è sempre la   gioRNaTa  inter nAziONaLe MonDialE  del  gATto

 

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   curIosita - libri - film -  HAIKU - origini -  POESIA - SCHROEDINGER - CLONAZIONE - SALUTE - LINKS    

 

Myeu

per gli Egizi numerosi animali erano sacri  simboleggiando le manifestazioni benefiche  o malefiche delle divinità   -  Così il gatto si ritrovò a impersonare la dea Bastet  dal corpo di donna e la testa di gatta protettrice della casa e della fertilità .     inizialmente veniva tuttavia raffigurata con sembianze da leone.

La parola  'gatto'  -  'myeu  in egiziano/geroglifici e una mummia di gatto avvolta in bende bicolori esposta al Museo Egizio di Torino

erewhon.ticonuno.it   -   museoegizio.it

https://youtu.be/WYbjHLmp7Ig

ancient egyptian word for 'cat' was 'mau' which means 'to see'

fb/animalfacts

 

 

 

Io sono il gatto che lottò coraggiosamente presso l'Albero di Acacia ad Eliopoli, la notte in cui i nemici del Tramonto furono distrutti .
CHI E QUESTO GATTO  ?    Questo gatto maschio è il il dio del sole Ra in persona che fu chiamato Mau per il discorso che il dio Sa fece su di lui.   Egli è simile a colui che lo ha creato e quindi il nome di Ra diventa Mau. Altri, però, dicono che il gatto maschio è Shu, dio dell'aria, che trasferì tutti i beni del dio della terra Geb ad Osiride .
Il libro dei morti - 3mila aC circa
I am the cat who fought bravely at the Acacia tree to Heliopolis the night sunset enemies were destroyed.     Who is this cat?   This male cat is the Sun God Ra in person who was called Mau for the speech that God knows he made upon him: He is similar to the one who created it, and then the name of Ra becomes Mau. Others, however, say that the male cat is Shu, the God of air, which moved all the goods of the Earth God Geb to Osiris.
As regards the fight which took place near the Acacia tree to Heliopolis these words refer to the massacre of the children of the rebellion when he was given the just reward for all the evil they had done. And speaking of the night of the battle, these words are related to the invasion of the eastern part of the sky by sons of rebellion from which arose a great battle in heaven and on Earth.
the book of the dead - prior to 3000 BC

 

 

 

 

The Egyptians did not distinguish between a wild cat and a domesticated cat
all cats were known as "miu" - or "miut" - often translated as "he or she who mews".      The origin of this name is not clear but it seems likely that it is an onomatopoetic reference to the sound a cat makes - mew.     However, some commentators have suggested that it also related to the word miw  -  to see .       It seems that it was rare for a cat to be given its own specific name  - rather than being called "miu" or "miut". However, there are exceptions such as the cat named "Nedjem"  - "sweetie" - and another named "Tai Miuwette"  - "the little mewer" -  who was the companion of crown prince Thutmose  - eldest son of Amenhotep iii and brother of Akhenaten.    Little girls were often named "Miut"  - literally meaning "female cat" -  displaying the Egyptians fondness for both cats and children.
ancientegyptonline.co.uk

 

 

 

 

storia del gatto dalla preistoria all'antico egitto
Secondo molti studiosi, il più antico antenato del gatto risale a circa 50 di milioni di anni fa. Al Miacis seguirono l'Hoplophoneus e il Dinictis. Quest'ultimo sviluppò una bocca molto muscolosa con dentatura tipica dei carnivori e la "terza palpebra" tipica dei felini. Nonostante abbiano probabilmente antenati comuni, i gatti si sono evoluti alcuni milioni di anni prima del cane. Il primo animale accostabile ai moderni felini è lo Smilodon detto anche "gatto con i denti a sciabola", che visse 25 milioni di anni fa. I primi gatti moderni furono il gatto di Martelli, che si è successivamente estinto, ed il gatto di Pallas da cui hanno origine i felini che oggi abitano le nostre case.

Tra i 900mila ed i 600mila anni fa, le foreste erano popolate dal gatto selvatico europeo Felis silvestris che nel corso delle glaciazioni migrò verso anche altre regioni e si ridusse di taglia. Quando i ghiacci si ritirarono, gli esemplari migrati rimasero isolati nei diversi continenti, dando vita a nuove specie come il gatto del deserto ed il gatto selvatico africano Felis libica in Africa, o il gatto del deserto cinese ed il gatto della giungla in Asia. Si pensa che sia il gatto africano, più propenso ad avvicinarsi ai centri abitati, il vero progenitore del gatto domestico. Infatti, le sue origini sono state individuate nell'area della valle del Nilo, proprio dove, durante la civiltà dell'Antico Egitto, il gatto comparve per la prima volta "ufficialmente" intergrato nella vita dell'uomo.

