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Xocolatl cacauatl Chocolate CIOCCOLATO
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CIOCCOLATO TRA STORIA E LEGGENDA
LE ORIGINE AZTECHE
Quetzalcoatl - serpente con le piume re-sacerdote dei Toltechi a Tula nel X secolo - fu venerato come un dio perché aveva insegnato la coltivazione del cacao agli uomini che in suo onore ne chiamarono il seme "xoko-l-atl"
Nella mitologia tolteca Quetzalcoatl (il "Serpente Piumato") era un dio bianco e barbuto. xoomer.alice.it
dio fondatore della stirpe precolombiana , una bella principessa azteca , lasciata di guardia al tesoro dal suo sposo mentre questi era in guerra , venne assalita dai nemici , che volevano costringerla ad indicare dove questo fosse nascosto . La principessa preferì morire tra atroci sofferenze piuttosto che rivelare il segreto . Dal suo sangue nacque una pianta con semi amari come la sua sofferenza , forti come la sua virtu' e rossi come il suo sangue. Fu poi il dio Quetzalcoatl a farne dono agli uomini per ricordare il sacrificio della principessa www.denuzzo.it/ www.chococlub.com http://clip.altervista.org
Quetzalcoatl The creator god of humanity represented duality by nature. Half air and half earth, the feathered serpent was one of the most important pre-Hispanic deities, the main protagonist of many of the major Mesoamerican myths and his cult was very ancient. Quetzalcoatl had different avocations: Venus as the morning star, called Tlahuizcalpantecuhtli; Xolotl, the "Precious Twin Venus as the afternoon star; and Ehecatl, god of Wind. The cult of Quetzalcoatl reached the Maya zone, where he is known as Kukulkan. Among his most important attributes are the cut shell ornament, whether used as a pectoral, earplugs or adornment in some other part of his accouterments. As the wind god, he wears a beak-shaped mask, with which he produces the wind. The image is from the Codex Borbonicus. http://archaeology.asu.edu/tm/pages2/mtm38B.htm
I PIONIERI
Al principio furono gli Olmechi. Nel 1000
a.C. scoprirono che i semi di cacao macinati e mescolati ad acqua e spezie
davano come risultato una bevanda deliziosa.
Montezuma, imperatore degli Aztechi, addolciva le
sue giornate bevendo decine di tazze di chocolatl (dall'azteco choco, cioè
cacao, e latl, acqua).
Cristoforo Colombo, al suo quarto e
ultimo viaggio nelle Indie, nel 1502, ricevette in regalo dei semi di cacao e
assaggiò il "liquore nero" ricavato da quei semi. Ma non lo ritenne degno di
nota. Nel suo diario di viaggio solo un breve appunto e nessuna lode. .....cibo
più da porci che da uomini...
Nel 1519 il conquistatore spagnolo Hernàn
Cortéz, spinto in America dal desiderio di colonizzazione, capì fin dal primo
istante che i chicchi di cacao gli sarebbero valsi una fortuna. Li portò con sé
in Spagna e la Corte spagnola ne fece un grande affare per decenni.
Dopo la Spagna nel resto dell'Europa il
"dolce cocktail" arrivò fra il 1550 e il 1600. Nelle Corti se ne parlò a lungo
come il toccasana per ogni malattia.
Tanto per citare nomi celebri: Voltaire, Goldoni,
Goethe, Stendhal, Manzoni, Mozart, D'Annunzio, Proust, Casanova, Strauss.
Insomma: sarebbe più semplice citare i grandi indifferenti, semmai ce ne sono
stati.
Giorgia, la vincitrice del festival di
Sanremo del '94, è innamorata del cacao. "Mangio troppo cioccolato" è il titolo
di uno dei suoi album, mentre la sua casa di produzione si chiama "Dischi di
cioccolato Srl".
Pentendosi del suo passato di fumatore di
sigari, il leader maximo cubano ha proclamato il suo inno al cioccolato: "Il
tabacco può uccidere, molto meglio un pezzo di cioccolato".
Nel 1630 il vescovo di Chiapa, in Messico,
stufo di assistere alle bevute di cioccolata durante i suoi sermoni, ne vietò
l'uso durante la messa. Ottenne come primo risultato l'allontanamento dei
fedeli. Fu ucciso dal veleno versato in una tazza di cioccolata.
Il burro di cacao costa 3.500 dollari alla
tonnellata (più o meno 7 milioni di lire) mentre il costo di materie grasse
vegetali, per esempio l'olio di palma, si aggira attorno ai 330 dollari alla
tonnellata (660 mila lire).
