renémagritte
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il pensiero visibile
UTILIZZO LA PITTURA PER RENDERE VISIBILE IL PENSIERO
RENE' MAGRITTE
Magritte, come Duchamp, ritiene che l'opera dipinta non è separata dal pensiero,
che esiste un sapere che non si trova solo nel gesto del pittore (è cosa
risaputa che Magritte non amasse dipingere), ma che oltrepassa il piano tecnico
dell'opera per avverarsi su un piano propriamente estetico. Il sapere del
pittore non è quindi solo la capacità di fare, è anche un saper pensare e far
pensare.
L'arte del dipingere articola così il visibile dall'invisibile, le immagini dal
pensiero.
E in pittura pensare la differenza del visibile e del pensiero obbliga il
pittore a rendere il pensiero visibile.
Nel pensiero visibile, negli oggetti liberati dalle nostre relazioni
intrasoggettive, si scopre la magia: termine persiano con la stessa radice del
termine "mogen", ossia:volere, potere, entrare in tutte le forme, in tutte le
identità senza dimorare in nessuna
web.dsc.unibo.it
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MAGRITTE E LA FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO
Si possono creare nuovi rapporti tra le parole e gli oggetti
e precisare alcune
caratteristiche del linguaggio e degli oggetti generalmente ignorate nella vita
quotidiana
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IL TRADIMENTO DELLE
IMMAGINI:
CECI N'EST PAS UNE PIPE |
....il
filosofo con cui Magritte intrattenne più rapporti, anche tramite
corrispondenza fu Michel
Foucault
(1926-1984).
Foucault scrisse un saggio intitolato proprio Ceci
n'est pas une pipe, in cui analizza i quadri di Magritte.
In riferimento al quadro del titolo sostiene che la migliore interpretazione
sia quella di considerarla un calligramma di
cui Magritte sveli la frantumazione e la frattura interna. Ossia: l'artista
avrebbe preso spunto dalla caratteristica originaria organizzazione visiva
del calligramma in cui la disposizione dei segni che formano il testo e che
dicono la cosa di cui si parla, coincidono perfettamente.
In altre parole: di fronte ad un
calligramma il risultato del guardare e del leggere
coincidono perfettamente.
Ma è insito tra le due attività un potenziale
conflitto, se si presta più attenzione al guardare la forma o a leggere il
calligramma che smentisce la forma osservata. E' il fallimento della
congiunzione del
guardare e del leggere,
che adesso vivono in autonomia, in un ironico silenzio di negazioni reciproche,
il cui risultato è la vanificazione della realtà stessa. Così Foucault nel
saggio:
"I titoli delle opere
di Magritte, spesso inventati a posteriori e da altri, si inseriscono nelle
figure, dove il loro appiglio era, se non preparato, almeno autorizzato
anticipatamente, e dove essi svolgono un ruolo ambiguo: stampelle che reggono,
termiti che rodono e fanno cadere"
E' altrettanto interessante il carteggio tra
Foucault e Magritte. Una serie di precisazioni, commenti reciproci sulle
rispettive opere che sembrano evidenziare quasi una corrispondenza precisa tra
le ricerche di due pensatori.
Così Magritte su Le mots et le choses di
Foucault, nella lettera del
23 Maggio 1966:
Le parole Somiglianza e Similitudine
le consentono di suggerire
con forza la presenza, assolutamente estranea, del mondo e di noi stessi: io
credo nondimeno che queste due parole non siano abbastanza differenziate e che i
dizionari non siano abbastanza costruttivi circa ciò che li distingue.(...) Le
"cose" non hanno far loro somiglianza, ma hanno o non hanno similitudine. Solo
il pensiero può essere somigliante.(...). Il pensiero è invisibile, come il
piacere o il dolore. ma la pittura fa intervenire una difficoltà: c'è il
pensiero che vede e può essere descritto visibilmente.(...)L'invisibile
sarebbe dunque talvolta visibile?Sì,
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PERSPECTIVE:
LE BALCON DE MANET, 1950 |
a condizione dhe il pensiero sia costituito
esclusivamente da figure visibili. in proposito è evidente che un'immagine
dipinta, che è per sua natura intangibile, non nasconde niente , mentre il
visibile tangibile nasconde immancabilmente un altro visibile, se vogliamo
credere alla nostra esperienza. Ciò che non manca d'importanza è il mistero
evocato di fatto dal visibile e
dall'invisibile, e che può essere evocato di
diritto dal pensiero che unisce le "cose" nell'ordine che evoca il mistero."
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PERSPECTIVE:
MADAME RECAMIER DE DAVID,
1951 |
Nella stessa lettera Magritte allega, per
avvalorare quanto scritto, le riproduzioni del quadro
Perspective: le balcon de Manet, che è una variante de
Perspective: Madame Récamier de David. In cui le figure umane sono
sostituite da bare.