rai.it - gattiandcats.it

 

 

 

La dea egizia dalla testa di gatto Bastet

era in senso stretto una divinità del culto solare fino all'arrivo dell'influenza greca sulla società egiziana, quando ella divenne una dea lunare, ciò dovuto al fatto che i Greci la identificassero con Artemide. A partire dalla II Dinastia, Bastet era originariamente raffigurata come un gatto selvatico del deserto oppure come una leonessa, e venne associata ad un felino domestico solo intorno al 1000 a.C. Bastet  era comunemente accoppiata a Sekhmet, la dea dalla testa di leone di Memphis,   Wadjet e ad Hathor. Bastet era la "Figlia di Ra", una designazione che la collocava nello stesso rango di dee quali Maat e Tefnut. In più, Bastet era uno degli Occhi di Ra, titolo di un dio "vendicatore" mandato specificamente ad annientare i nemici dell'Egitto e dei Suoi dei. Il culto di Bastet era centrato a Bubastis dalla IV Dinastia. Nel tardo periodo Bubastis fu la capitale dell'Egitto per una dinastia, e pochi re annoverarono il suo nome nei loro titoli reali. Bubastis fu resa famosa da Erodoto nel IV secolo a.C., quando egli descrisse nei suoi annali una delle festività che avevano luogo in onore di Bastet. Scavi nelle rovine di Tell-Basta hanno fruttato molte scoperte, incluso un cimitero di gatti sacri mummificati. Poiché i Greci identificarono Bastet con Diana ed Artemide e Horus con Apollo, Bastet fu annoverata nel mito di Osiride ed Iside come loro figlia (questa associazione, comunque, non fu mai fatta prima dell'arrivo dell'ellenismo in Egitto. Bastet  è detta madre del dio dalla testa di leone Mihos, che era anch'egli venerato a Bubastis, insieme a Thoth). Bastet  è raffigurata più comunemente come una donna con la testa di un gatto o leone, oppure propriamente come gatto.

dea bastet - louvres parigi  -    grazitaly.spaces.live.com   -     misteria.org   -  bibleistrue.com

  

 

 

 

 

si narra

che, per non disturbare il sonno del suo gatto Muezza,    addormentatosi sulla manica della sua jallaba, il Profeta tagliò la manica del proprio abito. Al ritorno di Maometto, Muezza gli si inchinò tre volte davanti   -  non è difficile immaginare il tipico stretching da risveglio -  in senso di gratitudine e ricevette in cambio tre carezze sul dorso.     Alcune leggende attribuiscono a questo gesto di benedizione la capacità dei mici atterrare sani e salvi dall'alto sulle zampe.

Muezza  era un soriano. La leggenda dice che i gatti tabby hanno una "M" sulla fronte perché Maometto vi appoggiava sempre la mano .

3x3 fa 9  -   ecco qui le 9 vite del gatto  !

gattivity.it   -   angoraturco.it

LE NOVE VITE DEL GATTO  VEDI ANCHE NUMERO 17
nell’antichità 3 era il numero perfetto e il 9 ”trinità della trinità”  - cioé 3 volte 3 -  era considerato il numero per eccellenza e quindi particolarmente adatto ad un animale “fortunato” e vitale come il gatto .
PER CONTRO ANCHE IL NUMERO 7 VIENE CONSIDERATO MAGICO .
IL NOSTRO MICIO A SECONDA DEL PAESE E DELLA CULTURA VIENE CONSIDERATO A 7 OPPURE A 9 VITE  ...

Si dice che a Ulthar

che si trova oltre il fiume Skai, nessuno possa uccidere un gatto, e posso proprio credere che sia vero mentre ne guardo uno che fa
le fusa davanti al fuoco. Perché il gatto è enigmatico e intimo a cose strane che gli uomini non possono vedere. E’ lo spirito
dell’antico Egitto e il latore di miti delle città scomparse
di Meroë e Ophir. E’ il discendente dei signori della giungla e l’erede dei segreti dell’Africa sinistra e antica. La sfinge gli è cugina e gli parla la sua stessa lingua:
ma è più antico della Sfinge e ricorda cose che essa ha dimenticato ...

