Abdolah  Kader

pseudonimo di Hossein Sadjadi Ghaemmaghami Farahani

ARAK IRAN 12 DICEMBRE 1954

Il dovere di essere scrittore

      

ho iniziato a scrivere in olandese a 33 anni, rinunciando alla lingua fārsī .  

per uno scrittore abbandonare la lingua madre è doloroso, ma sono contento d'averlo fatto.

sono diventato uno scrittore migliore.
pordenone - 15.9.2016

 

Sul suo viso emergono, a prima vista, i baffi, per quanto sporgono compatti dal profilo, come se il volto fosse cresciuto intorno e non viceversa. Poi la precisione e la decisione dei gesti quando parla, come se a ciascuno volesse dare un preciso significato. La sua abitudine a parlare coi gesti arriva da lontano, dalla sua esperienza di figlio di sordomuto, riversata in tutte le sue sfumature nel personaggio di Ismail in 'Scrittura cuneiforme' ...
luciano minerva - rainews24 incontri         

Quale può essere la funzione della poesia e della letteratura di ponte per la costruzione di un mondo ancora con idee universalistiche e non solo schiacciata dalla globalizzazione?
In questi tempi, in questi tempi difficili e duri, quando si combatte, quando si è divisi, quando si ha paura degli stranieri, nel tempo in cui c’è la guerra e il terrorismo, c’è un solo linguaggio per capirsi gli uni con gli altri, per raggiungersi, ed è la poesia e la letteratura. Solo con la letteratura, la poesia e le storie posso raggiungervi e voi potete capirmi. Devo usare questo come arma, devo usare la poesia come un carro armato, come un cannone, la poesia è un cannone.    

rainews24.it

In gioventù avevo due sogni: diventare uno scrittore famoso e diventare presidente.

Ma la vita decise sempre diversamente. Improvvisamente mi sono trovato ad Amsterdam, città di nebbia, di pioggia e di freddo. Allora ho inforcato la mia bici e sono andato a scuola. Come ogni emigrato non ho avuto tempo di aspettare. Nella mia scrittura c’è confluenza tra olandese e persiano: si tratta di un nuovo olandese. Ho studiato fisica e matematica e pertanto scrivo con le regole della matematica e con la poesia della lingua persiana che in nederlandese, per via del suo carattere piovoso, diventa prosa che contiene poesia. Noi immigrati abbiamo cambiato i colori dell’Olanda. L’Italia ha ancora paura, ma non può continuare a vivere di una bellezza superflua. Ormai la situazione è pronta per una letteratura ed un cinema fatti anche di altri colori.  

bol.it

.

HO COMINCIATO A SCRIVERE IN NEDERLANDESE CON 150 PAROLE.

LO STESSO NUMERO DI PAROLE USATE PER PARLARE CON MIO PADRE SORDOMUTO E CHE NON SAPEVA LEGGERE.

VOLEVO USARE PAROLE SEMPLICI MA PESANTI. OGNI PAROLA NE CONTENEVA MOLTE ALTRE.

le piramidi egiziane Sono molto semplici e molto forti, e ci raccontano una storia molto grande e antica. Ho provato nello stesso modo a scrivere. In modo semplice ma forte: una pietra, una pietra, una pietra, per un libro semplice e forte.
. 
insieme cambieremo l’Europa e questo richiede tempo -  i prossimi cinquanta o cento anni faremo un’Europa molto forte, con questi cattivi ragazzi che stanno arrivando qui.

.

I've fought for freedom. But for me, freedom can be a nightmare. The Dutch language in my mind is overflowing the banks of my mother tongue. Sometimes I cry out: help, bring in the sandbags, the dike of my mother tongue is about to burst! But I'm the attacker. That's the tragedy of a writer on the run. I'm a whale who can swim in Dutch waters.

web.uniud.it

.

