è sempre la  gioRNaTa internAziONaLe  del  gATto

 

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   curIosita - libri - film -  HAIKU - origini -  POESIA - SCHROEDINGER - CLONAZIONE - SALUTE - LINKS    

 

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gatto di Schrödinger
IL GATTO AL 50% VIVO ED AL 50% MORTO

 
La storia del gatto di schroedinger (dal nome di Erwin schroedinger, il pioniere della meccanica quantistica collega di Heisenberg) spinge questa idea anche più in là: anche un gatto potrebbe essere in una sovrapposizione di stati di tipo quantistico fino all'intervento di un osservatore umano. Ecco la storia dell'infelice gatto.
Si prepara una scatola che dovrà essere occupata dal gatto.   Dentro la scatola si colloca un piccolo campione di radio, insieme a un rivelatore che segnalerà ogni decadimento dei nuclei di radio di quel campione. II campione è stato scelto in modo che vi sia una probabilità del 50 per cento che nel periodo di un'ora si verifichi un decadimento. Al verificarsi di un decadimento si chiuderà un circuito il quale metterà in azione un meccanismo che romperà una fiala contenente un liquido: rovesciandosi sul pavimento della scatola, esso diffonderà dei vapori letali che uccideranno il gatto.
Il gatto è collocato nella scatola e si chiude il coperchio lasciando passare un'ora. Allo scoccare dell'ora un osservatore umano si avvicina e apre la scatola per vedere cosa è successo. Secondo un punto di vista estremista, che non è il più diffuso in meccanica quantistica, solo in quel momento il sistema sarà costretto a entrare in uno dei due stati particolari, gatto vivo o gatto morto, che sono rappresentati insieme come una sovrapposizione nella funzione d'onda del sistema. Si noti che l'aspetto casuale deve essere di origine quantistica: il decadimento del radio.
Questo esperimento mentale non avrebbe lo stesso senso se vi fosse una roulette al posto del radio.
Uno potrebbe obiettare dicendo: « Aspetta un attimo! Un gatto vivo non è un osservatore cosciente quanto un essere umano? » Probabilmente è così, ma bisogna osservare che il gatto può essere anche un gatto morto, e quindi certo non un osservatore cosciente. In effetti nel gatto di Schródinger abbiamo creato una sovrapposizione di due stati particolari uno dei quali ha lo status di osservatore mentre l'altro no. Che fare allora?

Per molti fisici la distinzione tra i sistemi con lo status di osservatore e gli altri è sembrata artificiale e persino ripugnante. Inoltre l'idea che l'intervento di un osservatore causi un « collasso della funzione d'onda », un salto improvviso in uno stato particolare scelto a caso, introduce una nota di capriccio nelle leggi fondamentali della natura.

 

Il paradosso del gatto di Schrödinger

è un esperimento mentale ideato da Erwin Schrödinger allo scopo di dimostrare come quella che era l'interpretazione classica della meccanica quantistica risulta essere incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico.

it.wikipedia.org

 

 

LIBRO - I Gatti di Schrödinger - Davide Fiscaletti

macrolibrarsi.it

 

 

  Einstein : « Der Herrgott würfelt nicht! » dio non gioca a dadi      

di henri laborit

COM'E' DIFFICILE RIUSCIRE A  DARE UN'OCCHIATA ALLE CARTE DI DIO MA NON CREDO PER UN SOLO ISTANTE CHE LUI GIOCHI A DADI...  - lettera del 21.3.1942 a a cornelius lanczos il quale per confutare la teoria della relatività affermava che un osservatore puo' influenzare la realtà - come sostiene la teoria del quanti - pare che il fisico niels bohr abbia detto ad einstein 'lei la smetta di dettare a dio quello che deve fare!'             pensieri di un uomo curioso - pag 131

www.fmboschetto.it/            www.vialattea.net/odifreddi/bio/schrod.htm    

 

 

credo sia necessario risolvere i problemi concettuali della meccanica quantistica. Tra questi il paradosso del gatto di schroedinger secondo cui un gatto può essere vivo e morto nello stesso tempo.       roger penrose                              http://www.unita.it/

