GIORGIO GABERscik

il poeta che sapeva cantare

 

 milano 25 gennaio  1939 - 1 gennaio 2003

ULTIMO LAVORO : IO NON MI SENTO ITALIANO

 

 

 

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non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi
il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore
il resto è niente

 

 

 

 

c'è una fine

per tutto

e non è detto

che sia sempre

la morte

1949 a scuola - fb/gg 

 

LA LIBERTA'

testo completo

 

La libertà non è star

sopra un albero,
non è neanche avere un'opinione,
la libertà non è uno

spazio libero,
libertà è partecipazione

 

 

 

il dilemma

 

 

In una spiaggia poco serena,
camminavano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo era forse più audace,
più stupido e conquistatore,
la donna aveva perdonato, non senza dolore.
Il dilemma era quello di sempre,
un dilemma elementare:
se aveva o non aveva senso il loro amore.

In una casa a picco sul mare,
vivevano un uomo e una donna
e su di loro la vasta ombra di un dilemma.
L'uomo è un animale quieto
se vive nella sua tana,
la donna non si sa se ingannevole o divina.
Il dilemma rappresenta
l'equilibrio delle forze in campo,
perché l'amore e il litigio

sono le forme del nostro tempo.

Il loro amore moriva,
come quello di tutti,
come una cosa normale e ricorrente,
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.

Lui parlava quasi sempre
di speranza e di paura,
come l'essenza della sua immagine futura,
e coltivava la sua smania,
cercava la verità,
lei lo ascoltava in silenzio,

lei forse ce l'aveva già.
Anche lui curiosamente
come tutti era nato da un ventre,
ma purtroppo non se lo ricorda o non lo sa.

In un giorno di primavera,
quando lei non lo guardava,
lui rincorse lo sguardo di una fanciulla nuova.
E ancora oggi non si sa
se era innocente come un animale,
o se era come instupidito dalla vanità.
Ma stranamente lei si chiese
se non fosse un'altra volta il caso
di amare e di restar fedele al proprio sposo.

Il loro amore moriva,
come quello di tutti,
come parole che ognuno sa a memoria,
sapevan piangere e soffrire,
ma senza dar la colpa
all'epoca o alla storia.

Questa voglia di non lasciarsi
è difficile da giudicare,
non si sa

se è una cosa vecchia o se fa piacere,
ai momenti di abbandono
alternavano le fatiche
con la gran tenacia che è propria

delle cose antiche.
E questo è il sunto di questa storia,
peraltro senza importanza,
che si potrebbe chiamare appunto

"resistenza".

Forse il ricordo di quel maggio
gli insegnò anche nel fallire,
il senso del dolore, il culto del coraggio,
e rifiutarono decisamente
le nostre idee di libertà in amore,
a questa scelta non si seppero adattare,
non so se dire a questa nostra scelta
o a questa nostra nuova sorte,
so soltanto che loro si diedero la morte.

Il loro amore moriva,
come quello di tutti,
non per una cosa astratta

come la famiglia,
loro scelsero la morte
per una cosa vera
come la famiglia.

Io ci vorrei veder più chiaro,
rivisitare il loro percorso,
le coraggiose battaglie

che avevan vinto o perso.
Vorrei riuscire a penetrare
nel mistero di un uomo e una donna,
nell'immenso labirinto di quel dilemma.
Forse quel gesto disperato
potrebbe anche rivelare
come il segno di qualcosa

che stiamo per capire.

Il loro amore moriva,
come quello di tutti,
come una cosa normale e ricorrente,
perché morire e far morire
è un'antica usanza
che suole aver la gente.

 


Non è vero che il destino entra alla cieca nella nostra vita.    Io credo che entri dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato. Non c'è essere umano tanto forte da allontanare con i fatti il destino, anche tragico, che deriva dalla sua indole.
GG - 16.12.2009 - iltirreno.gelocal.it

 

 

io non so niente ma mi sembra

che ogni cosa nell’aria e nella luce  

debba essere felice

 

 

Una canzone del 1984

Fa parte dei materiali didattici per

  l'insegnamento dell'italiano agli stranieri

di Scuola d'Italiano Roma

DESTRA E SINISTRA
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.

