francesca matteoni

Abitavamo nel bosco
Percorrevamo vene di terriccio
o su per ore umbratili
le code spenzolanti, il legno azzurro.
Genti di pelle e nuvolaglie.
Gli occhi dei rapaci erano bianchi
lumi ossuti nella notte.
Rocce, resti, ramaglie.
Nel mezzo della pietra stava l’acqua
sospinta sulle sagome del mondo –
una nerezza antica dal fondale.
Io l’annusavo corrermi nel volto
dentro il corpo rotto, arborescente.
L’erba che si fa limpida e tagliente.
poetarumsilva.com - 2012



lo sviluppo delle tecnologie digitali sta aprendo nuovi orizzonti nella concezione, costruzione e diffusione dei testi. come si evolverà la poesia in questo scenario?

Continuo a stampare quello che mi interessa e non trovo in formato libro .
Sono probabilmente molto feticista in questo, ma l’oggetto libro, o tutt’al più il suo surrogato in una dispensa spillata è ancora ciò a cui sono più legata .   Però ben vengano le sperimentazioni digitali .
La cosa importante per la poesia è che sia letta.

wuz.it - poesia2punto0.com

...  sorgiamo come popoli antichi
cancellati nella pelle vegetale .
come simboli antichi ci dipinsero
nell'ocra, nella pietra, con il sangue
della caccia o dell'amore .
ci chiamarono demoni
dal volto piumato
e con le lacrime ci trassero giu
fino al vuoto. ci dettero nomi
che non erano i nostri .
ci appesero nei sotterranei .
ci persero, ci dissero di camminare .
la vergogna tagliava il fiato ...
c'era donato un tempo .  scorreva
sula riva del tuo corpo nella foce .
da  : cio che il mondo separa - inedito
gilda policastro - la repubblica - fb/fm 20.6.2020

libro di hor - matteoni - ballati
... In questo libro parlano animali, parla una persona che forse del tutto umana non è e mi è venuta a trovare spesso, anni fa, quando vivevo a Londra e poi sul mio Appennino, a Torri, dove molto di questo libro è stato composto, ma anche a Santomoro, dove ho imparato ad amare gli ontani del bosco quasi quanto ho sempre amato il castagno. Insomma, ci siamo. Di sicuro il mio lavoro più visionario, se questa parola può andar bene - riprende il discorso poetico che concludeva Acquabuia e che riprenderà, in parte, altrove. Dall'acquabuia alla montagna che sorge, indipendentemente dalla nostra presenza. O assenza.
fb/fm - 9.12.2019

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L’apertura della prima poesia, e quindi del libro  … ci porta subito nel più puro immaginario matteoniano, che è quello che sgorga dalla ragazzina la quale, già ricolma di suggestioni silvestri, incamerate ma ancora non digerite e sublimate, leggeva magari i Books of magic di Gaiman durante un soggiorno a Londra, fondendo ciò che già sotto sotto sapeva della realtà con le suggestioni elaborate dal popolo che, più di ogni altro (e con buona pace di altri popoli non meno magici ma dagl’inglesi inesorabilmente sottomessi o colonizzati), ha saputo stabilire nelle proprie lettere un rapporto con la dimensione magica del mondo, al punto di saperla integrare anche col resto – con l’arrivo della rivoluzione industriale, con la campagna ormai antropizzata, coi tetti delle città. Tetti che riescono, così, a non escludere, con la loro esistenza, la possibilità di un emergere, sulla terra, di orecchie di coniglio, o di lepre, a perdita d’occhio.
vydia.it - 2019

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Anche io ho un desiderio forte che affido alla consapevolezza degli umani (rara, ma non assente), che affido all'ultimo mese di questo anno. Non tendo a postare poesie mie, l'ho fatto una volta con la poesia che scrissi per Montesole anni fa e che ancora riassume molto del mio credo poetico, lo faccio ora con qualcosa di perfino più importante. L'immagine è di Ginevra Ballati e viene dal nostro Libro di Hor, appena uscito. I versi appartengono a due testi lontani nel tempo, vicinissimi nell'unico tempo che importa e che si scandisce in questo spazio che abitiamo, che ci abita, dai grandi carnivori ai lepidotteri, anche se tendiamo a scordarcene.
Per te, Artico, terra degli orsi. E per il ghiaccio.
fb/fm - 25.12.2019

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Hor è l'altro me, si sveglia quando io dormo, esce da un labirinto di mostri e buio, cammina nella nebbia, fra le rocce. Ogni volta che sale alla montagna smarrisce il tempo nello spazio, lo trasforma nelle creature che lo spiano dalle tane perché lui si fletta nelle loro storie. Hor abita la riva, la soglia fra l'immagine e il verso, fra i corpi, che siano animali o vegetali. Abita la capanna cadente, la pioggia che trasforma l'estate in inverno. O nel suo ricordo.
orso-polare.blogspot.com - 6.1.2020

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Il protagonista è anche ‘autore’ di questo libro, Hor è una voce narrante maschile perché, facendo riferimento alla teoria dell’anima, questo è un buon modo per andare alla ricerca di un altro sé.   fm
marta meli - reportcult.it - 2020

Pozzo
Sulla terra, orecchie di coniglio.
Dritte, chiare.
Nelle orecchie di coniglio un suono
metallico scardina travi
verso una luce sul fondo.
La luna si appende a un ferro
che sporge nel pozzo.
Dentro la luna il coniglio
che corre senza terrore.
Dentro il terrore la lingua.
Sotto la lingua il paesaggio
si srotola nell’alfabeto.
Cresce una treccia di sillabe
alla finestra antica.
Poiché nulla resiste là fuori
una teca d’oceano o di vento –
poiché il tempo è una fossa in salita
la bambina-coniglio è fuggita.
Un tanfo di fegato e d’ossa
raschiate da piccole dita.
libro di hor - fb/fm - 1.5.2019

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Ogni stagione devi nuotare più a lungo
verso isole di roccia e pulcinelle
adattarti al crescere dell'onda, al ruvido
del sasso sotto i polpastrelli, al sole fatto avverso .
Sei il corpo di un regno in dissolvenza .
orso polare - tam lin e altre poesie 2010

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Camminare porta sempre da qualche parte
per esempio all’invisibile
dove è nebbia e canneti
dove è fumo e pianeti
dove non sai finché non tocchi
un sasso scheggiato, un vetro
di lanterna rotta .

