alda merini merini alda

 

LA SIGNORA DEI NAVIGLI

 

PAGINA UNO - DUE - TRE - QUATTRO  - CINQUE

.
 Non mi manca quello che mostravi di essere
mi manca quello che pensavo tu fossi


Ognuno di noi ha vissuto qualcosa che l'ha cambiato per sempre
...
Amarti è stato come conficcare una stella nel vetro di una finestra

*
La Merini è amata dal pubblico    invidiata da certi colleghi     sfruttata da chi vuol farne soprattutto un caso.
Sa addomesticare folle ignare di poesia con una voce da oracolo   con una presenza scenica da primadonna
consapevole d'altra parte   che la sua vocazione e il suo talento   sono autentici.

corsera - un secolo di poesia 

libro di poesie di Alda Merini ...   Insieme a un video curato da Vincenzo Mollica

dove la Merini canta, racconta se stessa e i suoi amici, gli anni del manicomio, le sue allegrie, le sue malinconie. E legge le sue poesie. Nel video ci sono anche l'incontro con Lucio Dalla, che canta con lei L'anno che verrà, e Nancy Brilli che legge le sue pagine.

 

Il poeta mette in versi i suoi guai migliori

per la prima volta la poetessa racconta il perché in un video. Con tenera impudicizia, intelligenza, assoluto candore. Un video unico, d'intensa e singolare bellezza, che risulterà subito indispensabile a ogni appassionato lettore di Alda Merini, integrazione "fisica", per la prima volta, della sua poesia. Si può dire, sia del libro che del video, che per entrambi vale quel che la Merini stessa ha scritto in una diversa occasione. Che si tratta di "una ricognizione, per epifanie, delitti, nenie, canzoni, disvelamenti e apparizioni, di uno spazio - non un luogo - in cui... irrompe il naturale inferno e il naturale luminoso dell'essere umano". Il cofanetto contiene anche una sorpresa "esclusiva", rivolta al lettore di Alda Merini.

liberonweb.com     unilibro.it

 

 

piu bella della poesia

e stata la mia vita

einaudi  libro / video

lettera a mollica


 Prima di venire
Portami tre rose rosse
Prima di venire
Portami un grosso ditale
Perché devo ricucirmi il cuore
E portami una lunga pazienza
Grande come un telo d'amore
Prima di venire
Dai un calcio al muro di fronte
Perché li dentro c'è la spia
Che ha guardato in faccia
il mio amore
Prima di venire
Socchiudi piano la porta
E se io sto piangendo
Chiama i violini migliori
Prima di venire
Dimmi che sei già andato via
Perché io mi spaventerei
E prima di andare via
Smetti di salutarmi
Perché a lungo io non vivrei

clinica dell'abbandono

 

http://youtu.be/Q_ODQHYkEAY

MOLLICA INTERVISTA MERINI

 

 

Addio Mike

Amico dei nostri giorni migliori,
addio Giovane come noi
Malato di tormenti imprecisi
Hai portato l’America in Italia
Nelle nostre povere case
Quando non c’era niente
Quelle sere
passate davanti alla televisione
Quelle noiosissime serate
passate in casa
Erano rallegrate allora
da questa vivacissima marionetta
Che parlava l’inglese
Che parlava tutti i linguaggi possibili
E soprattutto quello della famiglia
Hai addolcito il nostro mondo
Che era fatto di inedia e crepacuore
Sei stato un agente della cultura
e pochi l’hanno capito
C’era il cuore in Mike Bongiorno
C’era la nostra famiglia italiana
C’erano le nostre tavolate
Ci riunivamo per guardarti
Giovani, vecchi e bambini
che si tenevano per mano
Abbiamo perso un amico,
un grandissimo amico
Non ti dimenticheremo mai
I tuoi errori, le tue gaffes
Sono gli errori
che hanno fatto gli Italiani
A cui tu hai voluto bene
come un padre
Come uno strano profeta
Eri tu con le sue trovate geniali
Che parlavi di un grande avvenire
Di cui non sappiamo più nulla
Io ero una donna orologio Vasco
Ero come Emanuel Kant
Su di me si regolavano tutti:
baciavo a un’ora prestabilita.
Facevo l’amore per puro dovere
poi un giorno sorsi.
Mi ergevo con i suoi baci
E divenni una bacio dipendente.
Quell’uomo non lo vidi più Vasco.
L’unico mio desiderio
È di avere una vasca rossa piena di sangue
per lavarmi da quel ricordo.
E’ incredibile come un bacio
Possa cambiare una vita.
Nessuno riuscì più a baciarmi
come quell’uomo
nessuno mi prese più tra le braccia
come lui.
E ora che sono sola
ora che il portatore di un bacio
è diventato il portatore di un demonio
ora che lui è morto
nessuno mi difende più
da questi sgherri

