POESIAPOESIAPOESIAPOESIAPOESIA 

 

Il volume illustra, attraverso i protagonisti e le opere, le vicende italiane, tra Settecento e Ottocento, di un genere principe della letteratura come la poesia lirica e segue il costituirsi della sua inconfondibile facies moderna, nel confronto problematico con la grande tradizione e con le suggestioni europee. Ne risulta così geneticamente delineata, senza celebrazioni convenzionali ma anche senza complessi d'inferiorità, la dialettica interna all'orizzonte classicista che ha racchiuso e caratterizzato le proposte più innovative della nostra tradizione modernA

ebay - unilibro

 

poeti italiani moderni
http://www.la-poesia.it/italiani/fine-1900/vari/italiani-900-abc-indice.htm
http://www.artemotore.com/scrittori.html

http://www.italian-poetry.org/index_principale.htm

 

Dipartimento di studi italianistici dell'Universita' di Pisa  -  convegno dal titolo "Interpretare la poesia moderna". ..... a confronto critici e poeti di varie generazioni, che discuteranno sia dell'evoluzione storica della lirica moderna, sia della situazione attuale della poesia italiana e straniera. .......    adnkronos 2006

 

 

POESIA E CULTURA CINESE

ogni anno il Club 4 maggio tiene il Festival di poesia Weiming, della durata di un mese, comprensivo di recite, simposi e gare poetiche....la poesia intesse rapporti di amicizia, presentando le poesie create dagli studenti e nel contempo permettendo una maggiore comprensione della poesia.
Il presidente del Club 4 maggio Huang Qian ci ha detto: 
"Oltre alla forte differenza quanto a struttura e metrica rispetto alla poesia classica, la poesia moderna presenta il pensiero dei giovani attuali, lo spirito dell'epoca e alcuni sentimenti... naturalmente la poesia universitaria descrive principalmente la nostra vita, con uno stile creativo piuttosto libero."  
http://it.chinabroadcast.cn/   

 

 

POETICITA O DISCORSIVITA ?

...la maggior parte dei poeti di oggi sono senza saperlo cultori di prosa poetica, anche se fanno finta di scrivere in versi; infatti per ideologia, o incapacità, o mancanza d'orecchio, la maggior parte ha in grande disdegno la metrica, oltre che la grammatica, e spezza i versi andando a capo quando gli pare e piace senza alcuna ricerca di ritmo musicale, così che i cosiddetti "versi" si potrebbero mettere in fila appunto come nella prosa poetica senza che cambi niente: cambiando l'ordine degli addendi infatti il risultato non cambia. ..

Veniero Scarselli    http://portaledellapoesia.it/        www.giornaledeipoeti.it/

 

 

 50º della morte del poeta Scotellaro

La pubblicazione è da intendersi pure come ulteriore e ricco apporto alla poesia moderna, nella più attenta definizione del ruolo di Scotellaro, uno dei suoi esponenti, su cui non poco resta ancora da conoscere.
La modernità reca, di per sé, l'attraente sfida all'indagine e su questa linea una nota di particolare interesse va anche all'edizione. Da Uni.Nova Parma è nata «cartemoderne» (Studi e Testi), nuovissima collana editoriale che si pone come luogo d'analisi e
studio sulla modernità, soprattutto letteraria.  

gazzettadiparma.it

 

 

significato e storia del termine "romantico"
Il termine romantico comparve per la prima volta in Inghilterra alla fine del '600 nel senso di "cose di poesia da romances" «Roman» significava «francese» ed anche una narrazione poetica, una specie di poesia romanzesca, con un significato peggiorativo, come gotico, diverso dalla verità naturale. Nel Settecento il termine ebbe fortuna, assumendo il senso di "attraente, pittoresco, primitivo, nostalgico ed anche disposizione d'animo sentimentale e fantasiosa".
http://www.biblio-net.com/lett_ita/il_romanticismo.htm

biblio-net.com

 

 


