franz kafka

welcome kafka                                    

 

GOD DOESN'T WANT ME

TO WRITE BUT I HAVE NO CHOICE

praga 3 luglio  1883  -  vienna  3 giugno 1924

I WRITE DIFFERENTLY FROM WHAT I SPEAK
I SPEAK DIFFERENTLY FROM WHAT I THINK
I THINK DIFFERENTLY FROM THE WAY I OUGHT TO THINK
AND SO IT ALL PROCEEDS INTO DEEPEST DARKNESS

https://youtu.be/zpJ9r-BmvYY

http://youtu.be/7aY30N6lajQ - roberto degiorgi - agoramagazine.it

raiscuola.rai.it/articoli/franz-kafka-e-la-sua-praga

Metalmorphosis Statue of Franz Kafka head
David Cerny Sculpture Prague
18,500 points of curvature on the stainless steel sheeting 
42 layers in motion 42 servo drivers    - 1500 sq.m.
24 tons of mirror-polished steel sheet
located at square over Prague's Národní třída subway station
weighs 39 tons and is composed of 42 moving layers
height of 11 meters
https://youtu.be/f-cMhgzO4lo  -   https://youtu.be/B7ZMWuNYD0Y
https://youtu.be/pTx6O6feHtU

a proposito dell'amore

a  Milená Jesenská  -  Pollak  che morirà in campo di concentramento  Ravensbrück  - ago 1896 - mag 1044

noi non potremo mai vivere insieme, dividere lo stesso appartamento, corpo a corpo, essere alla stessa tavola, mai, neppure nella stessa città ... invece di vivere insieme, almeno potremo essere in grado di sdraiarci felici uno accanto all'altra per morire ...

 

Milena Jesenská, nota per la relazione e l'epistolario con Kafka non meno che per l'infelice matrimonio con Ernst Pollak, ha brillato in realtà anche di luce propria. Nata a Praga nel 1896, era figlia di uno degli uomini più facoltosi della città, medico e docente universitario. Ebbe un'educazione progressista, e si distinse per i suoi atteggiamenti anticonformistici. Frequentava gli ambienti letterari e il Caffè Arco, cosa allora inconsueta per una donna. 

scritturaimmanente.it/kafka/amicizie/milena/milena_bio.htm

 

Milena io non sono geloso

O il mondo è piccolissimo o noi siamo giganteschi

in ogni caso lo empiamo completamente

Di chi dovrei essere geloso ?

 

 

 

Tu mi appartieni, anche se non dovessi vederti mai più -  

a Milena 12 Juni 1920
Sembra una frase d'amore come tante, di ieri e di oggi, ma a scriverla non è un innamorato qualunque. E' Franz Kafka. E questo è bastato perché la storia relegasse la destinataria delle Lettere a Milena all'angusto ruolo di "amica di Kafka". A torto, anche se del tutto involontario, perché Milena Jesenska fu molto di più. Una valente giornalista che negli anni '20 e '30 dalle pagine dei più importanti giornali praghesi si schierò apertamente per i diritti delle donne e per la giustizia in genere.
Una donna generosa, sino all'eccesso, in amore e in amicizia valori che anteponeva a tutto. Ma soprattutto, una donna coraggiosa che seppe trasformare il forte individualismo dei giorni migliori in responsabilità sociale e politica. Nel 1938 quando l'amata patria boema fu soggiogata, incitò alla resistenza contro gli oppressori aiutando a fuggire all'estero ebrei e compatrioti cechi. 
Di lì a poco venne arrestata dalla Gestapo e morì a 47 anni, nel campo di concentramento di Ravensbrück nel maggio del 1944 poche settimane prima dello sbarco in Normandia.