Kader Abdolah -  scrittore iraniano perseguitato dallo scià e da Khomeini ed esule in Olanda dal 1988.     Al secolo Hossein Sadjadi Ghaemmaghami Farahani, ha scelto come pseudonimo la fusione di due nomi – Kader e Abdolah – che furono di due esponenti dell’opposizione assassinati dagli ayatollah. Con questo pseudonimo ha scritto i primi racconti in persiano. In Olanda ha imparato la lingua e nel ‘93 il debutto con la raccolta di novelle De adelaars (Le aquile), una panoramica dolorosa sulla condizione degli esuli.

per lei l’olandese è la lingua della libertà. ma scrive ancora qualcosa nella sua lingua natale?
Quando scrivo in olandese non ho limiti di natura culturale, religiosa, politica o linguistica. La mia penna trasforma la mia immaginazione in realtà. Purtroppo, in questo momento, non posso scrivere la mia letteratura in persiano. Potrei comporre migliaia di pagine ma in quelle pagine non potrei mettere la mia anima. Sarebbe come una bottiglia vuota.

francesca del vecchio - manifesto.it - 2018
.

Gli studenti

non possono cambiare le cose, perché non esiste alcun contatto tra loro e il popolo. Quando ero all’Università volevo cambiare il mondo, e non funzionò. Gli studenti non possono fare nulla in Patria, ma sono un termometro. Se oggi gridano il loro desiderio di libertà, sappiamo che tra vent'anni la otterremo. Quindi c'è speranza.   

lastampa.it

Una volta pensavo che fosse possibile fare tutto, decidere tutto, ma poi ho capito che a volte sono gli altri a decidere per te. Non avevo alcuna intenzione di studiare il nederlandese, ma all'improvviso ho dovuto farlo, altrimenti sarei morto, sia da un punto di vista creativo che spirituale. La vita ha deciso, e io ho obbedito alla vita.

lastampa.it
cosa pensa  oggi dei ragazzi delle rivolte iraniane ?
Penso che siano più saggi

sono più bravi di noi, hanno una comprensione più profonda. E le donne in particolare hanno un ruolo importante in Iran nel creare le condizioni per un vero cambiamento. Noi pensavamo di cambiare il Paese con una rivoluzione, invece loro non credono in un mezzo di rottura violenta. Hanno ragione. La rivoluzione non fa che peggiorare le cose. È meglio procedere passo dopo passo. La nuova generazione l’ha capito e questa è la grande spinta verso il futuro.
simona maggiorelli - left.it

 

 

 

Scrivere in clandestinità è scrivere sul crinale fra la vita e la morte
Scrivi per far vedere che non hai paura del dittatore

che usa la violenza contro di te

che tortura i tuoi amici e distrugge le tue parole
Combatti usando la penna invece che le armi

 

