HARUKI MURAKAMI

12 gennaio 1949    kyoto

村上 春樹

MURAKAMI HARUKI




 

 

In un bel giorno di primavera - nell'Aprile del 1974  -  stavo sdraiato su un prato, bevendo una birra e guardando una partita di baseball  e  improvvisamente decisi di scrivere il mio primo romanzo Kaze no uta o kike/Ascolta la canzone nel vento 
. pubblicato nel 1979 e premio Gunzo - Gunzou Shinjin Sho/migliore scrittore emergente

. Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna   -   4 dicembre 2009

1977 -  il jazz bar  'peter cat'  aveva  un grande  Cheshire cat  come insegna e all'interno decorazioni feline ovunque

vive negli usa ed e un appassionato marathon runner


1997 - Amo la cultura pop : i Rolling Stones, i Doors, David Lynch, questo genere di cose. Non mi piace ciò che è elitario. Amo i film del terrore, Stephen King, Raymond Chandler, e i polizieschi. Ma non è questo ciò che voglio scrivere. Quello che voglio fare è usarne le strutture, non il contenuto.    Mi piace mettere i miei contenuti in queste strutture.    Questa è la mia via, il mio stile.     Perciò non piaccio né agli scrittori di consumo né ai letterati seri.    lo sono a metà strada, e cerco di fare qualcosa di nuovo ... Scrivo storie strane, bizzarre. Non so perché mi piaccia tanto tutto ciò che è strano. In realtà, sono un uomo molto razionale.      Non credo alla New Age, né alla reincarnazione, ai sogni, ai tarocchi, all'oroscopo ...  Ma quando scrivo, scrivo cose bizzarre.      Non so perché.       Piú sono serio, piú divento balzano e contorto ...

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La vita è come uno spartito complesso.
Piena di semicrome e biscrome, di segni strani, di annotazioni dal significato oscuro. Decifrarla è un’impresa ardua, e anche a saperla leggere correttamente, anche a saperla trasformare nella musica più bella, non è detto che poi la gente la capisca e l’apprezzi nel suo giusto valore .  -HM

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Haruki Murakami

- PLURICANDIDATO AL PREMIO NOBEL  

- Novelist -  short-story writer  -  essayist -  translator

- Fiction -  surrealism -  magical realism -  science fiction -  Bildungsroman -  picaresque -  realism

- nato il 12 gennaio del 1949 a Kyoto

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Suo padre, Chiaki, è figlio di un monaco buddhista ed è stato lui stesso per un po' di tempo monaco nel tempio di famiglia; mentre la madre, Miyuki, è figlia di un commerciante di Osaka. I suoi genitori si sono conosciuti perché erano entrambi insegnanti di letteratura giapponese in un liceo.
La vita di Murakami è stata segnata, sin da piccolo, da una grande mobilità. A un anno, infatti, Haruki si trasferisce nella città di Ashiya, nella prefettura di Hyogo. Poco dopo si trasferisce a Kobe, ed è qui che trascorre la sua infanzia e che, grazie all'ambiente multiculturale di questa città, comincia a entrare in contatto con letterati stranieri e a leggere libri inglesi. Al liceo, inizia a scrivere nel giornale della sua scuola e successivamente si iscrive alla facoltà di letteratura dell'università Waseda di Tokyo.
Nel 1968, durante il primo anno di università, conosce Yoko Takahashi, classe 1948, figlia di un commerciante di futon di Tokyo, che diverrà sua futura moglie. Sono gli anni delle grandi rivolte studentesche, e Haruki vive quel periodo in maniera estremamente libera ...
Nell'ottobre del 1971, Murakami sposa Yoko. Subito dopo il matrimonio, i due si trasferiscono nella casa del padre di lei. A questo punto, Haruki lascia l'università per un anno, cominciando a lavorare per una stazione tv. Tuttavia questo impiego non lo soddisfa, e così lui e la moglie prendono la decisione di aprire un jazz bar.
http://movieplayer.it/haruki-murakami
www.treccani.it/enciclopedia/haruki-murakami 

www.lintellettualedissidente.it/haruki-murakami

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Haruki Murakami ha chiesto che venga ritirata la sua nomination     per il nuovo premio per la letteratura istituito dall’Accademia svedese ...   è stato nominato ad agosto come uno dei 4 finalisti del New Academy Prize in Literature. L’organizzatore del premio, la New Academy, ha precisato che Murakami ha espresso la sua gratitudine per la nomination, ma ha anche manifestato l’intenzione di concentrarsi esclusivamente sulla sua scrittura.
askanews - 2018

Japanese author Haruki Murakami has asked for the withdrawal of his nomination for an alternative to the Nobel Prize in Literature

japantimes.co.jp - 2018

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To tell the truth

from my teens to my early twenties, I read hardly any Japanese fiction -hm
https://lithub.com/haruki-murakami-short-fiction - a brief history of japanese short fiction according to me

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Haruki Murakami è nato il 12 gennaio del 1949 a Kyoto ed è cresciuto a Kobe.
Grande appassionato di letteratura e di musica nel 1974, intanto, aveva deciso di aprire un jazz bar insieme alla moglie a Tokyo che gestirà fino alla sua chiusura nel 1981: un'esperienza che sarà estremamente importante per lui, tanto da spingerlo a dichiarare in seguito che se non avesse avuto quel bar, non avrebbe mai iniziato a scrivere libri ... 
larecherche.it – einaudi.it

Haruki Murakami nasce a Kyoto, il 12 gennaio 1949. Nel corso dell’anno successivo i suoi genitori, entrambi insegnanti di letteratura giapponese, si trasferiscono a Kobe, dove lo scrittore trascorre gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza in un clima vivace e pieno di stimoli culturali. Da sempre diviso fra due grandi passioni – la musica e la letteratura – dopo essersi laureato alla prestigiosa Università Waseda, apre a Tokyo insieme alla moglie un piccolo jazz club, il Peter Cat. La vocazione alla scrittura arriva soltanto qualche anno dopo, verso la fine degli anni '70: da quel momento comincia per Murakami un nuovo percorso, che lo porta ad essere riconosciuto oggi come uno dei più grandi narratori contemporanei, letto e tradotto in tutto il mondo e amato da un’intera generazione per la complessità e la profondità quasi onirica delle sue storie.
libreriauniversitaria.it

Haruki Murakami nasce a Kyoto durante il boom delle nascite successivo alla seconda guerra mondiale. Il padre Chiaki è figlio di un monaco buddista di Kyoto dal quale eredita il ruolo di priore del tempio. Precedentemente, però, insegna letteratura giapponese alla scuola Kōyō Gakuin di Nishinomiya, dove incontra la futura moglie Miyuki, anch'ella docente, figlia di negozianti di Senba. Nel 1950 la famiglia si trasferisce a Ashiya, piccolo paese nella prefettura di Hyogo, dove Murakami frequenta la scuola media comunale Seidō che si trova nel quartiere residenziale vicino casa sua. Successivamente si iscrive al liceo Kōbe, a Kōbe, rinomato istituto di preparazione per gli esami di ammissione alle migliori università. A Kōbe Murakami, che ha già potuto spaziare liberamente con le letture grazie al padre, entra in contatto con libri di autori stranieri, soprattutto di lingua inglese, cominciando poi a scrivere sul giornale della scuola.
Dopo aver fallito la prima volta l'esame di ammissione all'università statale ed aver trascorso un anno da rōnin, nell'aprile del 1968 arriva a Tōkyō per studiare drammaturgia presso la facoltà di Lettere dell'università Waseda; si laureerà nel 1975 con una tesi sull'idea del viaggio nel cinema americano. Viene ammesso al dormitorio Wakei-juku dove sono in vigore regole molto rigide ma che si trova a dieci minuti dalla facoltà. Proprio la facilità di tornare a casa a piedi lascia Murakami libero di gironzolare, bevendo, nei dintorni dell'università. Una sera, ubriaco, ruba l'insegna dell'Università Femminile del Giappone, viene fermato da un poliziotto e, incapace di muoversi per lo stato di ubriachezza, viene trasportato sulla stessa insegna al dormitorio. Viene quindi etichettato come cattivo soggetto ed espulso dopo sei mesi dal dormitorio
https://it.wikipedia.org/wiki/Haruki_Murakami