 

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' ROMANo
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero

e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.
Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!


http://web.tiscali.it/scudit/mdgaberdestrasin.htm     2005

 

 

dilemma: gaber era di destra o di sinistra ?

autodefinizione - Per essere di destra non ho il fisico. Ma alla sinistra contesto le irresolutezze, le promesse mancate l'incapacità d'imprimere una svolta diversa a una società dominata dal mercato e dal vuoto d'ideali.  

ilgiornale.it  

 

 

 

GIORGIO GABER, IL CANTASTORIE SNOB     Ha rappresentato un ruolo importante nella storia della cultura in Italia, soprattutto quella che non si accontenta, che convive con il dubbio. Quella che si pone le domande e s’indigna per il chiacchiericcio.                                        

dimensioni.org

 

 

 

 

 che non c’è più salvezza
sta sprofondando il mondo
ma io ti voglio dire che non è mai finita
che tutto quel che accade fa parte della vita

        

http://youtu.be/kt0AwAxj0v0    -   il tic/catena di montaggio

http://youtu.be/GT3ne_HbVqc   -  conformista   

http://youtu.be/bAqFt5KrwlQ   -   quando è moda 

http://youtu.be/cvyE116lwd8    -  se io fossi dio

http://youtu.be/__Mk4kkPXHY   -   non mi sento italiano

  http://youtu.be/GbgsUXVtKg4  - famiglia disgraziata

http://youtu.be/5PZPLOqbFYU   -   liberta'

http://youtu.be/txjbEXCeGB4  - se ci fosse un uomo
http://youtu.be/2GPFKDPbB34    -  http://youtu.be/rYpQFTu4IFI   -   non insegnate ai bambini

  www.youtube.com/watch?v=Olq9rPKgs8o  - gaber/celentano

http://youtu.be/3iccz42Yfxs  - democrazia

https://youtu.be/SRs2rt19-kg  - GG canta porta romana in tram - di notte - a milano

 

 

io

che non riesco più a giudicare
non so neanche che cosa dire
della mia solitudine
...
cerco di afferrare un po' il presente
ma se tolgo ciò che è falso
non resta più niente


Io non mi sento italiano

Io G. G. sono nato e vivo a Milano.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna

o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna

o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna

o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna

o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna

o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna

o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

gaber - luporini 2003

 

 

 

i soli - 1987

I soli sono individui strani
con il gusto di sentirsi soli

fuori dagli schemi
non si sa bene cosa sono
forse ribelli forse disertori
nella follia di oggi

i soli sono i nuovi pionieri.
I soli e le sole non hanno ideologie
a parte una strana avversione

per il numero due
senza nessuna appartenenza,

senza pretesti o velleità sociali
senza nessuno a casa a frizionarli

con unguenti coniugali.
Ai soli non si addice l'intimità della famiglia
magari solo un po' d'amore

quando ne hanno voglia
un attimo di smarrimento,

un improvviso senso d'allegria
allenarsi a sorridere

per nascondere la fatica
soli, vivere da soli
soli, uomini e donne soli.
I soli si annusano tra loro
sono così bravi a crearsi intorno

un senso di mistero
sono gli Humphrey Bogart dell'amore
sono gli ambulanti son gli dèi del caso
i soli sono gli eroi del nuovo mondo

coraggioso.
I soli e le sole ormai sono tanti
con quell'aria un po' da saggi,

un po' da adolescenti
a volte pieni di energia a volte tristi,

fragili e depressi
i soli c’han l'orgoglio di bastare a se stessi.
Ai soli non si addice il quieto vivere sereno
qualche volta è una scelta

qualche volta un po' meno
aver bisogno di qualcuno, cercare

un po' di compagnia
e poi vivere in due e scoprire

che siamo tutti    soli, vivere da soli
soli, uomini e donne soli.
La solitudine non è malinconia
un uomo solo

è sempre in buona compagnia

 

 

 La parola io
è un'idea che si fa strada a poco a poco
nel bambino suona dolce come un'eco
è una spinta per tentare i primi passi
verso un'intima certezza di se stessi.
La parola io
con il tempo assume
un tono più preciso
qualche volta rischia
di esser fastidioso
ma è anche il segno
di una logica infantile
è un peccato ricorrente ma veniale.
Io, io, io
ancora io.
Ma il vizio dell'adolescente
non si cancella con l'età
e negli adulti stranamente
diventa più allarmante e cresce.
La parola io
è uno strano grido
che nasconde invano
la paura di non essere nessuno
è un bisogno esagerato
e un po' morboso
è l'immagine struggente del Narciso.
Io, io, io
e ancora io.

Io che non sono nato
per restare per sempre
confuso nell'anonimato
io mi faccio avanti
non sopporto l'idea di sentirmi
un numero fra tanti
ogni giorno mi espando
io posso essere il centro del mondo.
Io sono sempre presente
son disposto a qualsiasi bassezza
per sentirmi importante
devo fare presto
esaltato da questa mania
di affermarmi ad ogni costo
mi inflaziono, mi svendo
io voglio essere il centro del mondo.
Io non rispetto nessuno
se mi serve posso anche far finta
di essere buono
devo dominare
sono un essere senza ideali
assetato di potere
sono io che comando
io devo essere il centro del mondo.
Io vanitoso, presuntuoso
esibizionista, borioso, tronfi o
io superbo, megalomane, sbruffone
avido e invadente
disgustoso, arrogante, prepotente
io, soltanto io
ovunque io.
La parola io
questo dolce monosillabo innocente
è fatale che diventi dilagante
nella logica del mondo occidentale
forse è l'ultimo peccato originale.
Io.