..
scritta di getto e dettata al telefono a vincenzo mollica
consegnata a los angeles a
vasco rossi su foglio dattiloscritto  - 2007

su eugenio montale e maria luisa spaziani
Maria Luisa fu il tuo gingillo felice
vi ci giocasti la senilità
fiore di poesia
anche dopo morto   il poeta è utile agli altri   perché è un’essenza
Sopravvive a se stesso suo malgrado

 

 

LA MIA CROCE  

Abbiamo fame di tenerezza
in un mondo dove tutto abbonda
siamo poveri di questo sentimento
che è come una carezza
per il nostro cuore
abbiamo bisogno
di questi piccoli gesti

che ci fanno stare bene
la tenerezza
è un amore disinteressato e generoso
che non chiede nient’altro
che essere compreso e apprezzato
Non mi è mai piaciuto il mio volto
è menzognero come la poesia.
Non si vedono lacrime
nei cupi agguati del destino
non si vede il lupo che mi divora.
é un volto quotidiano
che non parla nemmeno di gloria.
.   Ho cominciato a piangere per gioco e poi ho creduto che fosse il mio destino
.   LA GENTE QUANDO NON CAPISCE INVENTA E QUESTO E' MOLTO PERICOLOSO
.   Chi regala le ore agli altri vive in eterno
.   In fondo - in questa vita - nessuno viene mai capito veramente

 

la Madre

 quella che come me mangiò la terra del manicomio

credendola pastura divina

quella che si legò ai piedi del figlio

per essere trascinata con lui sulla croce e ne venne sciolta

perché continuasse a vivere nel suo dolore

 

Maria

In te che sei

la bianca aurora 

notte angelica

tu che batti alle porte

del regno del cuore

tu che sei vissuta

della fame e della sete di Dio

tu che non piangi

tu che non menti

e sei gravida di tutte le cose umane

ma comunque giusta e immacolata

bella perché la notizia di Dio

ti ha così folgorata

Maria

ho difeso Maria durante la fuga
e per lei partorivo figlie
io mi muovevo ridendo
come a una bella festa
in quell’internamento
avevo la mia parte di ragione
non mi sarei potuta fermare
mettere al mondo le mie colombe
è stato un ideale di carità pubblica


inedito  da il segno clinico di Alda
michele caccamo  -  facebook - 2012

L’anima innamorata      -       Corpo d’amore

2000

Un incontro con Gesù

2002

Magnificat     -     Un incontro con Maria

2002

La carne degli angeli 

2003

Poema della croce 

2004

CANTICO DEI VANGELI

2006
SANTO PADRE DIVINA POESIA 2008

addio karol

ricordo
i tuoi errori grammaticali
nessuno di noi ha corretto
il tuo linguaggio
i tuoi errori grammaticali
ci hanno riempito di errori
noi conosciamo bene l'italiano
e sbagliamo a parlare d'amore

da santo padre divina poesia


ALDA MERINI RECITA TERRA SANTA
http://video.repubblica.it/merini-recita-la-terra-santa

https://youtu.be/a9hsNKTX820



Ieri ho sofferto il dolore
non sapevo che avesse una faccia sanguigna
le labbra di metallo dure
una mancanza netta d'orizzonti.
Il dolore è senza domani
è un muso di cavallo che blocca
i garretti possenti
ma ieri sono caduta in basso
le mie labbra si sono chiuse
e lo spavento è entrato nel mio petto
con un sibilo fondo
e le fontane hanno cessato di fiorire
la loro tenera acqua
era soltanto un mare di dolore
in cui naufragavo dormendo
ma anche allora avevo paura
degli angeli eterni.
Ma se sono così dolci e costanti
perchè l'immobilità mi fa terrore?

la terra santa  -  https://youtu.be/a9hsNKTX820

Al centro della sua nuova raccolta poetica c’è la croce. Che cosa rappresenta per lei?
«Cantare la croce significa cantare il dolore, ma al tempo stesso anche la liberazione. La croce richiama la morte, ma è pure la base della risurrezione. In fondo ognuno di noi se la porta dentro tutta la vita, anche come forma di vergogna e di derisione. Giovanni Paolo II, in questo senso, è una figura unica, perché non cerca mai di mascherare il suo dolore».
La poesia è inscindibile dal dolore?
«Secondo me, l’accostamento fra poesia e dolore è un inganno. L’uomo comune vive nella sofferenza, mentre il poeta è felice, perché asseconda i suoi desideri più profondi e viscerali. Certamente, ci vuole studio, esperienza, volontà e soprattutto cuore per scrivere versi, ma se fosse vero che non c’è poesia senza dolore, sarebbe preferibile che fossimo tutti analfabeti».
Alda Merini    famigliacristiana