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Haruki Murakami - born January 12, 1949, Kyōto, Japan, the most widely translated Japanese novelist of his generation.
Murakami’s first novel, Kaze no uta o kike - 1979 - Hear the Wind Sing -  film 1980 -  won a prize for best fiction by a new writer. From the start his writing was characterized by images and events that the author himself found difficult to explain but which seemed to come from the inner recesses of his memory. Some argued that this ambiguity, far from being off-putting, was one reason for his popularity with readers, especially young ones, who were bored with the self-confessions that formed the mainstream of contemporary Japanese literature. His perceived lack of a political or intellectual stance irritated 'serious' authors - such as Ōe Kenzaburō -  who dismissed his early writings as being no more than entertainment.
britannica.com


His books and stories have been bestsellers in Japan as well as internationally, with his work being translated into 50 languages and selling millions of copies outside his native country …
Writing style  -   Most of Haruki Murakami's works use first-person narrative in the tradition of the Japanese I Novel. He states that because family plays a significant role in traditional Japanese literature, any main character who is independent becomes a man who values freedom and solitude over intimacy.  Also notable is Murakami's unique humor, as seen in his 2000 short story collection, After the Quake. In the story 'Superfrog Saves Tokyo', the protagonist is confronted with a 6 foot tall frog that talks about the destruction of Tokyo over a cup of tea. In spite of the story's sober tone, Murakami feels the reader should be entertained once the seriousness of a subject has been broached.      Another notable feature of Murakami's stories is the comments that come from the main characters as to how strange the story presents itself. Murakami explains that his characters experience what he experiences as he writes, which could be compared to a movie set where the walls and props are all fake.
https://en.wikipedia.org/wiki/Haruki_Murakami

 

Murakami was born in Kyoto, Japan on January 12, 1949. Haruki probably inherited the passion for writing from his parents who were teachers of Japanese literature. Haruki, however, was never a big fan of Japanese literature and was instead under heavy influence of Western culture. He has been criticized on being overly westernized by the Japanese on several occasions. In 1968 Haruki attended Waseda University as a Theater Arts major student. Not very studious by nature, Murakami would spend hours reading film scripts at the Theater Museum at the university. He also met his wife for the first time in Waseda University and they married in 1971. Together they opened a Jazz Bar named Peter Cat in Kokobunji, Tokyo which was later shifted to Sendagaya, Tokyo, a quite locality.
Haruki Murakami is an iconic figure of postmodern literature known mostly for his unreal, humorous work focusing on the loneliness and empty mindedness of Japan’s work dominated generation. He now resides in The United States and is an enthusiastic marathon runner, a hobby he acquired at the age of 33.
famousauthors.org

Haruki Murakami is a Japanese author cum translator whose works of fiction and non-fiction are critically acclaimed the world over and not just in Japan. Considered a significant figure in postmodern literature, his works are characterized by elements of surrealism and nihilism. Themes like loneliness and alienation are recurrent in his works. He is the proud recipient of several awards like Franz Kafka Prize, the Frank O’Connor International Short Story Award and the Jerusalem Prize. The surprising fact about this famous author is that he never dreamed of being a writer from a young age. He entered the writing profession purely by chance. After studying drama he opened a coffeehouse and jazz bar, and writing was the last thing on his mind. He got the sudden inspiration to write a novel when he was watching a baseball match and since then there has been no looking back. He wrote his first piece of literary work, a 200-page novel which he sent to a writing contest for new writers. He won the first prize and was inspired to write more. He soon quit his jazz bar business and began writing full time. Today, he is considered to be "among the world's greatest living novelists" by ‘The Guardian’.
thefamouspeople.com

 

manuscripts of his books as well as vinyl records for an archive at Waseda University tokyo  - 2018
.    Nothing would make me happier if such a facility were of use to those who want to study my works, whether Japanese or foreigners   ...  I hope it will be the start of a cultural exchange ...
mainichi.jp - 2018

Libri, manoscritti, appunti e 10mila vinili all'universita waseda tokyo
Sono circa 40 anni che scrivo e ho accumulato una quantità di manoscritti, documenti, ritagli di giornale che non ho più posto per conservarli a casa e neanche in ufficio. Non ho figli e dopo la mia scomparsa mi spiacerebbe che tutto finisse sparso a destra e sinistra, è dunque estremamente apprezzabile che l’università da cui sono uscito si occupi dei miei archivi.
askanews.it - 2018

         

Se riesco a scrivere dei libri

è perché in un paesaggio vedo cose diverse da quelle che ci vede un altro

sento cose diverse e scegliendo parole diverse

riesco a costruire storie che hanno una loro originalità

hm

HM COMINCIA A SCRIVERE ALLE 4 DI OGNI GIORNO PRIMA DI ANDARE A CORRERE PER 10 KM

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HM says he enjoys writing novels because he doesn't know how they'll end up
mainichei.jp

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Kishidancho Goroshi - 騎士団長殺し
L'ASSASSINIO DEL COMMENDATORE  -  Killing commendatore - Le meurtre du commandant de la chevalerie

DUE VOLUMI  2018 - 2019  in italiano
--- Sarà un romanzo più lungo di 'Kafka sulla spiaggia', più breve di '1Q84', una storia molto strana  ---  disse hm DURANTE IL RITIRO DEL premio Hans Christian Andersen in Danimarca.
repubblica.it - stampa.it - 2017

Indecente. un testo inadeguato e rivolto esclusivamente a un pubblico adulto - dice la censura di hong kong
... temporarily classified as 'Class II – indecent materials' ... This means that it can only be sold in bookshops with its cover wrapped with a notice warning about its contents, with access restricted to those over the age of 18.
theguardian.com - 2018

In Killing Commendatore, a thirty-something portrait painter in Tokyo is abandoned by his wife and finds himself holed up in the mountain home of a famous artist, Tomohiko Amada. When he discovers a previously unseen painting in the attic, he unintentionally opens a circle of mysterious circumstances. To close it, he must complete a journey that involves a mysterious ringing bell, a two-foot-high physical manifestation of an Idea, a dapper businessman who lives across the valley, a precocious thirteen-year-old girl, a Nazi assassination attempt during World War II in Vienna, a pit in the woods behind the artist’s home, and an underworld haunted by Double Metaphors. A tour de force of love and loneliness, war and art—as well as a loving homage to The Great Gatsby—Killing Commendatore is a stunning work of imagination from one of our greatest writers.
amazon.com - 2018

www.newyorker.com/the-wind-cave  - from killing commendatore - 2018

TRADURRE MURAKAMI : ANTONIETTA PASTORE  -  facebook.com/einaudieditore/videos

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Killing Commendatore    was the first novel in a long time that I wrote purely in the first person  ...   -HM

www.newyorker.com/fiction/haruki-murakami   -    www.vulture.com/killing-commendatore  - 2018

L’assassinio del Commendatore è Murakami al massimo del suo splendore.

