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Azar Nafisi Scrivere per continuare a vivere |
Il dovere di essere scrittore
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Azar Nafisi Scrivere per continuare a vivere
She is a visiting professor and the executive
director of Cultural Conversations at the Foreign Policy Institute
of Johns Hopkins University's School of Advanced International
Studies in Washington DC. |
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«Teheran
non può essere come Tienanmen», i mullah non possono massacrare la
gente per strada: non solo perché «sono divisi», ma perché non
avrebbero i mezzi per tacitare la popolazione magari soddisfacendola
su altri fronti, «ad esempio quello economico». Anna Guaita ilmessaggero.it
IRANIANA DISSIDENTE |
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Questa frequenza di risate
nel bel mezzo dell’intervista, e non solo di sorrisi aperti, è
decisamente insolita. Generalmente è tipica di “vecchi saggi”,
capaci di reagire in questo modo schietto e naturale, ad alcune
domande, prima di elaborare la risposta razionale. ...
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il velo: è un problema che riguarda solo le donne
orientali o c’è anche un’altra forma di velo che riguarda anche
l’Occidente?
il potere sovversivo dell'immaginazione
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Leggere Lolita a Teheran
http://www.italialibri.org/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=443
durant les premières
années que j'ai passées à l'étranger quand J'étais en pension en
angleterre et en suisse puis quand j'aI vécu auX états-unis j'ai
toujours redessiné les endroits où je me trouvais selon l'image que
j'aVAIs de l'iran.
La letteratura, dunque, come
antidoto all’incapacità di codificare la trama delle proprie vite.
Attraverso gli autori o i personaggi cui sono rispettivamente
dedicate le quattro parti in cui è suddivisa l’insolita
autobiografia della Nafisi. Lolita di Nabokov, espressione della
crudele confisca della vita di un individuo da parte di un altro;
James, “fallito coi fiocchi” nella sua ostinazione a scrivere opere
incomprese pur di non rinnegare se stesso; le controverse,
affascinanti eroine della Austen, capaci di sottrarsi all’aridità
del conformismo pur di “raggiungere quell’obiettivo sfuggente che
sta al cuore della democrazia: il diritto di scelta”. E il Grande
Gatsby, imputato d’eccezione in un indimenticabile processo, con
tanto di giudice e avvocati designati tra gli studenti, allestito -
contro l’integralismo borioso e monocorde- dalla grintosa Nafisi in
un’aula di università.
An
inspired blend of memoir and literary criticism,Reading Lolita in
Tehranis a moving testament to the power of art and its ability to
change and improve people's lives. In 1995, after resigning from her
job as a professor at a university in Tehran due to repressive
policies, Azar Nafisi invited seven of her best female students to
attend a weekly study of great Western literature in her home. Since
the books they read were officially banned by the government, the
women were forced to meet in secret, often sharing photocopied pages
of the illegal novels. For two years they met to talk, share, and "shed
their mandatory veils and robes and burst into color."
solo la fantasia e l’amore possono restituire l’uomo a se stesso
Azar Nafisi
ha insegnato in
vari atenei della capitale iraniana, prima di essere espulsa
dall'Università di Teheran nel 1997 per essersi rifiutata di portare
il velo. Oggi insegna Letteratura inglese alla Johns Hopkins
University.
azar nafisi - Le tensioni sociali, la discriminazione femminile, l'amore assoluto per la letteratura, nella storia che secondo Salman Rushdie ha fatto conoscere l'Iran di oggi meglio di qualunque reportage giornalistico. http://www.librisco.it/ 2005 |
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I libri sono come fiori recisi se non si da loro dell’acqua, non rimangono vivi. La storia di Sheherazade, per esempio, che rapporto può avere con la realtà? Nel suo caso si trattava di permettere al re di guardare il mondo con altri occhi, evocando la curiosità. Poesia e letteratura devono celebrare la vita. Ho lasciato l’Iran portandomi dietro solo libri di poesia e l’inglese mi ha dato la capacità di vedere dentro di me in un’altra lingua. Leggere e scrivere è come stare a casa festivaletteratura.it
You need imagination in order to imagine a future that doesn't exist http://www.identitytheory.com/interviews/birnbaum139.php http://www.barnesandnoble.com/writers/writer.asp?cid=1077313 http://www.iranian.ws/bio/women/azar_nafisi.htm http://video.google.it/videosearch?q=nafisi+azar&hl=it&sitesearch=# VIDEO
I would like to think of my own status as what you called 'citizen of the world' or a 'citizen of a portable world,' if not of the world.