Gli effetti del cioccolato sulla salute
sono numerosi e interessanti: il cioccolato, per esempio, stimola la produzione
di endorfina, che come è noto attenua il dolore e induce euforia, mentre l’acido
stearico, componente principale dei grassi saturi del cioccolato, non fa
aumentare i livelli di colesterolo nel sangue. E' scientificamente dimostrata
poi la dipendenza (non solo psicologica) nei confronti del cioccolato, capace di
procurare al suo estimatore un diffuso stato di benessere e di soddisfazione
prolungato nel tempo. La scienza ha potuto verificare anche il ben noto il
rapporto fra cioccolato, sensualità e desiderio fisico.
Se si è soliti concludere un pranzo importante
con un dolce o una mousse al cioccolato sorge il problema dell’abbinamento,
ovvero quale vino si sposi correttamente al cioccolato. La risposta non è
univoca: i più tradizionalisti sentenziano senza possibilità di appello che
"questo matrimonio non s’ha da fare" perché, a loro avviso, il gusto del
cioccolato, invadendo tutta la bocca, impedisce agli aromi del vino di
svilupparsi e quindi di assaporarlo correttamente. Altri famosi gourmet, invece,
concedono al vino qualche possibilità, purché sia di tipo passito o liquoroso:
quindi largo al Picolit, al Vinsanto, alla Malvasia, al Passito, al Marsala.
i primi europei che scoprirono la pianta e i frutti del cacao siano stati gli uomini di Cristoforo Colombo
nel corso del quarto viaggio esplorativo, fra il 1502 e il 1504, nel momento in
cui approdarono all'isola di Gunaja, al largo dell'Honduras; le navi spagnole si
videro venire incontro una canoa indigena condotta con a bordo dei vogatori che
trasportavano, tra le altre cose, piccoli semi scuri che venivano usati dagli
indios come moneta. Erano i frutti dell'albero del cacao, ma naturalmente i
navigatori spagnoli non potevano saperlo, né tantomeno potevano immaginare quale
tesoro si nascondesse in quei piccoli semi. ....gli Aztechi, sapevano che una
tazza di “xocolatl” eliminava la fatica e stimolava forze fisiche e mentali: era
quindi uno strumento di sopravvivenza e per la trascendenza
cominciarono a spedire i semi di cacao a
tutte le loro colonie. Così sicuramente la Contea di Modica, nella Sicilia
Sud-Orientale, fu la prima nella nostra penisola a
conoscerne la lavorazione, poiché da tempo dominata dalla Spagna. Ma oggi si
ritiene ancora che fu il Marchese Francesco Antonio Carletti, grande
viaggiatore, nel 1606 a portare per primo in Italia
alcuni frutti del cacao e subito la cultura del cioccolato si diffuse in
Toscana, a Venezia e in Piemonte. Persino la Chiesa si occupò direttamente di
questo prodotto ed è nel 1569 che Papa Pio V dichiara che la cioccolata non
rompe il digiuno quaresimale poiché é una bevanda!
il primo . . .
Il primo cioccolato da masticare apparve a Londra nel 1647 (il cacao fu scoperto da Colombo nel 1502) e l'iniziale commercio fu dominato dagli olandesi. Linneo lo definì "bevanda degli dei" (1734); nel 1770 in Francia sorse la prima fabbrica di cioccolato, ma la grande diffusione si ebbe nel XIX sec.: nel 1819 François Louis Cailler aprì la prima fabbrica svizzera a Vevey (creando il prototipo della stecca di cioccolato) e nel 1825 l'olandese Coenraad Van Houten creò il cacao solubile in polvere, senza il grasso del burro di cacao. Ci vollero vent'anni prima che iniziasse la produzione su scala industriale, più precisamente in Inghilterra. Il prodotto era poco omogeneo e conteneva nelle prime ricette anche il liquore. In seguito, il processo di produzione del cioccolato si consolidò e portò alla prima tavoletta di cioccolato rettangolare come la conosciamo oggi, a opera di Rud Lindt nel 1875 a Berna. In Italia il torinese Caffarell inventò il gianduiotto, unendo il cioccolato alle nocciole, prodotto tipico piemontese; sembra che l'idea sia nata a causa delle difficoltà del neonato regno d'Italia di importare grandi quantità di cacao. Nel 1911 a Bologna, in occasione del lancio della Fiat Tipo 4, nacque il cremino Fiat di Majani. I baci Perugina nacquero nel 1922 (la produzione attuale è di mezzo miliardo di pezzi al giorno), mentre il Rocher della Ferrero è il cioccolatino italiano più venduto nel mondo. http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/cioccolato.htm
CIOCCOLATO EQUO
BANCA DEL CIOCCOLATO
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