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Tutti gli animali sento passare .
Squittiscono e ringhiano dentro il mio pelo .
Non si voltano eppure ricordano .
Spunta in un chiarore ogni piccola fine .
Non temete la morte, ma l’assenza
questa lunga deriva senza sponda
senza storie né soglia.
orsa maggiore - libro di hor - 2019

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DAL MATTO AL MONDO - VIAGGIO POETICO NEI TAROCCHI

seconda migliore autrice nella sezione Saggistica della classifica di qualità de L’Indiscreto - 2019
Un viaggio immersivo nei tarocchi, in cui l'esperienza personale si mescola alla letteratura, alla storia e alla poesia, per evocare i significati e i misteri di ognuna delle carte.
Ci sono raccontate le tradizionali figure simboleggiate negli arcani maggiori e i semi e i numeri dei minori, ma il contatto con le carte avviene qui sul piano del magico, lasciando che gli archetipi e le immagini parlino, raccontandosi o nascondendosi, eludendo interpretazioni definitive e aprendosi, quindi, alla voce del lettore con la sua vicenda umana e le sue intuizioni.
Qui si passa dai mazzi di tarocchi classici a quelli moderni, si attraversano i miti dell'antichità, si incontrano i poeti di ogni epoca, si esplorano le fiabe e il folklore.

feltrinelli - 2019
Cosa sono le carte ?  
Provo a definirle con un breve elenco:  sogni lucidi, specchi della memoria, ponti immaginari, illusioni, visioni, piccoli oggetti d'arte, un gioco che con un soffio di vento si sparge nel mondo.
fb/fm - 29.5.2019
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libro per chi ama ascoltare : i poeti conversano tra di loro, le loro parole imbastiscono un senso, valicano le epoche e raggiungono, in modo diverso, ciascuno di noi.
achab - labalenabianca.com - 2019
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giardino  dei tarocchi - intervista  rai 
maggio 2019


https://youtu.be/LqW3EVryLPw

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Con una nota malinconica, una nota del flauto di Pan, getto un occhio indietro, a quel Diavolo che ha accompagnato nell’ultimo viaggio un amore e mi fa cenni beffardi d’intesa, quando la memoria lo richiama. Riesco a rispondere che lo seguirei ancora, proprio come il protagonista di una canzone di De André non può fare a meno di disobbedire ai buoni consigli e seguire Sally, la ragazza zingara, quando la natura è vivida e magica, la giovinezza curiosa.
Mia madre mi disse non devi giocare
Con gli zingari nel bosco
Mia madre mi disse non devi giocare
Con gli zingari nel bosco
Ma il bosco era scuro l'erba già verde
Lì venne Sally con un tamburello
Ma il bosco era scuro l'erba già alta
Dite a mia madre che non tornerò
Sostano su questa strada diseredati e criminali: il re dei topi, un assassino, le prostitute, un pesciolino cieco, eroinomani. Non ci sono condanne, giudizi, biasimo. Così è, ognuno come può sopravvive e chi cade non è peggiore di chi sale – ha la sua parte in questa commedia, in questa straordinaria gita nel bosco. Il Diavolo ci mostra che è un nulla volgere ali di serafino in ali di mostro - e viceversa. A coloro rimasti sulla strada, trattenuti dalla soglia, io mi volgo: serberò anche per loro le lacrime che mi ha donato la Temperanza, e forse per loro sarò umile abbastanza da accettare il crollo della Torre. A chi ho intravisto o amato nelle catene del Diavolo io dico grazie per avermi mostrato le fiamme, aiutandomi a farne luce – grazie per il mio cammino .
fb/fm - 25.5.2020 - arcano el diavolo - dal matto al mondo

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dall'incipit : Tutto inizia sempre come un gioco.     In questo caso un gioco di carte toscane nella cucina di mia nonna, per infinite partite a rubamazzo. E poi sola, quando la nonna si decideva a liquidarmi per dedicarsi alla sua macchina da cucire, disponevo sul tavolino le regine, i paggi e i re, gli assi, che nelle mie teorie infantili erano scrigni di poteri sconosciuti: rossi e neri su sfondo bianco, le passioni e le paure ...  -fm
marta meli - reportcult.it - 2019
Tarot drawing3 : Queen of Cups - mazzo Shadowscapes
Veglia, protegge, conforta, accoglie; tutto la tocca e la ferisce, ma per amore risana le sue e le altrui ferite: è una guaritrice, che impara a lasciar fluire nell'acqua il dolore.

fb/fm - 16.3.2020
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È arrivato !   
Rientrata dalla Cornovaglia ho trovato lo Stolen Child Tarot di Monica Knighton, che aspettavo da anni e di cui ho l'edizione limitata dei soli Arcani Maggiori.    Il mazzo si ispira alla
poesia di Yeats sul fanciullo rapito, un testo iconico per me, che ho voluto dei suoi versi in epigrafe al mio romanzo, Tutti gli altri.     E senza Yeats non ci sarebbero i tarocchi e Dal Matto al Mondo.     Detto questo il mazzo è trasformativo, una continua commistione di infanzia umana e mondo animale, dove i bambini degli Arcani si perdono. O forse, finalmente, trovano se stessi.
fb/fm - 10.8.2019
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dal matto al mondo - la pratica - 10 stese per lavorare coi tarocchi
Eccolo! Un
ebook con dieci stese (+1) e altre informazioni, pensato come un diario personale, con fotografie di carte, ma anche di luoghi speciali. Può essere considerato un compagno per il mio libro: Dal Matto al Mondo. Viaggio poetico nei tarocchi ... e usato quale strumento di lavoro con cui interagire liberamente. La vostra immaginazione è quanto conta di più ! Ha un costo super-popolare e potete acquistarlo ... oppure dal mio negozio etsy appena aperto ! etsy.com/shop/AlberodelleFate
fb/fm - 14.9.2019
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cosa ti hanno dato i Tarocchi rispetto alla tua attività di scrittrice e poetessa? Ed essere scrittrice, come cambia il modo in cui «leggi»?
Buona parte della mia passione per i tarocchi proviene dalla poesia .    Lavorare con i tarocchi è come comporre poesie – si guardano le figure e le traduciamo nella nostra lingua .  Forse potrei dire che aiutano a visualizzare meglio quanto arriva dalla sorgente fino alla voce :   quale sarà la storia delle quattro Regine ?   Quando sono stata Regina di Bastoni o di Coppe ?   Si possono ascoltare le carte o si possono disporre, far dire loro certe cose sfidando il senso comune .   Penso all’Eremita come al “fare” poetico, un atto solitario, in comunicazione con i luoghi aspri, le vette, il buio .   Solo quando si è pronti a quella via la luce nella nostra lanterna risplende, e allora ecco che parola e immagine acquistano significato .
vanni santoni - pressreader.com - 2019
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PS. Ho letto tante cose