Howard P. Lovecraft - I gatti di Ulthar - 1897-1922 - Mondadori 1989
ilgiornale.it

 

MORTE di un GATTO

L'uccisione di un gatto anche accidentale era passibile di morte .
il gatto era sacro anche perchè cacciando i topi difendeva i raccolti - ricchezza del tempo.
le persone della casa si disperavano e
per onorare il lutto si radevano le sopracciglia.   veniva poi imbalsamato e sepolto con ogni onore.   Nei dintorni di Tebe e Menfi sono stati trovati cimiteri con duecentomila mummie circa di gatti.   Nel Libro dei Morti egizio si affermava che il gatto possedesse nove anime e godesse di nove vite successive.

digilander.libero.it/Roccogatto - felis-files.it - fb/ilovecats - fb/britishmuseum

LEGGENDA SULLA NASCITA DEL GATTO
Quella tra gatto e topo è una guerra che dura da sempre. Secondo un’antica leggenda, cominciò sull’arca di Noè durante il diluvio universale. Noè si accorse che i topi minacciavano la dispensa e allora chiese aiuto al
leone che era il re degli animali e quindi il più saggio. Questi sbuffò e dalle sue narici uscirono due gatti, un maschio e una femmina, che in fretta risolsero il problema.

edit.hr - flickr.com

dipinto funerario 1450 ac -  tomba di Nebamun -  Egitto

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Gli egizi hanno osservato negli occhi di un gatto le varie fasi lunari

perchè con la luna piena splendono di più mentre la loro luminosità diminuisce con la luna calante e il gatto maschio muta l'aspetto dei suoi occhi anche in relazione al sole; infatti , quando il sole sorge, la sua pupilla è allungata; verso mezzogiorno è rotonda e la sera non si vede affatto e sembra che l'intero occhio sia omogeneo.
Edward Topsell - felis-files.it - miti e leggende

 Les anciens Égyptiens pensaient que les yeux des chats reflètent la lumière du soleil , même en pleine nuit , lorsque les humains en étaient privés.

fb/atoutchat
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SCOPERTO CIMITERO PER GATTI IN EGITTO

... quasi cento scheletri completi ... risalenti agli anni 75-150 dopo Cristo nel sud dell’Egitto sul Mar Rosso ... studio pubblicato da Antiquity. 
Il cimitero, rinvenuto a Berenice, «sembra essere unico» perché contiene rare «tombe» soprattutto di gatti e non «mummie» di felini domestici, abbastanza diffusi nell’Egitto antico e nell’epoca romana. Nel cimitero sono stati rinvenuti anche qualche scheletro di cane e di scimmia ...
due giovani gatti avevano ciascuno un guscio d'uovo di struzzo vicino al loro collo e tre gatti erano sepolti con i collari di ferro.  
lastampa.it - rsi.ch - focus-junior.it -  24zampe/24ore - ansa - 2017

 

 

 

 

Aristotele

l'uomo è un sinolo un binomio di anima e corpo . Non si può dividere la materia dalla forma : è una realtà inscindibile; senza il binomio non può esistere la sostanza ; questo implica la mortalità dell'uomo : l'uomo è un sinolo di materia e forma : quando si scioglie una componente (il corpo) si rompe tutto . La forma è quel carattere comune a tutti gli enti di una determinata specie : la forma uomo è presente in tutti gli uomini .
Prendiamo un gatto : cosa è che rende quel gatto diverso dagli altri gatti ? E' la materia , che fa sì che lui sia , esista ; la forma fa sì che lui sia un gatto e non un cane . La materia individua la forma : la forma gatto non esiste da nessuna parte : essa è solo in tutti i gatti esistenti , ma di per sè non esiste .
Quando il gatto muore la forma e la materia si disperdono : in realtà la forma non sparisce perchè è in tutti gli altri gatti  - anche in quelli che l'han procreato .

filosofico.net

 

 

SIMBOLOGIA  ANIMALI  

era soprattutto sottoforma di animali che il dio si manifestava ai fedeli.
Bastano solo pochi esempi: Horus era un falco, Thot un ibis, Bastet una gatta, Khnum un ariete.
Un ruolo importantissimo nella religione egiziana lo aveva il gatto, chiamato con voce onomatopeica "miaou", nome passato poi in altre lingue e da cui deriva anche il verbo "miagolare".
La gatta, consacrata alla dea Bastet, simboleggiava il benefico calore del sole: il suo culto veniva celebrato soprattutto nel Basso Egitto: la città di Bubasti (odierna Zagazig) deve il suo nome alla presenza di un tempio
dedicato a questa dea.
neraluna.net

 

 

 

gatto da diecimila anni  ( ? )
Un gruppo di ricercatori francesi ha scoperto che il gatto è molto più vecchio di quanto non si pensasse finora ed avrebbe almeno 5.000 anni di più   ...  Il felino si è probabilmente avvicinato all'uomo quando questi ha cominciato a coltivare il grano. I topi invadevano i villaggi per fare man bassa delle scorte di frumento. I gatti li hanno seguiti.

