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TANTA POESIA
http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?tmId=18
sulla poesia
POESIA VERBO-VISIVa-performativa
Neo-dadaismo, arte verbo-visiva. La poesia si materializza per lasciarsi non
solo vedere e sentire, ma anche annusare, toccare, gustare.
exibart.com
artisti: Mariano Bàino - Tomaso Binga e Marco Palladini
Bianca Pucciarelli in Menna, in arte Tomaso Binga
vive e lavora a Roma. In arte ha assunto un nome maschile per contestare con
ironia e spiazzamento i privilegi del mondo degli uomini. Si occupa dal ’70 di
“Scrittura Verbo-Visiva” ed è tra le figure di punta della poesia
Fonetico-Sonora-Performativa dei nostri tempi.
bauprogetto.it
ecodisalerno.com
SCRITTURA VIRTUALE
importante infatti liberarci del luogo comune che l’uso esclusivo della parola
includa la visualità e che l’inserimento nell’elaborato poetico di elementi
grafici comporti sempre una scrittura visuale
vincenzoaccame.com
POESIA VISIVA E SONORA - SCRITTURA
VIRTUALE -
Viktor Sklovskij - Vladimir
Tatlin
la parola in arte è fattura, possiede una
sonorità
La fattura è il principale segno distintivo di quel particolare mondo di cose
appositamente costruite, il cui insieme siamo abituati a chiamare arte
documenti.ve.it/spazio/spazioskansi.htm
Henri Chopin, uno dei padri della poesia sonora, e'
morto a Londra all'eta' di 86 anni. Il poeta francese e' stato uno degli autori
piu' radicali della poesia europea del Novecento: il poeta del suono e del
corpo, il poeta che andava contro la scrittura, il poeta che scavava nel corpo e
nella tecnologia, che scopri' che c'era un mondo intero da scoprire e un nuovo
modo di scrivere per spiegarlo.
interfree.it
Carla Bertola. E’ poeta verbo-visuale e sonoro.
Dagli anni sessanta collabora con riviste, e organizza come operatrice culturale
rassegne e mostre artistiche internazionali. Nel 1978 fonda, insieme ad Alberto
Vitacchio, “Offerta speciale”, rivista di poesia di ricerca verbale e visuale.
arte.go.it
POESIA VISIVA
La linea di ricerca della poesia visiva, sviluppatasi nell’atmosfera di
avanguardia e sperimentalismo degli anni Sessanta e Settanta, tende a gettare un
ponte tra scrittura e pittura. La poesia si presenta come quadro, e si affida
quindi a un sistema di produzione e consumo affine a quello delle arti
figurative (mostre, esposizioni, ecc.).
www.cirps.it
www.artlini.net
maestri della Poesia Visiva internazionale Sarenco e Julien Blaine
Il
movimento della Poesia Visiva, nato negli anni '60 con la finalita' di creare
una relazione tra comunicazione verbale o scritta e immagini, si sviluppa anche
nel decennio successivo a livello nazionale e internazionale.
adnkronos
Lamberto Pignotti è stato,
insieme ad altri importanti intellettuali ed artisti, tra i fondatori del Gruppo
‘70 ed è considerato uno dei padri, insieme ad
Eugenio Miccini - Firenze
1925-2007 - della poesia visiva italiana,
forma espressiva nata nei primi anni ‘60 che assunse quale principale oggetto
d’osservazione la comunicazione di massa.
luciano ori fondatore
CON MICCINI E PIGNOTTI del movimento della poesia visiva E morto a 80 anni
IN aprile 2007
artsblog.it
altri esponenti della poesia visiva lia drei ed antonino russo
Le prime
forme di Poesia Visiva sono quelle prodotte da Eugenio Miccini e Lamberto
Pignotti ed espos te
nel 1963 alla Galleria Quadrante di Firenze...
gli artisti che vi si dedicano tornano ad un serrato confronto con la società
che li circonda e con le immagini che essa produce, specie con quelle
provenienti dal mondo, sempre più condizionante, delle comunicazioni di massa.