sul farsi riprendere con una parete bianca alle spalle,   pettinarsi,   mettersi il vestito buono,   etc.    ogni volta che si fa una diretta online .     Bene  volevo rassicurarvi che  :      a) pareti vuote a casa mia non ce ne sono .     b) Più o meno mi pettino .     c) Non ho vestiti buoni, ho i miei vestiti e le mie sciarpe che mi fanno sentire come se stessi attraversando la buriana presso il lago Baikal .   Rossetti ne ho, ma mi fa fatica .       Questa sono io, per lo stile ingessato ripassate fra diversi secoli e diverse reincarnazioni. Quindi ... vi aspetto alle 16 per parlare di moda, arredi e tarocchi  !
fb/fm - 28.3.2020

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orso
a volte
  io credo   il cielo è solo vetro
per questo
non cadiamo ma vediamo. siamo viste .
nuotiamo in una sfera di creature
le tracce oscillano tra il terreno e l'aria
se vien il vento rimbomba sulle superfici
si scarica nei buchi in mulinelli
animali intagliati affollano i sentieri
quello piu' grande fa tremare il suolo
voce di orso di caverna. non vogliamo
che tu sia un uomo.
scendi quando fa fumo dalla casa
quando non si respira per il fumo
ti puliremo il muso dagli insetti.
questa casa è una fossa di cibo.
chiamaci biancaneve e rosarossa.

rosarossa e la misura del mondo - matteoni e d'agostino

http://orso-polare.blogspot.it/2012/07/rosarossa.html

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Ci sono molti modi di mentire
ma solo uno di essere sinceri

cose nascoste dietro le porte


NEL SONNO  
una caduta
un processo
un viaggio per mare

L’infanzia di cui parla questo libro non è tanto la bambina che ne è al centro quanto lo spavento che la circonda da ogni lato. Di conseguenza liste di oggetti, ritmi ossessivi e cullanti, la costruzione di riti incantatorî di vario genere: tutto confluisce in una prolungata operazione di provvisorio rimedio a quel male onnipresente e incomprensibile che in Nel sonno. Una caduta un processo un viaggio per mare – Francesca Matteoni evita con cura ogni visione consolatoria – è elemento centrale dell’essere “piccoli”. Del resto in lei l’infanzia è indipendente dall’età anagrafica: tutti noi siamo, sempre continuiamo a essere, anche ciò che siamo già stati ...
Nel tessuto sgranato delle metafore e degli scarti analogici, sempre fortemente corporeo e oggettuale Matteoni si serve di strumenti espressivi in apparenza tradizionali ma nei fatti crea un libro aperto inquieto - corroso profondamente e fecondamente   - se ne noti anche per esempio il notevole plurilinguismo ...

andrea raos - editricezona.it - 2014

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ho ricevuto la recensione più bella che si possa chiedere al mio ultimo libro di poesie. Un ragazzo della scuola media che si è messo a leggerlo sotto gli alberelli e nella calura che ci ha invaso, forse il suo primo libro letto per intero.
Non l'ho capito tutto. E' difficile a volte. A volte è strano. Però quando parli della bambina e della mamma e dello smeraldo che è un pezzo di vetro e delle streghe mi è piaciuto. Ah! e poi mi è piaciuto che a volte non inizi con le parole, ma con le immagini o le fotografie.
  -
francesca matteoni  - 
fb/fm - 2014

Non sono una bimba-demonio
e non sono un talismano
non sono una lepre
che puoi imbalsamare
per sempre
impaurita sul tuo ripiano.
Non sono una cosa che bevi
non sono una carne
che tocchi  che scuoti –
non sono lo schianto
notturno
del tuo bianco delirio –
- il profilo che cresce
sul fondo del mare
un pesce dai denti-lamiera
che stride e macella
le povere braccia.

*
La luce si estingue
non c’è mai stata.
le fosse
occluse da un vento
il freddo acquatico
l’odorato.
Procedete per balzi
sulle mani.


*




 .PDF 

Smarrirsi
è un’arte opposta al tempo -
viene dal vicolo dietro la casa
dallo sbrano di rete sul muro.
Ci crescono fiori senza nome
si seccano come ferite
nella polla di nubi e tettoie.
Dalla rete lo spazio è diviso
tra il bucato e le mattonelle.
Lei ha una piccola bambola,
un quaderno,
un sacchetto di dolci.
È più grande di me, più alta
il gatto le sta tra le braccia -
non conosce
il mio sangue di sogni,
animali parlanti
sotto i funghi, dentro l’armadio.
Una donna si sporge dalla terrazza.
Ci osserva per anni, ogni giorno
fare il bagno nel tino di ferro
l’acqua strappata sul viso.
Non ha labbra, culla
un fagotto inzuppato di foglie.
I segni, dicono, le premonizioni
fanno i pazzi, le parole all’infuori
come teste spiccate e
a fatica rimesse sui corpi.
Chi assomiglia davvero a se stesso
non si frange nei resti di un altro?
Lei mi porta dei cocci di latta
e mi allunga la solita mano
da cortile a cortile, dal silenzio
del tornare bambino.
Il mio gatto tigrato la segue.
Volano sotto il giardino.
nel sonno - a mad tea party
fb/fm - 2014

