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. NOBEL
Letteratura 2009
Herta MÜller

il panorama dei diseredati
http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/2009/ |
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LO SO MA NON POSSO ANCORA CREDERCI
non è ancora arrivata alla testa
Mi serve ancora tempo per mettere le cose in ordine. I libri sono
pronti, io no
LA MIA VITA NON CAMBIERA E
CONTINUERO A SCRIVERE
Hanno festeggiato gli abitanti di Nitchidorf, il paesino di circa
1.500 abitanti nell'ovest della Romania dove la scrittrice è nata
nel 1953. ''Ora si comincerà a parlare di Nitchidorf e ne siamo
fieri'', ha detto il sindaco, Ioan Mascovescu, sottolineando che la
Muller potrebbe diventare cittadina onoraria del villaggio, fondato
nel 1784 con la colonizzazione degli svevi.
irispress.it
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Herta MuEller è nata nel 1953 a Nitzkydorf nel Banato Svevo, regione
tedesca passata sotto la R omania.
VIVE A BERLINO.
Nel corso della
seconda guerra mondiale, il padre ha servito nelle SS; la madre
invece, nel 1945, è stata deportata in un campo di lavoro sovietico.
Sin dalla giovinezza, letteratura e politica sono le stelle polari
del futuro Nobel
E' legata a un gruppo di scrittori che praticava la letteratura come
opposizione al regime di Ceausescu.
Con la forza della poesia e la franchezza della prosa, descrive il
panorama dei diseredati
Questa la sintetica motivazione, sul sito dell'Accademia di
Svezia.In italiano esiste il romanzo 'Il paese delle prugne verdi'
edito da Keller e un racconto.
ansa - 08 Ott 2009 -
luca meneghel - loccidentale.it - 2009
La poesia
è
la forma letteraria che più facilmente si diffonde durante un regime
dittatoriale sia perchè si esprime frequentemente per metafore sia
perchè è una forma breve più facile da ricordare a memoria.
Ci sono stati momenti - ad esempio gli interrogatori della polizia -
durante i quali recitare una poesia tra sè e sè svolgeva per lei,
non credente, una funzione molto simile a quella che una preghiere
deve avere per un credente.
lastampa.it - 2009
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il paese delle prugne verdi
In una Romania degli anni Ottanta, quasi sospesa nel tempo, quattro
giovani si ritrovano uniti dal suicidio di una ragazza di nome Lola.
Da quel dolore e dalla consapevolezza di vivere in un Paese
sottomesso alla dittatura, scaturisce un comune anelito di libertà
che si nutre di letture e pensieri proibiti. Ben presto però i
quattro devono fare i conti con l'onnipresenza del terrore. Agli
interrogatori sistematici della polizia segreta, ai pedinamenti e
agli atteggiamenti intimidatori segue la perdita del lavoro e,
quand'anche si riesca a espatriare, ecco che le minacce proseguono e
la morte ritorna sotto forma di misteriosi suicidi. In tutta questa
oscurità, l'amicizia e l'amore sopravvivono.
Grazie a uno stile evocativo e immaginifico, Herta Müller - che come
la protagonista del romanzo appartiene a una minoranza di lingua
tedesca della Romania - riesce a trovare e far scaturire la poesia
persino dal degrado materiale e spirituale di un'intera nazione.
Il libro si è aggiudicato l'IMPAC International Dublin Literary
Award ed è tradotto in numerose lingue.
anobii.com - keller ed |
A livello letterario, in quale corrente europea si pone? Perchè in
Germania è così apprezzata?
"La scrittura di Herta Müller si nutre della
miglior tradizione letteraria europea e di lingua tedesca senza
appartenere a nessuna corrente: è anche in tal senso davvero unica e
proprio per questo tanto apprezzata. Tutta la sua produzione
testimonia poi la ricerca del significato di concetti difficili come
'identità', 'assimilazione' o 'patria', che hanno segnato
profondamente la tormentata storia della Germania e dell'Europa nel
XX secolo.
A suo avviso, è meritevole del Nobel?
