franz kafka

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die verwandlung

la trasformazione

la metamorfosi

1915

Una mattina
Gregorio Samsa, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato, nel suo letto, in un insetto mostruoso.
Era disteso sul dorso, duro come una corazza, e alzando un poco il capo poteva vedere il suo ventre bruno convesso, solcato da nervature arcuate, sul quale si manteneva a stento la coperta, prossima a scivolare a terra.
Una quantità di gambe compassionevolmente sottili in confronto alla sua mole, gli si agitava dinanzi agli occhi.

incipit da la metamorfosi

One morning as Gregor Samsa was waking up  from anxious dreams  he discovered that in bed he had been changed into a monstrous verminous bug .

He was lying on his back as hard as armor plate, and when he lifted his head a little, he saw his vaulted brown belly, sectioned by arch-shaped ribs, to whose dome the cover, about to slide off completely, could barely cling. His many legs, pitifully thin compared with the size of the rest of him, were waving helplessly before his eyes.

...

Non riesco a farmi capire.

Non riesco a far capire a nessuno cosa mi stia succedendo. Non riesco a spiegarlo nemmeno a me stesso .

I cannot make you understand. I cannot make anyone understand what is happening inside me. I cannot even explain it to myself .

 

 

   

Che cosa sto facendo

qui

in questo inverno senza fine ?

 

kafka e la sorella ottla -  prediletta 

 

 

 

 

a 5 anni

 

 

 

 

 i genitori


GABRIELE
1889-1942 ?

ELLI

AUSCHWITZ


VALERIE
1890-1942 ?

VALLI

CAMPO DI CONCENTRAMENTO


OTTILIE
1892-1943

OTTLA

CAMPO DI CONCENTRAMENTO


Franz   Elli   Ottla  Valli   Kafka

 

METAMORFOSI - 1915

Gregor Samsa una mattina destandosi si trova trasformato in un insetto.
Dopo aver osservato il suo nuovo e ripugnante corpo, egli viene preso dal panico ricordandosi dei suoi impegni di lavoro e rendendosi conto di essere in ritardo; non è ancora disceso dal letto che i genitori bussano alla porta per capire per qual motivo non si fosse ancora svegliato. Le porte però sono chiuse a chiave quindi nessuno può entrare; tuttavia Gregor è costretto a scendere e aprire quando a chiamarlo è il procuratore della sua azienda, accorso per assicurarsi che il suo dipendente abbia una scusa accettabile per giustificare l’assenza.
Gregor spalanca faticosamente la porta, ma tutti gli altri si spaventano e scappano alla sua vista; tranne il padre che impugna un bastone e con un fare minaccioso ricaccia lo scarafaggio gigante nella camera da letto.
Ripresosi, Gregor trova del latte in una ciotola: subito si getta su di esso, ma resta deluso di non riuscire a berlo.
Inizia così la lunga prigionia di Gregor, che deve restare chiuso in camera ed origlia i discorsi dei genitori mentre l'unica ad occuparsi di lui è Grete, la sorella, che gli porta del cibo e riordina la sua stanza.
Mentre la sorella sta preparando lo spostamento del mobilio della stanza per permettere a Gregor di muoversi liberamente sui muri e sul soffitto Gregor si oppone però allo spostamento di un quadro che ritrae al sua fidanzata, appiccicandocisi sopra. La madre lo scorge e sviene; sopraggiunge il padre e punisce il parassita scagliandogli addosso con violenza delle mele; una di esse colpisce lo scarafaggio che ferito gravemente si rifugia stordito nella sua tana.
La famiglia disgraziata conduce una vita sempre più faticosa e annoiante; ben presto anche la sorella nega le cure all'insetto, il quale da tempo non tocca più cibo.
Una sera degli ospiti cenano nel salotto attiguo alla camera di Gregor , che esce dalla porta e li spia incuriosito. Terminato il pasto, gli ospiti si fermano ad ascoltare Grete alle prese con il violino; lo scarafaggio è sempre più interessato alla musica e si espone, invece gli ospiti, che non gradiscono più lo spettacolo, restano solo per cortesia. All'improvviso notano Gregor che avanza: nello stupore generale,spaventati gli ospiti si rifugiano in camera e annunciano di disdire immediatamente il contratto affittuario. Gregor è immobile, paralizzato; sua sorella denuncia il suo comportamento deleterio per tutta la famiglia, accusandolo di essere la causa di tutti i guai.
Il padre concorda e si avvicina cupo verso quello che non considera più suo figlio; questi, sempre più debole, ritorna in camera e decide di liberare i suoi da tante sofferenze, lasciandosi morire di inedia. Il mattino seguente la donna di servizio lo trova disteso inerte per terra , e dà l'annuncio della sua morte ai familiari; essi accorrono e considerano il fatto come una liberazione.
I pensionanti vengono cacciati da casa, come pure la domestica; l' intera famiglia si congeda dal lavoro, per ritrovare la serenità e la prosperità che il parassita Gregor aveva tolto.
Riconquistata la pace, eliminato il problema , essi sono finalmente liberi ...

