AMBASCIATORE
DELLA CULTURA ITALIANA NEL MONDO
PAGINA
1
-
2
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LIBRI |
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2012
romanzo e ideologie
- CM e gao xingjian
opere
2011
livelli di guardia - note civili
2010
IL
MONDO DEGLI APOCRIFI
- aut vari
DEMOCRAZIA LEGGE E
COSCIENZA - aut vari
TEATRO
2009
LETTERA INTERNAZIONALE
ARGONAUTA
DIARI
Ibsen in Italia
Alfabeti. Saggi di letteratura
2008
GLI ALFABETI DEL MONDO
2007
LA VITA NON E INNOCENTE
2006
lei dunque capira
LA
STORIA NON E' FINITA
DAVANTI ALLA LEGGE
|
2005
L'Infinito
viaggiare
Alla cieca
2003
Identità e
multiculturalità
Un altro mare
2002
Dietro le parole
2001
La mostra
Utopia e disincanto
Fra il Danubio e il mare
+ videocassetta
1999
L'anello di
Clarisse
1998
Un altro mare
1997
Microcosmi -
PREMIO STREGA
1996
Il mito asburgico
Le voci
|
1995
Vier seltsame Leben
Donau und Post-Donau
1993
Il Conde
1992
Illazioni su una
sciabola
1990
Danubio
1988
Stadelmann
1987
Trieste identità
di frontiera
1985
Illazioni su una
sciabola
1977
Lontano da dove.
1968
Wilhelm Heinse
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Itaca e oltre
Microcosmi
unilibro |
Il libro come ogni viaggio non è mirato a
una specifica meta
è una mescolanza di programma e casualità… Proprio come quando incontriamo qualcuno e ci
fermiamo. litighiamo oppure ci innamoriamo senza sapere
bene dove ci portano i nostri passi
korazym.org
ROMANZO E IDEOLOGIE -
CM e gao xingjian
Viviamo in un'epoca post-ideologica, ma ciò non significa che le
ideologie non esistano più, anzi ci circondano in modo più o
meno invadente, più o meno silenzioso: in questo scenario ancora
incerto, che potere hanno gli scrittori e gli intellettuali?
Quale il ruolo della letteratura in questo mondo fluido? Claudio
Magris e Gao Xingjian, in due brevi e fulminanti interventi, in
un ideale dialogo tra Occidente e Oriente, prendono posizione: a
favore del ruolo centrale e insostituibile della Letteratura
contro ogni forma di potere ideologico. Due saggi insieme
letterari e politici, distanti ma affini per profondità,
aderenza alla vita, adesione personale.
unilibro - 2012
livelli di guardia
- Ambiguità italiane. Note civili.
volume che
raccoglie una serie di riflessioni pubblicate sul Corriere della
Sera da Claudio Magris tra il 2006 e il 2011
sulla spinta della crisi della logica che accompagna la perdita
di memoria e di tutti i punti fermi che stanno alla base di uno
stato civile. La convivenza sociale e i suoi equilibri sono
messi in discussione da una politica incapace di rigore
intellettuale e carente di visione progettuale di fronte ai
cambiamenti che questo tempo impone. Claudio Magris prende
spunto dall’attualità per darle il respiro del tempo storico.
Non è spaventato dalla crisi della logica?
«Certamente, mi spaventa
moltissimo, perché tutto diventa possibile. Il problema della
sintassi del nominativo e dell’accusativo non è un problema di
filologia e se uno uccide un altro bisogna sapere chi è soggetto
o oggetto per sapere quale è l’assassino da mettere in galera,
se no mettiamo in galera la vittima. Oppure il fatto avvenuto
qualche tempo fa: un mio collega, ex brigatista rosso, dichiara
che, avendo avuto una figlia, aveva capito che non si può
uccidere un papà. Ora, ho bisogno di avere figli per capire che
la perdita di un figlio o di un padre può essere un dolore? Non
sarebbe proprio una grande prova di capacità di fantasia»
giacomo giossi - lastampa.it - doppiozero.com - 2011
Note civili
- 2006-2011
Cronache di sei anni di tragedie, farse, faziosità, violenze,
deliri e indecenze, che salgono come un'acqua alta.
