Azar Nafisi

Scrivere per continuare a vivere

Kader Abdolah

Il dovere di essere scrittore

 

         

Azar Nafisi

Scrivere per continuare a vivere

 

 

 

 

 

She is a visiting professor and the executive director of Cultural Conversations at the Foreign Policy Institute of Johns Hopkins University's School of Advanced International Studies in Washington DC.
Nafisi is a professor of aesthetics, culture and literature, and teaches courses on the relation between culture and politics.
english.aljazeera.net

«Teheran non può essere come Tienanmen», i mullah non possono massacrare la gente per strada: non solo perché «sono divisi», ma perché non avrebbero i mezzi per tacitare la popolazione magari soddisfacendola su altri fronti, «ad esempio quello economico».
Azar Nafisi -  docente di letteratura alla JOHNS HOPKINS UNIVERSITY

Anna Guaita ilmessaggero.it

IRANIANA DISSIDENTE
Per il momento partecipo solo con il cuore e la testa. Presto spero di esserci anche fisicamente
Per Azar Nafisi, «
quando non puoi mettere il rossetto, quando non puoi mostrare i capelli, quando non puoi ballare e cantare, allora la lotta non può essere solo politica. Stai lottando per essere quello che sei, per sviluppare la tua dignità di individuo». A suo avviso, la religione è «un'altra vittima dello Stato. L'Iran ha al suo interno molte differenti interpretazioni dell'Islam e di altri culti, ma i religiosi che non si allineano vengono perseguitati e incarcerati».
cosa può fare l'Occidente ?
«Ogni movimento ha bisogno di alleati. La democrazia in Iran conviene a tutti».
iltempo.ilsole24ore.com - 2010

Questa frequenza di risate nel bel mezzo dell’intervista, e non solo di sorrisi aperti, è decisamente insolita. Generalmente è tipica di “vecchi saggi”, capaci di reagire in questo modo schietto e naturale, ad alcune domande, prima di elaborare la risposta razionale.   ...
luciano minerva - rainews24 incontri

 

il velo: è un problema che riguarda solo le donne orientali o c’è anche un’altra forma di velo che riguarda anche l’Occidente?
Sì, c’è anche un aspetto diverso. All'inizio del ventesimo secolo una meravigliosa donna araba scrisse un libro su sette tipi di velo. Parlò di quello che è il velo reale, poi passò a descrivere il velo dell'ignoranza, per esempio. Noi ci creiamo i nostri veli, noi sovrapponiamo la nostra immagine a quella che gli altri hanno di noi, cerchiamo di nascondere agli altri ciò che è privato ed essenziale e in Occidente ci sono dei modi per dire alle donne a che cosa dovrebbero somigliare, come ci si aspetta che debbano agire.

http://www.rainews24.it

il potere sovversivo dell'immaginazione  
15 giugno 2004 Festival internazionale delle Letterature.       http://www.adelphi.it/

Leggere Lolita a Teheran
“La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell’Uomo venga aggiunta la voce: diritto all’immaginazione. Ormai mi sono convinta che la vera democrazia non può esistere senza la libertà di immaginazione e il diritto di usufruire liberamente delle opere di fantasia. Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri; bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti. Altrimenti, come facciamo a sapere che siamo esistiti?”
 

http://www.italialibri.org/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=443

 

 

durant les premières années que j'ai passées à l'étranger quand J'étais en pension en angleterre et en suisse puis quand j'aI vécu auX états-unis j'ai toujours redessiné les endroits où je me trouvais selon l'image que j'aVAIs de l'iran.
lire lolita à téhéran pag 103

 

La letteratura, dunque, come antidoto all’incapacità di codificare la trama delle proprie vite. Attraverso gli autori o i personaggi cui sono rispettivamente dedicate le quattro parti in cui è suddivisa l’insolita autobiografia della Nafisi. Lolita di Nabokov, espressione della crudele confisca della vita di un individuo da parte di un altro; James, “fallito coi fiocchi” nella sua ostinazione a scrivere opere incomprese pur di non rinnegare se stesso; le controverse, affascinanti eroine della Austen, capaci di sottrarsi all’aridità del conformismo pur di “raggiungere quell’obiettivo sfuggente che sta al cuore della democrazia: il diritto di scelta”. E il Grande Gatsby, imputato d’eccezione in un indimenticabile processo, con tanto di giudice e avvocati designati tra gli studenti, allestito - contro l’integralismo borioso e monocorde- dalla grintosa Nafisi in un’aula di università.
Definito sul retro di copertina uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati, il volume della Nafisi definisce con delicato affetto e avvincente linearità la complessa vicenda dell’Uomo, tra felicità e follia.