LEGGERE LOLITA A TEHERAN - 2004 bibi e LA VOCE VERDE - 2006 Things I’ve Been Silent About - 2009
bibi e LA VOCE VERDE - La prima favola di AZar NafisI la nostra casa, le nostre idee, i nostri sogni possiamo portarli sempre con noi, anche se sono lontani
Bibi è triste, perché
papà e mamma hanno venduto la casa dove è sempre vissuta e dove
abitavano i suoi sogni. Nella casa nuova tutti si occupano del
fratellino appena nato e lei si sente sola. Non saprebbe come fare,
se un bruco trovato per caso non diventasse il suo migliore amico, e
non le insegnasse che la nostra casa, le nostre idee, i nostri sogni
possiamo portarli sempre con noi, anche se sono lontani.
Things I’ve Been Silent
About -
2009
Things I've Been Silent About Memories
introduces us to Nafisi's
father, once mayor of Tehran, who enchanted his daughter with
stories and later spent four years in jail by order of the Shah's
regime, and her mother, who was elected to the Iranian Parliament
but embittered by her husband's infidelities. Nafisi, who thinks of
her books as ''siblings,'' understands the connections that draw us
to the prose of Nabokov and Fitzgerald, Austen and James. But she
believes that truth has a unique resonance.
Asked about the book’s relevance for
contemporary Iranian society and Iranians, Nafisi pointed to the
importance of looking back and understanding the past in order to
explore the present.
Nafisi non n
Lei scrive: “Fa parte della cultura iraniana non rivelare le faccende private”. Però poi s’è decisa a scrivere le cose che non ha mai detto. Come mai? «Ero letteralmente ossessionata da questa storia, la mia storia. È lei stessa che mi ha cercato, io ho tentato solo di rimanerle fedele fino in fondo. È un cliché, ma è la verità. Dopo la morte dei miei genitori ho sentito l’esigenza, da un lato di saperne di più su di loro, dall’altro di gettare luce su un groviglio di emozioni e sentimenti inespressi che mi portavo dentro, da qualche parte». Ha iniziato Leggere Lolita a Teheran dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, nel 1997, e Le cose che non ho detto nel 2003, in seguito alla morte dei suoi genitori. Pensa che per scriverne, sia necessaria una certa distanza da chi abbiamo amato? «Entrambi i romanzi parlano di una perdita, di qualcosa o qualcuno che avevo molto amato. Credo ci voglia distanza dalla materia narrata, anche perché scrivere equivale a una dichiarazione di indipendenza e di autonomia. È un atto che comporta il diventare adulti. Ma la distanza è necessaria anche da noi stessi, perché io sono uno dei personaggi del libro». benedetta marietti - larepubblica.it - 2009
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Azar Nafisi is a professor at Johns Hopkins University. She won a fellowship from Oxford and taught English literature at the University of Tehran, the Free Islamic University and Allameh Tabatabai University in Iran. She was expelled from the University of Tehran for refusing to wear the veil and left Iran for America in 1997. She has written for The New York Times, The Washington Post, The Wall Street Journal and The New Republic, has appeared on countless radio and television programs, and is the author of Anti-Terra: A Critical Study of Vladimir Nabokov’s Novels. She lives in Washington, D.C., with her husband and two children. http://www.bookbrowse.com/biographies/index.cfm?author_number=910
Azar Nafisi
è nata a
Teheran nel 1950. Il padre era sindaco della città e la madre una
delle prime donne ad essere elette nel parlamento iraniano.
