POESIAPOESIAPOESIAPOESIAPOESIA
fuTUr I S mO
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Il Futurismo, fiorito agli inizi del ‘900 per iniziativa di Marinetti, era un movimento d’avanguardia che tendeva a portare la vita e l’arte nel futuro. Il Futurismo nasce quindi in un periodo di grandi rivoluzioni culturali - molti movimenti d’avanguardia sono presenti in altri Paesi – ma, sia dal punto di vista cronologico, sia per i settori in cui ha operato, esso può vantare, secondo Mario Verdone, un diritto di priorità. Se infatti alcuni movimenti si limitavano ad un settore dell’arte, il Futurismo tendeva ad un rinnovamento globale, estendendo la propria sfera d’interesse a tutte le aree (pittura, letteratura, teatro, poesia, cinema, poesia ecc.). La data di nascita viene fissata nel 1909, quando Marinetti fa pubblicare sul Figaro di Parigi il Manifesto del movimento, al quale si aggiunsero i diversi “manifesti” delle varie arti, lanciati dai grandi artisti italiani che lavorarono con Marinetti (tra questi Boccioni, Carrà, Depero, Palazzeschi, ecc.) tra i quali ricordiamo il Manifesto del teatro futurista sintetico, il Manifesto dei drammaturghi futuristi ed il Manifesto del teatro di varietà. I Futuristi davano un’enorme importanza allo spettacolo, ma non interessava loro il successo, quanto piuttosto attirare il pubblico, coinvolgendolo, stupendolo e provocandolo con proposte nuove. Il Futurismo arrivò poi in tutto il mondo, grazie anche ai contatti di Marinetti con tantissimi giornali stranieri. In Russia, dove arrivano i “manifesti”, a volte tradotti dallo stesso Marinetti, c’è una buona informazione sulle attività dei Futuristi e numerosi sono i contatti in campo teatrale. Majakovskij, poeta e attore - ha anche interpretato dei film –, nel suo periodo futurista ha soprattutto scritto delle pièces: Mistero Buffo, La cimice e Il bagno, storia di un burocrate russo che si oppone alla costruzione di una macchina capace di trasportare nel futuro. latuarai.rai.it
Le parole che si usano per imitare i rumori sono
dette onomatopee. rabbrividire (brr...)* scivolare (sccc)*
ticchettio (tic-tac)* singhiozzo (gh-gh)*
tintinnio (tin tin)* bisbigliare (bs-bs)*
ronzio (zzzzzz)*
|||| poesie filippo tommaso marinetTI ||| |||| + CORRADO GOVONI |||
concetti del manifesto di Marinetti www.stampatipografica.it/gutemberg/marinetti/marinetti1.htm http://it.wikipedia.org/wiki/Futurismo www.storiain.net/arret/num23/futur23.htm
. NOI VOGLIAMO CANTARE l'amor del pericolo,
l'abitudine all'energia e alla temerità. classicitaliani.it
Tuttavia i Manifesti di
Valentine de Saint-Pont
furono pubblicati dai futuristi, sia per il prestigio che apportava al
gruppo l'autrice francese - era una nipote di
Victor Hugo, coreografa e danzatrice - sia
perché, venendo da una donna, l'elogio della lussuria risultava
maledettamente coraggioso e anticonformista, e questo era l'importante.
D'altra parte la stessa Valentina, come dimostrano i suoi scritti, non era
priva di pregiudizi antifemminili e come donna era ancora più ostile che lo
stesso Marinetti verso ogni forma di ROMANticismo e sentimentalismo,
tanto da vedere nella guerra il massimo trionfo della sensualità,
un'esplosione liberatrice di energia.