ANTICONFORMISTA E RIBELLE
E' una ragazzina, ma tutta Praga parla di lei e si raccontano storie folli: che sperpera denaro a fiumi, che ha attraversato a nuoto la Moldava per arrivare in tempo ad un appuntamento, che è stata arrestata alle quattro di mattino per aver raccolto magnolie "pubbliche". Veste abiti impalpabili e fluttuanti alla Duncan, preferibilmente nei toni dell'azzurro o del verde acqua, i capelli ondulati sono sciolti, spesso intrecciati con dei fiori. Milena, figlia unica dell'eminente professor Jesensky, chirurgo di fama, mal sopporta i lacci di una vita borghese. Frequenta l'esclusivo Minerva, uno dei primi licei femminili in Europa. E' quello che si dice una ragazza emancipata, ha una personalità molto forte tanto da essere presa a modello da molte sue compagne. La madre muore quando Milena ha 17 anni e il rapporto con il padre, da sempre difficile, peggiora di giorno in giorno.

writers.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Milena_Jesenska  -  www.academia.edu/MILENA_DI_PRAGA

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When one is alone, imperfection must be endured every minute of the day; a couple, however, does not have to put up with it. Aren’t our eyes made to be torn out, and our hearts for the same purpose? At the same time it’s really not that bad; that’s an exaggeration and a lie, everything is exaggeration, the only truth is longing. But even the truth of longing is not so much its own truth; it’s really an expression for everything else, which is a lie. This sounds crazy and distorted, but it’s true. Moreover, perhaps it isn’t love when I say you are what I love the most - you are the knife I turn inside myself, this is love. This, my dear, is love.
...

I am constantly trying to communicate  something incommunicable, to explain something inexplicable, to tell about something I only feel in my bones and which can only be experienced in those bones. Basically it is nothing other than this fear we have so often talked about, but fear spread to everything, fear of the greatest as of the smallest, fear, paralyzing fear of pronouncing a word, although this fear may not only be fear but also a longing for something greater than all that is fearful.

...

I belong to you … But for this very reason I don’t want to know what you are wearing; it confuses me so much that I cannot deal with life.

...

I’m tired, can’t think of anything and want only to lay my face in your lap, feel your hand on my head and remain like that through all eternity.

...

In a way, you are poetry material; You are full of cloudy subtleties I am willing to spend a lifetime figuring out. Words burst in your essence and you carry their dust in the pores of your ethereal individuality .

letters to milena

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Cara signora Milena
oggi voglio scrivere di altre cose, ma le cose non vogliono. Non che io le prenda proprio sul serio .  se lo facessi scriverei diversamente ma ogni tanto ci dovrebbe essere pronta per Lei, nella penombra del giardino, una sedia a sdraio con una diecina di bicchieri di latte a portata delle Sue mani.

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Praga 14 settembre 1920
La prima lettera era già spedita quando venne la tua.

Prescindendo da tutto ciò che può essere sotto - sotto a queste cose: "angoscia" e simili- e che mi dà la nausea, non perché sia nauseante, ma perché il mio stomaco è troppo debole, prescindendo da ciò, la cosa è forse ancora più semplice di come dici tu. Circa così: l'imperfezione solitaria la si deve sopportare in ogni momento, l'imperfezione a due non si è costretti a sopportarla.

Non abbiamo forse gli occhi per strapparceli e il cuore per il medesimo scopo? Eppure non è poi così grave, questa è esagerazione e menzogna, tutto è esagerazione, soltanto la nostalgia è vera, non la si può esagerare.

Ma perfino la verità della nostalgia non è tanto la sua verità quanto piuttosto l'espressione della menzogna di tutto il resto. Sembra un'idea bislacca, ma è così.
E forse non è vero amore se dico che tu mi sei la cosa più cara; amore è il fatto che tu per me sei il coltello con il quale frugo dentro me stesso. Del resto tu stessa lo dici: "non avete la forza di amare"; non sarebbe questa una distinzione sufficiente fra "bestia" e "uomo"?

...

Siccome amo te  - e ti amo dunque, o donna tarda a capire, come il mare ama un sassolino sul fondo, proprio così il mio amore ti inonda - e possa io essere ancora accanto a te il sassolino, se i cieli lo permettono - amo il mondo intero ...
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Ieri ho sognato di te

Non ricordo quasi più i singoli fatti

so soltanto che di continuo ci trasformavamo l’uno nell’altro

io ero tu. tu eri io.