Le infinite possibilità del simbolismo psichico instaurando una corrispondenza biunivoca tra l’insieme e ogni altra sua parte, rappresentano la struttura portante dei processi metaforici e metonimici che Matteoni applica alla lingua poetica: si passa così dallo specchio in senso proprio allo specchio d’acqua, dalla sua superficie al fondo invisibile, dal mare aperto al lago e da quest’ultimo alla palude, alla foresta, alla terra, al corpo.
diego bertelli - samgha.me - 2014

Tempo fa ho scritto queste prose su uno dei miei film preferiti. Mentre le scrivevo capivo che erano la mia ode all'infanzia ...
casa
Nonna, ho sempre creduto che tu abitassi qui, dove ci si ferma, non si può più oltrepassare. Che questa storia fosse quella che venivi tessendo, che mettevi nella tazza del tè nelle sere d’autunno. Che il sentiero della tua soglia portasse al conforto, alla restituzione. Nonna, in un tratto nel quale siamo ancora insieme e tutto non è più di pochi fili intrecciati, di nomi che si conservano anche se cambiano le fisionomie, le dimensioni. Ho camminato fino a te, ho volato nel fiume della lentezza, del dolore, della maturazione, come aggrappandomi alla schiena di un drago docile e temerario. E questo avviene in sogno, e dal sogno ne tengo il sapore negli oggetti, negli elementi minerali, la fiamma del camino, la pietra del suolo, l’aria che non mi trascina, ma sospende sul luogo dove divento ciò che sono. La bambina si sveglia e non ha perso niente di coloro che ama. Sa che ogni mondo è vero.
fm/orso-polare.blogspot.it - 2016

 

UN PONTE GETTATO SUL MARE
- Possiamo essere tutti formidabili ponti gettati sul mare  -fm
Raccolta di poesie composte durante un laboratorio tenuto dalle poetesse Azzurra D'Agostino e Francesca Matteoni per gli utenti di alcune case famiglia per sofferenti di disagio psichico. Il laboratorio è stato organizzato da Perda Sonadora Associazione culturale e rientra tra le attività del festival di poesia Cabudanne de sos poetas.
ibs
fb/fm - 2016
I valori non stanno nell’incensare un libro o un autore - i valori stanno in quelle cose che ci chiedono di vedere l’altro per poi raggiungerlo, il cammino più lungo e difficoltoso non è quello di scalare la montagna più alta, bensì di accorciare le distanze tra noi e il nostro vicino, la poesia ne è capace. -FM
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Sognare è giusto, sognare ha un bel gusto, ma bisogna sognare sempre ad occhi aperti per far si che non rallenti. Quelli che sognano ad occhi chiusi saranno dagli stessi sogni illusi.
Il bello della poesia è che il verso non devo spiegarlo, basta che risuoni dentro, in me, in noi. -FM
marta meli - reportpistoia.com - 2016



TUTTI GLI ALTRI
  -  tunué francia 2014 - video
Ho scritto il libro in momenti e luoghi molto diversi, componendolo lentamente fra Londra e la collina pistoiese dove sono tornata ad abitare negli ultimi anni. Per spiegarmi: il primo capitolo è uno degli ultimi a essere nato, perché soltanto scrivendo, e quindi anche accettando di non sapere del tutto dove stavo andando,  i fatti narrati acquisivano senso. Alla fine è una specie di matrioska questo libro – ogni bambolina ne contiene un’altra e la più piccola contiene magicamente la più grande. Prima comunque vengono gli eventi, le storie. Quando narri una storia che ha contatti con il tuo vissuto personale ti stupisci di come essa non sia affatto nel passato, ma accade nel qui e ora del racconto e a ogni occasione si ristruttura in maniera differente. Però narri quando un certo processo empirico è concluso, quando puoi mettere dello spazio fra la terra dove ti rifugi a scrivere e quella dove hai incontrato per la prima volta le storie. La riflessione c’è prima e dopo, insomma, ma resta a margine: in primo piano gli oggetti e i volti che sono un tutt’uno con la memoria.   -fm
maria gaia belli  - tropismi.it - 2017
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Come si torna a sé stessi? Per frammenti, per incontri, attraverso gli altri.
La bambina che oggi cerca esseri magici e gatti randagi non è così diversa dalla ragazza che seguirà artisti di strada per le vie di piccoli paesi e viaggerà verso nord in cerca di verità e protezione. Attraverso una geografia sentimentale che va dagli Appennini alla Finlandia, dai segreti dell’infanzia all’amore per individui bizzarri e tragici, la protagonista viaggia attraverso gli 'altri' di questo romanzo recuperando il nucleo durevole e salvo che si nasconde dentro la fragilità umana.
All’improvviso tu rallentasti e iniziarono a scendere le lucciole: una folla intermittente e luminosa che nessuno aveva intenzione di chiudere a partorire spiccioli sotto un bicchiere. Così tante e grandi e bianche non credo di averne mai più viste. Ci esplodevano addosso come stelle.

tunue.com - 2014
Un esordio, a mio modo di vedere, più che convincente. La prosa di Francesca Matteoni è potente all'estremo, ogni parola è un diamante tagliato con cura e minuzia, il risultato finale è un'opera straordinaria.   Perché leggere 'Tutti gli altri'?   L'unica risposta che mi viene in mente è:    perché sì.
iacopo innocenti - portalegiovani.prato.it - 2015
...
TENEVO ORA IN ME LE MORTI DI TUTTI.
QUELLE AVVENUTE CHE GONFIAVANO I FANTASMI, QUELLE FUTURE TRA CUI MI FIGURAVO, COME L'ULTIMO MOSTRO DA RICACCIARE NELL'OBLIO, LA FINE STESSA DI AKELA, CHISSA QUANDO E COME E MAI SEPARATO DALL'AMORE, ANCHE COSI FRANTO E INCAROGNITO, MA NON PIU CON ME.
LA MORTE COME IL SOGNO E' UNA TEORIA DELLA LUCE.

