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alda
merini merini alda
LA
SIGNORA
DEI NAVIGLI
AM -
Presidente Onorario della casa editrice il filo
1993 -
premio Librex Guggenheim "Eugenio Montale
1996 - Viareggio
1997 - Procida Elsa Morante
1999 - premio Presidenza del Consiglio dei Ministri
2004 - giornata mondiale della
poesia unesco
Alda e io
- fiabe di Sabatino Scia con Alda Merini . tra i vincitori
2007 Premio Elsa Morante
Ragazzi
2007 - LAUREA AD HONOREM UNIVERSITA MESSINA
Non poter insegnare è stato il vero lutto della mia vita
Sentirmi chiamare professoressa oggi è stata un'ondata una
marea
1996 - 2007 - 2009 - PROPOSTA premio Nobel Letteratura da Academie Française
E dario fo suo amico
2008 - giornata mondiale poesia - omaggio anche ad alda merini
2008 -
PREMIO 'MAGNA GRECIA AWARDS' - taranto
premio "PulciNellaMente" intitolato ad Alda Merini - 2009
Gela - Sileno d’Oro per le sue poesie - 2009
concorso Suona la poesia e M.E.I. Meeting degli
Indipendenti dedicato a AM - 2009
Premio “Pavia città della Vita” in memoria di Alda Merini -
2009
PREMIO ALDA MERINI - CATANZARO - 2010
non posso insegnare niente a nessuno
perché ognuno deve fare il suo percorso
festivaletteratura mantova 2008
cd_FILM "Alda Merini - Una Donna sul
Palcoscenico" - LA SIGNORA DEI NAVIGLI
.. un film sulla poesia. .. la storia di una donna che vive di poesia …
A Christian .. uno dei figli… Alda, mentre respirava la vita succhiando
avida il filtro delle sue sigarette, abbandonata sul suo letto-talamo
della cultura fra libri, fogli dattiloscritti, abiti vintage e
fotografie che la ritraggono dinanzi al manicomio Paolo Pini, prigione
della sua passionalità giovanile - mi guarda e mi dice: “Le regalo una
poesia” …
Figlio ricordati
La musica della vita è sempre quella
Una sola persona non può avere mille duemila fogli
Un solo albero non può avere mille duemila frutti
E quando sei solo
Ricordati che la verità più grande
È la tua identità.
Lascia la poesia
Rinnegala
Vivi la vita giorno per giorno
Mangia il tuo pane quotidiano dei tuoi giovani anni
… Il prologo DI Una Donna
sul Palcoscenico nel film viene interpretato in maniera vibrante dalla
voce densa di Mariangela Melato
Cosimo Damiano Damato -
cinemaitaliano.info - 2009
Una donna in palcoscenico
come hai girato un documentario con una donna di
78 anni...
"Sono stati tre anni di lavoro, molto faticosi,
tutto in presa diretta, poi con il mio produttore Angelo Tumminelli (
che ringrazio per il suo coraggio nell'aver prodotto un film così forte)
abbiamo deciso di aggiungere una voce-recitante e la scelta è andata su
Mariangela Melato, un'altra milanese, la più grande attrice italiana
vivente, una grande esperienza lavorare con lei. Non ho voluto fare un
film televisivo, niente lustrini e luci, per concedere solo la parola e
gli sguardi alla Merini".
Cosimo Damiano Damato -
monica mazzei - ticinonews.ch - 2009
Bella ridente e giovane con il tuo ventre
scoperto e una medaglia d’oro sull’ombelico mi dici che fai l’amore ogni
giorno e sei felice e io penso al tuo ventre che è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere che voi chiamate poesia ed è soltanto l’amore
che non ho avuto . vedendoti io ho maledetto la sorte di essere un
poeta.