INFINE NON SO COME PRENDESTI FUOCO

 

Ieri ho sognato di te. Non ricordo quasi più i singoli fatti .  so soltanto che di continuo ci trasformavamo l’uno nell’altro . io ero tu . tu eri io. Infine non so come prendesti fuoco ma ricordai che il fuoco può essere soffocato coi panni .  afferrai un vecchio abito e con questo mi misi a batterti. Ma qui ricominciarono le metamorfosi e si arrivò al punto che tu non c’eri più mentre ero io che ardevo e io ancora che battevo con l’abito.    Ma ciò non serviva a nulla e così era confermato il mio vecchio sospetto che queste cose non valgono contro il fuoco. Intanto però erano arrivati i pompieri e nonostante tutto tu in qualche modo fosti salvata.     Ma eri diversa da prima .  spettrale disegnata col gesso nel buio e inanimata o forse soltanto svenuta per la gioia di essere salva .  mi cadesti tra le braccia. Ma anche qui si riscontrò l’incertezza della trasformazione perché forse ero io che cadevo tra le braccia di qualcuno.

Last night I dreamed about you.    What happened in detail I can hardly remember .    all I know is that we kept merging into one another.

I was you. you were me.    Finally you somehow caught fire.

*

per qualche motivo che ignoro mi piaci moltissimo . molto  -    niente di irragionevole . direi quel poco che basta a far si che di notte da solo mi svegli  e - non riuscendo a riaddormentarmi - inizi a sognarti .

*

Senza di te non ho nessuno, nessuno qui, se non la paura: abbandonato a lei che sprofonda in me, precipitiamo giù dalle notti aggrappati l’uno all’altra .
*

Ciò che temo, che temo con gli occhi spalancati e follemente sprofondato nell'angoscia (se potessi dormire come sprofondo nell'angoscia, non vivrei più), è soltanto questa intima congiura dentro di me (che capirai meglio dalla lettera a mio padre, benché non interamente, poiché la lettera è troppo costruita per lo scopo a cui tende) che si fonda, diciamo, sul fatto che io, non essendo nel grande giuoco degli scacchi neanche pedina di una pedina, anzi tutt'altro, ora, contro le regole del giuoco e per confonderlo, pretendo di occupare persino il posto della regina – io, pedina della pedina, dunque pezzo che non esiste neanche, che non prende neanche parte al giuoco – e poi forse anche il posto del re stesso o magari di tutta la scacchiera, e che, se lo volessi davvero, ciò dovrebbe avvenire in un modo diverso, più disumano.

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La mia testa è come una stazione ferroviaria, treni partono, treni arrivano, visita doganale, l’ispettore superiore di frontiera sbircia il visto, ma questa volta è regolare, ecco, guardi pure:«Sì, sta bene, di qui si esce dalla stazione». «Scusi, signor ispettore superiore, vuole avere la cortesia di aprirmi la porta, non riesco ad aprire. Forse sono debole perché … c’è di fuori Milena che mi aspetta.» «Oh, scusi,» esclama lui «non lo sapevo.» E spalanca la porta

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Non posso udire le terribili voci dell'intimo e contemporaneamente Lei, ma posso ascoltarle e confidarlo a Lei, a Lei come a nessun altro al mondo.

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Sono sporco Milena    infinitamente sporco  . perciò faccio tanto chiasso per la purezza .

Nessuno canta così puro come coloro che sono nel più profondo inferno; quello che crediamo il canto degli angeli è il loro canto.

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capisco benissimo ogni cosa   forse meglio di te -  eppure per non so quale debolezza -  non riesco ad afferrare la frase. leggo all’infinito e infine la trascrivo qui, affinché anche tu la veda e tutti e due la leggiamo insieme, tempia contro tempia - I tuoi capelli contro la mia tempia - .

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Io l'amo  eppure non le posso parlare, sto sempre in agguato per non incontrarla .

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Ora penso soltanto alla mia malattia  e alla mia salute. e l’una e l’altra  - è vero - la prima come la seconda sei tu .

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Io cerco sempre di comunicare qualcosa di non comunicabile,  di spiegare qualcosa di inspiegabile, di parlare di ciò che ho nelle ossa e che soltanto in queste ossa può essere vissuto .

