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grAmMeLoT

 

 

Oggi traneguale per indotto - ne consebase al tresico imparte montecitorio per altro non sparetico ndorgio, pur secministri e cognando, insto allego' sigrede al presidente interim prepaltico, non manifolo di sesto, dissest Clinton, si puo' intervento e lo stava intemario anche nale perdipiu' albato - senza stipuo' lagno en sogno - la - prima di estabio in Prodi e il suo masso nato per illuco saltrusio ma non sempre. Si sa, albatro spertico, rimo sa medesimo non vechianante e, anche, sortomane del Pontefice in diverica lonibata visito opus dei.

mistero buffo

 

Dario Fo ha avuto il merito

di riscoprire e valorizzare questo genere letterario-teatrale; questo filone culturale ha tratto linfa anche da altre fonti tra cui l’opera di François Rabelais, il grande letterato francese, profondo e geniale studioso, tra l’altro, dell’invenzione linguistica e della cultura comica e popolare.
Trovata la chiave , l’autore-attore Gianni Ferrario ci ha “ricamato su’” quello gli premeva di più raccontare al pubblico.
Nei suoi spettacoli utilizza questa chiave per divertire e rilassare la gente e nel contempo per lanciare sul pubblico immagini, suoni, simboli e situazioni grottesche, che raccontano qualcosa della propria esperienza interiore.
Si tratta di una espressione teatrale che fa vivere e parlare i suoi personaggi, partendo dalla loro umanità più concreta, si può dire addirittura viscerale, conducendoli fuori dai ristretti limiti dell’esistenza quotidiana, per cavar fuori le cose preziose che danno un senso allo scorrere del tempo e agli avvenimenti.

www.grammelot.com

 

 

Le grammelot est une forme de théâtre

inventée par la Commedia dell’Arte, fondée sur l’usage d’onomatopées qui miment les sonorités d’une langue reconnaissable. Dario Fo s’est approprié le terme pour désigner la création pour son propre théâtre comique d’une langue faite d’un mélange d’idiomes, fortement onomatopéique.
http://taban.canalblog.com

 

La traduction des textes de Fo

avec leurs allusions à l'actualité et leurs éléments de grammelot le langage des bateleurs que Fo a développé sur une base de dialecte et d'onomatopées soulève des difficultés particulières. C'est souvent que les traducteurs ont commenté leur approche. Par exemple, Ed Emery écrit en note de sa traduction de "Morte accidentale di un anarchico", qu'il a choisi de rester proche de l'original de Fo et d'en conserver les sous-entendus initiaux.

http://nobelprize.org

 
Grammelot e' un termine di origine francese

coniato dai Comici dell'Arte e maccheronizzato dai veneti che dicevano gramlotto. E' una parola priva di significato intrinseco, un papocchio di suoni che riescono usualmente ad evocare il senso del discorso. Grammelot significa, appunto, gioco onomatopeico di un discorso, articolato arbitrariamente, ma che e' in grado di trasmettere, con l'apporto di gesti, ritmi e sonorita' particolari, un intero discorso compiuto.
www.comuniconline.it

 

 
grammelot sorta di lingua, di articolazione di suoni e di azione mimica

messe assieme, nate sia dalla situazione peculiare dei giullari che viaggiavano in luoghi in cui si parlavano lingue diverse, e quindi dalla necessità di farsi intendere un po’ da tutti, sia dalle leggi censorie che imponevano loro di non recitare in lingua. «… Fin dal Mille — dice lo stesso Fo — il giullare girava piazze e paesi, facendo sotto forma di recitazione satirica delle vere e proprie accuse ai potenti. Egli era una figura che si concretizzava direttamente dal popolo, dal quale attingeva la rabbia, per poi ritrasmettergliela mediata dal grottesco»; questa forma di teatro popolare era «il giornale parlato e drammatizzato del popolo».
www.italialibri.net/opere/misterobuffo.html

 


grammelot  una lingua inventata
comprensibile da tutti, che forse è la madre di tutte le lingue. Questa "tecnica" recitativa (la stessa che probabilmente usavano anche gli uomini primitivi quando si incontravano per realizzare i loro baratti) investe l'attore della responsabilità di far capire una storia usando sole le intenzioni della recitazione.
www.teatrocontinuo.it/grammelot.html