Pignotti negli
anni Novanta spiegava che " fino ad oggi non è stata data
la giusta importanza ad aspetti fondamentali in questo campo, come le tavole
parolibere futuriste, i fotomontaggi dadaisti, la poesia visiva, tutti messaggi
composti che prevedono la lettura e l'impiego simultaneo di due codici diversi,
di parole e di immagini".
clubart.it -
www.galleriamarcantoni.it
Cristina Ruffoni
crea delle “immagini da leggere”. Attraverso testi di sua
invenzione, dà forma e colore alle parole, affinché pittura e scrittura si
scambino i ruoli e diventino un’unica cosa. Sulla tela segno e significato
possono prendere l’uno il posto dell’altro, creando un’immagine che è visiva e
mentale allo stesso tempo.
«Non ho mai voluto scrivere e dipingere separatamente, in maniera tradizionale»
racconta l’artista «ma ho tentato di raccontare delle storie...il sogno
inconscio e il desiderio inespresso di ogni artista è di inventarsi un film:
musica, azione, parole, colore, l'opera totale»
exibart.it
Chiari Giuseppe
1926-2007
Artista che ha fortemente
influenzato la Poesia Visiva, la Musica Post-Fluxus e i linguaggi dissipativi
delle giovani generazioni del Post-Concettuale italiano. Per Chiari Musica e
Arte si esprimono in modo “totale”, perché totale è la visione che l'artista ha
del mondo. Trasgredendo ogni pretesa fedeltà ai materiali ed alle tecniche, si
sfugge all'immediato riconoscimento del mercato ed alla sua strumentalizzazione:
in questo modo l'Arte cessa di essere “produzione di oggetti ” e diventa
“produzione di esperienza ”...
Con le sue operazioni visive e musicali, attraverso il gesto, il suono, la
fotocopia, il foglio, la carta, la stampa tipografica (materiali di facile
diffusione per aggredire il sistema dell’arte, della comunicazione, delle
istituzioni, tipica di Fluxus) e con “strumenti innovativi ” abbatte le tecniche
della Pittura, della Musica, della Poesia...
dopstart - italia-news.it
DisegnoInverso
Di segno in verso: Lamberto Pignotti Teorico e tra i fondatori della "Poesia
Visiva", Lamberto Pignotti indaga su quella particolare forma d'arte che ha
permesso ad immagine e parola di incontrarsi nello spazio di una comunicazione
sinestetica e dialogica, rinnovando gli orizzonti della ricerca verbo-visiva. Le
scritte di Pignotti sono favole di parole che creano immagini. Capovolgendo il
collaudato rapporto, l'artista propone il verso come immagine e la foto come
didascalia che illustra ciò che già ciascuno ha potuto immaginare. Si va così
"di verso in segno" o, se si vuole, "da parola a immagine".
altri artisti
Antonio Freiles - Marco Gastini
- Lucia Sapienza
arte.go.it
Isgrò Emilio - 1937
Poeta visivo, pittore e scrittore, con le sue
“Cancellature” e “Installazioni liriche” indaga sulla contiguità tra segno
linguistico e segno iconico, giocando sul contrappunto tra significato e
significante sottolineando il valore assoluto della parola, insostituibile
baluardo contro l'appiattimento globale di una “cultura” tutta mediatica: una
difesa della civiltà verbale contrapposta alla civiltà dell'immagine.
italia-news.it
Günter Brus
-
1938
Le sue caratteristiche poesie visive, in cui riesce a
fondere e unificare le due discipline della pittura e della letteratura,
traboccanti di ironia verbale e rimandi iconografici alla storia dell'arte; gli
acquerelli, ma anche i singoli disegni, non collocabili in serie precise e,
soprattutto, esemplari delle sue incisioni all'acquaforte, fra cui una stampa di
quasi due metri di dimensioni.
Come nel resto della sua opera, nei disegni e nelle incisioni Brus ricerca una
conoscenza esistenziale, una 'ripulitura' dell'io in preparazione a esperienze
mentali estreme.