...
.   Sì, anzi no. Ti ho mentito. È vero che lo impiccano, ma lui non è cattivo, è il mondo che va sempre al contrario.

.   Che vuoi dire?
.   Voglio dire che ora è notte e si deve stare a occhi chiusi.
.   Ma se lui muore cosa possiamo fare?
.   Niente. Aspettare e dormire. Dormi, ora. Dormiamo tutti.

pag. 10
All’improvviso tu rallentasti e iniziarono a scendere le lucciole: una folla intermittente e luminosa che nessuno aveva intenzione di chiudere a partorire spiccioli sotto un bicchiere. Così tante e grandi e bianche non credo di averne più viste. Ci esplodevano addosso come stelle.

...
nembo kid - Mio padre era quello coi jeans sdruciti, le maniche di camicia arrotolate sotto il gomito, gli occhiali da sole sulla testa e quelli da vista nel cruscotto della A112 metallizzata, zuppa di fumo di sigarette, le MS, le Morte Sicura, diceva lui. Era quello delle canzoni di Bennato e il Cocco-rockodrillo, che ballava nella mia stanza, facendo smorfie buffe e imitando Capitan Uncino, e sapeva un mucchio di storie su cosa succede in Oriente, un luogo enorme dove si va solo a cavallo, pieno di tigri e principesse. La nostra tigre era Marana, la più forte e coraggiosa del mondo, che una volta aveva staccato con un morso un orecchio a un uomo cattivissimo. Chissà perché questa cosa dell’orecchio. Una tigre è un bestione tanto grosso e spaventoso che Dersù nella steppa ne parla quasi come di una divinità, ti può staccare la testa, ma la nostra strappava l’orecchio.
...
orientamento - Ho scritto la mia infanzia in sogno. Ne escono giorni primaverili, piogge improvvise e sciantillì rossi, visitatori emersi da vite sconosciute come dall’acqua i relitti o le sirene. Un gioco ordinario che si trasforma nella più ardita delle scoperte. Non ero mai certa che i miei compagni fossero solo bambini, proprio come me. Parlavo molto, moltissimo, ma giuravo nel silenzio di non dimenticare mai ciò che riuscivo a rubare oltre la soglia del visibile.
...
angela - Le lacrime venivano giù nel cerchio di luce dove stava il gatto, che era l’unico che io riconoscessi e non avevo abbastanza forza né linguaggio per oppormi a quanto sarebbe successo, alle voci dei miei parenti che dicevano di riportarlo dall’Angela, che di sicuro si era perso ed era finito alla nostra porta per caso.
È che non sa parlare - dissi.
... Sarei stata colpevole sempre della distanza tra me e gli altri, del restare appartenente al popolo dei muti, in fondo, nonostante la menzogna delle parole. Le persone nella stanza non avevano più volto. Le disprezzavo, tutte. Disprezzavo il fatto che non sapessero ciò che mi scuoteva, che sorridessero, che fossero sostanzialmente indifferenti al destino del gatto, preoccupati in primo luogo di bersi il caffè. Non volevo, in alcun modo, mai, essere loro.

.
.  Ci armavano di rametti e stecchi del gelato per salvare le farfalle come pezzi di foglie stiracchiate.
.  Per tutti questi anni ho derubato la vita.
Ho incanalato ogni immagine in me stessa come punti di sutura, frasi mandate a memoria spillate sui buchi di futuro. Mi sono contaminata, un’imitazione rocambolesca di qualsiasi cosa, un assemblaggio che cigola per tenersi insieme. Il mio sangue è una colla spalmata su tutto ciò a cui mi sembra di assomigliare. E poi non assomiglio a niente, mi stanco perfino di ciò che difendo come necessario, mi stancano lo stesso lavoro e le stesse facce: posso resistere qualche mese, finché ho voglia soltanto di starmene con l’erba in bocca a guardarmi gli alberi o sulla sabbia dove finisce l’occidente. Non la si vive davvero la vita, la si sottrae e a nostra volta si è sottratti, siamo un fuoco dentro un vaso d’argilla. 
Credo sia in queste parole la chiave di tutto il romanzo, nonché il punto di maturazione e di consapevolezza della narratrice, che ci fa amare il suo essere allo “sbando” e la sua ricerca continua di un altrove in cui rifugiarsi. E credo che sia un romanzo di formazione, da leggere dai venti ai cent’anni.

anna castellari - viadeiserpenti.it - 2015
romanzo 'di luoghi e di persone'
' UNA PARTENZA. UN RITORNO. e la consapevolezza indicibile che ovunque noi possiamo andare, qualsiasi ferita inferta e subita o ambizione, sogni di grandezza ci vaghi per la mente, c’è una memoria che resta fissa, non ha fretta, ci attende sul limite delle cose e le ricompone, come se mai ci fossimo dispersi '  -  fm