Con un’inattesa, retrospettiva dichiarazione d’intenti   -   voglio scrivere un libro in cui ringrazio la Repubblica islamica per tutto quello che mi ha insegnato - ad amare Henry James e Jane Austen e il gelato e la libertà  -       

http://www.ilsole24ore.com/  

 

An inspired blend of memoir and literary criticism,Reading Lolita in Tehranis a moving testament to the power of art and its ability to change and improve people's lives. In 1995, after resigning from her job as a professor at a university in Tehran due to repressive policies, Azar Nafisi invited seven of her best female students to attend a weekly study of great Western literature in her home. Since the books they read were officially banned by the government, the women were forced to meet in secret, often sharing photocopied pages of the illegal novels. For two years they met to talk, share, and "shed their mandatory veils and robes and burst into color."
www.amazon.com

 

 

  solo la fantasia e l’amore possono restituire l’uomo a se stesso 

 

 

Azar Nafisi

ha insegnato in vari atenei della capitale iraniana, prima di essere espulsa dall'Università di Teheran nel 1997 per essersi rifiutata di portare il velo. Oggi insegna Letteratura inglese alla Johns Hopkins University.
....dovuto cimentarsi in un’impresa fra le più ardue, e cioè spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi islamica una delle più temibili incarnazioni dell’Occidente: la sua letteratura. Per riuscirci, è stata costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero al tempo stesso efficaci per gli studenti e innocue per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati – e insieme una magnifica beffa giocata a chiunque cerchi di interdirla

www.adelphi.it/

 

azar nafisi - Le tensioni sociali, la discriminazione femminile, l'amore assoluto per la letteratura, nella storia che secondo Salman Rushdie ha fatto conoscere l'Iran di oggi meglio di qualunque reportage giornalistico.    http://www.librisco.it/    2005

I libri sono come fiori recisi

se non si da loro dell’acqua, non rimangono vivi. La storia di Sheherazade, per esempio, che rapporto può avere con la realtà? Nel suo caso si trattava di permettere al re di guardare il mondo con altri occhi, evocando la curiosità. Poesia e letteratura devono celebrare la vita. Ho lasciato l’Iran portandomi dietro solo libri di poesia e l’inglese mi ha dato la capacità di vedere dentro di me in un’altra lingua. Leggere e scrivere è come stare a casa

festivaletteratura.it

 

 

You need imagination in order to imagine a future that doesn't exist

http://www.identitytheory.com/interviews/birnbaum139.php

http://www.barnesandnoble.com/writers/writer.asp?cid=1077313

http://www.iranian.ws/bio/women/azar_nafisi.htm

http://video.google.it/videosearch?q=nafisi+azar&hl=it&sitesearch=#       VIDEO

 

I would like to think of my own status as what you called

'citizen of the world' or a 'citizen of a portable world,'

if not of the world.

 

 

LEGGERE LOLITA A TEHERAN  -  2004

bibi e LA VOCE VERDE - 2006

Things I’ve Been Silent About  -  2009

 

 

bibi e LA VOCE VERDE -  La prima favola di AZar NafisI  

la nostra casa, le nostre idee, i nostri sogni possiamo portarli sempre con noi,

anche se sono lontani

Bibi è triste, perché papà e mamma hanno venduto la casa dove è sempre vissuta e dove abitavano i suoi sogni. Nella casa nuova tutti si occupano del fratellino appena nato e lei si sente sola. Non saprebbe come fare, se un bruco trovato per caso non diventasse il suo migliore amico, e non le insegnasse che la nostra casa, le nostre idee, i nostri sogni possiamo portarli sempre con noi, anche se sono lontani.
bol.it - 2006

 

Things I’ve Been Silent About  -  2009
Azar Nafisi tells of her struggles with both mother and country.
“I do not mean this book to be a political or social commentary, or a useful life story,” she writes. “I want to tell the story of a family that unfolds against the backdrop of a turbulent era in Iran’s political and cultural history.”
The story of Nafisi’s family spans a turbulent era indeed.