Adesso forse potrò voltarmi

pensò Gregor e si mise di nuovo al lavoro. Non riusciva a trattenersi dall'ansimare per la fatica, e ogni tanto dovette anche riposarsi. Nessuno d'altronde gli faceva fretta, tutto era affidato alle sue decisioni. Quand'ebbe terminato di girarsi, cominciò subito a rientrare di filato in camera sua.

Si stupì della grande distanza che lo separava da essa, e non riusciva a capire come avesse fatto, essendo tanto debole, a percorrere poco prima lo stesso tragitto quasi senza accorgersene; sempre però preoccupato unicamente di svignarsela in fretta, egli quasi non notò che non una parola, non un grido della sua famiglia veniva a disturbarlo. Solo allorché fu sulla soglia volse il capo; non completamente, però, poiché sentiva il collo irrigidirsi; ma comunque vide che dietro a lui nulla  era cambiato: solo la sorella si era alzata. La sua ultima occhiata sfiorò la madre, che ora s'era addormentata del  tutto.

Era appena entrato nella sua stanza, allorquando in gran fretta la porta venne sbarrata e sprangata. A quel  rumore improvviso dietro di sé, Gregor si spaventò talmente che le zampette gli si piegarono sotto. Era  stata la sorella ad affrettarsi a quel modo. Stava già in piedi in attesa; poi l'aveva raggiunto con un balzo leggero, e Gregor non l'aveva nemmeno sentita arrivare. «Finalmente!», gridò lei ai genitori girando la chiave nella toppa.

«E adesso?»  si domandò Gregor guardandosi intorno nell'oscurità.

Ben presto fece la scoperta che ormai non poteva più muoversi affatto. Non se ne stupì, anzi il fatto assolutamente strano gli parve di essersi potuto muovere finora su quelle esili gambette. Del resto, si sentiva relativamente bene. Aveva sì dolori per tutto il corpo, ma gli sembrava che gli si smorzassero a poco a poco e che a lungo andare avrebbero finito per scomparire del tutto.

La mela marcia infissa nella sua schiena e l'infiammazione circostante, tutte ricoperte di una polvere soffice, non le sentiva quasi più. Alla famiglia pensava con grande amore e commozione. Che bisognasse scomparire era per lui una convinzione anche  più ferma (se la cosa era possibile) di quella della  sorella. In quello stato di vacua e pacifica riflessione  rimase finché l'orologio del campanile scandì le tre del  mattino.

Fece ancora in tempo a vedere, fuori della finestra, i primi chiarori dell'alba. Poi il capo, che ormai  non riusciva più a controllare, gli ricadde a terra e dalle Franz sue narici esalò   fievole   l'ultimo respiro ...

...
Lo sguardo di Gregor si rivolse poi alla finestra e il cattivo tempo - si udiva la pioggia picchiettare sulle parti metalliche della finestra - lo rattristò completamente.  ' Che accadrebbe se continuassi a dormire un altro po’ dimenticando queste sciocchezze ? ',  pensò.

...