newton.corriere.it

l'antenato del gatto moderno è vissuto circa 30 milioni di anni fa. Gli scienziati lo chiamarono il Proailurus che significa "primo gatto" in greco .
Il gruppo di animali cui i gatti appartengono RISALE A CIRCA 12 MILIONI DI ANNI FA .

http://it.wikipedia.org/wiki/Felidae

Gatti ed esseri umani convivono da circa 9000 anni

studio sul genoma felino realizzato presso la Washington University School of Medicine di Saint Louis.
i gatti non sono del tutto addomesticati - spiega Wes Warren -  professore si genetica della Washington University - Il 'salto' dai gatti selvaggi a quelli attuali è piuttosto recente .  per questo è stato utile trovare tracce del processo di domesticazione nel loro DNA ...
Uno dei modi per comprendere il processo di domesticazione è l'osservazione di quelle parti del DNA che sono cambiate a causa dei rapporti con l'uomo ...
I comportamenti emersi come quelli più modificati dalla convivenza con l'uomo sono corrispondenti a specifici settori del DNA.
Hanno a che fare con la memoria, la paura e il rapporto azione/beneficio -  una delle chiavi di qualsiasi processo di domesticazione - non solo animale...
Noi umani abbiamo cominciato ad apprezzare i gatti quando fu evidente la loro attitudine nella cattura dei roditori - i topi - che mettevano a rischio i raccolti.
Si ipotizza quindi che i nostri progenitori abbiano cominciato a nutrire i felini perché 'frequentassero' le aree destinate allo stoccaggio degli alimenti.
Per raggiungere tale obiettivo si innescò il meccanismo della 'ricompensa'.

I gatti selvatici risposero con discreta disponibilità, così progressivamente abbandonarono la vita solitaria e le strategie di caccia per godere degli incentivi alimentari assicurati loro dall'interesse umano ...
stefano lamorgese - rainews.it

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Indizi domestici - Confrontando il genoma di sette razze di gatto domestico e due di gatto selvatico gli scienziati hanno constatato che le parti di DNA che non combaciano sono responsabili di aspetti comportamentali legati alla paura, alla capacità di rispondere agli stimoli e alla modulazione dell’aggressività ...
Da nomadi ad agricoltori, gli uomini hanno adottato gli esemplari più docili e meno irruenti instaurando una reciproca collaborazione  ..  

Questa condizione ha poi fissato nel loro patrimonio genetico le caratteristiche che ancora oggi distinguono i felini selvaggi da quelli casalinghi, che sono più docili e più empatici nei confronti delle persone.
focus.it

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quando è avvenuta la domesticazione del gatto, e perché è avvenuta?
E’ partita dalla regione Mediterranea, soprattutto dal Nord Africa, dall’Egitto.     Fu messo nelle case ma ancor prima nei granai, per tenere a bada i topi che hanno sempre rappresentato una grossa perdita economica Nei granai e nei depositi di frumento.     Possiamo far risalire la domesticazione a circa 5.000 anni prima di Cristo, con la specie Felis libica nordafricano che poi in buona parte ha dato origine al gatto domestico come lo conosciamo noi.
nonostante la sua spiccata indipendenza dunque, il gatto si è ben adattato a questa unione con l’uomo..
Sicuramente mantiene la sua indipendenza e la sua autonomia ma chi ha un gatto scopre che dopo un po’ il nostro felino domestico è molto più simile all’affezionato cane di quanto non si creda.     In realtà il gatto sviluppa anche un’affezione con il suo padrone e questo è forse il punto di differenza maggiore tra tigre e gatto.    

La tigre è sostanzialmente un felino solitario. il gatto è anche un felino sociale come il leone. E questa è la sua doppia natura.
francesco petretti - membro del comitato scientifico wwf    -    lucio biancatelli - lastampa.it

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I gatti vivono insieme all'uomo da almeno 9.500 anni e sono l'animale domestico più diffuso al mondo, dal Nord America all'Europa.

Non sono amati in Australia dove la loro importazione per mano degli europei ha contribuito all'estinzione di diverse specie endemiche e ora i gatti selvatici sono nel mirino del piano di eradicazione del governo.
ansa - 2016