Una donna in palcoscenico - Cosimo Damiano Damato
- 2009


Una mostra ad ancona su Alda Merini -
Anche la follia merita i suoi applausi -
si
inaugura la Galleria Art - mostra di arte contemporanea ispirata
alla vita e alle composizioni artistiche di Alda Merini
gomarche.it . maggio_giugno 2008
 
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Giovanni Nuti
Il mio album come atto d'amore per Alda Merini - 2009
rasoi di seta
- giovanni nuti e alda merini
www.giovanninuti.com/site/index.html
disco postumo 2010 - «Una piccola ape furibonda» - MERINI
E NUTI -
undici tracce con i testi firmati dalla poetessa
“Paura dei tuoi occhi” ultima tappa della loro collaborazione artistica
dicembre 2010
Vivere senza malinconia - le canzoni dello swing italiano anni 30-40
omaggio alla poetessa - 2011
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la musica di San Francesco -
spettacolo di Lucio Dalla
presente la
poetessa
Il canto francescano di Alda Merini segue una trama coerente, quella della
stessa "agiografia" del santo, cosi' da dare al lettore l'impressione di
essere di fronte a una libera ripresa poetica della Legenda di San
Francesco"...... versi di straordinaria forza visionaria -
moderno e vitale esempio di compassione umana.
Nel 1993 ha ricevuto il premio Librex Guggenheim "Eugenio Montale" che l'ha
consacrata tra i nostri massimi poeti.
agi 2008
MARIO LUZI....
è
stato anche un mio maestro.. un uomo così dedito soprattutto ai
giovani e all'insegnamento non doveva morire senza quella consolazione che
lui tanto desiderava, il Nobel.
AM
LA POESIA ITALIANA
TRADOTTA IN ALBANESE
Erri De Luca,
Alda Merini,
Maria Luisa Spaziani:
tra le
grandi firme della poesia italiana tradotta in albanese grazie al progetto
del comitato minoranze linguistiche del ministero per i Beni e le Attivita'
Culturali che ha pubblicato l'antologia ''D'una o dell'altra riva di questo
mare. Voci e percorsi della poesia italiana contemporanea''.
Adnkronos
Ma essere madre oggi, il sentimento materno come
dovrebbe esprimersi secondo Lei?
oggi il concetto di
madre è andato a farsi benedire.
Si tiene più conto di altri valori, oggi la donna ha voluto emanciparsi,
ha voluto apparire e mantenersi eternamente giovane, soprattutto non
sfiorire come madre vicino ai figli; ma essere bella e piacente va a
scapito di tutto l'amore e di tutta l'umiltà che è necessaria per
crescere dei bambini.
Michelangelo Camelliti -
aetnanet.org

2004 - 2005 - 2006
milva da
brivido canta
alda merini
www.youtube.com/watch?v=qzO7FviRWgU
video

SANREMO 2007
Le è piaciuta la canzone di Cristicchi «Ti regalerò una
rosa» che parla della follia?
«No, non molto.
Forse dovrei ringraziare, si parla di matti, di manicomi e io sono stata
rinchiusa per quindici anni. Ma è un territorio di cui si dovrebbe parlare a
ritmo di rap. Capisco il messaggio, mi compiaccio ma il
manicomio è illegalità, disperazione, terrore.
Una rosa io la vorrei
mettere sulla tomba di quelli che non ce l’hanno fatta. A noi sopravvissuti,
grazie al fato e a
qualcuno che ci ha salvato, serve altro».
www.lastampa.it - 2007
INCONTRI -
intervista nella sua casa AI navigli - milano
sistemare la telecamera nella stanza piena di oggetti, foto, ricordi,
statuette, quadri, libri, fiori freschi e secchi, sedie e cuscini non è
agevole, ma alla fine si può cominciare ...
fino all’”adesso
basta”
finale, che
è lei stessa a stabilire. Per oggi il
poeta ha parlato abbastanza.
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VIDEO
rainews24.rai.it -
luciano minerva
niente gas ma elettricita
il mio amico ha capito male non volevo suicidarmi . .
Ogni minuto che vola via mi stringo con maggiore
intensità al mio appartamento. Ho paura di perdere foss’anche un piccolo
magari insignificante oggetto. Ho paura di venire
abbandonata foss’anche da un minimo invisibile particolare.