IL TIC 

CATENA DI MONTAGGIO

1969
LAVORAVO IN QUEL DI BAGGIO
IN CATENA DI MONTAGGIO
E GIRAVO UNA RAMELLA
SEMPRE UNA, SEMPRE QUELLA.
ED UN GIORNO FU COSÌ
CHE MI VENNE FUORI UN TIC

LAVORAVO IN QUEL DI BAGGIO
AD UN NASTRO DI MONTAGGIO
LA MIA TESTA SI GIRAVA
E IL MOTORE ACCOMPAGNAVA
PER SEGUIRLO FU COSÌ
CHE MI VENNE UN ALTRO TIC

NON SI STA POI TANTO MALE
CON UN TIC ORIZZONTALE
MA PER COLPA DI UN RIALZO
LO SEGUIVO IN UN SOBBALZO
PER QUEL NASTRO FU PERCIÒ
CHE IL MIO TIC SI COMPLICÒ

MI HAN CAMBIATO DI REPARTO
M’È VENUTO UN MEZZO INFARTO
C’ERA UN NASTRO SEMPRE IN PIANO
MA ARRIVAVA CONTROMANO
MI TROVAI UN PÒ PEGGIORATO
COL MIO TIC MODIFICATO

PER POTERE STARE A GALLA
MI TOCCÒ MUOVER LA SPALLA
ED IN PIÙ, COME SI VEDE,
M’È VENUTO UN TIC A UN PIEDE
PER FRENARE QUEL PEDALE…
ERO PROPRIO MESSO MALE!

LAVORAVO IN QUEL DI BAGGIO
E MI HAN LICENZIATO A MAGGIO
M’HA CHIAMATO IL DIRETTORE
E MI FA: «CARO SIGNORE
CON QUEL TIC

NON RENDE NIENTE! …
EH! NON VEDE?
SEMBRA QUASI UN DEFICIENTE»

 

 

UN UOMO E UNA DONNA

E poi e poi e poi
e poi e poi
faccio fatica anche a parlare
non ne ho voglia
non so neanche decifrare
questo gran rifiuto che io sento
non so se è un odio esagerato
o un grande vuoto
o addirittura

un senso di sgomento
di disgusto che cresce
che aumenta ogni giorno
mi fa male

tutto quello che ho intorno.
E poi e poi e poi
questo gran parlare
che mi viene addosso
bocche indaffarate,
volti da rubriche di successo
eterne discussioni
sono innocue esibizioni

ma fa effetto
questo gusto, questo sfoggio
di giocare all'uncinetto

con le opinioni
sono stanco vorrei andarmene lontano
ma purtroppo mi ci invischio
ogni volta mi accanisco
è una droga

non ne posso fare a meno.
E poi e poi e poi
e poi e poi...
Ci siamo noi, un uomo e una donna
con tutte le nostre speranze

le nostre paure
che a fatica ogni giorno

cerchiamo di capire
cos'è questa cosa

che noi chiamiamo amore.
E poi e poi e poi
è un gran bombardamento

di notizie
la vita è piena di ingiustizie
di soprusi veri
devi dare una mano
non puoi tirarti fuori
devi andare a votare

poco convinto
devi fare il tuo intervento
devi partecipare
a questo gioco di potere
sempre più meschino e scaltro
e tutto quello che io sento
è qualcos'altro è qualcos'altro.
E poi e poi e poi
e poi e poi...
Io e lei, un uomo e una donna
in cerca di una storia del tutto inventata
ma priva di ogni euforia

 così concreta
che intorno a sé fa nascere la vita.
E poi e poi e poi
non saremmo più soli io e lei
finalmente coinvolti davvero
potremmo di nuovo

guardare il futuro
e riparlare del mondo
non più come condanna
ma cominciando da noi
un uomo e una donna.
E riparlare del mondo
non più come condanna
ma cominciando da noi
un uomo e una donna.

gaber - luporini - 1980

 


 

 

