GIORGIO GABERscik

 

 

 

 

giorgio gaber  -   nato a milano nel 1939 - morto  1 gennaio 2003

ultimo lavoro :     io non mi sento italiano

 

    1939-2009 SETTANTANNI    

 

 

 

  FONDAZIONE  giorgio gaber  

giorgiogaber.it    .net

facebook.com/people/Fondazione-Giorgio-Gaber

   giorgiogaber.org 

 

 

non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi
il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore
il resto è niente.

 

 

c'è una fine

per tutto

e non è detto

che sia sempre

la morte…

 

 

 

LA LIBERTA'

testo completo

 

La libertà non è star

sopra un albero,
non è neanche avere un'opinione,
la libertà non è uno

spazio libero,
libertà è partecipazione

 

il dilemma

 

In una spiaggia poco serena,
camminavano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo era forse più audace,
più stupido e conquistatore,
la donna aveva perdonato, non senza dolore.
Il dilemma era quello di sempre,
un dilemma elementare:
se aveva o non aveva senso il loro amore.

In una casa a picco sul mare,
vivevano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo è un animale quieto
se vive nella sua tana,
la donna non si sa se ingannevole o divina.
Il dilemma rappresenta
l'equilibrio delle forze in campo,
perché l'amore e il litigio

sono le forme del nostro tempo.

Il loro amore moriva,
come quello di tutti,
come una cosa normale e ricorrente,
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.

Lui parlava quasi sempre
di speranza e di paura,
come l'essenza della sua immagine futura,
e coltivava la sua smania,
cercava la verità,
lei lo ascoltava in silenzio,

lei forse ce l'aveva già.
Anche lui curiosamente
come tutti era nato da un ventre,
ma purtroppo non se lo ricorda o non lo sa.

In un giorno di primavera,
quando lei non lo guardava,
lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova.
E ancora oggi non si sa
se era innocente come un animale,
o se era come instupidito dalla vanità.
Ma stranamente lei si chiese
se non fosse un'altra volta il caso
di amare e di restar fedele al proprio sposo.

Il loro amore moriva,
come quello di tutti,
come parole che ognuno sa a memoria,
sapevan piangere e soffrire,
ma senza dar la colpa
all'epoca o alla storia.

Questa voglia di non lasciarsi
è difficile da giudicare,
non si sa

se è una cosa vecchia o se fa piacere,
ai momenti di abbandono
alternavano le fatiche
con la gran tenacia che è propria

delle cose antiche.
E questo è il sunto di questa storia,
peraltro senza importanza,
che si potrebbe chiamare appunto

"resistenza".

Forse il ricordo di quel maggio
gli insegnò anche nel fallire,
il senso del dolore, il culto del coraggio,
e rifiutarono decisamente
le nostre idee di libertà in amore,
a questa scelta non si seppero adattare,
non so se dire a questa nostra scelta
o a questa nostra nuova sorte,
so soltanto che loro si diedero la morte.

Il loro amore moriva,
come quello di tutti,
non per una cosa astratta

come la famiglia,
loro scelsero la morte
per una cosa vera
come la famiglia.

Io ci vorrei veder più chiaro,
rivisitare il loro percorso,
le coraggiose battaglie

che avevan vinto o perso.
Vorrei riuscire a penetrare
nel mistero di un uomo e una donna,
nell'immenso labirinto di quel dilemma.
Forse quel gesto disperato
potrebbe anche rivelare
come il segno di qualcosa

che stiamo per capire.

Il loro amore moriva,
come quello di tutti,
come una cosa normale e ricorrente,
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.

 

 

... io non so niente ma mi sembra

che ogni cosa nell’aria e nella luce  

debba essere felice ...

 

 

Una canzone del 1984.

Fa parte dei materiali didattici per

  l'insegnamento dell'italiano agli stranieri

di Scuola d'Italiano Roma


DESTRA E SINISTRA
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.