BREVE STORIA DELLA POESIA OCCIDENTALE 

Nicola Gardini
Una breve storia del lirismo occidentale in lingua volgare distinto in due diversi generi: la lirica classica (dai Provenzali al Settecento) e la lirica postclassica (quella successiva alla svolta ROMANtica, tuttora praticata). Il volume illustra quel fondamentale passaggio dal primo al secondo genere lirico e traccia le linee principali di quella tradizione lirica in nome della quale questi due generi distinti ancora oggi sono percepiti come uno solo. Poeti e opere sono considerati nei loro contatti con altre personalità e con altri testi. La discussione verte sul valore culturale, sull’importanza sociale e sulle forme espressive della lirica antica e moderna, evidenziando i suoi rapporti non solo con il sistema complessivo delle lettere, presenti e passate (ampio spazio trova il confronto con la tradizione greco-latina), ma anche con la storia vissuta, e seguendo la trasformazione del suo status attraverso le epoche, le civiltà, le lingue e le istituzioni.
I. La lirica classica
1. I Provenzali
2. Petrarca e l’invenzioneDEL ROMANZo interiore
3. Una lingua comune per la lirica europea
4. La lirica diventa un genere classico: le teorie di Agnolo Segni e di Pomponio Torelli
5. Alternative anti e post-petrarchistiche
6. L’istituzionalizzarsi della metafora

II. La lirica moderna
1. Nascita di un nuovo genere lirico
2. Temi ROMANTICI
3. Verso il simbolismo
4. Altre modernità
5. Nel Novecento
6. Oltre il modernismo

http://www.brunomondadori.com/

 

 

poesia moderna

La poesia moderna, invece, si è sbarazzata delle regole fisse, dopo un secolo di versi liberi e di difformità strofiche, eppure non per questo è diventata più semplice: i suoi rimandi al significato si sono ingarbugliati, anzi, al punto che l’ambiguità (il dubbio su "cosa vuol dire" il testo) è diventato uno dei suoi tratti costitutivi e forse proprio il principale.
Perciò la poesia di oggi si deve leggere come un percorso di ricerca di un senso che non è prescritto in partenza.
È come quando si guarda un quadro e non si sa da che parte cominciare.
Ci si potrà rivolgere alla sonorità delle parole, e dare ascolto alla loro musica o alla loro asprezza. E si potrà anche seguire il ritmo della ricorrenza degli accenti o di determinate parole "ritornanti" o disposte in posizioni-chiave. Abbandonate le regole che prescrivevano la misura fissa, la poesia moderna si affida a ritmi molto vari che comprendono i cambiamenti di ritmo, la dissonanza, il contrasto.

http://www.artcurel.it/ARTCUREL/ARTE/POESIA/percheleggereuntestopoetico.htm 

 

 

 

lirica moderna
"In questo libro atroce ho messo tutto il mio cuore, tutta la mia tenerezza, tutta la mia religione (travestita), tutto il mio odio". È il 1866: Baudelaire scrive in una lettera che cos'è la sua opera, quei Fleurs du mal che erano usciti in una prima edizione nel 1855 segnando, per ormai concorde parere critico, la data di nascita della lirica moderna. Eccoci arrivati al punto, allo snodo fondamentale: in questo libro "atroce" confluisce tutto intero, per ammissione dell'autore, il suo io poetico, che è però cosa ben diversa dall'io empirico; Baudelaire non riversa le sue esperienze autobiografiche nei versi, bensì parla con la "coscienza di essere il sofferente della modernità". Una pagina che sa di uomo, per riprendere una formula che ci è ormai familiare (ed è per questo che per il poeta francese possiamo utilizzare senz'altro l'aggettivo "classico"), ma in senso profondamente esistenziale: siamo di fronte a un essere umano che si propone di parlare a nome di tutti, ma soprattutto di dar voce a qualcosa che ben pochi riescono a cogliere ed esprimere: un disagio, uno spleen, una sofferenza acuta, a tratti lancinante, che non abbandona mai. Il male di vivere, quel tormento senza nome, il cui mistero affonda nelle zone più oscure e profonde dell'essere, preme per essere portato alla luce: inizia un lavoro di scavo, di ricerca nel profondo, che porterà la lirica molto lontano.
clubautori.it

 