Manifesto tecnico della
letteratura futurista
Questo manifesto tecnico
propone, invece, di regolare l'intervento sulle forme letterarie. Era
accluso alla prima antologia dei Poeti futuristi pubblicata dalle
Edizioni di «Poesia», rivista internazionale fondata a Milano nel 1905
dallo stesso Marinetti con Sem Benelli e Vitaliano Ponti. Tra i
collaboratori italiani sono, tra gli altri, Pascoli, Gozzano, Lucini e
Palazzeschi. Proprio sul «manifesto
tecnico» Lucini ruppe con Marinetti, per motivi politici (era contrario
all'intervento militare in Libia) e letterari. In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell'aviatore, io sentii l'inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente, un ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali. Appena il necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito sbuffando!Ecco che cosa mi disse l'elica turbinante, mentre filavo a duecento metri sopra i possenti fumaiuoli di Milano. E l'elica soggiunse:
1. Bisogna distruggere la
sintassi disponendo i sostantivi a
caso, come nascono.
2. Si deve usare il
verbo
all'infinito, perché si adatti elasticamente al sostantivo e non lo
sottoponga all'io dello scrittore che osserva o immagina. Il verbo
all'infinito può, solo, dare il senso della continuità della vita e
l'elasticità dell'intuizione che la percepisce.
3. Si deve abolire l'aggettivo,
perché il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale. L'aggettivo
avendo in sé un carattere di sfumatura, è inconcepibile con la nostra
visione dinamica, poiché suppone una sosta, una meditazione.
4. Si deve abolire l'avverbio,
vecchia fibbia che tiene unite l'una all'altra le parole. L'avverbio
conserva alla frase una fastidiosa unità di tono.
5. Ogni
sostantivo
deve avere il suo doppio, cioè il sostantivo deve essere seguito, senza
congiunzione, dal sostantivo a cui è legato per analogia. Esempio:
uomo-torpediniera, donna-golfo, folla-risacca, piazza-imbuto,
porta-rubinetto. Siccome la velocità aerea ha moltiplicato la nostra
conoscenza dei mondo, la percezione per analogia diventa sempre più
naturale per l'uomo. Bisogna dunque sopprimere il come, il quale, il
così, il simile a. Meglio ancora, bisogna fondere direttamente l'oggetto
coll'immagine che esso evoca, dando l'immagine in iscorcio mediante una
sola parola essenziale.
6. Abolire anche la
punteggiatura. Essendo soppressi gli
aggettivi, gli avverbi e le congiunzioni, la punteggiatura è
naturalmente annullata, nella continuità varia di uno stile vivo che si
crea da sé, senza le soste assurde delle virgole e dei punti. Per
accentuare certi movimenti e indicare le loro direzioni, s'impiegheranno
segni della matematica: + - x : = > <, e i segni musicali.
7. Gli
scrittori si sono abbandonati finora
all'analogia immediata. Hanno paragonato per esempio l'animale all'uomo
o ad un altro animale, il che equivale ancora, press'a poco, a una
specie di fotografia... (Hanno paragonato per esempio un fox-terrier a
un piccolissimo puro-sangue. Altri, più avanzati, potrebbero paragonare
quello stesso fox-terrier trepidante a una piccola macchina Morse. Io lo
paragono invece a un'acqua ribollente. V'è in ciò una gradazione di
analogie sempre più vaste, vi sono dei rapporti sempre più profondi e
solidi, quantunque lontanissimi.) L'analogia non è altro che l'amore profondo che
collega le cose distanti, apparentemente diverse ed ostili. Solo per
mezzo di analogie vastissime uno stile orchestrale, ad un tempo
policromo, polifonico, e polimorfo, può abbracciare la vita della
materia. Quando nella mia Battaglia di Tripoli, ho paragonato
una trincea irta di baionette a un'orchestra, una mitragliatrice ad una
donna fatale, ho introdotto intuitivamente una gran parte dell'universo
in un breve episodio di battaglia africana. Le immagini non sono fiori da scegliere e da
cogliere con parsimonia, come diceva Voltaire. Esse costituiscono il
sangue stesso della poesia. La poesia deve essere un seguito
ininterrotto di immagini nuove senza di che non è altro che anemia e
clorosi. Quanto più le immagini contengono rapporti vasti,
tanto più a lungo esse conservano la loro forza di stupefazione. Bisogna
- dicono - risparmiare la meraviglia del lettore. Eh! via! Curiamoci,
piuttosto, della fatale corrosione del tempo, che distrugge non solo il
valore espressivo di un capolavoro, ma anche la sua forza di
stupefazione. Le nostre vecchie orecchie troppe volte entusiaste non
hanno forse già distrutto Beethoven e Wagner? Bisogna dunque abolire
nella lingua tutto ciò che essa contiene in fatto d'immagini
stereotipate, di metafore scolorite, e cioè quasi tutto.