features.csmonitor.com - 2009

Things I've Been Silent About Memories

introduces us to Nafisi's father, once mayor of Tehran, who enchanted his daughter with stories and later spent four years in jail by order of the Shah's regime, and her mother, who was elected to the Iranian Parliament but embittered by her husband's infidelities. Nafisi, who thinks of her books as ''siblings,'' understands the connections that draw us to the prose of Nabokov and Fitzgerald, Austen and James. But she believes that truth has a unique resonance.
''She wanted me to have what she never had,'' says Nafisi, the mother of a grown daughter and a son. ``Mothers are always trying to imagine their daughters doing things they never did and going places they've never gone and being who they were not. But, on the other hand, my mother also resented me for going places she had never gone. She never forgave my father or me and my brother for what she never had in life. She was so deprived, and that made her bitter.
connie ogle - miamiherald.com
It’s difficult imagining Azar Nafisi silent. Words pour from her rouged lips between sips of tea in the Watergate building of Washington DC, her adopted city. The Iranian émigré and author of Reading Lolita in Tehran: A Memoir in Books knows life under tyranny and doesn’t take free speech for granted.
thetimes.co.za - 2009

Asked about the book’s relevance for contemporary Iranian society and Iranians, Nafisi pointed to the importance of looking back and understanding the past in order to explore the present.
televisionwashington.com - 2009

 

Nafisi non nasconde i tradimenti del padre e il rifugio trovato dalla madre in un mondo fantastico, lontano dalla dolorosa realtà.
"La maggior parte degli uomini - racconta - tradisce la moglie per avere un'amante. Mio padre tradiva mia madre perché non si sentiva amato. Io lo vedevo infelice e mi sentivo quasi in dovere di riempire i vuoti della sua vita" in quella che anche per lei è una convivenza dolorosa….
"io non credo - dice la scrittrice - che si debba rimanere zitti, perché, in un modo o nell'altro, ci raccontiamo attraverso le persone che diventiamo".

mauretta capuano - ansa.it - 2009

 

Lei scrive: “Fa parte della cultura iraniana non rivelare le faccende private”. Però poi s’è decisa a scrivere le cose che non ha mai detto. Come mai?

«Ero letteralmente ossessionata da questa storia, la mia storia. È lei stessa che mi ha cercato, io ho tentato solo di rimanerle fedele fino in fondo. È un cliché, ma è la verità. Dopo la morte dei miei genitori ho sentito l’esigenza, da un lato di saperne di più su di loro, dall’altro di gettare luce su un groviglio di emozioni e sentimenti inespressi che mi portavo dentro, da qualche parte». Ha iniziato Leggere Lolita a Teheran dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, nel 1997, e Le cose che non ho detto nel 2003, in seguito alla morte dei suoi genitori. Pensa che per scriverne, sia necessaria una certa distanza da chi abbiamo amato? «Entrambi i romanzi parlano di una perdita, di qualcosa o qualcuno che avevo molto amato. Credo ci voglia distanza dalla materia narrata, anche perché scrivere equivale a una dichiarazione di indipendenza e di autonomia. È un atto che comporta il diventare adulti. Ma la distanza è necessaria anche da noi stessi, perché io sono uno dei personaggi del libro».

benedetta marietti - larepubblica.it - 2009

 

 

Azar Nafisi is a professor at Johns Hopkins University. She won a fellowship from Oxford and taught English literature at the University of Tehran, the Free Islamic University and Allameh Tabatabai University in Iran. She was expelled from the University of Tehran for refusing to wear the veil and left Iran for America in 1997. She has written for The New York Times, The Washington Post, The Wall Street Journal and The New Republic, has appeared on countless radio and television programs, and is the author of Anti-Terra: A Critical Study of Vladimir Nabokov’s Novels. She lives in Washington, D.C., with her husband and two children.

http://www.bookbrowse.com/biographies/index.cfm?author_number=910

Azar Nafisi è nata a Teheran nel 1950. Il padre era sindaco della città e la madre una delle prime donne ad essere elette nel parlamento iraniano.
cultnetworkitalia.com


le grandi eroine, le regine guerriere, le combattenti che armate di niente altro che della forza della ragione e del coraggio ........ Parlo di ..... Azar Nafisi........  e tutte le altre che hanno osato parlare in nome dell’umanità contro la barbarie, la ferocia, la crudeltà, il sadismo e l’idiozia e stanno pagando con il costante pericolo della loro vita il bene inestimabile del pensiero libero.
Silvana De Mari - fantasymagazine.it

 

