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graffiti E COMUNICAZIONE urbanA

gara delle scritte piu' diffuse ...
giovani creativi, tutti
under-30, che hanno attivato UN SITO prendendo
spunto da una delle scritte piu' diffuse e su queste
hanno indetto una gara
..Lo scopo e'
censire i graffiti urbani, ridisegnare
la
metropoli attraverso la mappa di frasi e parole murarie,
contare quante volte appaiono.
ansa
SCRITTE MURALI
A ROMA
http://www.asromaultras.it/scritte.html
Il muro è la
carta della canaglia
http://roma.freewebpages.org/roma-grf.htm
"Artan" Simone Pallotta 28 anni writer
"scrive" e dipinge da quando ha 14 annie ha
un'associazione culturale (zerouno3nove) e oggi lavora
insieme all'ufficio per il decoro urbano del Comune di
Roma. Sta sviluppando il progetto Cromiae per la
promozione e l'utilizzo dei muri legali da parte dei
ragazzi.
Come
si cresce a partire dal writing?
La cosa interessante è che
tantissime persone che sono partite dal writing oggi
fanno altro. Il writing puro, quello delle lettere
dipinte sui muri, comincia così e finisce così. Invece
c'è chi parte da quello per approdare in altri luoghi ed
occuparsi di altre attività, dagli artisti che finiscono
in galleria ai ragazzi che scelgono di fare arte
pubblica. La maggior parte dei grafici che lavorano ad
Mtv, ad esempio, sono persone che provengono dai
graffiti. Sicuramente a livello comunicativo ed
artistico il fenomeno dei graffiti è stato uno scatto
che ha dato nuova linfa a livello comunicativo e visivo.
E da qui si torna alla proposta Amato: non sono sicuro
che "perseguire" sia la cosa giusta, specie se non si
hanno gli strumenti necessari. Si dovrebbe invece fare
un passo in avanti e capire perché i graffiti hanno
tanto credito tra i ragazzi. Se si esclude l'"eccesso",
quello che va a colpire il cittadino, e se si esclude il
fattore individualista - e sappiamo che l'epoca attuale
presenta questa spinta molto forte all'individualismo -
i graffiti sono tanto altro: una ricerca dello stare
insieme, condivisione di esperienze , sentimenti comuni
che si trasformano in espressione artistica.
aprileonline.info
Origini del
Graffiti Writing
Sebbene le sue origini si possono far risalire
all'abitudine dei soldati alleati nel corso degli anni
quaranta di disegnare lo scarabocchio Kilroy, il writing
nasce a Philadelphia nei tardi anni sessanta e si
sviluppa a New York negli anni settanta fino a
raggiungere il massimo livello di maturità stilistica
nella prima metà degli anni ottanta.
Nel 1972-75 si cominciano a fare i primi ROMANZI che
rappresentavano inizialmente l'evoluzione delle firme,
che erano diventate più grandi, più spesse e con i primi
esempi di riempimento e di contorno. Ben presto, anche
se un ROMANZo aveva bisogno di molto spray (due o più
bombolette) che avrebbero permesso di fare molte Tag,
tutti i Writers raccolgono la sfida lanciata da Super
Kool 223 e cominciarono a fare ROMANZI . Iniziarono le
prime repressioni e le campagne contro il Writing. Le
carrozze della metro vengono pulite e lavate, si mettono
taglie sui Writer, si recintano i depositi della metro
(luoghi preferiti per l'azione dei Writer) e si piazzano
pattuglie cinofile lungo le recinzioni. Nonostante ciò
tra writers c'è una continua sfida e tutto porta a
un'evoluzione e miglioramento del fenomeno writing, che
non si arresta, anzi si amplia. Alcuni writers inventano
nuovi stili o perfezionano quelli già esistenti (loop,
nuvole, …). I ROMANZI migliorano, si ingrandiscono,
diventano più elaborati e colorati, … L'evoluzione porta
a quello che è oggi la barriera da superare nello
sviluppo dello stile: il Wild Style. Si tratta dello
stile più evoluto e complesso del writing. Ha come
fondamento le lettere (come tutti i ROMANZI ) però esse
sono combinate, legate, sviluppate e attaccate tra loro
in modo da sembrare delle "macchie" di colore dove (per
i neofiti) è difficile ritrovare le lettere di partenza.