8. Non vi sono
categorie d'immagini, nobili o
grossolane o volgari, eccentriche o naturali. L'intuizione che le
percepisce non ha né preferenze né partiti-presi. Lo stile analogico è
dunque padrone assoluto di tutta la materia e della sua intensa vita.
9. Per dare i movimenti
successivi d'un
oggetto
bisogna dare la catena delle analogie che esso evoca, ognuna condensata,
raccolta in una parola essenziale. Ecco un esempio espressivo di una catena di analogie
ancora mascherate e appesantite dalla sintassi tradizionale: Eh sì! voi siete, piccola mitragliatrice, una donna
affascinante, e sinistra, e divina, al volante di una invisibile
cento cavalli, che rugge con scoppii d'impazienza. Oh! certo fra poco
balzerete nel circuito della morte, verso il capitombolo fracassante o
la vittoria!... Volete che io vi faccia dei madrigali pieni di grazia e
di colore? A vostra scelta signora... Voi somigliate per me, a un
tribuno proteso, la cui lingua eloquente, instancabile, colpisce al
cuore gli uditori in cerchio, commossi... Siete, in questo momento, un
trapano onnipotente, che fora in tondo il cranio troppo duro di questa
notte ostinata... Siete, anche, un laminatoio, un tornio elettrico, e
che altro? Un gran cannello ossidrico che brucia, cesella e fonde a poco
a poco le punte metalliche delle ultime stelle!.. (Battaglia di Tripoli) In certi casi bisognerà unire le immagini a due a
due, come le palle incatenate, che schiantano, nel loro volo tutto un
gruppo d'alberi. Per avviluppare e cogliere tutto ciò che vi è di più
fuggevole e di più inafferrabile nella materia, bisogna formare delle
strette reti d'immagini o analogie, che verranno lanciate nel mare
misterioso dei fenomeni. Salvo la forma a festoni tradizionale, questo
periodo del mio Mafarka il futurista è un esempio di una simile fitta
rete di immagini: Tutta l'acre dolcezza della gioventù scomparsa gli
saliva su per la gola, come dai cortili delle scuole salgono le grida
allegre dei fanciulli verso i maestri affacciati al parapetto delle
terrazze da cui si vedono fuggire i bastimenti... Ed ecco ancora tre reti d'immagini: Intorno al pozzo della Bumeliana, sotto gli olivi
folti, tre cammelli comodamente accovacciati nella sabbia si
gargarizzavano dalla contentezza, come vecchie grondaie di pietra,
mescolando il ciac-ciac dei loro sputacchi ai tonfi regolari della pompa
a vapore che dà da bere alla città. Stridori e dissonanze futuriste,
nell'orchestra profonda delle trincee dai pertugi sinuosi e dalle
cantine sonore, fra l'andirivieni delle baionette, archi di violino che
la rossa bacchetta del tramonto infiamma di entusiasmo... È il il tramonto-direttore d'orchestra, che con un
gesto ampio raccoglie i flauti sparsi degli uccelli negli alberi, e le
arpe lamentevoli degli insetti, e lo scricchiolìo dei rami, e lo stridìo
delle pietre. È lui che ferma a un tratto i timpani delle gamelle e dei
fucili cozzanti, per lasciar cantare a voce spiegata sull'orchestra
degli strumenti in sordina, tutte le stelle d'oro, ritte, aperte le
braccia, sulla ribalta del cielo. Ed ecco una gran dama allo
spettacolo... Vastamente scollacciato, il deserto infatti mette in
mostra il suo seno immenso dalle curve liquefatte, tutte verniciate di
belletti rosei sotto le gemme crollanti della prodiga notte. (Battaglia
di Tripoli)
10. Siccome ogni specie di
ordine è fatalmente un prodotto
dell'intelligenza cauta e guardinga, bisogna orchestrare le immagini
disponendole secondo un maximum di disordine.