Spesso se ne stava lì intere e lunghe notti, senza dormire un minuto e raschiando per delle ore il cuoio. Oppure, senza spaventarsi della fatica, spingeva una seggiola verso la finestra, si arrampicava sul davanzale puntellandosi sulla sedia e vi si affacciava poi, evidentemente per un vago ricordo del senso di liberazione che provava una volta a spaziare fuori con lo sguardo.

atuttascuola.it/liceo/arioli

http://it.wikipedia.org/wiki/La_metamorfosi

...

The sister played so beautifully. Her face was tilted to one side and she followed the notes with soulful and probing eyes. Gregor advanced a little, keeping his eyes low so that they might possibly meet hers. Was he a beast if music could move him so?

...

Hey, there’s something falling down in there, said the chief clerk. Gregor tried to suppose to himself that what had happened to him might some day also happen to the chief clerk. There was no denying that anything was possible.

...

I do not speak as I think, I do not think as I should, and so it all goes on in helpless darkness.

...

First, he is terribly afraid of dying because he hasn't yet lived.
the metamorphosis

 

 

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Kafka e Nabokov  - scarafaggio/coleottero
Ragionando su La Metamorfosi  Vladimir Nabokov osservò che a giudicare dalla descrizione che viene fatta nel libro non si sta parlando di uno scarafaggio, ma di uno scarabeo sacro.

La distinzione è importante: lo scarafaggio infatti non ha la metamorfosi completa, lo scarabeo invece sì. Lo scarabeo è un Coleottero: i coleotteri hanno il bruco come le farfalle. Lo scarafaggio è una Blatta  - Blattoidei - appena nato è già molto simile all’adulto, e cresce un po’ alla volta limitandosi a cambiare pelle.

giuliano - deladelmur.blogspot.it

I Blattoidei - blattodea -  sono insetti dal corpo depresso in senso dorso-ventrale e dai colori poco appariscenti, generalmente bruno. Le dimensioni variano moltissimo, secondo la specie, con estremi che vanno dai 3 mm di lunghezza agli oltre 8 cm .
it.wikipedia.org

Secondo Nabokov eccellente entomologo, non si tratta di uno scarafaggio ma di un coleottero - lo scarafaggio è piatto, dice, mentre Gregor non lo è affatto.
Dunque il povero Gregor Samsa è un coleottero disperato che pesa sul mondo, più greve della sua gravità. Tutti i lettori ricordano, con un moto di raccapriccio, la scena in cui sua moglie gli tira una mela che finisce conficcata nel dorso.
Ma Nabokov non si limita alle indagini metaforiche, si spinge oltre e ci regala commenti che sono spunti di riflessione su cui meditare a lungo:  “Curiosamente, Gregor coleottero non s’accorge mai di avere delle ali sotto il solido rivestimento del suo dorso. È da parte mia un’osservazione molto sottile di cui dovreste far tesoro tutta la vita.     Certi Gregor, certi Mario e Maria non sanno di avere le ali”.

stylos.it/default.asp?artID=197

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Franz Kafka Says
the Insect in The Metamorphosis Should Never Be Drawn -  Vladimir Nabokov Draws It Anyway  - 
 .pdf




LA METAMORFOSI A FUMETTI
Nato nel 1958 a Cleveland Peter Kuper vive a New York dal 1977
Disegni splendidi che nella loro claustrofobia rendono perfettamente la cupa logica del racconto.

San Francisco Chronicle
Il passaggio da narrativa a fumetto talvolta risulta fuorviante. Peter Kuper, invece, compie questo percorso con grande lucidità
New York Times
Gli angosciosi archetipi kafkiani si trasformano con efficacia in immagini. E hanno una nuova vita, grazie allo stile crudo ed espressionistico di Kuper
Publishers Weekly

stefano landenna - fantasy.blogosfere.it

 

 

 

My First Kafka: Runaways Rodents and Giant Bugs
an illustrated kid-friendly adaptation of three classic Kafka stories 

BY mattheu roth anD ROHAN DANIEL EASON
wired.com  - 2013

 