http://it.wikipedia.org/wiki/Graffiti_Writing
writing - per molti è vandalismo
- arte - malattia...
writing o graffitismo diviso in nuova e vecchia scuola è
uno stile di vita in cui sempre più giovani e meno
giovani si riconoscono. .. è parte di un mondo, la
cosiddetta cultura Hip Hop, che si è affermato a partire
dagli anni 80 - 90 prima negli Stati Uniti, poi in
Europa ed infine il tutto il mondo.
nel Bronx, gruppi di giovani per lo più di colore e
ispanici lasciavano sui muri la loro TAG (firma in
gergo), scegliendo spesso i vagoni della metro perche'
potessero essere notati il giorno dopo dal maggior
numero di persone. Era il loro modo di dire "Esisto!"
"Ci sono anch'io!".
I primi a firmare la metro newyorkese e i muri dei
ghetti furono Taki 183, Phase 2, Rammelzee, A-One, Lee e
Cliff.....
L'Italia e' l'ultima arrivata e, a differenza delle
altre nazioni europee non possiede ancora uno stile
unificato .. in ogni citta' se ne e' creato uno
diverso..
Hip Hop italiana sta maturando creando uno stile proprio
e si sta espandendo.
..Milano ha inasprito le pene e cerca di combattere il
fenomeno con il cosiddetto metodo della "tolleranza
zero"
...Roma o Livorno stanno cercando di concedere spazi
appositi e legali
GLOSSARIO SINTETICO
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Tag
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firma del writer - il nick name che lascia
dipinto in giro per la città
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Bombz - Bocce
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bombolette spray
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Marker
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pennarello per fare una tag veloce
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ROMANZo - Pannello
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è il cosiddetto graffito colorato e
complicato fatto in posti legali poiché richiede
un grosso dispendio di tempo
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Flop
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" ROMANZo " veloce solitamente non
colorato o monocolore IN LUOGHI illegali
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Toy
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giocattolo - writeR alle prime armi -
sporcano di più la città.
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Crew
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gruppo di writer - oltre alla tag
molti dipingono anche la loro crew
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Yard
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deposito di treni o metro dove si va a
dipingere
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Hall of Fame
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luogo legale o tranquillo, dove la crew
si riunisce e crea dei ROMANZI complicati
di lunga realizzazione
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B-boyz & Fly girls
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gergo - sono rispettivamente
appellativi per ragazzi e ragazze
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Valerio De Simoni - desimoni@fuorilemura.it -
fuorilemura.it
tag -
trow-up - bubale - bomber - puppets - Né dans la rue
writers nati al di sotto della
superficie stradale vista la preferenza ai vagoni della
metropolitana. …
Street Art riesce ad essere borderline e mainstream.
