorio.

tgcom24.mediaset.it 

ANTEPRIMA LIBRO .PDF

 

LE PAROLE NUDE CHE NON SI VERGOGNANO
LE PAROLE VESTITE DI DOLORE
LE PAROLE NASCOSTE NEL CUORE
LE PAROLE CHE NASCONO ALL’IMPROVVISO
LE PAROLE CHE RACCONTANO DI TE
LE PAROLE CHE TI FANNO DIMENTICARE CHI SEI
LE PAROLE CHE TI ABBRACCIANO FORTE
FINO A STORDIRTI
FINO A FARTI RIDERE
RIDERE DI ESSERE AL MONDO.
LE PAROLE BUFFE
LE PAROLE TREMENDE
LE PAROLE SERIE
LE PAROLE COMPLETAMENTE STUPIDE
LE PAROLE CHE TAGLIANO COME VETRI
LE PAROLE CHE TI FANNO SOGNARE
E CHE FANNO MALE
mi chiamo

 

 

 

LA VITA OSCENA

romanzo/autobiografia  -   a 15 anni aldo nove perde i suoi genitori.

Con una lingua di accecante nitore, Nove firma il suo romanzo più potente, sincero e iconoclasta. Pieno di momenti comici, ferocemente crudo. Il libro che tutti aspettavamo --- «Ero piccolo ma già sapevo che riempirsi di cose era il modo che usiamo per sentirci il piú lontano possibile dalla morte».

Un bambino osserva il mondo degli adulti con la sua voce tersa e visionaria. Il padre che guida velocissimo cantando jingle di Carosello, ma da quando la moglie si è ammalata spesso ferma l’auto di colpo e «fa la faccia della morte». La madre che era una hippy e ora ha il cancro e aspetta la morte, ma a morire per primo è il marito, «come un’offesa inimmaginabile». Rimasto solo, ormai adolescente, il protagonista sprofonda nell’alcol e negli psicofarmaci fi nché per errore non manda a fuoco la casa. E comincia la sua iniziazione all’abisso, dove droga e irrefrenabile desiderio sessuale ricalcano il meccanismo dell’attesa e del consumo che riempie le nostre esistenze. Una specie di morte in vita da cui però – imprevista – affiora la rinascita.

unilibro 

INTERVISTA  A LA7

"Il cancro fa paura, così, anche linguisticamente, non se ne parla."
"L'apprendistato del dolore. Per riuscire a raccontare questa condizione in un libro ci ho messo quasi venti anni."
"Non ci sono dei criteri comuni per poter dire quanto e come una persona sta male."
"Ho vissuto esperienze limite e ho scoperto delle parti di me che ognuno ha: sentirsi smarrito in un mondo senza difese, come nella preistoria."
"Tragedia e comicità flirtano sempre."
"La vita è una somma di tante piccole banalità che messe insieme danno qualcosa di importante."
"Sono di formazione cattolica: c'è un senso di colpa innato in qualunque forma di rapporto col corpo."

VIDEO  -   www.la7.it/le-invasioni-barbariche/video/aldo-nove-la-vita-oscena

LE STORIE VENGONO DA UN LUOGO LONTANO DOVE SIAMO GIA STATI. FORSE NON NOI . FORSE NON ESATTAMENTE NOI .  RACCONTANO DI PROVE. DI PADRI E DI MADRI . COME SI ESCE DAL FUOCO . COME SI ATTRAVERSANO LE FIAMME .  

an

LA VITA OSCENA A TEATRO  ED AL CINEMA   -   presentato al festival del cinema  venezia - 2014

La vita oscena non è un film esangue, a cominciare dalla storia che racconta per finire a come la racconta, cioè con uno stile originale ed esteticamente sfavillante.
La vicenda ricalca quella largamente autobiografica dello scrittore Aldo Nove dal cui romanzo omonimo è tratta, di un ragazzo strappato a un'adolescenza tranquilla e piena di amore a causa della prematura morte prima del padre e poi della madre. Da questo momento comincia per lui una discesa agli inferi che non è però un lento cupio dissolvi, quanto piuttosto un febbrile desiderio di esperire l'esistenza nei suoi lati oscuri dopo averne assaporato la dolcezza e l'armonia ...
Osceno? Dell'oscenità propria dell'adolescenza quando vissuta senza inibizioni. Eccessivo? Sicuramente, ma l'eccesso qua è anche se non soprattutto forma. Torbido? Forse, se questo significa raccontare ogni lato della vita - cosa che il regista fa senza mai emettere un giudizio. Perfetto? No, ma la perfezione avrebbe fatto a schiaffi con l'incandescente cuore del racconto.
La vita oscena è un film fortemente anomalo nel panorama italiano. Personale e visionario ...