The Ghosts of Kafka Present
Two new books attempt to capture the gaunt specter of modernism—and make him talk.
The Metamorphosis is full of untranslatable terms - beginning with its title, Die Verwandlung, which as Bernofsky points out in her translator’s note “does not suggest a natural change of state” in the way the English “metamorphosis” does. But the biggest challenge is indeed Ungeziefer - OON-gee-tsee-fir - a descendant of the Middle High German for “creature unfit for sacrifice.” It is used in modern German to describe household pests, particularly of the multilegged variety. And yet it does not merely mean “insect” or “bug,” “beetle” or “cockroach,” because there are German words for those - Insekt, Wanze, Käfer, Kakerlak. Ungeziefer is a necessarily vague word for something repulsive and unwelcome in the house, whose repulsiveness is defined through the eyes of its human beholder. There is no single English word for this, and as a result, translations of The Metamorphosis are stuck with vague imitations, the most accurate being “vermin” - which also evokes both Nazi anti-Semitism and Yosemite Sam ... 

rebecca schuman - slate.com - amazon.com -   FB/franzkafka  -  2014

 

The Franz Kafka Videogame & instagram
su steam -
iOS -  Android -  Windows. creato dallo sviluppatore russo Denis Galanin .
da aprile 2017  -  https://youtu.be/0gdzgM0id-w   - trailer

The Franz Kafka Videogame è un'originale avventura a enigmi ispirata alle opere di Franz Kafka.

itunes.apple.com

Franz Kafka's novella about Gregor Samsa's sudden transformation into a large bug is available to read on the New York Public Library's Instagram .
cnet.com

 

 

LA METAMORFOSI - 100 ANNI - 1915-2015

 

 

Nessuno canta con maggiore purezza
di coloro che stanno nell’inferno più profondo
ciò che chiamiamo il canto degli angeli

è il loro canto

 

 

franz kafka

E' uno scrittore che non appartiene ad una specifica corrente letteraria, pur presentando tratti tipici dell' espressionismo e tratti tipici del surrealismo.
Kafka nasce a Praga, da una famiglia d'origine ebraica, ma frequenta la scuola di lingua tedesca.

Dopo la maturità classica intraprende, per volontà del padre gli studi di giurisprudenza.

Dal padre, commerciante, viene educato ai valori del guadagno e del successo, ma Franz vuole diventare scrittore e per questo il padre lo considera un "DIVERSO" e lo contrasterà per tutta la vita.   Kafka, allora, è costretto a lavorare di giorno come funzionario di assicurazioni e di notte da libero sfogo alla sua indole creative scrivendo.
Il padre è autoritario e dispotico, biasima il figlio, che rende fragile nell'animo, il quale, per tutta la vita si sentirà un uomo senza casa, in quanto la casa del padre (alla quale è psicologicamente incatenato), non è accogliente e protettiva, ma anzi, è l'assoluta negazione di ogni sicurezza e tranquillità domestica. Franz si sente in quella casa come un
INTRUSO, perché non è apprezzato dal padre, con il quale l'unica comunicazione verbale è quella della Subordinazione e della Sudditanza.     Franz lotta contro il padre per rendersi AUTONOMO nelle sue scelte esistenziali ed artistiche, ma ci riuscirà soltanto in parte. Per questa ragione egli non riuscirà mai a vivere appieno la vita reale, ma rimarrà sempre
nell'ANTICAMERA, di fronte alla porta della VITA.  IL MONDO DEI "PADRI" E QUELLO DEI "FUNZIONARI", OVVERO IL MONDO DI "CASA" E QUELLO DELL' "UFFICIO" E' IL MEDESIMO. PER QUESTO FRANZ NON SI SENTE SOLO DIVERSO ED INTRUSO IN CASA SUA, MA ANCHE PROFONDAMENTE "DISINSERITO" IN QUELLA SOCIETA' MODERNA SCANDITA DAI VELOCI RITMI DELL'INIZIO NOVECENTO E CHE NON HA TEMPO PER LE RELAZIONI UMANE.

