ion deACOnEScu

 

 

1917 - 2011

 

 

Ion Deaconescu
Il Comitato Promotore del 12º Premio Internazionale Trieste-Poesia che annualmente premia un poeta di fama mondiale ha deciso per l'anno 2010, di assegnare tale riconoscimento al poeta rumeno Ion Deaconescu, autore di volumi di liriche e saggi riguardanti la poesia europea.
Autore di un'opera meditativa che nasce da un'attenta osservazione del reale, protesa a scoprire quella che è stata definita la "grammatica dell'evento" o "ortografia del sogno".
La poesia del poeta rumeno è pervasa da un'ansia metafisica che talvolta, nella sua ricerca, diventa preghiera, ponendo la sua produzione poetica all'interno della grande tradizione lirica del suo paese.
Quella di Deaconescu, come ha ben sottolineato il poeta siciliano Luciano Zinna "è poesia fluida, essenziale, comunicabile, nella sua raggiunta maturità che la traduzione nella nostra lingua (...) ci consente finalmente di captare nell'ampiezza dei suoi voli".

triestepoesia.org - 2010

Segretario dei Poeti del Mondo - Presidente fondatore dell'Accademia Internazionale Mihai Eminescu e  Direttore Editoriale Europa -  ora preside della Facoltà di Giornalismo Università di Craiova

exploziv-news.ro - 2011



UNA VOCE ORIGINALE NELLA POESIA EUROPEA
Si dice che la poesia rappresenti un ospite metafisico o una forma universalmente valida di ribellione (cioè la posizione dell'autore) come incarnazione di sintesi, sottoposte a mutamento perpetuo.
In base a ciò la poesia di Ion Deaconescu diventa la sostanza e la rinascita superiore del dubbio e dell'interrogarsi sulla condizione umana, di fronte ai quali perfino il mondo è colmo di stupore di estasi trascendentale.
"Ereditando una ricca tradizione lirica, che fondamentalmente ha le sue origini nel lavoro dell'ultimo notevole poeta romantico Eminescu, Deaconescu struttura la sua poesia in storie Genuine dell'Essere in cerca di identità ovunque e soprattutto nelle lacrime e nel pianto.
Il poeta disegna liricamente il profilo della società contemporanea dove il suo tormento interiore sembra essere raffinato alla maniera del Botticelli e delle armonie di Debussy (Georges Astalos)."

La peculiarità della poesia di Deaconescu risiede nella chiarezza - le metafore non sono mai raggruppate forzatamente, ma sembrano essere nell'aria, perfettamente organizzata, non come artificio, perché il giudizio non è sospeso da vibrazioni affettive in un sereno, bilanciato stile poetico
Dotato di un possente temperamento lirico, Deaconescu è un poeta straordinario e i suoi versi escono da uno spazio miracoloso, che sfida la prospettiva del lettore, e il suo poema diventa amore, celebrazione, perdita, e infine, eco.
Non c'è chiave per decodificare la sua visione a vantaggio del sognatore, ma ci sono letture che moltiplicheranno il significato e la filosofia dell'introspezione. Il suo urlo poetico è in fiore come un albero di albicocche, recuperando la sua identità in memorie onorate dal tempo o nelle palpebre che prenderanno l'esclusiva di tutti i misteri dei momenti abituati a stati irreali. Ion Deaconescu è il poeta. Ma un poeta insolito nella poesia europea contemporanea, imponendo il domandarsi come realizzazione dentro e dal mondo, e il suo sguardo subisce esso stesso una metamorfosi sorprendente nel rinnovamento dell'irreale.
Gli specchi che aspirano all'eternità, le maschere ingannevoli che coprono risate e lacrime, dubbio, il verbo ribelle, l'età della luce, le tracce attraverso l'acqua, la contraddittoria eternità, le parole non nate sono motivi ricorrenti cari al poeta che stupisce sempre la nostra immaginazione ed emotività. Ciò che sembra essere nuovo nei versi di Deaconescu nell'originale interpretazione delle immagini e pensieri, è il
modo estremamente personale di descriversi realisticamente, una poetica di profondo tumulto, che tenta di affermare attitudini e consapevolezza, un forte sentimento di responsabilità per il mondo alla ricerca di una sua identità.
La poetica di Deaconescu è caratterizzata dalla nostalgia, dalla tristezza che emerge da un romantico abisso, discretamente adornata, con virile delicatezza, piena d'amore. La sua poetica parimenti intellettuale e passionale. In entrambi i casi, la frase convoglia fiducia nel mondo, scritta e plasmata da un segno di creatività.
Egli ha composto più di 30 volumi di poesie, molti dei quali tradotti in diverse lingue.

Ion Deaconescu è una voce ferma nella poesia europea, che egli ha reso ancora più nobile con la sua lucente e seria creazione radicata nel cielo e che sembra una pianta rara che germoglia nelle mani del lettore.   

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Mario Luzi



Ion Deaconescu è nato IL 7 marzo 1917 a Tg. Logresti, in Romania. Laureato in Filologia presso l’Università di Bucarest con una tesi di Letteratura comparata, è docente all’Università di Craiova. Per parecchi anni ha insegnato Lingua e Letteratura romena alle Università di Skopje, di Novi Sad e di Belgrado. E’ autore di saggi sulla Letteratura romena ed europea pubblicati in Romania, Jugoslavia, Francia, Italia, Lussemburgo, ecc.  I Suoi versi sono stati tradotti in portoghese, italiano, spagnolo, serbo, macedone, francese.