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GATTI CONQUISTATORI E DNA

i ricercatori hanno analizzato il dna mitocondriale (quello trasmesso sulla linea materna) dei resti di 209 gatti provenienti da più di 30 siti archeologici sparsi tra Europa, Africa e Medio Oriente. I campioni coprivano un intervallo temporale che partiva dal Mesolitico – il periodo immediatamente precedente l’avvento dell’agricoltura, quando gli esseri umani vivevano come cacciatori-raccoglitori – fino al 18esimo secolo. L’analisi degli scienziati, inoltre, si è basata su due punti fermi. In primo luogo, il ritrovamento dei resti di un gatto nella tomba di un uomo vissuto 9.500 anni fa a Cipro. Secondo i ricercatori, questa scoperta suggerisce che il legame tra esseri umani e gatti risale almeno all’alba della rivoluzione agricola, che si è verificata nella vicina Mezzaluna fertile circa 12mila anni fa ...
i gatti originari dell’Egitto si diffusero rapidamente in Africa ed Eurasia. Una comune linea di dna mitocondriale, infatti, rinvenuta in mummie di gatti egiziani databili tra la fine del IV secolo a.C. e il IV d.C. è stata ritrovata anche in resti felini dello stesso periodo, provenienti da Bulgaria, Turchia e Africa subsahariana. Secondo Geigl, i marinai avrebbero portato i gatti sulle navi per lo stesso motivo: tenere lontani i roditori.

Ma forse la scoperta più sorprendente riguarda il fatto che resti di gatto con questa stessa linea di dna mitocondriale, databili tra VIII-IX secolo, sono stati ritrovati in un sito vichingo della Germania settentrionale.
marco arcidiacono - wired.it - sciencealert.com - 2016

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i gatti domestici discendono dal gatto selvatico africano Felis silvestris lybica e che il legame con gli esseri umani sarebbe nato agli albori dell'agricoltura, nella Mezzaluna Fertile, circa 10.000 anni fa .. dalla Romania del Mesolitico all'Angola dei nostri giorni, passando per l'antico Egitto e il Medioevo.

ansa - 2017

Uno studio complesso sull’origine dei gatti sulla terra, che risale ad oltre 9.000 anni fa. Questa una delle scoperte della ricerca pubblicata sulla rivista Nature Ecology and Evolution, che ha preso in esame, in laboratorio, il Dna dei resti di 200 gatti. Un’analisi approfondita, su reperti archeologi che ha anche permesso di tracciare le diverse linee genetiche, in base ai luoghi d’origine, chiarendo la distinzione tra gatto selvatico e gatto domestico.
Un dominio millenario che si estende dalla Romania del mesolitico all’Angola di oggi.  Non solo, il legame con gli esseri umani risalirebbe agli albori dell’agricoltura, durante il Neolitico in Medio Oriente. Da qui l’animale si sarebbe trasferito nel resto del pianeta, seguendo le migrazioni stagionali.   In Egitto, sempre secondo lo studio, in epoca classica romana, si sono spostati al seguito dei loro padroni lungo le principali rotte marittime e terrestri.
it.euronews.com - 2017

 






Le razze feline sono nate dal Felis silvestris africano di oltre 5 mila anni fa

la specie selvatica da cui deriva il “nostro” Felis catus che è presente con milioni di esemplari in tutto il mondo.
Fin dai tempi degli Egizi,
Felix catus è ancora, per molti versi, un animale misterioso.
fb/focus - 2016
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un micio sulle tegole intorno al 100 dC
Un archeologo inglese del Museo Gloucester City avrebbe scoperto una antica tegola romana di circa 2000 anni fa su cui sarebbe passato un micio.
la tegola era probabilmente stata messa ad asciugare ed era ancora morbida.
the dodo - blogs.discovery.com - 2015

impronte su un'altra tegola del 1490 circa e su un documento del 1445.
raffaele portofino - dailybest.it - 2015

 

 

 

 

 

 

Da sempre nella storia

Il fascino del gatto attraversa i continenti e le epoche. Divino, stregato, portafortuna, nel bene e nel male è da sempre un protagonista. Innanzitutto perché proteggeva il raccolto dai topi.

Perciò nel 1500 a.C. un faraone lo elesse addirittura a divinità: la dea Bastet, raffigurata con la testa di gatto. Il profeta Maometto preferì tagliare la manica di un prezioso abito piuttosto che disturbare il suo Muezza che vi dormiva sopra e ancora oggi i gatti circolano indisturbati nelle moschee: fatto che, all’epoca delle crociate, aveva scandalizzato i soldati cristiani e che potrebbe aver contribuito alla fama “luciferina” dei gatti.    

maria teresa truncellito - truncellito.com 

 

 

MA . . DA DOVE VIENE IL gatto di casa  ?