11. Distruggere nella
letteratura l'«io»,
cioè tutta la psicologia. L'uomo completamente avariato dalla biblioteca
e dal museo, sottoposto a una logica e ad una saggezza spaventose, non
offre assolutamente più interesse alcuno. Dunque, dobbiamo abolirlo
nella letteratura, e sostituirlo finalmente colla materia, di cui si
deve afferrare l'essenza a colpi d'intuizione, la qual cosa non potranno
mai fare i fisici né i chimici. Sorprendere attraverso gli oggetti in libertà e i
motori capricciosi, la respirazione, la sensibilità e gli istinti dei
metalli, delle pietre, del legno ecc. Sostituire la psicologia
dell'uomo, ormai esaurita, con l'ossessione lirica della materia. Guardatevi dal prestare alla materia i sentimenti
umani, ma indovinate piuttosto i suoi differenti impulsi direttivi, le
sue forze di compressione, di dilatazione, di coesione, e di
disgregazione, le sue torme di molecole in massa o i suoi turbini di
elettroni. Non si tratta di rendere i drammi della materia umanizzata. È
la solidità di una lastra d'acciaio, che c'interessa per sé stessa, cioè
l'alleanza incomprensibile e inumana delle sue molecole o dei suoi
elettroni, che si oppongono, per esempio, alla penetrazione di un obice.
Il calore di un ROMANZo di ferro o di legno è ormai più appassionante, per
noi, del sorriso o delle lagrime di una donna. Noi vogliamo dare, in letteratura, la vita del
motore, nuovo animale istintivo del quale conosceremo l'istinto generale
allorché avremo conosciuto gl'istinti delle diverse forze che lo
compongono. Nulla è più interessante, per un poeta futurista,
che l'agitarsi della tastiera di un pianoforte meccanico. Il
cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si
ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a ritroso di
un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul
trampolino. Ci offre infine la corsa d'un uomo a 200 chilometri all'ora.
Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi
dell'intelligenza, e quindi di una essenza più significativa. Bisogna introdurre nella letteratura tre elementi
che furono finora trascurati:
1. il
rumore
(manifestazione del dinamismo degli oggetti);
2. il
peso (facoltà di volo degli oggetti);
3. l'odore
(facoltà di sparpagliamento degli oggetti). Sforzarsi di rendere per esempio il paesaggio di
odori che percepisce un cane. Ascoltare i motori e riprodurre i loro
discorsi. La materia fu sempre contemplata da un io distratto,
freddo, troppo preoccupato di sé stesso, pieno di pregiudizi di saggezza
e di ossessioni umane. L'uomo tende a insudiciare della sua gioia giovane o
del suo dolore vecchio la materia, che possiede una ammirabile
continuità di slancio verso un maggiore ardore, un maggior movimento,
una maggiore suddivisione di sé stessa. La materia non è né triste né
lieta. Essa ha per essenza il coraggio, la volontà e la forza assoluta.
Essa appartiene intera al poeta divinatore che saprà liberarsi dalla
sintassi tradizionale, pesante, ristretta, attaccata al suolo, senza
braccia e senza ali perché è soltanto intelligente. Solo il poeta
asintattico e dalle parole slegate potrà penetrare l'essenza della
materia e distruggere la sorda ostilità che la separa da noi. Il periodo latino che ci ha servito finora era un
gesto pretensioso col quale l'intelligenza tracotante e miope si
sforzava di domare la vita multiforme e misteriosa della materia. Il
periodo latino era dunque nato morto. Le intuizioni profonde della vita congiunte l'una
all'altra, parola per parola, secondo il loro nascere illogico, ci
daranno le linee generali di una psicologia intuitiva della materia.