 
Uno scià alla corte d’Europa  - salam europa !
un metaromanzo dalla duplice narrazione: quella di uno studioso orientalista esule all’estero che ritrova l’antico diario di viaggio in Europa dello scià e quella dell’esplorazione del sovrano in terra europea. Il romanzo ripercorre le tappe di questa spedizione ma anche le fasi di scrittura della storia attraverso il racconto di due epoche e di due culture.
francesca del vecchio - manifesto.it - 2018
Il nuovo romanzo del grande narratore iraniano Kader Abdolah ispirato al viaggio dello scià Nadir attraverso l’Europa del XIX secolo. Un racconto senza tempo sulla curiosità dell’essere umano e sul suo interesse verso l’altro.
Orientalista all’Università di Amsterdam, Seyed Jamal ritrova il diario di viaggio di uno scià che a fine ’800 lascia la Persia e con un infinito stuolo di principi, funzionari e mogli dell’harem intraprende il suo Grand Tour alla scoperta dell’Europa. Armato di curiosità e ironia, Seyed si unisce alla carovana del re e come una moderna Sherazade, fondendo realtà storica e fiaba orientale, narra le mille e un’avventura di questo viaggiatore d’eccezione, despota crudele e ingenuo, colto e infantile, facile preda del Grande Gioco europeo per il controllo del Medioriente, sovrano di un regno millenario e retrogrado a confronto con il progresso vorticoso che cambierà il mondo e plasmerà il nostro presente. Accolto come un vecchio amico dagli zar e dalla regina Vittoria, con cui condivide la via del tramonto in un decadente rituale di corte, lo scià attraversa la Germania di Bismarck e la Francia repubblicana, incontra Tolstoj, il padre di Stalin, Debussy e Monet, testa l’aspirina della Bayer e sperimenta le scoperte di Siemens e di Pasteur, capisce la portata rivoluzionaria della catena di montaggio e delle industrie inglesi, e assiste impotente alla ribellione di Banu, sua moglie prediletta, che ha letto, pensato e sognato troppo per non cercare in questo viaggio una fuga verso la libertà. Ma lo smarrimento dello scià di fronte al formarsi dell’Europa moderna si riflette in quello di Seyed per la crisi dell’Europa attuale, dove la Storia, con la stessa inesorabilità, lungo lo stesso tragitto seguito dal re persiano, conduce ondate di profughi intrecciando sempre più i destini di Oriente e Occidente, e dove uno scrittore rifugiato come Kader Abdolah, che con la «magia dell’immigrazione» si è ricostruito un’identità, cerca nella letteratura nuovi territori di incontro.
iperborea.com
per scrivere il suo romanzo ha utilizzato un’antica forma orientale di racconto: l’hekayat. che cos’è? e perché lo ha scelto?
È uno dei primi e più antichi modi di narrare dell'intera tradizione persiana. Questo tipo di narrazione era originariamente orale, più antico dell'invenzione della penna e della carta.   
L'hekayat è una storia in un'altra storia,     a sua volta raccolta in un'altra storia: una catena di incontri e racconti.
Quando stavo scrivendo questo libro avevo tanti personaggi e innumerevoli piccole storie e incontri a cui dare spazio. Mi serviva quindi una forma di narrazione che mi permettesse di raccontare tutte queste storie. Così, improvvisamente, ho pensato a uno storytelling sul modello di Le mille e una notte e il risultato è questo romanzo, costruito proprio nella stessa maniera .

andrea bressa - panorama - 2018
.
PRESENTATO AL SALONE DEL LIBRO TORINO 2018
.




Un pappagallo volò sull'Ijssel
Lungo le placide sponde del fiume IJssel, quattro paesini dell'Olanda profonda si ritrovano ad accogliere un gruppo di rifugiati. Provenienti da diversi angoli del Medioriente ma uniti dalla comune cultura islamica, sono i primi stranieri ad arrivare negli anni '80 in questi centri di rigorosa tradizione protestante, incontrando la spontanea solidarietà dei locali e un nuovo mondo che li obbliga a interrogarsi sulla propria identità. Dall'affascinante Memed, che allaccia una difficile relazione con un'olandese, all'interprete Lina, che si adopera per l'integrazione fino a essere eletta in Parlamento, a Khalid, discendente da una famiglia di miniatori del Corano, che si fa strada come restauratore museale e "pittore di gay". Dai fieri "dodici anziani" che tengono vive le antiche radici, alla ribelle Pari, che lascia il marito, studia l'olandese e comincia a scrivere per un giornale, pagando a caro prezzo la propria emancipazione. Ma le nuove ondate di profughi e populismi, l'11 settembre e l'omicidio di Theo van Gogh rompono i loro precari equilibri. In un imponente romanzo corale Kader Abdolah racconta dall'interno, con gli occhi degli immigrati, l'Olanda della proverbiale tolleranza che degenera in contrapposti radicalismi. E trasportando nell'Europa di oggi la poesia delle fiabe persiane, affida al pappagallo di una vecchia guaritrice olandese il ruolo di testimone delle umane vicende e mediatore, attraverso la letteratura, tra Oriente e Occidente.

amazon
Kader Abdolah per la sua opposizione a Khomeini fu costretto a lasciare il suo Iran natale, fece tappa in Turchia per poi chiedere asilo politico in Olanda, dove si è impossessato della lingua ed è diventato uno degli scrittori più apprezzati del paese. In Un pappagallo volò sull’Ijssel affronta i temi dell’immigrazione e dell’integrazione. I personaggi devono fare i conti con l’emancipazione delle donne e degli omosessuali, l’undici settembre, gli omicidi politici e l’emersione del populismo islamofobico. Le nubi si addensano nelle pagine finali, ma il romanzo si chiude comunque su una visione euforica e paradisiaca.
internazionale.it - 2016