Cosa ci resta a noi vecchi se non la casa e i ricordi che essa contiene?
Per me per la mia salute per la mia anima . magari sarebbe
meglio che andassi in campagna. Via da Milano.
Lo so benissimo... Non ce la faccio. Rimarrò qui
nonostante le tante brutture di questa città.
Nonostante d’estate non ci sia nessuno a farmi compagnia
a.gatti corriere sera sett 2007
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per Alda Merini
Roberto Vecchioni
www.vecchioni.it |
la SIGNORA DEI NAVIGLI
Simone Cristicchi
www.lyricsmania.com
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Noi qui dentro si vive in un lungo letargo
si vive afferrandosi a qualunque sguardo
contandosi i pezzi lasciati lA' fuori
che sono i suoi lividi che sono i miei fiori
Io non scrivo più niente mi legano i polsi
ora l'unico tempo è nel tempo che colsi
qui dentro il dolore è un ospite usuale
ma l'amore che manca è l'amore che fa male
Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto straziato
raccolto abbracciato
Ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo e voragine
è terra che mangio
per vivere ancora
Dalla casa dei pazzi da una nebbia lontana
com'è dolce il ricordo di Dino Campana
perché basta anche un niente per esser felici
basta vivere come le cose che dici
e dividerti in tutti gli amori che hai
per non perderti perderti perderti mai
Cosa non si fa per vivere
cosa non si dà per vivere
guarda! Io sto vivendo
Cosa mi è costato vivere ?
Cosa l'ho pagato vivere ?
Figli colpi di vento...
La mia bocca vuole vivere !
La mia mano vuole vivere !
Ora in questo momento !
Il mio corpo vuole vivere !
La mia vita vuole vivere !
Amo ti amo ti sento !
Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
buttata stracciata
raccolta abbracciata
Questo amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo e voragine
è terra che mangio
per vivere ancora
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La signora avrà 80 anni e...
e non lava mai per terra
spegne cicche sul pavimento
con le pantofole da infermiera
sopra i muri delle stanze
scrive col rossetto
numeri di telefoni e aforismi estemporanei
che le case editrici non avranno
mai
non sopporta la ribalderia dei giovani.
La signora vuole un po' di privacy
perchè l'aura del poeta non va
interrotta
potrebbe essere l'aura dei Santi
il poeta ama amare ma non vuole essere amato
il poeta non vuole essere capito.
io vorrei essere come lei
fregarmene dei giudizi altrui
avere un distacco netto
dalle cose del mondo
dalla volgarità di questo secolo.
La signora mette paura
e non reggerai il suo sguardo.
tra i fiori di plastica e una pelle di leopardo
vecchie foto in
bianco e nero
articoli di giornale
la signora sembra stanca
e non vuole più parlare
l'unica cosa da fare è andare via dall'Italia
La polvere è fondamentale
se togli la polvere dalle ali la farfalla
non vola più.
NAFTALINA CANDELE CANI DI PELOUCHES ABAT-JOURS
CARTA STRACCIA PARRUCCHE
VECCHIE
GONNE SPORCHE DI OLIO
FRITTO DI POLLO
ODORE DI INCENSO E URINA
NELL'ARIA SPESSA DELLA CUCINA.
Le domande stupide di gente senza curiosità
- che cos'è l'anima? -
la signora mi distrugge
con l'eleganza e la classe di una diva.
io vorrei essere come lei
fregarmene dei giudizi altrui
avere un distacco netto dalle cose del mondo
dalla volgarità di questo secolo
per alda merini SC
è
un grande
stupido
' parla di manicomi, un mondo che non conosce '
SC risponde : Non credo serva il copyright per parlare della
sofferenza. Dietro c’è una lunga ricerca e forse Alda non l’ha
saputo -
Corriere
Sera 2007 |
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quando
ero in manicomio
mi innamorai di un uomo
un tapino come tanti
senza alcun alone di nobiltà.
eppure anche da questo bene infelice
sbocciò una rosa di santità.
noi
in quella galera
non amavamo nessuno
se non la mano che ci schiaffeggiava
eppure si sperava sempre si risorgere
e di benedire ancora i figli
con un bacio immacolato.
alla tua salute amore mio - 2003.