L’Iran è un paese con una società civile che sopporta con difficoltà un regime che impedisce la circolazione della cultura
che non può rompere
definitivamente con l’Occidente, che è costretto a misurarsi con la
letteratura occidentale, con la cinematografia e dunque con le
sollecitazioni che derivano da quei prodotti culturali (in termini
di desideri, parole, di immagini,…). Un regine che è costretto a
militarizzare la vita civile e che ancora a ventisette anni dalla
conquista del potere è sulla difensiva. Dunque un sistema
autoritario, chiuso nel suo stesso apparato culturale, diviso o
separato da un’opinione interna che ha maturato un distacco.
intervista - risultati elezioni presidenziali nel suo Paese:
“la cosa più importante
è stata la reazione della gente. Voi occidentali sbagliate a
focalizzare l’attenzione solo sulle élite politiche - gli iraniani
hanno detto forte e chiaro ciò che vogliono
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Kader Abdolah IL dovere di essere scrittore
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Sul suo viso emergono, a prima vista,
i baffi, per quanto sporgono compatti dal profilo, come se il volto
fosse cresciuto intorno e non viceversa. Poi la precisione e la
decisione dei gesti quando parla, come se a ciascuno volesse dare un
preciso significato. La sua abitudine a parlare coi gesti arriva da
lontano, dalla sua esperienza di figlio di sordomuto, riversata in
tutte le sue sfumature nel personaggio di Ismail in “Scrittura
cuneiforme”.....
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Quale può essere la funzione della poesia e
della letteratura di ponte per la costruzione di un mondo ancora con
idee universalistiche e non solo schiacciata dalla globalizzazione?
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In gioventù avevo due sogni: diventare uno scrittore famoso e diventare presidente. Ma la vita decise sempre diversamente. Improvvisamente mi sono trovato ad Amsterdam, città di nebbia, di pioggia e di freddo. Allora ho inforcato la mia bici e sono andato a scuola. Come ogni emigrato non ho avuto tempo di aspettare. Nella mia scrittura c’è confluenza tra olandese e persiano: si tratta di un nuovo olandese. Ho studiato fisica e matematica e pertanto scrivo con le regole della matematica e con la poesia della lingua persiana che in nederlandese, per via del suo carattere piovoso, diventa prosa che contiene poesia. Noi immigrati abbiamo cambiato i colori dell’Olanda. L’Italia ha ancora paura, ma non può continuare a vivere di una bellezza superflua. Ormai la situazione è pronta per una letteratura ed un cinema fatti anche di altri colori.
HO COMINCIATO A SCRIVERE IN NEDERLANDESE CON 150 PAROLE. LO STESSO NUMERO DI PAROLE USATE PER PARLARE CON MIO PADRE SORDOMUTO E CHE NON SAPEVA LEGGERE. VOLEVO USARE PAROLE SEMPLICI MA PESANTI. OGNI PAROLA NE CONTENEVA MOLTE ALTRE.
le piramidi egiziane Sono molto semplici e
molto forti, e ci raccontano una storia molto grande e antica. Ho
provato nello stesso modo a scrivere. In modo semplice ma forte: una
pietra, una pietra, una pietra, per un libro semplice e forte.
Kader Abdolah è lo pseudonimo di Hossein Sadjadi Ghaemmaghami Farahani, www.iperborea.com/web/autori/kader.htm www.girodivite.it/antenati/xxisec/_abdolah.htm
I've fought for freedom. But
for me, freedom can be a nightmare. The Dutch language in my mind is
overflowing the banks of my mother tongue. Sometimes I cry out:
help, bring in the sandbags, the dike of my mother tongue is about
to burst! But I'm the attacker. That's the tragedy of a writer on
the run. I'm a whale who can swim in Dutch waters.