PRESENTATO A MILANO  DALL'AUTORE - 2016

 

 

 

 

The King   - De koning - IL RE - 2012
Kader Abdolah’s book The King places him in a tradition that goes back centuries, the tradition of great storytellers with their tales and legends about the illustrious rulers of Persia. There is a particular reason for his choice of material: his great-great-grandfather, Mirza Kabir, was the vizier of Shah Naser, who ruled at the turn of the nineteenth century.
nlpvf.nl
About the book
Abdolah is best-known for his international bestseller THE HOUSE OF THE MOSQUE, in which he explored the way in which the people of Iran coped with the changes of the second half of the 20th century. In his new historical novel, THE KING, he explores how Persia opened its doors to the West.
THE KING begins in 1848, when Nasser al-Din Shah ascended to the Persian throne, and runs until 1896 when he was murdered.
Nasser al-Din Shah (1831-1896) was a born diplomat. In the mid-19th century, it was he who opened up Persia to outside influences. During his reign he promoted technological and educational innovations, such as a postal system, banks, railways and newspapers. He admired the European arts and made it possible for many Persian students to study abroad.
Nasser al-Din Shah not only opened Persia’s doors to Europe, he was also the very first shah to travel through Europe. Through his story this novel brings to life the interaction between Europe and Persia over a century ago. There are also references to present-day relations.

degeus.nl
When I write, I think of the people in Iran who fight against dictatorship. When I write I am on the frontline, in the vanguard against dictatorship. My books can be seen as literature, but they are also the true fight against the ayatollahs.
After 22 years I am no longer able to write in Persian. I can’t put my soul into it. I can only produce literature in Dutch. It’s painful, but that’s the turn my life has taken -  ka
rnw.nl

Ho lasciato morti dietro di me, i miei compagni di lotta sono in carcere o sono sepolti in qualche cimitero, mentre io vengo ricevuto ovunque come un re. Ho un obbligo verso di loro e devo onorarlo, o la mia fuga sarà una sconfitta.

La letteratura è la sola che può cambiare il mondo - lo ha sempre fatto e gli scrittori sono più importanti dei presidenti.   Il potere è sempre il potere e se a volte è positivo spesso diventa pericoloso. Ma come scrittore puoi dare il potere ai tuoi lettori.
tmnews - 2012

Ho lasciato morti dietro di me, i miei compagni di lotta sono in carcere o sepolti in qualche cimitero, mentre io vengo ricevuto ovunque come un re". Come i precedenti romanzi di Kader Abdolah, anche "Il re" è frutto di una febbrile urgenza di scrivere, di un dovere etico della memoria. Siamo nella Persia a cavallo tra Otto e Novecento, al centro del Grande Gioco tra Russia, Francia e Inghilterra per il dominio asiatico. Ma è anche l'alba della globalizzazione, una brezza incessante spazza via tradizioni millenarie per portare modernità e profondi cambiamenti. Debole, ostinato, vendicativo, più interessato alle duecentotrenta donne del suo harem e alla gatta Sharmin che ai problemi dell'Iran, lo scià Naser non sa intercettare gli snodi cruciali della storia, ma proprio per questo mantiene il fascino umano del perdente legato a un mondo che scompare. A lui si contrappone il visir Mirza Kabir trisavolo dell'autore - che lotta invece per un futuro di progresso, sognando la costruzione di scuole, fabbriche, ferrovie, ospedali e il diffondersi dei vaccini. Con "Il re" si ritrova l'Abdolah de "La Casa della Moschea", il cantastorie affabulatore che rievoca profumi e atmosfere da mille e una notte, ma soprattutto un interprete del suo tempo, capace di cogliere il parallelo tra l'arrivo del telegrafo nella Persia di Naser e quello di internet nell'Iran di oggi.
ibs - 2013

lo scrittore alla libreria lirus di milano - maggio 2013

e  Chiasso Letteraria - Festival internazionale di letteratura - 2013

chiassoletteraria.ch - 2013

 

