claudio magris

 

  AMBASCIATORE DELLA CULTURA ITALIANA NEL MONDO 



PAGINA
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LIBRI

2010

IL MONDO DEGLI APOCRIFI  - aut vari

DEMOCRAZIA LEGGE E COSCIENZA - aut vari

2009

LETTERA INTERNAZIONALE

ARGONAUTA

DIARI

Ibsen in Italia

Alfabeti. Saggi di letteratura

2008

GLI ALFABETI DEL MONDO

2007

LA VITA NON E INNOCENTE

2006

lei dunque capira

LA STORIA NON E' FINITA

DAVANTI ALLA LEGGE

 

2005
L'Infinito viaggiare
Alla cieca
2003
Identità e multiculturalità
Un altro mare
2002
Dietro le parole
2001
La mostra
Utopia e disincanto

Fra il Danubio e il mare

+ videocassETTA 

1999
L'anello di Clarisse
1998
Un altro mare
1997
Microcosmi  - PREMIO STREGA
1996
Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna
Le voci

1995
Danubio
Vier seltsame Leben
Donau und Post-Donau
1993
Il Conde
1992
Illazioni su una sciabola

1990
Danubio
1988
Stadelmann
1987
Trieste identità di frontiera
1985
Illazioni su una sciabola
1977
Lontano da dove.
1968
Wilhelm Heinse
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Itaca e oltre
Microcosmi


unilibro

 

Il libro come ogni viaggio non è mirato a una specifica meta

è una mescolanza di programma e casualità… Proprio come quando incontriamo qualcuno e ci fermiamo.  litighiamo oppure ci innamoriamo senza sapere bene dove ci portano i nostri passi
korazym.org

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¿Cuál podría ser la contribución de la vieja mitteleuropa para alcanzar un Estado europeo?
Sería una pequeña contribución, pero hay que tener mucho cuidado para que no miremos al pasado como un modelo. Además, está el hecho de que la palabra mitteleuropa es muy vaga y, según las diversas épocas, ha dibujado realidades e incluso ideales y proyectos muy diferentes. De todas maneras, si se le identifica más o menos (cosa no del todo exacta) con el imperio habsbúrgico, es el ejemplo del papel que puede ejecutar una gran unión supranacional, papel mucho más importante que el que podría cumplir cada nación y cada Estado por separado. Desgraciadamente, la cultura mitteleuropea, tan experta en desazón y en desencanto, que ha sido una gran resistencia contra los fascismos y los nacionalismos primero, y contra los regímenes soviéticos después; en sentido lato, está desapareciendo; está, por así decirlo, americanizándose
Alfabetos
En Italia, en octubre del año pasado, salió publicada en la editorial Garzanti tu nueva antología de ensayos: Alfabeti. Libro del que, podemos decir, casi es un diario de vida a través de las lecturas y los libros fundamentales —desde los libros que leía el niñito hasta los que lee actualmente el germanista autor de libros— que constituyen tu carné de identidad. ¿Puedes hablarnos acerca de cómo nació Alfabeti, cuál es la idea que une a estos ensayos?
Alfabeti (Alfabetos) es una antología de ensayos diversos que nacieron, sobre todo, grosso modo, durante los últimos diez años: la mayoría de ellos aparecieron publicados en el periódico Il Corriere della Sera; los menos, se publicaron en otros periódicos y revistas, tanto en Italia como en el extranjero; pero también se incluyen algunos ensayos más extensos que se remontan a años anteriores. Ciertamente, estos libros son mi carné de identidad, casi mi espejo y mi retrato; te agradezco por esta hermosísima definición. Como ha dicho Borges, nuestra gloria no son los libros que hemos escrito, sino los que hemos leído. Alfabeti nació poco a poco, como un diario de a bordo; un poco como una necesidad interior (las obstinadas pasiones que siento por algunos libros y por algunos grandes textos, que van y vienen continuamente, y por algunos grandes problemas de los que la literatura es espejo e intérprete); otro poco por casualidad, es decir, nació de lo que iba aconteciendo en el mundo o en el mundo de la literatura, de algunos libros que se publicaban, de algunos acontecimientos que se verificaban y que, por lo tanto, inadvertidamente, me obligaba a ajustar cuentas con esto. Por otra parte —siempre sucede así en la vida, que es una argamasa de proyecto y de casualidad—, nos dirigimos, de acuerdo con nuestras exigencias interiores, hacia una cierta dirección, pero no sabemos qué vamos a encontrar en nuestro camino y hacia qué dirección nos hará desviarnos, y esto también sucede con los libros. En general, la literatura que se confronta en estos libros, con el respeto absoluto de su autonomía estética, es entendida como un gran espejo del mundo; como algo que verdaderamente nos hace entender lo que quiere decir la vida, el amor, el miedo, la muerte, la valentía, la fidelidad, etcétera. La literatura nos hace entender todo esto precisamente porque no define y no predica, sino que nos muestra todas estas cosas concretizadas directamente en la existencia, en la vida de una o de otra persona. Por otra parte, por esta razón, todos los grandes fundadores de religiones han narrado parábolas, porque su enunciación de la verdad que querían divulgar no era suficiente y entonces debían mostrar lo que significa, por ejemplo, para un cristiano, el amor por el prójimo concretizado en la existencia, y es por esto que Jesús narra la parábola del buen samaritano.
María Teresa Meneses - milenio.com - 2009