cinematogafo.it - festival venezia 2014  -  https://youtu.be/nyP8r5Z69A4 - venezia
https://youtu.be/7o8WlKfWehM - trailer

http://video .repubblica.it/spettacoli-e-cultura/la-vita-oscena

RIFLESSIONI SULLA VITA OSCENA - IL LIBRO, IL FILM

Quando a diciassette anni dopo la morte di entrambi i miei genitori e dopo avere fatto esplodere la casa per aver cercato di installare una bombola del gas strafatto di hashish psicofarmaci e alcool, non sapevo nulla di quanto possa essere prodigiosa e inaspettata la vita. Così, decidere dopo anni di scrivere un romanzo che scavasse a fondo in quella vicenda senza nessuna autoindulgenza, è stata una vera medicina. Una medicina potentissima. E che quel libro abbia aiutato tante persone a affrontare un percorso analogo di caduta e risalita, è stato il premio più grande. E ancora, quando Renato De Maria ha deciso di farne un film, rivivere per l'ennesima volta quella storia (che "il buon senso comune" avrebbe invece cancellato), con attori in carne e ossa che "ripetevano" la cosa, e con la "riesplosione" reale di una casa (la seconda!), - questa volta con artificieri, pompieri e ambulanza pronta a intervenire, ho capito cosa può fare l'arte, a cosa serve l'arte: a trasformare il negativo in positivo. Che è ciò che incessantemente fa la vita sotto l'unica legge, diceva uno  - come si chiama... ah sì, Dante -  che la governa: l'amore.
fb/an - 5.6.2015

La missione - etica prima che estetica -  di TUTTI i film è aiutarci a renderci conto che stiamo ciascuno a modo suo vivendo un film. Più di sette miliardi di film dalle trame sgangherate, quasi sempre rabbiose e infelici. Trovare il modo di cambiare il punto di vista rispetto al proprio individualissimo, frammentario, disperato film, è il primo passo verso l'umano.
fb/an - 10.6.2015

 

 

 

 

 

BINGO ITALIA - ebook - corriere della sera
Maurizio ha poche idee ma chiarissime: innanzitutto, la realtà non è più quella di una volta, quella di "prima", quando molte cose non esistevano, compresi i neutrini e i Baci Perugina. La realtà è diventata un marasma indiscriminato di informazioni e stimoli, con pochissimi punti fermi. Uno di questi è Enrico Letta, che ci salverà tutti, come un supereroe. Come nei videogiochi, quelli del Punto Snai aperto da poco sotto casa di Maurizio: altro punto fermo, ultimo avamposto umano di un quartiere dove ogni altro negozio e luogo di ritrovo è stato travolto dalla crisi. In questo racconto iperrealistico, travolgente, metropolitano, grondante umanità e sarcasmo, Aldo Nove dà voce e corpo a una delle sue più riuscite incarnazioni narrative del vuoto pneumatico contemporaneo: Maurizio, un "ragazzo di 52 anni" senza futuro e forse anche senza presente. Che somiglia un po' troppo da vicino a tutti noi.

cubolibri.it - de.readerstore.sony.com - 2013

 

 

 

 

FORMA LUCE - FERRARI/NOVE/CARDELLI
L’idea di scrivere le poesie su tante grandi donne è venuta ad Aldo Nove dopo aver visto gli scatti che mi ha fatto Max Cardelli. Io e lui mesi fa stavamo lavorando insieme perché il mio film che esce a settembre è tratto da un suo libro, La vita oscena. Da qui è nata l’idea di Forma/Luce.
isabella Ferrari

i suoi ritratti in bianco e nero ad opera di Max Cardelli si alternano a 17 poesie del Aldo Nove, dedicate a donne come Aragona, Aung San Suu Kyi, Giovanna D’Arco, Emily Dickinson, Saffo, Mata Hari, Leni Riefenstahl.
Parte degli incassi verrà devoluta a Bulgari- Save The Children.