Qui, come nella sua body art, Brus si rivela radicale, aggressivo, sovversivo e,
spesso, fantasiosame nte
grottesco.
exibart
POESIA E/O POESIA
Eugenio Miccini - Situazione
della Poesia Visiva italiana - 1972
“La poesia visiva nasce, nonostante tutte le
diverse e molteplici relazioni con analoghi fenomeni precedenti…, in Italia
negli anni 1962/63. Alcuni personaggi si trovarono – tra Firenze, Roma e Napoli
– ad operare a distanza sopra le stesse esperienze che poi con diverse
motivazioni ideologiche, metodologiche ed estetiche furono raccolte e diffuse
dal Gruppo ’70 di Firenze. Vero è che nel suo ormai lungo corso le varie
puntualizzazioni poetiche hanno preso caratteri e sfumature diversi e perfino
antagonisti. Era ed è il segno di quella partecipazione ad un ‘movimento’ che,
ad opera delle singole personalità, doveva ulteriormente precisarsi in ordine a
determinate opzioni tecniche, stilistiche, ideologiche…”
….“L’arte, è stato detto giustamente più volte, non è un hortus conclusus ma un
processo, tanto più oggi che questo suo “divenire” ha preso una costante
accelerazione, con l’inevitabile, progressiva entropia negativa che caratterizza
gli aspetti transeunti di ogni “progresso”. La poesia visiva, infrangendo il
privilegio accordato all’uso verbale della parola o alla parola tout court, si
pone all’esterno della letteratura in quanto non le è complementare, non ne
attinge direttamente i modelli, non ne rispetta i “generi” e si postula
addirittura come alternativa…”
davide aronani - scrittinediti.it - 2009
OMAGGIO A EUGENIO MUCCINI
'POETRY IS DEAD' 2009 - FERRARA
POESIA DIGITALE
La poesia digitale (a volte chiamata anche e-poetry) e' una definizione che
contiene due ambiti fino a pochi anni fa decisamente separati: la poesia e il
mondo digitale legato, in qualche modo, al computer. Provo a definire meglio
l'oggetto che andremo ad esplorare.
POESIA DINAMICA
La poesia dinamica e' figlia diretta, piu' o meno coscientemente, della poesia
concreta ma aggiunge l'aspetto dinamico che il mezzo cartaceo non poteva avere.
POESIA 3D - POESIA CONCRETA E
DISSOCIAZIONI
Per poesia 3D intendo la commistione di parole poetiche con spazi virtuali
tridimensionali: una sorta di poesia concreta tridimensionale, una sorta di land
art verbale. Il lettore puo' esplorare, come in un gioco, spazi architettonici o
onirici e, in questo modo, assorbire parole, immagini e suoni.
robertogilli.it
La poesia
DADA che
componeva i messaggi di
dissociazione/associazione
ha come slogan Sono
Libero di farlo
Maurizio Baldrini - 10 luglio 2003
museocoevo.it
POESIA SONORA
La poesia sonora si collega per un verso alla musica e per un altro al teatro,
da un lato abbina il testo poetico ad un brano musicale, dall'altro sfrutta la
sonorità del linguaggio.
www.poesia-creativa.it
VIDEOPOESIA - VIDEOLETTURA
D'Ambrosio - nella
videopoesia che appartiene
alla produzione creativa post-alfabetica
viene prospettata l'integrazione - organica più che per interferenza - del
linguaggio video con
quelli appartenenti al testo verbale di riferimento (costituito da un'opera di
riconoscibile valore strettamente letterario), alla parte musicale, agli
eventi fisici e spazio-temporali registrati».
E Kostelanetz,
specificando il valore di una videopoesia
«literary video differs from other video art in its
base of a text conceived within the traditions of literature and a
contemporary sense of verbal possibilities»
....
Spetta alla colonna
sonora utilizzata, farci da guida nei
distinguo, tra videolettura e videopoesia e
videopoesia sonora, tra videoperformance e videoistallazione di poesia
sonora. Non si tratta di espandere il
linguaggio del testo poetico attraverso l'utilizzazione di altri linguaggi,
espansione che avviene spesso sull'onda
emotiva dei molteplici e praticamente infiniti
suggerimenti tecnologici
(si pensi ai computer dell'immagine, ai mixer, a congegni come il mirage o
il quantel, solo per citarne alcuni).
redazione tellusfolio.it
poesia
dorsale
si ottiene unendo in una successione di senso
compiuto i dorsi (cioè i titoli) dei libri affacciati su uno scaffale.