 

 

Alda Merini, ripercorre la vita di Maria, dalla sua infanzia attraverso il concepimento di Gesù, la Sua passione e infine la resurrezione. L'immagine di Maria che emerge da questo testo è sorprendente: il suo volto, da mistico e immateriale, diventa di carne e sangue.
ilquotidiano.it
 

 

POEMA DELLA CROCE
La poesia di Alda Merini evoca, con una forza visionaria di rara suggestione e intensità, il momento più tragico ed emblematico della vita di Cristo, per la prima volta rappresentato dalla poetessa milanese accanto alla Vergine, in un dittico di sublime potenza espressiva e di altissima tensione emotiva. Madre e figlio appaiono infatti in tutta la loro fragilità umana, fatta di smarrimento e paura, addirittura di muta ribellione, e nello stesso tempo si stagliano sulla scena come figure luminosissime, immense, capaci di dialogare tra loro con silenzi, gesti quasi impercettibili a occhio umano: come l'abbraccio impossibile tra Maria e il figlio inchiodato  ...
teatro.org  - girami.it  -  pasqua 2007

http://youtu.be/XGUP_uaXuOk - nuti/merini

 


POEMA DELLA CROCE
Ero con te, Padre
al momento della creazione.
Non potevo non conoscere gli elementi e dominarli.
Cosa vuoi che sia
sollevare la pietra di un sepolcro
in confronto alla tua volontà di Creatore.
Tu mi hai insegnato come è composto il mondo
e mi hai reso figlio
ma ero partecipe
della creazione.
I seguaci che mi hanno seguito
hanno creduto in Te e in me
Tuo figlio.
Saranno felici di vedermi risorgere
ma io piangerò
per quelli che sono ancora incatenati
nell'inferno
e le mie mani
faranno tacere i loro stridori.
Povere anime
che migrano verso il nulla.
Lo spavento
Dio
di queste profondità cieche
di questa gente che non ha avuto
lo splendore delle tue redini.
Perché tu non sai
Padre
cosa vuol dire
sedere alla Tua destra
in veste di re.
Un re mite ma non codardo
che fa da intermediario
tra la tua collera divina
e la lussuria e la miscredenza dell'uomo.
Io
che sono giusto
amo l'uomo
e ti chiedo perdono
attraverso questa lenta agonia
che dura da secoli
per il mondo.
Ecco, Signore, io ti rendo il mio spirito
in forma di bianca colomba
che volerà verso il cielo.
E non altrimenti
Tu hai costruito la pace
se non con gli inguini di un uccello
che porta l'ulivo alle tue labbra.

Padre
io risorgerò
e siederò alla Tua destra.

 

 

 

Mistica d'amore   -   MAGNIFICAT -  UN INCONTRO CON MARIA

riunisce cinque opere di ispirazione religiosa composte da Alda Merini fra il 2000 e il 2007, racconti poetici che hanno per protagonisti le figure fondamentali della fede cristiana. Le pagine di "Corpo d'amore" indagano l'enigma di Gesù e il potere del suo amore per gli uomini, "fiamma che sciolse tutti i ghiacciai dell'universo". Riflessioni riprese nel "Poema della croce", al centro del quale si staglia il teatro della crocifissione, il luogo terribile dove il dolore di Dio e quello dell'uomo convergono e la pietà e la speranza sembrano bandite per sempre. In "Magnificat", una Vergine Maria fragile e umanissima rivive il suo smarrimento di fronte al mistero della divinità del figlio e, in "Cantico dei Vangeli", Pietro, Giovanni, Giuda, Filato, Maria Maddalena intessono con Gesù un dialogo intenso, ciascuno con accenti diversi - pensosi, drammatici o intimi. In "Francesco", infine, il santo di Assisi ripercorre, in un monologo che è a un tempo confessione e preghiera, le tappe fondamentali della sua vita, dalla rinuncia ai beni del padre all'attesa della morte. Ne risulta un unico canto di amore mistico, dove poesia e professione di fede si intrecciano in versi di potente suggestione e grande forza espressiva.

.