writers PIU
conosciuti
Basco Vazko
Cripta JonOne
Olivier Kosta-Théfaine Barry McGee
Nug Evan Roth Boris Tellegen/Delta
Vitché Gérard Zlotykamien
P.H.A.S.E. 2 Part One "aerosol-espressionista" Richard "Seen" Mirando “trainbombing”
Keith Haring e Jean-Michel Basquiat
Atomo
Airone KayOne Rendo Mambo Led Basik Joys Dado e Stefy
Marco Te
atro Eron Wany Pho Rae Martini Cano Ma Microbo Bo 130
Blu E
ricailcane Ozmo Abbominevole Pao Pus Bros Ivan Tv Boy
Sonda Aris Sea Dem Nais Gatto
AIKO ALEXANDRE ÓRION AMNKLA N BUENOS AIRES STENCIL
FEFÊ TALAVERA
GALO HEMO HOLE JORGE RODRIGUEZ-GERADA KNZ CLAN
LEON REID IV LOLOFONICO M-CITY MARK JENKINS METAZ
MICROBO
ONESTO PIXELPANCHO RUN DON´T WALK SAM 3 SING T.O.T
THE BROS GATTO NERO LUCAMALEONTE MAMBO NAIS P AO
OZMO SONDA MARCO TEATRO TVBOY WANY STEN LEX TV BOY
Ad'a
Flycat
Vine Fresh Seacreative Borse LDK Cyop Eno
Aria Kaf
THOMAS BRERA
la forma è il messaggio
Marshall McLuhan
fondation.cartier.com -
Claudia Spiti - espresso.repubblica.it
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INTERVISTE
BLU
invitato alla Tate Modern di Londra
«Solo in Italia i graffiti sono
considerati atti vandalici. Capisco che certe firme
insulse sui muri non abbiano senso. Capisco che scrivere
W Milan o Abbasso Berlusconi non sia propriamente arte.
Ma quando si cancella tutto, spariscono anche le opere
di valore. E poi cos’è peggio? Un muro colorato o il
cemento grigio di certe periferie...», dice lui che sui
muri grigi da dieci anni fa spuntare un arcobaleno di
colori...
lastampa .it
LEO
Dipingo i bambini perché mi piace rappresentare
l'umanità non corrotta. Con i loro volti innocenti e i
loro sguardi profondi riesco a portare sui muri delle
strade dei valori sociali importanti.
virginia perini - affaritaliani.it - 2010
Lodovico Minelli - a.k.a. Lodo
esperto di arte contemporanea
d'avanguardia, curatore assieme a Vittorio Sgarbi del
catalogo Street Art. Dai graffiti alla pittura (Torcular,
2007) e fondatore del progetto associativo Italian
Street Art (I.s.a.). Ultimo evento con il marchio I.s.a.
la mostra Street Art: Dai Graffiti alla Pittura -
Muralia che sarà possibile visitare fino al prossimo 15
marzo a Benevento, presso il Palazzo Paolo V.
cosa rappresenta per lei la street art e chi oggi la
incarna nel migliore dei modi?
La street art rappresenta
una nuova forza creativa, un disordine illuminato che
porta nuova vita e freschezza sul panorama dell'arte
contemporanea. Per via della sua natura di vivacità e
democraticità, i suoi esponenti validi sono centinaia e
bisognerebbe scrivere un'enciclopedia per censirli
tutti. Posso usare alcune cartucce sicure su alcuni
esponenti che sono 'già arrivati': l'inglese Banksy, lo
statunitense Obey Giant, la francese Fafi, mentre per
l'Italia Blu, Rae Martini, Pho, Etnik e tanti altri che
non cito per non svelare le sorprese del prossimo
futuro.
mauro de
clemente - rivistaonline.com
Swoon
ritratti decadenti in
chiave street
....street art eseguita per mezzo
di stencil e papercut, colle e inchiostri attraverso cui
Swoon ritrae la gente della strada. Gli uomini e le
donne, i bambini e gli anziani affissi o dipinti sui
muri di New York così come di Berlino e di molte altre
città del mondo sono narrazioni quotidiane; sono a loro
volta dei mondi, come quelli che portano tracciati o
ritagliati in grembo o sulle vesti. L'individuo fatto di
carne, ossa e ambiente; interazione tra opera d'arte,
supporto fisico e agenti atmosferici.
m de clemente -
rivistaonline.com
Doze Green
... l’arte è
mutevole, è viva, è il riflesso di un’epoca e
dell’umanità. Non è semplicemente art for art’s sake ma
è humanity's sake, e nei miei lavori cerco di creare
parallelismi in cui ad ogni cosa corrisponde un valore
simbolico, come un codice. E’ come creare una la tua
lingua che la gente cerca di capire per tirarne fuori il
significato intrinseco: può essere magia, sciamanismo,
antropologia…
A questo proposito mi piace prendere simboli da società
antiche e mischiarli perchè li vedo come legati alla
società alle religioni.. non mi interessa il governo,
l’istituzione, mi interessa l’esperienza dell’umanità.