northwest.it
La sua famiglia era di origine ebraica ma il padre lo obbligò fin da piccolo ad imparare il tedesco

Kafka quindi era emarginato dalla comunità tedesca perché parlava la loro lingua ma non era tedesco; era però emarginato anche dalla comunità ceca perché parlava la lingua dell’invasore.
Kafka è uno degli scrittori che più rappresenta il 900.
Nacque a Praga come cittadino dell’impero asburgico è morì come cittadino dello stato cecoslovacco. Per capire meglio Kafka bisogna visitare Praga; d’altra parte per capire meglio Praga bisognerebbe leggere Kafka… Kafka nasce proprio quando i conflitti fra Ebrei, Tedeschi e Cechi si fanno più accesi ed intensi…durante la sua infanzia il ghetto ebraico viene abbattuto quindi gli cancellano le sue origini culturali. Tutto questo ha contribuito a forgiare la sua personalità e quindi il suo modo di scrivere. La maggior parte dei luoghi dove visse o che frequentò esistono ancora oggi.

https://pragaconalberto.com/i-mille-volti-della-citta-magica/sulle-orme-di-kafka

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In 1908, Kafka landed a position at the Worker’s Accident Insurance Institute in Prague, where he was fortunate to be on the coveted 'single shift' system.
He was living with his family in a cramped apartment, where he could muster the concentration to write only late at night, when everyone else was asleep.

As Kafka wrote to Felice Bauer in 1912      'time is short, my strength is limited, the office is a horror, the apartment is noisy, and if a pleasant, straight forward life is not possible then one must try to wriggle through by subtle maneuvers. In the same letter he goes on to describe his timetable: ' at 10.30  - but often not till 11.30 -  I sit down to write, and I go on, depending on my strength, inclination, and luck, until 1, 2 or 3 o’clock, once even till 6 in the morning.'
shortlist.com  -  fb/fk

 

 

kafka figurativo
Nei ROMANZI di Kafka, scrive il filosofo Gunthers Anders ("Kafka. Pro e contro", 1951), il tempo è un'illusione.
Per questo, in ultima analisi, quelli di Kafka nemmeno possono dirsi dei ROMANZI , dal momento che ad essi fa difetto ciò che la più elementare convenzione del "genere" richiede, vale a dire una "storia", un plot narrativo, con un inizio, un punto di svolta ed una fine. A renderli inquietanti non è una conclusione più o meno terribile, quanto piuttosto l'assenza di ogni divenire
,
la paralisi del tempo che, fin dalla prima battuta, fin dall'entrata in scena dell' "eroe", li caratterizza: Gregor Samsa già da subito e senza stupore alcuno è un grosso scarafaggio.
L' "
eternità dell'attimo", che, nella poesia classicista, rappresentava una felice via d'uscita dal tempo in direzione della beatitudine dell'eterno (il "fermati attimo, sei bello!" di Goethe), si rovescia allora, in Kafka, in maledizione. Eternità dell'attimo significa infatti ora: non ci sono vie d'uscite, eterna ripetizione del medesimo, congelamento degli oggetti e delle situazioni. Qualcosa di simile a quei volti resi eterni dai ghiacci che li imprigionano con i quali il regista americano John Carpenter terrorizzava lo spettatore nel remake del film La cosa. Anders, del resto, definisce "figurativa" l'arte di Kafka "perché per lui e rispettivamente per gli uomini del suo mondo, la vita si èmessa talmente male che non va avanti e perché il non andare avanti può depositarsi solo come immagine".
Il puro orrore è dunque immagine non perché può essere illustrato con degli esempi, ma perché con un malefico colpo di bacchetta magica all'esistenza è stata strappata la durata, il futuro e la sua possibilità di redenzione, e con ciò la si è trasformata in un'immagine pietrificata, in un presente che non passa.

rocco ronchi libero pensiero

 

 

