odissea dell'eredita' letteraria di Franz Kafka
In una cassetta di sicurezza nel caveau di una banca svizzera, a Zurigo, ci
sarebbero carte dello scrittore praghese che potrebbero cambiare l'esito del
contenzioso legale tra Israele e Germania per la proprieta' degli autografi di
Kakfa
''Riteniamo che a Zurigo ci siano documenti importanti di Kakfa, sottratti in
forma clandestina ad Israele, violando la legge''....
in quella cassetta di sicurezza potrebbe esserci, tra l'altro, la versione
autografa di ''Lettera al padre'' (1919), oltre sessanta pagine che l'autore non
ebbe poi il coraggio di consegnare al destinatario....
il testo e' considerato uno dei picchi piu' alti della letteratura di Kafka. Con
la ''Lettera al padre'' ci sarebbero nel caveau della banca di Zurigo anche
diari e quaderni con schizzi di disegni sempre appartenuti a Kakfa....
adnkronos - 2009
manoscritti Kafka in pericolo
custoditi da decenni in condizioni "deprecabili" in un appartamento con cani
gatti e umidita' nel centro di Tel Aviv.
...includono lettere, cartoline, disegni ed effetti personali dello scrittore e
furono portati a Tel Aviv nel 1939 dal suo amico Max Brod.. poi passati alla sua
segretaria Esther Hoffe che si è rifiutata di renderli pubblici - morta l'anno
scorso a 101 anni. L'eredità è gestita da due anziane figlie, sulle quali
vengono esercitate pressioni affinché mettano i documenti a disposizione degli
studiosi "prima che la umidità di Tel Aviv" li renda inutilizzabili.
SDA-ATS info.ch - lastampa.it
L’archivio
consegnato dallo scrittore morente, nel 1922, all’amico Max Brod, perché lo
distruggesse, dovrà uscire dalle cassette di sicurezza
in cui è sigillato a Tel Aviv. Dentro non si sa con esattezza che cosa ci
sia: gli studiosi hanno fatto molte ipotesi per anni; si è parlato anche di
un romanzo finora sconosciuto, oltre a lettere, diari, forse abbozzi di
nuovi lavori. L’unica cosa certa è che conteneva anche l’originale del
Processo, perché questo prezioso manoscritto nel 1988 è stato venduto a
Londra per due milioni di sterline, e di lì proveniva. ... mario baudino - lastampa.it - 2010
Manoscritti e disegni saranno tirati fuori dalle
casseforti della banca svizzera Ubs nell’ambito di una controversia
giudiziaria tra gli eredi dei documenti e le autorità israeliane ... 2010 - 2011
LETTERE ALLA SORELLA OTTLA
Germania e Gran Bretagna unite per salvare gli autografi di Franz Kafka - La
Deutsches Literaturarchiv di Marbach e la Bodleian Library dell'Università di
Oxford hanno acquistato un gruppo di lettere inedite dell’autore de “Il
Processo” alla sorella Ottilie, affettuosamente chiamata Ottla....
Scritta dal settembre 1909 al gennaio 1924, la raccolta contiene numerose
annotazioni, anche intime, e comprende complessivamente 111 autografi, di cui
32
cartoline, 45 lettere e 34 cartoline postali illustrate, tutti indirizzati ad Ottla, la più giovane e preferita delle tre sorelle di Kafka, morta nel campo di
concentramento di Auschwitz nel 1943.
Dalle lettere emerge una miriade di nuove informazioni biografiche sullo
scrittore ceco, dalla sua battaglia contro la tubercolosi alle sue opinioni
sulle donne, dalla dieta alimentare ai libri che amava leggere. Documenti
preziosi, finora sconosciuti, che saranno esposti, in periodi diversi, grazie ad
una serie di mostre promosse sia dall’Archivio della Letteratura tedesca di Marbach sia dalla Bodleian Library di Oxford, per presentare al grande pubblico
quest’inedito tesoro.
I DOCUMENTI NON ANDRANNO ALL'ASTA.
newsnotizie.it - 2011
PREMIO FRANZ KAFKA istituito nel 2001 - assegnato a scrittori che hanno
portato un grande contributo nell'illustrare l'importanza della cultura etnica zaghi.it
HALLAN MATERIAL PORNOGRAFICO DE FRANZ KAFKA Una serie de materiales pornográficos escritos por
el autor checo Franz Kafka (1883-1924) fueron hallados por un experto británico,
pero ignorados por académicos para preservar la imagen del escritor.