 


www.dailymotion.com/video - sulla letteratura

 

 

 

 

IL CORVO
- Nei racconti della tradizione persiana c’è sempre un corvo che vola in cielo - come un messaggero, un testimone, depositario di quel patrimonio di storia e cultura che Kader Abdolah porta fino a noi. In questo romanzo d’ispirazione autobiografica, il rifugiato irani ano Refid Foaq narra il lungo viaggio della sua vita: dalla falegnameria del padre, fervente musulmano, dove cresce il suo spirito curioso e ribelle, a Teheran, dove giovane universitario entra nella resistenza contro gli ayatollah e dopo mille avventure viene salvato in extremis dalla giovane che diventerà sua moglie, alla fuga, l’approdo in Olanda e la scommessa di una nuova identità, che concili passato e presente, l’operaio alla catena di montaggio e l’aspirante scrittore deciso a realizzare con la nuova lingua, quella della libertà, l’antica vocazione letteraria. Una lingua che si arricchisce di colore e ispirazione nell’incontro tra Oriente e Occidente, e in cui l’avventura di una vita diventa quella di un intero popolo di migranti sospeso tra due mondi, che trova nell’apertura e nello scambio la via per dare nuovi orizzonti alle proprie radici.
iperborea.com

Evidente l'ispirazione autobiografica del romanzo, il cui titolo rimanda al corvo che costantemente compare nei racconti della tradizione persiana con un ruolo di messaggero e testimone, che punta su una lingua che si arricchisce di colore e ispirazione nell'incontro tra Oriente e Occidente, e in cui l'avven tura di una vita diventa quella di un intero popolo di migranti sospeso tra due mondi, che trova nell'apertura e nello scambio la via per dare nuovi orizzonti alle proprie radici.
adnkronos

non è solo la storia di Refid Foaq alias Kader Abdolah. Ogni pagina del suo travagliato viaggio verso una destinazione ignota ci fa pensare alle tragedie dei barconi carichi di migranti di cui abbiamo letto di recente, a vite di cui non sappiamo nulla, ad ambizioni stroncate, ad umiliazioni inghiottite, ad una volontà di andare avanti ad ogni costo e nonostante tutto.
marilia piccone - wuz.it

IPERBOREA CASA EDITRICE COMUNICA CHE lo scrittore rinuncia ai diritti d'autore sulle 10.000 copie  CHE VERRANNO stampate.
giornata mondiale del libro - 2015

 

 

http://youtu.be/V3kuiyrLZQw  - presentazione del libro a milano  - castello sforzesco - 2013

 

 

 

 

LA CASA DELLA MOSCHEA

Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell'incipit DEL ROMANZo . Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall'intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell'imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all'entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell'azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell'emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall'esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente, IL ROMANZo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell'Iran.

ibs

 

 

 

Scrittura cuneiforme
La Storia dei potenti si intreccia con la vita semplice, spesso sofferta, sempre intensa, degli umili, l’amore di Ismail, carico di nostalgia, per la patria c
on quello intimo e dolente per il padre, gli ideali di giustizia e libertà con l’impegno a parlare per chi non può più farlo. E ancora una volta, l’incontro tra Persia e occidente, tra impervie montagne iraniane e dune olandesi, tra poesia, icastica e lieve, e una lingua sobria ed essenziale, intesse motivi inattesi e preziosi, figure mitiche e fiabesche nella trama della nostra cultura.

zam.it

www.festivaletteratura.it
si j'avais eu un autre père je n'aurais peut-être pas éprouvé le besoin d'entrer en contact avec ce mouvement ou je ne serais pas allé si loin. aussi au fond des choses. Être le fils d'un tel père m'amenait me conduisait me poussait dans cette direction.    C'était ainsi.   Nous devions chacun adapter notre pas à celui de l'autre.

cunéiforme - pag.208

Scrivo con i piedi in Olanda e la testa nella mia terra ...  La fuga non è altro che il ritorno al luogo da cui sei fuggito.