Alda Merini evoca la Vergine Madre indagando soprattutto il suo aspetto più umano e femminile: la maternità. Un'opera su una delle figure più enigmatiche della cristianità, che ha appassionato scettici e credenti di tutti i tempi. Questo libro ci consegna una Vergine diversa da come eravamo abituati a pensarla: quella che ci viene incontro in queste pagine è una donna giovane, fragile, umanissima perché l'autrice non ne rappresenta la storia e la vita, ma evoca la sua interiorità, il suo smarrimento il suo stupore.

ibs.it
Maria è uno dei più affascinanti enigmi della cristianità: vergine e madre, corpo sensuale che dona la vita e corpo spirituale che accoglie il figlio di Dio, intorno a lei si sono appassionati laici e religiosi, scettici e credenti, e soprattutto l'uomo semplice che attraversa questo mondo senza ancore sicure contro la sofferenza e la paura. Lei si staglia luminosa, pudica e silenziosa sullo sfondo della vita di Cristo, icona di accettazione, amore e fede e nello stesso tempo simbolo eterno della femminilità e della maternità, concedendo solo gesti e sguardi fuggevoli a chi continua a interrogarsi sul suo mistero. Come questo libro, che ci consegna una Vergine diversa da come eravamo abituati a pensarla: quella che ci viene incontro in queste pagine è una donna giovane, fragile, umanissima, perché Alda Merini, una delle più grandi poetesse italiane, non ne rappresenta la storia e la vita, ma evoca, con straordinaria forza visionaria, la sua interiorità, il suo smarrimento, il suo stupore. Maria è corpo, sangue, dolore, eppure la sua voce sembra provenire da uno spazio cosmico, rarefatto, solcato ora da vibrazioni commosse e ora da lampi di intensa intimità con il lettore, quasi a dimostrarci che nessun mistero si può svelare e comprendere se non sappiamo offrigli in cambio la nostra autenticità. Con dieci opere inedite di Ugo Nespolo.

bol

.
Ella era di media statura e di straordinaria bellezza, le sue movenze erano quelle di una danzatrice al cospetto del sole... Se alzava le mani le sue dita diventavano uccelli, se muoveva i suoi piedi pieni di grazia la terra diventava sorgiva. Se cantava tutte le creature del mondo facevano silenzio per udire la sua voce. Ma sapeva essere anche solennemente muta. I suoi occhi nati per la carità, esenti da qualsiasi stanchezza, non si chiudevano mai, nè giorno nè notte, perchè non volevano perdere di vista il suo Dio.

fb/am

 

Quando il cielo baciò la terra nacque Maria.
Che vuol dire la semplice
la buona, la colma di grazia.
Maria è il respiro dell'anima
è l'ultimo soffio dell'uomo.
Maria discende in noi
è come l'acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza

magnificat  -  un incontro con maria

 

 

GesU ha sofferto le carni della donna e dell'uomo

e sa benissimo che il desiderio e il piacere sono alla base della creazione e che un figlio non nascerA mai se un uomo non desidera la sua donna e se l'uomo a sua volta non si lascia amare dalla sua donna.

Quindi la donna sarA Il frumento della sua casa -  quindi la donna sarA il pane quotidiano -  quindi la donna sarà il male e la pietà del male -  il bene e la pietA del bene.        Quindi la donna avrA in sE tutte le contraddizioni care a GesU -  la tenerezza e l'oblio  -  la condanna e l'assoluzione  -  il parto e il figlio - la luce e la tenebra 

AM

 

 

Il carnevale della croce
i versi che ripercorrono le figure salienti della cristianità e le grandi narrazioni evangeliche insinuano nel discorso spirituale una corporeità fortissima, che si confronta con la più elevata tradizione mistica, aggiungendo quel tocco di devianza e di pensiero paradossale che è da sempre la cifra esemplare della poesia di questa autrice.
unionesarda.ilsole24ore.com

 

 

 

 

La mia religiosità è molto pagana

Pagana e gaudente. Mi sono sempre comportata da grande peccatrice e non mi sono mai pentita. Non vado in chiesa a mormorare, d’altra parte le chiese sono sempre vuote. Non prego. Ma credo che Dio sia qui con me. Ne avverto la presenza, annuso il suo odore, sento dentro di me la pace divina.
fb/am - 2013