I am constantly trying to communicate something incommunicable, to explain something inexplicable, to tell about something I only feel in my bones and which can only be experienced in those bones.
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Non ti dico niente, ma ti metto a sedere sulla sedia a sdraio (tu dici che non mi hai dato sufficienti prove d'affetto, ma esiste forse un maggior affetto, un più grande onore che farmi sedere là e metterti a sedere davanti ed essere accanto a me?), adesso dunque ti metto a sedere sulla sedia a sdraio e non so come abbracciare la felicità con parole, occhi, mani e col povero cuore, la felicità che tu sei qui e appartieni anche a me. E dire che in fondo non amo te, ma piuttosto la mia esistenza donatami da te.

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che scuole mostruose sono quelle dove lei insegna, duecento scolari, cinquanta scolari. vorrei avere un posto presso la finestra nell'ultima fila per un'ora e in tal caso rinuncio a ogni incontro con lei - che d'altronde non avverrà in nessun caso - rinuncio a tutti i viaggi e - basta, questa carta bianca che non vuol finire mi brucia e consuma gli occhi e perciò scrivo.

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Sono stato due ore coricato sul divano e credo di non aver pensato ad altro che a te .

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Questo incrociarsi di lettere deve cessare Milena
, ci fanno impazzire, non si ricorda che cosa si è scritto, a che cosa si riceve risposta e comunque sia, si trema sempre.
Capisco benissimo il tuo ceco, odo anche la risata, ma m’ingolfo nelle tue lettere tra la parola e il riso, poi odo soltanto la parola, poiché oltre a tutto la mia natura è angoscia.
Non so rendermi conto se dopo le mie lettere di mercoledì-giovedì tu voglia ancora vedermi. So il rapporto fra te e me (tu appartieni a me, anche se non dovessi vederti mai più), lo conosco in quanto non sta nel territorio confuso dell’angoscia, ma non conosco affatto il rapporto tuo verso di me, questo appartiene tutto all’angoscia. E neanche tu mi conosci, Milena, lo ripeto.
Ciò che accade è per me qualcosa di mostruoso, il mio mondo crolla, il mio mondo risorge, vedi come tu (questo tu sono io) ne possa dare buona prova. Non mi lagno del crollo, il mondo stava crollando, mi lagno del suo ricostruirsi, mi lagno delle mie deboli forze, mi lagno del venire al mondo, mi lagno della luce del sole.

... Sono stanco, non so nulla e non vorrei che posare il viso nel tuo grembo, sentire la tua mano sul mio capo e rimanere così per tutte le eternità ...
Come continueremo a vivere? Se dici di sì alle mie lettere di risposta, non devi più vivere a Vienna, è impossibile.
Milena, non si tratta di questo, tu non sei per me una signora, sei una fanciulla, non ho mai visto nessuna che fosse tanto fanciulla, non oserò porgerti la mano, fanciulla, la mano sudicia, convulsa, unghiuta, incerta e tremula, cocente e fredda.

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Scrivere lettere significa però denudarsi davanti ai fantasmi che ciò attendono avidamente. Baci scritti non arrivano a destinazione, ma vengono bevuti dai fantasmi lungo il tragitto. Con così abbondante alimento questi si moltiplicano in modo inaudito.

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Mi viene in mente che non riesco a ricordare nessun preciso particolare del Suo viso. Vedo ancora soltanto come Lei si allontanò poi tra i tavolini del caffè, la Sua figura, il Suo abito.

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In verità oggi ne avevo proprio bisogno. come hai fatto a saperlo? Con quanta naturalezza viene da te ciò che è necessario .  sempre.

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Lei sta ritta accanto a un albero,  giovane, bella, il lampo dei Suoi occhi abbatte il dolore del mondo.

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domenica saremo insieme, cinque, sei ore, troppo poco per parlare, abbastanza per tacere, per tenerci per mano, per guardarci negli occhi.

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E ora, Milena anche tu ti stacchi da me,  non per molto lo so, ma vedi l’uomo non resiste a lungo senza i palpiti del cuore e fintanto che tu ne sei staccata come vuoi che palpiti ?

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E così, Milena, ci siamo del tutto separati e si direbbe che con tutte le nostre forze abbiamo in comune un solo desiderio: che tu sia qui e il tuo viso mi sia possibilmente vicino .