 

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' ROMANo
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero

e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.
Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!


http://web.tiscali.it/scudit/mdgaberdestrasin.htm     2005

 

 

dilemma: Gaber era di destra o di sinistra?

autodefinizione - Per essere di destra non ho il fisico. Ma alla sinistra contesto le irresolutezze, le promesse mancate, l'incapacità d'imprimere una svolta diversa a una società dominata dal mercato e dal vuoto d'ideali».  

ilgiornale.it  

 

    i bambini sono di sinistra  

 

Un viaggio che, pur rimandando esplicitamente al "Qualcuno era comunista" di Giorgio Gaber,  Bisio rende proprio con uno sguardo, una battuta, un tocco di poesia. E nel monologo finale ci lascia con la speranza che i bambini ci salveranno.  Di destra o di sinistra, non importa.
www.questotrentino.it/   

Troppo giovane nel '68, troppo vecchio per il G8. Sempre a disagio con i figli. Utopie e disincanto,  rivoluzione e bollette, un Bisio scatenato tra comicità e malinconia.
www.bol.it

 

GIORGIO GABER, IL CANTASTORIE SNOB     Ha rappresentato un ruolo importante nella storia della cultura in Italia, soprattutto quella che non si accontenta, che convive con il dubbio. Quella che si pone le domande e s’indigna per il chiacchiericcio.                                        

dimensioni.org

 

 

 

 

che non c’è più salvezza

sta sprofondando il mondo

ma io ti voglio dire che non è mai finita

che tutto quel che accade fa parte della vita




www.youtube.com/results  video


Io non mi sento italiano

di Gaber - Luporini 2003

Io G. G. sono nato e vivo a Milano.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

 

 

VIDEO

www.youtube.com/watch?v=__Mk4kkPXHY

 

 

 

 

i soli - 1987


I soli sono individui strani
con il gusto di sentirsi soli

fuori dagli schemi
non si sa bene cosa sono
forse ribelli forse disertori
nella follia di oggi

i soli sono i nuovi pionieri.
I soli e le sole non hanno ideologie
a parte una strana avversione per il numero due
senza nessuna appartenenza,

senza pretesti o velleità sociali
senza nessuno a casa a frizionarli

con unguenti coniugali.
Ai soli non si addice l'intimità della famiglia
magari solo un po' d'amore

quando ne hanno voglia
un attimo di smarrimento,

un improvviso senso d'allegria
allenarsi a sorridere per nascondere la fatica
soli, vivere da soli
soli, uomini e donne soli.
I soli si annusano tra loro
sono così bravi a crearsi intorno

un senso di mistero
sono gli Humphrey Bogart dell'amore
sono gli ambulanti son gli dèi del caso
i soli sono gli eroi del nuovo mondo coraggioso.
I soli e le sole ormai sono tanti
con quell'aria un po' da saggi,

un po' da adolescenti
a volte pieni di energia a volte tristi,

fragili e depressi
i soli c’han l'orgoglio di bastare a se stessi.
Ai soli non si addice il quieto vivere sereno
qualche volta è una scelta

qualche volta un po' meno
aver bisogno di qualcuno, cercare

un po' di compagnia
e poi vivere in due e scoprire

che siamo tutti    soli, vivere da soli
soli, uomini e donne soli.
La solitudine non è malinconia
un uomo solo

è sempre in buona compagnia
 

 

 

 

 

 

Io se fossi Dio - 1980

 

E allora io se fossi Dio
Direi che ci son tutte le premesse
Per anticipare il giorno dell’Apocalisse.
Con una deliziosa indifferenza
E la mia solita distanza
Vorrei vedere il mondo

e tutta la sua gente
Sprofondare lentamente nel niente.
Forse io come Dio, come Creatore
Queste cose non le dovrei nemmeno dire
Io come Padreterno

non mi dovrei occupare
Né di violenza né di orrori né di guerra
Né di tutta l’idiozia di questa Terra
E cose simili.
Peccato che anche Dio
Ha il proprio inferno
Che è questo amore eterno
Per gli uomini.
www.riflessioni.it

 

 

 

 

 

 

 

   pagina 1 - 2  

 

GUARDATEMI  BENE

 

 

 

 

 

 


 

links

www.giorgiogaber.it/     associazione culturale giorgio gaber

http://signorg.altervista.org/

www.facebook.com/pages/giorgiogaberorg

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=410&biografia=Giorgio+Gaber

www.italica.rai.it/scheda.php?scheda=gaber 

www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_gaber.htm

www.ondarock.it/italia/giorgiogaber.htm

 

 

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