Essa si rivelò al mio spirito dall'alto di un aeroplano. Guardando gli
oggetti, da un nuovo punto di vista, non più di faccia o per di dietro,
ma a picco, cioè di scorcio, io ho potuto spezzare le vecchie pastoie
logiche e i fili a piombo della comprensione antica. Voi tutti che mi avete amato e seguito fin qui,
poeti futuristi, foste come me frenetici costruttori d'immagini e
coraggiosi esploratori di analogie. Ma le vostre strette reti di
metafore sono disgraziatamente troppo appesantite dal piombo della
logica. lo vi consiglio di alleggerirle, perché il vostro gesto
immensificato possa lanciarle lontano, spiegate sopra un oceano più
vasto.
Noi
inventeremo insieme ciò che io chiamo l'immaginazione senza fili.
Giungeremo un giorno ad un'arte ancor più essenziale, quando oseremo
sopprimere tutti i primi termini delle nostre analogie per non dare più
altro che il seguito ininterrotto dei secondi termini. Bisognerà, per
questo, rinunciare ad essere compresi. Esser compresi, non è necessario.
Noi ne abbiamo fatto a meno, d'altronde, quando esprimevamo frammenti
della sensibilità futurista mediante la sintassi tradizionale e
intellettiva. La sintassi era una specie di cifrario astratto che
ha servito ai poeti per informare le folle del colore, della musicalità,
della plastica e dell'architettura dell'universo. La sintassi era una
specie d'interprete o di cicerone monotono. Bisogna sopprimere questo
intermediario, perché la letteratura entri direttamente nell'universo e
faccia corpo con esso. Indiscutibilmente la mia opera si distingue
nettamente da tutte le altre per la sua spaventosa potenza di analogia.
La sua ricchezza inesauribile d'immagini uguaglia quasi il suo disordine
di punteggiatura logica. Essa mette capo al primo manifesto futurista,
sintesi di una 100 HP lanciata alle più folli velocità terrestri. Perché servirsi ancora di quattro ruote esasperate
che s'annoiano, dal momento che possiamo staccarci dal suolo?
Liberazione delle parole, ali spiegate dell'immaginazione, sintesi
analogica della terra abbracciata da un solo sguardo e raccolta tutta
intera in parole essenziali. Ci gridano: «La
vostra letteratura non sarà bella! Non avremo più la sinfonia verbale,
dagli armoniosi dondolii, e dalle cadenze tranquillizzanti!» Ciò è bene
inteso! E che fortuna! Noi utilizziamo, invece, tutti i suoni brutali,
tutti i gridi espressivi della vita violenta che ci circonda. Facciamo
coraggiosamente il «brutto» in letteratura, e uccidiamo dovunque la
solennità. Via! non prendete di quest'arie da grandi sacerdoti,
nell'ascoltarmi! Bisogna sputare ogni giorno sull'Altare dell'Arte! Noi
entriamo nei dominii sconfinati della libera intuizione. Dopo il verso
libero, ecco finalmente le parole in libertà! Non c'è in questo, niente di assoluto né di
sistematico. Il genio ha raffiche impetuose e torrenti melmosi. Esso
impone talvolta delle lentezze analitiche ed esplicative. Nessuno può
rinnovare improvvisamente la propria sensibilità. Le cellule morte sono
commiste alle vive. L'arte è un bisogno di distruggersi e di
sparpagliarsi, grande innaffiatoio di eroismo che inonda il mondo. 1
microbi - non lo dimenticate - sono necessari alla salute dello stomaco
e dell'intestino. Vi è anche una specie di microbi necessaria alla
vitalità dell'arte, questo prolungamento della foresta delle nostre
vene, che si effonde, fuori dal corpo, nell'infinito dello spazio e del
tempo. Poeti futuristi!