Una storia magica abitata dai fantasmi dell’arte e della guerra, della solitudine e dell’amore. L’opera straordinaria di uno dei più grandi autori del nostro tempo | Un pittore di ritratti su commissione, superati da poco i trentacinque anni, vieneimprovvisamente lasciato dalla moglie, che confessa di averlo tradito. Decide allora di rimettere in discussione la propria vita, abbandonare Tokyo e partire per un viaggio che lo porta fino a una vecchia casa in cima a una collina, in una zona rurale del Giappone. Si stabilisce lì e sceglie per la prima volta di dipingere soltanto per se stesso, seguendo l’ispirazione. Quella casa però è appartenuta al famoso artista Tomohiko Amada, il cui figlio lo avverte:   «Devi stare molto attento. Non farti possedere dallo spirito di mio padre.   Il suo è uno spirito pericoloso».     Malgrado le raccomandazioni però lo spirito è troppo forte e lo attira a sé.   I continui rumori che provengono dal sottotetto lo portano a scoprire in soffitta un quadro di Amada ritenuto perduto.     Una violenta scena dal Don Giovanni di Mozart dipinta in stile giapponese antico.    Il protagonista matura un’ossessione per quel quadro che in qualche modo avrà il potere di trascinarlo in una avventura piena di mistero, sospesa sul confine sottile che divide la realtà dalla fantasia.

unilibro - 2018

Una borsa con qualche vestito e le matite per disegnare. Quando la moglie gli dice che lo lascia, il protagonista di questa storia non prende altro: carica tutto in macchina e se ne va di casa. Del resto che altro può fare? Ha trentasei anni, una donna che l'ha tradito, un lavoro come pittore di ritratti su commissione che porta avanti senza troppa convinzione dopo aver messo da parte ben altre aspirazioni artistiche, e la sensazione generale di essere un fallito. Così inizia a vagabondare nell'Hokkaid?, tra paesini di pescatori sulla costa e ry?kan (le tipiche pensioni a conduzione famigliare giapponesi) sulle montagne. Finché un vecchio amico gli offre una sistemazione: potrebbe andare a vivere nella casa del padre, lasciata vuota da quando questi è entrato in ospizio in preda alla demenza senile. Il giovane ritrattista accetta, anche perché il padre dell'amico è Amada Tomohiko, uno dei pittori più famosi e importanti del Giappone: abitare qualche tempo nella casa che fu sua, per quanto isolata in mezzo ai boschi, è una tentazione troppo forte. Quando si trasferisce lì, il nostro protagonista capisce che la sua decisione ha dato il via a una serie di eventi che cambieranno per sempre la sua vita... anzi, la sua realtà. Prima lo intuisce quando scopre un quadro che Amada Tomohiko aveva nascosto nel sottotetto subito dopo averlo dipinto, molti decenni prima: è una scena misteriosa e apparentemente indecifrabile, che però trasuda una violenza maligna e indicibile. Poi ne avrà la certezza quando, una notte, sente il suono flebile eppure inconfondibile di una campanella provenire dal folto del bosco. Facendosi coraggio decide di seguire quel suono che sembra aver attraversato dimensioni sconosciute: dietro un piccolo tempio abbandonato, in mezzo agli alberi, c'è un tumulo di pietre. C'è davvero qualcuno - o qualcosa - che agita una campanella lì sotto? «L'assassinio del Commendatore» (di cui questo «Idee che affiorano» è il primo volume) è il ritorno di Murakami Haruki alle atmosfere fantastiche e sospese di «1Q84»: un'indagine sulla forza riparatrice dell'arte e quella distruttrice della violenza; su come sopravvivere ai traumi individuali (ad esempio la fine di un amore) e a quelli collettivi (una guerra, un disastro); sul fare tesoro della propria fragilità e diventare ciò che si è.
libreriauniversitaria.it - 2018

Killing Commendatore is nominated for a Goodreads Choice Award in Fiction - 2018

fb/hm

Today when I awoke from a nap the faceless man was there before me.    He was seated on the chair across from the sofa I’d been sleeping on, staring straight at me with a pair of imaginary eyes in a face that wasn’t .
Oggi, svegliandomi da un breve sonno pomeridiano, davanti a me ho trovato l’uomo senza volto. era seduto sulla poltrona di fronte al divano dov'ero sdraiato e, con gli occhi irreali del volto che non aveva, mi fissava.

pag 7 - cap I - se la superficie è appannata
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Devi stare molto attento. Non farti possedere dallo spirito di mio padre.   Il suo è uno spirito pericoloso .
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Spesso non capiamo bene dove passa il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è .   Pensiamo che la linea demarcazione tra ciò che esiste e ciò che non esiste sia mobile, come una frontiera che si sposta di sua volontà .   A questi spostamenti dobbiamo prestare la massima attenzione. Altrimenti non capiamo più da quale parte ci troviamo. Quando le ho detto che era pericoloso restare più a lungo nella cripta, prima, intendevo proprio questo .

Un pittore che sa intuire i segreti dietro i volti delle persone che ritrae. Un quadro inquietante di un grande maestro ritrovato dopo decenni in un sottotetto .   Una casa nel bosco circondata da strani vicini .    E una campanella che inizia a suonare tra gli alberi nel cuore della notte  .
fb/einaudi - 2018
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ANDAVO A SEDERMI SUL SUO LETTO NELLA STANZA VUOTA E FACEVO SCHIZZI DEL SUO VISO, UNO DOPO L'ALTRO, SUL MIO ALBUM DA DISEGNO.    LI CORREGGEVO PIU E PIU VOLTE.      CERCAVO DI RESUSCITARE SULLA CARTA LA FIGURA DI MIA SORELLA COME LA VEDEVO CON GLI OCCHI DELLA MEMORIA.     ALL'EPOCA ERO ANCORA INESPERTO E NON POSSEDEVO NEMMENO LA TECNICA NECESSARIA.  DI CONSEGUENZA INCONTRAVO MILLE DIFFICOLTA.      SPESSO DISEGNAVO E STRAPPAVO,   DISEGNAVO E STRAPPAVO  .
pag 139 - cap X - facendoci strada fra l'erba verde  e lussureggiante
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USCII PER ANDARE INCONTRO A MENSHIKI.   ERA LA PRIMA VOLTA CHE LO FACEVO, ANCHE SE NON AVEVO UNA PARTICOLARE RAGIONE PER FARLO QUEL GIORNO.  VOLEVO SEMPLICEMENTE SGRANCHIRMI LE GAMBE E RESPIRARE L'ARIA FRESCA .
NEL CIELO C'ERANO ANCORA QUELLE NUVOLE BIANCHE E ROTONDE .   ARRIVAVANO AL MARE, PORTATE DAL VENTO DI SUD-OVEST, E SI DIRIGEVANO VERSO I MONTI.     COME RIUSCISSERO A PRENDERE UNA DOPO L'ALTRA LA FORMA DI UN CERCHIO PERFETTO, DA SOLE, SENZA L'INTERVENTO DI UNA VOLONTA, ERA UN MISTERO.  O FORSE NO, FORSE PER UN METEOROLOGO NON LO ERA AFFATTO, PROBABILMENTE LO ERA SOLO PER  ME.  DA QUANDO VIVEVO SU QUEI MONTI, ERO AFFASCINATO DA TANTE MERAVIGLIE DELLA NATURA.
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SODDISFARE LA PROPRIA CURIOSITA IMPLICA UN CERTO GRADI RISCHIO.    SE NON LO SI ACCETTA, NON SI OTTIENE NULLA.     LA CURIOSITA NON UCCIDE SOLTANTO I GATTI  .

pag 235 -  pag 238  -  cap XVIII - la curiosità non uccide soltanto i gatti
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in quel quadro intitolato l'assassinio del commendatore, invece, scorreva il sangue.  fiumi di sangue .    due uomini si affrontavano con pesanti spade di foggia antica.    in un duello, si sarebbe detto.    uno era giovane, l'altro vecchio.   il primo aveva affondato la spada nel petto del secondo.    l'uomo giovane aveva dei sottili baffetti neri e indossava abiti aderenti, di un pallido verde assenzio.    il vecchio era avvolto in una veste bianca e aveva una magnifica barba candida. al collo portava una collana di perle.   aveva lasciato cadere la spada, ora abbandonata al suolo.    il rivale doveva avergli trafitto l'aorta, perchè dal suo petto il sangue sgorgava abbondante.    e macchiava di rosso il suo abito bianco.   la sofferenza gli deformava la bocca .  gli occhi erano spalancati e guardavano con tristezza nel vuoto.   capiva di essere stato sconfitto.   ma il vero dolore non era ancora arrivato.