Un rendiconto frammentario del «malor civile», un minimo manuale
di resistenza.
Il «livello di guardia» è l'altezza massima a cui può giungere
l'acqua di un fiume o di un lago senza costituire pericolo di
inondazione. In questi anni, nella nostra vita sociale e civile
il livello di guardia è stato superato troppo spesso, e ci
sentiamo travolti da schizzi di fango e onde limacciose: il
dileggio della Costituzione, la corruzione diventata regola, gli
aggressivi fondamentalismi clericali e laicisti, la retorica del
perdono e l'odio del diverso, le indulgenze nei confronti del
terrorismo, il confine tra vita e morte ridotto a pretesto di
polemica partigiana, la politica dell'insulto, l'assuefazione
all'ingiustizia e alla violenza, la crescente incapacità di
vergognarsi e di sapere di che cosa ci si deve vergognare, una
indifferenza che spegne lo stesso «malor civile». Livelli di
guardia registra – attraverso gli articoli che ha scritto per il
«Corriere della Sera» – le reazioni di Claudio Magris alle
notizie che la cronaca italiana e internazionale ha giustamente
imposto all'attenzione di tutti. Reazioni a volte ilari, a volte
feroci, che compongono il ritratto impietoso e autocritico di un
paese denigrato, sconciato, amato, e ci ricordano che nessuno di
noi è esente da responsabilità.
garzantilibri.it
ALFABETI
¿Cuál podría ser la
contribución de la vieja mitteleuropa para alcanzar un Estado
europeo?
Sería una pequeña contribución, pero hay
que tener mucho cuidado para que no miremos al pasado como un
modelo. Además, está el hecho de que la palabra mitteleuropa es
muy vaga y, según las diversas épocas, ha dibujado realidades e
incluso ideales y proyectos muy diferentes. De todas maneras, si
se le identifica más o menos (cosa no del todo exacta) con el
imperio habsbúrgico, es el ejemplo del papel que puede ejecutar
una gran unión supranacional, papel mucho más importante que el
que podría cumplir cada nación y cada Estado por separado.
Desgraciadamente, la cultura mitteleuropea, tan experta en
desazón y en desencanto, que ha sido una gran resistencia contra
los fascismos y los nacionalismos primero, y contra los
regímenes soviéticos después; en sentido lato, está
desapareciendo; está, por así decirlo, americanizándose
Alfabetos
En Italia, en octubre del año pasado,
salió publicada en la editorial Garzanti tu nueva antología de
ensayos: Alfabeti. Libro del que, podemos decir, casi es un
diario de vida a través de las lecturas y los libros
fundamentales —desde los libros que leía el niñito hasta los que
lee actualmente el germanista autor de libros— que constituyen
tu carné de identidad. ¿Puedes hablarnos acerca de cómo nació
Alfabeti, cuál es la idea que une a estos ensayos?