Según el periódico inglés The Times, el investigador británico James Hawes,
experto en la obra de Kafka, hizo el descubrimiento en copias de los diarios del
escritor, en la Biblioteca Británica de Londres y en la Bodleian Library de
Oxford.
Hawes narra el hallazgo sobre el material erótico en su libro "Excavating
Kafka", que se publica este mes.
El editor de textos pornográficos Franz Blei fue el mismo que publicó por
primera vez una obra de Kafka, en 1908, una serie de cuentos cortos que se
editaron en el libro "Meditación".
Según Hawes, el hallazgo demuestra que el autor de clásicos como "La
Metamorfosis" o "El Castillo" era más humano que la imagen de cuasi-santo que se
conoce de él.
"No eran postales traviesas, sino pornografía pura y simple. Algunas de ellas
eran bastante oscuras. Es muy poco placentero", afirmó el académico al Times.
"Los estudiosos habían pretendido que no existía. La industria de Kafka no
quiere que se sepan esas cosas de su ídolo", agregó.
ACZ ansa_latina - topnews -
timesofindia.indiatimes -
entertainment.timesonline.co.uk James Hawes, studioso inglese e scrittore a sua volta,
rivela nel libro Excavating Kafka (Scavando in Kafka) di aver trovato le riviste
che il giovane Kafka consultava di nascosto. Roba forte, assicura, persino
perversi accoppiamenti di donne e animali. Erano nascoste nelle biblioteche
inglesi e - secondo Hawes - volutamente occultate perché l’amico-biografo Max
Brod, gli accademici, l’industria culturale, hanno sapientemente tramandato
l’immagine di un Kafka santo, ascetico, stroncato dalla tubercolosi e macerato
dall’introversione.
bruno ventavoli - lastampa.it
méditations sur le péché la souffrance l'espoir et le vrai chemin extraits
1 - Le vrai chemin passe par une
corde qui n'est pas tendue en l'air, mais presque au ras du sol.
Elle paraît plus destinée à faire trébucher qu'à être parcourue.
2 - Toutes les fautes humaines sont impatience, une rupture prématurée du
méthodique,
la pose apparente d'une clôture autour de la chose apparente.
3 - Il y a deux péchés capitaux humains d'où tous les autres dérivent : l'impatience
et la paresse.
Ils ont été chassés du Paradis à cause de leur impatience, ils n'y rentrent pas
à cause de leur
paresse. Mais peut-être n'y a-t-il qu'un péché capital : l'impatience. Ils ont
été chassés à cause
de leur impatience, à cause de leur impatience ils ne rentrent pas.
4 - Nombreuses sont les ombres des défunts qui s'emploient uniquement à lécher
les flots du
fleuve de la mort, parce qu'il vient de chez nous et qu'il a encore le goût de
sel de nos océans.
Le fleuve se soulève de dégoût, se met à couler à rebours et rejette les morts
dans la vie.
Eux cependant sont heureux, ils chantent des actions de grâce et caressent le
révolté.
13 - Le premier signe d'un début de connaissance est le désir de mourir. Cette
vie paraît
insupportable, une autre, inaccessible. On n'a plus honte de vouloir mourir; on
demande à
quitter la vieille cellule que l'on hait pour être transféré dans une cellule
nouvelle que l'on
apprendra à haïr. Un reste de foi continue en même temps à vous faire croire que,
pendant
le transfert, le maître passera par hasard dans le couloir, regardera le
prisonnier et dira :
"Celui-là, vous ne le remettrez pas en prison, il viendra chez moi".
16 - Une cage allait à la recherche d'un oiseau.
20 - Des léopards font irruption dans le temple et boivent le contnu des vases
sacrés; cela
se répète continuellement; pour finir on peut le calculer d'avance et cela
devient une part
de la cérémonie.
25 - Comment peut-on se réjouir du monde à moins de se réfugier en lui ?
26 - Les cachettes sont innombrables, la délivrance, unique, en revanche il y a
autant de
possibilités de délivrances que de cachettes.
* - La bête arrache le fouet au maître et se fouette elle-même pour devnir
maître, et ne sait
pas que ce n'est là qu'un fantasme produit par un nouveau noeud dans la lanière
du maître.