Mi limito a prendere temi classici e a reinterpretarli
secondo la mia visione.
www.dozegreen.com
www.thedongallery.com
news.hotmc.com
PAOLO CASALIS
...invidio Banksy, ma non
per la fama o la ricchezza, ma per aver fatto tutto ciò
che ha fatto....E poi...in una città ingessata e
"borghese" come Londra, pensare quanto è riuscito a
produrre è veramente sorprendente!
paolocasalis.it
artsblog.it
-sten-
La ricerca delle immagini che
riproduco attraverso lo stencil è solitamente molto
lunga, è una ricerca estetica ed espressiva. In questo
momento i miei personaggi sono anonimi ed alcuni di
questi sono persone che conosco. Non saprei spiegare che
messaggio c’è dietro ogni stencil che faccio, il
messaggio lo dà l’osservatore, non voglio introdurre
linee guide all’interpretazione...
Nessuno mi chiede mai per strada
se io sono sten, molti conoscono i miei lavori ma
nessuno sa chi sono. Io sono -sten- e vivo sui palazzi.
artsblog.it
IVANO/dumbo
Qual è stata la molla? Nel
libro si dà dell´egocentrico da solo...
«Sono cresciuto con Mtv, il punk
e il rap. La cultura americana ha sedotto la nostra
generazione. E poi credo che l´essere umano abbia da
sempre la necessità di dire "io esisto". Sulle mura del
Tempio di Dendur, nel padiglione egiziano del
Metropolitan Museum, sono scalfiti nomi italiani con
date che risalgono a metà ‘800».
Ha visto la mostra
sull´arte dei graffiti al Pac? Che effetto le ha fatto?
«Non l´ho vista, ma mi sono fatto
un´opinione. Al Pac si è celebrata la fiera di un
movimento che non è mai esistito tranne per i media, a
cui serviva confezionare questo pasticcio in un termine
che suonasse ribelle, accademico e vendibile: Street
art. I graffiti sono il nuovo fenomeno dei giovani?
Bene, prendiamo i graffiti per vendere di più ai
giovani».
Pensa che offrendo ai
writer spazi istituzionali si riesca a canalizzare lì le
loro energie?
«Chiariamo subito un punto: non
ho mai pensato che i graffiti possano definirsi arte.
Rimangono graffiti e basta. Se poi alcuni individui
conun passato da writer, punk, skater, decidono di
entrare a far parte del circuito dell´arte, a quel punto
possono seguire un certo percorso. Ma solamente
arrivando ad usare mezzi più maturi, e con metodi di
comunicazione diversi dal semplice segno della tag».
Barbara Casavecchia
-
espresso.repubblica.it
BOL
Oltre alla
firma scrivi anche l’indirizzo di un sito di street art.
Come vedi internet e come lo utilizzi? La street art può
vivere anche su muri virtuali?
Sì
www.23recordz.net
è l’indirizzo del sito della mia crew (gruppo di amici
e writers) con la quale dipingo e che è composta da 5
persone le cui firme sono KEMH SNOOPY ROY BOL e SLOT.
Internet è il
mezzo virtuale che permette il contatto, l’incontro la
scoperta.
Ho un indirizzo
http://www.myspace.com/bol23 e lo utilizzo
proprio per questo.
margherita - artsblog.it
6emeia
Come viene vista la street art in Brasile oggi?
Oggi ci sono due tipi
diversi di street art, una è la vera street art, la
gente che dipinge per strada. La seconda è quella
rappresentata dai ragazzi che vogliono dipingere la loro
street art in una galleria. Le cose in Brasile alle
volte sono molto strane.
artsblog.it
mrTosh/Nick
...ora esce nelle sale un film italiano “scrivilo sui
muri” con storia ambientata nel mondo dei writer che
però non è un documentario.