elisa-s.it - 2014

Dedico Forma/Luce a Save The Children e a tutte le madri che nel mondo lottano per i propri figli  -  dichiara Isabella Ferrari - ambasciatrice in italia
ilpopoloveneto.blogspot.it -   fb/an
simona movilia/d.repubblica.it -  2014

Donne. Isabella Ferrari interpreta l'ideale femminile

Aldo Nove rende omaggio alle donne attraverso una raccolta di poesie, ispirate ciascuna a un personaggio femminile della storia. Isabella Ferrari, fotografata da Max Cardelli, interpreta l'archetipo femminile, lo spirito delle donne della storia e del mito. Regine, eroine, dee, attrici; figure e icone simbolo di una femminilità che nel tempo incarna i ruoli, le ispirazioni, i sogni delle donne ma anche la concretezza quotidiana attraverso gli scatti fotografici di una giornata di Isabella Ferrari. Un libro che scioglie, nel ritmo della parola poetica e nella forza delle immagini, una storia mai raccontata: quella dell'immaginario femminile visto da diversi punti di vista, attraverso i secoli, con leggerezza e sacralità, spostando ogni volta il fuoco dal corpo alla parola, dalla parola al corpo, in un dialogo unico. L'inquietudine dello sguardo e l'abisso, la lontananza del paesaggio e il suo abbraccio. 40 ritratti in bianco e nero, essenziali; piccole tracce di vertigine e di vita e quaranta storie in versi a comporre un solo racconto: Donne.

unilibro - 2015

 

Quando
ciascuno non era solo contro tutti
quando potevamo
dovevamo rivendicare i nostri diritti
e quelli degli altri
quando sognavamo un futuro
quando volevamo cambiare il futuro
quando dovevamo cambiare il futuro
quando c'era il presente
quando non eravamo nemici a noi stessi
quando stavamo bene solo se stavano bene gli altri
quando non eravamo tutti già sconfitti
quando c'erano dolcezza e compassione
quando non eravamo stretti nella morsa
dell'offesa reciproca
quando ci si combatteva con rispetto
quando ci si teneva per mano per strada
quando ci si baciava per strada
quando per strada si poteva camminare con gioia
e la strada non aveva fine
Quando esistevano impeto e compassione
quando "amore" non era un termine osceno
quando si moriva per un ideale
e non per creare profitto,
e non per lenta e inevitabile usura
della propria umanità
ciascuno a modo suo
nella sua nascosta
indicibile solitudine.

 qesta non è una poesia 2 - fb/an - 10.5.2018

JUCUNDA CARMINIS VARIATIO
Voglio una vita austerizzata
Voglio una vita che porto a casa
780 euro lordi al mese
Voglio una vita
Che non ti assumono mai
Voglio una vita
Che se c'è posta sono solo guai
Voglio una vita
La voglio piena di 3 x 2 scadenza breve
Voglio una vita
La voglio piena di prestiti dei genitori
Voglio una vita che è sempre tardi
Di quelle con i turni che non finiscono mai
E ci ritroveremo tutti qua
A dare la colpa a quello là
Quello che passa
Uno qualunque
Purché non sappia neanche chi sia
Voglio una vita
Che sia almeno ancora un po' la mia

fb/an - 16.5.2018

Ogni donna
custodisce il tempo
che rimane per fare
un’altra volta il mondo
Ogni donna
è una stella
riempie lo spazio delle parole
di luce
le mette nel futuro
Ogni donna
ha il sapore
universale
del mare
lo rende reale

 


 

In un soffio
è nato un pulcino
alato
è finito il destino
ma
un nuovo mattino,
un prato
in un soffio
tutto
si vede
il creato
fb/crocetti ed. - poesia n.354

 

 

Aung San Suu Kyi

 

È tutto mare fuori
non c’è confine
fuori, ma tutto da attraversare
e ancora, da salvare
il mare della storia
la tua gente. E’ stato scritto
è stato detto
è stato negato
è stato ucciso
è stato inerte il sogno
e non è morto, ha dormito
al contrario degli anni
tu lo hai custodito
nel letargo dei giorni
degli anni
dentro di te la storia
sbandava
gridava di uscire, dilagava
in silenzio inquieta
nella quiete apparente della falsità
che ticchettava
nomi e cognomi, paesi
e regioni
sangue a sangue
di madre in figlio
di generazione in generazione.
Stavi ferma a guardare
e il tuo sguardo pesava
sul paesaggio, lo divideva
perché falso
perché tu lo ricomponessi da capo, nel senso.