Alfabeti (Alfabetos) es una antología de ensayos diversos que
nacieron, sobre todo, grosso modo, durante los últimos diez años:
la mayoría de ellos aparecieron publicados en el periódico Il
Corriere della Sera; los menos, se publicaron en otros
periódicos y revistas, tanto en Italia como en el extranjero;
pero también se incluyen algunos ensayos más extensos
que se
remontan a años anteriores. Ciertamente, estos libros son mi
carné de identidad, casi mi espejo y mi retrato; te agradezco
por esta hermosísima definición. Como ha dicho Borges, nuestra
gloria no son los libros que hemos escrito, sino los que hemos
leído. Alfabeti nació poco a poco, como un diario de a bordo; un
poco como una necesidad interior (las obstinadas pasiones que
siento por algunos libros y por algunos grandes textos, que van
y vienen continuamente, y por algunos grandes problemas de los
que la literatura es espejo e intérprete); otro poco por
casualidad, es decir, nació de lo que iba aconteciendo en el
mundo o en el mundo de la literatura, de algunos libros que se
publicaban, de algunos acontecimientos que se verificaban y que,
por lo tanto, inadvertidamente, me obligaba a ajustar cuentas
con esto. Por otra parte —siempre sucede así en la vida, que es
una argamasa de proyecto y de casualidad—, nos dirigimos, de
acuerdo con nuestras exigencias interiores, hacia una cierta
dirección, pero no sabemos qué vamos a encontrar en nuestro
camino y hacia qué dirección nos hará desviarnos, y esto también
sucede con los libros. En general, la literatura que se
confronta en estos libros, con el respeto absoluto de su
autonomía estética, es entendida como un gran espejo del mundo;
como algo que verdaderamente nos hace entender lo que quiere
decir la vida, el amor, el miedo, la muerte, la valentía, la
fidelidad, etcétera. La literatura nos hace entender todo esto
precisamente porque no define y no predica, sino que nos muestra
todas estas cosas concretizadas directamente en la existencia,
en la vida de una o de otra persona. Por otra parte, por esta
razón, todos los grandes fundadores de religiones han narrado
parábolas, porque su enunciación de la verdad que querían
divulgar no era suficiente y entonces debían mostrar lo que
significa, por ejemplo, para un cristiano, el amor por el
prójimo concretizado en la existencia, y es por esto que Jesús
narra la parábola del buen samaritano.
María Teresa Meneses
- milenio.com - 2009
ALFABETI
Nel suo infinito
viaggiare tra le migliori pagine della letteratura, Magris
spazia dall'antichità al ROMANticismo tedesco, dai maestri russi
dell'Ottocento ai grandi testimoni della crisi del Novecento,
fino ai nostri giorni. Si confronta con miti moderni come Don
Chisciotte e Robinson Crusoe, torna su luoghi dell'anima come
Vienna e Praga... Nelle sue letture segnala i capolavori
riconosciuti e quelli dimenticati. E incontra i grandi temi
dell'esistenza e gli eventi che segnano il nostro destino di
uomini: la guerra e la felicità, l'identità e la famiglia, la
nascita e la morte, lo sport e l'erotismo, l'ira e il coraggio,
la speranza e la malinconia, la storia e le sue malattie, il
riso e il sangue...
ibs
DANUBIO
«Budapest è la più bella
città del Danubio; una sapiente automessinscena, come Vienna, ma
con una robusta sostanza e
una vital
ità sconosciute alla rivale
austriaca. Budapest dà la sensazione fisica della capitale, con
una signorilità e un'imponenza da città protagonista della
storia»
"Danubio" 1986 -
http://it.wikipedia.org
Trieste, le Danube…
Qui mieux que Claudio
Magris a su décrire ces zones frontières où les cultures se
touchent, communiquent et s’affirment dans leurs
particularités ? Ces lieux dont la toponymie - tout à la fois
italienne, allemande, française, slave - dit toute la richesse,
dit le poids de l’Histoire. Comme dans son ROMAN Microcosmes (L’Arpenteur
/ Gallimard), où le lecteur commence par s’attarder dans un café
de Trieste, gravit ensuite les montagnes du Frioul, replonge
vers les lagunes de Grado, s’enfonce dans les forêts de Slovénie,
peuplées d’ours et de fantômes, passe par le Piémont, flâne dans
les îles de Croatie, s’enfonce dans une vallée perdue du Tyrol
italien pour finir près de là où tout avait commencé - parce que
" tout voyage est surtout un retour " -, dans un jardin public
de Trieste.
Professeur, conférencier, traducteur de
Kleist, Ibsen, Schnitzler, Büchner, auteur d’une douzaine de
livres et d’innombrables articles dans la presse internationale
..
etonnants-voyageurs.com
ALLA CIECA
c’è sempre quest’idea per cui chi
cerca di migliorare il mondo rompe le scatole. Gesù non è
l’unico che è finito male, almeno nella sua vita terrena: questo
è successo a molti anche senza arrivare a questi esempi
grandiosi, e anche con esito terribile. Credo che ognuno di noi,
nel suo piccolo, nel mondo del suo lavoro si trova in difficoltà
ogni volta che si domanda il senso di quello che fa e cerca di
migliorare non solo qualche aspetto tecnico, ma di migliorare un
po’ il significato di quello che facciamo. Questo è successo
sempre.