Alle richieste di spiegazione da parte di Foucault, Magritte risponde così,
nella lettera del 4 giugno 1966:
"Ciò che mi ha fatto vedere
delle bare là dove Manet vedeva delle figure bianche è l'immagine presentata nel
mio quadro, dove la decorazione del "balcone" era adatta a situarvi delle
bare.(...) Credo che si debba notare che questi quadri intitolati Perspective
rivelano un senso che che i due significati della prospettiva non hanno. Questa
parola e le altre hanno un senso preciso in un contesto, ma il contesto, come
lei dimostra meglio di qualunque altro ne Les mots et le choses, può dire che
nulla è confuso, tranne la mente che immagina un mondo immaginario."
utenti.dsc.unibo.it
CECI N'EST PAS UNE PIPE
Foucault
vide nell’arte di Magritte degli elementi ancora più rivoluzionari che
nell’astrattismo di Klee o Kandinskj. Apparentemente lontani, i tre artisti
hanno in comune- secondo il filosofo- l’aver scardinato il sistema
gerarchico, vigente nell’arte, tra realtà, rappresentazione e significato,
in particolare Magritte è impegnato a “separare scrupolosamente,
crudelmente, l’elemento grafico dall’elemento plastico: se ad essi accade di
trovarsi sovrapposti all’interno del quadro, come una didascalia e la sua
immagine, è a condizione che l’enunciato contesti l’identità esplicita della
figura e il nome che si è pronti a darle”.........i
suoi quadri “istantanee che fotografano l’impossibile… vignette sul
linguaggio e sulla realtà, imprigionati nel reciproco annullamento”.
exibart.com
CECI N'EST PAS UNE PIPE - IL
TRADIMENTO DELL'IMMAGINE 1928/1929
la famosa pipa....? sono
stato abbastanza rimproverato in merito. tuttavia.... la si puo'
riempire? no. non è vero. E' solo una rappresentazione. se
avessi scritto sotto il mio quadro - questa è una pipa -
avrei mentito ! Rm
magritte -
ed. taschen

A PROPOSITO DE UN CUADRO DE
MAGRITTE
Pere Gimferrer, estudioso de
Magritte, ha dicho, en relación a la obra de¡ pintor, que provoca una
reacción y que esta reacción obedece a unas leyes de lógica internas
válidos para cualesquiera obras plásticas en general pero no concretamente
para las de Magritte; en efecto, su obra ha llegado a ser
denominada por algunos críticos como pintura literaria. Sus defensores,
aluden a cierto comportamiento magrittiano del orden de lo subversivo,
que manifiesta su radical disconformidad con la percepción común de la
realidad cotidiana. El impacto poético producido en el espectador de
su obra, deriva no de la vulneración de la verosimilitud, y los
términos en que tal verosimilitud se lleva a cabo, sino de la nueva entidad
plástico que de ella resulta. La grandeza de Magritte no consiste sólo
en haber llevado a cabo una serie de opera ciones de permuta que
vulneran o someten a crítica la percepción usual, sino en haber
suscitado mediante tales operaciones, un universo plástico
turbadoramente autónomo.
paginadigital.com.ar
He held his first one-man show, of 61 works
in 1927 at the “Le Centaure” gallery in Brussels; it was on that occasion
that he met the writer Louis Scutenaire. He and his wife, Georgette, moved
to Perreux-sur-Marne, near Paris. In 1929 the Magrittes were at Cadaquès in
Spain with Paul and Gala Éluard. The Belgian artist contributed to “La
Révolution Surréaliste” and that same year exhibited with the Surrealist
group in Paris. After one-man shows in New York and Brussels, he went to
London in 1937 where he painted some large canvases for the collector Edward
James. In 1940, fearing the German occupation he and his wife moved to
Carcassone in southern France. During the war years he experimented with a
new painting style known “à la Renoir” or “solar” and continued in this mode
until 1947, the year that the critic Scutenaire published the first
biography of the artist. René then entered the period known as “vache”
something of a parody of Fauvism. In 1954 he held a major retrospective
exhibition, with 93 paintings, in Brussels. He spent 1965 on the island of
Ischia for health reasons and also had an opportunity to visit Rome. The
Museum of Modern Art in New York held a retrospective show of his works; the
year 1966 was marked by a final long trip that covered Cannes, Montecatini
and Milan. René Magritte died in Brussels in 1967.
artonline.it
mi trovai in possesso di un nuovo segreto poetico
sorprende nte,
in quanto lo choc che provai era stato provocato proprio dall'affinità di
due oggetti, la gabbia e l'uovo, mentre in precedenza avevo puntato sullo
choc provocato dall'incontro di oggetti estranei fra loro.