L’Iran è un paese con una società civile che sopporta con difficoltà un regime che impedisce la circolazione della cultura

che non può rompere definitivamente con l’Occidente, che è costretto a misurarsi con la letteratura occidentale, con la cinematografia e dunque con le sollecitazioni che derivano da quei prodotti culturali (in termini di desideri, parole, di immagini,…). Un regine che è costretto a militarizzare la vita civile e che ancora a ventisette anni dalla conquista del potere è sulla difensiva. Dunque un sistema autoritario, chiuso nel suo stesso apparato culturale, diviso o separato da un’opinione interna che ha maturato un distacco.
Per quanto lento sia questo processo, afferma Nafisi, quello di Ahmadiejad è solo l’ultima fase – lunga ma non eterna – di un’agonia. Non sarà indolore il processo. Sarà carico di violenza ideologica, di oppressione, di tirannide, ma il futuro è “oltre”.

www.caffeeuropa.it

 

 

intervista   -  risultati elezioni presidenziali nel suo Paese:

“la cosa più importante è stata la reazione della gente. Voi occidentali sbagliate a focalizzare l’attenzione solo sulle élite politiche - gli iraniani hanno detto forte e chiaro ciò che vogliono
LaRepubblica - medarabnews.com - 2009

 

     

 

      

Kader Abdolah

IL dovere di essere scrittore

 

 

Sul suo viso emergono, a prima vista, i baffi, per quanto sporgono compatti dal profilo, come se il volto fosse cresciuto intorno e non viceversa. Poi la precisione e la decisione dei gesti quando parla, come se a ciascuno volesse dare un preciso significato. La sua abitudine a parlare coi gesti arriva da lontano, dalla sua esperienza di figlio di sordomuto, riversata in tutte le sue sfumature nel personaggio di Ismail in “Scrittura cuneiforme”.....
luciano minerva - rainews24 incontri

 

 

Quale può essere la funzione della poesia e della letteratura di ponte per la costruzione di un mondo ancora con idee universalistiche e non solo schiacciata dalla globalizzazione?
In questi tempi, in questi tempi difficili e duri, quando si combatte, quando si è divisi, quando si ha paura degli stranieri, nel tempo in cui c’è la guerra e il terrorismo, c’è un solo linguaggio per capirsi gli uni con gli altri, per raggiungersi, ed è la poesia e la letteratura. Solo con la letteratura, la poesia e le storie posso raggiungervi e voi potete capirmi. Devo usare questo come arma, devo usare la poesia come un carro armato, come un cannone, la poesia è un cannone.    

www.rainews24.it

 

In gioventù avevo due sogni: diventare uno scrittore famoso e diventare presidente.

Ma la vita decise sempre diversamente. Improvvisamente mi sono trovato ad Amsterdam, città di nebbia, di pioggia e di freddo. Allora ho inforcato la mia bici e sono andato a scuola. Come ogni emigrato non ho avuto tempo di aspettare. Nella mia scrittura c’è confluenza tra olandese e persiano: si tratta di un nuovo olandese. Ho studiato fisica e matematica e pertanto scrivo con le regole della matematica e con la poesia della lingua persiana che in nederlandese, per via del suo carattere piovoso, diventa prosa che contiene poesia. Noi immigrati abbiamo cambiato i colori dell’Olanda. L’Italia ha ancora paura, ma non può continuare a vivere di una bellezza superflua. Ormai la situazione è pronta per una letteratura ed un cinema fatti anche di altri colori.  

www.bol.it

 

 

HO COMINCIATO A SCRIVERE IN NEDERLANDESE CON 150 PAROLE. LO STESSO NUMERO DI PAROLE USATE PER PARLARE CON MIO PADRE SORDOMUTO E CHE NON SAPEVA LEGGERE.

VOLEVO USARE PAROLE SEMPLICI MA PESANTI. OGNI PAROLA NE CONTENEVA MOLTE ALTRE.

le piramidi egiziane Sono molto semplici e molto forti, e ci raccontano una storia molto grande e antica. Ho provato nello stesso modo a scrivere. In modo semplice ma forte: una pietra, una pietra, una pietra, per un libro semplice e forte.
 


insieme cambieremo l’Europa e questo richiede tempo: i prossimi cinquanta o cento anni faremo un’Europa molto forte, con questi cattivi ragazzi che stanno arrivando qui.