CM
interista rai
ALLA CIECA
Elogio del ribelle di ogni tempo, delle sue idealità (anche
quando sbagliate), della sua forza di credere nell’amore come
ultimo rifugio e nel mare come “terra” di libertà sotto lo
sguardo lungo di mitiche polene....Un grande ROMANZo che chiude
nel modo più autorevole la parabola del Novecento e si apre
carico di domande al nuovo millennio.
radioamicizia.it
ALLA CIECa
Garzanti: capolavoro
- .... segno del 'non senso' ("la morte è un vecchio pirata
guercio che grida i suoi ordini alla cieca"). .....è la
cifra di una struttura narrativa che sembra apparentemente
procedere 'alla deriva' con continui incroci di piani narrativi
- L'io narrante si trova in un centro di salute mentale,
ma in seguito gli "io" si moltiplicano e si frantumano.
yahoo.com

devastante e struggente
memoriale dove a narrarsi è l’eterno ribelle, l’ammutinato,
l’eretico in balia delle onde e del buio della storia, ma anche
dei suoi sogni di giustizia e della disciplina di partito. In un
mondo dove tutto appare così disgustoso e innocente, dove
tradire è comprensibile e umano, a parlare è una memoria viva e
pulsante, che ogni tanto si spacca, come la terra durante il
terremoto, e lascia sfuggire via le cose attraverso le sue
voragini. Confessione e referto clinico, epopea e autobiografia,
traccia continuamente cancellata e riscritta, Alla cieca
intreccia storia e delirio, mito e ricordo. È un viaggio nel
tempo che commuove e sgomenta, scava nelle pieghe più inquiete e
dolorose dell’anima per trovare un senso, o almeno una estrema
via di fuga.
www.sanremonews.it/
2005
yahoo.com
ROMANZo corale
di grande respiro nelle cui
pagine si intrecciano le voci di personaggi diversi, legati da
un destino comune ma lontani nel tempo e nello spazio. Alla
cieca è un racconto dalla trama fitta e intricata sul cui sfondo
campeggia il mare, elemento di unione e continuità.
unilibro.it
presentato DA cm in inglese
all'IstituTo italiano di cultura - toronto - festival
internazionale degli autori - 2010
cancro: dire o non dire
una verità che non è solo
della malattia o della terapia o della psicologia terapeutica ma
dell’esistenza stessa... La vita è una malattia mortale, ma si può
riuscire a viverla pure gioiosamente e senza pensare troppo alla
morte, senza permettere che la comare secca faccia troppo il
gradasso. Così almeno è vissuta Marisa,
anche in quei cinque anni così duri, permettendo anche a chi stava
attorno a lei di viverli meglio e questo, credo, lo deve certo alla
sua capacità e volontà di verità, ma anche alla capacità di chi ha
saputo dirgliela in quel modo
http://www.panorama.it/
2005
nota: magris ha perduto l'amatissima moglie malata di
cancro - Marisa
Madieri 1938-1996
testimonianza toccante
lucida e partecipata conclusa con una riflessione su quella che è
“una verità che non è solo della malattia o della terapia o della
psicologia terapeutica ma dell’esistenza stessa" ... "La vita è una
malattia mortale, ma si può riuscire a viverla pure gioiosamente e
senza pensare troppo alla morte, senza permettere che la comare
secca faccia troppo il gradasso".....
http://it.health.yahoo.net/
LEI DUNQUE CAPIRA'
Ma
gris apre le porte del regno dei morti -
A nessuno scrittore si addice la vicenda di Orfeo come a Claudio
Magris. E ci si doveva attendere che, prima o poi, la sua
scrittura si sarebbe prodotta nella lunga perorazione, insieme
giustificazione e caparbio miserere, che, improntata sul mito
orfico, costituisce il felice corpo di questo breve
testo-racconto, ma anche monologo, in quanto esito di un
prorompere, della spaccatura di un silenzio spesso voluto:
Lei dunque
capirà.