Io se fossi Dio - 1980

E allora io se fossi Dio
Direi che ci son tutte le premesse
Per anticipare il giorno dell’Apocalisse.
Con una deliziosa indifferenza
E la mia solita distanza
Vorrei vedere il mondo

e tutta la sua gente
Sprofondare lentamente nel niente.
Forse io come Dio, come Creatore
Queste cose non le dovrei nemmeno dire
Io come Padreterno

non mi dovrei occupare
Né di violenza né di orrori né di guerra
Né di tutta l’idiozia di questa Terra
E cose simili.
Peccato che anche Dio
Ha il proprio inferno
Che è questo amore eterno
Per gli uomini.
riflessioni.it

Dove esistono
una voglia
un amore
una passione

ci sono anch'io ..

gg - frammenti di un discorso







GUARDATEMI  BENE



Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male -  dai disagi quotidiani -  dalle insofferenze comuni - dal nostro rifiuto ! Perché un uomo solo che grida il suo no è un pazzo .    Milioni di uomini che gridano lo stesso no avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo
.
mi fa male il mondo




Adesso è forse più difficile sembrare controcorrente, ma solo perché oggi non c’è nessuna corrente.  -GG
guido harari - quando parla gaber  -   2011

 


http://outu.be/1RRt_3iU5Os  - shampoo

https://youtu.be/yRK1eiTocZ0   - l'amico

http://youtu.be/emoFu3iejiQ  - qualcuno era comunista

http://youtu.be/-iVjYomOJRQ  - facebook.com/GiorgioGaberOfficial/videos  - far finta di essere sani

http://youtu.be/hyU3cIDlHqE  -  la strana famiglia

 

 

 

.

Quando sarò capace d’amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere. Un amore senza sensi di colpa, senza alcun rimorso, egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso. Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni che se anche il fiume le potesse avere, andrebbe sempre al mare.

.

Ci sono emozioni che non ci permettono di agire ma lavorano dentro e c'illuminano.

.

Da diciotto fino a trent’anni, io ho fatto il lavoro del cantante. Poi mi sono stancato di accettare qualsiasi cosa, e ho detto basta. Questo lavoro qui, il mio lavoro, ci sono diversi modi di farlo. Ci sono quelli che lo fanno per un fortissimo bisogno di esibirsi, non solo sul palcoscenico, ma anche nella vita. Io non ce l’ho, questo bisogno. Io, spesso, preferisco stare zitto che parlare e mostrarmi. L’applauso? Ci mancherebbe che non mi piacesse…”.
la repubblica -  6 novembre 1987
.
Certe volte mi chiedo perché non me ne resto più tranquillo, perché non mi metto a scrivere cosette rasserenanti, magari gioiose. Poi mi guardo intorno, vedo che ci stiamo abituando tutti al grigiore, alla piattezza, alla rassegnazione, e mi accorgo che il mio compito, il mio lavoro, è quello di dire le cose che gli altri non dicono. Le cose che voi giornalisti non avete più il coraggio di scrivere.

la canzone e il teatro - 1982

giorgiogaber.org

.

 

Verso Il Terzo Millennio
E tu mi vieni a dire
Che l'uomo muore
Lontano dalla vita
Lontano dal dolore
E in questa quasi indifferenza
Non è più capace
Di ritrovare il suo pianeta
Fatto di aria e luce.
E tu mi vieni a dire
Che il mio presente
È come un breve amore
Del tutto inconsistente
Che preso dai miei sogni
Io non mi sto accorgendo
Che siamo al capolinea
Al temine del mondo.
E tu mi vieni a dire
Che tutto è osceno
Che non c'è più nessuno
Che sceglie il suo destino
Non ci rendiamo conto
Che siamo tutti in preda
Di un grande smarrimento
Di una follia suicida.
E sento che hai ragione se mi vieni a dire
Che l'uomo sta correndo
E coi progressi della scienza
Ha già stravolto il mondo
Però non sa capire
Che cosa c'è di vero
Nell'arco di una vita
Tra la culla e il cimitero.
E tu mi vieni a dire
C'è solo odio
Ci sarà sempre qualche guerra
Qualche altro genocidio
E anche in certi gesti
Che sembran solidali
Non c'è più un individuo
Siamo ormai tutti uguali.
E sento che hai ragione se mi vieni a dire
Che anche i più normali
In mezzo ad una folla
Diventano bestiali
E questa specie di calma
Del nostro mondo civile
È solo un'apparenza
Solo un velo sottile.
E tu mi vieni a dire
Quasi gridando
Che non c'è più salvezza
Sta sprofondando il mondo
Ma io ti voglio dire
Che non è mai finita
Che tutto quel che accade
Fa parte della vita.
Ma io ti voglio dire
Che non è mai finita
Che tutto quel che accade
Fa parte della vita.

.

 

 

 

  

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http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=410&biografia=Giorgio+Gaber

www.girodivite.it/antenati/xx3sec/_gaber.htm

www.ondarock.it/italia/giorgiogaber.htm

 

 

 

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