lo vi ho insegnato a odiare le biblioteche e i musei, per prepararvi a
odiare l'intelligenza, ridestando in voi la divina intuizione, dono
caratteristico delle razze latine. Mediante l'intuizione, vinceremo
l'ostilità apparentemente irriducibile che separa la nostra carne umana
dal metallo dei motori. Dopo il regno animale, ecco iniziarsi il regno
meccanico. Con la conoscenza e l'amicizia della materia, della quale gli
scienziati non possono conoscere che le reazioni fisico-chimiche, noi
prepariamo la creazione dell'uomo meccanico dalle parti cambiabili. Noi
lo libereremo dall'idea della morte, e quindi dalla morte stessa,
suprema definizione dell'intelligenza logica. 11 maggio 1912
La stagione rivoluzionaria libera enormi energie intellettuali. Acmeismo, cubofuturismo, costruttivismo, imaginismo, proletarismo, sono alcuni dei movimenti spesso coesistenti che operano in questo periodo. Le poesie venivano definite "onde di immagini"
mostra Marinettiana
con lavori di quaranta artisti contemporanei ispirati appunto alla
figura di Filippo Tommaso Ma
Gli artisti che danno vita
alla rassegna proprio per la vicinanza con il Futurismo nell’associazione
concettuale della parola con l’immagine, sono nomi noti dei movimenti specifici
o prossimi alla
Poesia Visiva. viveresenigallia.it Marinetti e il futurismo hanno dato una gran spinta a tutta la letteratura europea. Il movimento che io, Eliot, Joyce e altri abbiamo iniziato a Londra non sarebbe stato senza il futurismo. www.futuristi.it/dizionario/futurismi.htm
www.librexmontale.com/rassegna_poeti/marinetti.htm
centenario 1909-2009 ILLUMINAZIONI - ROVERETO 2009 - CENTENARIO MANIFESTO MARINETTI Si può ancora dire qualcosa del Futurismo, oltre la celebrazione rituale dei cento anni che ci separano da quando Marinetti pubblicò su Le Figaro il suo celebre Manifesto? Non è già stato detto tutto con la memorabile mostra di Palazzo Grassi del 1986, uno degli ultimi focus su questo movimento, o con quella che si è appena aperta al Pompidou di Parigi? La risposta è sì, se ne può ancora parlare, se ci si mette ad "ascoltare voci" come ha scelto di fare Ester Coen, curatrice della bella rassegna Illuminazioni appena inaugurata al Mart di Rovereto ... Cosa vuol dire? Vuol dire cambiare prospettiva e "osservare da dietro le scene un quadro in forte movimento, componendo i frammenti e ritessendo le logiche per raccontare una storia d'avanguardie" afferma Coen.
E' nell'uso di questo plurale -
avanguardie piuttosto che avanguardia - che sta il senso della mostra e,
forse, la grandezza del Futurismo.
ARTE MILANO - 100 ANNI DI
FUTURISMO Futurismo 1909-2009 Velocità + Arte + Azione a Palazzo Reale.
L’obiettivo della mostra è ripercorrere l’intera parabola
della corrente, fino agli anni Trenta, all’interno dei suoi linguaggi
espressivi. Non solo quindi letteratura, o pittura e scultura, ma anche ogni
ambito di esperienza umana. Sei le sezioni e 400 le opere, tra dipinti,
disegni, sculture, paroliberismo, progetti e disegni d’architettura,
scenografie e costumi teatrali, fotografie, libri-oggetto; fino agli arredi,
oggetti di arte decorativa, pubblicità, moda. Il segmento ‘ ...
Quattrocento opere, 240 delle quali sono dipinti,
disegni, sculture mentre le restanti spaziano dal paroliberismo ai
progetti e disegni d'architettura, alle scenografie e costumi teatrali,
dalle fotografie ai libri-oggetto, fino agli oggetti dell'orizzonte
quotidiano: arredi, oggetti di arte decorativa, pubblicita', moda, tutti
segnati dall'impronta innovatrice del Futurismo.