Acoustic Kitty - ESPERIMENTO FALLITO
Acoustic Kitty was a CIA project launched in the 1960s attempting to use cats in spy missions. A battery and a microphone were implanted into a cat and an antenna into its tail. Due to problems with distraction, the cat's sense of hunger had to be removed in another operation. Surgical and training expenses are thought to have amounted to over 10 million British pounds.
The first cat mission was eavesdropping on two men in a park outside the Soviet compound on Wisconsin Avenue in Washington, D.C.. The cat was released nearby, but was hit and killed by a taxi almost immediately. Shortly thereafter the project was considered a failure and declared to be a total loss.

http://en.wikipedia.org/wiki/Acoustic_Kitty

Acoustic Kitty  -  progetto  CIA 1960  -  tentativo di utilizzare gatti in missioni di spionaggio.
Una batteria e un microfono sono stati impiantati in un gatto e un'antenna nella sua coda. ... spesi 10 milioni di sterline .     La prima missione  è stata compiuta  in un parco per ascoltare due persone ma POCO DOPO  l'animale fu investito ed ucciso da un taxi .... il progetto è stato considerato un fallimento  totale.

 

 

 

 

 

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CLONAZIONE  VIVISEZIONE

 

IL CERVELLO DEL GATTO CLONATO IN UN CHIP
Lo studio degli scienziati Ibm e della Stanford University. «Daremo ai robot la facoltà cognitiva». «Tra dieci anni realizzeremo anche quello umano»
Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. …. utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. …. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d’azione, in tal caso non necessaria.
…«La barriera da superare per dare ai robot la facoltà della cognizione umana — dice Giulio Sandini dell’Istituto italiano di tecnologia — è quella di riuscire a comprendere come percepire gli stimoli esterni e da questi produrre una decisione conseguente, quindi un’azione in un certo modo consapevole ». Questo è appunto l’obiettivo dichiarato dai protagonisti del simulatore felino. «Entro dieci anni — promettono — realizzeremo anche quello dell’uomo»
Giovanni Caprara - corriere.it/scienze_e_tecnologie - 2009

22.12.2001  il primo gatto clonato - copycat

 

Si deve alla colombiana Martha Cecilia Gomez e allo statunitense Earle Pope la nascita di Ditteaux (copia, in francese), il primo gatto selvatico clonato e che rappresenta un passo importante per la salvaguardia delle specie in via di estinzione.

Diversa la personalità, diverso l'aspetto: Rainbow, la madre genetica di Copycat, è riservata e rotondetta. Copycat è invece curiosa, giocherellona e molto più snella. Perfino il colore del mantello dei due felini non si assomiglia: Rainbow è un classico gatto “calico”, con macchie dal bianco al marrone; la gattina clonata è tigrata, a strisce bianche e grigie.

rai.it   larepubblica.it    veterinari.it   ecplanet.com   salute.aduc.it/staminali/

 

 

 

La prima gattina clonata è diventata mamma  - 2006
Copy Cat, il primo gatto clonato, e' diventata mamma di tre gattini, secondo quanto annunciato dai suoi 'papa'', i ricercatori americani della Texas A&M University. I cuccioli, nati grazie a un normale rapporto sessuale di Copy Cat con il 'migliore amico' Smokey, assomigliano come gocce d'acqua alla madre, ma Duane Kraemer, responsabile del progetto che ha portato alla clonazione del primo animale da compagnia, ha assicurato che la scienza in questo caso non ha avuto nessun ruolo e che sia stata la natura ad aver fatto il suo corso. Nata nel 2001, Copy Cat non e' l'unico esemplare di gatto clonato ad avere avuto figli: e' gia' stato preceduto da una coppia felina di New Orleans.              

i cuccioli di copycat - tiscali 2006     gattivity.it

 