 

ALFABRTI

Nel suo infinito viaggiare tra le migliori pagine della letteratura, Magris spazia dall'antichità al ROMANticismo tedesco, dai maestri russi dell'Ottocento ai grandi testimoni della crisi del Novecento, fino ai nostri giorni. Si confronta con miti moderni come Don Chisciotte e Robinson Crusoe, torna su luoghi dell'anima come Vienna e Praga... Nelle sue letture segnala i capolavori riconosciuti e quelli dimenticati. E incontra i grandi temi dell'esistenza e gli eventi che segnano il nostro destino di uomini: la guerra e la felicità, l'identità e la famiglia, la nascita e la morte, lo sport e l'erotismo, l'ira e il coraggio, la speranza e la malinconia, la storia e le sue malattie, il riso e il sangue...
ibs

 

 

 

 

DANUBIO

«Budapest è la più bella città del Danubio; una sapiente automessinscena, come Vienna, ma con una robusta sostanza e una vitalità sconosciute alla rivale austriaca. Budapest dà la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un'imponenza da città protagonista della storia»
"Danubio" 1986 -
http://it.wikipedia.org

Trieste, le Danube…

Qui mieux que Claudio Magris a su décrire ces zones frontières où les cultures se touchent, communiquent et s’affirment dans leurs particularités ? Ces lieux dont la toponymie - tout à la fois italienne, allemande, française, slave - dit toute la richesse, dit le poids de l’Histoire. Comme dans son ROMAN Microcosmes (L’Arpenteur / Gallimard), où le lecteur commence par s’attarder dans un café de Trieste, gravit ensuite les montagnes du Frioul, replonge vers les lagunes de Grado, s’enfonce dans les forêts de Slovénie, peuplées d’ours et de fantômes, passe par le Piémont, flâne dans les îles de Croatie, s’enfonce dans une vallée perdue du Tyrol italien pour finir près de là où tout avait commencé - parce que " tout voyage est surtout un retour " -, dans un jardin public de Trieste.
Professeur, conférencier, traducteur de Kleist, Ibsen, Schnitzler, Büchner, auteur d’une douzaine de livres et d’innombrables articles dans la presse internationale ..
etonnants-voyageurs.com

 

 

 

ALLA CIECA    

c’è sempre quest’idea per cui chi cerca di migliorare il mondo rompe le scatole. Gesù non è l’unico che è finito male, almeno nella sua vita terrena: questo è successo a molti anche senza arrivare a questi esempi grandiosi, e anche con esito terribile. Credo che ognuno di noi, nel suo piccolo, nel mondo del suo lavoro si trova in difficoltà ogni volta che si domanda il senso di quello che fa e cerca di migliorare non solo qualche aspetto tecnico, ma di migliorare un po’ il significato di quello che facciamo. Questo è successo sempre.  

CM  interista rai

ALLA CIECA

Elogio del ribelle di ogni tempo, delle sue idealità (anche quando sbagliate), della sua forza di credere nell’amore come ultimo rifugio e nel mare come “terra” di libertà sotto lo sguardo lungo di mitiche polene....Un grande ROMANZo che chiude nel modo più autorevole la parabola del Novecento e si apre carico di domande al nuovo millennio.  

radioamicizia.it  

ALLA CIECa

Garzanti:   capolavoro  - .... segno del 'non senso' ("la morte è un vecchio pirata guercio che grida i suoi ordini alla cieca"). .....è  la cifra di una struttura narrativa che sembra apparentemente procedere 'alla deriva' con continui incroci di piani narrativi -  L'io narrante si trova in un centro di salute mentale, ma in seguito gli "io" si moltiplicano e si frantumano.   

yahoo.com

devastante e struggente memoriale dove a narrarsi è l’eterno ribelle, l’ammutinato, l’eretico in balia delle onde e del buio della storia, ma anche dei suoi sogni di giustizia e della disciplina di partito. In un mondo dove tutto appare così disgustoso e innocente, dove tradire è comprensibile e umano, a parlare è una memoria viva e pulsante, che ogni tanto si spacca, come la terra durante il terremoto, e lascia sfuggire via le cose attraverso le sue voragini. Confessione e referto clinico, epopea e autobiografia, traccia continuamente cancellata e riscritta, Alla cieca intreccia storia e delirio, mito e ricordo. È un viaggio nel tempo che commuove e sgomenta, scava nelle pieghe più inquiete e dolorose dell’anima per trovare un senso, o almeno una estrema via di fuga.     