 

social

Questo post mi piace particolarmente.
Non offende nessuno e nulla pretende.
Mi metto un bel like.
Sento che me lo merito.

fb/an - 1.10.2017


IL SOLE
Il sole esiste per una forma
di gentilezza del sole
e amore del sole
che fa piangere a pensare a quante cose
succedono sotto al sole
grazie al sole
per il poco che siamo
e grazie a lui
soltanto
noi
siamo

fb/an - 2015


Notte fonda e sono sveglio
se prendo un Tavor forse è meglio
ma poi tra un'ora rintontito
mi sveglio ancor più innervosito .
Per rilassarmi potrei andare
su un sito dove puoi guardare
ignuda gente intenta a urlare
ma mi deprime e lascio stare .
Allora leggo Cicerone
oppure provo con Platone
almeno aggiungo un po' di erudizione
a questo senso di devastazione

fb/an - 16.8.2015


Un giorno
qualcuno si sveglierà da questo sogno
e noi, dentro, fugaci sue comparse anche.
La buona novella è che quel sogno
di morte
di insicurezza
di spavento
di code in posta
di tagliagole a favore di telecamere
di tapparelle da aggiustare
di pazzi da legare
di pranzi di matrimoni di parenti di sei ore
quel giorno
il sogno
si rivelerà per quello che è stato
un sogno
la schiavitù di miliardi di "io"
ciascuno mattone di un edificio infinito
ogni mattone certo di importare più di tutto
ci sveglieremo e saremo finalmente
come sempre
da sempre
siamo stati
ossigeno idrogeno elio iodio litio
magnesio oro silicio zolfo rame
fosforo fluoro cloro carbonio
luce
fb/an - 26.7.2015

...
Il giorno della mia morte
nasceranno di nuovo tutti i bambini
che sono stato, e giocheranno assieme
in tondo come è stato fino
a quando ero nel mondo.
...
Il giorno della mia morte mi vestirò bene.
La cravatta di seta. Un cappuccio
di stella cometa. Le scarpe di lucido
cuoio nero. Il giorno della
mia morte sarà l’ultimo giorno
in cui muoio. Il giorno
più vero. Mi presenterò
a casa. L’universo
che mi aspetta, e non ha fretta.
... 

da poemetti della sera - 2020

facebook.com/aldo.nove.7
fb/an - 29.1.2020

 

 

Da bambino volevo fare il taglialegna
e appena posso lo faccio.
fb/an - 8.9.201

.

 

 

 

 

 

.

La pagina si riempie
d'acuminate punte
d'amore e lì soltanto
la vita mi risponde

tornando nel tuo sangue 1988
scritta a 15 anni - fb/an - 7.9.2020

 


(D)IO è l'unico problema
In quanto ai laici, togliendo la D, abbiamo tutti lo stesso problema. Siamo in sette miliardi, e se continuiamo a spiegare agli altri che il mio (D)IO (con o senza D) è meglio del tuo, non cambierà mai nulla.
fb/an - 20.11.2015

-

Sono ormai più di cinquant'anni

che mi chiedo che ... ci sto a fare qua.   Cosa è successo ?    E' dal 1967 che succede ciò. Ci stanno tanti di quei casini e è un posto dove ci si arriva con l'unica certezza che dovrà essere lasciato ma il cui unico scopo è lo starci il più possibile. Io non capisco ciò.   Mi sembra tutto assurdo.     Sarà colpa di Dio, o qualcosa del genere.
fb/an - 3.2.2018