....Le apparizioni di Cristo risorto sono un unicum mai
riscontrato in altre pagine. Lì il corpo diventa, sensibilmente,
un'altra cosa.
Ma, al di fuori di quell'unicum, la dialettica tra l'inevitabile
speranza e l'inevitabile disincanto non conosce alcuna
conciliazione. Senza nessun rigurgito ROMANtico, con la paziente
limpidezza del philosophe (e sa dio quanto dev'essergli costata,
con tutta l'autobiografia che attraversa in sessanta paginette)
Magris mette in scena, con questo testo davvero magistrale,
l'oggettiva lacerazione del nostro cuore. E lascia intendere che
non i morti, neppure redivivi, risponderanno al nostro grido,
bensì qualcosa che - come scrisse Montale - si trova
« più in là »
Luca Doninelli - ilgiornale.it/
Claudio Magris si muove
tra esperienza personale e mito, tra volontà di fuga e intensità
della presenza, tra leggerezza e tragedia, tra volontà di sapere
e interrogativi cui non si può rispondere.
Con una scrittura sapiente e limpida, dall'impatto quasi
musicale, Lei dunque capirà dà voce a una straordinaria figura
di donna, vittima e prevaricatrice, in un disincantato e
toccante omaggio alla femminilità.
elfarecremona.it
“Questo testo forse non
sarebbe nato se, per caso, non mi fosse capitato di frequentare
una casa di riposo, situata nel cuore di Trieste, a venti metri
dai Caffè -- un luogo diviso dal resto della città da una
soglia, che separa, con un passo, un mondo dall’ altro, dove
sono altri rancori, gerarchie... un mondo apparentemente
attutito: così mi si è creato questo senso di Aldilà, di
Inferi”. “Così mi sono chiesto cosa succederebbe se le
persone che abitano quel luogo uscissero e tornassero fuori. Da
tutto ciò, è nata l'atmosfera di questa casa”.
momentosera.com
LEI DUNQUE CAPIRÀ
. 2007 - CLAUDIO MAGRIS PRESENTA AD HELSINKI LA
VERSIONE FINLANDESE DEL SUO ULTIMO ROMANZO
. 2010 - lei dunque capira diventa un film di
Giorgio Pressburger - GIRATO TRA GORIZIA GRADO E TRIESTE
INTERVISTA
IL LIBRO E' UN
MONOLOGO FEMMINILE CHE NON TOCCA FORZATAMENTE LA MIA STORIA
PERSONALE.
E' UN INSIEME DI
STORIE E DI SENTIMENTI MIEI E
ALTRUI CHE FORMANO UN RACCONTO.
IL DOLORE PUO'
NOBILITARE ABBASSARE O RENDERE CATTIVI.
rai tre -
fabio fazio

LA STORIA NON E'
FINITA
“Laicità" significa
tolleranza, dubbio rivolto pure alle proprie certezze,
autoironia, demistificazione di tutti gli idoli, anche dei
propri; capacità di credere fortemente in alcuni valori, sapendo
che ne esistono altri, pur essi rispettabili.”
federica giordani - voceditalia.it
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A CLAUDIO Magris il premio
della Fundacion Principe de Asturias per la Letteratura
il più prestigioso
riconoscimento spagnolo: il suo presidente è l'erede al trono di
Spagna Filippo di Borbone......La candidatura di Magris era stata
proposta DA Hans
Magnus Enzesberger e Ryszard Kapuscinski. Lo scrittore
triestino è stato preferito, come riportano il "Corriere della Sera"
e il "New York Times", Milan Kundera e Paul Auster. Nella sua
motivazione la giuria ha scritto che Danubio (pubblicato in Spagna
nel 1988) incorpora la migliore tradizione umanistica e rappresenta
l'immagine cosmopolita della letteratura europea dell'inizio del XXI
secolo". Per la giuria l'opera dello scrittore triestino rappresenta
"un'Europa diversa e senza frontiere, solidale e disposta al dialogo
fra le culture. Nei suoi libri lo scrittore italiano mostra, con
potente voce narrativa, spazi che compongono un territorio di
libertà e in questi spazi si configura un anelito: quello dell'unità
europea nella sua diversità storica".