 

Kader Abdolah è lo pseudonimo di Hossein Sadjadi Ghaemmaghami Farahani,

www.iperborea.com/web/autori/kader.htm

www.girodivite.it/antenati/xxisec/_abdolah.htm

 

 

I've fought for freedom. But for me, freedom can be a nightmare. The Dutch language in my mind is overflowing the banks of my mother tongue. Sometimes I cry out: help, bring in the sandbags, the dike of my mother tongue is about to burst! But I'm the attacker. That's the tragedy of a writer on the run. I'm a whale who can swim in Dutch waters.         http://web.uniud.it


Una volta pensavo che fosse possibile fare tutto, decidere tutto, ma poi ho capito che a volte sono gli altri a decidere per te. Non avevo alcuna intenzione di studiare il nederlandese, ma all'improvviso ho dovuto farlo, altrimenti sarei morto, sia da un punto di vista creativo che spirituale. La vita ha deciso, e io ho obbedito alla vita.

www.lastampa.it


Gli studenti non possono cambiare le cose, perché non esiste alcun contatto tra loro e il popolo. Quando ero all’Università volevo cambiare il mondo, e non funzionò. Gli studenti non possono fare nulla in Patria, ma sono un termometro. Se oggi gridano il loro desiderio di libertà, sappiamo che tra vent'anni la otterremo. Quindi c'è speranza.
   

www.lastampa.it

  

 

Scrittura cuneiforme
La Storia dei potenti si intreccia con la vita semplice, spesso sofferta, sempre intensa, degli umili, l’amore di Ismail, carico di nostalgia, per la patria con quello intimo e dolente per il padre, gli ideali di giustizia e libertà con l’impegno a parlare per chi non può più farlo. E ancora una volta, l’incontro tra Persia e occidente, tra impervie montagne iraniane e dune olandesi, tra poesia, icastica e lieve, e una lingua sobria ed essenziale, intesse motivi inattesi e preziosi, figure mitiche e fiabesche nella trama della nostra cultura.

zam.it

www.festivaletteratura.it/

www.centroastalli.it/dl/Impaginato.pdf


si j'avais eu un autre père je n'aurais peut-être pas éprouvé le besoin d'entrer en contact avec ce mouvement ou je ne serais pas allé si loin. aussi au fond des choses. Être le fils d'un tel père m'amenait me conduisait me poussait dans cette direction.

C'était ainsi. Nous devions chacun adapter notre pas à celui de l'autre.
cunéiforme - pag.208

In questo momento sono seduto alla mia scrivania nel sottotetto e guardo fuori dalla finestra. Tutto è nuovo qui, il terreno odora ancora di pesce, gli alberi sono giovani, i nidi degli uccelli sono fatti di ramoscelli teneri, non esistono parole antiche, antiche storie d’amore, né l’odio di antiche liti. Negli appunti di mio padre, invece, tutto è antico, le montagne, il pozzo, la grotta, la scrittura cuneiforme, persino la ferrovia, e per questo non oso metter mano alla penna. Non penso che si possa scrivere UN ROMANZo su questa terra nuova   scrittura cuneiforme


l’incontro tra Persia e occidente, tra impervie montagne iraniane e dune olandesi, tra poesia, icastica e lieve, e una lingua sobria ed essenziale, intesse motivi inattesi e preziosi, figure mitiche e fiabesche nella trama della nostra cultura.   

www.365bookmark.it

 

 

 

Ritratti e un vecchio sogno - rinascita dell'afrikaans

all'Olanda e alla Persia si aggiunge un nuovo scenario, il Sud Africa, strettamente congiunto con la nuova vita dell'esule iraniano, che questa volta nella finzione letteraria si chiama Davud ed è un giornalista trasferitosi per motivi politici nei Paesi Bassi. Senza questa seconda parte della sua esistenza, che lo ha costretto a familiarizzare con il nederlandese (inteso come espressione di una nuova identità), il viaggio nel Paese del post-apartheid avrebbe assunto un diverso significato.
O meglio, sarebbe stato privo della profonda fascinazione per l'afrikaans, l'olandese dei coloni di un tempo, «che aveva accolto il colore e lo spirito dell'Africa». Lingua che Davud riesce a capire e che lo sorprende per la sua tenace vitalità. Quando visita a Città del Capo la prima fortezza coloniale olandese, del '600, osserva come gli uomini fossero ormai scomparsi, il loro castello invecchiato, la lingua invece si era rinnovata.

www.liberta.it
www.studentskazalozba.si

 

 

 