Non credo che tutta questa
attenzione per il writing e la street art in generale
sia una cosa di cui “fidarsi”, non è una cosa del tutto
nuova almeno…. è sempre successo in questo paese, un
giorno dicono che quello che facciamo è da considerare
come arte e il giorno successivo vengono istituite
squadre “antiwriters” o leggi speciali per bloccare il
“fenomeno dei graffiti” nelle città, la coerenza non è
mai stata il punto forte di questo paese. Credo sia
necessario fare molta attenzione a chi si propone come
tramite per “spiegare” il mondo della street art in
generale alla gente che non la conosce…se diamo “carta
bianca” a personaggi che vogliono sfruttare a loro
favore il mondo del writing e della street art rischiamo
di fregarci con le nostre stesse mani.
Questa cosa del film che sta
uscendo poi, per come la vedo io peggiorerà la
situazione. Creerà centinaia di ragazzini che per
emulazione riempiranno le città di scritte per la loro
ragazza o roba simile, smetteranno nel giro di un mese
(nel migliore dei casi) e lasceranno le città devastate
peggio di quanto lo sono ora.
artsblog.it
DEM
La street art rimane di fatto illegal art, anche se a
momenti ci si dimentica di questo. Hai o hai mai avuto
paura di essere preso? Trovo un pò contraddittorio
l’essere anonimi ma allo stesso tempo esporre in
galleria e farsi vedere, non trovi che sia un
controsenso?
La paura di venir preso l’avevo
di più quando facevo i graffiti, ora dipingo per lo più
in spazi abbandonati dove spesso non incontro anima
viva. Anch’io trovo un pò un controsenso fare lavori
illegali per strada e poi farsi fotograre in faccia alle
mostre, in ogni caso non ho mai sentito di nessuno qui
in Italia che abbia avuto problemi per averlo fatto.
In ogni caso mi pongo ben poco
questo problema visto che per le strade di notte ci
dipingo poco, preferendo di gran lunga edifici ormai in
disuso.
artsblog.it
NURIA
Come ti è venuta in mente l’idea del tuo stile nei
disegni e nelle installazioni? Hai studiato moda o sei
stata influenzata da questa per le tue opere urbane?
Ho studiato architettura e arte.
Ho realizzato qualche lavoro per la moda e ho anche
avuto una collezione di borse. Ma ora è terminata.
L’arte è il mio modo di
esprimermi ora e per sempre. Ho iniziato a dipingere e a
fare installazioni come conseguenza del mio lavoro
sviluppato in strada.
artsblog.it
Lady Pink
''Credo che l’essere una donna e contemporaneamente
un’artista in questo mondo così “maschio” sia
estremamente stimolante. Fin dal lontano 1979, tutti mi
dicevano che non avrei potuto andare avanti dato che ero
solo una ragazza. ... Mi ci vollero dei mesi per
convincere Seen TC5 e Doze a portarmi nel deposito dei
treni e solo dopo molta pratica su carta mi sentii
pronta per incontrarli dentro la “Ghost yard” (storico
deposito della subway di New York che godeva di una fama
poco raccomandabile legata al fatto che, al suo interno,
vi si potevano trovare varie crew in azione che, per
intimorire le nuove leve, emettevano urla da “fantasma”
per poi derubarle di tutto punto, ndr.) come mi avevano
detto di fare.
urbantrash graffiti - net1news.org
Truthtag
Ho letto su DAM, la rivista di design, che il tuo lavoro
è come un virus. A me sembra un motivo o un codice. Tu e
altri artisti urbani state cercando di attraversare
nuovi confini e creare una nuova forma d’arte
underground. Come mai? Stanchi o annoiati dalla street
art tradizionale?