 

struttura della lirica moderna

«la lirica moderna pone alla lingua il compito paradossale di esprimere e al tempo stesso celare un significato. L’oscurità è divenuta un principio estetico universale. È essa che stacca così la poesia dalla normale funzione di comunicazione della lingua, per tenerla librata in una sfera in cui essa può più allontanarsi che avvicinarsi» (p. 187). Questa scelta viene poi esemplificata attraverso un ampia scelta di testi da Rimbaud a Guillen, da Saint John Perse a Ungaretti. Ma che cosa è successo nella cultura europea alla metà dell’Ottocento? Che cosa ha spinto i poeti, sempre più consapevolmente, a recidere il legame con il proprio pubblico? Per capirlo dobbiamo ricorrere ad un altro contributo critico di grande rilievo. George Steiner ha scritto che, a partire dal 1870 circa, avviene una delle poche rivoluzioni della storia umana: la rottura del patto millenario fra Logos e Cosmos, tra parola e mondo:... Poche altre volte era accaduto che la poesia tematizzasse con altrettanta oltranza la sua condizione solipsistica. I versi che si producono sono di solito lontani anni luce dall’esperienza della gente, sembrano fatti apposta per respingere il lettore, per non accompagnarlo nel suo quotidiano....Hugo Friedrich.
http://www.ilfoglioclandestino.it/9%20-%20considerazioni.htm 

 

 

 

dalla poesia antica alla poesia moderna

La lirica antica e quella moderna sono distinte dall'epoca, dalla mentalità dunque, dalla lingua, dalla poetica, dalla situazione dell'intellettuale che crea, dalla destinazione e dalle forme di divulgazione e da quanti altri elementi si voglia, ma appartengono al medesimo genere letterario.
A tale comune appartenenza il poeta moderno può fare più o meno coscientemente o dichiaratamente riferimento: l'autore che attinge a poetiche intinte di classicismo si porrà in più diretta emulazione con i modelli, l'autore, poniamo, ermetico batterà strade più originali. Tutti a ogni modo hanno la consapevolezza di appartenere a un genere letterario che ha una storia più che bimillenaria.
La poesia moderna e quel particolare settore di essa che è occupato dalla canzone d’autore sono produzione colta, robusta, opera di artisti che sono portatori di una formazione culturale completa, vuoi ottenuta seguendo un corso regolare di studi che comprende ..........

- la cura formale. Il testo poetico riceve dall’autore una elaborazione formale che si riscontra nelle scelte metriche, nelle figure retoriche, nelle figure di suono e di ritmo, particolarmente funzionali nel caso dei testi di canzoni, nelle quali il fonosimbolismo trova una esecuzione immediata e diretta, non soltanto segnalata come nel testo destinato alla lettura. La metrica, in particolare, ha la funzione di ascrivere ipso facto il testo al genere letterario: scrivere in distici significa produrre elegie o epigrammi, in esametri poesia epica o bucolica, in strofi alcaiche o saffiche equivale a misurarsi con la poesia eolica, anche se il poeta è latino, come nel caso di Catullo e di Orazio. .............

- dottrina e arte allusiva. Sotto l'influsso della poetica callimachea, la cui espansione va di pari passo con il drenaggio della cultura ellenica attraverso quella latina, si insediano stabilmente nella lirica i valori della cultura, intesa come capacità di intessere il testo di riferimenti dotti, citazioni occulte da predecessori cui l'autore si senta particolarmente legato, imitazioni di testi presi a modello.

Anche quando la trama delle allusioni si fa più fitta e le fonti si intersecano, la carica comunicativa non necessariamente ne subisce lesioni, come nell'ode I 9 di Orazio, che rimane una delle più felici espressioni dell'arte oraziana, ad onta dei numerosi influssi retrostanti, cui compete la funzione di conferire un equilibrio di classica serenità ai principi di morale epicurea professati dal poeta................
Scaccia l'inverno aggiungendo fuoco,
mescendo vino senza risparmio,
dolce, e intorno alle tempie
avvolgendo morbida lana. ........

- il paesaggio. Natura e paesaggio sono una componente importante del brano lirico, ove non vanno mai intesi come descrizioni fini a se stesse, ma come ambientazione di uno stato d'animo, come regioni ideali dello spirito, nelle quali la mente del poeta ama spaziare in piena libertà, senza vincoli di coerenza stagionale né di verisimiglianza denotativa................................

dimostrare la costanza del genere letterario attraverso i millenni e i registri espressivi, nel testo della canzone Inverno del cantautore contemporaneo Fabrizio De André:

 

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti,
un campanile che non sembra vero
segna il confine tra terra e cielo...............

 

- la dimensione lirica. La poesia lirica, come ormai si è visto dagli esempi antichi e da qualche estensione che si è fatta incidentalmente ai moderni, si caratterizza dunque per la proprietà assoluta che il poeta esercita sul componimento. Quando in un testo non compaiono elementi strutturali dotati di valore autonomo, come, per esempio, il mito nell'epica o la dottrina in un poema didattico, e il poeta intende esprimere in modo soggettivo i suoi sentimenti, presentandoli come vicende spirituali esemplari e irripetibili, si è dunque in presenza di lirica. ........