In questo momento sono seduto alla mia scrivania nel sottotetto e guardo fuori dalla finestra. Tutto è nuovo qui, il terreno odora ancora di pesce, gli alberi sono giovani, i nidi degli uccelli sono fatti di ramoscelli teneri, non esistono parole antiche, antiche storie d’amore, né l’odio di antiche liti. Negli appunti di mio padre, invece, tutto è antico, le montagne, il pozzo, la grotta, la scrittura cuneiforme, persino la ferrovia, e per questo non oso metter mano alla penna. Non penso che si possa scrivere UN ROMANZo su questa terra nuova   -

scrittura cuneiforme

 

 

 


 

l’incontro tra Persia e occidente, tra impervie montagne iraniane e dune olandesi, tra poesia, icastica e lieve, e una lingua sobria ed essenziale, intesse motivi inattesi e preziosi, figure mitiche e fiabesche nella trama della nostra cultura.   

www.365bookmark.it

.

Ritratti e un vecchio sogno - rinascita dell'afrikaans

all'Olanda e alla Persia si aggiunge un nuovo scenario, il Sud Africa, strettamente congiunto con la nuova vita dell'esule iraniano, che questa volta nella finzione letteraria si chiama Davud ed è un giornalista trasferitosi per motivi politici nei Paesi Bassi. Senza questa seconda parte della sua esistenza, che lo ha costretto a familiarizzare con il nederlandese (inteso come espressione di una nuova identità), il viaggio nel Paese del post-apartheid avrebbe assunto un diverso significato.
O meglio, sarebbe stato privo della profonda fascinazione per l'afrikaans, l'olandese dei coloni di un tempo, «che aveva accolto il colore e lo spirito dell'Africa». Lingua che Davud riesce a capire e che lo sorprende per la sua tenace vitalità. Quando visita a Città del Capo la prima fortezza coloniale olandese, del '600, osserva come gli uomini fossero ormai scomparsi, il loro castello invecchiato, la lingua invece si era rinnovata.

liberta.it
studentskazalozba.si

 

Il viaggio delle bottiglie vuote
"Le gocce di pioggia picchiettavano ora distintamente sulle bottiglie vuote. Le bottiglie erano sull'erba ai miei piedi, ma io sentivo un ticchettio, un ticchettio di gocce alle mie spalle. Mi girai. Vidi un mucchio di bottiglie vuote, allineate una accanto all'altra nel buio. Sul punto di partire. Per cominciare il loro viaggio. Il viaggio delle bottiglie vuote."

cafeletterario.it

 

 

Non si fugge mai da qualcosa

si torna sempre indietro. Andare via non esiste Tornare sì. Si vola lontano, si vola in alto, ma si ricade sempre sul luogo dal  quale si è partiti. benché fosse la legge della fuga non volevo cadere nello stesso posto. Volevo crescere....
Una volta nessuno sapeva leggere e scrivere. La carta non esisteva ancora.  Per questo il re ordinò che la sua parola fosse scolpita sulla parete di questa grotta. Tutti gli stranieri che vengono quassù a dorso di mulo lo fanno per leggere questa storia del re. Prendi il quaderno e la penna

viaggio delle bottiglie vuote

BIO

Kader Abdolah

born 1954 in Iran studied physics in Tehran and was active in the student resistance. He published two novels about life under the Khomeini regime before fleeing his homeland in 1985. At the invitation of the United Nations, he arrived in the Netherlands as a political refugee in 1988. He quickly mastered the language and has now written and published four books: The Eagles 1993, a collection of short stories which won an award for bestselling literary debut; The Girls and the Partisans 1995; The Journey of the Empty Bottles 1997; and Cuneiform 2000. In 1997, Abdolah received the Dutch Media Prize for his collected columns from De Volkskrant.

wordswithoutborders.org

Kader Abdolah ha pubblicato due libri nel suo paese prima di essere costretto  all’esilio.   

festivaletteratura.it

 