Per sfortuna di alcuni né la medicina,
né la scienza riescono ad aprire un varco
nell’abisso dal quale far penetrare la
luce della poesia.
Alda Merini ci è riuscita
brillantemente.
Giuseppe Rotoli -
comunedipignataro.it
I manicomi erano LUOGHI dove ACCADEVANO cose inenarrabili
e la verità non la dirò mai
per rispetto ai giovani che non devono sapere
SUL MANICOMIO E L'ESPERIENZA DELLA SCHIZOFRENIA
Il livellamento psichiatrico mette sullo stesso piano i geni e i folli. È
un atto innaturale. I medici non sono in grado di capire che cos’è l’uomo, che
cos’è l’uomo–Dio che è in noi, l’uomo creatore. Il male fisico lo capiscono tutti,
il male mentale, invece, è lo scacco per l’uomo e la sua scienza
che non riesce mai a penetrare appieno i segreti
dell’anima.
L’uomo non è nato per soffrire, ma è nato per la felicità.
Io sono passata
attraverso il tunnel del dolore che in realtà è stata per me una considerazione di ciò che può essere la vita, di ciò
che può farti la vita ma anche di quello che noi possiamo fare alla vita. Perché possiamo
essere anche noi stessi a mortificarla e a renderla brutta. Quei
dieci anni trascorsi in manicomio hanno aperto uno squarcio in me che ho voluto raccontare perché nessuno
conosce ciò che accade al di là del muro…
Quanto vuoto fanno i medici per avere in mano il cuore del paziente, ma non è
preservandolo dal dolore che lo si guarisce. A volte questo è solo un
pretesto per ucciderlo. Perché se l’uomo non sente il dolore non sente né la musica, né la poesia, né
la vita e neanche la morte. Non dimentichiamo che moriremo tutti, però prima la vita va vissuta con gioia ed
occorre capire che la poesia fa parte della
vita e anche della morte e che è un grande rischio.
Il poeta rischia molto è sempre al limite, è sempre sul filo del rasoio ma lo fa per insegnarci la felicità ,
la felicità per la vita che è in ognuno di noi.
La sopportazione mia del manicomio è stata dovuta
alla mia religiosità, all’obbedienza, all’accettazione dei fatti divini della vita.
Io depreco quelli che vogliono soffrire più degli altri perché questo lo
considero una colpa e un
reato. probabilmente pensano che attraverso la sofferenza
si raggiunga la poesia...
Ed è lì lo scorno e l’offesa. Non è vero!
perché attraverso la sofferenza si raggiunge o la morte o l’abbandono. ....
www.viandante.com/rivista/interviste/merini.html

DIARIO DI UNA DIVERSA
Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere
compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla
forza del "sentire". Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in
manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e
autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo inferno, come
un'onda che alterna la lucidità all'incanto. Un diario senza traccia di
sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo "sperdimento", ma anche
la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria
che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica
del non sentire i ritmi e i bisogni altrui, in una riflessione che si fa poesia,
negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore,
l'abitudine, l'indifferenza e la paura del mondo che c'è "fuori".
ibs
...la luna s'apre nei
giardini del manicomio
qualche malato sospira
mano nella tasca nuda
la luna chiede tormento e chiede sangue ai reclusi
ho visto un malato morire dissanguato sotto la luna accesa...
vuoto d'amore
Non si sentiva il tempo in
manicomio, anche perché non facevamo niente. Non aspettavamo nessuno,
eravamo entrati per morire per ritrovarci un giorno vivi. Era una grande
sorpresa, era una grande felicità. Ogni sera la morte e la rinascita.
rainews24.it -
intervista - luciano minerva - 2007
Parola dopo parola Poesia dopo poesia
Alda ha costruito un mondo femminile e poetico che ha scontato le mille pene
dell’anima che muore e poi rimuore più volte.
