vittorio gassmann

vero nome : Gassmann   -   con due enne  -   anagrafe di Genova

genova 1 settembre 1922   -   roma 29 giugno 2000

 

welcome gassman

 

 

 

INTERVISTA

DI ENZO BIAGI

http://youtu.be/v1s4rQiXyk0

 

LEONE D'ORO

 1996

http://youtu.be/vuVlRFc8FYs

DANTE  - inferno

www.liceoberchet.it/ricerche/dante/gassman02.html

 

tutti i lettori della commedia
Molti poi ricorderanno la magistrale lettura di Dante che, sempre in televisione, agli inizi degli anni novanta aveva fatto Vittorio Gassman. Per il celebre attore non si trattava ovviamente della prima 'lettura televisiva' nella quale si metteva alla prova, eppure la sua intensità rimase impressa nel pubblico a tal punto che ancora oggi per molti rappresenta un imprescindibile pietra di paragone a cui far riferimento      

deagostiniedicola.it 

 

GASSMAN LEGGE

https://youtu.be/MDtaE0Cbayo  -  youtu.be/pNap3gS55Ac -  verrà la morte ed avrà i tuoi occhi - cesare pavese
www.youtube.com/watch?v=scgVADZ60k0 - alla sera - ugo foscolo

www.youtube.com/watch?v=qENwEuD__2E - analisi cliniche

https://youtu.be/MzqyptkLm04  -  infinito - leopardi

https://youtu.be/o3aArpiFSAU   - sono una creatura - ungaretti

http://youtu.be/ipGbPw0QxAg  - matrimonio - gregory corso

https://youtu.be/ymFfyN7z4Qc  -  l'assolto - a.palazzeschi

http://youtu.be/djnRlqMt2tc   -   https://youtu.be/TIQ130bFpT0   -     io non vorrei crepare - boris vian

https://youtu.be/YP3KKSnMujs   -  alla deriva - vincenzo cardarelli

 

IL CARTELLO DELL'OCULISTA   -    www.youtube.com/watch?v=L9Ud5TYgT0c

ETICHETTA DI UN CAPO DELICATO   -   www.youtube.com/watch?v=8EvnMIIcdpk

genova 1.9.1922

roma 29.6.2000

 

 

... la storia di una persona goffa .. perché a questo punto tanto vale che si sappia .. sono fondamentalmente un goffo, una persona che si è mascherata appunto facendo l'attore.  le debolezze, le fragilità di un uomo che è sempre riuscito a nasconderle.  un attore appunto che soffre di depressione

la repubblica

Un gigante timido e insicuro  che pero' nascondeva un uomo fragile  insicuro perfino impaurito
Dietro questa maschera da guerriero - ha raccontato Alessandro Gassman - in realta' si nascondeva una marmotta impaurita

adnkronos -  raidue - la storia siamo noi - 2009

 

 

.. io avrei i miei dubbi su quell'età adulta. l'attore è proprio un individuo che resta ancorato a una psicologia infantile. e aggiungo che tanto più è attore quanto più resta bambino

 

 

 

psicotecnica.org

 

la politica, il computer, la scienza
 fanno domande cui si risponde "sì" o "no"
 e un bit binario ha il cuore. però
 si allungano in terziarie intermittenze
 sistole e diastole. pulsano in quel nodo
 i linguag   gi della vita e dell'arte
 che si rifiuta alle risposte certe:
 non dice "sì" né "no". parla del "modo".
 la foto fissa il dato temporale.
 la cinepresa registra, oggettiva.
 snodata e inquisitiva è la telepresa.
 lo spettatore teatrale
 è sprovvisto di apparecchi e obiettivi:
 il suo zoom sono gli occhi e gli orecchi.
 ma sente e vede il reale.