Grammelot is a term for a style of language in satirical theatre

a gibberish with macaronic and onomatopoeic elements, used in association with pantomime and mimicry.
The format dates back to the 16th century Commedia dell'arte, and some claim Grammelot to be a specific universal language (akin to Lingua franca) devised to give performers safety from censorship and appeal whatever the dialect of the audience.
While the historical origin of the term is unclear, it has been particularly popularized by the Nobel-winning Italian playwright Dario Fo. His satirical touring show Mistero Buffo ("Comic Mystery Play") involved sketches based on mediaeval sources, told in Fo's own grammelots constructed from archaic Po Valley dialects and phonemes from modern languages (he has coined separate Italian, French and American grammelots). In his Nobel lecture, Fo referred to the 16th century Italian playwright Ruzzante's invention of a similar language based on Italian dialects, Latin, Spanish, German and onomatopoeic sounds.
Another notable modern Italian exponent is the Milan actor/writer Gianni Ferrario.Mainstream comics have also used Grammelot-like language: for instance, Stanley Unwin.
The Canadian circus and entertainment troupe Cirque du Soleil uses in its routines similar forms of language it terms Cirquish.

http://en.wikipedia.org/wiki/Grammelot  

 


The "study guide"

also provides a glossary for "Alexander's version of Grammelot":

 

co yo yo

  -  curly  or twisted. It is also used in slang to mean 'wow'
     since jesters   prefer   things that are twisted and bent

hodio tonada

  -  an exclamation of surprise like “woah, check it out!”

Waga dee bwa

  -  I am

Waga da bala

  -  He is

Kafuggo!

  -  darn it!

bo-whoo

  -  (low voice) the big one

wuh hoo

  -  the medium one

eee oo

  -  (pronounced in a high voice) the little one

bweesta

  -  fish

galeggwi

  -  up

jiffa

  -  middle

peet

  -  down

Basnop ka dipple yadda yadda

  -  rather than try to fix the problem, just validate my   feelings

Kafuggo! Snippa blop!

  -  But I'm just trying to help!

 
Dall’insieme di queste componenti viene fuori un tipo di teatro estremamente espressivo, iperbolico, esilarante, viscerale, diretto e quindi comprensibile un po’ dappertutto e ad ogni tipo di pubblico.
Un modo di recitare in cui il linguaggio usato perde di significato letterale, per diventare suono, vibrazione, musicalità che comunica emozioni e suggestioni.

itre.cis.upenn.edu

www.grammelot.com

 

 
Grammelot nella tradizione teatrale

e' la lingua che non e' nessuna lingua: un miscuglio di parole vere e inventate, sovrapposte senza alcuna regola apparente che, ciononostante, comunica, poiche' tutti la comprendono...in un momento storico nel quale l'Italia comincia a confrontarsi veramente con altre culture, nella quotidianita' della presenza di cittadini stranieri che vivono nel nostro paese. Essi vivono, lavorano, si relazionano con italiani e con altri stranieri, dando vita a contesti nuovi e imprevedibili che, a saperli guardare, sono gia' sotto gli occhi di tutti.
Scopo di Grammelot e' incoraggiare lo scambio interculturale ...

www.grammelot.org
www.mediterraneomarnero.it
 




Il grammelot è un linguaggio teatrale

inarticolato fatto di suoni piuttosto che di parole. Si tratta di un'espressione confusa, un gioco linguistico che prende forma imitando le sonorità di una lingua deformandole. Può essere usato in tutti i tipi di spettacolo, ma si presta soprattutto alla parodia e alla caricatura, quindi al genere comico. Dario Fo ha reso celebre il grammelot facendone la lingua per eccellenza di Mistero buffo, la commedia per cui ha ottenuto il premio Nobel della Letteratura. In realtà lo studio dei linguaggi confusi, espressioni vocali a mezza strada tra segno e lingua, ha interessato la storia del pensiero ancor prima di Aristotele, per arrivare fino ai linguisti e agli psichiatri dei nostri giorni. I linguaggi confusi possono essere trasgressioni alle regole della lingua, come nel grammelot e in altre vocalità della musica e della poesia contemporanee, ma possono anche situarsi ai limiti della razionalità, come avviene in alcune glossolalie mistiche o patologiche e nell'espressione prelinguistica infantile.
www.clueb.com