 

clonazioni in rete  
Una compagnia americana offre la possibilità di clonare i propri amati felini domestici alla modica somma di 50,000$. Non è la trama di una improbabile science-fiction, è nuda e cruda “fantarealtà”. La ditta californiana Sausalito, specializzata in “Genetic Savings & Clone”, promuove le sue offerte all’ultimo grido via e-mail. ...

ecplanet.com          

ecologiasociale.org 

 


Venduto il primo gatto clonato
Finanziata dal miliardario John Sperling, la Genetic Savings & Clone  ha annunciato di aver venduto la sua “creatura” ad una donna texana per 50.000 dollari. Il gatto è un clone di “Nicky”, 17 anni, razza Maine Coon, morto a settembre.
La Genetic Savings and Clone ha creato almeno cinque gatti dal 2001, compreso il primo mai clonato. La compagnia spera di consegnare altri cinque animali ai clienti che hanno pagato il gettore di 50.000 dollari. Entro il prossimo anno i gatti clonati arriveranno a quota cinquanta.

geneticsavingsandclone.com               ilgiorno.quotidiano.net               ecplanet.com              ecologiasociale.org

 

The first cloned cat

nicknamed Copycat, was born in 2002 at Texas A&M University. Many other animals such as cows, dogs, pigs, bulls and goats have been successfully cloned by a number of researchers in North America, Europe and South Korea.
Kong cloned a cat in 2004 for the first time in the country. He has since worked as director of research at a state-supported project to clone animals for therapeutic research.
To clone the Turkish Angola cats, Kong's team used skin cells of the mother cat. They modified its genes to make them fluorescent by using a virus, which was transplanted into the ova. The ova were then implanted into the womb of the donor cat.
Called reproductive cloning, the method has been mostly used in cloning animals that are genetically identical, until Kong's kittens were born with the tampered genes.
The technique differs from therapeutic cloning, which is to make a ``stem cell'' that can be guided to grow into a specific body part. Former Seoul National University professor Hwang Woo-suk used this method in his human stem cell cloning research, which was later found to have used fabricated data.

indizio@koreatimes.co.kr          http://www.koreatimes.co.kr

 

LA CLONAZIONE NON SARA' MAI PERFETTA

uniba.it

 

IL GATTO ANALLERGICO - GGD - GATTO GENETICAMENTE DIVERGENTE   . . . 
Abbandonati i progetti di clonazione, Allerca ora sta concentrandosi sull'allevamento selettivo degli esemplari a basso contenuto allergico: un portavoce ha dichiarato che i primi 500 gatti "GD" (Geneticamente Divergenti) saranno consegnati nel 2007.  

http://futuroprossimo.blogosfere.it

 

 

2007 scienza e follia - clonazione e gatti fluorescenti
Il gatto che diventa rosso fosforescente se esposto ai raggi ultravioletti è stato invece creato per clonazione in Corea del Sud, presso l’università Gyeongsang. Nel 2006 a Taiwan era stato fabbricato un suino che grazie all’inserimento di una proteina speciale luccicava di verde al buio. Il 2007 è stato l’anno del gatto luminoso. Ma che necessità c’è del felino fosforescente? Può forse tornare utile di notte, perchè gli automobilisti non lo investano? No, niente di tutto ciò. Gli astuti ricercatori sudocoreani hanno aggiunto questa caratteristica perchè sanno come va il mondo.Lo hanno fatto per colpire la fantasia della gente e meglio reclamizzare la creatura da loro clonata, che dovrebbe servire da cavia ideale per lo sviluppo di nuovi farmaci di cui l’umanità ha un disperato bisogno.
lastampa.it

 

Chi ama gli animali non li clona
Una nuova frontiera dello sfruttamento degli animali d'affezione: la clonazione.
La clonazione di cani e gatti e' una tragica, oscena storia che dura da almeno 7-8 anni. Un misto di follia tecnologica, business truffaldino, speculazione sui sentimenti altrui e tanta sofferenza per gli animali.