Questo è il punto. I miei lavori
cambiano forma e stile a seconda della situazione e
delle circostanze. In alcuni posti sono come virus,
funghi, parentesi geometriche che crescono sui muri. In
altri codici misteriosi, sculture minimali, o parti di
un edificio.
Penso che nella maggior parte dei
casi la street art sia generalmente noiosa, non importa
se in 3D, poster o murale. Potrebbe davvero essere un
grande movimento d’arte, ma molti trattano la street art
come un fenomeno di moda. Non si tratta di adattare lo
stesso logo continuamente, creare giocattoli, vettori
grafici, o quello che è di moda, si tratta di essere
consapevoli di quello che è arte e di quello che non lo
è.
artsblog.it
ETHOS STREET ART BIANCO
& NERO
R@:: ag, "Ethos" in greco
originariamente significava "il posto da vivere", ma
anche "teoria del vivere". Cosa l'ha spinta a scegliere
questa tag? Può raccontarci la sua storia?
Ethos:
Quando iniziai a dipingere scelsi questa tag perché
studiavo ed ero un amante della filosofia, l'unica
materia, a parte il disegno, nella quale a scuola
raggiungevo ottimi risultati. Il termine "Ethos" ha
molteplici significati, non ho mai incontrato una
traduzione che mi sia dispiaciuta.
R@: La street art sta
conoscendo una fase di grande fervore internazionale;
secondo lei quale ne è l'elemento di forza?
Ethos:
Penso che la forza maggiore della street art stia nel
fatto che riesce a ridare al pubblico, al comune
cittadino, uno spazio che gli è stato rubato
inconsciamente dal marketing delle grandi compagnie. Si
dovrebbe investire nella street art come forma di
recupero urbano. Oggi c'è una grande attenzione delle
gallerie verso di essa, ma deve essere preservato e
mantenuto il concetto puro e libero di questo tipo di
arte: un'arte libera e gratuita senza pretese,
altrimenti si corre il rischio di istituzionalizzarla e
di addomesticarla.
mauro de clemente -
rivistaonline.com
bross - Siamo ar tisti
di strada non vandali
Daniele Nicolosi, in arte Bross,
è il più famoso graffitario di Milano. Il "re", come
viene definito. E' uno studente di 27 anni. Il tema sempre
presente nelle sue opere è quello della casa. Una casa
appoggiata ad una nuvola, su di un simbolo di pace
vicino alla Triennale a Milano....
Il dibattito
che va avanti da tempo è se il writers è un vandalo o un
artista. Tu come ti definisci?
"Un artista di strada, che si
appropria di spazi non suoi. E' proprio questa la svolta
artistica, l'innovazione. E' qualcosa che nell'arte
passata non si è mai visto. Mi sarebbe piaciuta semmai
una legge sull'approvazione degli spazi e non una legge
contro i writers"....
Però ha un fan d'eccezione.
Vittorio Sgarbi... e chi l'avrebbe mai detto. L'ha
definita un artista.
"Sgarbi ha preso le mie difese in
diverse occasioni. Mi ha paragonato a Giotto. Apprezza
il mio lavoro come quello di tutti i graffitari". ...
affaritaliani.it
Fatbombers
Come funziona nelle altre capitali europee? Come si
coniugano le regole del decoro pubblico con la libera
espressione artistica?
A Berlino e
a Londra la repressione è dieci volte superiore rispetto
a Milano. Certe policy urbane però si sono dimostrate
terribilmente dispendiose e inutili. I writer "repressi"
passano ad altre tecniche di difficile cancellazione,
dipingendo furgoni, vagoni, marciapiedi, muri alti più
di tre metri, incidendo vetri o usando acido
fluoridrico. Aumentare la repressione non fa che
inasprire il fenomeno e livellare la qualità delle opere
verso il basso, visto che il writer (il quale comunque
ha voglia di esprimersi) sentendosi sul collo il fiato
delle amministrazioni, dipinge in meno tempo con
risultati probabilmente meno belli.