Futuroma Futurista
-
100 anni del manifesto futurista di Marinetti
Milano LA CITTA’ DEL FUTURISMO
La mia mostra per Marinetti - il Futurismo è come il
rock
LIBRI FILIPPO TOMMASO MARINETTI
Marinetti in Campidoglio - omaggio a sessant’anni dalla
morte 1944 - 2004
Edoardo Sanguineti poeta genovese nato nel 1930 tra i fondatori della neoavanguardia e del Gruppo ’63 protagonista del primo evento del nuovo ciclo dei “Mesi d’autore” rassegna tra immagini letteratura e musica
In che modo il linguaggio tecnologico può influire su
quello poetico? Penso che sia un procedimento simile a quello che
era successo quando Filippo Tommaso
Marinetti
teorizzava le parole in libertà.
Una sperimentazione poetica che nasceva nello stesso tempo in cui si
affermava il telegramma, nuova forma di comunicazione sintetica e
veloce. Ora questo mezzo è diventato raro e cerimoniale, mentre dilagano
le e-mail e gli sms, tutte forme di comunicazione che economizzano
ulteriormente il linguaggio. Esiste ancora una
poesia di rottura, che abbia una funzione di denuncia a livello sociale
e politico? l’azione di rottura l’ha potuta avere con il gruppo
’63 o con la beat generation,
perché nasceva in un contesto particolare, in un periodo storico di
grandi cambiamenti... Ora non mi sembra ci siano le condizioni per
fenomeni analoghi, ma io non ho perso la volontà di perseguire un valore
contestativo. Non sono “sfiducioso”, perché penso che la
poesia abbia ancora la sua carica di rottura.
Sanguineti:
"Sms e chat non distruggono la poesia" EDOARDO SANGUINETI E MORTO A GENOVA IL 18 MAGGIO 2010 PER ROTTURA ANEURISMA ADDOMINALE.
DADADA
Dada e dadaismi del
contemporaneo -
1916 - 2006
- 90°
anniversario della nascita del Dadaismo tiscali.it
Dada è stato un grido, una brutta parola, un'idea
malsana, una rivoluzione assurda che si è da subito negata qualsiasi
forma di longevità. Un'invettiva contro il pensare borghese, a tratti
contro il pensiero stesso:
PAUL ELUARD - pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel Saint-Denis 14 dicembre 1895 - Charenton-le-Pont 18 novembre 1952 - è stato un poeta francese dadaista tra i maggiori esponenti del movimento surrealista con Breton .
la poesia è rivoluzione non rivolta -
è logica. Essa ha per scopo la verità pratica.
letteraturanovecentesca.splinder.com intervista a paul eluard
Il dadaismo o dada è un movimento culturale nato a Zurigo, nella Svizzera neutrale della Prima Guerra Mondiale, e sviluppato tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia, manifesti artistici), il teatro e la grafica, che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l'arte stessa. Il dadaismo ha inoltre messo in dubbio e stravolto le convenzioni dell'epoca: dall'estetica cinematografica o artistica, fino alle ideologie politiche; ha inoltre proposto il rifiuto della ragione e della logica, ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l'umorismo. Gli artisti dada sono stati volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili. it.wikipedia.org
Kurt Schwitters
Creava le sue opere con oggetti e rifiuti
Ritrovata la tomba DI Farfa -
Osvaldo Tommasini
Il Mart oltre ad essere una pregevole sede espositiva ed un’importante raccolta d’arte possiede una delle più importanti biblioteche d’arte del Novecento in Italia specializzata in particolar modo sul futurismo e la poesia visiva.
exibart
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futuristi italiani e internazionali
http://utenti.romascuola.net/bramarte/futurismo/
www.mart.trento.it CISF
http://futurismo.freeservers.com/
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1909c.htm
http://web.mclink.it/MC4200/picturage/futurismo/futurismo.htm
futurismo

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