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QUESTO il mio piccolo omaggio a Dario Fo, uscito settimana scorsa su un settimanale...
Il giorno in cui Dario Fo vinse il Premio Nobel per la letteratura lo ricordo benissimo. Ero caporedattore della rivista “Poesia”. Per i misteriosi meccanismi delle attribuzioni dei Nobel, si sapeva, “era nell’aria” che quell’anno sarebbe stato assegnato a un italiano. Si pensava che l’onore sarebbe spettato al poeta Mario Luzi, già da diversi anni fortemente “papabile” al più importante premio letterario del mondo. La notizia era data per certa. In redazione tutti l’attendevano. Invece arrivò la notizia che a vincere fu Dario Fo. Mi affiorò subito la sua radiosa, contagiosa risata, e ridere fu proprio la mia prima reazione. Come credo fosse stata la sua, per quanto unita a stupore. Come dicevo, nel luogo in cui mi trovavo, quella vittoria fu una sorpresa ma anche una disillusione e infine una vera e propria arrabbiatura. La sfida intelligente e generosa del comitato per l’assegnazione del Nobel non venne capita subito. Anzi, qualcuno non l’ha capita tutt’oggi, dopo che di anni ne sono passati molti e Dario non c’è più. Quello che non veniva accettato era il fatto che Dario Fo è sempre stato quanto di più lontano dal poeta laureato o dallo scrittore blasonato ci possa essere. Tuttavia, la letteratura è, come tutto ciò che vive, imprevedibile e multiforme. Dario Fo, il buffone, il giullare, è stato ed è uno degli autori teatrali più conosciuti e rappresentati al mondo. E come esplicitamente si dichiarò nella motivazione della sua vittoria, con lui si premiava la categoria di chi, attraverso i secoli, si faceva beffa del potere rinnovando in modo estremamente creativo e originale la tradizione della satira. C’è qualcosa di molto serio nel riso, e allo stesso modo c’è, può esserci, qualcosa di vacuamente pomposo nel serio. Dario Fo ci ha insegnato a leggere il presente attraverso la Storia, con la cultura immensa e mai ostentata che lo caratterizzava: come nelle rappresentazioni carnevalesche medioevali, in quelle del Rinascimento e della Commedia dell’arte, fino a Goldoni e Pirandello. Dario Fo spaziava tra i periodi storici con disinvoltura e grazia, usando quella lingua franca, il grammelot, che nei millenni, tra gestualità e miscele di lingue, ha permesso ai popoli più disparati di intendersi; e a lui di farsi intendere in tutto il mondo. Visionario quanto spietatamente lucido, contraddittorio e infaticabile, Dario Fo è stato anche pittore, grande pittore. Con la donna della sua vita, Franca Rame, il cui sodalizio è sempre stato strettissimo, ha cambiato un po’ del nostro costume, ci ha aiutato a capirci. In modo “diverso” rispetto a più pedissequamente quotati autori. Un Nobel che è stato quindi anche un elogio alla diversità, alla varietà delle forme espressive. In modo non troppo diverso da quanto è accaduto quest’anno con Bob Dylan.
Con Fo si è premiato il “buffone”. Con Dylan il menestrello. Due figure esemplari che hanno nutrito, e nutrono, le nostre emozioni e le nostre menti.
fb/an - 23.10.2016

Fino a trent'anni fa se eri un bravo scrittore diventavi famoso  .

Oggi, se sei famoso, diventi uno scrittore  .
fb/an - 15.6.2020

Mi è stato chiesto da una persona molto cara di mettere qui una delle poesie
che usciranno la prossima settimana sul mensile di Crocetti .   Obbedisco e metto questa  .   
Chiaro omaggio all'anima immortale di Amelia Rosselli, Sorella infinita .

.
IL TUO NOME
Tutti i nomi sono un’attesa .  Tutte le parole sono il confine
in cui l’assenza si fa corpuscolo
e vortice di corpuscoli .
Tutte le poesie sono abbarbicate alle radici
che spunteranno - oh sì, un giorno
spunteranno – di un albero
assoluto .
Tutto l’assoluto è una radice
che mi parla di quando ci incontreremo .  Tutti
i nomi saranno il Tuo nome

fb/an - 22.11.2019


Noi non sappiamo
più nulla di quello
che siamo
del luogo da cui proveniamo
e dove torneremo
dopo questo inganno spaventato
e violento

fb/einaudi

 

...

Nell’attimo azzurro
siamo stati tutti. Tutti
da lì veniamo. Il segreto
è che da lì
non ci siamo mai spostati
perché non siamo mai morti
e non siamo mai nati

...

 

La fine del mondo, durata
uno strano
secondo
che, sfuggito
è lontano
funesto
trapassato
remoto
segno – tangibile .
unico nostro
dell’infinito  .

estratto da  :  vuoto che fa sanguinare

.

 

 

a sei anni, in prima elementare
decisi che avrei fatto lo scrittore. in particolare, lo scrittor edi quella cosa miracolosa che ho iniziato a divorare appena ho iniziato a collegare tra loro le lettere e a capirne le articolazioni : parlo della poesia .
an - tuttolibri_lastampa - sono stato cannibale ma ora mi nutro solo di battiti del mio cuore - 28.3.2020

.