www.sanremonews.it/    2005      yahoo.com

ROMANZo corale

di grande respiro nelle cui pagine si intrecciano le voci di personaggi diversi, legati da un destino comune ma lontani nel tempo e nello spazio. Alla cieca è un racconto dalla trama fitta e intricata sul cui sfondo campeggia il mare, elemento di unione e continuità.   

www.unilibro.it   

 

cancro: dire o non dire
una verità che non è solo della malattia o della terapia o della psicologia terapeutica ma dell’esistenza stessa... La vita è una malattia mortale, ma si può riuscire a viverla pure gioiosamente e senza pensare troppo alla morte, senza permettere che la comare secca faccia troppo il gradasso.     Così almeno è vissuta Marisa, anche in quei cinque anni così duri, permettendo anche a chi stava attorno a lei di viverli meglio e questo, credo, lo deve certo alla sua capacità e volontà di verità, ma anche alla capacità di chi ha saputo dirgliela in quel modo  
http://www.panorama.it/       2005

nota: magris ha perduto l'amatissima moglie malata di cancro - Marisa Madieri 1938-1996 

     

testimonianza toccante lucida e partecipata conclusa con una riflessione su quella che è “una verità che non è solo della malattia o della terapia o della psicologia terapeutica ma dell’esistenza stessa" ... "La vita è una malattia mortale, ma si può riuscire a viverla pure gioiosamente e senza pensare troppo alla morte, senza permettere che la comare secca faccia troppo il gradasso".....  

http://it.health.yahoo.net/

 

 

LEI DUNQUE CAPIRA'
Magris apre le porte del regno dei morti    -      A nessuno scrittore si addice la vicenda di Orfeo come a Claudio Magris. E ci si doveva attendere che, prima o poi, la sua scrittura si sarebbe prodotta nella lunga perorazione, insieme giustificazione e caparbio miserere, che, improntata sul mito orfico, costituisce il felice corpo di questo breve testo-racconto, ma anche monologo, in quanto esito di un prorompere, della spaccatura di un silenzio spesso voluto: Lei dunque capirà.
....Le apparizioni di Cristo risorto sono un unicum mai riscontrato in altre pagine. Lì il corpo diventa, sensibilmente, un'altra cosa.
Ma, al di fuori di quell'unicum, la dialettica tra l'inevitabile speranza e l'inevitabile disincanto non conosce alcuna conciliazione. Senza nessun rigurgito ROMANtico, con la paziente limpidezza del philosophe (e sa dio quanto dev'essergli costata, con tutta l'autobiografia che attravers
a in sessanta paginette) Magris mette in scena, con questo testo davvero magistrale, l'oggettiva lacerazione del nostro cuore. E lascia intendere che non i morti, neppure redivivi, risponderanno al nostro grido, bensì qualcosa che - come scrisse Montale - si trova   « più in là »

Luca Doninelli - ilgiornale.it/  

Claudio Magris si muove tra esperienza personale e mito, tra volontà di fuga e intensità della presenza, tra leggerezza e tragedia, tra volontà di sapere e interrogativi cui non si può rispondere.
Con una scrittura sapiente e limpida, dall'impatto quasi musicale, Lei dunque capirà dà voce a una straordinaria figura di donna, vittima e prevaricatrice, in un disincantato e toccante omaggio alla femminilità.

elfarecremona.it

“Questo testo forse non sarebbe nato se, per caso, non mi fosse capitato di frequentare una casa di riposo, situata nel cuore di Trieste, a venti metri dai Caffè -- un luogo diviso dal resto della città da una soglia, che separa, con un passo, un mondo dall’ altro, dove sono altri rancori, gerarchie... un mondo apparentemente attutito: così mi si è creato questo senso di Aldilà, di Inferi”. “Così  mi sono chiesto cosa succederebbe se le persone che abitano quel luogo uscissero e tornassero fuori. Da tutto ciò, è nata l'atmosfera di questa casa”.
momentosera.com

LEI DUNQUE CAPIRÀ

NEL 2007 CLAUDIO MAGRIS PRESENTA AD HELSINKI LA VERSIONE FINLANDESE DEL SUO ULTIMO ROMANZO

INTERVISTA

IL LIBRO E' UN MONOLOGO FEMMINILE CHE NON TOCCA FORZATAMENTE LA MIA STORIA PERSONALE.