Kader Abdolah - Arak Iran 12 dicembre  1954
È nato da una famiglia che vanta tra i suoi antenati un trisavolo poeta ed eminente uomo politico, assassinato dallo scià Naser nel 1875.
Studia fisica all’Università di Teheran, dove entra nel movimento di resistenza. Perseguitato dapprima dal regime dello scià Reza Pahlavi e poi da quello di Khomeini, nel 1985 è costretto a fuggire, prima in Turchia e poi in Olanda, dove nel 1988 ottiene asilo politico. Dopo due libri pubblicati in patria, pubblica nel 1993 i primi racconti in nederlandese, lingua imparata essenzialmente da autodidatta.
Si affermerà in seguito come una delle voci più insolite e intense della letteratura olandese contemporanea, figurando costantemente nella lista dei bestseller.

www.chiassoletteraria.ch

Dopo aver pubblicato due raccolte di racconti, adottando come pseudonimo i nomi di due esponenti dell'opposizione, Kader e Abdolah, assassinati dal regime iraniano degli ayatollah, le autorità scoprono in lui un membro attivo dell'opposizione, una circostanza che lo costringe ad abbandonare il suo paese nel 1985, insieme alla moglie, per trasferirsi in Turchia. Vi rimane tre anni, fino a quando entra in contatto ad Ankara con una delegazione olandese delle Nazioni Unite. Decide così di rifugiarsi nei Paesi Bassi dove ottiene lo status di rifugiato politico.

http://it.wikipedia.org/wiki/Kader_Abdolah 

www.girodivite.it/antenati/xxisec/_abdolah.htm

 

 

BIBLIO IN  ITALIANO

 

2018

UNO SCIA' ALLA CORTE D'EUROPA - salam europa !

2016

Un pappagallo volò sull'Ijssel

2013

IL CORVO

2012

IL RE

2010

IL MESSAGGERO

2008

LA CASA DELLA MOSCHEA

2007

RITRATTI E UN VECCHIO SOGNO

2006

My Father's Notebook

2005
Calila e Dimna
2003
Scrittura cuneiforme
2001 + 2006
Il viaggio delle bottiglie vuote

unilibro

 

 

 

Ordine del Leone dei Paesi Bassi
Francia - chevalier de l'Ordre des arts et des lettres
2007 - olanda - secondo miglior libro - la casa della moschea

BEST SELLER 2008 - CORANO

premio grinzane 2009  -  narrativa straniera   -   Kader Abdolah  -  La casa della moschea

Letterature 2009  -   I MOTI DELLA LUNA   -   KADER ABDOLAH legge l'inedito L'ayatollah e la luna

2016 - PREMIO LETTERARIO GIUSEPPE ACERBI PER IL ROMANZO IL CORVO - MANTOVA

https://it.wikipedia.org/wiki/Kader_Abdolah

 

best seller 2008  - Corano - MESSAGGERO
IN VETTA ALLE CLASSIFICHE ... moderna traduzione in olandese del Corano di  Kader Abdolah che vive a Breda, una cittadina nel sud dell'Olanda. Il Sacro Libro dell'Islam viene venduto in coppia insieme al volume 'De Boodschapper' - il messaggero -  sulla vita del Profeta Maometto ... successo inaspettato ... Il traduttore ha fatto parlare di se' anche perche' ha deciso di regalare alla regina Beatrice d'Olanda la prima copia dell'opera ...

per migliorare la comprensione interculturale ... il comandante del corpo di polizia di Amsterdam-Amstelland ha annunciato che i suoi agenti potranno comprare a meta' prezzo la traduzione, a coprire la differenza ci pensera' lui.

Abdolah ha impiegato oltre due anni per il lavoro, ha tradotto direttamente dall'arabo classico una vecchia copia di proprieta' del padre, con l'ausilio di quattro versioni in persiano e cinque olandesi. Non basta, Abdolah ha anche consultato un'opera medievale di interpretazione del testo dell'esperto coranico Tabani. In caso di disperazione, ha raccontato, si e' rivolto al suo vecchio zio ultranovantenne che vive in Iran.
aduc immigrazione   -  ilgiornale.it  -  wuz.it