negli occhi del giovane, che fissava il suo avversario dritto in faccia, c'era un'espressione gelida.   non il minimo barlume di rimpianto, perplessità o compassione .    neppure di eccitazione.
quegli occhi assistevano con estrema calma alla morte imminente di un rivale, e alla propria sicura vittoria.    il sangue che zampillava ne era solo la prova.  
nulla di più.

pag 81 - cap V - ei non respira più - fredde ha le membra
...
quando il disco terminò sentendolo frusciare andai nel soggiorno e vidi che menshiki, appoggiato un poco di traverso allo schienale, le braccia conserte, si era addormentato. sollevai la puntina dal disco che continuava a girare, fermai il piatto. il fruscio cessò, ma menshiki non accennò a svegliarsi. doveva essere stanco. russava anche un po' . lo lasciai dormire . tornai in cucina, spensi il fuoco sotto la padella, bevvi un grande bicchiere d'acqua. visto che restava ancora tempo, mi misi a soffriggere delle cipolle.
pag 205 - cap XV - quello era solo l'inizio
...
- un caffè e una fetta di cheesecake - disse soltanto, continuando a fissare la mia faccia .   come se l'ordinazione la stesse facendo a me .   la cameriera annuì in silenzio e se ne andò, il menù sempre tra le braccia .
- senta, per caso si è ficcata in qualche guaio ? - chiesi .
la ragazza non rispose .   si limitava a osservarmi , come se stesse valutando il mio viso .
- vede qualcosa dietro di me ? c'è qualcuno ? - mi domandò .
gettai un'occhiata alle sue spalle .   vidi solo gente normale che mangiava normalmente .  dopo di lei, non erano entrati altri clienti .
- no, niente. non c'è nessuno - risposi .
- non smetta di guardare .   se vede qualcosa, me lo dica .   intanto continui a parlare, disinvolto  .

pagg 256-257 - cap XVIV - vede qualcosa dietro di me ?
...
- franz kafka amava i pendii - dissi poi -  .    era attratto da ogni sorta di pendio.   gli piaceva guardare una casa costruita a mezza costa.  si sedeva sul bordo della strada e restava fermo per ore a contemplarla, senza stufarsi.    la guardava piegando il capo a destra, a sinistra, tenendolo dritto ... era davvero un tipo strano. lo sapevate, questo ?  che franz kafka amava i pendii ?
- no, non lo sapevo - dissi.   non ne avevo neanche mai sentito parlare, di quest'abitudine di kafka .
- e adesso che lo sapete, pensate di comprendere meglio le sue opere ?  sinceramente .
a quella domanda non risposi.

pag 368 - cap XXVIII - franz kafka amava i pendii
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Di nuovo pensai che per sei anni avevo vissuto con lei sotto lo stesso tetto, ma non l'avevo mai capita. Allo stesso modo in cui la gente ogni sera guarda la luna, ma della luna non sa un bel niente.
volume primo
...

 

 


RANOCCHIO SALVA TOKYO

Ranocchio salva Tokyo è una storia surreale che racconta l’incontro di un uomo ordinario con un ranocchio gigante, il quale gli chiede di aiutarlo a salvare la città dalla minaccia del Gran Lombrico, una creatura mostruosa che vive sotto terra.
fumettologica.it - 2017
Uno dei racconti più surreali, delicati ed emozionanti di Murakami si anima grazie alle illustrazioni di Lorenzo Ceccotti  .
einaudi - 2017

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L’emozionante e folle vicenda di un ranocchio alto due metri, incaricatosi di fermare il terremoto che sta per abbattersi su Tokyo, è qui illustrata dal talento di Lorenzo Ceccotti alias LRNZ (che per Murakami già aveva disegnato La strana biblioteca). I fan più irriducibili forse ricordano che la storia del ranocchio era già apparsa in Tutti i figli di Dio danzano (il libro sui terremoti scritto da Murakami dopo il tremendo sisma che nel '95 devastò la città di Kobe).   Ma in queste pagine, grazie alla mano di LRNZ, il racconto rinasce in una magia tutta nuova.
mondadoristore - 2017

In ogni caso questa cruenta battaglia si è svolta tutta nell’immaginazione. E’ quello il nostro campo di battaglia. E’ lì che vinciamo o siamo sconfitti. Naturalmente siamo tutti esseri limitati, e alla lunga finiremo col perdere. Però, come aveva intuito Ernest Hemingway, il valore definitivo della nostra vita non sarà determinato da come avremo vinto, ma da come avremo perso.

tutti i figli di dio danzano

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Ranocchio salva Tokyo di Haruki Murakami è un romanzo surreale firmato dal maestro del romanzo giapponese. Tokyo Blues è ormai lontano per lo scrittore nipponico e nella nuova storia le problematiche d’amore vengono sostituite da quelle esistenziali e politiche. Un giorno il signor Katagiri rientra da lavoro e trova nel suo salotto un enorme ranocchio che gli parla con grande cortesia e gli dice che ha bisogno del suo aiuto per sconfiggere una terribile forza che si aggira per la città di Tokyo e che potrebbe presto spazzare via tutto. Il Gran Lombrico, una creatura mostruosa che vive sottoterra, scatenerà presto un terremoto il cui epicentro sarà proprio sotto l’ufficio di Katagiri. Per fermarlo il ranocchio ha bisogno di lui. Ma Katagiri non capisce il perché proprio lui sia così essenziale visto che è davvero un uomo qualunque con caratteristiche qualunque. Katagiri è piccolo di statura, fa un lavoro normalissimo e conduce una vita ordinaria. Ma allora perché dovrebbe riuscire a salvare Tokyo dalle forze del male ?   Il mistero si snoda in tutte le pagine di Haruki Murakami e conduce sino ai piccoli gesti eroici e straordinari che ha fatto Katagiri nella sua vita e che lo hanno reso in qualche modo speciale. 

Un racconto metaforico e straordinariamente poetico è racchiuso nelle pagine di Ranocchio salva Tokyo.
libreriauniversitaria.it - 2017

 

Quando Katagiri rientrò nel suo appartamento, ad attenderlo c'era un ranocchio gigante .  Eretto sulle zampe posteriori, superava i due metri .  Ed aveva anche un fisico massiccio .  Katagiri, alto appena uno e sessanta e mingherlino, si sentí sopraffatto dal suo aspetto imponente .
Mi chiami Ranocchio - disse il ranocchio .
pag 3

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ranocchio sollevò la testa verso il soffitto e si mise a cantare a gola spiegata :   'gheee, guuuu, gheeekoo, guguuuu ...' . aveva una voce poderosa . tanto da far tremare e oscillare i quadri appesi alle pareti .
- va bene, ho capito - s'affrettò a dire katagiri. l'edificio era costruito alla buona, con pareti sottili. - può bastare. non c'è dubbio: lei è un vero ranocchio .
- suppongo che volendo si potrebbe anche dire che io sia una sintesi complessiva di ranocchi. ma questo non cambia il fatto che io sia comunque un ranocchio. se qualcuno dicesse che non lo sono, sarebbe uno sporco bugiardo, che non ci metterei neanche un attimo a ridurre in polvere .
katagiri annuì. poi, per tentare di calmarsi, prese la tazza e bevve un sorso di tè.
- ha detto che vorrebbe salvare tokyo dalla distruzione ?
- è esattamente quello che ho detto .
- e di che distruzione si tratterebbe ?
- terremoto - rispose ranocchio con tono grave .

pag 10-12

...
ranocchio lo mise a parte del piano. alla mezzanotte del 17 febbraio - cioè il giorno prima di quello in cui era previsto il terremoto - sarebbero scesi sottoterra. l'ingresso era nella stanza della caldaia della filiale della cassa di credito e sicurezza di shinjuku .  aperta una breccia sul muro, sarebbero arrivati in una cavità longitudinale dove, usando una scala di corda, sarebbero scesi di un centinaio di metri, giungendo nel posto dove si trovava il gran lombrico .
pag 37

...
- combatterò da solo - rispose ranocchio dopo aver riflettuto. le probabilità che io possa sconfiggerlo sarebbero comunque leggermente superiori a quelle che anna karenina possa battere la locomotiva che avanza verso di lei .  ha letto anna karenina, sognor katagiri ?
quando katagii rispose di no, ranocchio non riuscì a nascondere la delusione.

pag 38

 

 

 

 

IL MESTIERE DELLO SCRITTORE

Come si impara a scrivere? Esistono dei veri e propri esercizi per l'aspirante romanziere? Cosa determina l'originalità di un libro? È giusto assegnare ai premi letterari tanta importanza? Uno scrittore dove «trova» i personaggi da mettere in scena? La scuola prepara davvero alla vita o serve solo a rendere i ragazzi conformisti? Qual è l'importanza della forma fisica per un romanziere? E soprattutto: per chi si scrive?