LETTERA AL PAPA
- 2009
Sua Santità Benedetto XVI
Santo Padre, mentre La ringrazio, La prego di tenere conto dei continui omaggi molto belli fatti da alcuni miei allievi, fra i quali Giuliano, i quali, pur onorandoLa, sono assai lontani da Lei. Noi poveri peccatori cerchiamo di onorarLa con disegni e preghiere, ma non vorremmo toccare l’ambito della superbia in cui è facile cadere. Grazie a Dio il Cristianesimo trionfa ma attenti alle false meretrici e peccatrici perché Dio ama i peccatori come noi. Io sono un guado pieno di errori che ho fatto e di cui mi pento. Santo Padre ho sentito la Terra Santa perché ho incontrato faccia a faccia il Signore. Io sono vissuta nella sporcizia, ho servito San Francesco e avrei voluto venire da Lei ma me lo hanno proibito per la mia salute e per riguardo ad Ella. “Peccatore come sono” ma madre sicura che non meritava 4 figli. Sono belli ma non cattolici, alcuni di loro non sanno di essere battezzati. Vanno a derubare la loro mamma ma sono sempre doni caro Santo Padre. Questi buoni ladroni sono la mia consolazione e moriranno con me, con i miei dolori. Hanno pianto, non avevano la mamma. Ma la mamma è sempre stata con loro, non li ha mai abbandonati. Oh dolce è stato il mio destino al quale ho lasciato i miei anni. Come è vera la storia di Maddalena, anche io come Maddalena. Abbracci le donne sono fredde come il ghiaccio. Per la malattia e la guarigione di Alda Merini.

Ospedale San Paolo. Milano 28 ottobre 2009
Il Sole 24 Ore - parliamoitaliano.altervista.org -  rivistadipedagogiareligiosa.it  -  2011

La parola giudica e con ciò cerca sempre il potere
Ma il potere è sempre freddo e frettoloso
Come vede il futuro del mondo ?
Alla mia età cosa vuole che le dica .. sono alla fine.
Il mondo sta precipitando credo sia in mano a forze demoniache, denaro, vizi, droga, consumo dell’amore come fosse carta straccia, l’amore vero fa gelare il sangue e invece oggi viene consumato in fretta senza sentirne il sapore.
Ai miei tempi c’era la guerra, la povertà, ma non siamo morti, eravamo in un certo senso felici, si ubbidiva al padre, alla madre .. oggi i genitori sembrano assatanati, vogliono i loro figli al potere, alla gloria e alla fine li rovinano.
facebook.com/persempremilano

Come vede il mondo oggi ?
Sono una devota di Papa Giovanni, ma credo stiamo andando verso la completa distruzione. La vita è un dono di Dio, essa ci dà e ci toglie. L’invidia, la cattiveria, ma anche l’impossibilità di combattere queste cose, sottraggono alla gente parte della loro esistenza. La gente oggi è mossa a fare qualcosa solo perché è costretta ad obbedire ad un ordine: spontaneamente è difficile che ciò accada, è difficile che l’uomo obbedisca alla sua coscienza. C’è chi uccide e non si pente e questo perché nessuno ha più una guida. Tutti dovrebbero rassegnarsi di più, essere meno ricchi, e ognuno dovrebbe amare il prossimo come fossimo fratelli. La mia poesia vuole essere un messaggio divino, una preghiera perché si riscopra l’amore verso gli altri.
intervista giovanni d' auria - fuori da quelle mura

Signora Merini dove trova l’ispirazione per scrivere ?
Ho sempre scritto quando soffrivo. Non ho mai riletto le mie poesie, le scrivo di getto. Il Poema della Croce l’ho scritto dopo la degenza in ospedale. Ė la storia di tutti i poeti che muoiono per la società come Cristo. Anche Gesù ha usato la parabola per arrivare al cuore dell’uomo. Come noi usiamo i versi. Ma adesso non scrivo più. Con immenso dispiacere dico che la poesia non serve a nulla, conviene andare a sturare i lavandini: si guadagna di più e si pena di meno. La massa è ignorante e non capisce la poesia. Il poeta vive solo, non cerca l’appoggio degli altri, vive in una sua dimensione e per questo è più esposto alle critiche. La gente arriva al punto di inventarsi le cose, fino al punto di calunniare. Per favore non mi parli più di poesia. Quando mio marito tornava a casa dopo aver lavorato tutto il giorno per fare il pane a mano, mi diceva basta non parlarmi di pane, non lo voglio nemmeno vedere sulla tavola. Ebbene per me adesso la poesia è come il pane. Non sono ottimista per il futuro: manca la fiducia, la solidarietà. E’ un mondo di ladri e non parlo del furto delle cose, quelle si ricomprano; parlo del furto della felicità. In Italia rubano la felicità, si è sempre tenuti in apprensione e in ansia. I politici cercano di apportare benefici solo alle proprie famiglie, non hanno in mente il bene degli italiani, non c’è il rispetto della collettività.
intervista da voglia di gioia - monicamelotti.it
books.google.it


.