tutti gli scritti
Magritte rappresenta se
stesso nella sua professione di pittore ma va oltre illustrando il processo
spirituale inerente la professione artistica: il soggetto è l'uovo, ma la
tasformazione operata dall'artista fa sì che esso sulla tela sia già un
uccello.
amrcv.it
http://digilander.libero.it/Gaia_xx/Magritte.htm
magritte - di notevole suggestione poetica sono anche i suoi
accostamenti o le sue metamorfosi. Combina, nel medesimo quadro, cieli
diurni e paesaggi notturni. Accosta, sospesi nel cielo, una nuvola ed un
enorme masso di pietra.
Trasforma gli animali in foglie o in pietra
francescomorante.it
magritte poeta del mistero
Una rosa rossa gigantesca invade una stanza,
lasciando appena intravedere il soffitto. All'interno di un armadio è appesa
una camicia da notte, ma sul tessuto ci sono due seni di donna. Sul tronco
di un albero enorme appare una porta che si apre: dentro c'è una casa
con le luci accese. E' un'atmosfera che sembra ferma nel tempo quella dei
quadri di René Magritte. Fino all'8 luglio, il complesso del Vittoriano di
Roma ospita "Magritte - La storia centrale", la prima grande mostra
antologica italiana dedicata al pittore belga. Ma "La storia centrale" è
anche il titolo del primo quadro che introduce il visitatore nell'universo
di Magritte.
Una donna con il volto coperto da un fazzoletto bianco si stringe il
collo con una mano. Davanti a lei
c'è una valigia. ..... Magritte aveva 14 anni
quando la madre si tolse la vita, buttandosi in un fiume. Il corpo
fu ritrovato dopo quindici giorni, con il viso coperto dalle
vesti. Da qui emerge anche uno dei temi centrali dell'esposizione:
l'influenza dell'opera di Giorgio de Chirico sul lavoro di
Magritte.
"Perché un'opera d'arte sia
veramente immortale, - scriveva de Chirico nel 1914 - è necessario che esca
completamente dai confini dell'umano: il buon senso e la logica la
danneggiano. In questo modo essa si
avvicinerà al sogno e alla mentalità infantile".
Nello stesso anno de Chirico dipinge "Canto d'Amore". La testa di una
statua e un guanto di gomma che campeggiano in una città deserta.
L'influenza di de Chirico
Quando Magritte vede per la prima volta un'immagine
del "Canto d'amore" ne rimane folgorato. Definisce l'opera "un nuovo modo di
vedere" il mondo. Per la prima volta capisce quanto sia interessante isolare
gli oggetti dal loro contesto quotidiano. Da quest'evoluzione artistica
nasce un mondo scomposto, in cui appaiono immagini che sembrano arrivare da
sogni o allucinazioni. Attraverso la metafisica di de Chirico, Magritte si
avvicina poi gradualmente alle idee surrealiste. Nel 1927 si trasferisce a
Parigi e incomincia a frequentare André Breton, autore del primo "Manifesto
sul Surrealismo". Magritte diventerà uno dei maggiori rappresentanti di quel
movimento. Sceglie, come modelli, oggetti quotidiani. Li rappresenta in modo
inusuale. Tutto sembra caricarsi di un nuovo significato poetico. Nel bel
mezzo di un paesaggio, sotto una nuvola bianca, appare una coppa di
spumante. Inutile provare a svelare l'enigma che si nasconde dietro al
quadro leggendo il titolo: "La corda invisibile". Non è facile cercare di
intuire il significato dei quadri del pittore, attraverso i loro titoli. Le
storie di Magritte, a metà fra il reale e l'irreale, sono raccontate con
immagini dai contorni nitidi, simili a quelle dei libri per ragazzi. E da
questo mondo emerge una realtà nuova, a volte inquietante, altre ironica. Il
tema de "La grande marea" è una stanza piena di pietre grige che sembrano
quasi galleggiare. Ma all'interno di quest'ambiente scuro c'è un quadro
invaso da candide nuvole. Ne "L'impero delle luci", una delle sue opere più
note, Magritte punta sul contrasto tra un cielo azzurro e chiaro e una casa
immersa nella notte, illuminata da un lampione. A Roma si può ammirare anche
"La notte di Pisa", mai esposta in precedenza. La torre pendente è sostenuta
da una semplice piuma.