Con Il mestiere dello scrittore Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell'intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega davanti a loro i segreti della sua scrittura. Sono «chiacchiere di bottega», confidenze, suggerimenti, che presto però si aprono a qualcosa di piú: una riflessione sull'immaginazione, sul tempo e l'identità, sul conflitto creativo tra forma e libertà. In questo senso Il mestiere dello scrittore è anche un'autentica autobiografia letteraria di uno degli autori piú schivi del pianeta. È un libro pieno di curiosità e rivelazioni sul mondo di Murakami: dal fatto che la sua prima e piú importante editor è la moglie, che legge tutto quello che scrive e di cui lui ascolta tutti i consigli; a quando riscrisse Dance Dance Dance due volte: la prima a Roma, in una stanza d'albergo confinante con una coppia un po' troppo focosa, la seconda a Londra quando si accorse che il dischetto su cui aveva salvato il file del romanzo si era cancellato – mesi dopo però, per le bizze a cui i computer ci hanno abituato, la prima versione rispunta fuori e Murakami deve ammettere che la seconda, che senza l'inghippo informatico non avrebbe mai scritto, è molto migliore della prima. Murakami regala ai suoi lettori un libro pieno di confidenze, dettagli biografici, ammissioni di passi falsi, insomma: di umanità.
einaudi - 2017
Non solo uno sguardo al processo creativo dell’autore, ma anche importanti guide, suggerimenti e confidenze sulla scrittura e sulla creazione di storie e personaggi ed ammissioni di errori da parte di Haruki, che nel corso del libro esplora in maniera approfondita il mestiere di scrittore e rivela la propria umanità.
Anche aneddoti interessanti compongono il libro, come gli eventi che portarono Haruki a scrivere due volte il romanzo “Dance Dance Dance”, la prima in Italia a Roma in una stanza d’albergo e la seconda a Londra, dopo aver perso il disco che conteneva l’unica copia della prima stesura. Mesi dopo Murakami ritrova la copia originale, e si rende conto che la seconda, che non avrebbe mai scritto senza la fatalità della perdita della prima stesura, era molto meglio della prima.
news.fidelityhouse.eu - 2017

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Come si impara a scrivere, esistono dei veri e propri esercizi per l’aspirante romanziere? La cosa più importante, dice Murakami, è osservare il mondo e non esprimere un giudizio, lasciare che l’esperienza si sedimenti nella memoria: sarà la memoria stessa a fare una selezione naturale e poi, come una cassettiera da cui estraiamo immagini, persone, sensazioni, offrire questo materiale al talento dello scrittore. Bisogna osservare tutte le persone, anche quelle che non ci piacciono: dopo i primi romanzi fecero notare a Murakami che non c’erano personaggi negativi nei suoi libri, e da quel momento in poi si sforzò di inserirne. Perché tanto poi sono i personaggi stessi a reclamare lo spazio di cui hanno bisogno, basta saperli ascoltare. Il testo è pieno di curiosità e rivelazioni sul mondo di Murakami: dal ruolo di sua moglie, prima e più importante editor di tutto quello che scrive, di cui lui ascolta ogni consiglio; a quando riscrisse Dance Dance Dance due volte: la prima a Roma, in una stanza d’albergo confinante con quella di una coppia litigiosa, la seconda a Londra, dopo aver scoperto che il file del romanzo era andato perduto. Mesi dopo però, per le bizze a cui i computer ci hanno abituato, la prima versione era rispuntata fuori, ma non era buona come l’altra, che senza l’inghippo informatico non sarebbe mai esistita. Con questo titolo, Murakami ci consegna un libro pieno di confidenze, confessioni di errori, dettagli biografici, ma anche preziosi consigli di scrittura, un’autentica guida per chiunque decida di intraprendere “il mestiere di scrittore”.

feltrinelli

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a mio parere scrivere romanzi non è un’attività consona a un’intelligenza superiore.   Chi è dotato di un intelletto sopraffino, o ha conoscenze molto superiori alla media, non dovrebbe scrivere romanzi, l’ho sempre pensato. Perché scrivere un romanzo - narrare insomma - è un atto lento, un atto che si compie a marcia ridotta. Qualcosa a metà strada la tra la pedalata e la camminata.   Ci sono persone la cui mente si muove fondamentalmente a questo ritmo, altre no  .
Di solito i romanzieri trasformano in narrazione e cercano di esprimere ciò che hanno nella propria coscienza. Lo fanno servendosi del 'dislivello' tra la forma originaria e quella nuova che si va creando, del suo 'dinamismo', come di una leva.     Questo è un lavoro complesso che richiede tempo e fatica  .

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Volete fare gli scrittori ?   Toglietevi dalla testa l’idea di essere belle persone .    È probabile che siate abbastanza egoisti, orgogliosi, che non siate né troppo intelligenti né troppo colti, e che abbiate un forte spirito di rivalità  .   Buon per voi  .

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Se non avessi scritto romanzi, nessuno mi avrebbe notato .   Avrei condotto un’esistenza molto ordinaria nel modo più ordinario .   Io stesso, nella vita quotidiana, non mi ricordo quasi di essere uno scrittore   .
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Te ne stai chiuso in una stanza ad arrovellarti su ogni frase - forse è meglio così, anzi no, forse è meglio in quest’altro modo -  a porti domande seduto alla scrivania, e dopo aver passato un’intera giornata a perfezionare una riga, non c’è nessuno che sia lì ad applaudire .
Al mondo ci sono persone che impiegano magari un anno a costruire minuziosamente, con lunghe pinze, una nave dentro una bottiglia .   Io non ho una buona manualità e non sarei capace di un’operazione tanto complicata, ma scrivere un romanzo è forse qualcosa che ci somiglia .
Scrivere un romanzo, anche un romanzo bellissimo, non è difficile. Non si può dire che sia una passeggiata, ma non è impossibile. Ma è necessario avere qualcosa di particolare .  Qualcosa che non ha relazione con il 'talento'  .

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Non mi piace dare spiegazioni sui romanzi che scrivo, non mi piace affatto  .    Perché quando lo faccio, ho la tendenza a trovarmi dei pretesti, a vantarmi o a giustificarmi  .    Anche se non voglio, finisco sempre col dare quest’impressione  .