http://web.uniud.it www.lastampa.it
www.lastampa.it
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Scrittura cuneiforme zam.it www.centroastalli.it/dl/Impaginato.pdf
C'était ainsi. Nous devions chacun
adapter notre pas à celui de l'autre. In questo momento sono seduto alla mia scrivania nel sottotetto e guardo fuori dalla finestra. Tutto è nuovo qui, il terreno odora ancora di pesce, gli alberi sono giovani, i nidi degli uccelli sono fatti di ramoscelli teneri, non esistono parole antiche, antiche storie d’amore, né l’odio di antiche liti. Negli appunti di mio padre, invece, tutto è antico, le montagne, il pozzo, la grotta, la scrittura cuneiforme, persino la ferrovia, e per questo non oso metter mano alla penna. Non penso che si possa scrivere UN ROMANZo su questa terra nuova scrittura cuneiforme
www.365bookmark.it
Ritratti e un vecchio sogno - rinascita dell'afrikaans
all'Olanda e alla Persia si aggiunge un nuovo scenario, il Sud
Africa, strettamente congiunto con la nuova vita dell'esule
iraniano, che questa volta nella finzione letteraria si chiama Davud
ed è un giornalista trasferitosi per motivi politici nei Paesi
Bassi. Senza questa seconda parte della sua esistenza, che lo ha
costretto a familiarizzare con il nederlandese (inteso come
espressione di una nuova identità), il viaggio nel Paese del
post-apartheid avrebbe assunto un diverso significato.
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Il viaggio delle bottiglie
vuote cafeletterario.it
Non si fugge mai da qualcosa
. si torna sempre indietro. Andare via non esiste Tornare sì. Si
vola lontano, si vola in alto, ma si ricade sempre sul luogo dal
quale si è partiti. benché fosse la legge della fuga non volevo
cadere nello stesso posto. Volevo crescere....
viaggio delle bottiglie vuote |
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Kader Abdolah (born 1952 in Iran) studied physics in Tehran and was active in the student resistance. He published two novels about life under the Khomeini regime before fleeing his homeland in 1985. At the invitation of the United Nations, he arrived in the Netherlands as a political refugee in 1988. He quickly mastered the language and has now written and published four books: The Eagles (1993), a collection of short stories which won an award for bestselling literary debut; The Girls and the Partisans (1995); The Journey of the Empty Bottles (1997); and Cuneiform (2000). In 1997, Abdolah received the Dutch Media Prize for his collected columns from De Volkskrant. wordswithoutborders.org
Kader Abdolah, nato in Iran nel 1954, ha pubblicato due libri nel suo paese prima di essere costretto all’esilio.
www.festivaletteratura.it/2004/schedaautore2003.php?autid=916&ed=2003
2008 LA CASA DELLA MOSCHEA 2007 RITRATTI E UN VECCHIO SOGNO 2006 My Father's Notebook
2005
premio grinzane 2009 - narrativa straniera - Kader Abdolah - La casa della moschea
Letterature 2009: I MOTI DELLA LUNA
KADER ABDOLAH
legge l'inedito
L'ayatollah e la luna iniziativa.info - 2009
LA CASA DELLA MOSCHEA Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell'incipitDEL ROMANZo . Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall'intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell'imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all'entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell'azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell'emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall'esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente,IL ROMANZo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell'Iran. ibs
best seller 2008 - Corano per migliorare la comprensione interculturale .. il comandante del corpo di polizia di Amsterdam-Amstelland ha annunciato che i suoi agenti potranno comprare a meta' prezzo la traduzione, a coprire la differenza ci pensera' lui.
Abdolah ha impiegato oltre due anni per il
lavoro, ha tradotto direttamente dall'arabo classico una vecchia
copia di proprieta' del padre, con l'ausilio di quattro versioni in
persiano e cinque olandesi. Non basta, Abdolah ha anche consultato
un'opera medievale di interpretazione del testo dell'esperto
coranico Tabani. In caso di disperazione, ha raccontato, si e'
rivolto al suo vecchio zio ultranovantenne che vive in Iran.
corsi di lingua neerlandese http://www.facli.unibo.it/Lingue/Studenti/Servizio+Orientamento/sceltalingue/nederlandese.htm |
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