arrivò durante l'epoca glaciale


Amato e addomesticato perché salvava i raccolti dai topi, il gatto 'di casa' è nato in Medio oriente, nella Mezza Luna Fertile. Secondo i ricercatori americani del National Cancer Institute di Bethesda proprio questa abilità ha dato il via al rapporto tra uomini e felini, nato in questa area del mondo e non in Egitto, come si pensava, dove per altro veniva adorata una divinità con la sua immagine. E' questo il risultato di uno studio pubblicato dalla rivista Science. I genetisti guidati da Stehephen O Brien, che stanno lavorando a un progetto genoma per i felini, hanno analizzato il Dna mitocondriale di 979 gatti moderni, appartenenti sia alle specie domestiche che alle cinque specie selvagge ad oggi conosciute.
Questo materiale genetico, che si trasmette solo per via materna, e quello piu usato per questo tipo di studi perche meno suscettibile di variazioni anche in caso di incroci fra razze diverse. I gatti selvaggi analizzati appartengono a specie che vivono in diverse aree del pianeta, Europa, Africa sub-Sahariana, Cina, Asia Centrale e Medio Oriente. Dall'analisi e emerso che gli antenati dei felini addomesticati erano proprio quelli selvatici che vivevano 130mila anni fa nella cosiddetta Mezzaluna Fertile, un area che si estende dal Mediterraneo Orientale alla Turchia fino all'antica Mesopotamia. Questo è esattamente il posto dove circa dodicimila anni fa l uomo ha smesso la vita nomade e ha iniziato a coltivare i campi spiega O Brien e dove sono stati addomesticati quasi tutti gli altri animali domestici. I ricercatori hanno trovato almeno cinque linee di Dna mitocondriale nei gatti moderni, concludendo che le progenitrici sono state almeno 5 gatte, che hanno dato vita a tutti i felini domestici che vediamo al giorno d'oggi. Secondo le loro conclusioni i gatti selvatici sono stati attirati verso gli insediamenti umani per la presenza dei neonati granai, e quindi dei topi al loro interno. L uomo avrebbe tollerato la presenza dell'animale proprio per l'abilita nello scacciare i roditori, e avrebbe portato con se questi animali nei successivi spostamenti per proteggere i depositi di grano. Il passaggio dagli antichi granai ai divani invece non e stato ancora datato.
Questa scoperta contraddice l'ipotesi fin qui piu accreditata degli Egiziani come prima popolazione ad addomesticare i gatti che all'epoca dei Faraoni che sono venuti diverse migliaia di anni dopo i primi insediamenti nella Mezzaluna Fertile, erano rispettati e considerati simili a divinita , rappresentato nel pantheon dalla dea Bastet, una donna con testa di gatto o come un gatto vero e proprio. In realta il primo colpo a questa teoria era stato dato tre anni fa dalla scoperta a Cipro di un cimitero, risalente a 9500 anni fa, che conteneva sia resti umani che felini, ma non tutti i ricercatori erano concordi sul fatto che questo indicasse un vero e propria addomesticamento. In Europa, e precisamente nella penisola iberica, il gatto arrivò durante l'epoca glaciale.

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l'addomesticamento dei gatti non è iniziato in egitto ma circa 9500 anni fa - 7500 A.C. nell'era neolitica

ansa.it - it.notizie.yahoo.com - ilmessaggero.it - sciencemag.org - gattivity.blogosfere.it - lastampa.it/la zampa - corriere.it

SI SONO ADDOMESTICATI DA SOLI

Non sono stati gli uomini a prendere dei gatti e a metterli in gabbia .  Gli uomini semmai hanno più o meno permesso ai gatti di addomesticarsi da soli. 

claudio ottoni - università lovanio - 2017
Una seconda linea di discendenza, composta dai gatti africani che hanno dominato l'Egitto, si è diffusa nel Mediterraneo e nella maggior parte del Vecchio Mondo a partire dal 1500 avanti Cristo. Il gatto egiziano aveva probabilmente dei comportamenti che lo rendevano attraente per gli esseri umani, come ad esempio la socievolezza e la docilità.
I risultati della ricerca suggeriscono che la popolazione umana preistorica ha iniziato probabilmente a portarsi dietro i gatti durante i viaggi lungo le rotte del commercio per tenere sotto controllo i roditori.

casey smith -  nationalgeographic.it  -  2017

CINA

uno studio pubblicato su Pnas rivelerebbe che l’addomesticamento cinese risale al 5.300 a.c.  nelle fattorie di Quanhucun perchè i felini erano utili nella caccia ai roditori che saccheggiavano i depositi dei raccolti.
i gatti venivano nutriti con il miglio dei contadini già 7.000 anni fa e l'addomesticamento AVvenne piu tardi.

si presume che i gatti di quanhucun discendessero dal gatto selvatico del vicino oriente.
CIPRO

a cipro  è stata scoperta una tomba del 7.500 a.c. dove venne sepolto un micio accanto ad un essere umano.
pnas.org - corriere.it - 2013