Ha pubblicato fra le altre opere di poesia

Apparecchio per fotografare l’anima 1981

Il vaso di brina 1985

Il grido della memoria 1985

L’eternità dell’istante 1986

Maschera per la voce 1987

Prova di solitudine 1993

La retorica dello specchio 1995

La tentazione 1995

Zero dinamico 1995

L'ESTASI DEL NULLA 2003

PAPAVERO ERRANTE 2010
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POESIE   .PDF

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L’estasi del nulla
Le ossa di questo cielo, scheletri senza ombra
Si sbriciolano nel tempo delle ninfee
Delle acque in cui affonda
Un’altra luce, un altro frutto
Come un dio del niente
Vincitore al giudizio degli astri
Caduti in disgrazia.
Lontano, oltre le passioni
La paura diventa felicità quando la mancata parola
Non può più tradire i confini della neve
E gli sconosciuti segni sulla guancia dell’istante
Nascono cicatrici e il grido
E’ sentito come un ricordo.
Questo Niente, la dolce brezza
Sopra gli occhi degli angeli annoiati e freddi,
Ci stordisce con tante vittorie
E ci circonda con i cadaveri dell’alba
E gli ingannevoli inizi
Con fantasmi e ombre solenni.



L’eco, soltanto l’eco
a Emil Cioran
Dimenticami, o Signore, ti prego di dimenticarmi
voglio restare libero non vezzeggiato dai tuoi amori
con i cimiteri mobili nell’anima
con l’ombra che m’aveva abbandonato
lasciandomi il corpo di scorta
Non pensarmi più
e salvami dimenticandomi
grida qualcosa nella carne dopo la vita
ma non è vero che devo sentire la spinta del grido
scegliendo il deserto e la paura del tempo
e l’occhio insonne dell’imperdonabile ricordo
che trafigge la caducità
come un presentimento di un indulgente crepuscolo
Scordami così come la pioggia scorda
il baobab e le statue nere bruciate dal sole
il deserto e la sabbia che non sopportano più
la fame delle clessidre
Perché hai scelto soltanto me tuo appoggio
bastone e spalla fidata
quando per te la solitudine è vita e sogno
inebriante profumo e dolce veleno
culla per i gigli e oasi nel deserto
mitigata dallo sguardo tollerante
Scordami, ora sei rimasto solo
come un’idea in cui non puoi nasconderti
se una volta una lacrima sarà
nel tuo occhio rivolto verso se stesso
chiamami e verrà la tua stessa
eco, soltanto l’eco.
1 gennaio 1988

PIOPPO PELLEGRINO
Mi minaccia la presenza
Di alzare le mani, di consegnarmi.
Chi sei ?
Metà essere,
Metà divinità pagana.
Rimani così, timorosa,
Come un pioppo pellegrino nel deserto.
LA GRAMMATICA DEL CASO
Non ti ho chiesto che prezzo ha avuto
Il caso che ti ha ferito
Nemmeno l'aria che ti soffoca
Con ogni parola
Parla il volto
In attesa e l'alfabeto
Fatto da venditori che sanno
Chiarificare i suoni del sonno mattutino
E la voce sognante nel silenzio dell' inverno
Racconta
Perché le parole sbagliano
E si chiudono nella solitudine
I sogni che rifiutano le statue di ombra
Non ti ho chiesto mai
Perché il caso ha fatto che tu sentissi
Il grido della grotta dopo la luce?
LA STESSA
La torre Eiffel ci guarda con superbia
Antica e giovani ancora noi
Solo il cielo è rimasto lo stesso.




IL TEMPO DELLA PIOGGIA
Non ho le parole dovute
Per maledire quel tempo della pioggia
Venuto all'improvviso.
Giovani innamorati passeggiavano
Come niente fosse successo.
Nel caffé traditore
Aspetto ancora la donna amata
Per andar altrove, per le strade.
È possibile che lei ci arrivi,
Ma non mi riconoscerà più.

Mai più.


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www.youtube.com/watch?v=M8QDV-PB_tM

 

 

ION DEACONESCU MUORE IL 12 OTTOBRE 2011 A 94 ANNI  NELLA SUA CASA DI BUCAREST  PER PROBLEMI CARDIACI

 

simbolo della resistenza al comunismo in Romania e nell’Europa dell’Est. simbolo di onore e onestà
incarcerato per 17 anni dal regime comunista .
entra in politica nel 1930 come membro dell’organizzazione giovanile del Partito Contadino.
presidente della Camera dei Deputati dal 1996 al 2000, arrivando alla Convenzione Democratica, una coalizione di governo segnata da lotte politiche .
profondamente rispettato anche dagli avversari

claudia santini - giornalettismo.com -   washington post - 2011

La sua morte e’ stata annunciata dal primo ministro romeno Victor Ciorbea.
Tra le riforme piu’ importanti da lui introdotte la restituzione delle terre confiscate, il ritorno della monarchia e la privatizzazione.

agi/afp Tig - 2011

 





 

 

 

 

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