32 - Les corneilles prétendent qu'une seule corneille pourrait détruire le ciel.
C'est incontestable,
mais cela ne prouve rien contre le ciel, car ciel signifie justement :
impossibilité des corneilles.
44 - Tu t'es ridiculement harnaché pour ce monde.
48 - Croire au progrès ne veut pas dire croire qu'un progrès s'est déjà produit.
Cela ne serait
pas une croyance.
52 - Dans le combat entre toi et le monde, seconde le monde.
biografia
Scrittore ceco di lingua tedesca, Franz Kafka è
nato a Praga il 3 luglio 1883. Non convinto di avere
messaggi da trasmettere ai lettori, non pubblica molte opere, e senza l’amico
Max Brod nessuno dei capolavori kafkiani (Il processo, Il
castello, America) sarebbe sopravvissuto; egli aveva infatti
ordinato di bruciare «senza alcuna eccezione, e preferibilmente senza leggerli»
tutti gli scritti trovati
dopo la sua morte.
Avvocato presso compagnie di assicurazioni, dal 1917, quando gli viene
diagnosticata la tubercolosi,
è costretto a sempre più frequenti soggiorni in sanatorio alternati a soggiorni
in campagna.
Dal 1910 tiene un diario dove rende conto di tutti gli avvenimenti che lo
riguardano; il suo distacco
quasi clinico è impressionante.
Nel 1912 scrive, in una notte, La condanna (pubblicato nel 1913) e, verso la
fine di quello stesso anno,
il suo racconto più famoso, La metamorfosi (pubblicato nel 1915). Nel 1914
affronta Il processo, che
verrà pubblicato a un anno dalla morte, avvenuta nel 1924 grazie
all’interessamento dell’amico Max Brod.
Ha scritto di Kafka Thomas Mann:
"Franz Kafka morì a soli quarantun anni, di tubercolosi. Il suo
ultimo ritratto, che risale a poco tempo prima della morte, sembra più quello di
un venticinquenne
che di un quarantunenne: esso ci mostra un giovane volto timido e malinconico
dai capelli neri e
dalla fronte coperta di riccioli, grandi occhi scuri dallo sguardo penetrante e
sognante, naso diritto,
guance ombreggiate dalla malattia e una bocca dal disegno straordinariamente
delicato, in un angolo
della quale fa capolino un mezzo sorriso. L’espressione di consapevole innocenza
ricorda non
poco il notissimo ritratto del ROMANtico tedesco, anch’egli morto precocemente
di tisi, Friedrich
von Hardenberg detto Novalis, il mistico serafico, il cercatore del fiore
azzurro".
Franz Kafka è l'eccezione che
conferma la regola della letteratura europea. Animale solitario rinchiuso
si in una tana inavvicinabile (tana letteraria e non solo esistenziale), ha
costruito una letteratura che
sfiora l'assurdo e la paranoia, per raggiungere esiti metafisici comprensibili
soltanto alla luce della
tradizione da cui proviene: quella ebraica. Nonostante i molteplici tentativi
ermeneutici, infatti, sono
coloro che tengono presente tale derivazione a illuminare, seppure parzialmente,
l'intrico
parasimbolico della scrittura kafkiana. Da Scholem a Benjamin a Blanchot,
chiunque abbia approcciato
questo apolide dello Spirito ha dovuto fare i conti con una torah laica, segreta,
edificata da un genio
tortuoso e inavvicinabile.
Nel 1917 la malattia (tubercolosi polmonare alla trachea che gli impedirà
di parlare) - morirà nel 1924 - sanatorio di Kierling vicino a Vienna. Qui
era stato trasferito da Berlino, dove aveva convissuto per un paio di anni con
Dora Dymant (o Diamant). Gli ultimi anni furono caratterizzati da ripetuti
ricoveri in sanatorio. ...nel
suo testamento chieden a Max Brod di bruciare tutti i suoi scritti: Brod
non rispetta però il volere dell'amico e pian piano pubblica tutta la produzione
kafkiana.