garzantilibri.it -
fpa.es - 2004
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Sanremo -
Claudio Magris vince il Libro del Mare
Sono particolarmente felice di
ricevere questo premio a Sanremo dove spesso sono venuto per i
Martedì letterari anche per il significato che il mare riveste
nella mia esistenza e nelle mie opere. Ho avuto sempre un
rapporto preferenziale con il mare, che ha scandito tutti i
momenti importanti della mia vita. momenti felici e momenti
dolorosi. Non riesco a concepire l’amore senza il mare. Il mare
è abbandono, è riposo ed energia.
sanremonews.it
2005 |
Medaglia d'oro ai benemeriti
della scienza e cultura
1998
Cavaliere di gran croce
dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
2001
prix mediterranee
2007
premio letterario Viareggio-Tobino
2007
PREMIO ELSA MORANTE - ALLA CARRIERA
2007
PREMIO DELLA PACE UNIONE LIBRAI
TEDESCHI
2009
premio
europeo saggistica Charles Veillon 2009
università Losanna
2010
PREMIO LETTERARIO BRUNO CAVALLINI
- pordenone
2010
Premio
Milovan Vidakovic - 'Prozefest' - Novi Sad - Voivodina - nord Serbia
2010
PREMIO MONTALE SAGGISTICA - CON ALFABETI -
sarzana
2011
PREMIO CARLO PALMISANO SAGGISTICA -
SAN SALVATORE MONFERRATO
2011
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UN ALTRO MARE
Quanto conta per lei oggi questo romanzo ?
«Molto, perché quello che ho
cercato di dire nel libro è un problema a cui ritorno sempre:
credo che la ricerca della vita vera, la persuasione come
potenziamento, o forse come dubbio tremendo se ci si pensa
troppo, finisce per distruggere quello che dovrebbe dare. Penso
che nel libro ci siano appunti fondamentali della mia vita, ma
anche sempre più centrali nella nostra vita, perché la
distruzione del presente, la frenesia, il precipitare in un
futuro che ci distrugge senza che si abbia il tempo per vivere,
è diventato un punto di riferimento centrale. Questo libro ha
una prosecuzione nei tanti studi di Michel stedieder e nei
progetti che lo riguardano. Anche mio figlio, Paolo, ha scritto
un dramma pubblicato da Garzanti intitolato Come se fosse
l’ultimo nel quale affronta il nucleo della persuasione con
prospettive molto diverse dalle mie».
espresso.repubblica.it

L'INFINITO
VIAGGIARE
Il viaggio come "persuasione", cioè come capacità di possedere
la propria vita essendo capaci di goderne con pienezza ogni
istante. Il viaggio al di là delle colonne d'Ercole e il viaggio
attorno alla propria stanza. Il viaggio di formazione alla
ricerca dell'identità e il viaggio che fa scoprire al
viaggiatore la propria fragilità. Il viaggio che ci rivela il
mondo e quello che ci rivela a noi stessi. Il viaggio in cui si
attraversano confini evidenti e quello in cui si oltrepassano
frontiere invisibili. Il viaggio e la vita e il viaggio e la
letteratura. Vent'anni di viaggi di Claudio Magris, dalla Mancia
di don Chisciotte alla Pietroburgo di Raskolnikov, dai castelli
di Ludwig di Baviera alla scrivania di Arnold Schonberg, dal
Grande Nord al Grande Sud, dalla vicina Istria ai remoti fiordi,
un affascinante percorso tra terre, popoli, libri, uomini.
lafeltrinelli.it
unilibro.it
azetalibri.it
Viaggiare insegna lo
spaesamento sentirsi sempre stranieri nella vita
ma essere stranieri e' forse
l'unico modo per sentirsi fratelli.
Per questo la meta del
viaggio sono gli uomini