martina salvadeo - reportpistoia.com - 2015
Motivo cardine, elemento cruciale e meraviglioso di questo piccolo grande libro è il mondo della natura e, soprattutto, sono gli animali, veri, persi o trovati, di pezza, simbolici, docili, vicini. Gli animali sono un mondo parallelo al mondo narrato, e rendono la storia un incanto di suggestioni e metafore. Ma non immaginatelo un libro complicato, noioso, difficile magari. Scivola via la scrittura di velluto di Matteoni, si fa carezza, brezza, alba e ci si accorge di essersi spostati con la storia.
francesca mazzucato - repubblica.it - 2015
.  Quello che ci raccontavamo era una fatale premonizione di noi stessi, esseri non ancora adulti che si ostinavano a credere alle figure dei fumetti, dei libri di mitologia, che tentavano di portare un po’ più in là, nella veglia, le verità del sogno.
Poi si cresce, arriva l’adolescenza, arriva l’età adulta. La fiaba si fa viaggio, o si viaggia in una fiaba, il punto è che quella fiaba è la realtà. Fiabesca per come la protagonista del romanzo la vive, per come Francesca Matteoni la racconta. Questo libro è un mosaico, formato da piccole microstorie che muovendosi nel tempo compongono il puzzle narrativo. Vediamone qualcuna. Intanto i nomi: Mangiafuoco, Daniele, Nembo Kid, Akela, Pippi Calzelunghe, Angiaq, Matteo. Alce e un orso. E i luoghi: Pistoia, l’Appennino, Londra, la Finlandia. Autobus, bar, tende, posti abbandonati. Parole lasciate e trovate. Amori e amici. Vita dunque, e morte.
gianni montieri - poetarumsilva.com - 2015
Nel mondo dell’infanzia, così come nelle pagine di Tutti gli altri, la realtà si confonde con l’invenzione fantastica, il visibile con l’invisibile, cosicché anche le vicende effettivamente vissute appaiono alla stregua di un sogno allucinatorio. Così recita l’incipit di un capitolo, che è anche una dichiarazione di poetica: «Ho scritto la mia infanzia in sogno. Ne escono giorni primaverili, piogge improvvise e sciantillì rossi, visitatori emersi da vite sconosciute come dall’acqua i relitti e le sirene. Un gioco ordinario che si trasforma nella più ardita delle scoperte». Non è quindi un caso che non pochi capitoli di questo libro onirico siano intitolati ai personaggi del mito, della letteratura per l’infanzia, della fiaba o del fumetto - Pinocchio, Medusa, Mangiafuoco, Nembo Kid, Pippi Calzelunghe, ecc.
raoul bruni - minimaetmoralia.it - 2015
... Potremmo considerare Tutti gli altri anche come un romanzo sulla memoria, su come funziona la memoria?
Sì. E come funziona la memoria? La memoria è la dimostrazione che il tempo lineare non esiste, ma esiste la sua illusione ed è quella che nutriamo per tutta l’età adulta.   Non voglio dire che non si invecchia, non ci vengono le rughe come alla Baba Jaga e ci cresce la terza gamba in un bastone storto:    il corpo è vero.    Il tempo … dipende dalle prospettive.    Forse quando perdi qualcuno che ami (e che non potrai smettere di amare) capisci meglio ciò che voglio dire.    Il tempo si ferma lì, si ferma al trauma.     Ogni movimento che fai è un cerchio che si allarga da quel punto, che lo stempera senza negargli importanza, fino alla riva.
giuseppe zucco - minimaetmoralia.it - 2015


https://youtu.be/3Ghnh8NjnNA  -  TUTTI GLI ALTRI - INTERVISTA - 2015

soundcloud.com/whatsapp-audio  -  NINNA NANNA di FM - letta da FM - 2020

neve nel tuo paesaggio
sono sola.
osservo chi è sepolto
nel tuo petto
la traccia della gioia
il mio dolore.
dolore addormentato
come un figlio
sei un corpo tutto chiaro
di memoria.

fb/fm - 2015

Rondine
Il corpo non resiste dentro gli ossi
ghiaccia come acqua in superficie
è l’occhio frazionato nelle lastre.
Scrivere – è questo perdere peso –
le ali stese stracci di bucato
la polpa diradata dalle arterie.
Un pendaglio sospinto malamente
nel foglio dove schiarisce, allarga
la colla stinta sulle ragnatele.

tam lin e altre poesie -  2010

 

 

 



Dentro la casa c’è l’albero
e nell’albero la porta
conduce a un bosco d’impronte.
Una luce di terra e corolla
d’acqua riflessa in una foglia.
Ti conosco dal giorno in cui l’arco era un ramo
dove andiamo è dove ritorno.
Se respiro il tuo mondo è frescura.
Prenditi cura di me.

da lamponaia - ilprimoamore.com


Buio
io credo sia stato
ma come un lampo nel campo rovesciato
nell’anno che sortivo dall’ossario
e m’invischiavo al cretto
svenavo l’amnio della camiciola
nel foro sgangherato della terra.
Te la ricordi, la voce quando è un filo senza bocca
un fumo risalito come certe arie dell’alba
poi è limpido lo stelo,
la prima cavolaia, la farfalla?
Scendono per tre giorni le trivelle
inghiottono la pelle e il tremolio.
Sono il bambino-ghiaccio, il bimbo immobile
roccioso, il singhiozzo.
Non è che tutto ha sempre una ragione.
Dal fascio acceso della televisione, sei come me
mi senti, puoi salvarti. Puoi esistere
anche tu dimenticato,orbato
del tuo pezzo di paura. Non vedo più
troppo bene il sole.
Altri bambini, altrove, si proteggono.
Si calano l’un l’altro nel mio cuore.
Dev’essere così, mamma, che accadono
le cose morte, velocemente inutili nel mondo
– la screziatura delle pratoline
le ciocche troppo lunghe, aggrovigliate,
i graffi quando si corre forte
le braccia raggiate nel sudore
l’odore, le teste immerse, sporche.






ACQUABUIA

metamorfosi e storie che consegnano qualità umane agli animali ed alle piante per cercare di rispondere a spinose domande sull'esistenza .
manifesto - 2014
La poesia di Francesca Matteoni è un pieno di natura: alberi, bambini, animali, fantasmi di amanti e pietre, dalle quali sale il sussurro, ancora attivo, delle madri. Ma non ingannino i nomi veri di animali e piante: qui è natura che trasfigura in bestia, creatura umana, fiore e sangue che sporgono, a fiotti e a fenomeno carsico, dall'indistinto. Tutta questa materia espone sempre e comunque il suo rovescio fiabesco, ectoplasmatico, e chi si muove in essa ha raramente consistenza di creatura umana già formata, è idea preumana dell'uomo o narrazione dell'umano che si espande, a slancio o per crescita lenta, esponenziale, dal nucleo magico e onirico dell'infanzia.
ibs - 2014
PREMIO NAZIONALE POESIA E TRADUZIONE POETICA ACHILLE MARAZZA - 2015
motivazione -
Frammenti geografici della provincia e città di Pistoia: la strada della Riola, il Comune
della Sambuca Pistoiese, le Limentre e il paese di Torri, la vecchia ciminiera, i campi nei dintorni, le tre strade che s’immettono l’una nell’altra, formandone una sola, ellittica, dove sono cresciuta”. I nomi di luoghi che avete appena ascoltato hanno una precisa funzione in questo libro premiato nella sezione giovani ma assolutamente maturo: sono gli argini che frenano lo smottare di pagine-scaglie, di versi-tuorli, di fiori che crescono dalle pance dei morti. L’elenco scandisce un ritmo, evita l’enfasi, il dissolvimento nell’oscuro. L’acqua deve essere raccolta per non soccombere al dilagare del verso nell’indistinto, per non essere inghiottita dal gorgo sonoro del buio: Acquabuia senza trattino. Anche stavolta (come nei suoi libri precedenti) il mondo che Francesca Matteoni ci racconta è quello dell’infanzia, ma si tratta di un’infanzia definitivamente adulta, attenta a ogni minimo fruscio, con le orecchie della poesia dritte verso la luna come quelle delle lepri. E’ questa attenzione che fa di ogni poesia un’ architettura autonoma costruita da dettagli in cui la fiaba entra con l’autorità del rito e con la memoria della crudeltà delle creature e della paura delle prede. Ecco allora l’importanza di gesti come cucire, camminare, curvarsi: sono loro che modificano lo spazio tessendolo, solcandolo fino a trovarne il cuore, come in questi versi:

 

cuore

Questo è il mio cuore cucito.

Nella cucina di notte

sul ripiano che porta alla stufa

mi rannicchio e cucio ...

fb/fm

nazioneindiana.com/acquabuia  - poesie

fangoradio.com/francesca-matteoni-legge-acquabuia

 


FACEBOOK

C'è una cosa che mi rassicura sempre quando la gente parla e scrive di padri e di figli .    Non sarò mai né l'uno né l'altro .    Sono femmina  .
fb/fm - 27.1.2020

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Quinta medicina  -  natura   -    https://youtu.be/83P1Wd9QnrQ
La poetry therapy è un metodo di cura attraverso il potere della parola poetica, che in Italia è arrivata grazie al lavoro dell’associazione MilleGru.
poetrytherapy.it - fb/fm - 2015
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TABLE
Quello che state per leggere è un'immensa cavolata ma siccome mi fa ridere come la maggioranza delle cose molto stupide e mi è appena successa, la devo dire!
Sono qui in un Café di Kirriemuir, nel mezzo del mezzo del mezzo della wilderness scozzese e ho un tavolo che traballa rumorosamente. Nell'alzarmi due volte di scatto con i miei soliti modi da Lady consumata l'ho fatto "suonare", così il mio vicino si è voltato -
"Are you ok?"
"Yes, it's just the table".
"What?"
"
It's un(s)table".
fb/fm - 16 giugno 2016

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Perché non preoccuparsi dei tanti allevamenti intensivi

dove gli animali sono deprivati di ogni decenza, prigionieri dalla nascita al decesso ?   È certo più utile una lotta ferrata a questo sfruttamento, fra le cause primarie della desertificazione della terra. Che lo si faccia per amore dell’animale o per amore della terra, un’azione mirata alla liberazione di quelli che nemmeno chiamiamo animali, ma bestiame, sarebbe più utile, nobile, perfino più animista. Certo, nessuna povera mucca possiede il fascino della fauna selvatica, che abbiamo ampiamente decimato pur senza cacciare foche, ma che ci lascia vagheggiare intorno a un nostro spirito indomito, perduto nei boschi e nelle savane.    Nessun pollo e nemmeno pulcino colpisce il nostro immaginario di second’ordine come i grandi occhi di un cucciolo bianco sulla banchisa.    Non farebbero la stessa figura su un qualche manifesto pubblicitario, non produrrebbero i soliti introiti per nessun movimento.    Perché va ricordato che non tutti i firmatari di petizioni sono vegetariani, vegani, vinciani: senza soffermarmi oltre sulle molteplici criticità di simili scelte etiche, basta dire che vari consumano carne.    Mi chiedo se sanno da dove proviene.
indiscreto.org - 10.1.2020
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No, non sono un'anaffettiva  -  Questo comporta rischi e di sicuro sbagli
fb/fm - 22.11.2017

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AMAZZONIA

Oggi !    Diamo respiro alla terra .    Piantiamo un albero .    Vi aspettiamo, ore 17, al Centro Sociale di Santomoro .
fb/fm - 7.9.2019

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Piovi ti prego, piovi sull'estate australiana

piovi anche se non può esserci - e non deve esserci, mai - perdono per quel mezzo miliardo di vite innocenti, non umane, perdute. Piovi attraverso l'umano, disumanizzalo almeno un po', restituiscigli la pietà, la paura, la vista.
fb/fm - 6.1.2020

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Il problema non è quanti libri comprate

ma quali. Il vedere (parola che preferisco a "sapere") viene da ovunque, non necessariamente dai libri - alcuni, molti, sono solo opere d'accatto, fatte per rassicurarci e non cambiare nulla nella nostra mente come nel nostro vivere .  Ho conosciuto passeri che di libri non ne avevano mai letti, ma di saggezza ne avevano a nidiate .
fb/fm - 16.1.2020

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Sono animista

Non credo nella resurrezione dei morti .   Non sono orfana di sistemi monoteisti, che pure conosco bene, che fanno parte, come tutto il resto, del vasto luogo dove mi muovo e osservo .     Non sono atea e non sono agnostica - non mi manca nulla .    Abito il mondo dei vivi e dei morti e degli esseri che stanno nel mezzo .    Riconosco persone .    Persone oltre l'umano .    Finalmente ho fatto coming out  .
fb/fm - 11.4.2020