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Dovetti ritornare nel buio, non sopportavo il sole, ero disperato veramente come una bestia smarrita, incominciai a correre a più non posso e sempre col pensiero:   Se potessi portarla con me !    e col contropensiero:    Esiste il buio dove è lei  ?  .

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La mia 'paura'  ...   è la mia essenza e probabilmente la parte migliore di me stesso.

my 'fear' ... is my substance, and probably the best part of me.

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Basta domande ;  hanno dormito così bene nell'abisso;  perché evocarle alla luce del giorno ?  Sono grigie e tristi e rendono così anche gli altri .

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Tutto il tempo che esiste  mi occorre per te, per pensare a te, per respirare in te.

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E poi c’è la lettera della notte, non si capisce come la si possa leggere, non si capisce come il petto possa allargarsi abbastanza e contrarsi per respirare quest’aria, non si capisce come si possa essere lontano da te.

 .

Effettivamente di quell’uomo  di cui mi hai parlato, quello un po’ triste che ti scrive cose fuori luogo e strane, si dice racconti bugie: secondo me è una bugia  - per quanto ne so, a modo suo, ti ama .

*
... Tu hai 38 anni e sei tanto stanco come probabilmente non si può stancarsi per la sola età. O meglio: non sei affatto stanco, ma irrequieto, e hai paura di fare un solo passo su questa terra irta di tagliole, perciò tieni sempre, dirò così, i due piedi sollevati contemporaneamente, non sei stanco ma hai soltanto paura dell’enorme stanchezza che seguirà questa enorme inquietudine ...
milena lo aveva invitato a passare da vienna mentre tornava da merano a praga

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Ecco, sono qui,   il tempo è torbido come prima e domani non avrò lettere e il sogno è l’ultima notizia che possiedo di te.

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Non spaventarti se senti le mie labbra sul collo .   non volevo baciarti . è soltanto amore impacciato .

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Quando gli adulti fanno queste minacce ai bambini, si tratta beninteso di scherzi affettuosi che significano press'a poco: adesso per celia diremo le cose più inverosimili che si possano dire.    I bambini invece, sono seri e non conoscono l'impossibile.    Se dieci volte non riescono a buttar giù, non perciò saranno convinti di non dover riuscire la volta seguente, anzi non ricordano nemmeno di aver fallito nei dieci casi precedenti. I bambini fanno paura quando le loro parole e le intenzioni sono cariche del sapere degli adulti.

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lettere a milena - praga 14 settembre 1920

 

LETTERE A MILENA - .PDF

www.archiviobolano.it

 

 

 

 

Praga compra una lettera di Kafka
Una lettera scritta da Kafka alla sua amica Julia Wohryzkova e' stata comprata all'asta dall'Archivio di scrittura di Praga. Nella breve lettera, datata 18 giugno 1919, Kafka invita la sua amante Wohryzkova a un appuntamento 'venerdi' alle ore 15 e mezza davanti alla Corona'. La Corona era a suo tempo un bar nel centro di Praga. E' l'unica testimonianza scritta che documenta questo rapporto, durato un anno e mezzo. La lettera e' stata pagata circa 6.600 euro.

... Da un punto di vista letterario le donne "ufficiali" della sua vita furono tre: (F)elice Bauer, una berlinese conosciuta in casa di Max Brod con la quale si fidanzò a distanza e intrattenne per circa cinque anni una fittissima corrispondenza, ma nei cui confronti non sapeva prendere una decisione definitiva, finchè ruppe il fidanzamento nel 1917. Ciò che colpisce nelle lettere che le inviò è che sembrano scritte soprattutto per se stesso, a scopo introspettivo o espressivo;
Milena Jesenská, moglie infelice di Ernst Pollak, traduttrice in ceco delle sue opere, conosciuta nel 1920. Con lei, che viveva a Vienna, intrattenne un intenso scambio epistolare, ma i loro incontri furono molto sporadici;
Dora Dymant (Diamant) fu tra queste la sola con cui ebbe una relazione vera e propria, convivendo con lei a Berlino e facendo progetti matrimoniali. Fu una relazione breve, interrotta dalla sua morte.