Clonazione e violenza sugli animali
Il processo di clonazione consiste nel raccogliere delle cellule del donatore (tramite una biopsia) da cui si estrae il DNA che poi viene inserito in ovociti prelevati da animali della stessa specie. Questi vengono poi impiantati in madri surrogate nelle quali viene indotto il ciclo riproduttivo attraverso una massiccia sommnistrazione di ormoni. L'animale che nasce, quasi sempre per parto cesareo, avra' i tratti genetici del donatore e di quello da cui e' stato prelevato l'ovocita.
Ma quanti animali nascono in questo modo? Sulla base di quanto e' stato pubblicato, il tasso di fallimento e' del 99.6% o, se si preferisce, solo lo 0.4% degli embrioni impiantati diventa un cucciolo e sopravvive oltre i 30 giorni. Questo vuol dire che per ottenere un animale clonato, servono in media 250 tentativi, vale a dire, per un cucciolo che nasce sano, 249 cuccioli nascono sofferenti e muoiono poco dopo, o vengono uccisi, o nascono morti, e in diversi casi la madre "ospitante" puo' subire gravi conseguenze.
In piu', questi animali non sono nemmeno protetti dalle gia' minime regole che governano i laboratori di vivisezione: infatti, e legalmente, in America questi laboratori sono al di fuori del "Animal Welfare Act", e in Sud Corea, altro paese in cui si fanno questi esperimenti, e' peggio ancora.
Chi clona e' anche colpevole di truffa
In questo "business" sono coinvolte anche delle universita' che motivano questo genere di ricerche per possibili applicazioni in campo umano (...quali?) o per la salvaguardia delle specie in via di estinzione... le aziende private invece si danno come "mission" quella di venire incontro alle persone (molto danarose) che vorrebbro un clone del loro cane o del loro gatto nell'illusione di poter cosi' superare il dolore della perdita.
Volere un animale "come l'altro" e' un desiderio del tutto umano e normale, e lo sa bene chi si occupa di adozioni e sente ogni giorno richieste del genere. Questi pseudo-scienzati e autentici truffatori sfruttano il dolore delle persone offrendo loro il mito dell'animale copia. Ben sapendo di ingannare il prossimo sul piano dei sentimenti, prima ancora che su quello del portafoglio, e non curandosi certo della sorte delle migliaia di animali che vengono sacrificate per questo sporco affare.
Ma di certo la colpa e' anche delle persone che chiedono la clonazione del proprio animale: non ci si puo' sempre nascondere dietro l'ignoranza, e prima di prendere una decisione del genere bisogna per lo meno informarsi su che cosa questa pratica implica. Una volta chiaro che questo significa violenza sugli animali, sofferenza, e morte, nessuna persona che "ami gli animali" potrebbe mai decidere di voler clonare il suo animale defunto.
Ma c'e' di peggio...
Bisogna pero' ricordare che questo dei pet e' un mercato "di nicchia" e che il grosso affare della clonazione e della manipolazione genetica degli animali interessa la zootecnia per la clonazione dei riproduttori (maschi utilizzati per il seme) e la "ricerca bio-medica". Due sono i campi principali in cui si usano queste tecniche: nella "produzione" di roditori geneticamente modificati per essere portattori di specifiche patologie, e nella creazione di animali transgenici (specialmente maiali) per la ricerca sugli xenotrapianti.
agireora.org
aavs.org

 

 

 

Il cane eroe dell'11/9 verrà clonato
Trakr che salvò molte persone dalle macerie delle Torri Gemelle, sta per morire
L'animale un pastore tedesco di 15 anni è gravemente debilitato da una malattia neurologica che gli ha causato la perdita della mobilità negli arti posteriori
corriere.it

 

 