2009
Un artista del digiuno. Quattro storie 2008
Lettere a Milena
America o il disperso
Brief an den Vater. Con CD Audio
Davanti alla legge
Descrizione di una battaglia 2007
Un altro scrivere. Lettere 1904-1924
Meditazioni 1913
Il fuochista 1913
La metamorfosi 1915
La condanna 1916
Nella colonia penale 1919
Un medico di campagna 1919
Lettera al padre 1919
Un digiunatore 1924
Il processo 1915 EDITO 1925
Il castello 1922 EDITO 1926
America 1911 EDITO 1927
(Amerika,
iniziato nel 1910 ed edito nel 1927), storia di un adolescente,
il sedicenne Karl Rossmann sempre sereno e sorridente, inviato
oltreoceano a espiare una ingenua colpa d'amore (ha messo incinta
una domestica), destinato a perdersi in una realtà per lui
incomprensibile. Accolto benevolmente e poi allontanato senza
motivo da uno zio, si unisce a due vagabondi; li abbandona per
impiegarsi come lift in un grande "Albergo Occidentale"; torna
con loro quando anche l'albergo, senza motivo, lo licenzia. E'
assunto alla fine dal "Grande teatro" di Oklahoma. A questo punto IL ROMANZo si interrompe.
il processo
"Qualcuno doveva aver calunniato Josef K,
poichè un mattino, senza che avesse fatto nulla di male, egli fu arrestato".
(Der Prozess, 1914-15, edito
nel 1924), in cui un uomo viene accusato di una colpa ignota e
alla fine giustiziato da un misterioso tribunale. Il protagonista
è Josef K, trent'anni, impiegato di banca: è dichiarato in
arresto da due persone. Un processo è stato istruito nei suoi
confronti. Dapprima sicuro di sé, è via via schiacciato da una
macchina processuale di cui gli sfuggono i meccanismi. Josef K
finisce per trascurare il la voro, lasciandosi assorbire
completamente dalle esigenze del pro cesso. Abbandonato da tutti,
si rassegna ad accettare la condanna che lui stesso, senza
saperne il motivo, ritiene irrevocabile. All'alba del giorno del
suo trentunesimo compleanno, altri due signori vestiti di nero si
presentano davanti a casa sua, lo pre levano e lo conducono ai
margini della città dove viene giustiziato.
il castello
(Das Schloss, 1922 ma edito nel 1926), rappresentazione
di un'autorità arcana e insondabile, i "signori del castello" ai
cui voleri deve sottomettersi l'agrimensore K. L'agrimensore K
giunge in un villaggio governato da un signore che abita in un
castello posto sulla collina; vuole fermarsi qui per esercitare
il suo mestiere. E' accolto con diffidenza e osti lità dalle
schiere burocratiche di Signori e funzionari che go vernano il
posto, e dagli abitanti del villaggio che si uniforma no senza
reagire a leggi offensive della ragione e della morale. Frieda,
una giovane che è in contatto con uno dei Signori, Klamm, e che K
vorrebbe sposare, lo abbandona. Finalmente un funzionario del
castello, incontrato in una camera d'albergo, si offre di
aiutarlo, ma K addormentato non lo sente. IL ROMANZo incompiuto
si interrompe qui. Secondo le bozze di Kafka, la scena finale
avrebbe dovuto mostrare K morente, accolto solo allora dalla
gente del villaggio.
girodivite.it/antenati/xx2sec/_kafka.htm
metamorfosi
Insieme a 'Il processo', e forse più di
esso, 'La metamorfosi' rappresenta la più famosa ed importante
delle opere di Franz Kafka, un racconto che ha lasciato il segno
nella storia della letteratura del Novecento tanto da soppiantare
la notorietà della quasi omonima opera di Ovidio.
www.ilpotereelagloria.com/
Un bel mattino Gregor Samsa si sveglia
trasformato in un enorme insetto. Per farla breve, benché sia fino a quel
momento figlio e fratello amato nella famiglia Samsa, si trova a vivere un lungo
calvario di dolore che lo porta alla morte. Ciò che più colpisce in quest'allegoria
della vita umana è il finale, durante il quale, alla domanda della madre di
Gregor, se egli sia morto, la serva Grete «a prova di ciò spinse con la scopa il
cadavere di Gregor ancora per un buon tratto».
www.corrierecomo.it/
aforismi di zürau
in
teoria vi è una perfetta possibilità di felicità: credere
all'indistruttibile in noi e non aspirare a raggiungerlo.
due compiti per iniziare la vita: restringere il tuo cerchio
sempre più e controllare continuamente se tu stesso non ti trovi
nascosto da qualche parte al di fuori del tuo cerchio
È ridicolo come ti sei bardato per questo mondo.