 

intervista a barbara di noi - germanista -  '''leggendo Kafka si riceve una particolare suggestione che ha il sapore della magia'''
È la conseguenza di una scrittura che procede seguendo una dimensione costellativa dell'indagine interiore, non riconducibile a un percorso diretto, univoco. In un frammento diaristico del 1921 egli annota che forse «lo splendore della vita si trova dispiegato dinanzi a ognuno e in ogni momento in tutta la sua magnificenza, ma nascosto, in profondità, invisibile, molto lontano. Ma si trova lì, non ostile, non recalcitrante, non sordo. Se lo si chiama con la parola giusta, col nome giusto, allora viene. Questa è l'essenza della magia, che non crea, ma chiama».
barbara di noi - sul romanzo - it.paperblog.com - 2012



Kafka and Judaism

Kafka was born a Jew and remained a Jew all his life

although he frequently tried to play down Judaism's influence on him

What do I have in common with the Jews? he asked in his diary

I don't have anything in common with myself and would

be content to stand quietly alone in a corner

satisfied that I can breathe

victorian.fortunecity.com

 

non siamo che i cattivi pensieri

di una giornata di malumore di dio  

contro l'idolatria  - pagina 71 -   moni ovadia 


 

une grosse miche de pain ...
Une grosse miche de pain était posée sur la table. Notre père entra avec un couteau et voulut la couperen deux. Mais bien que le couteau fût solide et tranchant, bien que le pain ne fût ni trop dur ni trop tendre, le couteau ne parvenait pas à entamer la miche. Nous autres enfants, nous regardions notre père avec stupéfaction.

Il dit : " Pourquoi vous étonnez-vous? Le fait que quelque chose réussisse n'est-il pas plus surprenant que le contraire ? Allez vous coucher, j'arriverai peut-être tout de même à mes fins.

" Nous nous couchâmes, mais de temps à autre, l'un de nous se dressait dans son lit et tendait le cou pour voir son père, cet homme haut dans sa longue redingote, qui était debout, la jambe droite jetée en avant, et essayait toujours de faire entrer le couteau dans le pain. Au matin quand nous nous éveillâmes notre père posa le couteau et dit : « Vous voyez, c'est tellement difficile que je n'y suis pas encore parvenu. » Nous voulûmes nous distinguer et essayer nous mêmes, il nous y autorisa, mais nous pûmes à peine soulever le manche du couteau qui, d'ailleurs, s'était presque changé en charbon ardent sous la poigne de notre père, il se cabrait littéralement dans notre main. Notre père se mit à rire et dit : « Laissez-le où il est, maintenant je vais en ville, ce soir j'essaierai encore de le couper.  Je ne laisserai tout de même pas un pain se moquer de moi. Pour finir, il faudra bien qu'il se laisse faire, il a tout juste le droit de se défendre, qu'il se défende donc. »

A ce moment, la miche se contracta comme la bouche d'un homme décidé à tout, et ce ne fut plus qu'un tout petit pain.
koikadit.net/FKafka/pain.html

 

 


très cher père


Tu m'as demandé récemment pourquoi je prétends avoir peur de toi. Comme d'habitude, je n'ai rien su te répondre, en partie justement à cause de la peur que tu m'inspires, en partie parce que la motivation de cette peur comporte trop de détails pour pouvoir être exposée oralement avec une certaine cohérence. Et si j'essaie maintenant de te répondre par écrit, ce ne sera encore que de façon très incomplète, parce que, même en écrivant, la peur et ses conséquences gênent mes rapports avec toi et parce que la grandeur du sujet outrepasse de beaucoup ma mémoire et ma compréhension.
.

début de la Lettre au père

 

 

di recente mi hai domandato perché mai sostengo di avere paura di te. Come al solito, non ho saputo risponderti niente, in parte proprio per la paura che ho di te, in parte perché questa paura si fonda su una quantità tale di dettagli che parlando non saprei coordinarli neppure passabilmente. E se anche tento di risponderti per iscritto, il mio tentativo sarà necessariamente assai incompleto, sia perché anche nello scrivere mi sono d'ostacolo la paura che ho di te e le sue conseguenze, sia perché la vastità del materiale supera di gran lunga la mia memoria e il mio intelletto.