Vita Lo Russo - proprietaintellettuale.blogosfere.it
Orticanoodles
* Come nasce la tua
passione per l’arte?
Ho sempre avuto interesse per l’arte e la libera
espressione, ho sempre disegnato, colorato, imbrattato…
oggi, quando mi si chiede che faccio, dico io “pitto”...
Gli stencil e gli spray mi sono sempre piaciuti, dove
sono nato io, ce ne erano molti, esclusivamente a
carattere politico ma io adoravo la tecnica.
artsblog.it
PAO
*Rispetto a qualche anno fa, quando
anche grazie a Sgarbi si parlava molto di street-art,
come valuti lo stato attuale del fenomeno qui a Milano
(…)?
Pao: E’ evidente che la situazione
è mutata, in quel periodo la Street art a Milano ha
goduto di un esposizione mediatica enorme, dovuta al
riconoscimento del fenomeno a livello mondiale e alla
presenza di una figura fuori dagli schemi come Sgarbi in
giunta Comunale. La mostra al Pac ha rappresentato un
crocevia, aprendo le porte dei salotti buoni, ma dopo
quella “abbuffata” la situazione sta trovando un
equilibrio. Alcuni “Street artisti” hanno colto
l’occasione per diventare pittori tradizionali, altri
hanno esaurito la spinta creativa. in pochi stanno
portando avanti un discorso artistico valido…
02blog.it - artsblog.it
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Street Art
La "Street Art" è la definizione
comunemente utilizzata per inquadrare tutte le
manifestazioni artistiche compiute in spazi pubblici. A
differenza del Graffiti-Writing l'artista non vuole
imporre il suo nome, ma vuole creare una vera e propria
opera d'arte, che si contestualizzi nello spazio che la
circonda e che crei un impatto e interagisca con un
pubblico diversificato e che non ha scelto di visionare
l'opera. Gli Street-Artists vengono spesso da esperienze
molto diverse, anche se resta preponderante la
percentuale di Street-Artists partiti dall'esperienza
del Graffiti-Writing, in particolar modo legato al
fenomeno "Graffiti-Logo". Nonostante questa maggiore
eterogeneità e differenze sostanziali di tecniche in
gioco, la Street-Art ha maturato nel corso degli ultimi
anni una connotazione Culturale propria. Le tecniche
utilizzate dagli Street-Artists nelle proprie produzioni
sono spesso comuni alle tecniche utilizzate dal
Graffiti-Writing, le principali sono: Spray, Poster,
Stickers, Stencil, Murales, Installazioni, Performance.
La tendenza "Graffiti-Logo" che ha connotato i primi
anni del movimento si è sempre più sviluppata dando vita
ad esperienze più mature e complete sotto il profilo
artistico
http://it.wikipedia.org/wiki/Graffiti_writing
street art -
frocoli e brocoli
Vengono dal Cile e sono un gruppo
di designer e street artist che si riuniscono sotto il
nome di Frocoli/Brocoli. Si occupano di illustrazione e
usano gli strumenti del web 2.0 per diffondere la loro
arte e testimoniare cosa accade tra i giovani artisti
del Cile e dell’America Latina.
artsblog.it
STREET ART -
TAG
....la
parola "tag" si riferisce alle
firme,
ai segni, alle tracce
che caratterizzano il fenomeno delle scritte presenti
sui muri di tutte le citta'. Le tag sono la piu'
elementare forma di grafia, sono un metodo di scrittura
testuale e stilizzato, pratico e rituale. La creazione
di tag e' il punto di partenza per i writers, perche'
ricorda la presenza e la personalita' di un artista, e
si trasforma spesso in messaggio politico, sociale o
individualistico.