 

 

Il monologo

consente la moltiplicazione dei personaggi delle voci e delle figure sostenute da un solo attore, l’uso del dialetto per variarlo all’infinito in modo espressivo ed espressionista. Da questo tipo di scrittura deriva il grammelot, una lingua comica inventata, derivata alla lontana dal pavano, lingua onomatopeica, mistione di vari linguaggi, parola assunta dall’attore per accompagnare i suoi gesti, che consente di conseguire il massimo dell’espressività in modo surreale lontano da referenze naturalistiche: lingua che, per questo motivo, consente anche il massimo della libertà, secondo il modello del fool shakespeariano, paradossale e surreale, il folle che rovescia l’immagine e la parola raggiungendo così la verità. Il fool ha una radice comune con la marionetta e il teatro di animazione, già presenti nella sua Grande pantomima con bandiere e pupazzi piccoli e medi del 1968. Così Fo si fa mimo, giullare, marionetta, nel senso aereo e spirituale che Kleist le attribuisce nel suo famoso saggio Sul teatro di marionette, che accoglie e riassume in questa figura l’essenza ultima del teatro e della sua spiritualità.
brunelleschi.imss.fi.it

 

 

 

Il Grammelot è una forma di teatro

inventato dai comici della Commedia dell'Arte, le cui origini, nella cultura europea, vengono fatte risalire al XIV secolo. Si tratta di uno strumento organizzato su un tipo di recitazione onomatopeico, ossia usando suoni privi di significato, che richiamino però le sonorità di una lingua o di un dialetto riconoscibile, e riuscire, quindi, a comunicare attraverso suoni che non sono parole stabilite e convenzionali. Questo modo di recitare, immediato e viscerale, pressoché privo di artifici tecnici, fu tipico dei giullari medievali e delle compagnie di teatro itineranti, che così riuscivano a sortire effetti comici pur non parlando la lingua del pubblico davanti a cui si trovavano ad esibirsi.
I giullari recitavano usando un intreccio di dialetti diversi e parole inventate, infarcito di una parola comprensibile qua e là, qualche onomatopea e una generosa dose di mimica, riesce a rendere un discorso comprensibile a prescindere dalla lingua dell'uditorio, aggiungendo effetti comici dovuti anche allo spaesamento linguistico e al richiamo di lingue e nazionalità straniere, che rendono la recitazione immediata e colorita, nella quale predomina su tutto la gestualità e la mimica accentuata, che fungono da fulcro del linguaggio universale. Il risultato finale è una recitazione espressiva, iperbolica ed esilarante, comprensibile da ognuno grazie al rapporto diretto che il giullare instaura con il pubblico. Il linguaggio usato perde il suo significato letterale per diventare un artificio espressivo musicale, in grado di comunicare emozioni e suggestioni.
Gli spettacoli di questo genere si articolano generalmente in una serie di brevi storie o episodi, la cui durata può variare dai 5 minuti ai 20, interpretati interamente senza ausilio di scenari particolari, giochi di luce o altri artifici classici del teatro, un eredità degli spettacoli "poveri" della tradizione giullaresca medioevale, che si tenevano solitamente all'aperto, in strada o nelle piazze. Tra i personaggi caratteristici del genere vi è il cosiddetto Zanni, l'impersonificazione del poveraccio che, dopo aver subito le tremende carestie frequenti nel Medioevo, si trova costretto a vagare in cerca di espedienti per sopravvivere e non morire di fame. Si tratta del prototipo di tutte le maschere tipiche della Commedia dell'Arte, anche di quelle più note come Arlecchino e Brighella.
In tempi recenti questo filone è stato recuperato dal Premio Nobel per la letteratura 1997 Dario Fo, che lo ha valorizzato nuovamente. Il suo capolavoro, in questo genere, è il celebre "Mistero buffo".

http://it.wikipedia.org/wiki/Grammelot

 

 

 

Dario Fo

 

 

 

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