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nobel - Sono fin troppi gli scrittori di secondo livello cui è stato attribuito .
paolo di paolo - lastampa  -  ilmestierediscrivere.wordpress.com

 

SE MI SONO IN EFFETTI TENUTO A DISTANZA DA CERTI AMBIENTI, E' PERCHE' IN ORIGINE NON AVEVO L'INTENZIONE DI DIVENTARE UNO SCRITTORE. VIVEVO LA VITA DI UNA PERSONA COME TANTE, POI A UN CERTO PUNTO MI E' VENUTA VOGLIA DI SCRIVERE UN ROMANZO, E QUESTO ROMANZO HA VINTO UN PREMIO PER ESORDIENTI INEDITI. DI CONSEGUENZA NON SAPEVO NULLA DI CIRCOLI E PREMI LETTERARI, IGNORAVO PERSINO LA LORO ESISTENZA.
pag 36 -  cap III - a proposito dei premi letterari
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LA RAGIONE PER CUI NON AVEVO ALCUNA PASSIONE 0PER LO STUDIO E' SEMPLICE: NON ERA INTERESSANTE. NON ME NE IMPORTAVA NULLA, AL MONDO C'ERANO TROPPE COSE BEN PIU' STIMOLANTI DELLA SCUOLA. LIBRI, MUSICA, FILM ... E ANDARE AL MARE, GIOCARE A BASEBALL, COCCOLARE IL GATTO, POI, QUANDO SONO CRESCIUTO, GIOCARE A MAHJONG CON GLI AMICI TUTTA LA NOTTE, USCIRE CON LE RAGAZZE ... QUESTO GENERE DI COSE, INSOMMA. IN CONFRONTO, LO STUDIO ERA DEPRIMENTE. ADESSO MI SEMBRA DEL TUTTO NATURALE.
pag 116 - cap VIII - a proposito della scuola

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Ciò che resta nel cuore, senza svanire col passare degli anni, è molto più prezioso.     Ma non è un genere di conoscenza che abbia un effetto immediato.     Per rivelare il suo pieno valore ha bisogno di tempo.    E disgraziatamente non ha alcun nesso con il risultato degli esami .
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Se ripenso alla scuola che ho frequentato - mi dispiace parlarne così e me ne scuso  -  non riesco a farmi venire in mente un solo buon ricordo.    Anzi, mi sento prudere la nuca.     Ad ogni modo può darsi che il problema non fosse nella scuola ma piuttosto in me .
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Naturalmente non si può generalizzare, ogni persona è differente ma ho l’impressione che le lezioni di ginnastica a scuola esistano solo per allontanare la gente dallo sport.

 

 

 

 

GLI ASSALTI ALLE PANETTERIE

Dopo Sonno e La strana biblioteca prosegue la «serie di fuori serie» dei racconti di Murakami illustrati dai piú importanti artisti italiani e internazionali. Questa volta a dare forma e colore alle atmosfere del maestro giapponese è Igort, al secolo Igor Tuveri, illustratore e fumettista attivo dalla fine degli anni Settanta, cresciuto alla scuola di «Valvoline», e collaboratore di numerose riviste italiane (tra cui «Linus», «Alter», «Frigidaire») e straniere.
ein audi - ibs
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Un gruppo di giovani male in arnese è cosi affamato da decidere di ricorrere agli estremi rimedi: rapinare una panetteria. Non per il denaro, ma per il pane. Quando arrivano però nel negozio scelto "per il colpo" hanno la prima di molte sorprese. Il panettiere non si opporrà in nessun modo all'esproprio, anzi sarà ben felice di dare loro il pane, a patto che facciano una cosa, una cosa molto semplice per lui: ascoltare un brano di Wagner ... Prosegue la "serie di fuori serie" dei racconti di Murakami illustrati da artisti italiani e internazionali. Questa volta a dare forma e colore alle atmosfere del maestro giapponese è Igort, al secolo Igor Tuveri.
feltrinelli - hoepli
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Qui troviamo un gruppo di ragazzi affamati, costretti a vivere per le strade e a campare di sotterfugi e rimedi provvisori, che decide di assalire una panetteria. Non lo fanno certo per i soldi, ma proprio per il pane. La cosa però che li sconvolge appena giungono nel negozio prescelto per il furto è che il panettiere gli darà molto volentieri il pane, senza sembrare spaventato o sconvolto per il fatto di avere dei piccoli ladruncoli a minacciarlo. Lui però gli oppone un unico vincolo: gli darà il pane, ma i ragazzi prima dovranno ascoltare un brano di Wagner. La strana richiesta stupisce i ladruncoli, ma accettano di buon grado pur di mangiare. La musica li avvolgerà così in una sorta di nuvola del tempo e ne usciranno confusi. Dopo tanti anni ritroviamo infatti uno di loro che ha deciso di mettere la testa a posto e sembra essere stato proprio quel brano di Wagner ad aver provocato in lui un cambiamento.
libreriauniversitaria.it

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Gli assalti alle panetterie di Murakami: una storia doppia e mai letta, corredata dalla magia delle illustrazioni di Igort. 
Una banda di ragazzi scapestrati decide di svaligiare una panetteria. L'obiettivo non sono i soldi ma proprio il pane. La rapina però riserverà parecchi imprevisti. Tanto per dirne una, il panettiere è bendisposto: non intende affatto difendere la sua merce, purché i rapinatori accettino un’unica condizione. Cioè prestarsi all’ascolto della musica di Richard Wagner... E questa è solo una delle tante stranezze dell’episodio. Che è destinato a ripetersi: passano gli anni e uno dei stravaganti rapinatori torna in azione. Con la sua signora come complice. L’obiettivo, anche stavolta, è il negozio di un fornaio. Ma …
Gli assalti alle panetterie è un dittico di racconti di Murakami sinora inediti in Italia. All’estero i due tempi di questa doppia storia sono oggetto di culto da parte dei murakamiani più appassionati, tanto da diventare soggetti film (l’ultimo nel 2010, diretto da Carlos Cuaron e interpretato da Kirsten Dunst).
Gli assalti alle panetterie porta avanti la serie di scritti di Murakami illustrati da artisti della graphic novel, dopo Sonno (“dipinto” da Kat Menschik) e La strana biblioteca (con i disegni di Lrnz). Libri che riescono nella magia impossibile di descrivere per immagini la scrittura onirica del grande narratore giapponese.
mondadori

 

ENTRAMBI AVEVAMO APERTO LA PORTA DEL FRIGORIFERO NON SO QUANTE VOLTE, IN UN ULTIMO BARLUME DI SPERANZA, MA IL CONTENUTO NON VARIAVA. BIRRA, CIPOLLE, BURRO, SALSA VINAIGRETTE E DEODORANTE. SI POTEVANO FARE LE CIPOLLE AL BURRO MA ERA IMPENSABILE CHE DUE CIPOLLE RINSECCHITE BASTASSERO A CALMARE LA NOSTRA BRAMA DI CIBO . LE CIPOLLE SONO FATTE PER ESSERE MANGIATE INSIEME A QUALCOS'ALTRO, NON PER SFAMARE .
-- E SE CONDISSIMO IL DEODORANTE CON LA VINAIGRETTE ? - DISSI PER SCHERZO MA COME PREVEDEVO LA MIA BATTUTA VENNE IGNORATA.
--  PRENDIAMO LA MACCHINA E ANDIAMO A CERCARE UNA CAFFETTERIA APERTA TUTTA LA NOTTE. LUNGO LA NAZIONALE CE NE DEVONO ESSERE - PROPOSI ALLORA .
MIA MOGLIE PERÒ RIFIUTÒ. DISSE CHE NON AVEVA VOGLIA DI USCIRE .
-- USCIRE DOPO MEZZANOTTE PER ANDARE A MANGIARE NON MI SEMBRA UNA BELLA COSA - DICHIARÒ .
PER CERTI VERSI LEI È TERRIBILMENTE ALL'ANTICA .
--  MAH, FORSE HAI RAGIONE - RISPOSI DOPO UN SOSPIRO .
CREDO SIA UN FENOMENO PIUTTOSTO FREQUENTE MA ALL'INIZIO DEL NOSTRO MATRIMONIO TALI OPINIONI - O TEORIE - DI MIA MOGLIE SUONAVANO ALLE MIE ORECCHIE COME DELLE RIVELAZIONI. QUANDO LEI MI DISSE COSÌ, MI CONVINSI CHE LA NOSTRA ERA UNA FAME PARTICOLARE, UN BISOGNO CHE NON SI POTEVA CALMARE IN MANIERA BANALE, ANDANDO A CERCARE UNA CAFFETTERIA APERTA TUTTA LA NOTTE .
MA COSA SIGNIFICAVA UNA FAME PARTICOLARE ?
LO RAPPRESENTERÒ CON UN'IMMAGINE CINEMATOGRAFICA  ...
pagg 22-23
GLI ASSALTI ALLE PANETTERIE - illustrazioni di igort / igor tuveri - pag 31