    

franz kafka

1883-1924 / REPUBBLICA CECA

 

 

 

 

lettera al padre
E’ il 1919 quando lo scrittore praghese Franz Kafka scrive la lunga lettera indirizzata a suo padre che però vedrà la luce alla stampa solo dopo la sua morte, nel 1952.
Kafka ha 36 anni, ha già alle spalle la pubblicazione di alcuni noti racconti, ma la sua vita privata è segnata da sofferenze fisiche e fallimenti sentimentali.
I lunghi fogli riempiti con parole di amarezza e di pesanti accuse portano alla luce un legame difficile con la figura paterna. Il figlio richiama alla memoria episodi dell’infanzia che lo hanno profondamente turbato.

domizia moramarco - leggeremania.it - 2014
Mai come nella "Lettera al padre", scritta nel novembre del 1919, affidata alla madre senza tuttavia giungere al destinatario, Kafka ci ha dato un ritratto così lucido di sé.
E molti dei motivi che vengono toccati in questa confessione anche spietata - primo fra tutti quello di "un immenso senso di colpa" - non possono che ricordare i suoi personaggi più famosi.
Quello che qui viene messo in scena è un vero e proprio conflitto. Figura che incarna un'autorità assoluta, che "ha l'aspetto enigmatico dei tiranni, la cui legge si fonda sulla loro persona, non sul pensiero", agli occhi di Kafka il padre appare come il tipico rappresentante di un mondo da cui egli invece si sente escluso: pratico, utilitaristico, ben lontano dalle sue aspirazioni.
Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka svela la sua natura di "figlio diseredato" e proscritto, non compreso nella vocazione di scrittore, inquieto e in cerca di conferme quanto il suo avversario ostenta sicurezza.
Nel saggio posto in appendice Georges Bataille indaga in modo provocatorio sui momenti di questa contesa. L'esperienza di Kafka diventa anche occasione per interrogarsi sul senso ultimo della letteratura. Forse nessun altro scrittore ha saputo mostrare come quel senso sia tutt'uno con la vita stessa.

lafeltrinelli.it -  amazon

 


The many selves of Franz Kafka included a puckish sense of humour
A new biography by Reiner Stach puts some flesh on the bones that is the legend of Franz Kafka.
Dear Sir, the reader wrote, You have made me unhappy. I bought your Metamorphosis as a present for my cousin, but she doesn’t know what to make of the story. My cousin gave it to her mother, who doesn’t know what to make of it either.

Her mother gave the book to my other cousin, and she doesn’t know what to make of it either. Now they’ve written to me   ...
Stach is also good on Kafka’s doomed love life, beginning with his strange courtship of the unfortunate Felice Bauer, with whom he exchanged 500 letters over five years while seemingly making every effort not to see her in person.
When he eventually felt compelled to propose marriage, he did so in an
18-page document containing such inducements as “You would lose Berlin, the office you enjoy, your girlfriends, the small pleasures of life, the prospect of marrying a decent, cheerful, healthy man, of having beautiful healthy children”; and once they were married, he concluded, she would probably have to bring him his meals in a special writing cell underground   ...
Brod’s own ardent Zionism informed his conviction that Kafka wrote some of “the most Jewish documents of our time,” but such suggestions bemused Kafka, who once frustratedly wondered to his diary:  
What do I have in common with Jews? I barely have anything in common with myself ...

tim martin - telegraph.co.uk - 08/2013

 

 

 

 

Conversazioni con Kafka - Janouch Gustav
A Praga, nel 1920, Gustav Janouch, allora diciassettenne aspirante poeta e letterato, venne presentato dal padre a Franz Kafka.   I due lavoravano nella stessa Compagnia di Assicurazioni e subito il più giovane prese l'abitudine di far visita a Kafka nel suo ufficio e di accompagnarlo a casa.    Nacquero così queste '
Conversazioni ' che costituiscono una testimonianza sul grande scrittore praghese.   n questo contesto Kafka non è visto come una figura letteraria ma come un uomo affascinante e misterioso, costretto a convivere con le incomprensioni di un ambiente e con la malattia che di lì a poco lo avrebbe condotto alla morte.

ibs

LA GAZZA
Io sono un uccello insopportabile, disse Franz Kafka.