.

Guarda, madre, sono arrivato
all’alba in cui la tua saliva
ogni tuo umore
raccogliendosi in globi azzurri
forma i miei occhi
e nulla che in te non sia
futuro
io respiro, forte, fluttuando
con la consapevolezza
animale
che trattiene
e libera ogni segreto:
nelle tue vene
ora tu sei
me. E tu lo sai, e
mi fai, e mi aspetti
nella fiducia universale
del tuo respiro mi fai !
Come ogni madre che fa un figlio.

Guarda, madre, quel luogo.
Quel luogo lontano.
Lo vedi ?
Prima che tu nascessi lo abitavamo.
Non io.
Non tu.
Allora non c’era separazione
e per una svolta del respiro
del tuo respiro
adesso assieme
assieme
non mai separati
ci torniamo

fb/an - 18.4.2016 - inedito  fino al 2019

da : poemetti della sera   > gennaio 2020

edito in grecia  -  russia dic 2020

Poemetti della sera
il mio lavoro in versi degli ultimi 4 anni. Spero solo di cuore di dare a qualcuno uno sguardo diverso, come è capitato a me, sul mondo, su tutto ciò che abbiamo e siamo. La poesia non salva la vita, ma le ridà umanità.

fb/an - 20.11.2019

www.facebook.com/videos - 2020

http://libri.mariodesantis.net/poemetti-della-sera

facebook.com/aldo.nove.7 -  l'attimo azzurro



FRANCO BATTIATO
Questa la copertina ... Una vita passata ascoltandolo . Vivendolo .  
Gioie e dolori, con lui, grazie a lui .   E la speranza è trasmettere, oltre al percorso di questo colosso della nostra cultura, le emozioni che in 50 anni mi ha dato, sorprendendomi sempre  .  Ti amo, Franco .

fb/an - 9.9.2020

E' stato per me un anno difficilissimo

forse il più difficile della mia vita. Pure, so che uscendo dalle prove più dure si cresce e s'impara quell'infinitesimo che ci è concesso è ci motiva ognuno, cresta di un'onda nell'oceano dell'infinito, e ci colloca per un istante su questo pianeta, istante prezioso quanto oceano da cui veniamo e in cui per sempre saremo .
... non posso che augurare con tutto il cuore ... Tanto, tanto, tanto bene  ...

fb/an - 24.12.2018

.

LA FELICITA'

Quando ero piccolo con mia zia e altre donne facevamo tanti chilometri in mezzo al verde riarso dell'estate sarda per arrivare a una fonte cristallina d'acqua protetta dalle piante e quando arrivavamo assetati bevevamo con le mani quel nettare più buono di qualsiasi vino e a quella fonte, raccogliendola con le mani, tra i rumori degli animali, e le capre al pascolo attorno, conoscevamo la felicità .
fb/an - 26.4.2020

.

La casa editrice Feltrinelli ristamperà la mia raccolta " Fuoco su Babilonia !
( frase rubata all'immensa Sinead O' Connor ) .   Ci sono dentro le poesie che ho scritto dai tredici ai ventidue anni .   L'aveva fatta Crocetti ma non era disponibile da dieci anni e adesso, ritorna. Io sono felice di ciò .  E spero anche un qualcun altro .  O qualcun'altra .    Il libro non contiene errori di grammatica o maltrattamenti sugli animali .
  E comunque quando ero piccolo ero più bravo. Ma solo un pochino, eh!
fb/an - 13.7.2020

APPELLO URGENTE !!!!!!!!!

AMICI !   Qui la situazione è giunta a
bisogna assolutamente che
subito, però !  Altrimenti può
vi prego, quindi, di
e di
e non, assolutamente
non,  perchè,  va
da sé,
TUTTI ASSIEME, POSSIAMO !
Tutti assieme, infatti, riusciremo a
ma bisogna fare
perchè più siamo, meglio
e concretamente, che, se,
vedrete,
andrà tutto
e
fb/an - 4.5.2020
...   Ogni volta che mi sveglio
non so perché, credo che sia domenica e sono assalito dall'ansia che no, non è domenica, è domenica una volta ogni sette giorni, e formalmente la domenica di oggi non differisce da ogni altro giorno o forse è sempre un pesantissimo lunedì che si ripete .
I ricordi gioiosi di un'infanzia a piedi nudi, nella povertà assoluta, nella gioia di dividere un pezzo di pane, d'inseguire le farfalle nella meraviglia dei loro colori mi fa male .
Forse qualcuno si starebbe prendendo cura del nostro corpo .
Ma le nostre anime, o almeno la mia, è morta .
fb/an - 9.6.2020