 

 

 

1Q84  
1984, Tokyo. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L'autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all'appuntamento che l'aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata. Ma, sibillino, aggiunge di fare attenzione: "Non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola". Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d'ispirazione, riceve uno strano incarico: un editor senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di un'enigmatica diciassettenne così da candidarlo a un premio letterario. Ma "La crisalide d'aria" è un romanzo fantastico tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: la descrizione della realtà parallela alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti turbano profondamente Tengo. L'incontro con l'autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è veramente Fukada Eriko? Intanto Aomame (che pure non è certo una ragazza qualsiasi: nella borsetta ha un affilatissimo rompighiaccio con cui deve uccidere un uomo) osserva perplessa il mondo che la circonda: sembra quello di sempre, eppure piccoli, sinistri particolari divergono da quello a cui era abituata. Finché un giorno non vede comparire in cielo una seconda luna e sospetta di essere l'unica persona in grado di attraversare la sottile barriera che divide il 1984 dal 1Q84. Ma capisce anche un'altra cosa: che quella barriera sta per infrangersi.
libri-murakami.10migliori.com

This hypnotically addictive novel is a work of startling originality and, as the title suggests, a mind-bending ode to George Orwell's Nineteen Eighty-Four.   The number 9 in Japanese is pronounced like the letter 'Q' .   The year is 1984. Aomame sits in a taxi on the expressway in Tokyo.
kobo.com

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The taxi’s radio was tuned to a classical FM broadcast. Janáček’s Sinfonietta -probably not the ideal music to hear in a taxi caught in traffic. The middle-aged driver didn’t seem to be listening very closely, either. With his mouth clamped shut, he stared straight ahead at the endless line of cars stretching out on the elevated expressway, like a veteran fisherman standing in the bow of his boat, reading the ominous confluence of two currents. Aomame settled into the broad back seat, closed her eyes, and listened to the music.

Leoš Janáček in 1Q84  

fatima forti - auralcrave.com

 

L’equilibrio in sé è il bene

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In this world, there is no absolute good, no absolute evil," the man said. "Good and evil are not fixed, stable entities, but are continually trading places. A good may be transformed into an evil in the next second. And vice versa. Such was the way of the world that Dostoevsky depicted in The Brothers Karamazov. The most important thing is to maintain the balance between the constantly moving good and evil. If you lean too much in either direction, it becomes difficult to maintain actual morals.

Indeed, balance itself is the good .

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Where there is light, there must be shadow, and where there is shadow there must be light.   There is no shadow without light and no light without shadow .   Karl Jung said this about 'the Shadow' in one of his books: 'It is as evil as we are positive  ... the more desperately we try to be good and wonderful and perfect, the more the Shadow develops a definite will to be black and evil and destructive  ... The fact is that if one tries beyond one's capacity to be perfect, the shadow descends to hell and becomes the devil.    For it is just as sinful from the standpoint of nature and of truth to be above oneself as to be below oneself .

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I'm a very ordinary human being;  I just happen to like reading books .

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Mi sono stancato di vivere odiando qualcuno, disprezzandolo, portandogli rancore .  Mi sono stancato di vivere senza amare nessuno .  Non ho un amico, nemmeno uno .  E soprattutto non posso amare me stesso .  Sai perché ?  Perché sono incapace di amare gli altri .  Ed è soltanto amando gli altri, ed essendo amati, che si impara ad amare se stessi .  Ma non sto dicendo che è colpa tua se sono così .   Penso che anche tu sei vittima come me .   Penso che nemmeno tu sappia cosa significa amare se stessi. Sbaglio  ?

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La signora si piegò in avanti, allungò la mano e la posò su quella di Aomame. La tenne ferma così per una decina di secondi. Poi la ritirò, e sempre con quell'espressione soddisfatta sul viso, tornò ad appoggiarsi allo schienale della sedia. Una farfalla, che si era avvicinata svolazzando, si fermò sulla spalla della sua camicia da lavoro blu. Era una piccola farfalla bianca, con alcune macchioline iridate. Si era fermata a riposare, ignara di qualsiasi timore. – Credo sia la prima volta che lei vede questa farfalla, – disse la signora, lanciando una rapida occhiata alla propria spalla. Si percepiva nella sua voce una sottile sfumatura di orgoglio. – È di Okinawa, ma non si trova facilmente nemmeno lì. Si nutre soltanto da un particolare tipo di fiore che cresce unicamente nelle montagne di Okinawa. Per poterla allevare è necessario, prima di tutto, portare qui quel fiore e coltivarlo. È un'operazione che richiede tempo, e naturalmente anche denaro. – Sembra che la farfalla le sia molto affezionata.
La signora sorrise. – Questa signorina mi considera una sua amica. – Si può fare amicizia con una farfalla? – Per fare amicizia con lei, per prima cosa bisogna diventare parte della natura. Nascondere le proprie caratteristiche umane, restare qui immobili e pensare intensamente di essere un albero, un'erba, un fiore. Ci vuole tempo, ma una volta guadagnata la loro fiducia, si fa amicizia con grande naturalezza. – Dà loro anche un nome? – chiese Aomame, incuriosita. – Voglio dire, come si fa con i cani, o con i gatti. La signora scosse leggermente il capo. – No, non do nomi alle farfalle. Ma anche senza nomi, le distinguo l'una dall'altra dal disegno e dalla forma. Inoltre, quando si dà loro un nome, chissà perché muoiono subito. Queste creature non hanno nome e vivono per un tempo molto breve. Ogni giorno vengo qui, le incontro, le saluto e faccio con loro vari discorsi. Ma, quando il tempo è giunto, le farfalle scompaiono da qualche parte, in silenzio. Penso siano morte, ma sebbene cerchi, non ne trovo mai i resti. Svaniscono senza lasciare traccia, come se si fossero dissolte nell'aria. Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono anche le creature più effimere che esistano. Nate chissà dove, cercano dolcemente solo poche cose limitate, e poi scompaiono silenziosamente da qualche parte. Forse in un mondo diverso da questo. L'aria nella serra era calda, umida, e saturata dall'odore delle piante. E le numerose farfalle, come fugaci segni di punteggiatura in un flusso di coscienza senza inizio né fine, apparivano qua e là, per poi scomparire subito di nuovo. Ogni volta che Aomame entrava in quella serra, aveva la sensazione di perdere il senso del tempo.
1Q84 - pagg 121-122 - 7_aomame molto piano, in modo da non svegliare la farfalla - libro 1 e 2 aprile-settembre

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Non sarebbe meglio se rimanessimo separati fino alla fine, conservando il desiderio di incontrarci ?    In questo modo continueremmo a vivere mantenendo intatta dentro di noi la speranza di rivederci, un giorno .
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La luce e l’aria sono proprio queste. Così tutto diventa chiaro.    O quasi tutto.     Come mai, prima d’ora, non ero mai riuscito a ricordare questo odore ?     Eppure è così facile. Eppure il mondo è così semplice .
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Io non penso di essere sola - replicò Aomame, rivolta per metà a Tamaru, per metà a se stessa . - Sto da sola, è vero, ma non sono sola .

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Amare qualcuno dal profondo del cuore è comunque una grande consolazione .    Anche se si è soli e non si riesce a stare con quella persona .