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Mesopotamia culla di tutti i gatti del mondo
Studio americano rivela che tutti i felini discendono in realtà da un gruppo di sei loro antenati che vivevano nell'attuale Iraq
...
Science ha identificato i progenitori dei 600 milioni di gatti domestici ... IL CUI codice genetico del felis domesticus corrisponde a quello del gatto selvatico medio orientale, il felis silvestris lybica, che vive da 130 mila anni nell'antica Mesopotamia. Gli scienziati hanno identificato cinque ceppi di gatti selvatici: oltre al mediorientale, c'è l'europeo, il sudafricano, il centro-asiatico e quello del deserto cinese. I gatti di casa di tutto il mondo però deriverebbero da uno solo, quello mesopotamico.
SEI GATTE PER 600 MILIONI -
La storia del felice incontro tra esseri umani e gatti sarebbe avvenuta quindi circa 10 mila anni fa nell'area della Mezzaluna fertile, dove tra il Tigri e l'Eufrate gli uomini del neolitico cominciarono a coltivare i campi, dando origine alla più importante rivoluzione della civiltà umana. Ma i granai, si sa, attirano i roditori, e i roditori sono una delle prede ideali dei piccoli felini. Così probabilmente alcuni esemplari - circa una mezza dozzina, hanno valutato gli scienziati basandosi sulle mutazioni genetiche - hanno cominciato ad avvicinarsi ai villaggi, dove trovavano cibo abbondante e facile. Gli umani dal canto loro hanno salutato con favore l'arrivo di un tale formidabile alleato, e il sodalizio si è rivelato vincente per entrambi.
NON EGIZI MA NEOLITICI ...

Francesca Martino   - corriere.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Neolitico#La_transizione_neolitica 

 

 

 

IL GATTO PERSIANO NON E PERSIANO  -   IL GATTO ABISSINO NON E ABISSINO
RADICI FRANCO-FINNICHE - Ciò che secondo gli studiosi risulta del tutto nuovo è questa scoperta: che quella che oggi è conosciuta e classificata come «razza persiana», in realtà non ha avuto origine in Persia, ma dovrebbe esserci arrivata dall'Europa Occidentale. Lo studio ha indagato 22 distinte razze provenienti da Corea, Cina, Turchia, Israele, Germania, Finlandia, Brasile e Stati Uniti. Provengono tutte da un'area chiamata dagli studiosi «Fertile Crescent», che corrisponde appunto al Medio Oriente. Ma risalendo di dna in dna la ricercatrice californiana è giunta a verificare che il gatto 'persianò, che porta quel nome proprio perchè lo si riteneva originario della Persia, in realtà ha antenati europei, di origine finnico-tedesca.
L'ABISSINO... EURO-ASIATICO - Oggi i gatti di razza del mondo possono essere geneticamente divisi in quattro grandi categorie:
Europa Occidentale, il Mediterraneo, l'Africa Orientale e l'Asia. Tra le altre curiosità rilevate con certezza dallo studio, questa: il cosiddetto «gatto abissino», che in Gran Bretagna porta questo nome perchè si riteneva fosse stato introdotto in Inghilterra nel 1860 dai soldati di ritorno dalla guerra d' Abissinia, in realtà con l'Abissinia non ha nulla a che fare: i suoi antenati provenivano dall'Europa e dal sud est asiatico.

ansa 

http://it.wikipedia.org/wiki/Felis_silvestris_catus

www.ilmiogatto.net/evoluzione.htm  

 

 

 




CURIOSITA VARIA

la ' M ' sulla fronte del micio tigrato https://youtu.be/mmjzBTwZZ7o

... La M nelle leggende legate al Natale deriverebbe dall’aiuto offerto da un micio nel riscaldare Gesù bambino mentre si trovava nella mangiatoia. Maria avrebbe premiato e ringraziato il gatto lasciando come marchio sulla sua fronte l’iniziale del proprio nome.
...
Una storia dal mondo islamico racconta che Maometto aveva un gatto di nome Muezza. Il gatto una volta gli salvò la vita, ferendo un serpente che voleva attaccarlo. La M sulla fronte dei mici servirebbe a ricordare che Maometto amava i gatti e che questi animali dovrebbero sempre essere rispettati.
...

La scienza ha approfondito il tema delle caratteristiche del manto dei gatti tigrati e non e la presenza della M sulla fronte pare che possa avere un’origine genetica e che sia un segnale che contraddistingue soprattutto alcune razze, come il gatto abissino, noto anche come gatto d’Egitto.

marta albè - greenme.it

 

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LA CREAZIONE DEL GATTO

Il primo giorno della creazione, Dio creò il gatto.
Il secondo giorno della creazione, Dio creò l'uomo affinché servisse il gatto.
Il terzo giorno, Dio creò tutti gli animali della Terra affinché servissero da cibo per il gatto.
Il quarto giorno, Dio creò l'onesto e duro lavoro affinché l'uomo potesse provvedere al benessere del gatto.
Il quinto giorno della creazione, Dio creò una pallina scintillante affinché il gatto potesse giocarci o meno, a suo piacimento.
Il sesto giorno, Dio creò la scienza veterinaria per tenere in buona salute il gatto.
Il settimo giorno della creazione, Dio pensò di riposarsi...ma aveva da svuotare la lettiera!"

lozahir.splinder.com       paginainizio.com       xmission.com - inglese

.
Chi è più taoista di un gatto?