Il senso della vita
La vita non ha senso, anzi è la vita che ti dà un senso, sempre che noi la lasciamo parlare, perché prima dei poeti parla la vita, dobbiamo ascoltarla la vita.
Il poeta soffre molto di più, però ha una dignità che non si difende neanche alle volte, è bello accettare anche il male. Una delle prerogative del poeta, che è anche stata la mia, è non discutere mai da che parte venisse il male, l'ho accettato ed è diventato un vestito incandescente, è diventato poesia, ecco il cambiamento della materia che diventa fuoco, fuoco d'amore per gli altri anche per chi ti ha insultato !

fb/aldamerinicamminandosulnaviglio - 2016
La calunnia è un vocabolo sdentato che
quando arriva a destinazione
mette mandibole di ferro

 

 

 

 

 

Io la vita l’ho goduta

perché mi piace anche l’inferno della vita

e la vita è spesso un inferno

Per me la vita è stata bella

perché l’ho pagata cara

ALDA MERINI nel CALENDARIO letterario le fate sapienti  2009

 

*


E se diventi farfalla
nessuno pensa più
a ciò che è stato
quando strisciavi per terra
e non volevi le ali


Vedessi
com’è grande il pensiero del mare





dove il mio dolce amore oggi è andato a pescare
vedessi com’è grande la vela del pensiero
eppure sono sola come un vecchio mistero
vedessi che coralli ci sono in fondo al mare
e lui non mi ha pescato perché doveva andare
vedessi come piango un pianto universale
un amore così bello non doveva far male.
AMOROSA - ALDA MERINI
CURATA DA NICOLA CROCETTI - TRA I PIÙ ATTENTI EDITORI DI POESIA CHE HANNO AMATO E PUBBLICATO LE OPERE DELL’AUTRICE E CON PREFAZIONI INEDITE, PRENDE IL VIA IN EDICOLA LA COLLANA ' ALDA MERINI' .
IL PRIMO VOLUME PROPONE LA RACCOLTA VUOTO D’AMORE CON LA PREFAZIONE INEDITA DEL POETA E SCRITTORE ALDO NOVE .  
-- QUELLA DI ALDA MERINI È STATA UNA FIGURA UNICA, NEL PANORAMA DELLA POESIA ITALIANA. NON SOLO PERCHÉ HA TRASCESO – COSA PIÙ UNICA CHE RARA – IL RISTRETTO CAMPO DEGLI ADDETTI AI LAVORI PER APPRODARE AL SUCCESSO MEDIATICO, MA PERCHÉ CONTINUA A RINNOVARSI IN UN TERRITORIO LIMITE IN CUI IL MITO DI ALDA MERINI CONTINUA A CEDERE IL PASSO ALLA POTENZA DELLA SUA OPERA E VICEVERSA. IN LEI LA POESIA INSEGUE IL MITO CHE INSEGUE LA POESIA. ENTRAMBI RIMANGONO, CRESCONO CON IL TEMPO. --
da prefazione di aldo nove
roberto galaverni - corriere.it - sett 2014
L’AMORE È SOFFERENZA, PIANTO, GIOIA, SORRISO.
L’AMORE È FELICITÀ, TRISTEZZA E TORMENTO.
NON SI AMA CON IL CUORE - SI AMA CON L’ANIMA CHE SI IMPREGNA DI STORIA, NON SI AMA SE NON SI SOFFRE E NON SI AMA SE NON SI HA PAURA DI PERDERE.     MA QUANDO AMI VIVI, FORSE MALE, FORSE BENE, MA VIVI.      ALLORA MUORI QUANDO SMETTI DI AMARE, SCOMPARI QUANDO NON SEI PIÙ AMATO.     SE L’AMORE TI FERISCE, CURA LE TUE CICATRICI E CREDICI, SEI VIVO.   
PERCHÉ VIVI PER CHI AMI E PER CHI TI AMA.
LA SEMPLICITÀ
È METTERSI NUDI DAVANTI AGLI ALTRI ... E NOI ABBIAMO TANTA DIFFICOLTÀ AD ESSERE VERI CON GLI ALTRI . ABBIAMO TIMORE DI ESSERE FRAINTESI DI APPARIRE FRAGILI, DI FINIRE ALLA MERCÈ DI CHI CI STA DI FRONTE. NON CI ESPONIAMO MAI. PERCHÉ CI MANCA LA FORZA DI ESSERE UOMINI, QUELLA CHE CI FA ACCETTARE I NOSTRI LIMITI, CHE CE LI FA COMPRENDERE DANDOGLI SENSO E TRASFORMANDOLI IN ENERGIA IN FORZA APPUNTO . IO AMO LA SEMPLICITÀ CHE SI ACCOMPAGNA CON L’UMILTÀ . MI PIACCIONO I BARBONI . MI PIACE LA GENTE CHE SA ASCOLTARE IL VENTO SULLA PROPRIA PELLE SENTIRE GLI ODORI DELLE COSE CATTURARNE L’ANIMA . QUELLI CHE HANNO LA CARNE A CONTATTO CON LA CARNE DEL MONDO . PERCHÉ LÌ C’È VERITÀ LÌ C’È DOLCEZZA LÌ C’È SENSIBILITÀ LÌ C’È ANCORA AMORE .
fb/am