 

 

 

 

elogio del mattatore

Una delle figure maggiori che lo spettacolo europeo del dopoguerra abbia prodotto: un talento poliedrico e proteiforme, non nel senso (o non solo nel senso) d’un fregolismo di maniera, d’un camaleontismo d’accatto che lo avrebbe reso non dissimile da altri colleghi suoi abili sì, ma certo assai meno di lui dotati.
Stiamo qui, per contro, parlando della sua superiore capacità d’impersonare i tipi più diversi e contrastanti: si pensi all’epoca in cui la cinematografia indigena lo aveva confinato in caratterizzazioni di "vilain" o quanto meno d’individuo affetto da insanabile mutria, ed egli seppe reinventarsi nella generale incredulità commediante di gran classe nei panni di Peppe er Pantera per il monicelliano "I soliti ignoti" (1958), impresa bissata l’anno seguente col mirabile soldato semplice Giovanni Busacca de "La grande guerra", sempre per la regia di Monicelli.
La grandezza di Gassman è tutta qui: nel suo passare con ammirevole noncuranza dai ruoli del teatro classico (resta memorabile, nella stagione ‘56-’57, un "Otello" in cui le parti del Moro di Venezia e di Jago venivano recitate a sere alterne scambiandole con l’eclettico Salvo Randone) a quelli della contemporaneità più smaccata, valga per tutti l’esempio sublime del Bruno Cortona de "Il sorpasso" (1962) o il tour de force di millanta personaggini nell’insuperato "I mostri" (1963), ancora sotto il vigile occhio risiano.
Gli ultimi anni l’han visto, purtroppo, diradare le proprie apparizioni, complice una tendenza alla depressione che gli ha procurato non poche crisi, non passeggero dolore: ed il suo addio al teatro, al termine d’una serata memorabile e riassuntiva davvero dell’arte sua, è stato uno dei grandi eventi di palcoscenico dell’ultimo decennio.  

Ma immaginiamo che, s’egli avesse dovuto scegliere pure per il cinema le immagini d’un congedo, avrebbe appuntato le proprie preferenze sul tenero, commosso finale de "Lo zio indegno" (1989) di Franco Brusati: dove, poeta anarcoide ed immoralista invecchiato senz’ombra di pentimento, egli si spegne - sazio delle gioie, dei sapori stordenti o amari dell’esistenza - di fronte alla grandezza incontenibile del mare, nella quiete d’un arenile fuori stagione.

Sereno, eppure non riconciliato.

rai.it

alejandro jodorowsky

Alcuni anni fa gli si presentò, accompagnato dalla moglie, un famoso attore italiano di cinema e di teatro (nel quale è facilmente riconoscibile Vittorio Gassman), malato di depressione, nonostante la «personalità sfolgorante». Dal colloquio emerse che una madre possessiva lo aveva reso succube al punto che l'attore si affermò sulle scene e sullo schermo per esaudire il suo volere. Ma non gli piaceva recitare: di qui la depressione. Alejandro gli consigliò un atto psicomagico: scannare un gallo sulla tomba della madre, sgocciolarsi il sangue sul pene e così via. L'attore rifiutò per la sua posizione («se fossi un illustre sconosciuto lo farei») e si tenne la depressione.  

cesare medail  corriere della sera  26 febbraio 2004

 

 

 

I PRIMI PASSI  A CINECITTA

Cinecittà è un posto che ha assunto dei significati in questo mondo di mitomania e di argomenti impalpabili che è il cinema.

A Cinecittà ho fatto il mio primo provino.

Erano gli anni dell’Accademia, e seguendo l’uso di allora, mi trasformarono la faccia truccandomi, anzi camuffandomi.

Un attore giovane e bruno non si concepiva, e così mi schiarirono mi imbiondirono e mi depilarono.

C’era un truccatore cecoslovacco assolutamente pazzo.

Fu un provino disastroso che frenò la mia carriera cinematografica di almeno tre anni.

 

 

 

 

vero nome gassmann - Nato a Struppa (Genova) il 1° settembre 1922.     Il padre era tedesco e la madre di Pisa.

Si trasferiscono a Roma nel  1928, dove, dopo  la maturità classica, si iscrive a giurisprudenza. Contemporaneamente segue i corsi dell'Accademia d'Arte Drammatica.