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Quello che apprezzo di più, soprattutto per quanto riguarda i romanzi, è non riuscire a comprenderli completamente. Non nutro alcun interesse per le opere di cui mi sembra di capire tutto .

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Man mano che quei dubbi crescevano, Tengo cominciò a porre, coscientemente, una distanza fra sé e il mondo della matematica.   Nello stesso momento, la foresta dei romanzi era una via di fuga.     Dopo aver chiuso un libro era costretto a tornare nel mondo della realtà.    Ma un giorno Tengo si accorse che quando dal mondo dei romanzi tornava in quello reale, non provava lo stesso senso di amara delusione di quando rientrava dal mondo della matematica. Perché ?  Ci rifletté a lungo e infine giunse a una conclusione.   Nella foresta dei romanzi, per quanto il nesso fra le cose potesse sembrare evidente, non succedeva mai di ricevere una risposta chiara.   Era quella la differenza con la matematica. Il ruolo del romanzo, per dirla in modo sommario, era quello di mutare un problema, dandogli una forma diversa.   E grazie alla natura e alla direzione di quel cambiamento, veniva suggerita, in chiave romanzesca, una soluzione alternativa.   Tengo tornava nel mondo della realtà portando con sé quel suggerimento.   Era come una formula magica incomprensibile, scritta su un pezzo di carta.   A volte mancava di coerenza e non poteva  trovare subito un utilizzo pratico.    Ma aveva in sé una possibilità .    Forse un giorno sarebbe riuscito a decifrare quelle formule magiche .   Era una possibilità che gli scaldava dolcemente il cuore dall’interno .

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La vita vera è diversa dalla matematica  .    Nella vita le cose non scorrono scegliendo il percorso piú breve  .

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A volte la luce nel suo sguardo si faceva affilata, come lo scintillio di una stella nel cielo di una notte d'inverno.    Se per qualche ragione si chiudeva nel mutismo, poteva restare in silenzio per un tempo infinito, come una di quelle rocce sull'altro lato della luna.     Il suo viso perdeva quasi ogni espressione, e si poteva pensare che anche il suo corpo avesse perso ogni calore  .

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La vita non è altro che il risultato naturale di una assurda e talvolta persino triviale, concatenazione di eventi .

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Il vento trascinava le nuvole verso sud.  Ma per quanto le spazzasse via, se ne formavano continuamente di nuove. Provenivano senz'altro da una terra dell'estremo nord, dove uomini decisi e ostinati, avvolti in pesanti abiti grigi, le fabbricavano in silenzio, dalla mattina alla sera.    Come le api producono il miele, i ragni tessono le tele e la guerra genera vedove .

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La luna non raccontava nulla La luna guardava la terra da vicino da più tempo di chiunque altro. Probabilmente era stata testimone di tutti i fenomeni e di tutte le azioni compiute quaggiù .    Ma manteneva il silenzio e non raccontava nulla  .      Si limitava a custodire un pesante passato con precisione e distacco  .     Nessuno era mai riuscito a sciogliere il cuore della luna.     Una solitudine pura e una pace profonda  .     Le cose migliori che la luna potesse offrire agli uomini  .

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Ecco cosa significa continuare a vivere.     Agli esseri umani viene concessa la speranza, che diventa il carburante e lo scopo per andare avanti.      Senza la speranza, non potrebbero sopravvivere .   Ma è come gettare una monetina in aria  .    Per sapere se uscirà testa o croce, bisogna aspettare che ricada a terra .

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Però l’amore che hai dentro non viene danneggiato.   Aomame disse : - È come la ruota delle passioni tibetana.    Quando gira, i valori e i sentimenti che sono all’esterno salgono e scendono.   Si illuminano, e cadono nell’oscurità.   Ma il vero amore, attaccato all’asse della ruota, non si muove .

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Non era un'emozione simile all'innamoramento o al desiderio sessuale.     Era come se qualcosa si fosse insinuato attraverso una piccola fessura e tentasse di riempire un vuoto che c'era dentro di lui.     Ecco cosa provava. Non si trattava di un vuoto provocato da lei.

Esisteva dentro di lui da un tempo incalcolabile.     Lei vi aveva proiettato sopra una luce speciale, illuminandolo .

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Vento & flipper  -  WIND - PINBALL
Murakami Haruki a ventinove anni - lo racconta lui stesso nell'introduzione scritta per questo volume - scrive due romanzi, nei ritagli di tempo mentre gestisce il suo jazz bar a Tokyo. I romanzi sono "Ascolta la canzone del vento" (1978) e "II flipper del '73" (1980). Fino a oggi Murakami si era sempre r ifiutato di farli uscire dal Giappone, eppure l'universo murakaminiano è già tutto qui, concentrato in due storie delicate, misteriose. In "Ascolta la canzone del vento" uno studente passa il tempo al Jay's Bar in compagnia del Sorcio, un ragazzo ricco ma profondamente solo e disilluso. Bevono e fumano troppo, ascoltano jazz, si confidano col vecchio Jay, che fa quasi da fratello maggiore per questi giovani malinconici, già delusi dalla vita. Finché un giorno, il narratore conosce una ragazza sfuggente e bellissima che lavora nel vicino negozio di dischi: quando, senza dare spiegazioni, la ragazza sparirà nel nulla, il protagonista capirà che fino ad allora era stato lui a confessarsi, a parlare delle sue ferite, senza mai penetrare il mistero di quella enigmatica fanciulla. "II flipper del '73" si svolge qualche anno dopo: il narratore è lo stesso, ora lavora come traduttore per un piccolo editore e convive con due gemelle arrivate nella sua vita chissà da dove. Al suo fianco c'è ancora il Sorcio, e le serate si passano sempre al Jay's bar. Insomma, tutto sembra scorrere pacificamente, almeno fino all'arrivo di un strano flipper e alla partenza del Sorcio ...
lafeltrinelli.it - einaudi

E poi c’è un flipper - il cui ronzio è la colonna sonora del racconto. Mentre nel libro d’esordio la stagione era l’estate, afosa, infine declinante, qui la stagione è l’autunno, con una pioggerella insistente e fredda che incide sullo stato d’animo, anzi lo determina ...  Il tempo scorre in modo nuovo, va in tilt, la giovinezza sta per finire.  
paolo di paolo - lastampa

 

All’avvicinarsi dell’autunno, il Sorcio cadeva sempre in una leggera depressione. Seduto al bancone, sfogliava distrattamente qualche libro, e quando io cercavo di parlargli mi rispondeva a monosillabi, controvoglia. Sul far della sera, appena il vento rinfrescava portando un vago sentore d’autunno, smetteva di bere birra e passava a impressionanti quantità di bourbon con ghiaccio; infilava una moneta dopo l’altra nel jukebox di fianco al bancone e prendeva a calci il flipper finché non lo mandava in tilt ...
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Mentre vi consumate in solitudine attaccati a un flipper, un altro sta leggendo Proust .  Un altro ancora sta pomiciando con la sua ragazza ... Il primo forse diventerà uno scrittore ... Il secondo si sposerà ... Un flipper invece non vi porterà da nessuna parte .
...
Scendendo dal treno locale, la prima cosa che mi colpi fu l’odore familiare dell’erba nei campi. L’odore di antichi picnic .    Il vento di maggio mi portava più di un ricordo … Se alzavo il viso e tendevo le orecchie, potevo persino sentire il verso delle allodole .

...

Looking at the ocean makes me miss people, and hanging out with people makes me miss the ocean .
...

*

io non sono intelligente .  

Non sono arrogante .  

Io non ho niente di diverso dai miei lettori .  

Una volta avevo un locale Jazz, preparavo cocktail e panini .   Non volevo diventare scrittore, mi è successo e basta .   Sa, è una specie di dono del cielo .   Per questo penso che dovrei essere molto umile  .
HM -  the paris review - 2004

 

 

                     

www.harukimurakami.com

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#murakamers

così vengono chiamati i suoi fan


 

12 GENNAIO ... AUGURI !

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