L’ORDINE
IN CASA MIA C’È, MA NESSUNO LO VEDE. NOTANO TUTTI UN AVVINCENTE DISORDINE, MA NON OSANO DIRLO PERCHÉ SI SENTONO ANCHE MALE. CON IL MIO DISORDINE DEL RESTO HO GUARITO MOLTE NEVROSI. LA PERSONA CHE RESISTE PER ALMENO DUE ORE IN CASA MIA È GIÀ SULLA VIA DELLA GUARIGIONE. SE NE VANNO TUTTI SCONVOLTI MA FELICI, RISCOPRONO FINALMENTE LE STRADE PULITE, I BAR LECCATI, I RISTORANTI FRESCHI E I CONVENEVOLI DELLE CENETTE A DUE. IN CASA MIA NON CI SI PUÒ MAI BACIARE, TRA L’INNAMORATO E ME C’È SEMPRE A DIVIDERCI UNA GROSSA COLOMBA DI PASQUA, UN DESSERT ROVESCIATO SUL TAVOLO. MIA FIGLIA DICE CHE SONO DISORDINATA PERCHÉ HO PAURA D’AMARE. CREDO CHE ABBIA RAGIONE.
am
DI SE STESSA
ALDA MERINI È UNA GRAN BELLA CREATURA. BELLA DAL PUNTO DI VISTA UMANO. IO CREDO DI AVERE MOLTE BELLE DOTI, MOLTE BELLE QUALITÀ UMANE; SOLO CHE UNA COSA CHE MI ANGOSCIA È LA MIA SALUTE CHE È SEMPRE STATA UN PO’ PRECARIA FIN DALL’INFANZIA. PERCHÉ SONO ANCHE MOLTO ESUBERANTE MA SPESSO VENGO ARCHIVIATA DALLE MALATTIE, MAGARI DA DELLE INDISPOSIZIONI LEGGERE, ALLORA SONO PORTATA A DRAMMATIZZARE, MI ABBATTO QUANDO NON STO BENE.
2007
fb/am

la cattiveria e degli sciocchi

di quelli che non hanno ancora capito

che non vivremo in eterno


CI SONO ADOLESCENZE CHE SI INNESCANO A 90 ANNI

 

*

 

ELOGIO ALLA MORTE
SE LA MORTE FOSSE UN VIVERE QUIETO
UN BEL LASCIARSI ANDARE
UN'ACQUA PURISSIMA E DELICATA
O DELIBERAZIONE DI UN VENTRE
IO MI SAREI GIÀ UCCISA.
MA POICHÉ LA MORTE È MURAGLIA
DOLORE, OSTINAZIONE VIOLENTA
IO MAGICAMENTE RESISTO.
CHE TU MI COPRA DI INSULTI
DI PEDATE, DI BACI, DI ABBANDONI
CHE TU MI LASCI E POI RITORNI SENZA UN PERCHÉ
O SENZA VARIARE DI SENSO
NEL LARGO DELLE MIE GINOCCHIA
A ME NON IMPORTA PERCHÉ TU MI FAI VIVERE
PERCHÉ MI RIPARI DA QUEL GORGO
DI INAUDITA DOLCEZZA
DA QUEL MIELE TUMEFATTO E IMPRECISO
CHE È LA MORTE DI OGNI POETA.

https://youtu.be/Vn5wg0c3wsQ   -   legge AM


BISOGNA ESSERE SANTI
PER ESSERE ANCHE POETI
DAL GREMBO CALDO D'OGNI NOSTRO GESTO
D'OGNI NOSTRA PAROLA CHE SIA SOBRIA
PROCEDERÀ LA LIRICA PERFETTA
IN MODO NECESSARIO ED ISTINTIVO.
NOI CI PERDIAMO A VOLTE ED AFFANNIAMO
PER I VICOLI CIECHI DEL CERVELLO
SBRICIOLATI IN MIRIADI DI ESSERI
SENZA VITA DUREVOLE E COMPLETA
NOI CI PERDIAMO A VOLTE NEL PECCATO
DELLA DISCONOSCENZA DI NOI STESSI.
MA CON UN GESTO CALMO DELLA MANO
CON UN GUARDAR 'VOLUTAMENTE' BUONO
NOI CI POSSIAMO SEMPRE RICONDURRE
SULLA STRADA MAESTRA CHE LASCIAMMO
E NULLA È PIU FECONDO E PIU STUPENDO
DI QUESTO TEMPO DI CONCILIAZIONE.