A vent’anni  il suo esordio in palcoscenico con La nemica di Niccodemi, insieme ad Alda Borelli. Nel 1943 sposa  l'attrice Nora Ricci.  Nel dopoguerra recita con diverse  compagnie teatrali diretto da registi come  Squarzina, Costa, e Visconti. Debutta nel cinema come protagonista di Preludio d'amore(1946) di Giovanni Paolucci. Nel biennio 1947-1948 fonda una propria compagnia con Maltagliati e nel 1949, a fianco di Paolo Stoppa, entra in quella diretta da Luchino Visconti. Con il grande regista interpreta  Un Tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams e Troilo e Cressida di Shakespeare. Nel 1950-1951 passa nella compagnia di Guido Salvini, mentre nel 1952-1953 con Luigi Squarzina dirige il Teatro d'Arte Italiano. Tra i suoi numerosi impegni teatrali, da ricordare anche l'Amleto e l'Otello di Shakespeare, messi in scena con grande successo, rispettivamente nel 1952 e nel 1956. Così come il Tieste di Seneca nel 1952. Due anni dopo, Gassman fonda una compagnia a suo nome. Nel 1960 crea il Teatro Popolare, sotto un tendone da circo, dove recita l'Adelchi del Manzoni. Tra le opere degli autori italiani contemporanei, invece, allestisce nel 1960 Un marziano a Roma di Flaiano. Dopo una parentesi di qualche anno, torna al teatro nel 1974 con lo spettacolo O Cesare o nessuno: incentrato sullA carismatica figura dell'attore. Così come, tre anni dopo, quello al Teatro Tenda di Roma, intitolato Gassman sette giorni all'asta.

In teatro veste i panni e le personalità dei grandi personaggi classici, nel cinema diventa protagonista di film come  Riso amaro di Giuseppe De Santis (1949), I soliti ignoti di Mario Monicelli(1958), La grande guerra di Mario Monicelli(1959). Dopo la fine del matrimonio con Nora Ricci, da cui ha avuto Paola, nel 1952  sposa Shelley Winters, l'attrice americana. Nasce la figlia Vittoria. Si separano dopo due anni, periodo nel quale  si era anche trasferito  ad Hollywood per lavorare con la MGM. Tornato in Italia diventa il mattatore del cinema italiano, dopo l’interpretazione nel film di  Dino Risi Il mattatore (1959). Si lega sentimentalmente ad  Anna Maria Ferrero.  Nel 1962 interpreta con Jean-Louis Trintignant  Il sorpasso di Dino Risi.  Nel 1965 nasce il suo primo figlio maschio, Alessandro, frutto della  storia d'amore con l’attrice francese Juliette Mayniel. Alessandro, come Paola, diventerà attore (l’esordio nel 1982 con  un film scritto, diretto ed interpretato dal padre, Di padre in figlio). Con la sua terza moglie, Diletta D’Andrea, nasce il figlio più giovane, Jacopo.  Nel 1978 torna negli USA   per girare Un matrimonio e Quintet, due film diretti da  Robert Altman. Ma il suo cinema è quello italiano per il quale interpreta personaggi per sempre fissati nella nostra memoria filmica, continuando a respirare e a dare respiro all’aria di quel teatro che aveva sempre amato profondamente. Muore per un attacco di cuore nel sonno, a Roma, il 29 giugno 2000.

cinecitta.com

repubblica.it

Negli ultimi anni Gassman si dedica soprattutto al teatro, alle letture, ai testi che scrive e mette in scena, ai libri, alle memorie autobiografiche.
La scrittura diventa la sua grande passione, il suo modo di raccontare la vita.

Il suo modo di esorcizzare e superare i momenti bui della depressione.
Pubblica l'autobiografia Un grande avvenire dietro le spalle, IL ROMANZo Memorie di un sottoscala, i racconti Mal di parola. E ancora Bugie sincere, Camper. Farsa edipica in 2 tempi e 10 rounds, Lettere d'amore sulla bellezza, Vocalizzi.