Dell’anima geniale e viscerale. Dell’anima che sopravvive a decine di
elettroshock, alla povertà, all’abbandono, alla follia. All’idiozia di quest’italietta
mediocre che sventola ballerine e seppellisce i grandi. Un’anima due volte
candidata al nobel. Eppure rimasta sola. Sola con il letto vuoto. Con la casa
silenziosa. Il tavolo sparecchiato. Sola nel suo appartamento ai Navigli, a
Milano.........
www.girodivite.it
Laggiù
dove morivano i dannati
nell’inferno decadente e folle
nel manicomio infinito
dove le membra intorpidite
si avvoltolavano nei lini
come in un sudario semita
laggiù dove le ombre del trapasso
ti lambivano i piedi nudi
usciti di sotto le lenzuola
e le fascette torride
ti solcavano i polsi e anche le mani,
e odoravi di feci
laggiù, nel manicomio
facile era traslare
toccare il paradiso,
Lo facevi con la mente affocata
con le mani molli di sudore
col pene alzato nell’aria
come una sconcezza per Dio.
Laggiù nel manicomio
dove le urla venivano attutite
da sanguinari cuscini
laggiù tu vedevi Iddio
non so, tra le traslucide idee
della tua grande follia.
Iddio ti compariva
e il tuo corpo andava in briciole
delle briciole bionde e odorose
che scendevano a devastare
sciami di rondini improvvise.
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Le mie impronte
digitali
prese nel manicomio
hanno perseguitato le mie mani
come un rantolo
che salisse la vena della vita,
quelle impronte digitali dannate
sono state registrate nel cielo
e vibrano insieme ahimè
alle stelle dell’Orsa maggiore.
A Franco Basaglia
Il vento, la
bora, le navi che vanno via
il sogno di questa notte
e tu
l'eterno soccorritore
che da dietro le piante onnivore
guardavi in età giovanile
i nostri baci assurdi
alle vecchie cortecce della vita.
Come eravamo innamorati, noi,
laggiù nei manicomi
quando speravamo un giorno
di tornare a fiorire
ma la cosa più inaudita, credi,
è stato quando abbiamo scoperto
che non eravamo mai stati malati.
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AUGURO A TUTTI UN BRICIOLO DI FOLLIA
Ringrazio sentitamente tutti quelli che hanno lavorato intorno ai miei testi e
alla mia vicenda e mi dispiace immensamente di non poter essere presente. Se a
Trieste è nata la legge Basaglia e anch’io ho lottato per liberare con me gli
altri malati e avere una parola credibile per lo meno sulla scena, debbo dire
che tutti i malesseri che mi hanno colpito recentemente sono senz’altro dovuti
alle torture manicomiali.
... Auguro a tutta la
buona gente un briciolo di follia perché Lorenzo il Magnifico dice: “Di
primavera un poco di follia fa bene anche al re”.
Con tanto affetto, Alda Merini.
Peppe Dell'Acqua - direttore del DSM di Trieste
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beta.vita.it - 2009
DOTTORE LA FOLLIA E SACRA !
Lei mi diede la forza di credere e di rischiare oltre gli
schemi e le diagnosi psichiatriche. Ora, anche grazie a lei, il Paolo
Pini è diventato il MAPP, un museo di arte contemporanea dove i pazienti, non
più reclusi, incontrano e lavorano a quattro mani con gli artisti , si esprimono
e sono ascoltati e con le loro opere possono avere un loro posto nel mondo. *
psichiatra A.O. Ospedale Niguarda Cà Granda, responsabile progetto Museo d'Arte
Paolo Pini . www.mapp-arca.it
uno psichiatra del PP - iltempo.ilsole24ore.com
OMAGGIO AD ALDA MERINI
25 NOVEMBRE 2011 - GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
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Io la vita l’ho goduta
perché mi piace anche l’inferno della vita
e la vita è spesso un inferno
Per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara
altri autori
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