di Valeria Pini
CNN ARTE E STILE
www.surrealismo.it/magritte_enigma.htm
www.themovingart.com/artist_gallery/magritte_01.html
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Binomio “genio-follia”
Di René Magritte esiste un dipinto che
ritrae un uomo di profilo, dal colletto bianco e abito nero che impugna,
come una matita, un bocchino con la sigaretta accesa. Sembra in procinto
d’intervenire sulla superficie bianca davanti a lui. In realtà egli osserva
con attenzione e curiosità oltre il bianco e fuori del quadro. Il titolo di
questo enigmatico quadro è “Personaggio che medita sulla follìa”. Quasi a
significare che la follìa è la realtà vera, inquietante e misteriosa, che si
nasconde dietro l’emblematica apparenza, addirittura sotto i colori, dietro
la tela.
www.amicigiornaleopinione.191.it/opinione/archivio/110/pistillo.html
magritte
Après le conflit au cours duquel ses
oeuvres témoignent d'une volonté de couleur violente (époque dite
impressionniste ou plein soleil), et après l'épisode de la période dite
"vache" où il affirme avec virulence une attitude antipicturale, il découvre
et étudie de nouveaux thèmes : coexistence du jour et de la nuit, le règne
de la pierre, la mise en cause de la pesanteur, notamment. Magritte atteint
la renommée internationale. L'exposition au Museum of Modern Art de New York
(1965) le consacre. Comme Delvaux,
Magritte a répudié l'expressionnisme flamand. Chez lui, tout est raisonné,
composé, limité. Il s'est retrouvé par une inclination fatale, consciente,
sur le terrain natal de la latinité. Imprégné de culture latine, il en est
l'un des messagers. La gloire qui l'introduit dans l'histoire mondiale de la
peinture est celle d'un artiste wallon de dimension considérable.
www.wallonie-en-ligne.net/1995_Cent_Wallons/Magritte_Rene.htm
utilizzo la pittura per rendere visibile il pensiero
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le vacanze di
helgel - padre della dialettica - 1958 .
ho pensato che
hegel sarebbe stato molto sensibile a questo oggetto che ha due
funzioni opposte. nello stesso tempo quella di respingere e
contenere l'acqua. si sarebbe sicuramente divertito come in
vacanza.
RM
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la firma in
bianco - 1965
le cose
visibili possono essere invisibili. se qualcuno va a cavallo in
un bosco prima lo si vede poi no ma si sa che c'è. la
cavallerizza nasconde gli alberi e gli alberi la nascondono a
loro volta. tuttavia il nostro pensiero comprende tutti e due..
il visibile e l'invisibile. e io utilizzo la pittura per rendere
visibile il pensiero. RM |
il fantino
perduto - 1948
ripresa
perfezionata e semplificata del quadro del 1926. quest'opera
produce il surreale con una maggiore economia di mezzi. gli
alberi sono dipinti semplicemente come se fossero schizzi di
foglie. nervature.
magritte - ed taschen
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.. l'immagine è una cosa a sé,
esiste indipendentemente
dall'esistenza della cosa stessa che rappresenta. L'arte aveva preso
visione del mondo e tradotto una verità nascosta, questo era il
compito dell'artista, vedere al di là dell'apparenza....
RM

everything we see hides another thing
we always want to see what
is hidden by what we see
Rene Magritte
Lanfranco all’anagrafe Frigeri -
padre del Surrealismo italiano - Di lui disse Rene Magritte nel 1965:
C’è solo un giovane di grande talento nella
pittura italiana moderna e si chiama LanfrancO
rtfaq.it
magritte il pensiero che vede
"La
causalita' e' il piu' radicato pregiudizio (o superstizione) della cultura
occidentale al quale siamo tanto affezionati perche' ci permette di sentirci al
riparo dalla nostra ignoranza."
L. Wittgenstein
"Nella prospettiva delle neuroscienze cognitive ogni persona possiede realta'
molteplici, possiede cioe' un sistema concettuale complesso e altamente
differenziato che integra molteplici visioni del mondo e molteplici aspetti del
se'."
George Lakoff
www.psyco.com/sitosport/articoli/pensierochevede.html
museo dedicato a Magritte a Bruxelles dal giugno 2009
A ricordo del
movimento surrealista dell'epoca
2500 mq -
oli su tela – disegni -
sculture - spartiti
- foto d'epoca e film.
ai diversi piani le opere del
magritte noto e meno noto.
RECORD DI VISITE PER la più grande collezione del mondo e la più
eterogenea.
edilia2000.it

Jette Bruxelles -
rubata un’opera – ritratto del nudo di Georgette - del 1948 - stimata tra i 3 e i
4 milioni di euro. Il museo è allestito nella casa dove il
maestro del Surrealismo belga ha vissuto per 24 anni
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/magritte-quadro-rubato/1.html
salotto in cui si trovava il quadro - foto di Mattia Camellini -larepubblica.it
- 2009
un oggetto non HA MAI LO
STESSO RUOLO DEL
suo nome o della sua immagine
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