NATI PRIMI CANI-FOTOCOPIA SU COMMISSIONE          ( LAV :  aberrante ! )
Ecco Fido, Fido, Fido, Fido e Fido. Sono nati in Corea del Sud e sono i primi cloni a pagamento di un cane da compagnia. Per la bella cifra di 50 mila dollari, Bernann McKinney ha commissionato ai genetisti coreani la creazione di cinque cuccioli identici al suo amato e compianto Booger, un bull terrier passato a miglior vita. Oggi a Seul e' stata organizzata una conferenza stampa per mostrare al mondo le immagini dei piccoli cani, nati a partire da cellule della pelle del loro papa'-clone. Gli scienziati dell'universita' della capitale coreana, tra cui anche uno dei creatori di Snuppy, il primo cane-clone, da tempo avevano dichiarato di essere pronti a vendere il servizio di 'clonazione espressa' per chi voleva restare sempre accanto al suo amato cane o gatto preferito. E ora ne hanno dato prova. .......               i ricercatori coreani della Rnl Bio si sono detti pronti ora ad "accettare prenotazioni di altri clienti". Aggiungendo che "i prezzi sono destinati a scendere perche' la tecnica di clonazione ha raggiunto ora un evidente successo". Ma nel futuro dell'azienda, molto attenta alle possibili fonti di guadagno, non ci sono solo cani o gatti. Con un occhio ai mercati piu' ricchi, il direttore esecutivo Ra Jeong-Chan ha dichiarato all'agenzia di stampa francese Afp che "l'intenzione e' quella di mettere a punto la clonazione di dromedari e cammelli per le persone agiate del Medio Oriente".
Sal_Ct_Adnkronos - ansa - lastampa.it - ltempo.ilsole24ore.com


 

 

Cruenta antieconomica e soprattutto poco affidabile.
Il tossicologo francese Claude Reiss sostiene che la
sperimentazione animale E' una pratica obsoleta

 

 

 

no  vivisezione

La Pelle - 1949 -  di Curzio Malaparte
pseudonimo di Kurt Erick Suckert - padre tedesco e madre italiana - 1898-1957

.....
L'incontro di un uomo e di un cane, è sempre l'incontro di due liberi spiriti, di due forme di dignità, di due morali gratuite. Il più gratuito, e il più romantico, degli incontri. Di quelli che la morte illumina del suo pallido splendore, simile al color di una luna morta sul mare, nel cielo verde dell'alba.
....
Un giorno Febo uscì, e non tornò più. Lo aspettai  fino a sera, e scesa la notte corsi per le strade, chiamandolo per nome. Tornai a casa a notte alta, mi buttai sul letto, col viso verso la porta socchiusa. Ogni tanto mi affacciavo alla finestra, e lo chiamavo a lungo, gridando.
All'alba corsi nuovamente per le strade deserte, fra le mute facciate delle case che, sotto il cielo livido, parevano di carta sporca.

Non appena si fece giorno, corsi alla prigione municipale dei cani. Entrai in una stanza grigia, dove, chiusi in fetide gabbie, gemevano cani dalla gola ancora segnata dalla stretta del laccio del chiappino. Il guardiano mi disse cheforse il mio cane era rimasto sotto una macchina, o era stato rubato, o buttato a fiume da qualche banda di giovinastri. Mi consigliò di fare il giro dei canai, chi sa che Febo non si trovasse nella bottega di qualche canaio ?

Tutta la mattina corsi di canaio in canaio, e finalmente un tosacani, in una botteguccia presso la Piazza dei Cavalieri, mi domandò se ero stato alla Clinica Veterinaria dell'Università, alla quale i ladri di cani vendevano per pochi soldi gli animali destinati alle esperienze cliniche. Corsi all'Università,
ma era già passato mezzogiorno, la Clinica Veterinaria era chiusa. Tornai a casa, mi sentivo nel cavo degli occhi un che di freddo, di duro, di liscio, mi pareva di aver gli occhi di vetro.

Nel pomeriggio tornai all'Università, entrai nella Clinica Veterinaria. Il cuore mi batteva, non potevo quasi camminare, tanto ero debole e oppresso dall'ansia. Chiesi del medico di guardia: gli dissi il mio nome. Il medico, un giovane biondo, miope, dal sorriso stanco, mi accolse cortesemente, e mi fissò a lungo prima di rispondermi che avrebbe fatto tutto il possibile per aiutarmi.