Libri di successo amati dal grande pubblico, scritti con stile raffinato e accattivante.

dal sito raidue.rai.it

 

 

LETTERA A VITTORIO GASSMAN di Evgenij Evtušenko
Insegnavo a New York cinema italiano,
ma una volta ci ho fatto uno scivolone
come su una buccia di banana.
C’erano due nonnine, pensionate americane
e mie allieve tuttavia,
che temendo di sembrare inattuali
nel panico sgattaiolarono dall’aula
dopo la proiezione de Il sorpasso,
un turbamento per loro
perché così superficiale, quasi una molestia.
Accadde nella scena della spiaggia. I muscoli
da macho in bella mostra, prendeva in giro un donnaiolo
(si dice in italiano di un casanova), incarnandosi lui
stesso nell’immagine del donnaiolismo
che in America suona
persino peggio di socialismo.
Mi viene da pensare,
non è che in segreto queste distinte signore
volevano buttarsi tra le braccia di Gassman,
sentendosi però ormai troppo in là con gli anni?
Davvero, erano traumatizzate, e forse seriamente.
Dopo la stimolante esibizione
di muscoli guizzanti dei macho sulla spiaggia,
dopo il protendersi di forme intime
di muscoli guizzanti
sotto gli slip dei bellimbusto,
due attempate signore, frementi febbrilmente,
arrivarono al dipartimento di Linguistica
chiedendo rabbiosamente soddisfazione
al direttore per i danni morali
che il film aveva loro procurato.
Ma sprofondato nella sua poltrona,
nascosto dalla maschera di sfinge da direttore
c’era il volto di un poeta,
che per mia buona sorte
era Peter Caravetta, italiano.
Così seppi di averla fatta franca.
Esclamò in uno slancio di passione:
«Care mie signore!
Davvero non gradiste un pezzo d’uomo come Gassman?»
E dopo viene il bello.
Guardandosi negli occhi
le due care vecchie signore arrossirono
come ragazzine.
Vittorio Gassman, l’unico e il solo,
eri facile ad accenderti
e difficile era spegnerti.
Si sa che è pericoloso superare gli altri,
ma che noia la vita sarebbe senza un Sorpasso!
Vittorio, vorrei averti qui.
La morte non può sorpassarci,
ma noi possiamo farlo con lei.
Ti sei scelto una vita così grande
da non vivere più nel mondo dei morti
e non essere più morto per il mondo dei vivi.
Eri davvero molto più che un semplice
donnaiolo, un istrione, sciupafemmine e celebrità.
Vittorio, come tempesta in coppia esplodemmo
leggendo assieme poesie all’Opera di Roma,
menavamo fendenti in russo e italiano, un duetto
a superarci, eravamo un sol poeta.
Oh, se tu non fossi scivolato via dal palco
Che cos’è l’immortalità? È … un Sorpasso!
Vittorio, sto arrivando lì da te
con un salto nello schermo, nel Sorpasso,
in quella buffa macchina spompata e polverosa,
ammaccata e mezza sfatta
che ancora sorpassa tutto e tutti ovunque
perché l’immortalità è un Sorpasso!
Dunque andiamo strombazzando a tutto spiano
verso l’universo dove stanno i nostri cari,
dove nessuno viene dimenticato
e nessuno dimentica nessuno,
dove non ci sono ex amanti, o ex amici.
Mi siederò accanto al sempre giovane Trintignant
e sarò disperatamente curioso e spericolato
come te, guidatore meravigliosamente folle,
con una sola differenza:
il mio sprezzo del pericolo
non ucciderà nessuno,
neppure incidentalmente.

traduzione marco bini
Evgenij Evtušenko - Poeta russo - Zima Siberia 1933

Dal 1993 insegna letteratura russa - università di Tulsa Oklahoma
Nel 2006 ha ottenuto il Premio Librex Montale.
Lettera a Vittorio Gassman testo inedito donato ad Atelier

atelierpoesia.it

 

 