Lirismo o liricità è dunque un modo di porsi di fronte al reale per coglierne gli aspetti di maggiore intensità e significatività nei confronti dei propri sentimenti e delle proprie vedute o dei propri ricordi, senza preoccuparsi di individuare la chiave della realtà stessa, senza intenti filosofici né pedagogici, senza interessi né tornaconti, ma con la risolutezza di chi afferma nel canto se stesso e i suoi valori.

D’altra parte, gli artifici della letterarietà fungono da sacche di decantazione per quella che potrebbe essere l'eccessiva urgenza dei contenuti. ...........

http://www.bdp.it/~copc0001/lirica/moderna.html

http://www.filosofia.it/pagine/filosofi/Croce_vita.htm

 

 

 

riflessione sui canoni lirici di fine millennio

 ...i poeti contemporanei prediligono ancora particolarmente la linea Rimbaud – Mallarmé – Ungaretti- Eliot – Montale, con netta preferenza per un linguaggio evocativo, atemporale, monotonale e antiespressivo che riprende dagli ermetici in particolare:
- un
lessico selettivo che privilegia vocaboli elementari di ampio respiro cosmico: terra/cielo/ vento/ acque/ pianure/ azzurro/ verde;
- uso del
sostantivo assoluto con caduta dell’articolo che lo precede (“monti secchi, pianure d’erba prima”: Quasimodo);
- frequenza della
preposizione “a” come locuzione spaziale indeterminata (“alle eccelse città battono i fiumi”: Luzi)
-
verbi e sostantivi forti per denominare stati d’animo, situazioni esistenziali, con tendenza alliperbole...

(“la sera incendia le fronti… calda è come sangue”: Sinisgalli, “trafitto da un raggio di sole”: Quasimodo).
http://www.letteraturaalfemminile.it/sogno_della_poesia.htm

 


Vent’anni dopo. La voce della poesia moderna
La Poesia moderna non racconta fatti concreti: ti offre invece armonie di parole che disegnano immagini, perché il poeta è un pittore che proietta se stesso dentro di te, e ti parla con voce che si fa viva, e pur trattando astrazioni le rende tali che te ne possa appropriare, in modo diverso ogni volta che tornerai a rileggere gli stessi versi.   www.opinione.it/  2005

 

 

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la poesia moderna

che non ha più un ruolo ben preciso se non il tentativo di creare corrispondenze tra uomo e natura, anche se ciò è ricercato in modo magico e misterioso, attraverso quel simbolismo che non rispecchia certamente la chiarezza e la purezza della poesia classica. L’arte si viene quindi a configurare come un “lusso per scioperati” (Verga), non è più qualcosa di totalmente appagante e soprattutto la poesia è soffocata dalle ideologie moderne.
C’è chi si chiede, come D’Annunzio, “quando i poeti al mondo canteranno su corde d’oro l’inno concorde”, ovvero quando la poesia potrà rimpadronirsi della sua funzione nobilitante, che possa unire in un unico sentimento tutti i poeti e con essi tutti gli uomini, sempre più oppressi dalla materialità e distaccati dalla funzione suprema dell’arte (“…O voi che il sangue opprime…”). ........Quindi, nonostante l’imperversare della logica moderna che opprime il sentimento poetico e mira a soffocarlo del tutto, i poeti continuano ad appellarsi alla funzione elevatrice della poesia: il poeta deve proiettarsi verso l’alto, dando vita ad un sentimento che rimarrà intatto e risulterà appagante per chi se ne riesce ad appropriare. E’ questa l’idea di Ungaretti, che pur con la consapevolezza della dispersione dei versi poetici ( “Vi arriva il poeta…con i suoi canti…e li disperde”) , è convinto che il puro spirito della poesia, ciò che lui chiama “quel nulla di inesauribile segreto” non morirà mai, ed è grazie ad esso che il sentimento poetico rimarrà tale, incontaminato dalla modernità.

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........Francesco De Stefano http://www.vocedalbasso.com  

links

www.club.it/

www.scuolacreativa.it/poesia.html

http://www.filosofico.net/croce.htm

 

  

 

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