aetnanet.org - 2008




Kafka ritratto con
Hansi Szokoll cameriera povera ma bella, che incarnava l'ideale erotico dello scrittore
richard newbury - lastampa.it

 

Julie Whoryzek Julia Wohryzkova  1891-1939
he became engaged again to Julie Whoryzek the daughter of a synagogue janitor and shoemaker, in 1919...   Franz went so far as to pick out an apartment for him and Julie and came within a couple of days of the wedding before breaking it off. A new person had come into his life.

victorian.fortunecity.com

Felice Bauer 1887-1960
Franz's fiancee--twice! He met her in 1912 and began writing her letters, sometimes two or three lengthy missives a day, in which he poured out his soul to her but seemed to have little understanding of what she might want. This went on for years, ending only after Franz was diagnosed with tuberculosis in 1917.
.  
I look for you everywhere; small gestures made by all kinds of people in the street remind me of you, by their similarity as much as by their differences, but I cannot say what is obsessing me; it obsesses me utterly and leaves no strength to express it.
...

You are at once both the quiet and the confusion of my heart . imagine my heartbeat when you are in this state .

Sei insieme la quiete e la confusione del mio cuore .

...

Nothing unites two people so completely, especially if, like you and me, all they have is words.
november 14, 1912

...

Write to me only once a week, so that your letter arrives on Sunday — for I cannot endure your daily letters, I am incapable of enduring them. For instance, I answer one of your letters, then lie in bed in apparent calm, but my heart beats through my entire body and is conscious only of you.   

I belong to you; there is really no other way of expressing it, and that is not strong enough. But for this very reason I don’t want to know what you are wearing; it confuses me so much that I cannot deal with life; and that’s why I don’t want to know that you are fond of me.   If I did, how could I, fool that I am, go on sitting in my office, or here at home, instead of leaping onto a train with my eyes shut and opening them only when I am with you?
11.11.1912

Scrivere significa aprirsi a dismisura - perciò uno che sta scrivendo non sarà mai solo abbastanza, e mentre scrive non ci sarà mai silenzio abbastanza intorno a lui, e la notte non sarà mai notte abbastanza.
letters to felice - books.google.it

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Gentile signorina   anche se intorno alla mia scrivania stessero tutti e tre i miei direttori a guardare ciò che scrivo, Le devo rispondere subito, perché la Sua lettera scende come dalle nuvole alle quali si è alzato invano lo sguardo per tre settimane.

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Siamo dunque alla fine, Felice

con codesto silenzio mi congedi e tronchi la mia speranza nell’unica felicità che mi sia possibile su questa terra. Ma perché codesto terribile silenzio, perché nessuna parola schietta, perché ti tormenti da settimane per me, visibilmente, in modo così evidente ?

Questa non è più compassione da parte tua, perché se fossi per te l’uomo più estraneo, avresti pur dovuto vedere quanto soffro di questa incertezza, al punto che talvolta perdo il lume della ragione, e non può essere compassione quella che termina con tale silenzio.
La natura procede per la sua strada, non c’è rimedio, quanto più ti conoscevo, tanto più ti amavo, quanto più conoscevi me, tanto più ti sono diventato insopportabile .  

Lo avessi almeno intuito, avessi parlato apertamente, non avessi aspettato tanto fino a trovarti nell’impossibilità di farlo, fino a non poter trovare più modo di scrivermi una sola parola da un viaggio di cinque giorni, di rispondermi con un solo rigo a lettere con le quali ti chiedevo una decisione, a consolarmi in qualche maniera nella mia sventura di non aver saputo nulla di te in tanto tempo.

Ancora ieri, quando ti ho chiamata al telefono e riuscivo a capire pochissimo perché dalla felicità di sentire la tua voce troppo mi ronzavano le orecchie, mi hai detto che avevi scritto domenica sera e al più tardi oggi martedì avrei ricevuto la lettera a casa mia.
No, non c’è nulla, tu non hai scritto domenica e nemmeno lunedì dopo la telefonata, non puoi scrivere, ma non puoi neanche dire che non puoi scrivere.