Una e ventidue di notte
Sto scrivendo le ultime pagine del mio libro sull'adorato Maestro Franco Battiato. Un insetto si posa sulla tastiera del computer, tra la "i" e l'8 sovrastante. Faccio per ammazzarlo ma è già morto da solo. Tutta l'assurdità della vita in un secondo.
fb/an - 24.8.2020

 

.

2020
Non tacere - Come un coro, femminile...
trilogia di performance in scena teatrale -  Il libro sarà edito a fine Aprile 2020
fb/an - 25.2.2020
.
IO, LA VERITA’, PARLO
…Mi chiamo con continuo scandalo, il mio nome genera scompiglio
tutti i miei nomi gli addetti al lavoro più sporco cercano di addomesticarli
di farne un’immaginetta da dimenticare in solaio
il solaio delle cose perse da cui continuamente evado
così che possa stare bene al centro.
Io, sono il vostro centro.

Mi chiamo per non smettere mai di chiamarvi
voi che siete vittime e imputati allo stesso tempo
voi che in me siete per sempre coinvolti.

Vi conosco tutti, uno per uno, conosco i vostri volti, ogni dettaglio lo ricostruisco
ho un’infinita pazienza e il tempo mio si chiama “sempre” ed è adesso che si
svolge e vi travolge, con grande indulgenza.
Le cose non sono mai quello che sembrano.
Ricordate, ricordatemi.
mi chiamo Ilaria Alpi, sono morta il 20 marzo 1994

.

.
eflagrazioni di pens
essaggi pubblicitar
slogan presi pari pari dagli organi del
tigando su cose che non si sann

essaggi pubblicitar
resi pari pari dagli organi del pote
ndo c'erano destra e sinis

litigando su cose che non si sanno perché
pari pari a messaggi pubb
destra e sinistra solo nelle nostre t

he non si sanno o non vogliamo s
perché essere tutti contro tutti
ubblicitari al posto dei pensieri a

nostre teste come luoghi di conflitti
o non vogliamo sapere per riuscire a sopra
utti contro tutti è la strategia di sterminio

vvivere come amarcord di quando eravamo
voce del verbo essere
nascere
vivere
gioire
soffrire

mentre ora non
avere più
nulla nessuno tanto stato per niente nessuno stato
di saturazione di ebollizione di
rassegnazione di
aggressione di
e contro
cosa
fb/an - 16.9.2020

A me piaceva tanto quando c'era la realtà .
Mi manca .
mi manca da morire .
Quando' c'era la realtà c'erano i baci .
Quando c'era, la realtà, c'erano
gli abbracci .   E si vedevano le facce
della gente, i sorrisi. Balenavano squarci
di una cosa che chiamavamo futuro .
E c'erano tante cose da rivendicare .
Non così tanta paura .
Ma il coraggio di amare .
C'era .   L'ho vissuto .
E mi manca  .
Da morire  .
fb/an - 2.10.2020
Mi piacerebbe scrivere quello che penso
se mi fosse permesso farlo senza dovere controllare ogni singola parola .   Dovrei essere ortodosso a tutto ciò che oggi è imposto ma non ne sono capace .   La mia natura è quella del libero pensatore, ossia di colui che oggi ha i requisiti per un trattamento sanitario obbligatorio .   Allora l'autoemarginazione .

Allora un'immensa, sottaciuta ferita.
Restano i sogni, la notte.
I libri di un tempo.
Non questo.
fb/an - 14.10.2020

*

la poesia è come lo zucchero

se ne metti un cucchiaino nel caffè è ottimo

ma se ti mangi delle cucchiaiate di zucchero fa schifo

*

ULTIMA AVVERTENZA
State attenti
La poesia è una bambina
che nasce in questo momento
e se ne frega, dei vostri guai
e
non vi perdonerà
Mai

fb/an - 2.7.2019

*

facebook & ALDO NOVE
Hi Aldo
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