 

riconoscimenti
. nastro d'argento come miglior attore nel 1959 per i soliti ignoti
. david di donatello come miglior attore nel 1959 per la grande guerra
. 1975: vincitore al festival di cannes, miglior attore,  per profumo di donna di dino risi
. nastro d'argento come miglior attore nel 1963 per il sorpasso
. david di donatello come miglior attore nel 1963 per il sorpasso
. david di donatello come miglior attore nel 1966 per il tigre
. nastro d'argento come miglior attore nel 1975 per profumo di donna
. david di donatello come miglior attore nel 1975 per profumo di donna
. david di donatello come miglior attore nel 1978 per caro papà
. david di donatello come miglior attore nel 1986 per la famiglia
. nastro d'argento come miglior attore nel 1990 per lo zio indegno
. 1996: vincitore del leone d'oro alla carriera del festival di venezia

rai.it
italystl.com

 

filmografia

Preludio d'amore (1946)
La Figlia del capitano (1947)
L'Ebreo errante (1947)
Daniele Cortis (1947)
Il Cavaliere misterioso (1947)
Avventure di Pinocchio (1947)
Riso amaro (1948)
Il Tradimento (1949)
Lo Sparviero del Nilo (1949)
Il Lupo della Sila (1949)
Ho sognato il paradiso (1949)
I Fuorilegge (1949)
La Corona negra (1950)
Anna (1951)
Una Voce nel tuo cuore (1952)
Il Sogno di Zorro (1952)
La Tratta delle bianche (1953)
Sombrero (1953)
Cry of the Hunted (1953)
The Glass Wall (1953)
Rhapsody (1954)
Mambo (1954)
La Donna più bella del mondo (1955)
War and Peace (1956)
Kean (1956)
Difendo il mio amore (1956)
La Ragazza del palio (1957)
La Tempesta (1958)
I Soliti ignoti (1958)
Le Sorprese dell'amore (1959)
The Miracle (1959)
La Grande guerra (1959)
La Cambiale (1959)
Audace colpo dei soliti ignoti (1959)
El Largo invierno (1991)
Il Mattatore (1960)
Crimen (1960)
Una Vita difficile (1961)
Fantasmi a Roma (1961)
I Briganti italiani (1961)
Anima nera (1961)
Il Giudizio universale (1961)
Il Sorpasso (1962)
La Marcia su Roma (1962)

Il Giorno più corto (1962)
L'Amore difficile (1962)
Barabba (1962)
Il Successo (1963)
La Smania addosso (1963)
I Mostri (1963)
Frenesia dell'estate (1963)
Se permettete parliamo di donne (1964)
Il Gaucho (1964)
La Congiuntura (1964)
Una Vergine per il principe (1965)
Slalom (1965)

The Dirty Game (1965)
Le Piacevoli notti (1966)

 

L'Armata Brancaleone (1966)
L'Arcidiavolo (1966)

Il Tigre (1967)
Lo Scatenato(1967)
Woman Times Seven (1967)
Questi fantasmi (1968)
Il Profeta (1968)
La Pecora nera (1968)
Dove vai tutta nuda? (1969)
L'Alibi (1969)
Contestazione generale (1970)
Brancaleone alle crociate (1970)
12 + 1 (1970)
L'Udienza (1971)
Scipione detto anche l'africano (1971)
In nome del popolo italiano (1971)
La Tosca (1973)
Che c'entriamo noi con la rivoluzione? (1973)
Profumo di donna (1974)
C'eravamo tanto amati (1974)
A mezzanotte va la ronda del piacere (1975)
Virginity (1976)
Telefoni bianchi (1976)
Signore e signori, buonanotte (1976)
Il Deserto dei tartari (1976)
Anima persa (1977)
A Wedding (1978)
Ther Sleepers (1996)
I Nuovi mostri (1978)
Due PEZZI di pane (1978)
Quintet (1979)
Caro papà (1979)
La Terrazza (1980)
Sono fotogenico (1980)
The Nude Bomb (1980)
Sharky's Machine (1981)
Camera d'albergo (1981)
Tempest (1982)
Benvenuta (1983)
La Vie est un ROMAN (1983)
Paradigma (1985)
I Soliti ignoti vent'anni dopo (1987)
La Famiglia (1987)
I Picari (1988)
Mortacci (1989)
Lo Zio indegno (1989)
Divertimenti della vita privata (1990)
Dimenticare Palermo (1990)
Les 1001 nuits (1990)
Tolgo il disturbo (1992)
Quando eravamo repressi (1992)
Tutti gli anni una volta l'anno (1994)
Sleepers (1996)
Il Deserto di fuoco (1997) Film TV
Tavole apparecchiate e chiarimenti (1998)