2 DICEMBRE 1948 - INEDITO AL 2014
santi e poeti 1931-2009 - tre poesie inedite - pag 23
prima poesia di alda merini
seconda : il gobbo - 22.12.1948

AMAMI
FINCHÈ SENTIRAI IL CALORE
DI UNA FIAMMA TREMULA
CHE SEMPRE ARDE
DIFENDENDOSI DAI VENTI DI SCOGLIERA.
SONO UN PENSIERO
CHE NON VUOLE MAI
LEGARE LE TUE MANI
LIBERE NEL MONDO
ANCHE SE VORREI
CHE FOSSERO SOLO MIE.
AMAMI
ORA CHE NON HO PAROLE
PER FARTI INNAMORARE
DEI MIEI SILENZI
PIENI DI GIOIA,
CHE NON POTRAI VEDERE.
AMAMI ANCORA
SARANNO SOLO GLI OCCHI
A DIRTI LA MIA PASSIONE
E LE MIE LABBRA
A RACCONTARTI
COSE DIFFICILI DA DIRE.
SAREMO NOI, UN GIORNO FORSE
AD ABBRACCIARE SOLO I PROFUMI
DEI NOSTRI CORPI

SENZA PAURA
CHE L’ASSENZA DIVENTI UNA COSA VERA.

MARE
CHE IO DOMINO COL PENSIERO
MI HAI NASCOSTO MILLE BUGIE
E TANTE VERITÀ
UN GIORNO D’APRILE
È ESPLOSA UN’ONDA
CHE AVREI VOLUTO BACIARE
COME UN ANIMALE
FUGGE DAVANTI AL FUOCO
IO SONO FUGGITO DA TE.
HO LASCIATO IL MARE PER LA TERRA
E LA TERRA PER IL MARE,
HO LASCIATO IL MARE PER LA TERRA
E LA TERRA PER IL MARE
E HO SBAGLIATO TUTTO
PERCHÈ NON ESISTONO
NÈ OMBRE NÈ LUCI
MA SOLO IL NOSTRO BREVE PENSIERO
MA SOLO IL NOSTRO BISOGNO D’AMORE



IL NAVIGLIO
MI VUOLE ANCHE DI NOTTE
COME LUCCIOLA APPESA SUI PILONI
VUOLE CHE CANTI LE LATRINE E I BAR FUMOSI
DEI MIEI PONTI ED IO, MALGRADO TUTTO
CANTO UN POETA CHE È RISORTO
DALLE CENERI INERMI DI UN PECCATO:
NON DIMENTICO MAI QUESTO DOLORE
DI ESSERE SGRADITA ALLA MIA GENTE
ipotenusa d’amore 1992

 

LA SALUTE NON HA MAI PRODOTTO NIENTE
L'INFELICITÀ È UN DONO
IO MANGIO SOLO PER NUTRIRE IL DOLORE
LA PREPARAZIONE ALLA MORTE DURA UNA VITA INTERA
una vita vissuta tra follia e poesia - 17.10.1995 - pag 47 - corriere sera - wikiquote.org


   
        



Anche se la finestra è la stessa
non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose
la veduta dipende dallo sguardo

CONFERMATO IL VITALIZIO BACCHELLI
HANNO PARTECIPATO ALL'APPELLO POLITICI E POETI ... TRA I QUALI :
MARIO LUZI - MARIA LUISA SPAZIANI
ALDA MERINI ALLEGO' QUESTA POESIA ALLA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO PER IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DINI .
sandro marucci - articolo21.org - 2017
Oh Italia forte e generosa un tempo
 signora del passato
Italia mia naturale madre
 presso cui  piango a volte
per il destino dei maggiori poeti
Italia piena di sangue e d’amore
madre mia privilegiata
dal suono dal colore dall’ombra
io, tua figlia degenere
che ho tanto sospirato e amato
per averti nel cuore
per difendere  il tuo sacro volto
 adesso ringrazio
i tuoi figli al governo
che tendono una mano al poeta
che è un fiore delicato.






 

 

 

PAGINA UNO - DUE - TRE - QUATTRO  - CINQUE

 

altri autori

 

PRIVACY