Fine. Una frase soltanto: nitida, secca, essenziale, eppure d'una densità
straordinaria. Un mondo di possibilità interpretative che si apre allo sguardo
di ogni lettore che abbia tempo: tempo di leggere, senza fretta, e riflettere
sulle parole, cercando di ritrovarne il peso, di conquistarne il senso, o, per
lo meno, di fissarne uno fra i tanti possibili. erewhon.ticonuno.it
contemplazione
IL DESIDERIO DI DIVENTARE PELLEROSSA
- 1913 Se fossi un
pellerossa, e sempre pronto, e sempre vibrante sopra il cavallo in corsa,
cavalcando, sulla terra che vibra, fino a non servirmi degli speroni, poiché non
c’erano speroni, fino a buttar via le redini, poiché non c’erano redini, e
vedessi appena la terra davanti a me come un prato mietuto di fresco, già senza
collo di cavallo e testa di cavallo.
traduzione dall'originale tedesco di Henry Furst - Longanesi & C. 1979
artwebcenter.net
C'è un breve racconto di Kafka che può essere un'allegoria di
questo statuto della verità. Il testo ha ricevuto il titolo Poseidone.
E racconta del dio che presiede al governo del mare, il quale vorrebbe
essere sollevato da un incarico così gravoso. Ma nella burocrazia olimpica
non c'era nessun altro ufficio che potesse essere assegnato a un dio del suo
grado. Così Poseidone è obbligato a passare le sue giornate assorto nei
conti e nei calcoli infiniti che richiede l'amministrazione delle acque. E
non trova tempo per dare uno sguardo al mare. Solo di tanto in tanto, nei
suoi viaggi all'Olimpo, gli è dato di gettare su di esso uno sguardo di
sfuggita. E questo è il suo cruccio. A confortarlo è solo l'attesa di
poterlo finalmente percorrere. «Soleva dire che per farlo aspettava la fine
del mondo; allora avrebbe trovato un momento di quiete in cui,
nell'imminenza della fine, dopo aver riscontrato l'ultimo conto, avrebbe
potuto fare in fretta un viaggetto circolare». In forma enigmatica e ironica
Kafka ci dice che la verità consiste in un compito infinito. E non è
distante dal Benjamin che vedeva nella reine Sprache, nella lingua della
verità, il convergere di tutte le lingue e di tutte le prospettive storiche.
Ma, in maniera non meno enigmatica, dopo e al di là della storia. (Poseidone
che non percorrerà mai le acque, ha nell'attesa il proprio adempimento).
www.griseldaonline.it/percorsi/Guglielmi_critica_della_critica.htm
Si arrabbiava
ed era questa la causa principale della sua scontentezza per
il lavoro - soprattutto quando veniva a sapere della rappresentazione che ci
si faceva di lui, incessantemente scorazzante tra i flutti col tridente.
Intanto sedeva lì, nella profondità dell'oceano e faceva conti senza sosta,
l'unica interruzione alla monotonia era di tanto in tanto un viaggio da
Giove, un viaggio dal quale d'altronde faceva ritorno per lo più furente.
Così, aveva visto appena i mari, solo di sfuggita per la fretta dell'ascesa
all'Olimpo, e non li aveva mai solcati veramente. Era solito dire che, per
questo, aspettava la fine del mondo, allora ci sarebbe stato ancora un
attimo di tranquillità in cui, vicinissimi alla fine, dopo la verifica
dell'ultimo conto, avrebbe potuto fare velocemente ancora un giretto.
che menava colpi di
becco contro i miei piedi. Aveva già lacerato stivali e calze e ora già beccava
i piedi. Continuava a menar colpi, poi volò più volte irrequieto intorno a me e
riprese il lavoro.
Passò un tale che stette a guardare e dopo un poco domandò perchè tolleravo
quell'avvoltoio. "Sono inerme" risposi. "E' venuto e ha cominciato a beccare.
Naturalmente volevo cacciarlo via, tentai persino di strozzarlo, ma un animale
così ha molta forza e poichè stava già per saltarmi in viso ho preferito
sacrificare i piedi. Ora sono quasi straziati".
"Come si fa a lasciarsi torturare così?" disse quello. "Uno sparo e l'avvoltoio
è spacciato."