Aprì una porta, entrammo in una grande stanza nitida, lucida, dal pavimento di linoleum azzurro. Lungo le pareti erano allineate l'una a fianco dell'altra, come i letti in una clinica per bambini, strane culle in forma di violoncello: in ognuna di quelle culle era disteso sul dorso un cane dal ventre aperto, o dal cranio spaccato o dal petto spalancato.

Sottili fili di acciaio, avvolti intorno a quella stessa sorta di viti di legno che negli strumenti musicali servono a tender le corde, tenevano aperte le labbra di quelle orrende ferite: si vedeva il cuore nudo pulsare, i polmoni, dalle venature dei bronchi simili a rami d'albero, gonfiarsi proprio come fa la chioma di un albero nel respiro del vento, il rosso, lucido fegato contrarsi adagio adagio, lievi fremiti correre sulla polpa bianca e rosea del cervello come in uno specchio appannato, il groviglio degli intestini districarsi pigro come un nodo di serpi all'uscir dal letargo. E non un gemito usciva dalle bocche socchiuse dei cani crocifissi.

Al nostro entrare, tutti i cani avevano rivolto gli occhi verso di noi, fissandoci con uno sguardo implorante, e al tempo stesso pieno di un atroce sospetto: seguivano con gli occhi ogni nostro gesto, ci spiavano le labbra tremando.
Immobile in mezzo alla stanza, mi sentivo un sangue gelido salir su per le membra; a poco a poco diventavo di pietra. Non potevo schiuder le labbra, non potevo muovere un passo. Il medico mi appoggiò la mano sul braccio, mi disse «coraggio». Quella parola mi sciolse il gelo delle ossa, lentamente mi mossi, mi curvai sulla prima culla. E di mano in mano che progredivo di culla in culla, il sangue mi tornava in viso, il cuore mi si apriva alla speranza. A un tratto, vidi Febo.

Era disteso sul dorso, il ventre aperto, una sonda immersa nel fegato. Mi guardava fisso, e gli occhi aveva pieni di lacrime. Aveva nello sguardo una meravigliosa dolcezza. Respirava lievemente, con la bocca socchiusa, scosso da un tremito orribile. Mi guardava fisso, e un dolore atroce mi scavava il petto. «Febo» dissi a voce bassa. E Febo mi guardava con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Io vidi Cristo in lui, vidi Cristo in lui crocifisso, vidi Cristo che mi guardava con gli occhi pieni di una dolcezza meravigliosa. «Febo» dissi a voce bassa, curvandomi su di lui, accarezzandogli la fronte. Febo mi baciò la mano, e non emise un gemito.

Il medico mi si avvicinò, mi toccò il braccio:  «Non potrei interrompere l'esperienza» disse «è proibito. Ma per voi... Gli farò una puntura.   Non soffrirà».
Io presi la mano del medico fra le mie mani, e dissi, mentre le lacrime mi rigavano il viso: «Giuratemi che non soffrirà».
«Si addormenterà per sempre» disse il medico «vorrei che la mia morte fosse dolce come la
sua.»
Io dissi: «Chiuderò gli occhi. Non voglio vederlo morire. Ma fate presto, fate presto!».
«Un attimo solo» disse il medico, e si allontanò senza rumore, scivolando sul molle tappeto di linoleum. Andò in fondo alla stanza, apri un armadio.

Io rimasi in piedi davanti a Febo, tremavo orribilmente, le lacrime mi solcavano il viso. Febo mi guardava fisso, e non il più lieve gemito usciva dalla sua gola, mi guardava fisso con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Anche gli altri cani, distesi sul dorso nelle loro culle, mi guardavano fisso, tutti avevano negli occhi una dolcezza meravigliosa, e non il più lieve gemito usciva dalle loro gole.

A un tratto, un grido di spavento mi ruppe dal petto: «Perché questo silenzio?» gridai, «che è questo silenzio?».
Era un silenzio orribile. Un silenzio immenso, gelido, morto, un silenzio di neve.
Il medico mi si avvicinò con una siringa in mano: «Prima di operarli» disse «gli tagliano le corde vocali».
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