L'idea, formidabile, arriva dalla trasmissione
Radio3Rai
«Fahrenheit» e dal suo conduttore
Marino Sinibaldi
. Esempi e
immagini su
www. poesiadorsale.it. Talvolta anche la poesia è un
gioco.
lastampa.it
POESIA DORSALE
La poesia dorsale è un'attività performativa nel senso più ludico del
termine.
Mettere dei libri uno sopra l'altro in modo che i titoli si concatenino fino
a formare dei versi. Questo è fare “poesia dorsale”. Si chiama così perché
nasce dai dorsi dei libri, non dai titoli. La differenza è solo visiva;
infatti l’ha inventata un graphic designer e fotografo,
Silvano Belloni. Che
non ha avuto l’ispirazione pensandoci su, ma fissando uno scaffale con dei
libri ammucchiati. La giornalista Antonella Ottolina si è innamorata
dell’idea e le ha dato vita componendo le poesie dorsali.
Ad esempio:
Da quando sei parte di me,
io e te soltanto,
non riesco più a camminare.
Dì a qualcuno che sono qui.
Vorrei urlare senza voce prima che passi la poesia
www.poesiadorsale.it
www.paroleingioco.it
Fluxus
latino scorrere ondeggiare in libertà
infiltrazione fugace. .
FLUXUS nacque
nel 1962, qualificandosi immediatamente come un movimento artistico di
"intermedia".
Fu fondato da George Maciunas che fino agli anni '70 pubblicò manifesti,
concerti, happenings, performances, attività editoriali ed oggetti anche sotto
altre denominazioni.
Emmet Williams afferma che FLUXUS non è stato ancora inventato; Philip Corner
sostiene che meno ne sappiamo meglio è; Ben Patterson osserva che se vi è un bel
po' di gente che dice di sapere di che cosa si tratta, ovviamente si sbaglia.
Se infine Alison Knowles afferma che non è ancora matura per rispondere alla
domanda, Eric Andersen non ha dubbi sul fatto che FLUXUS non vuol dire niente.
Nel 1964 uscì il primo numero della rivista "CCV tre" organo
ufficiale del gruppo, diretta da Maciunas e Brecht.
arte.go.it tesionline.com
Oggi Fluxus è un movimento ampiamente storicizzato
ma molti dei suoi membri sono più che mai attivi nell'ambito della sua
strategia, della sua "filosofia".
La sua influenza sull'arte contemporanea è stata ed è tuttora larghissima in
molti settori della cultura attuale.
Gli storici dell'arte e la critica tendono ad attribuire a questo movimento un
posto sempre più rilevante nella vicenda dell'arte contemporanea, come
testimoniano le grandi rassegne che specialmente in Germania e negli USA sono
state negli anni organizzate.
E' d'obbligo ricordare anche la grande mostra "Ubi Fluxus ibi motus" organizzata
dalla Biennale di Venezia nel 1991...
arte.go.it fluxus.org
en.wikipedia.org babelearte.it
panix.com
È morto George Brecht - genio di Fluxus
Nato in Minnesota nel 1924, cambio il suo cognome da
MacDiarmid a Brecht in onore del celebre Bertold Brecht.
Laureato in chimica, si avvicina all'arte attraverso l'Espressionismo
astratto...
sviluppa i suoi Events che definisce come " ROMANZI di teatro brevi ed elementari
caratterizzati dalle stesse qualità alogiche dei dettagli degli happening ....
Gli 'events' non sono compartimenti, ma formalmente, se non espressivamente,
equivalgono a singoli compartimenti di happening".
la rivista "Vtre" è portavoce degli ideali di Fluxus.
Nel 1965 lascia gli Stati Uniti per la Francia e successivamente la Germania,
dove si è spento all'età di ottantadue anni il 5 dicembre 2008 a Colonia.
sullarte.it
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