"Davvero?" esclamai. "E ci vuol pensare lei?"
"Volentieri" rispose. "Devo soltanto andare a casa a prendere lo schioppo. Può
aspettare ancora mezz'ora?"
"Non lo so" dissi e stetti come irrigidito dal dolore. Poi soggiunsi: "Per
favore tenti in ogni caso".
"Sta bene" disse lui, "cercherò di far presto".
Durante questo colloquio l'avvoltoio aveva ascoltato tranquillo guardando ora
me, ora lui. Ora vidi che aveva capito tutto, si sollevò, piegò la testa
all'indietro per prendere slancio e come un lanciere affondò il becco attraverso
la mia bocca, dentro di me. Cadendo all'indietro sentii, liberato, che nel mio
sangue straripante, di cui erano piene tutte le cavità, l'avvoltoio affogava
irrimediabilmente.
facciamoloinsieme.it
forumcommunity.net/
zieri.com
Una relazione per un'accademia
"Quando le sto seduto
di fronte così, Rotpeter
la sento parlare, brindo alla sua salute, allora davvero - che lei consideri
questo un complimento oppure no, è invece la pura verità - allora mi dimentico
del tutto che lei è uno scimpanzé. Solo a poco a poco, quando mi costringo a
tornare dai miei pensieri alla realtà, i miei occhi mi lasciano vedere di chi
sono ospite."
"Sì."
"E’ diventato tutto silenzioso, ma perché? Solo poco fa mi ha espresso giudizi
così sorprendentemente giusti sulla nostra città, e ora è così silenzioso."
"Silenzioso?"
"Le manca forse qualcosa? Devo chiamare il domatore? Forse a quest’ora lei è
abituato a mangiare?"
Un libro dev'essere un'ascia per il mare
ghiacciato che è dentro di noi
DA una lettera indirizzata a Kafka da
Ingeborg Bachmann
Francesca di
Mattia -
railibro.rai.it
letter to Oskar Pollak 1904
"Altogether, I think we ought
to read only books that bite and sting us. If the book we are reading doesn't
shake us awake like a blow to the skull, why bother reading it in the first
place? So that it can make us happy, as you put it ? Good God, we'd be just as
happy if we had no books at all; books that make us happy we could, in a pinch,
also write ourselves. What we need are books that hit us like a most painful
misfortune, like the death of someone we loved more than we loved ourselves,
that make us feel as though we had been banished to the woods, far from any
presence, like a suicide.
A book must be the axe for the
frozen sea within us. That is what I believe."
The sentence was
written by Kafka in an
epistle to Oskar Pollak
dated January 27th, 1904. The phrase has been quoted by a variety of authors
from a variety of disciplines.
everything2.com
- languagehat.com
Franz Kafka spauracchio della burocrazia
Le autorità belghe
hanno intitolato a "Franz Kafka"
un sito web creato apposta per
incoraggiare i responsabili pubblici e quelli del mondo privato a portare esempi
di comportamenti burocratici consoni, suggerendo nel contempo i modi migliori
per semplificare le cose.
www.europarl.europa.eu
The
Kafka Plan, named after the Czech writer Franz
Kafka, was launched and a website –
www.kafka.be
– was set up to help collect and manage suggestions from the
general public and the business community.
http://ec.europa.eu
I difensori
di FK
Se dunque non trovi nulla in questi corridoi,
apri le porte; e se non trovi nulla dietro a queste porte, esistono altri piani;
se non trovi nulla lassù, non importa; sali per nuove scale ! Finché non
smetterai di salire non cesseranno i gradini, anzi, si moltiplicheranno
all'infinito sotto i tuoi piedi che salgono. Quell’arte
tutta nostra di saper parlare all'Altro - articolo di Zygmunt Bauman -
caffeeuropa.it
PIU' INTELLIGENTI
Leggere Kafka rende piu' intelligenti. Lo sostiene uno studio degli psicologi
dell'universita' della California di Santa Barbara. Secondo Andrea Estrada,
co-autore della ricerca, le opere dello scrittore boemo di lingua tedesca Franz
Kafka sviluppano le strutture cognitive, migliorando nel lettore le capacita' di
apprendimento.L'opera piu' consigliata per 'aprire la mente' e' il racconto
breve 'Un medico di campagna', scritto da Kafka nel 1916. ansa.it - 2009