Il viaggio delle bottiglie vuote
"Le gocce di pioggia picchiettavano ora distintamente sulle bottiglie vuote. Le bottiglie erano sull'erba ai miei piedi, ma io sentivo un ticchettio, un ticchettio di gocce alle mie spalle. Mi girai. Vidi un mucchio di bottiglie vuote, allineate una accanto all'altra nel buio. Sul punto di partire. Per cominciare il loro viaggio. Il viaggio delle bottiglie vuote."

cafeletterario.it

 

 

Non si fugge mai da qualcosa . si torna sempre indietro. Andare via non esiste Tornare sì. Si vola lontano, si vola in alto, ma si ricade sempre sul luogo dal  quale si è partiti. benché fosse la legge della fuga non volevo cadere nello stesso posto. Volevo crescere....
Una volta nessuno sapeva leggere e scrivere. La carta non esisteva ancora.  Per questo il re ordinò che la sua parola fosse scolpita sulla parete di questa grotta. Tutti gli stranieri che vengono quassù a dorso di mulo lo fanno per leggere questa storia del re. Prendi il quaderno e la penna

viaggio delle bottiglie vuote

VIDEO

 

Kader Abdolah

(born 1952 in Iran) studied physics in Tehran and was active in the student resistance. He published two novels about life under the Khomeini regime before fleeing his homeland in 1985. At the invitation of the United Nations, he arrived in the Netherlands as a political refugee in 1988. He quickly mastered the language and has now written and published four books: The Eagles (1993), a collection of short stories which won an award for bestselling literary debut; The Girls and the Partisans (1995); The Journey of the Empty Bottles (1997); and Cuneiform (2000). In 1997, Abdolah received the Dutch Media Prize for his collected columns from De Volkskrant.

wordswithoutborders.org

Kader Abdolah, nato in Iran nel 1954, ha pubblicato due libri nel suo paese prima di essere costretto  all’esilio.   

www.festivaletteratura.it/2004/schedaautore2003.php?autid=916&ed=2003

 

2008

LA CASA DELLA MOSCHEA

2007

RITRATTI E UN VECCHIO SOGNO

2006

My Father's Notebook

2005
Calila e Dimna
2003
Scrittura cuneiforme
2001 + 2006
Il viaggio delle bottiglie vuote

www.unilibro.it

 

 

premio grinzane 2009  -  narrativa straniera   -   Kader Abdolah  -  La casa della moschea

 

 

Letterature 2009: I MOTI DELLA LUNA  KADER ABDOLAH

legge l'inedito L'ayatollah e la luna

iniziativa.info - 2009

 

 

 

 

LA CASA DELLA MOSCHEA

Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell'incipitDEL ROMANZo . Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall'intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell'imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all'entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell'azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell'emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall'esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente,IL ROMANZo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell'Iran.

ibs

 

 

best seller 2008  - Corano
IN VETTA ALLE CLASSIFICHE.... moderna traduzione in olandese del Corano di  Kader Abdolah che vive a Breda, una cittadina nel sud dell'Olanda. Il Sacro Libro dell'Islam viene venduto in coppia insieme al volume 'De Boodschapper' (il messaggero) sulla vita del Profeta Maometto. ... successo inaspettato ... Il traduttore ha fatto parlare di se' anche perche' ha deciso di regalare alla regina Beatrice d'Olanda la prima copia dell'opera. ..

per migliorare la comprensione interculturale .. il comandante del corpo di polizia di Amsterdam-Amstelland ha annunciato che i suoi agenti potranno comprare a meta' prezzo la traduzione, a coprire la differenza ci pensera' lui.

Abdolah ha impiegato oltre due anni per il lavoro, ha tradotto direttamente dall'arabo classico una vecchia copia di proprieta' del padre, con l'ausilio di quattro versioni in persiano e cinque olandesi. Non basta, Abdolah ha anche consultato un'opera medievale di interpretazione del testo dell'esperto coranico Tabani. In caso di disperazione, ha raccontato, si e' rivolto al suo vecchio zio ultranovantenne che vive in Iran.
aduc immigrazione
ilgiornale.it

 


Se fossi arrivato 30 anni fa non sarebbe stato possibile cambiare la mia lingua e gli olandesi non avrebbero avuto bisogno di un Kader Abdolah. Ma vent’anni fa  milioni di persone sono arrivate in Europa dal resto del mondo e con loro anche la paura di ciò che non si conosce
ilgiornale.it

 

corsi di lingua neerlandese

  http://www.facli.unibo.it/Lingue/Studenti/Servizio+Orientamento/sceltalingue/nederlandese.htm

http://www.sslmit.univ.trieste.it/pageview?pid=133

       

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