Sono una gazza un kavka. Il carbonaio del Teinhof ne ha una. L' ha vista?. Sì, razzola sempre davanti al negozio. Già, quell' uccello, quel mio parente, sta meglio di me. E' vero, d' altra parte, che ha le ali tagliate. Nel mio caso tuttavia non c' è stato alcun bisogno di tagliarle, perché le mie ali sono atrofizzate. Così per me non esistono altezza e distanza. Saltello con la mia aria confusa in mezzo agli uomini che mi guardano pieni di sfiducia, perché sono un uccello pericoloso, un ladro, una gazza. In realtà non sono attratto dagli oggetti che brillano. Non ho nemmeno delle penne nere luccicanti. Sono grigio come la cenere. Una gazza che desidera scomparire tra le pietre. Ma questo è solo uno scherzo: non voglio che si accorga di quanto io stia male oggi.

.

non si sfgge mai ai fantasmi che si evocano. il male ritorna sempre al punto di partenza.

.

il cuore è una casa con due camere da letto. una è quella del dolore, l'altra quella della gioia. non si può ridere troppo rumorosamente, altrimenti si sveglia il dolore che dorme nella stanza accanto.
e la gioia ? viene destata dai rumori del dolore ?
no, la gioia è sorda. non sente il dolore nella stanza accanto .
da conversazioni con kafka

 

 

 

*

 

 

 

 

 

Ich bin am 3 Juli 1883 in Prag geboren

impiegato modello delle Assicurazioni Generali a Praga
Kafka intraprese una formazione giuridica e ottenne un lavoro nelle assicurazioni Generali nel 1907.
Alla scrittura si dedicò nel tempo libero, lamentandone la scarsità che gli impediva di dedicarsi a quella che considerava la sua vocazione: la letteratura.
Ma ciò non fece mai venir meno il rigore e la disciplina nell’esecuzione del suo lavoro. Alle sue celebrate opere letterarie si accompagnano le relazioni scritte come assicuratore. Accurate e minuziose, e rivelatrici, in filigrana, della sua passione.

generali.com

. Conosco tedesco, ceco, francese e inglese ma in queste due lingue sono fuori d’esercizio.
Il curriculum vitae autografo di Franz Kafka dice:
. Sono nato il 3 luglio 1883 a Praga; ho frequentato fino alla quarta classe la Altstädter Volksschule; sono entrato poi nell’Altstädter deutsches Staatsgymnasium; a 18 anni incominciai gli studi alla deutsche Karl-Ferdinands Universität di Praga.

Dopo aver dato l’ultimo esame di stato, il 1° aprile 1906, entrai come praticante nello studio dell’avv. Richard Löwy, sull’Altstädter Ring. In giugno diedi l’esame storico rigoroso e nello stesso mese ottenni la laurea in legge.

Come avevo subito chiarito all’avvocato, ero entrato nel suo studio solamente allo scopo di impiegare il mio tempo, perché già in principio non era mia intenzione di rimanere nell’avvocatura.

Il 1° ottobre 1906 iniziai la pratica giudiziaria, che terminai il 1° ottobre 1907.
adnkronos.com - fb/corsera -
immagine  1907-1908 - archivio storico assicurazioni generali trieste

https://youtu.be/eyHbVF5HmG0   -  biografia

 

 

 

to Kurt Wolff 1913

flavorwire.files.wordpress.com - pinterest.com

 

 

 

 

 

Will Self's Kafka Journey: A Prague Walking Tour
Will Self visits Prague for a walking tour in search of Franz Kafka’s genius loci. In the film, Will visits several Kafka sights as part of his research for a digital essay for the LRB looking at Kafka's short story, 'The Country Doctor':
http://thespace.lrb.co.uk
https://youtu.be/niIf080qSfE  - 2015

 

 

 

 

 

3412 Kafka

asteroide della fascia principale dedicato a Franz Kafka

 

 


 

 

 

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