"Assolutamente sì e sicuramente anche più di
altri che l'hanno ricevuto. Non si tratta in nessun senso di una
letteratura minore, ma di una che affronta in maniera originalissima
e uno stile ineguagliabile tematiche davvero
centrali del nostro tempo".
intervista a Paola Buzzi grande conoscitrice di Herta Muller
- Antonio Prudenzano -affaritaliani.it - 2009
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RICONOSCIMENTI PRINCIPALI
1972 - 1976 Studia
germanistica e letteratura rumena a Timisoara
1972 - 1975 Membro dell’”Aktionsgruppe Banat”
1976 Lavora come traduttrice in una fabbrica di macchinari, poi come
insegnante e inizia l’attività di scrittrice
1984 Premio letterario “Aspekte”
1987 Emigra a Berlino
premio “Ricarda Huch” della città di Darmstadt
1989 Premio “Marie Luise Fleißer” della città di Ingolstadt
1990 Medaglia commemorativa “Roswitha” della città di Bad
Gandersheim
1991 Premio letterario “Kranichstein”
1994 Premio “Kleist”
1995 Premio letterario europeo „Aristeion"
viene nominata “Stadtschreiberin” (scrivano cittadino) di
Bergen-Enkheim
premio letterario della città di Graz
elezione nell’Accademia Tedesca per la Lingua e la Poesia
1998 IMPAC Dublin Literary Award
premio letterario “Ida Dehmel”
1999 Premio “Franz Kafka”
2001 Premio degli oratori “Cicerone” conferito dalla casa editrice “Verlag
für die deutsche Wirtschaft”
2002 Medaglia Carl Zuckmayer del Land Renania-Palatinato
2003 Premio “Joseph Breitbach” per la letteratura tedesca
2004 Premio letterario della fondazione “Konrad Adenauer”
2006 Premio letterario “Walter Hasenclever” per l’opera omnia
scritturaimmanente.it
kellereditore.it
goethe.de
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. NOBEL Letteratura 2008
Jean-Marie
Gustave Le Clezio
autore
di nuove partenze avventure poetiche
ESPLORATORE DELL'UMANITA

très ému et très touché ... C'est un grand honneur pour moi
.
On écrit pour avoir des réponses - c'est une réponse .
My books are what
resemble me most
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A child in Mauritius and
Nigeria, a teenager in Nice, a nomad of the American and African
deserts, Jean-Marie Le Clezio is a citizen of the world, the
son of all continents and cultures - Sarkozy said -
A great traveler, he embodies the influence of
France, its culture and its values in a globalized world.
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La famiglia di Le Clézio
è originaria della Bretagna emigrata verso le isole Maurizie nel
Settecento (suo padre era chirurgo nel esercito
francese in Africa).
NATO A NIZZA NEL 194 0 -
Egli inizia a
scrivere dall'età di 7/8 anni, e malgrado i molti viaggi trascorsi,
non smise mai di farlo.
Effettua gli studi nel collegio universitario letterario di Nizza e
dopo essersi laureato in lettere, diventa insegnante negli Stati
Uniti d'America.
A soli 23 anni, pubblica con Gallimard la sua prima opera: Le procès
verbal (il Verbale) e diventa noto ricevendo il Premio Renaudot e
mancando per poco il Premio Goncourt.
Da allora pubblica più di 30 liberi : fiabe, ROMANZI , saggi,
novelli, due traduzioni dalla mitologia indiana e anche innumerevoli
prefazioni e articoli e alcune contribuzioni all’opere collettive.
Nella sua opera, si può distinguere abbastanza nettamente due
periodi.
Dal 1963 al 1975, i ROMANZI e i saggi di Le Clézio esplorano i temi
della follia, del linguaggio, della scrittura, con la volontà di
esplorare certe possibilità formali e tipografiche, come fecero
altri scrittori della sua epoca: Georges Perec e Michel Butor. Le
Clézio si conquistò allora l’immagine di scrittore innovatore e
ribelle che gli procurò l’ammirazione di Michel Foucault e Gilles
Deleuze.
Al fine degli anni '70 Le Clézio compie un cambiamento nel suo stile
e pubblica liberi più leniti. La sua scrittura è più serena e i temi
dell’infazia, della minoranza, del viaggio, passano al primo piano.
Questo modo letterario seduce il suo grande pubblico. Nel 1980, è il
primo a ricevere il Primo Paul Morand conferito dall’Académie
française, per la sua opera "Désert".
Nel 1994 è eletto scrittore
vivente più grande della lingua francese
wikipedia.it |
L'AFRICANO
Mio padre aveva fatto un'altra scelta. Forse per orgoglio, per
sottrarsi alla mediocrità della società inglese, certamente per
spirito d'avventura. E questa scelta gli era costata cara. L'aveva
precipitato in un altro mondo, trascinato verso una nuova vita,
esiliato durante la guerra, privato di moglie e figli e reso, in un
certo senso, irrimediabilmente straniero.
Per lungo tempo ho sognato che mia madre fosse nera. In seguito,
quando mio padre è andato in pensione ed è venuto a vivere con noi
in Francia, ho scoperto che era lui l'africano.
wuz.it |
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