E' UN INSIEME DI STORIE   E  DI SENTIMENTI  MIEI  E ALTRUI  CHE  FORMANO UN RACCONTO.

IL DOLORE PUO' NOBILITARE  ABBASSARE O RENDERE CATTIVI.

   rai tre - fabio fazio

 

LA STORIA NON E' FINITA

“Laicità" significa tolleranza, dubbio rivolto pure alle proprie certezze, autoironia, demistificazione di tutti gli idoli, anche dei propri; capacità di credere fortemente in alcuni valori, sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili.”
federica giordani -  voceditalia.it

 

 

A CLAUDIO Magris il premio della Fundacion Principe de Asturias per la Letteratura
il più prestigioso riconoscimento spagnolo: il suo presidente è l'erede al trono di Spagna Filippo di Borbone......La candidatura di Magris era stata proposta DA Hans Magnus Enzesberger e Ryszard Kapuscinski. Lo scrittore triestino è stato preferito, come riportano il "Corriere della Sera" e il "New York Times", Milan Kundera e Paul Auster. Nella sua motivazione la giuria ha scritto che Danubio (pubblicato in Spagna nel 1988) incorpora la migliore tradizione umanistica e rappresenta l'immagine cosmopolita della letteratura europea dell'inizio del XXI secolo". Per la giuria l'opera dello scrittore triestino rappresenta "un'Europa diversa e senza frontiere, solidale e disposta al dialogo fra le culture. Nei suoi libri lo scrittore italiano mostra, con potente voce narrativa, spazi che compongono un territorio di libertà e in questi spazi si configura un anelito: quello dell'unità europea nella sua diversità storica".  

www.garzantilibri.it/                 www.fpa.es

 

 

Sanremo -  Claudio Magris vince il Libro del Mare

Sono particolarmente felice di ricevere questo premio a Sanremo dove spesso sono venuto per i Martedì letterari anche per il significato che il mare riveste nella mia esistenza e nelle mie opere. Ho avuto sempre un rapporto preferenziale con il mare, che ha scandito tutti i momenti importanti della mia vita. momenti felici e momenti dolorosi. Non riesco a concepire l’amore senza il mare. Il mare è abbandono, è riposo ed energia.  

sanremonews.it  2005

prix mediterranee

2007

premio letterario Viareggio-Tobino
2007

PREMIO ELSA MORANTE - ALLA CARRIERA

2007

PREMIO DELLA PACE UNIONE LIBRAI TEDESCHI

2009

premio europeo  saggistica Charles Veillon 2009

università Losanna 2010

 

 

UN ALTRO MARE
Quanto conta per lei oggi questo ROMANZo ?
«Molto, perché quello che ho cercato di dire nel libro è un problema a cui ritorno sempre: credo che la ricerca della vita vera, la persuasione come potenziamento, o forse come dubbio tremendo se ci si pensa troppo, finisce per distruggere quello che dovrebbe dare. Penso che nel libro ci siano appunti fondamentali della mia vita, ma anche sempre più centrali nella nostra vita, perché la distruzione del presente, la frenesia, il precipitare in un futuro che ci distrugge senza che si abbia il tempo per vivere, è diventato un punto di riferimento centrale. Questo libro ha una prosecuzione nei tanti studi di Michelstedieder e nei progetti che lo riguardano. Anche mio figlio, Paolo, ha scritto un dramma pubblicato da Garzanti intitolato Come se fosse l’ultimo nel quale affronta il nucleo della persuasione con prospettive molto diverse dalle mie».
espresso.repubblica.it

 

 

 

L'INFINITO VIAGGIARE

Il viaggio come "persuasione", cioè come capacità di possedere la propria vita essendo capaci di goderne con pienezza ogni istante. Il viaggio al di là delle colonne d'Ercole e il viaggio attorno alla propria stanza. Il viaggio di formazione alla ricerca dell'identità e il viaggio che fa scoprire al viaggiatore la propria fragilità. Il viaggio che ci rivela il mondo e quello che ci rivela a noi stessi. Il viaggio in cui si attraversano confini evidenti e quello in cui si oltrepassano frontiere invisibili. Il viaggio e la vita e il viaggio e la letteratura. Vent'anni di viaggi di Claudio Magris, dalla Mancia di don Chisciotte alla Pietroburgo di Raskolnikov, dai castelli di Ludwig di Baviera alla scrivania di Arnold Schonberg, dal Grande Nord al Grande Sud, dalla vicina Istria ai remoti fiordi, un affascinante percorso tra terre, popoli, libri, uomini.    2005

afeltrinelli.it     unilibro.it        azetalibri.it


Viaggiare insegna lo spaesamento sentirsi sempre stranieri nella vita

ma essere stranieri e' forse l'unico modo per sentirsi fratelli.

Per questo la meta del viaggio sono gli uomini

 

 

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