La Cena (1998)
Luchino Visconti (1999)
La Bomba (1999)

cinecitta.com

         

el final del embustero
Ser disecado. Ser disecado como ciertas aves u otras presas venatorias, relleno de paja, ser instalado en el comedor o en  el saloncito de su casa, provisto de un discreto mecanismo  de articulación de movimientos y de una cinta magnetofónica  que pudiera reproducir, mediante un ingenio activador,  sus frases más queridas, era, con el fin de  agradar y aleccionar a las visitas, el deseo que  Vittorio Gassman tenía para después de muerto.
manuel  hidalgo  -  el-mundo.es

 

 

 

 

a totally healthy actor is a paradox

acting is not that far from mental disease:

an actor works on splitting his character into others.

It is like a kind of schizophrenia.

 

in every real actor, there is a need to feel for a

few hours like the center of the world.

egocentrismo, we say in Italian
www.brainyquote.com/quotes/authors/v/vittorio_gassman.html

ecrivez ce que vous voulez de moi

il suffit que vous commenciez en disant

c'était le meilleur
Vittorio Gassman à des journalistes.
fluctuat.net

 

 

 

Il teatro Quirino nel centro storico di Roma ED un tratto di Lungotevere intitolato a Vittorio  

 

2004 - fondazione  PREMIO gassman 

promozione arte teatrale

 

Una targa e mostre in onore dell’attore nato per caso a Genova
la targa è stato apposta vicino ai lavatoi del borgo, dal momento che anche gli anziani del posto sono discordi nell'individuare l'abitazione dei primi cinque anni di vita di Vittorio Gassman.     

ilgiornale.it

 

GASSMANIADI
Olimpiadi di confessioni e interviste, brani di film e di vita, ROMANZI di teatro e di tv, vita con figli e con i registi, le Gassmaniadi saranno presentate a Roma nelle due Notti Bianche dell’8 e del 9 settembre, per inaugurare la terza edizione del «Festival di Palazzo Venezia Arte e Musica» dedicato al documentario: «Ho visto Gassman tutti i giorni, per molti anni, nell’ultima parte della sua vita, abbiamo condiviso una lunga pratica teatrale, un’amicizia formidabile, un’ottima capacità di memoria. La cosa che lo rendeva differente da tanti altri, anche bravissimi attori italiani, era la poliedricità, le curiosità e capacità che lo spingevano a lanciarsi in tante, diverse imprese».  . . .
lastampa.it

 

inagurato il Teatro Condominio Vittorio Gassman

gallarate varese - 2006 - il teatro che si chiamava teatro sociale fu fondato nel 1862.

 

TARGA IN RICORDO DELL'ATTORE E DELLA SUA BOTTEGA
Vittorio Gassman grande attore internazionale e maestro in questa sede ebbe negli anni ottanta la sua "Bottega teatrale" frequentata da giovani di tutto il mondo. Il Comune di Firenze pose nell'anno 2009.

agi.it - 2009

 


 


 http://youtu.be/E5hDW9BmDfY  -  leggere il menu  con 'arte'
https://youtu.be/EYlT_Nw0FMo  - VG legge autori italiani

https://youtu.be/OeA32dIkHFQ  - padre nostro - pasolini

 

www.rai.it/dl/portaleRadio

www.teche.rai.it/personaggi/vittorio-gassman

a dio
Sempre Te chiamo
quando tocco il fondo,
so il numero di telefono a memoria
e ti disturbo
come un maniaco
abbarbicato al telefono;
lascio un messaggio
se sei fuori. Perdona.
Perdonami di tutto.
So che a volte cancelli
a qualche fortunato
il debito che tutti con te abbiamo.
La bolletta falla pagare
a me, ma dimmi almeno
che non farai tagliare
la mia linea: ti prego,
quando echeggerà
quell’ultimo e doloroso
squillo, Dio – per Dio! –
non staccare: rispondimi.




lettera all'amico paolo villaggio







 

links

www.activitaly.it/immaginicinema/gassman.htm

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=632&biografia=Vittorio+Gassman

http://en.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Gassman

www.fact-index.com/v/vi/vittorio_gassman.html

www.imdb.com/name/nm0002094

 

 

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