Le tag
sono quindi l'espressione di identita' di una nuova
generazione che rappresenta il mix di culture della
nuova societa', tra cultura hip hop e graffitismo, tra
fumetto e cartoons, tra poesia visiva ed enigmi a rebus.
adnkronos
Art Brut -
Raw Art or Rough Art
in
French) is a label created by French painter Jean
Dubuffet to describe art created outside the boundaries
of official culture. Dubuffet focused particularly on
the art of the insane. The English term "Outsider Art",
which is synonym for the Art Brut, is often applied more
broadly, to include certain works of non-professional
artists, who intentionally or not had created original
art uninfluenced by the canon.
.....
Dubuffet characterized Art Brut as:
"Those
works created from solitude and from pure and authentic
creative impulses - where the worries of competition,
acclaim and social promotion do not interfere - are,
because of these very facts, more precious than the
productions of professions. After a certain familiarity
with these flourishing of an exalted feverishness, live
so fully and so intensely by their authors, we cannot
avoid the feeling that in relation to these works,
cultural art in its entirety appears to be the game of a
futile society, a fallacious parade."
http://www.huntfor.com/arthistory/C20th/artbrut.htm
...
Il concetto di
Art brut
(in italiano, letteralmente,
Arte grezza)
è stato inventato nel 1945 dal pittore francese
Jean Dubuffet
per indicare le produzioni
artistiche realizzate da
non professionisti
definizione di Jean
Dubuffet
L'arte grezza designa “lavori effettuati da persone
indenni di cultura artistica, nelle quali il mimetismo,
contrariamente a ciò che avviene negli intellettuali,
abbia poca o niente parte, in modo che i loro autori
traggano tutto (argomenti, scelta dei materiali messa in
opera, mezzi di trasposizione, ritmo, modi di scritture,
ecc.) dal loro profondo e non stereotipi dell'arte
classica o dell'arte di moda„. L'Art Brut, secondo i
suoi adulatori, va distinta dall'arte popolare,
dall'arte naïf, dai disegni dei bambini.
...
Il sinonimo inglese di Art
Brut è Outsider Art,
termine coniato nel 1972 dal critico d'arte inglese
Roger Cardinal.
Mentre il termine del Dubuffet è abbastanza specifico,
il termine inglese Outsider Art è applicato spesso più
largamente, per includere gli
autodidatti
o i creatori di
Arte naïve
che non si sono mai istituzionalizzati. Generalmente,
quelli identificati come Outsider Art hanno poco o
nessun contatto con le istituzioni del mondo
tradizionale d'arte; in molti casi, il loro lavoro viene
scoperto soltanto dopo la loro morte.
Molte opere di Art Brut o
Outsider Art illustra stati mentali estremi, idee non
convenzionali, o mondi di fantasia elaborati.
wikipedia.org
graffiti writing
forma d’espressione
giovanile, caratterizzato da incessanti azioni decise a
imporre i propri pseudonimi all'interno dei contesti
urbani. Nel corso degli anni questo fenomeno ha generato
dei propri codici linguistici, essendo stato contaminato
dagli sviluppi della cultura underground, dalle musiche
in voga, dalla moda, dalle immagini dei cartoon, e i
cambiamenti dell’era globalizzata, creando una fitta
rete di connessioni internazionali di appassionati
protagonisti.
Nasce così la
Street Art
come definizione
comunemente utilizzata, per inquadrare tutte le
manifestazioni artistiche compiute in spazi pubblici. A
differenza del semplice writer lo street artist non
vuole imporre il suo nome, ma intende dare vita ad un
processo creativo che si contestualizzi nello spazio che
lo circonda, creando un impatto e interagendo con un
pubblico diversificato, che diviene inconsapevole
spettatore di un’opera d’arte.
In molti casi gli street artist, partendo da esperienze
formalmente illegali, sono oggi integrati nel main
stream del mercato dell'arte, raggiungendo quotazioni
straordinarie in scala globale.
Il fenomeno della Street Art è strettamente associato
alla cultura
Hip-Hop,
ricca a sua volta di numerosi elementi legati a forme
espressive di carattere urbano, che permette
l’interazione in un fertile scambio di idee.
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NOF4 GRAFFITI
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