Ora se penso che l’unica cosa tua; autonoma, personale che avevi da dirmi ieri è stata la domanda: 'Come stai ? ' , il mio cervello si sfascia.   Così non posso più vivere.
Probabilmente non devo più esortarti a farlo, ma ciò nonostante ti prego espressamente, non scrivermi più, non una parola, fa come ti detta il cuore.    Anch’io non scriverò, non sentirai più rimproveri, non sarai più disturbata, ti prego soltanto di ricordare che, per quanto lungo sia il tempo del tuo silenzio,
io ti appartengo alla più sommessa ma vera chiamata, oggi come sempre.
Franz -  27 maggio 1913

 

 

GRETE BLOCH

forse ebbe una  brevissima relazione  - o fu solo infatuazione da parte di lei  - con Grete Bloch nel 1913.

Grete era amica di felice.

victorian.fortunecity.com

DORA DIAMANT    1898 - 1952
The chance meeting of Franz Kafka and Dora Dymant in 1923 at a Baltic seaside resort kindled a love that brought him the happiness which had eluded him all his life. But in a cruel twist of fate, his new serenity proved shortlived: he died of tuberculosis a year later, at the age of 40. Shattered by the loss of her great love, Dymant attempted to rebuild her life but eventually died in east London and was buried in an unmarked grave.
kafka.org
Nell’ultimo anno della sua vita, Franz Kafka progettò di trasferirsi in Palestina, a Tel Aviv, per aprire un ristorante vegetariano con Dora Diamant ...
Il progetto ... non fu mai realizzato ... di lì a poco morì di tisi.
fabrizio coscia - pangea.news - 2018

KAFKA AMAVA DONNE E SESSO MA TEMEVA MATRIMONIO
amava le donne e non aveva paura del sesso bensi' del matrimonio perche' sposarsi avrebbe significato perdere la liberta', soprattutto quella di scrivere di notte.

ansa - Marketa Malisova direttrice della Societa' di Franz Kafka a Praga - 2008


youtube.com/watch?v=TFlXMtMoeLc

 

his books are amazing. he himself is infinitely more amazing  

milena jesenska


Milena scrisse un necrologio che vale un migliaio di recensioni o biografie critiche:
"L'altro ieri è morto nel sanatorio di Kierling a Klosterneuburg vicino Vienna, il dottor Franz Kafka, uno scrittore di lingua tedesca vissuto a Praga. Qui lo conoscevano in pochi, perché era un eremita, un uomo sapiente spaventato dalla vita. Era lungimirante, troppo saggio per poter vivere e troppo debole per poter combattere. Vedeva il mondo con una tale chiarezza e precisione da non poterlo sopportare, da doverne morire, egli infatti, non si è concesso scappatoie, non si è salvato come tanti altri rifugiandosi in qualche equivoco intellettuale per nobile che fosse. Era un uomo e un artista dotato di una coscienza così scrupolosa che rimaneva vigile anche là dove gli altri, i sordi si sentivano al sicuro".

massimiliano boschi - sabatoseraonline.it

 

 


 

Margarete Buber-Neumann    -   Milena - L'amica di Kafka   

E' un fuoco vivo    quale non ho mai visto

Franz Kafka su Milena

margarete e milena erano detenute insieme - avrebbero dovuto scrivere

un libro su ravensbrueck ma milena morì prima che cio' avvenisse. 

margarete lo scrisse a posteriori.


KAFKA - IL POSTINO DELLE BAMBOLE
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KAFKA E LA BAMBOLA

Durante la sua quotidiana passeggiata al parco Steglitz, Franz Kafka incontra una bambina, Elsi, in lacrime perche ha perso Brigida, la sua bambola. Colpito dall'intensità di quel dolore, l'autore della Metamorfosi si inventa una spiegazione bizzarra per consolare la piccola: Brigida è partita per un viaggio e lui, che è il postino delle bambole, il pomeriggio seguente le recapiterà una sua lettera ... Ispirato a un episodio reale della vita di Kafka, una storia sull'incontro fra il mondo degli adulti e quello dei bambini.
ibs
Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure – iniziava così la lettera.
lui gliela lesse e le regalò una bambola dentro la quale anni dopo la ragazza trovò un biglietto che diceva :
Ogni cosa che ami è molto probabile che la perderai, però alla fine l’amore muterà in una forma diversa.