.  Chi conosce i gatti sa che sono naturalmente saggi, naturalmente equilibrati, naturalmente sereni.
. Chi conosce i gatti conosce le delizie di uno scambio di genuine effusioni di affetto, contenute da una spontanea eleganza.
. Perché il gatto è un animale allo stato fluido. Il gatto è aperto alla bellezza del mondo in cui coglie scintille impercettibili agli umani.
. Il gatto è un amico, un esempio, una medicina. Una finestra aperta sula natura e sul suo naturale fluire.
. La nostra civiltà non lo ha corrotto. Lui ha già la sua.
. Amarlo è facilissimo. Oppure impossibile. se ami un gatto, lui ama te. Se lo disprezzi, gli sarai indifferente. Non sprecherà la sua energia nell’opporsi a qualcuno.
. Nessuno è più taoista di un gatto.
paola rando - il tao del miao -  truncellito.com


 


il contrabbando dei felini al di fuori dell'antico Egitto era punito con la morte
i fenici  tuttavia continuarono la vendita di gatti a personaggi ricchi di atene e di altre città importanti dell'epoca
.
1888 - più di 300.000 gatti mummificati in un cimitero egiziano
utilizzati poi in gran bretagna ed america come fertilizzanti per l'agricoltura
fb/ilovecats
.
puss
The term “puss” is the root of the principal word for “cat” in the Romanian term pisica and the root of secondary words in Lithuanian (puz) and Low German puus.
Some scholars suggest that “puss” could be imitative of the hissing sound used to get a cat’s attention.
As a slang word for the female pudenda, it could be associated with the connotation of a cat being soft, warm, and fuzzy.

fb/ilovecats

 

VENERDI 17 - GIORNATA ANTI-SUPERSTIZIONE dal 2014

ORGANIZZATA DAL CICAP - COMITATO ITALIANO PER IL CONTROLLO DELLE AFFERMAZIONI SUL PARANORMALE. SUPERSTIZIONE ITALIANA .

eptacaidecafobia   -   DAL GRECO πτακαίδεκα/DICIASSETTE - E ΌΒΟΣ PHÓBOS/PAURA - PAURA DEL NUMERO 17 ABBINATO A VENERDÌ - RITENUTO PARTICOLARMENTE SFORTUNATO IN ITALIA E ALTRI PAESI DI ORIGINE GRECO-LATINA.

MEDIOEVO   -   IL GATTO NERO ERA COLLEGATO ALLE STREGHE PERCHÈ USCIVA DI NOTTE E IL COLORE ERA ASSOCIATO A LUTTO E INFERNO. I CAVALLI DELL'EPOCA NON VEDENDO BENE IL GATTO NERO DURANTE LA NOTTE SI SPAVENTAVANO DISARCIONANDO IL CAVALIERE.

PITAGORA   -   GRECIA ANTICA - IL NUMERO 17 ERA RIFIUTATO DAI PITAGORICI PERCHE TRA IL 16 E IL 18 USATI NELLA RAPPRESENTAZIONE DEI QUADRILATERI 4X4 E 3X6 .

ANTICO TESTAMENTO   -   IL DILUVIO UNIVERSALE COMINCIÒ IL 17 DEL SECONDO MESE - GENESI 7-11.

BIBBIA  -   DI VENERDÌ SAREBBE MORTO GESÙ.

-

ROMA - SULLE TOMBE DELL'ANTICA ROMA SI LEGGEVA VIXI/VISSI EQUIVALENTE A SONO MORTO/HO VISSUTO - ANAGRAMMA DI XVII=17 NUMERO ROMANO.

-

TEUTOBURGO  -  FORSE LA PAURA DEL NUMERO 17 DERIVA DALLA BATTAGLIA DI TEUTOBURGO DEL 9 D.C. COMBATTUTA TRA I ROMANI E I GERMANI DI ARMINIO E DALLA DISTRUZIONE DELLE LEGIONI 17, 18 E 19 - DOPO QUELLA DATA QUESTI NUMERI RITENUTI INFAUSTI NON FURONO PIÙ ATTRIBUITI A NESSUNA LEGIONE.

SMORFIA   -   NELLA SMORFIA NAPOLETANA IL 17 È SINONIMO DI DISGRAZIA.

http://it.wikipedia.org/wiki/Eptacaidecafobia

 




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