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Post della noia .   Lavori  ( quelli per cui ti pagano ) .  Nella mia vita ho fatto :
Ripetizioni
Insegnante di pattinaggio
Venditrice di scarpe al mercato
Cameriera (Italia, UK)
Lavapiatti (UK)
Operatrice per l'infanzia (o come cavolo si chiama, comunque coi servizi sociali)
Pifferaia di strada (Europa varia)
Venditrice di robe fatte da me (no droghe)
Modella per disegno
Insegnante d'inglese per adulti
Insegnante di italiano per adulti (UK)
Educatrice/ laboratori artistici e poetici per ragazzi
Scrittrice/ poeta (declinata nei laboratori o in articoli e testi pagati)
Insegnante di corsi sui tarocchi
Ricercatrice universitaria (UK)
Lettrice/ Docente di corsi universitari (UK)
Docente di corsi presso università americane (Italia)
Mi pare di averli detti tutti. Ho escluso i lavori a titolo gratuito, tipo cantastorie. Ancora non so cosa farò da grande, oltre a scrivere.
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Potrei vendere zucche, ma sono troppo pigra.
fb/fm - 2.5.2020

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Frasi di uso comune con un valore : mai perdersi d'animo .  O comunque perdersi con la ferma intenzione di trovarsi .
fb/fm - 31.5.2020

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. foto : FM a londra in camden town - 2013


Il Mercato delle Fate
Oggi giochiamo al mercato.
Inventiamo, cuciniamo, disegniamo
nell’inverno tutto illuminato
decoriamo, incartiamo e poi vendiamo !
È il giorno tanto atteso della festa.
Un suono di nevischio e campanelli
porta dentro la gente la foresta.
Rumore sognato, rumore appena udito
rumore che è sempre vicino
e ogni vecchio lo sa, se lo ascolta
di essere ancora bambino.
Venite che è l’ora speciale
l’ora vagante per cui curiosare –
c’è un gioiello di muschio e di lana
una stella di pietra, una collana
una lisca stregata di lino
una chiave, un baule e una mappa
il fiabesco acciarino di un mago
che trasforma le briciole in zuppa.
Guardate, comprate, non andate via
è fatta a mano la fantasia –
una torta farcita, una tazza di tè
una roba che non so che cos’è
ma sarebbe perfetta a casa mia.
festa di santomoro 2015

LA BAMBINA STREGATA
La fiaba la conosci, ma è diversa
non sono in pericolo e non mi sono persa
sola e segreta, se mi addormento
sono io stessa a gettare l’incanto.
Là nel tuo mondo annuso il male
e mi proteggo come fa un animale
tana o rudere abbandonato
tutto il paese si fa roveto
si cuce stretto al cielo spinato
e non c’è alcuna porticina
nel mio mondo di strega bambina.
I miei capelli son tutti nodi
le dita chiodi
non ti devi allungare
non mi puoi mai toccare.
Piegati sotto il bosco, tagliati, arranca
in me c’è qualcosa che ti manca
io non temo, se parli più non credo
non chiedo di uscire, non ti aspetto
serro il mio fuso come un’arma sul petto
non mi devi salvare
se vuoi entrare devi sanguinare
Svegliati se mi vuoi svegliare.




le pietre
La strada finiva in un muro verde
di cantiere, le montagne altissime
disintegrate al prato - la volpe
uccisa, le pozze disseccate
delle stelle. Le voci.
Non devono restare vuoti i luoghi
tenere stolti la fame, scarnirsi.
Tu come me amavi la finestra
della casa, i boschi filtrati piano
improvvisi dentro il libro, erano
belli i tetti macchiati dalla luce
il chiamarsi dai vicoli, i falchi.
Salgono dal basso, dalle lamiere
i fuochi, al freddo dei contorni
la pelle si disabita, si stringe.
Due bambini biondi con i vestiti
dei segreti, del tempo zitto, nostro
i pantaloni a coste, la lana stretta
dell’inverno, i giochi sul tappeto.
Sono rimasta sola nella foto.
La tua giacca composta nelle mani.
Dietro di me è questa feritoia
non posso ritornarvi né gettare
una moneta, un sasso, per farti
sollevare. Le dita appese ai ganci
ai chiodi marci della devozione.
Tu sei anche il riccio rannicchiato
il muso reclinato, indagatore
lo scavo nella carne il mio riparo.
Una ad una le pietre sul mio corpo
emergono dall’acqua al tuo passare.
Conoscerti raschiato dal silenzio.
Spezzarsi.
Accettare.
.


testo di chiusura di un poemetto più ampio, che uscì nel 2010, nel Decimo quaderno.    La scrissi nel 2008, una sera a Brixton dopo un pianto forte e liberatorio per dieci anni di mancanza e tutta un'infanzia invece di memoria. -fm
fb/fm - 21.3.2017

 

 



Che cos’è il Viaggio dell’Eroe ?

Un percorso che ci porta a dar forma ai nostri sogni, all’incontro con l’altro e alla maturazione.   Un racconto di sé e della propria esperienza usando la via della fiaba e le sue parole-mondo .   partiremo da casa, ci inoltreremo nelbosco, conosceremo aiutanti misteriosi e affronteremo antagonisti sfuggenti. la destinazione è tutta da inventare.

...
l'eroe riprende il cammino per i paesi collinari e le periferie : attraverso la poesia imparerà a mutare forma, adattarsi, perdersi perfino, incontrando nuove possibilità e riconoscendo se stesso negli altri.   ricordandosi soprattutto che nella fiaba della vita si parte da soli ma si torna insieme .
da locandina




Poeti in classe

capo d'orlando messina - presentazione del libro per bambini - e non solo - in cui 25 poeti contemporanei - tra i quali francesca matteoni - si presentano e scrivono per loro un testo inedito. Ciascun autore accompagna il suo testo con una presentazione di sé ai bambini e un breve racconto del suo primo incontro con la poesia.
maria chiara ferraù - ecodisicilia.com - 2018

 

 


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AUTORITRATTO
Gli altri animali non li volevo mangiare
i loro corpi erano le parole per cui volevo vivere
e non infliggere dolore .
Volevo coprire un’ala per sempre senza piume .
La nascosi in una pianta di more
rovo inestirpabile della mia convinzione .
Ci vuole vista lunga verso ogni riparo
per chi sorge stupita e stupita rimane
si disarma fino alla fine, fino alla fine si espone .
Sono nata un giorno senza spine .

1 settembre 2017
(non lo faccio mai di mettere su mie cose
inedite, ma oggi ne ho bisogno).
fb/fm - 17.4.2020

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