lei ha recentemente pubblicato una sua versione del Corano. Che cosa l'ha spinta a tradurlo?
Ho sempre pensato che il Corano fosse il libro di mio padre, un libro di precetti, un libro pericoloso. Anche per questa ragione, quando abitavo in Iran non l'ho mai letto. Poi, una volta giunto in Italia, ho iniziato a sentirmi dire "Kader, hai mai letto il tuo libro?" e io sempre, a mia volta, domandavo: "quale libro?". La risposta era ogni volta la stessa: "ma tuo libro, il Corano, leggilo!" Così ho deciso di leggerlo, e poi ancora e poi ancora. Non per me stesso, forse, ma per gli olandesi e per gli europei che mi chiedevano di condurli per mano nei giardini del Corano. E quindi ho scritto un "polder Corano", aperto alla storia e alle sue contaminazioni. Se oggi si usa politicamente il Corano come un libro di regole e precetti per creare uno Stato allora avrai l'Afghanistan o l'Iran degli Ayatollah. Ma il Corano è anche un bellissimo libro antico, un capolavoro letterario, un libro di poesia, un testo sacro che unisce la migliore poesia della Bibbia e quella della Torah. Per questo l’ho tradotto e per questo ho scritto Il messaggero, per mostrare questo bellissimo libro agli Europei, agli olandesi, a voi italiani. Ho voluto raccontare il bello della mia cultura e della mia religione. Il Corano è un libro che va letto senza pensare ai precetti, magari con in mano un bicchiere di buonissimo vino rosso, lasciandosi trasportare.
lei ha paura?
No, non ho paura. Non sono religioso, non sono ateo, amo il buon cibo e il buon vino, ma rispetto l’altro e ho fede nell’uomo. Sono inoltre profondamente convinto che se una cosa è fatta con amore, non può esserci paura. Io ho letto il Corano con amore, non con odio e nel Corano ho trovato amore, non odio. Lo ripeto, chi fa le cose con amore non deve, non può lasciare spazio alla paura.
marco dotti - vita.it - 2014

IL MESSAGGERO

Dopo aver raccolto nel Corano le rivelazioni di Allah a Maometto, Zayd, figlio adottivo e cronista del Messaggero, sente l'urgenza di consegnare ai posteri la storia della sua vita. Perché "non si può capire il Corano se non si capisce Mohammad: un sognatore, un gaudente, un amante delle donne e della vita", ma soprattutto "un uomo curioso". Zayd parte alla ricerca di testimoni del suo tempo - mercanti, poeti, studiosi, nemici o familiari del suo signore - cui cede la parola per ripercorrere la vicenda del profeta e condottiero che ha cambiato la storia. Dagli anni delle sue prime spedizioni come carovaniere, dei suoi primi contatti con la civiltà persiana, egiziana e bizantina, ai giorni della ricerca di una risposta al mistero del creato e di un riscatto del suo popolo dall'arretratezza. Prende forma così un ritratto composito e affascinante di Maometto, che restituisce tutti i suoi sentimenti e tutta la sua umanità: un profondo senso religioso convive con gusti libertini, la pazienza con l'ira, la mistica con un mondano cinismo. Ma, attenzione, avverte l'autore, che si conferma acuto testimone del suo tempo e costruttore di ponti tra culture: questo è un racconto, una personalissima ed eterodossa reinvenzione letteraria. Perché Kader Abdolah mescola storia e immaginazione, cronaca e poesia, nella consapevolezza della complessità di un'avventura umana, religiosa e politica che l'Occidente non può eludere, e a cui ci si può avvicinare anche con la sagace leggerezza di una storia romanzata.

ibs

 

 

 

CORANO - il libro di cui in Occidente oggi si parla di più

su cui tutti intervengono  e che nessuno o quasi conosce

ak


Se fossi arrivato 30 anni fa non sarebbe stato possibile cambiare la mia lingua e gli olandesi non avrebbero avuto bisogno di un Kader Abdolah. Ma vent’anni fa  milioni di persone sono arrivate in Europa dal resto del mondo e con loro anche la paura di ciò che non si conosce
ilgiornale.it

 

 

 

 

 

poesia olandese/fiamminga





12 DICEMBRE ... AUGURI !

 

altri autori               home

 

PRIVACY