.

auralcrave.com/en/the-story-of-the-doll-traveler

 

 

the tremendous world I have inside my head.
but how free myself and free it without being

torn to pieces. and a thousand times rather be

torn to pieces than retain it in me or bury it.
that indeed is why I am here

that is quite clear to me.

*

Da un certo punto in là non c'è più ritorno

È questo il punto da raggiungere

zürau

 

cornacchia o taccola -    'kavka' 

stampata sulla carta da lettere e simbolo

del negozio del padre commerciante

bur

 negozio di hermann kafka -  zeltnergasse - praga

   fashionable inessentials

  fancy-goods

galanteriewarenladen

The emblem of Hermann Kafka’s shop depicted a jackdaw perching on the branch of an oak tree. “Kavka” is Czech for “jackdaw,” and oak trees were associated with Germany ...

The name Kafka is Czech by origin and in its correct spelling of "Kavka" literally means "Jackdaw". This bird, with its big head and beautiful tail, was embossed on the business envelopes of the firm of Hermann Kafka, in which Franz in the old days often used to enclos his letters. Kafka is not an uncommon surname among Jews whose families came from Czech districts ...

Downstairs was the fancy-goods shop of Kafka's father, Hermann Kafka, specializing in items like canes, parasols and knitwear ...  

importer of fine goods and operated a store specializing in "fine goods" for the rising middle-class ...


 

V e r b o t e n

dicono che nella grammatica di kafka

manca il futuro. questa la scoperta

di chi serbò l'incognito e con buone ragioni.

certo costui teme le conseguenze

flagranti o addirittura conflagranti

del suo colpo di genio. e kafka stesso,

la sinistra cornacchia, andrebbe al rogo

nell'effigie e nelle opere, d'altronde

largamente invendute

dal diario   71  e   72          22.2.1972

eugenio montale

 

 

 

 

 

fb/fk


doodle/google  -   anniversario  nascita - 3.7.1883

 

louva must die  -  mannheim  -   street art graffiti

 

Il male conosce il bene ma il bene non conosce il male

...

Da un certo punto in là non c'è più ritorno .  È questo il punto da raggiungere

aforismi di Zürau di FK - 1917


Non è necessario che tu esca di casa
Rimani al tuo tavolo e ascolta
Non ascoltare neppure. aspetta soltanto
Non aspettare neppure. resta in perfetto silenzio e solitudine
Il mondo ti si offrirà per essere smascherato
non ne può fare a meno
estasiato si torcerà davanti a te
diari


alcuni uccelli saettarono verso l’alto
io li seguii con lo sguardo e li vidi salire in un baleno
infine ebbi la sensazione che non fossero loro a salire
bensì io a precipitare

contemplazione

Dentro di noi vivono ancora gli angoli bui
i passaggi misteriosi, le finestre cieche, i sudici cortili, le bettole rumorose e le locande chiuse. Oggi passeggiamo per le ampie vie della città ricostruita, ma i nostri passi e gli sguardi sono incerti. Dentro tremiamo ancora come nelle vecchie strade della miseria. Il nostro cuore non sa ancora nulla del risanamento effettuato. Il vecchio malsano quartiere ebraico dentro di noi è più reale della nuova città igienica intorno a noi. Svegli, camminiamo in un sogno: fantasmi noi stessi di tempi passati.
g.janouch - colloqui con kafka - 1964

 

 

 

Chi cerca non trova ma chi non cerca viene trovato 

 

 

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links

www.franzkafka-soc.cz

www.kafkaproject.com

www.kafka-online.info  

http://franzkafkaitalia.it  - premio kafka italia

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=201&biografia=Franz+Kafka

www.apriteilsipario.it/archivio/panoramica99-00/schede/sch232.htm

www.pitt.edu/~kafka/intro.html

www.pitt.edu/~kafka/links.html

www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_kafka.htm

www.studenti.it/riassunti/kafka-franz.php   -  riassunti

www.rodoni.ch/KAFKA/metamorfosi.html  -  racconti

https://youtu.be/8uaaF83eVig   -   rock opera

https://youtu.be/fymn_pdIXW8  -   the grave - das schloss - 2017

 

 


 

 

 

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